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Totti: “Felice per Pellegrini. Mourinho? Comunicherà il suo futuro a fine campionato”

Francesco Totti ha parlato ai microfoni di Sky prima della finale tra la Roma e il Siviglia. Queste le parole dell’ex capitano dei giallorossi

Com’è viverla così?
“Sono sensazioni diverse rispetto a Tirana. Anche quando giocavo erano le stesse ed era anche piu difficile”.

E’ più difficile rispetto a Tirana?
“Sono finali diverse, questa è più complicata perché il Siviglia è una squadra forte e abituata a questa partite”.

Vincerla significherebbe trattenere Mourinho?
“E’ significativa soprattutto per la Roma. Quello che farà Mourinho si saprà a fine campionato”.

Un messaggio a Pellegrini che porta quella fascia? Lo invidi?
“No non ho mai invidiato nessuno. Sono solo contento che c’è un altro romano che può alzare questo trofeo”.

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Josè, la finale e il mistero sul futuro: “Zero contatti con altri club”

Se non è un addio già scritto, poco ci manca. Almeno questa è l’impressione che ieri hanno lasciato le parole di Mourinho quando gli è stato chiesto del suo futuro. “Ne ho parlato con Pellegrini e Mancini, i due capitani, perché mi hanno fatto la stessa domanda – dice l’allenatore della Roma – A loro ho risposto in maniera obiettiva, anche se penso che questa sia una domanda più per Mendilibar che non ha un contratto. Rispetto all’Inter e a 13 anni fa è diverso, perché non avevo firmato con il Real Madrid, ma era tutto fatto. Adesso non ho nulla, zero contatti con altre società. Ma ora penso solo alla finale e a quello che vogliamo fare con il Siviglia”.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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Mourinho, al centro di tutto: “Lascerò la Roma come l’Inter? Zero contatti”

Vincere e dirsi addio, proprio come successe con l’Inter del Triplete nella notte della conquista della Champions League 2010? C’è sempre José Mourinho al centro della scena, anche se è cambiata la coppa ed è cambiata la squadra che allena, la Roma.

Mourinho è legato da contratto fino al 2024 ma, come ha ripetuto più volte, nel calcio i contratti a volte contano e a volte meno. Questo per i pessimisti. Gli ottimisti, invece, vedono queste frasi come l’ennesimo tentativo di chiedere ai Friedkin un mercato di grande livello. La Roma è vincolata al financial fair Play e anche per questo Tiago Pinto ha cercato e cerca parametri zero. Poiché stasera c’è in palio un trofeo, però, Mourinho ripete quattro volte la stessa parola: “Contiamo noi, noi, noi. E saremo noi a giocare una finale che ci siamo meritati, facendo tutto il percorso dall’inizio alla fine, mentre il Siviglia viene dalla Champions League”.

Come scrive il Corriere della Sera, Mou è cinque su cinque nelle finali europee arrivate in fondo a un torneo, escludendo cioè la Supercoppa: Uefa e Champions alla guida del Porto; Champions League sulla panchina del’Inter; Europa League con il Manchester United e Conference League con la Roma. Il Siviglia ha vinto invece sei finali di Uefa/Europa League su sei tra il 2006 e il 2020. Arbitra l’inglese Taylor, con cui Mourinho, In Premier, ha avuto più di uno screzio. Ma sarebbe una notizia il contrario.

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Mourinho: “Finale meritata. Futuro? I miei capitani sanno, ma ora conta domani…”

CONFERENZA STAMPA FINALE EUROPA LEAGUE – Le parole di Mourinho alla vigilia di Siviglia-Roma:

Percorso lungo il vostro… “Percorso lungo, diverso da quello del nostro avversario che arriva dalla Champions. Noi abbiamo fatto 14 partite per arrivare qui, lo meritiamo. Già dalla settimana scorsa ho detto che vogliamo giocare questa finale e la meritiamo. Aspettiamo solo questo, negli ultimi 3 giorni abbiamo lavorato per stare in condizione e lottare per il titolo”

Lei ha detto che la storia non gioca. Come si contiene la pressione di questa finale?
“Penso lavorando, quello che noi abbiamo fatto con poco tempo, perché negli ultimi 2 mesi abbiamo giocato tantissime partite, infortuni, viaggi, abbiamo avuto più tempo per fare recuperi e non veri allenamenti. Abbiamo lavorato tanto negli ultimi due giorni. La storia non gioca, il mio collega Mendilibar pensa diversamente, ho tanto rispetto per lui, pensa che il Siviglia sia favorito perchè la storia li rende tali, è una opinione che rispetto. Noi siamo qui perchè abbiamo meritato la finale, loro hanno una storia che noi non abbiamo per il Siviglia è normale giocare una finale di Europa League, per noi è straordinario, per i loro tifosi viaggiare per una finale europea è ordinario, per i nostri è storico. Ma domani vogliamo stare lì”

