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Rassegna stampa

Mourinho ha fretta: vorrebbe subito la rosa quasi al completo

José Mourinho non si accontenta, vuole superare ogni limite, intraprendere nuove sfide e vincerle. Per riuscirci ha bisogno dei suoi uomini, di una squadra all’altezza degli obiettivi che ha prefissato la società: la qualificazione in Champions League. Perché lo Special One, da solo, miracoli non può farli, scrive Il Messaggero.

Per questo ha chiesto l’impossibile: una rosa pronta già a partire dal 5 luglio, primo giorno di raduno a Trigoria. Il timore principale risiede a centrocampo: Mou ha persoMkhitaryan, Oliveira e presto saluterà Veretout.

È arrivato Matic e tornerà dal prestito Villar. Intanto, il braccio di ferro con il Sassuolo per Frattesi non accenna a sbloccarsi. Il nazionale azzurro ha trovato l’accordo per il contratto, ma gli emiliani non lo liberano a meno di 30 milioni. Da Trigoria ne offrono 22/25 da cui va scalato il 30%.

Sulla trequarti, invece, sembrerebbe segnato il destino di Zaniolo: c’è stato un vertice tra Pinto, Vigorelli e Cherubini in cui la Roma ha aperto anche alla possibilità del prestito con obbligo di riscatto. Ma senza abbassare le pretese sul prezzo che è fissato a 45/50 milioni. I bianconeri, invece, hanno risposto proponendo alcune contropartite tra cui Kean, Arthur e Ramsey, ma a Trigoria non sono interessati. L’offerta del prestito è stata fatta pure al Milan, mentre in Premier si è avvicinato il Tottenham (nell’incontro con Paratici si è parlato anche di Rodon).

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Interviste

Mourinho: “Da leader ho la responsabilità di non deludere mai i miei calciatori”

Josè Mourinho ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Forbes. Ecco le parole del tecnico giallorosso:

Come si diventa un buon manager?
«La cosa più importante è che le persone ti seguano. E per seguirti, devono credere in te. Normalmente, credono in te se si sentono empatici e onesti nei tuoi confronti. Nel mio caso personale, da leader, significa che ho la responsabilità di non deludere le persone, la mia squadra. Devi stare con loro e per loro tutto il tempo. Devono fidarsi di te».

Quali sono le lezioni di coaching: il coaching sportivo può essere trasportato negli affari o nella vita?
«Le lezioni che ho imparato dal coaching, direi che le ho imparato molto prima. Infatti avevo un professore all’università che mi diceva sempre: “Un allenatore che sa solo calcio non sa niente di calcio”. Devi conoscere fondamentalmente l’essere umano, queste sono parole che uso ancora oggi. I calciatori non sono solo calciatori. Sono uomini che giocano a calcio e questa è stata una delle grandi lezioni che ho imparato all’inizio. Un’altra lezione che ho imparato dalla mia esperienza di allenatore è che devi avere a che fare con l’essere umano. Nello sport c’è prima di tutto il lato umano e ovviamente può emergere negli affari e in altri campi della vita sociale. Penso che questa sia la cosa più importante che definisce la leadership».

Come si può costruire e motivare una squadra, come gestire i talenti?
«Bisogna conoscere i giocatori, conoscerli bene. Sono tutti diversi e tutti hanno bisogno di un modo diverso di comunicare, di ricevere feedback, di essere motivati. La cosa più importante è conoscerne la natura, sapere tutto di loro, per poter poi interagire con loro in modo quasi individuale. Direi che è un po’ come quando si va al ristorante e si mangia à la carte, come si dice in francese. A la carte è fondamentalmente quello che hai a che fare con i giocatori. Non guardarli come se fossero tutti uguali, perché sono tutti diversi. Questo è abbastanza facile da dire ma più difficile da fare. Per una squadra nel suo insieme, devi creare empatia con tutti. Devi far sentire tutti importanti, far sentire tutti parte della squadra e per questo devi conoscere le persone estremamente bene. Devi sapere come interagire con ognuno di loro, sapere come farli sentire importanti, farli sentire parte di una squadra e importanti per la squadra. È primordiale. Quindi, tornando alla mia risposta precedente, il lato umano è la cosa più importante, devi creare empatia con gli individui».

