Categorie
Rassegna stampa

Dan Friedkin-Mourinho, primo contatto a Trigoria

Dopo le parole espresse a Budapest, Dan Friedkin ha lanciato un primo segnale al suo allenatore. Come riferiscono diversi quotidiani questa mattina (Gazzetta dello Sport, Messaggero, Corriere della Sera e Corriere dello Sport), ieri a Trigoria c’è stato un primo contatto formale tra Josè Mourinho e Dan Friedkin, che ultimamente non era solito trascorrere ore all’interno del Fulvio Bernardini al contrario del figlio, sempre presente.

Il proprietario statunitense ha finalmente incontrato José Mourinho, anche se solo per un saluto rapido, dandosi appuntamento a breve per un incontro più operativo.

Presto se ne saprà di più, ma la tempestività con cui i Friedkin hanno raccolto l’invito di Mou si può considerare un bel segnale.

Categorie
Rassegna stampa

Mou detta le condizioni: vuole giocatori e un uomo forte al suo fianco

Nella vita ci sono i matrimoni d’amore e quelli d’interesse. Se però si è degli Special One, qualche volta si riesce anche a combinare i due aspetti in maniera vincente. È quello che sta tentando di fare José Mourinho, dopo che la finale di Europa League persa col Siviglia lo ha condannato a una stagione da “zero tituli”. (…) Le parole pronunciate sul prato e nel ventre dello stadio di Budapest e la notte insonne e furiosa trascorsa coi suoi fedelissimi racchiudono, infatti, tutte le possibili sfumature del suo pensiero, comprese le tentazioni sotto traccia del Psg (in cui il d.s. Campos lavora per portarlo) e dal Real Madrid (in cui comanda il presidente Florentino Perez, al quale è legato). Ecco, dal momento che i canti delle sirene non possono essere esplicitati perché ancora troppo timidi, è per questo che l’opzione Roma resta la più forte, anche alla luce di un contratto da 8 milioni di euro fino al 2024. (…) “La squadra merita di più e io merito di più”.

Come scrive la Gazzetta, che cosa vuole Mourinho? Una rosa più strutturata con 22-24 giocatori di pari valore e, come ha specificato, qualcuno che combatta alcune battaglie – prima fra tutte quelle arbitrali – senza farlo esporre. Ma le proteste arbitrali sono quanto di più lontano c’è dallo spirito dello sport Usa, così come è un mantra il fatto che i bilanci debbano essere sani. E per ora la Roma ancora non sa se giocherà l’Europa League o la Conference. Poi c’è anche l’aspetto dei tempi. È da gennaio che il portoghese chiede un incontro con i Friedkin, ma finora la richiesta non è stata esaudita. Logico che, se si dovesse arrivare a una separazione, non si può perdere tempo perché il club avrebbe bisogno di scegliere un sostituto, ma la palla adesso è nel campo dei Friedkin che ritengono che un contratto in essere abbia valore.

