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Le Voci di Retesport

Petruzzi a RS: “Vittoria meritata. Il pubblico della Roma è unico” – VIDEO

“Roma-Lecce completamente diversa da Roma-Monza, per intensità, occasioni create e per lo spirito mostrato”. Così Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport, nell’analisi sul match vinto dai giallorossi: “Penso che la Roma meritasse ampiamente la vittoria, tante palle gol, tante occasioni sprecate. Poi sono stati bravi a riprenderla nel momento in cui si è rischiato il 2-0. Meraviglioso il pubblico giallorosso, che ha sospinto la squadra fino all’ultimo secondo. Ringrazio ogni giorno di essere nato Romanista, perchè il tifoso giallorosso è unico”.

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Rassegna stampa

Mou: «Il pubblico ci ha trascinato alla vittoria»

La Roma vince in rimonta grazie alla spinta dei tifosi. Entrambi nel recupero le reti che regalano ai giallorossi tre punti fondamentali per recuperare punti in classifica. Una delle motivazioni principali è stata la carica dell’Olimpico secondo Mourinho, che ha parlato di cuore e mentalità. «È stato possibile solamente grazie alla connessione tra calciatori e tifosi – ha affermato nel post partita – ho allenato moltissime squadre, ma non ho mai visto un pubblico che ti trascina alla vittoria in questo modo. Non è normale un supporto del genere, soprattutto perché quando eravamo sotto con il risultato hanno continuato a sostenerci, loro e la squadra hanno meritato questa vittoria importantissima».
Un rischio controllato per il tecnico portoghese, che con i cambi ha deciso di inserire numerosi giocatori offensivi: «Negli ultimi 15 minuti erava-mo sbilanciati, potevamo perdere per 3-2, abbiamo finito la gara con Belotti quinto di centrocampo e Kristensen braccetto in difesa, anche per-ché il Lecce sa far male grazie alla velocità degli attaccanti. Mi dispiace per Falcone – ha continuato – mi ha detto di essere romanista, ma quando gioca contro di noi gli si dovrebbe dare il premio Yashin, perché para tutto».

Come scrive il Tempo, Mourinho ha poi svelato un retroscena sul calcio di rigore, parlando anche delle condizioni di Dybala: «Non ho mai pensato che potesse giocare 90 minuti, né io, né lui, né il dipartimento medico. È rimasto in campo per l’emozione e per la squadra, ma la sua condizione diceva altro. Dopo la partita gli ho detto che non volevo portarlo a Praga per farlo preparare alla prossima di campionato, ma lui mi ha ribadito di voler giocare. Non doveva calciare nessun rigore o punizione diretta, perché la sua forma fisica non glielo concedeva, per quello dagli undici metri è andato Lukaku. So che Romelu – ha ribadito lo Special One – è un ragazzo sensibile, e quando sbaglia il suo cuore soffre, quindi avere la possibilità di realizzare il gol vittoria è un bene per la squadra e per lui, potrà dormire sereno».

Al termine della conferenza stampa Mourinho si è soffermato anche sul derby: «Mi aspetto la Lazio di sempre, un club con molta esperienza, come l’espulsione di Ibanez lo scorso anno, una squadra che sa gestire bene i momenti della gara». Al termine del match ha parlato anche Azmoun, autore del gol che ha iniziato la rimonta, il primo in Serie A. «Voglio dedicarlo alla mia famiglia – ha affermato l’iraniano – amo Roma, è una sensazione incredibile festeggiare davanti ai tifosi nei minuti di recupero».

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PARTITE

Roma-Lecce 2-1 (72′ Almquist, 90′ Azmoun, 94′ Lukaku) – VINCIAMO NOI NEL FINALE

La Roma affronta all’Olimpico dinanzi ad oltre 60 mila spettatori il Lecce di D’Aversa. Giallorossi a caccia dei tre punti dopo la battuta d’arrwesto a San Siro contro l’Inter. Out Spinazzola, Smalling, Pellegrini, Paredes (squalificato) oltre a Kumbulla e Abraham.