Come si fa ad ottenere risultati ad alto livello?
«Direi che è il tipo di caratteristiche che rende i veri campioni tali. Sai come vincere. Vincere ad un certo punto, a volte succede. Ma vincere per molti anni, essere ad alto livello per molti anni, come fanno alcuni giocatori, dipende dalla loro resilienza. Fa anche parte del loro DNA, non amano perdere, nemmeno in allenamento. Mantenere le loro prestazioni elevate non è quindi nemmeno una sfida per loro, fa semplicemente parte della loro natura».

Come attenersi alla strategia nonostante le circostanze avverse?
«Costruire strategie significa cercare di ridurre l’imprevedibilità. Il calcio, come molti ambiti della nostra vita, è imprevedibile. Non possiamo prevedere tutto, ma più investiamo in formazione, più siamo preparati ad affrontare situazioni diverse. Questo riduce l’imprevedibilità e ci dà sicurezza che ci permette di fare le nostre scelte. Sappiamo che le partite di calcio comportano dei rischi, certo, ma dobbiamo cercare di ridurre questi rischi preparandoci al meglio».

Come prendere decisioni difficili?
«È difficile passare una settimana senza dover prendere una decisione difficile. Decisioni difficili in termini di leadership, per cercare di vincere una partita, per aiutare la tua squadra a vincere una partita. Come affrontare questo? Certamente a volte cerchiamo di prepararci, ma allo stesso tempo ci sono momenti in cui dobbiamo fidarci gli uni degli altri. Devi fidarti della tua analisi, ma a volte anche dei tuoi sentimenti e, fondamentalmente, saper apprezzare i rischi. Se non ti piace il rischio e ciò che ne deriva, non avrai mai successo. Quindi a volte devi fare il grande passo, invece di essere sopraffatto dallo stress e semplicemente goderti la situazione».

Come gestire la pressione?
«Cerco di non sentire troppa pressione nel mio lavoro. Penso di avere un buon rapporto con lo stress. Non sentire la pressione non va bene, ma anche sentirne troppo, se la senti profondamente, non va bene. Quindi devi cercare di avere un buon rapporto con la pressione e lo stress. Il mio miglior consiglio per affrontare la pressione? Penso che ci sia qualcosa di più importante della pressione: è la nostra identità, è ciò che sentiamo, ciò che pensiamo, le nostre idee. Non lasciarti influenzare dal mondo esterno e dallo stress che senti. Cerca di affrontarlo in modo positivo usando la tua conoscenza ed esperienza. La tua esperienza ti aiuta ad affrontarlo, ma la cosa più importante è ancora una volta sfruttare un po’ questa pressione».

Come provare a superare i propri limiti?
«Penso che la chiave sia non accontentarsi mai di ciò che si ha e voler sempre di più. Quando vuoi vincere medaglie, vuoi vincere di più. Quando fai gol, vuoi segnare di più. Quando hai fatto soldi, vuoi guadagnare di più. Tutto ruota intorno al “di più”. Mai smettere! Questa sensazione non ha nulla a che fare con l’età, è una questione di personalità».

Perché hai deciso di diventare un ambasciatore di XTB? Quali valori condividi con XTB?
«Una strategia ben congegnata, la voglia di vincere, lo stesso vale per gli investimenti. Sai, tutti vogliono vincere. Nel mio caso, è nel calcio. Nel caso di XTB, ovviamente, è un campo diverso, ma abbiamo la stessa voglia di riuscire, di imparare ogni giorno, di migliorare. A volte è una questione di intuizione. Ma è anche tanta ricerca, preparazione e auto-investimento».