Categorie
Rassegna stampa

Mourinho pronto a restare. Ma chiede garanzie tecniche

I giorni di Mourinho. Quelli dove lo Special One e, soprattutto, le sue richieste, devono prendersi la scena e chiarire una volta per tute quale sarà il futuro del portoghese. Oltre alla ferita profonda e sanguinosa di una sconfitta ai calci di rigore, il post partita della finale di Budapest ha aperto definitivamente il campo delle discussioni attorno al futuro di José Mourinho, con il tecnico coinvolto in prima persona attraverso le dichiarazioni dello stesso. «Vado in vacanza lunedì, poi se fino a lunedì abbiamo tempo di parlare. Sennò vado in vacanza e dopo si vedrà. Io devo lottare per loro e non dirti obiettivamente che rimango. Ho detto alla società che la prima a sapere di un eventuale contatto con il club sarà lei. A dicembre ho parlato con lei quando c’era la nazionale portoghese. Dopo non ho più parlato perché non ci sono contatti. Ho un anno di contratto e la situazione è questa». Parole nette quelle del tecnico pronunciate a caldo dopo la sconfitta, che però vengono mitigate e corrette nella conferenza stampa, quando Mou parla a cuore aperto ai giornalisti presenti, con un virgolettato semplice nel contenuto ma incisivo e, nelle sue idee, risolutivo. «Voglio rimanere però i miei giocatori meritano di più e anche io merito di più e voglio lottare per qualcosa in più. Sono stanco di essere allenatore, uomo della comunicazione, la faccia che dice “siamo stati derubati”. Sono un po’ stanco di essere tanto, ma io voglio rimanere con determinate condizioni per dare di più». Più chiaro di così era davvero difficile. Mou, a stagione praticamente finita, ha scoperto le carte anche pubblicamente, dopo che da settimane serpeggiavano voci attorno alla sua volontà. Lo Special One a Roma sta bene, anzi, benissimo, e l’aspetto dell’empatia e della costruzione del gruppo in questa fase della carriera ha molto più spazio rispetto al passato. Ma non è l’unica cosa che conta. E non si tratta soltanto di soldi da investire sul mercato o di campioni da portare a Roma. La pressione in fase di calciomercato il portoghese la metterà sempre. Ma le sue richieste sono state chiare. Serve un aiuto da parte del club, il tecnico è stanco di lottare da solo contro decisioni arbitrali, di difendere sempre e solo inprima persona il suo gruppo.

Come scrive il Tempo, tra le garanzie richeste ai Friekdin c’è quella di mettere mano alla società, portando anche uomini che sappiano farsi sentire di più rispetto a quello che accade oggi. Poi c’è il mercato, certo, magari attraverso nuovi legami con personaggi influenti del calcio che possano aiutare nelle compravendite. La proprietà lo ha sempre saputo, ma ora il grido di Mou è stato reso pubblico: è il momento di un confronto. A giugno sarebbe stato tardi, secondo il Mourinho di qualche mese fa, ma l’assenza di altre proposte ha fatto prolungare anche il suo tempo di attesa. Lunedì il portoghese partirà per le vacanze, durante le quali (a detta sua) non vuole essere disturbato.

Ma appare difficile immaginare che una chiamata del presidente non venga presa in considerazione. Non è da escludere, anche se complicato, che ci si possa confrontare entro lunedì, quando ci sarà il rompete le righe di fine stagione. Sono proprio questi, perciò, i giorni di Mourinho, con una differenza non indifferente: la sua volontà è chiara, vuole restare. Vuole restare perché è innamorato dei suoi calciatori, è convinto che la Serie A sia un campionato attaccabile e che anche senza Champions si possa provare a vincere in Italia. Il confronto con la proprietà sarà essenziale, ma c’è cauto ottimismo sull’esito della chiacchierata tra José e Mr. Dan. «Lo dico onestamente, penso che ci siano più possibilità che mi vediate dopo lunedì. Lunedì vado via, ma le mie cose restano a Trigoria». Il dolore della finale misto all’orgoglio di Mourinho e dei suoi, che già prima del match con il Siviglia conoscevano il suo volere. E ora sperano di poter contare ancora per un po’ sul loro condottiero.

Categorie
NEWS

Mourinho alla squadra: “Io resto qui per voi” – FOTO

Josè Mourinho ieri sera, nonostante la sconfitta, si è preso la scena. Salutando tutto il pubblico presente compresi i tifosi del Siviglia, regalando la sua medaglia ad un supporter in tribuna, parlando in conferenza stampa e prima parlando alla squadra in mezzo al campo.

Un discorso motivazionale, di ringraziamento ma anche di rinnovata ambizione come emerge da un video emerso sul web: “Resto qua”, dice l’allenatore con ampia mimica gestuale. “Non ho nessun rimpianto”, inizia Mourinho guardando i suoi. Poi prosegue allargando l’aneddoto già raccontato alla vigilia in conferenza stampa: “Lorenzo e Gianluca (Pellegrini e Mancini, ndr) sono venuti da me…io sto qua, io voglio stare qua per voi. Resto qua e basta, resto qua. E punto”.