LE FORMAZIONI:

ROMA 3-5-2 – Rui Patricio, Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Bove, Cristante, Aouar, El Shaarawy; Dybala, Lukaku
A disp.: Boer, Svilar, Celik, Zalewski, Kristensen, Joao Costa, Sanches, Pagano, Azmoun, Belotti
All.: Mourinho

LECCE 4-3-3 – Falcone, Jendrey, Pongracic, Baschirotto, Dorgu; Kama, Rafia, Ramadani; Almquist, Krstovic, Banda
A disp.: Brancolini, Samooja, Venuti, Smajlovic, Touba, Gallo, Gonzalez, Blin, Oudin, Faticanti, Berisha, Samek, Strefezza, Piccoli, Sansone
All.: D’Aversa

Arbitro: Colombo. Assistenti: Baccini-Margani. IV: Fourneau. VAR: Maggioni. AVAR: Piccinini.

RETI: 72′ Almquist, 90′ Azmoun, 94′ Lukaku
CARTELLINI: Ammoniti: Banda, Durgu, Sanches, Strefezza, Llorente


94′ – GOOOOOOOOLLLLLLLLL del 2-1 della Roma realizzato da Lukaku che sposta un avversario in area e scarica sotto la traversa

90′ – Pareggio di Azmoun di testa su assist di Zalewski

79′ – Grande sponda di Lukaku per Dybala che calcia a giro, Falcone battuto ma la palla termina fuori

77′ – Zalewski, Kristensen e Belotti per El Shaarawy, Karsdorp e Mancini

73′ – Azmoun per Aouar

72′ – Vantaggio del Lecce con Almquist

70′ – Sanches per Bove

68′ – Angolo di Dybala, sfiora Mancini di testa pallone sul fondo

54′ – Miracolo di Falcone sul tiro secco di Lukaku

53′ – Grande discesa di Pongracic che si incunea in area e calcia, parata a terra di Rui Patricio

51′ – Tentativo di Jendrey dalla lunga distanza, pallone alto

Inizia la ripresa

CRONACA SECONDO TEMPO:

Fine primo tempo

31′ – Magia incredibile di Dybala che riceve palla da Karsdorp al limite dell’area, si alza con l’esterno il pallone eludendo l’avversaria e calcia in diagonale, palla fuori di poco

24′ – Grande opportunità per El Shaarawy che ricevuta palla da Cristante ha vinto un contrasto e ha calciato di potenza col destro dall’interno dell’area, pallone alto. Sull’angolo successivo è Aouar a sfiorare la rete con un tiro a giro, gran parata di Falcone

20′ – Ci prova il Lecce con Almquist conclusione in diagonale debole, parata da Rui

1′ – Paulo Dybala calcia a botta sicura su assist di Aouar e trova la deviazione con la mano di Baschirotto. I giocatori giallorossi chiedono l’intervento del VAR per un calcio di rigore, richiesto a gran voce da tutti. L’arbitro Colombo va al monitor e concede il penalty dopo una lunga review. Dal dischetto Romelu Lukaku che si fa respingere con i piedi il rigore

Squadre in campo, inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO:

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Rassegna stampa

Mourinho sfida il palazzo. José punge anche la Roma: “Nessuno si lamenta, parlo solo io e non dovrei”

Non è stata una conferenza: è stato un crescendo di punture, un climax di strali. José Mourinho ha utilizzato la vigilia di Roma-Lecce, la partita in cui sarà riammesso in panchina, per ripartire all’attacco. Primo bersaglio, ancorché ultimo in ordine cronologico, è Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, che aveva reagito alle lamentele sul calendario accusandolo di cercare alibi per la sconfitta contro l’Inter.