Grande rapporto tra Mourinho e l’ambiente Roma, ma c’è il rischio che replichi la serata del Triplete?
“Penso che queste domande vadano fatte più a Mendilibar, lui non ha contratto e la sua situazione è più complicata della mia. Io ho parlato con i miei due capitani, ho parlato con loro e in maniera obiettiva, non voglio che loro rispondano, una cosa tra me e la mia squadra. Loro sanno perfettamente cosa penso io. C’è una grande differenza con la situazione dell’Inter, all’epoca mancavano solo le firme col Real, in questo momento zero contatti con altri club. Al di là di questo, conta solo noi, noi che vogliamo giocare, noi soltanto noi”

A Madrid le vogliono ancora tanto bene?
“Anche io a loro, voglio tanto bene al presidente ma anche all’allenatore attuale. In generale l’allenatore non gioca, lavora tanto prima della partita, durante poco. Ho detto ai miei analisti, assistenti, con cui ho lavorato per tante ore, dopo l’allenamento di oggi, che il nostro lavoro era finito. Adesso la storia la devono fare i ragazzi. I colleghi di Madrid dicono bene quando affermano che il Siviglia è una grande squadra, anzi ne ha due, perchè hanno 25 giocatori dello stello livello, di grande livello, esperienza, qualità. Sono d’accordo con i colleghi di Madrid. Però loro non conoscono i miei ragazzi e la mia squadra in quanto squadra e domani saremo lì”

In una partita come questa quanto conta l’esperienza? “Il budget che ha il Siviglia, non è lo stesso che ha la Roma. Noi abbiamo giocatori che lo scorso anno giocavano nella Squadra B. Io ho avuto più opportunità di giocare le competizioni europee, ma Mendilibar è della mia stessa generazione: siamo alla pari. Anche per i giocatori è lo stesso: quelli del Siviglia hanno più esperienza, ma noi sono due anni che giochiamo insieme.”

In una partita come questa  pesa più l’esperienza di un allenatore o quella di un club? Cosa ha avuto di diverso rispetto al Tottenham? “La Roma mi ha dato la possibilità di giocarle, il Tottenham no”.

Dybala?
“Trenta minutini forse li ha”

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Ibanez: “Mourinho sta lavorando per riportare lo Scudetto a Roma”

Roger Ibanez ha parlato ai microfoni di AS.com alla vigilia della finale col Siviglia:

Come stai vivendo i giorni prima della finale?
“Cerco di essere il più calmo possibile, ma l’ansia cresce. Tuttavia, cerco di rimanere concentrato e prestare attenzione a tutto ciò che l’allenatore ci dice per saperne di più sul Siviglia e arrivare alla finale preparato”.

È questa la partita più importante della tua carriera dopo aver vinto l’Europa Conference League la scorsa stagione?
“Diciamo di sì, è una finale europea, la seconda consecutiva. Questa è più importante della finale di Conference League dell’anno scorso e anche se ho giocato molte partite importanti e speciali, questa sarà una delle più importanti”.

Com’è l’atmosfera a Roma? Senti la pressione? I tifosi hanno già apprezzato molto il titolo dell’anno scorso.
“I tifosi non vedono l’ora, per loro la cosa più importante è la vittoria, sono i titoli. Qui sono molto attaccati, anche per i giocatori è molto importante sentire quel supporto. Ma la pressione in quanto tale, non la sentiamo, la gente non sa cosa accadrà ma dobbiamo essere preparati a tutto”.

Affronterete il Siviglia, che è il re di questa competizione. Pensi che siano i favoriti per questo motivo?
“Sì, la gente sa com’è il Siviglia, che ha diversi titoli di Europa League e che è una squadra molto forte e ancora di più in questa competizione. Ma siamo forti anche noi e vogliamo giocare la finale per vincere e far felici i tifosi”.

Mourinho è uno specialista nella preparazione di questo tipo di partite. Cosa gli hai detto per affrontare la finale?
“La preparazione è iniziata da pochi giorni perché ci siamo concentrati sul campionato. Mourinho ha molta esperienza nelle finali e sta lavorando per prepararci nel miglior modo possibile per permettere alla Roma di tornare a vincere uno scudetto”.

Oltre al titolo, una vittoria significa giocare la prossima Champions League, torneo che hai già giocato con l’Atalanta. Sarebbe l’impulso definitivo di cui la Roma ha bisogno?
“Giocheremo la finale per vincere l’Europa League e questa è la cosa più importante. Giocare la prossima Champions League sarebbe una conseguenza del risultato della partita”.

