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Corto muso a chi? Le vittorie per 1-0 marchio di fabbrica di Mou

Che sia una moda, una tendenza, una casualità. La vittoria di corto muso alla Max Allegri, alla quale la Roma si sta abituando, porta tre punti e consapevolezza. Come scrive Il Messaggero, l’uno a zero è il risultato (quasi) perfetto, quello che ha caratterizzato il grande Milan anni 90 degli invincibili di Fabio Capello, sulla carta è sempre poco spettacolare.

La goleada ha maggiore appeal, questo è chiaro, ma nell’epoca del risultato a tutti i costi, conta vincere, anche per un solo centimetro, appunto, come nelle corse di cavalli. Ce lo vedete Mourinho che parla di corto muso, con un accento livornese alla Allegri? Forse no, ma la sua Roma ora come non mai è tornata ad essere sempre più a sua immagine e somiglianza: segna al minimo, subisce poco e, al momento, ha ripreso a vincere e correre verso la speranza.Calcolando gli uno a zero, i giallorossi sono avanti alla Juve di Allegri, che del corto muso ha il copyright: cinque per José, quattro per Max.Quattro di questi portano la firma di Tammy Abraham, ovvero le vittorie con UdineseTorinoSpezia Atalanta, mentre quella con il Cagliari è marcata (su rigore) da Sergio Oliveira.

Poi ogni uno a zero ha la sua storia. A La Spezia, ad esempio, la rete dei giallorossi è arrivata in ritardo, al minuto 99, mentre contro l’Atalanta è stata firmata alla mezz’ora ed è stata difesa fino alla fine.

Nell’ultima occasione è stata importante la resistenza ai tentativi di attacco nerazzurri, in Liguria il gol di Abraham è arrivato come liberazione dopo un assedio di quasi cento minuti, con 31 tiri verso la porta di Provedel.

L’ultimo successo contro l’Atalanta somiglia più a quelli contro il Torino o l’Udinese, arrivate sempre grazie alla rete dell’inglese, oppure a quella con il Cagliari (Oliveira) sempre in casa. Di diversa natura i successi per due a uno contro Sassuolo Cagliari in trasferta, anche qui vittorie di misura, ma per due a uno e non per uno a zero.

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Vitesse-Roma, il programma della vigilia: alle 18.45 la conferenza di Mourinho

La Roma si prepara ad affrontare il Vitesse per l’andata degli ottavi di Conference League. Mercoledì alle ore 18:45 ci sarà la conferenza stampa di Mourinho e di un calciatore. Di seguito tutto il programma della vigilia:

10:30 – Rifinitura del Vitesse
11:30 – Rifinitura della Roma a Trigoria
14:00 – Conferenza stampa di Letsch e un giocatore allo stadio
18:45 – Conferenza stampa di Mourinho e un giocatore allo stadio

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Roma, ecco dove Mourinho ha visto la partita contro l’Atalanta

Sta diventando un talismano: quando José Mourinho è squalificato, la Roma vince sempre. è successo tre volte su tre, prima a Cagliari con il vecchio vice Sacramento. E adesso, tra Spezia e Atalanta, con l’ultimo arrivato Salvatore Foti, che si è sbracciato in panchina per trasferire alla squadra le indicazioni recepite dall’altro collaboratore di Mourinho, Michele Salzarulo.

Mourinho, partita con l’Atalanta vista dallo stanzino

Come riporta il Corriere dello Sport, ieri Mou ha serguito la partita in tv in uno stanzino riservato dello stadio, in compagnia del g.m. Pinto, anche lui squalificato. Evidentemente la formula non provoca il corto circuito, anzi.  

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Ritiro in Olanda dopo il Vitesse. Poi si va a Udine

I giallorossi si alleneranno in Olanda prima della sfida con l’Udinese, come scrive Il Tempo.Programma speciale per le prossima due trasferte della RomaMourinho, partito ieri dopo la gara per Londra, ha deciso insieme ai dirigenti di risparmiare un viaggio alla squadra. Oggi domenica di riposo, domani riprendono gli allenamenti a Trigoria e mercoledì si partirà alla volta dell’Olanda: volo per Eindhoven e trasferimento ad Arnhem, dove il giorno dopo alle 18.45 sfiderà il Vitesse nella gara d’andata degli ottavi di Conference League. La vigilia del match europeo sarà anche l’occasione per tornare ad ascoltare Mourinho, rimasto in silenzio prima e dopo il Verona e anche ieri. Al termine del match di coppa i giallorossi resteranno in Olanda e si alleneranno lì fino a sabato, prima di spostarsi a Udine per la partita di campionato in casa dei friulani programmata per domenica 13 alle 18. Quindi il rientro nella Capitale per preparare un’altra settimana cruciale: giovedì 17 alle 21 c’è il ritorno all’Olimpico contro il Vitesse, domenica 20 alle 18 arriva il momento del derby.