Ecco le fiammate di Mourinho: “Nel calcio si cercano alibi dopo, quando si è perso. Io invece dicevo già prima che il calendario fosse penalizzante per la Roma. Purtroppo c’è gente che è arrivata nel calcio con il paracadute, con un bell’abito e una cravatta elegante, che è stata scelta per lo status o per la posizione politica senza avere alcuna esperienza del nostro mondo. Loro certe dinamiche non le conoscono o se le conoscono, peggio, fanno finta di non saperle. Ci sarà un motivo se all’Olimpico i tifosi della Roma, che non sono stupidi, fischiano sempre l’inno della Lega. Certe persone devono essere rispettate, ovviamente, ma le loro parole non meritano un commento: è come se io parlassi di fisica nucleare o di produzione cinematografica…”.

Come scrive il Corriere dello Sport, quest’ultimo riferimento è sembrato una frecciata ai Friedkin, ai quali ha riservato un capitolo ben delineato dell’analisi: “Il nostro club non tira fuori queste cose, non ne parla neanche a livello istituzionale, quindi sono sempre io a tirarle fuori anche se non dovrei”. L’abisso tra proprietà e allenatore è dunque ai massimi storici: già dopo la finale di Budapest, persa tra le polemiche con l’arbitro Taylor, Mourinho aveva chiesto una figura dirigenziale che potesse sostenere la linea politica della società. Non gli è stata concessa. Il rapporto insomma resta sul filo. (…)

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Rassegna stampa

Roma-Lecce, le probabili formazioni: Karsdorp ed El Shaa sulle fasce

La Roma affronta il Lecce all’Olimpico ancora senza Pellegrini, Smalling e Spinazzola. Ecco le probabili formazioni indicate questa mattina dai principali quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Bove, Cristante, Aouar, El Shaarawy; Dybala, Lukaku

IL CORRIERE DELLO SPORT – Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Bove, Cristante, Aouar, El Shaarawy; Dybala, Lukaku

IL MESSAGGERO – Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Bove, Cristante, Aouar, El Shaarawy; Dybala, Lukaku

IL TEMPO – Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Bove, Cristante, Aouar, Zalewski; Dybala, Lukaku

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Interviste

Mourinho: “Dybala e Sanches disponibili. Soddisfatto della prova di Milano. Se ci mancano 5 titolari non ne abbiamo altri come le big”

Josè Mourinho ha parlato alla vigilia di Roma-Lecce. Ecco le sue dichiarazioni in conferenza stampa:

Questione infortunati. Dybala e Sanches?

“Tornano in squadra, non in condizioni ottimali. Secondo il dipartimento medico e i preparatori senza rischio. È quello che abbiamo bisogno di sentire”.

Che caratteristiche ha il Lecce?

“È una buona squadra, di contropiede. Sono molto veloci sulle fasce. Hanno soluzioni per cambiare durante la partita. Ha un allenatore bravo che sa organizzare la squadra per costruzione e in fase difensiva. Sta facendo un buon campionato, ha perso solo una partita con il Napoli”.

Le critiche su come ha giocato contro l’Inter? Cosa manca alla Roma per giocarsi le partite alla pari?

“Se mancano 5 titolari all’inter, al Milan, alla Fiorentina, alla Juventus e all’Atalanta ci sono altri 5 titolari per giocare, così a tutte le squadre di alta classifica. Quando mancano a noi, non ci sono altri titolari. Ti sei risposto”.

A proposito degli infortunati, bisogna rassegnarsi al fatto che 5 giocatori titolari non potranno mai esserci al 100% se non per brevi periodi?

“Una cosa è un giocatore infortunato, un’altra cosa è un giocatore con una storia clinica. Bale è stato il miglior giocatore del mondo per 4/5 anni ma la sua storia clinica non gli ha permesso di esserlo sempre ed è stato sostituito da altri per mantenere il livello alto. Io sono contento di aver certi giocatori alla Roma con una storia clinica quando ci stanno”.

Quante partite si aspettava dai giocatori con una certa storia clinica?