Con questa stagione completerà la sua quarta stagione alla Roma. Ti vedi lì ancora per molti anni?
“Questo è il mio quarto anno ormai, ho avuto molte esperienze, facendo la storia, ottenendo titoli. È un club che mi ha sempre trattato bene, mi ha lasciato le porte aperte e di questo sono molto grato. Non so se continuerò a giocare qui perché non è una mia decisione ma sono totalmente concentrato sulla Roma”.

A marzo hai giocato per la prima volta da titolare con il Brasile. Pensi che sia possibile restare in nazionale quando arriverà il nuovo allenatore?
“La speranza che ho e quello che voglio per la mia carriera è restare in Nazionale. Ma questa deve essere una conseguenza del mio livello nel club. Spero di continuare così, ma come ho detto sarà una conseguenza delle mie prestazioni nel club”.

Nell’ultima edizione di Europa Conference League hai segnato, e hai segnato anche due gol in Europa League la stagione precedente. In questa edizione, devi ancora segnare. Aspetti di segnare in finale?
“No, no. Non so se accadrà o meno, ma cercherò di essere preparato. Se si presenta l’occasione spero di segnare un gol ma il mio lavoro è difendere e se mi avanza qualcosa forse posso segnar

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Ansia Roma: Mou ha preparato tre formazioni per la finalissima

Il countdown è agli ultimi minuti, quelli in cui sale vertiginosamente l’ansia e in cui aumentano i battiti cardiaci. Oggi la Roma raggiungerà Budapest dove, domani, giocherà la finale di Europa League col Siviglia, nella sfida che può portare in Paradiso o all’Inferno i due club ormai fuori dalla zona Champions.

Prima di imbarcarsi per l’Ungheria andrà in scena l’allenamento di rifinitura a Trigoria e l’ultimo provino per Dybala, che non sente più dolore alla caviglia partirà di sicuro così come il rientrante Spinazzola. Da capire quanti minuti la Joya avrà nelle gambe e la strategia da adottare in una gara potenzialmente lunghissima. Due le possibilità: farlo partire dall’inizio per provare a dare subito un indirizzo al match o preservarlo per la seconda parte che potrebbe durare fino ai rigori contro un Siviglia che dovrà fare a meno solo di Acuna.

In una Trigoria blindata Mourinho (che parlerà alle 17:45 in conferenza stampa) ha studiato due-tre formazioni da mutare a partita in corso. I dubbi riguardano soprattutto il ballottaggio Ibanez-Llorente e la presenza di Bove che infoltirebbe un centrocampo completato da Matic e Cristante lasciando a Pellegrini il ruolo di creatore di occasioni per Abraham in caso di iniziale esclusione di Dybala. L’altra incognita è El Shaarawy che dovrebbe partire titolare: a sinistra o nella linea dei trequartisti.

Come scrive Leggo, si aggregheranno al gruppo anche gli infortunati cronici Kumbulla e Karsdorp oltre ovviamente al presidente Dan Friedkin e a tutta la dirigenza. Si tratta dell’evento internazionale più importante della storia della Roma dalla finale di coppa Uefa del 1991.

Abituato a queste emozioni, Mourinho si gioca il sesto trofeo internazionale in carriera, il secondo di fila alla guida della Roma. Il futuro è fortemente in bilico (si vocifera di un addio imminente da annunciare dopo la finale) anche se si affievoliscono sempre più le voci che vorrebbero il Psg sulle sue tracce. «Con Mou è più facile vincere, ha trasmesso una mentalità pazzesca. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da lui», ha ribadito ieri Totti al sito dell’Uefa. Un endorsement che potrebbe non bastare.

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Da Pogba a Dybala, quando Mourinho trasforma l’assenza in pretattica

Quando li vedi in campo a poche ora dalla partita, è la volta buona che te li trovi in tribuna o in panchina; quando scompaiono dai radar fino all’ultimo secondo, magari li ritrovi in campo. È la magia di José Mourinho, che toglie e mette, ti fa credere un qualcosa che non esiste, alimentando un mistero, che vuol dire attesa, pessimismo, speranza, che spesso significa pretattica. Dybala magari non giocherà a Budapest, come va dicendo lo Special da qualche settimana, vissuta con poche speranze. Ma se andiamo a vedere lo storico di Mou, è successo pure che il calciatore infortunato di turno, avvolto nel dubbio, abbia poi giocato. (…)

Come scrive il Messaggero, la finale di Europa League del 2017 tra lo United, allenato da Mou, e l’Ajax, è stata accompagnata dal tormentone Paul Pogba . Quelle cose per cui “di sicuro non ce la fa” e invece “ce la fa”. Il francese, non solo è regolarmente al suo posto, ma risulterà pure decisivo, segnando una delle due reti del successo (l’altra porta la firma di Mkhitaryan). (…) E anche questo per Mou contava: pretattica, appunto. Lo stratega portoghese tenne col fiato sospeso anche gli interisti prima della finale di Coppa Italia contro la Roma, anno 2010. Il caso era Wesley Sneijder . Non doveva esserci e poi c’è stato. (…)