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La Roma ha voglia di volare: l’Atalanta per Mourinho è l’ultimo treno Champions

L’ultimo match per sperare di raggiungere l’obiettivo massimo, un posto in Champions scrive Il Messaggero. È dura ma non si sa mai Il quarto posto si è via via allontanato, troppi i risultati negativi, troppe le chance buttate al vento. OggiMourinho ci riprova, contro l’Atalanta, davanti a 42 mila spettatori o poco più. Crederci, è quasi un dovere: la Roma cerca un successo esaltante all’Olimpico, che fino a oggi è stato spesso terra di conquista per quasi tutte le big e ultimamente anche per le più piccole: all’attivo un solo punto con il Napoli, poi sconfitte con Juve, Milan e Inter. La Roma, la soddisfazione di battere una grande se l’è tolta lontano da qui, all’andata a Bergamo, lo scorso dicembre e quel pomeriggio ha regalato punti e una grande illusione. Oggi è tornata la voglia di volare, per sognare l’impossibile o per consolidare quantomeno un posto in Europa League. È bastata la vittoria di La Spezia per riaccendere un po’ di entusiasmo e tornare a pensare in grande, nel nome di Mourinho, che ieri ha riaccolto Felix in prima squadra. I giallorossi devono superare qualche difficoltà e alcuni tabù per rilanciarsi in grande stile. La squadra deve ritrovare la vena realizzativa, non segna su azione dal 23 gennaio, trasferta di Empoli. Ha bisogno di maggiore continuità di risultati: dopo due successi di fila con Empoli e Cagliari, sono arrivati pareggi con Mou, che anche oggi non sarà in panchina, vuole provarci, sa che la Champions porta prestigio e soldi. Tra le concorrenti non c’è solo l’Atalanta (che ha tre punti in più e una partita in meno), nemica di oggi all’Olimpico, ma c’è pure la Juve, attualmente quarta a più sei, e la Lazio che segue a un punto e contro la quale la Roma giocherà tra due settimane. Tutto è in ballo, insomma e non si corre da soli. Gasperinirecupera Malinovskyi, che però non è al meglio, ed è tentato dal riproporre Muriel, che alla Roma ha segnato otto gol in sedici partite, con varie maglie.

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Graziani a RS: “Roma-Atalanta vale un posto in Europa League. Confermerei Zalewski a sinistra”

“Realisticamente ad oggi Roma-Atalanta vale un posto diretto in Europa League ma se i giallorossi vincessero, riavrebbero lievi chance di raggiungere il quarto posto”. Così Ciccio Graziani, ai microfoni di Retesport in esclusiva nel corso di 1927.

“Confermerei Zalewski a sinistra. Vina non mi ha mai convinto, non ho capito cosa abbiano visto in questo calciatore di eccezionale, a volte se c’è o non c’è nessuno se ne accorge. Il giovane polacco invece ha gamba, freschezza, qualità tecnica”.

“Non giocherei a tre dietro domani, ma a quattro, recuperando un uomo in più in mezzo al campo. Se fossi Mourinho, nel rispetto dell’Atalanta che va affrontata con attenzione, imposterei una squadra più coraggiosa” ha concluso Graziani.

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Roma, possibile riconferma di Zalewski contro la Dea: la probabile formazione

Dubbi e certezze. Mourinho ragiona sul miglior undici da schierare contro l’Atalanta, in funzione anche del piano strategico che lo Special One ha preparato insieme alla squadra nel corso di questa settimana di intenso lavoro a Trigoria. Vista l’ottima resa dell’andata, si va verso la riconferma del 3-5-2 con Zaniolo che tornerà a giocare al fianco di Abraham in attacco.

Davanti a Rui Patricio, il trio difensivo dovrebbe esser composto da Smalling-Mancini e Ibanez (in vantaggio su Kumbulla). Karsdorp largo a destra a centrocampo, con Pellegrini-Cristante-Mkhitaryan e poi il grande dubbio della vigilia. Chi giocherà a sinistra? Maitland Niles non ha convinto Mou nelle ultime settimane, stesso discorso per Vina, anche perchè il tecnico portoghese non ama la difesa a 5 pura. Per questo sta prendendo corpo la possibilità concreta di confermare Zalewski a sinistra, come appreso dalla redazione di Retesport.

Con questa formazione di partenza, Mourinho avrebbe poi El Shaarawy, i due terzini sopra citati, Shomurodov e Veretout, oltre ad Oliveira come potenziali cambi nella ripresa.

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Mou e Gasp, come ve la giocate?