“Sono contento di averli perchè non posso avere altro. Con l’inter siamo stati in partita fino all’ultimo, con una punta di fortuna avremmo vinto, abbiamo avuto quello che ci aspettavamo. Sono stato triste per lo sforzo dei giocatori, che hanno giocato 2 giorni prima. Sono andato via soddisfatto. Abbiamo preso un gol che non si deve prendere. I ragazzi hanno fatto bene nonostante le limitazioni per freschezza e per gambe. Domani non abbiamo Paredes perchè è squalificato, abbiamo metà Dybala e un terzo di Renato Sanches. Cercheremo di vincere domani e avvicinarci di nuovo”.

Riguardo le fasce, abbiamo visto contro l’Inter Celik spostato sulla sinistra con El Shaarawy già in campo. Era una soluzione dettata sul momento o che potremo vedere anche in futuro?

“Cerchiamo di fare il meglio possibile per la squadra. Tutto è fatto per necessità e prendere il meglio della squadra”.

Il calendario porterà tante partite ravvicinate. Sente questa cosa come un problema o come un’opportunità? “Il numero di partite le sappiamo prima dell’inizio del campionato. Abbiamo il campionato, la coppa e l’Europa League. Ci sono squadre con più potenziale per fare tutto questo e altre che ne hanno meno e hanno difficoltà. Se avessimo 6 centrali, potremmo giocare anche ogni 3 giorni. Quando ne hai 4, che diventano 3, che diventano 2, diventa più difficile. Nel calcio penso che la parola alibi si usa più quando si perde. La parola alibi non si utilizza in anticipo. Noi parliamo del calendario dall’inizio del campionato, non lo abbiamo fatto per la prima volta dopo l’Inter. Capisco che nel calcio c’è tanta gente con il paracadute. Non è il loro mondo, non lo conoscono, vengono per status o politica. Per l’abito o la cravatta. Non è gente nata e cresciuti nel calcio. Queste persone vanno rispettate per lo status e basta. Non vale la pena commentare. È come se io parlassi di fisica atomica o di cinema. Sono dei paracadutisti arrivati e che sono qui. Non sanno cosa significare giocare dopo 3 giorni, non sono cosa è l’accumulazione oppure lo sanno e fanno finta di non sapere. Nella Lega Calcio c’è anche gente con una storia di calcio e che ha lavorato nel mondo del calcio con squadre che sa quali sono le difficoltà e sa cosa è la stanchezza. C’è gente che ha lavorato nell’organizzazione dei club. Potevano influenzare positivamente. Dopo ogni partita in Europa, siamo sempre la squadra che soffre di più. Se il nostro club non fa questa domanda pubblicamente, sono sempre io che devo parlare delle stesse cose e magari non dovrei farlo: per me l’alibi nella grammatica calcistica è qualcosa che si utilizza dopo. La prossima settimana succederà di nuovo ed è l’unico momento nel quale dici “sfortuna”. La Lazio gioca martedì, noi giovedì. Non possiamo giocare lunedì perché c’è la pausa e la partita dovrà essere domenica. Qui siamo stati sfortunati punto. La Lazio avrà un vantaggio ma non c’è niente da dire o commentare. Tutto quello che è successo fino ad oggi e che tornerà dopo, la Roma p veramente penalizzata. Fortunatamente per me mi sembra che i tifosi non sono degli scemi perché in ogni partita la musica della Lega è fischiata, ci sarà un motivo. Loro non sono scemi”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 4 opzioni offensive per ripartire: l’analisi

La sconfitta contro l’Inter è ormai alle spalle. La Roma domenica deve ripartire contro il Lecce. Tre punti da conquistare a tutti i costi, per preparare al meglio il derby ma anche non allontanarsi dalla zona europea.

Mourinho non avrà sicuramente a disposizione Pellegrini, Spinazzola e Smalling, oltre a Paredes squalificato. Pochi centrocampisti in rosa per questa sfida (con il rientro di Sanches in panchina) ma tante opzioni diverse in attacco, complice il recupero di Paulo Dybala, che al 99% partirà titolare contro i salentini.