Categorie
Rassegna stampa

Mou indeciso

Quella di ieri sera sarebbe potuta essere la sua sesta coppa europea su sei finali disputate. José Mourinho ci è arrivato a un soffio: “Sono orgoglioso e tristissimo. Devo lottare per questi ragazzi e potrei rimanere qui. Siamo stanchi e orgogliosi, l’arbitro sembrava spagnolo”, dirà il tecnico nel postpartita. Ieri non si è mai seduto, ha litigato spesso anche con i componenti della sua panchina, ha parlato con il IV Uomo e alla fine ha perso la pazienza anche lui quando l’arbitro aveva assegnato un rigore (poi tolto) per un fallo inesistente di Ibanez e non ha fischiato il penalty in favore dei giallorossi dopo il tocco di mano di Fernando.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, a fine partita si è chiuso in se stesso, pensando anche al suo futuro dopo due anni in giallorosso. Domenica contro lo Spezia non ci sarà e dopo quel match dovrà decidere cosa fare. Del futuro di Mourinho aveva parlato Pinto prima della partita: “C’è ancora molto da fare per questo club. Sappiamo che il calcio a volte presenta delle sorprese e che non si può mai garantire al 100% quello che succederà in futuro. Ma da parte mia l’intenzione è di proseguire a lavorare insieme a lui”. L’impressione è che sia difficile che succeda perché anche il gm ha il contratto in scadenza nel 2024. I tifosi sperano di vedere lo Special One ancora in panchina in vista della prossima stagione. Se succederà, lo sapremo nei prossimi giorni.

Categorie
Rassegna stampa

Una 24 ore di tifo e cori poi la mezzanotte più buia e quei maledetti rigori

Ammainate le bandiere, rinfrescate le gole seccate dai cori, rifate gli zaini, ripescate le auto nei parcheggi dove le avete posteggiate e lasciate che i taxi scaldino i motori. Poi sarà di nuovo casa, di nuovo Roma. Ma con un carico di tristezza in più. La data è destinata a rimanere scolpita nella coscienza condivisa di un intero popolo: 31 maggio. O forse primo giugno. Giornate della nuova maledizione giallorossa, piovuta ai rigori pochi secondi dopo la mezzanotte. Un appuntamento segnato da un esodo e un controesodo di dimensioni ciclopiche. Migliaia di auto, van da 7 o 8 persone. Treni, notti in cuccetta.

Come scrive la Repubblica, aerei di linea in ritardo mostruoso sul tabellino di marcia e charter che hanno risucchiato i migliori slot aeroportuali sul mercato e i risparmi di un’intera curva. […] I coraggiosi sono quelli che si sono affidati al fato. O meglio, alla solidarietà giallorossa: senza avere esattamente in mente come tornare a casa, si sono accordati per lunghissimi passaggi a casa con chi hanno conosciuto sul posto. Magari con un tifoso appena conosciuto nella fan zone di piazza degli Eroi, lì dove a sorpresa nel pomeriggio si è fatta vedere anche la nuova direttrice generale della Roma, Lina Souloukou, per qualche selfie.

Poi la processione verso lo stadio. Colorata dai fumogeni e dagli striscioni (“Semo tutti er padre de Marta”) si è conclusa in un imbuto giallorosso a ridosso dello stadio. Un momento per chiudere gli ultimi patti per il ritorno in patria, poi tutti dentro. In una curva che ieri recitava così: “Figli della Lupa”. Figli, ieri sera, della cattiva luna di José Mário dos Santos Mourinho Félix.

Categorie
Rassegna stampa

Il piatto non piange. Una coppa, la finale, gli investimenti. La gestione Friedkin resta un successo

La vita, a volte, può assomigliare anche ad una favola, anche se per il lieto fine spesso capiti che svanisca sul più bello, come è successo ieri col Siviglia. Ma la storia non si dimentica. Così è bene ricordare come nel 2019 Dan Friedkin, magnate nato in California ma con ormai fiere radici a Houston, in Texas, abbia deciso acquistare la Roma, forte di un patrimonio personale pari a 5,5 miliardi di dollari, che lo rendono il 14° uomo più ricco degli Stati Uniti e il 466° più facoltoso nel mondo.