C’è anche l’esempio di calciatore mostrato alle telecamere durante l’allenamento di una viglia importante, poi assente in partita. Siamo in semifinale di Champions League , anno 2014, il Chelsea di Mourinho deve affrontare l’Atletico Madrid a Londra dopo aver pareggiato 0-0 nell’andata. Al Calderon si fa male Peter Cech, che ovviamente rischia di saltare il ritorno. Settimana di dubbi, Peter sì, Peter no. Vigilia, ecco Cech in campo durante la rifinitura. Il portiere della Repubblica Ceca compare in quasi tutte le formazioni titolari proposte dai media e invece, ecco la sorpresa: fischio d’inizio, Cech non è nemmeno in panchina. Gioca Mark Schwarzer.

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Mou pensa solo all’Europa League

Dopo lo scudetto, anche per la zona Champions sembra quasi tutto scritto. A Napoli e Lazio si è aggiunta aritmeticamente l’Inter, che si è presa la sfida con l’Atalanta, In tre minuti devastanti e ha confermato la scintillante condizione di molti giocatori. (…) Fuori anche l’Atalanta, che nel doppio confronto col Milan è in svantaggio, ora Pioli è a un passo dal traguardo. Basta un pareggio questa sera con la Juve per brindare aritmeticamente, o comunque pensare di poter chiudere il conto nell’ultima gara con il Verona. Anche perché la Roma si è autoesclusa dalla corsa con un finale di campionato molto, molto, discutibile. I giocatori hanno protestato a Firenze per un appoggio di Mandragora su Missori in occasione dell’1-1. Resta però il bilancio negativo di 37 partite in cui i giallorossi hanno viaggiato ad appena 1.6 punti a partita, con undici sconfitte e una produzione offensiva insufficiente.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la Roma ha l’ottavo attacco della A, con 48 gol- gli stessi della Salernitana e del Bologna con una gara in meno. Frutto anche di scelte strategiche opinabili, come quella di ieri. Dopo un primo tempo positivo, con la possibilità di segnare il secondo gol, la squadra ha infatti rinunciato a tenere alto il famoso baricentro, chiudendosi eccessivamente. Un atteggiamento di cui ha approfittato un’orgogliosa Fiorentina, per nulla stanca o svuotata dalla finale di Coppa Italia. Ma tutto questo, per la Roma, è già il passato. Il presente e il futuro sono a Budapest. E Mourinho ha dimostrato di avere in testa soltanto la sua ennesima finale di una carriera da vincente.

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José, niente parole. Club arrabbiato per le scelte arbitrali

Se la partita contasse davvero, il dato puramente statistico sancirebbe che, battendo nell’ultima partita lo Spezia, la Roma avrebbe fatto gli stessi punti della scorsa stagione, 63, col rischio che un sorpasso Juventus condanni i giallorossi al 7 posto. Troppo poco o no? Paradossalmente, il giudizio sul campionato sarà dato dall’Europa, ovvero dalla finale di Europa League di Budapest contro il Siviglia. Un trionfo, di sicuro, cancellerebbe tutti i balbettii di una Serie A che non ha visto certo i giallorossi protagonisti. (…)

Come scrive la Gazzetta dello Sport, per questo sorprende un po’ che la Roma decida un silenzio stampa che chiude la bocca a ogni spiegazione e lancia un avviso ai naviganti: da qui a fine stagione restano solo due conferenze allo Special One, quelle pre e post Siviglia: quanto basta per ipotizzare che del suo futuro sarà sempre più difficile parlare, nonostante il contratto lo leghi alla Roma fino al 2024. Non è un mistero che l’allenatore portoghese sia nella lista dei monitorati dal Psg, così come in qualche modo forse anche del Real Madrid. Di sicuro, il silenzio di Mourinho evita di portare il discorso sui temi arbitrali, perché sia alla panchina, sia a diversi giocatori alcune decisioni di Ayroldi – prima fra tutte la mancata punizione per fallo di Mandragora su Missori in occasione del gol del pareggio.

(…) Anche se in società c’è chi parla di silenzio utile per mantenere la concentrazione in vista della finale. Dybala ci sarà. E così il campo centrale si sposta già a Budapest, o quasi. Già, perché la vendita dei biglietti per assistere la partita ai maxi-schermi dell’Olimpico ha già raggiunto quota 46.000

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Mourinho ammonito con la Fiorentina, salterà per squalifica l’ultima con lo Spezia

La Roma non avrà Mourinho in panchina contro lo Spezia. Il tecnico giallorosso è stato ammonito contro la Fiorentina, era diffidato e salterà dunque l’ultima sfida di campionato all’Olimpico.