Il tecnico giallorosso per questa sfida potrebbe optare per una leggera variazione sul tema tattico impostato con alterne fortune da inizio anno, tornando al caro 3-4-2-1. El Shaarawy e Dybala dunque giocherebbero alle spalle di Romelu Lukaku, a caccia di un altro sigillo all’Olimpico, dopo le due gare consecutive a secco in campionato.

Un’altra ipotesi sempre con questo sistema potrebbe essere l’avanzamento di Aouar sulla linea dei trequartisti, con Dybala sul centrosinistra a giostrare più libero al fianco del belga. In questo caso il Faraone potrebbe giocare a sinistra, visto lo stato di forma particolarmente negativo di Zalewski.

Attenzione anche a Sardar Azmoun: l’iraniano, non schierabile in Coppa, quasi certamente tornerà protagonista contro il Lecce dopo l’ottimo ingresso col Monza e il leggero affaticamento muscolare accusato subito dopo quella sfida. Azmoun titolare al fianco di Lukaku porterebbe Dybala a giocare più da numero 10 classico, un’opzione ultra-offensiva praticabile certamente sulla carta, ma poco probabile almeno dall’inizio. Improbabile l’opzione numero 4, quella di Belotti e Lukaku vicini con Dybala a ridosso. Si andrebbe ad ingolfare troppo l’area di rigore, anche se Belotti potrebbe sostenere in termini di corsa il rientro dell’argentino che ovviamente dopo un mese di stop non sarà al 100% sul piano della brillantezza.

Tante assenze dunque per Mou, ma la rosa comunque è profonda a tal punto da offrire diverse soluzioni. Da sfruttare a tutti i costi.


Sul nostro Profilo Twitter ‘Retesport’, il sondaggio a cui poter rispondere sul tema dell’attacco in vista di Roma-Lecce. Partecipa anche tu!

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Rassegna stampa

Mou e Tiago alla porta. È l’ora delle scelte

Silenzio, non parla Friedkin. Calma piatta a Trigoria sul fronte rinnovi a otto mesi dalla scadenza dei contratti dell’allenatore e del general manager della Roma. José Mourinho e Tiago Pinto, almeno per quanto filtra ad oggi, non conoscono il proprio futuro e l’incertezza si riflette anche nella pianificazione più immediata. Un tema, questo, emerso già ad inizio stagione quando suonava quantomeno inusuale iniziare il campionato con le due figure più importanti dell’area sportiva con la clessidra girata.

Come scrive il Tempo, per ovvie ragioni la posizione di Mourinho risulta mediaticamente più ingombrante, e il tecnico lascia intendere più o meno velatamente che entro l’inizio dell’anno si aspetta una presa di posizione dalla proprietà e che lui sarebbe disposto a discutere sul proprio futuro nella Capitale. Ma da Mr. Dan nessuno spiraglio.

Anche la posizione di Pinto resta quantomeno ambigua, e pur avendo meno risalto nelle chiacchiere quotidiane sulla Roma, il suo destino è cruciale anche per quello della squadra. C’è un mercato di gennaio da fare, seppur con risorse limitatissime, dei contratti di calciatori in scadenza (Spinazzola e Rui Patricio, non certo due figure di contorno) e una pianificazione che i grandi club iniziano già a stagione in corso.

L’aria di confusione e incertezza che c’è attorno a Trigoria emerge anche all’esterno, con il disorientamento delle controparti protagoniste delle dinamiche di mercato. Chi prende le decisioni a Trigoria? Ci sarà Pinto o Mourinho il prossimo anno? O addirittura entrambi? Questa ultima ipotesi sembra molto complicata, non tanto per i rapporti tra i due protagonisti che almeno nella narrazione degli stessi sono ottimi. Quanto più per un’evidente (siamo al terzo anno) distanza di vedute e di strategie.