Da quel giorno d’estate, però, neppure il più ottimista fra i tifosi avrebbe pensato che la nuova Roma, dopo meno di tre anni di gestione, giocasse due finali europee. La Conference è stata vinta, l’Europa League invece no. Con tutti gli effetti collaterali che, a livello economico, tutto ciò porterà. La nuova proprietà della Roma, infatti, ha inaugurato un nuovo modo di portare avanti quello che è – e resta – un business.

Eppure, come scrive la Gazzetta dello Sport, se consideriamo anche i 199 milioni spesi per l’acquisto del club, i Friedkin hanno investito circa 750 milioni (grazie a diverse ricapitalizzazioni) per la Roma che – a differenza dei loro veri business (automobili, cinema, hotel di lusso, che fatturano circa 10,5 miliardi di dollari e impiegano circa 6000 dipendenti) – produce più disavanzi che utili. Ciò nonostante sul mercato in due stagioni sono stati spesi circa 92 milioni (più bonus) – come potete leggere nelle pagine specifiche – con il fiore all’occhiello rappresentato da Abraham, insieme a Schick il giocatore più costoso della storia del club (40 milioni).

Proprio per questo la mancata qualificazione in Champions costringerà la proprietà a nuovi sacrifici, anche perché solo l’ultima giornata di campionato stabilirà quale sarà la Coppa europea che la Roma dovrà disputare. I Friedkin hanno dimostrato che si può venire anche da lontano per diventare sia romanisti che vincitori. E se poi lo si fa coltivando l’arte del silenzio, in questi tempi di frastuono eccessivo, alla fine può diventare una lezione di vita. E pazienza se non tutte le favole hanno un lieto fine.

Categorie
Rassegna stampa

Battaglia infinita, Mou si arrende. Dybala non basta: gol e lacrime. È festa Siviglia

Il grande cuore della Roma non è bastato questa volta. I giallorossi hanno giocato meglio il primo tempo, passando anche in vantaggio grazie alla rete di Dybala, ma nella seconda frazione di gioco il Siviglia ha pareggiato i conti con l’autorete di Mancini. Il match è stato deciso ai rigori e a trionfare sono stati gli andalusi, che hanno conquistato la settima Europa League della loro storia. Rimane il rimpianto da parte della Roma dopo aver disputato una partita di enorme fatica durata ben 146 minuti. Al momento di calciare i rigori Mourinho aveva già sostituito i primi tre specialisti: Dybala, Pellegrini e Abraham. E quarant’anni dopo la sconfitta in finale di Coppa Campioni contro il Liverpool è arrivata un’altra beffa dal dischetto e questa volta sono stati Mancini e Ibanez a fallire il penalty.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, Mourinho aveva schierato a sorpresa Dybala dall’inizio e la scelta aveva ripagato, infatti la ‘Joya’ aveva portato in vantaggio i suoi al 35′ su assist di Mancini. A fine primo tempo il Siviglia ha colpito un palo con Rakitic e al decimo della ripresa è arrivato il pareggio grazie a un autogol. Poi il VAR ha tolto un rigore agli andalusi dopo un intervento pulito di Ibanez sul pallone. La Roma ha avuto la grande chance per andare sul 2-1 con Belotti, ma Bono ha compiuto un autentico miracolo. I tempi supplementari sono terminati con la traversa di Smalling al 131′. Poi i rigori, dove ha trionfato il Siviglia.