Bergamo, 18 dicembre 2021: Atalanta-Roma 1-4. Un’illusione. Dopo quell’exploit, (doppietta di Abraham, Zaniolo e Smalling) il pari con la Sampdoria ha riportato tutti con i piedi per terra, si è spento di nuovo il sogno Champions. È stata l’unica vittoria stagionale con una big, ma non un punto di svolta, scrive Il MessaggeroLa Roma di Mourinho ci riprova, forse per l’ultima chance di sperare in quel quarto posto, prestigioso e milionario. Obiettivo difficile da raggiungere, visto che i punti di distanza tra la Roma e quel posto al sole – della Juve – al momento sono sei, con i bergamaschi tre punti avanti ai giallorossi ma con una partita in meno. Dalla sua, Mou ha la tradizione favorevole contro Gasperini: il primo non sarà in panchina, deve scontare la seconda giornata di squalifica, il secondo sì, lui ne aveva solo una e ha saltato la sfida contro la Sampdoria. José non ha mai perso contro Gasp: in sei partite, quattro ne ha vinte, due le ha pareggiate. Subendo solo 2 reti e questo è un dato particolare, visto che le formazioni del rivale hanno sempre (o quasi) avuto una grande predisposizione al gol. Il problema non è Mou contro Gasp o Mou contro l’Atalanta, ma è la Roma contro l’Atalanta, ora entrambe americane, da una parte Dan Friedkin e dall’altra Stephen Pagliuca, innamorati di affari, di calcio e anche di basket. L’ultimo successo all’Olimpico dei giallorossi risale al 2014, mica ieri. Da quella volta ha vinto solo a Bergamo, tre volte, mentre qui (domani ci sarà il pienone, oltre 40 mila spettatori e per il derby già superata quota 35 mila) ha conquistato quattro pareggi in sette gare.

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Mou, niente ricorso. Abraham, solo un gol all’Olimpico nelle ultime 6 gare

Contro l’Atalanta, nella gara di andata a BergamoAbraham è stato assoluto protagonista della vittoria della Roma, la prima (e finora unica) contro una big per il Mourinho giallorosso, con una doppietta che ha aperto e chiuso il match terminato 4-1. Da quel momento in poi il centravanti inglese non si è più fermato, segnando nelle successive 4 trasferte (MilanEmpoliSassuolo Spezia) e all’Olimpico un gol, che poi si è rivelato inutile, contro la Juventus.

Come scrive Il Corriere della Sera, quella contro i bianconeri, datata 9 gennaio, è l’unica rete segnata da Abraham nelle ultime 6 partite da lui giocate in campionato (non c’era per squalifica contro l’Inter) all’Olimpico; quello precedente lo aveva realizzato il 28 novembre contro il Torino. Tammy non vede l’ora di tornare ad esultare davanti ai suoi tifosi, e vuole farlo già dalla gara di sabato contro l’Atalanta.Quasi certamente, come nel match di Bergamo, sarà affiancato in attacco da Zaniolo, rimasto inizialmente in panchina contro lo Spezia ma poi rivelatosi decisivo per la conquista dei tre punti avendo conquistato il calcio di rigore poi realizzato dallo stesso AbrahamZaniolo, che nell’azione ha riportato una frattura al setto nasale, ieri si è allenato (senza mascherina protettiva) con il gruppo e sarà a disposizione di Mourinho, che non sarà in panchina.La Roma, infatti, ha deciso di non presentare ricorso contro la squalifica per due giornate comminata allo Special One dal Giudice sportivo dopo la gara contro il Verona.

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Mourinho e la Roma spariscono in discoteca

È giusto usare un ragazzino di 19 anni, arrivato a Roma un anno fa dopo un’infanzia difficile, come un esempio vivente? Punirne uno per educarne una trentina. A novembre, Felix Afena Gyan era il ragazzo volenteroso da premiare per il suo impegno, che aveva prodotto grazie a due gol la vittoria sul campo del Genoa. Scrive La Repubblica, era lo strumento per dire a tutta la squadra “prendete esempio”, con quell’incoronazione pubblica in favore di telecamera, col dono delle scarpe da 800 euro.

Un’ostentazione. Come la punizione di oggi. Lunedì Mourinho ha usato di nuovo Felix, ma per mandare un altro avviso ai naviganti: chi sbaglia, paga. Esponendolo alla gogna pubblica, dopo averlo pubblicamente esaltato. Poco importa che Zaniolo ed El Shaarawy avessero fatto lo stesso, una settimana prima, con presenze in discoteca documentate nella notte dopo una partitaccia della squadra a cui non avevano potuto partecipare.

Forse, agli occhi di Mourinho, quello di Felix è stato una sorta di tradimento, dopo tutto ciò che aveva fatto per il ragazzo. O magari ha semplicemente colto, nel reiterarsi di questa abitudine, una pericolosa deriva da arginare con le brutte. Uno scarso interesse del suo gruppo per le sorti della squadra, soprattutto da parte di chi in quel momento non fa parte del gruppo sceso in campo.

È come dire ai giocatori: “Vi interessa davvero della Roma? Importa ancora a qualcuno, qui dentro?” Restano però delle domande che le scelte di Mourinho lasciano inevase: è giusto punire un ragazzo che dalla trasferta era stato escluso per un infortunio, e non per qualche capriccio? È giusto punire lui per la sua età rispetto ai più grandi e ricchi compagni? O è soltanto un po’ più facile?