Resta il fatto che non esiste una contrapposizione e che non è interesse né dell’allenatore né del direttore di chiedere l’uno la testa dell’altro. Ma una risposta, che può prevedere anche una doppia conferma, deve necessariamente arrivare dalla proprietà. Per la salute del club, per la stabilità del progetto e per la credibilità nei confronti di possibili obiettivi di mercato ma anche nei confronti dei calciatori che oggi vestono giallorosso. Una chiarezza invocata e tipica della gestione “italiana” delle società calcistiche, ma probabilmente poco affine (come abbiamo imparato a conoscere in questi tre anni abbondanti) dei Friedkin. Non per mancata trasparenza, ma più per un modus operandi che crede fermamente nel rispetto dei contratti e pretende libertà di scelta nei tempi e modi ritenuti opportuni. (…)

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APPROFONDIMENTI

Una Roma piccola con le grandi: solo 3 vittorie su 23 nell’era Mourinho

Recuperare i sette punti persi con Salernitana (2-2), Verona (2-1) e Genoa (4-1), significa dare qualcosa in più quando di fronte a Mourinho si presenteranno Juve, Lazio, Napoli e Milan e Inter nelle due gare di ritorno.

Da quando lo Special One siede sulla panchina della Roma, però, negli scontri diretti con questi cinque club ha totalizzato solo 3 vittorie: contro l’Inter un anno fa grazie a Smalling, con la Juve il 5 marzo scorso e con la Lazio. Un andamento che ricorda quello di Paulo Fonseca, con la differenza che l’ex tecnico non ha raggiunto due finali europee in due anni.

Il prossimo banco di prova sarà con la Lazio il 12 novembre. Se la Roma perderà anche in quella occasione, allora le possibilità di centrare il quarto posto a fine stagione si assottiglieranno sempre di più. Perché, salvo debacle inaspettate, le prime tre posizioni in classifica sembrano riservate a Inter, Juventus e Milan, mentre per la quarta lotteranno Napoli, Lazio, Roma e Atalanta.

Come scrive il Messaggero, potrebbe rientrarci anche la Fiorentina che attualmente è sesta a due punti dal quarto posto. Tre vittorie su tre scaccerebbero la crisi e darebbero gioia a un ambiente stanco di essere la vittima sacrificale delle squadre di alta classifica.

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Rassegna stampa

Gli affari di Pinto non hanno avvicinato la Champions League

Fatta eccezione per Lukaku, quali degli arrivi sarebbero stati titolari un anno fa nella Roma? Il malandato Sanches può insidiare Cristante? Kristensen è più forte di Karsdorp? Ndicka meglio di Ibanez? Paredes più efficace di Matic? Aouar più utile di Pellegrini?

E Azmoun supera Belotti? Per ora la risposta la dà la classifica: 8 punti in meno e, col derby alle porte, la Lazio davanti, nonostante abbia ricavi e stipendi più bassi.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, le scelte di Tiago Pinto finora sono deludenti e, ricordando le spese per Shomurodov e Vina ancora di proprietà, alcune fallimentari. Certo, in estate ha sì acquistato il solo Paredes (gli altri sono svincolati o in prestito), ma per averli ha alzato gli ingaggi, e senza successo. Eppure i Friedkin hanno dato un mandato chiaro: giocare la prossima Champions.

Solo per questo è stato fatto l’investimento Lukaku che, per un solo anno, viene a costare quasi 20 milioni tutto compreso. Non dubitiamo che Pinto stia a cuore ai vertici, ma a Trigoria si dice che, se Dybala e Lukaku hanno scelto la Roma, è anche per l’appeal che ha l’essere allenati da Mourinho. Meriti e demeriti del portoghese sono senz’altro Special, ma qualora un giorno ascrivesse a sé gli onori di avere la Joya e Big Rom – e a Pinto gli oneri di aver preso tutti gli altri – sarà difficile che i romanisti possano dargli torto.