Categorie
NEWS

Mourinho allo staff arbitrale: “Siete una fottuta disgrazia”

Siete una fottuta disgrazia. Anche Rosetti è stato capace di dire che non era rigore e tu non sei stato capace“. Questa la frase rivolta da Mourinho, urlata anzi, nel sottopassaggio dello stadio dopo finale col Siviglia alla terna arbitrale che stava salendo su un pullman per lasciare l’impianto ungherese.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Sconfitta ingiusta, arbitro spagnolo. Futuro? Voglio restare, ma merito di più”

Josè Mourinho ai microfoni di Sky Sport:

“Siamo morti, di stanchezza fisica, mentale, morti perchè pensiamo sia un risultato ingiusto con tanti episodi da discutere. Non arriva la Coppa, arriviamo noi stanchi morti ma orgogliosi. Puoi perdere partite di calcio, ma non la dignità e la professionalità. Ho vinto 5 finali europee e ho perso questa, ma torno a casa orgoglioso, i ragazzi hanno dato tutto”

Le lacrime di Dybala dimostrano l’attaccamento alla maglia?
“Sì siamo attaccati alla maglia, alla nostra natura, prendiamo le cose con umiltà, serietà, lavoriamo tanto, diamo tutto quello che abbiamo, ognuno reagisce in un modo diverso, c’è chi piange, chi no, ma la verità è che siamo tutti tristissimi, con pianto o senza pianto, la verità è che torniamo a casa morti di stanchezza e di sentire che è ingiusto. Grande finale, grande partita, intensa, maschia, vibrante, con un arbitro che sembrava spagnolo. Gialli, gialli, gialli, Lamela che doveva prendere doppio giallo e poi è rigorista”

Il pubblico della Roma ha capito, vorrebbe conoscere il suo futuro?
“Vado in vacanza lunedì, se a fino a lunedì abbiamo tempo di parlare, sennò vado in vacanza e dopo si vedrà, ma io devo lottare per questi ragazzi, anche a non dirti obiettivamente che rimango”

Parlerà con la società per progettare il futuro?
“Sono un uomo serio, ho detto mesi fa alla società che se avessi contatti con i club i primi a saperlo sarebbero loro, non farei mai nulla di nascosto. Ho parlato con la federazione portoghese, poi nulla. Ho un anno di contratto con la Roma, la situazione è questa”


MOURINHO A DAZN:

Avete perso ai rigori, ma l’applauso finale è da brividi.
“Ho detto ai giocatori dopo la partita, parlo sempre onestamente con loro: ho vinto 5 finali europee prima di questa e non vado a casa meno orgoglioso delle altre cinque. Sono orgoglioso di loro. Avevo detto che o saremmo usciti da qui con la coppa oppure morti, usciamo morti. Siamo stanchi morti, anche io. Fisicamente e psicologicamente è stata una finale durissima, abbiamo giocato tipo 150 minuti, il tempo di recupero era pazzesco. Siamo abituati all’influenza degli arbitri in queste partite, siamo abituati e non è una novità per loro ma in una finale europea non me l’aspettavo”.

Per qualcosa in particolare?
“Basta guardare la bocca di Ibanez e capisci tutto, basta guardare Lamela che ha calciato il rigore e che doveva essere espulso. Basta vedere che la squadra che ha giocato meglio nel primo tempo ha ricevuto tre gialli e loro nulla. Pellegrini cade ed è giallo, Ocampos simula un rigore e non dà giallo. Per me un arbitro di questo livello è incredibile perché è bravo”.

Ha voglia di ricominciare con la Roma da qui?
“Ho voglia di andare a casa lunedì, ho voglia di giocare domenica e purtroppo non posso stare all’Olimpico. Purtroppo per le sanzioni nel calcio italiano sembra che sono un criminale. Ma ho bisogno di una vacanza, sono stanco”.

Ci sono i presupposti per restare a Roma?
“Certo, fino a lunedì sicuramente”.


MOURINHO IN CONFERENZA STAMPA

“Voglio rimanere però i miei giocatori meritano di più, io merito di più. Voglio lottare per quel di più. Sono stanco di essere allenatore, comunicatore, essere la faccia che dice che ci rubano le partite. Voglio rimanere per dare di più.” Così Josè Mourinho in un ulteriore passaggio della conferenza stampa al termine di Siviglia-Roma.

“Prossima stagione non giocheremo la Champions, forse meglio, è paradossale, ma non siamo pronti per la Champions. Dobbiamo ancora qualificarci ad una competizione europea, come l’Europa League…”