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NEWS

Roma, stilato il programma estivo giallorosso: il raduno il 4 luglio a Trigoria, poi ritiro in Portogallo

Definito il quadro del ritiro della Roma, in vista della preparazione alla nuova stagione calcistica 2022-23. Come riferisce ilcorrieredellosport.it, la squadra si radunerà a Trigoria il 4 luglio, dove saranno presenti tutti i giocatori più qualche Primavera aggregato. Esclusi, invece, i nazionali ancora impegnati in Nations League, che rientreranno la settimana successiva. In due giorni tutti sosterranno le visite mediche di idoneità prima di iniziare gli allenamenti.

Mourinho ha scelto di tornare in Portogallo, nella regione dell’Algarve, come lo scorso anno: la partenza è fissata per il 12 luglio e il ritiro durerà circa dodici giorni in una località non lontana da Carvoeiro. Sono state già organizzate diverse amichevoli sia a Trigoria sia in Portogallo: al “Fulvio Bernardini” si giocheranno due partite, una contro una formazione di dilettanti e l’altra probabilmente contro il Frosinone. Il Portogallo, invece, sono previste tre amichevoli: possibili test con il Nizza, che lavorerà in quella regione, e con lo Sporting Lisbona che a luglio sarà a Lagos.

Una volta rientrata nella capitale, la squadra continuerà la preparazione affrontando altri test in trasferta. Il club ha ufficializzato l’amichevole col Tottenham il 30 luglio in Israele, poi il 6 agosto la Roma giocherà contro il Barcellona per il Trofeo Gamper.

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NEWS

Caressa lancia la bomba: “La Roma ha pronto un acquisto top che farà il giro del mondo”

Un colpo che finirà sui giornali di tutto il mondo”. La voce è nell’aria da tempo e ieri l’ha alimentata con forza Fabio Caressa di Sky Sport, ospite del programma ‘KickOff – The Last Dance’ condotto dal noto influencer Kristian Pengwin.

Ecco il dialogo integrale riguardante la Roma tra Caressa e Pengwin che sta impazzando sui social

Caressa: “Lo dico adesso: se la Roma fa un grande acquisto. E secondo me fa un acquisto ‘bomba’ di quelli che vanno su tutti i giornali del mondo…Dybala? Non lo so. Io sono convinto di questo, avendo capito il processo di crescita di Friedkin. Hanno puntato su Mourinho perché volevano l’internazionalizzazione del brand, hanno vinto una coppa con Mourinho che l’ha alzata ed è andato in tutto il mondo, in questo momento per proseguire sull’escalation di comunicazione economica di marketing sul medio-lungo, serve un grande nome. Se la Roma prende un grande nome, l’anno prossimo, attenzione…Attenzione”.

Pengwin“Dybala lo vedresti bene quindi? Qual è il grande nome che hai in testa?”

Caressa“Non lo dico il nome! Ce l’ho alla grande il nome in testa, ma non lo dico, ma ho una convinzione. Dybala è un giocatore che alla Roma potrebbe fare molto bene, ma significa vendere Zaniolo, o l’uno o l’altro”. 

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Rassegna stampa

Solbakken più Celik: Mourinho svolta a destra

La Roma è in pressing con il Lille per regalare a Mourinho un’alternativa valida a Karsdorp che nella stagione appena conclusa è sceso in campo 51 volte su 55. Come scrive il Messaggero, si tratta di Zeki Celik: 40 presenze sulle 46 gare disputate dal club francese (87%). Se l’olandese è più elemento da 3-5-2, Celik è un calciatore più disciplinato che nella difesa a quattro ma sa regalare anche la spinta necessaria in avanti come confermano i 5 gol e 6 assist nella Ligue 1 nelle ultime due stagioni.

La Roma ha l’accordo con l’entourage del ragazzo (pluriennale da 2 milioni più bonus), deve trovare quello con la società transalpina. La differenza non è incolmabile: a Trigoria offrono 6 milioni per il cartellino dell’ex Istanbulspor che ha il contratto in scadenza nel 2023. La richiesta è 10. Sul calciatore si era mossa anche la Fiorentina ma la proposta giallorossa, più la telefonata di Mourinho al ragazzo, sono state decisive. Nei giorni scorsi era stato ventilato anche uno scambio alla pari con Veretout, ma l’ipotesi per ora non ha trovato conferme.

Dopo Matic, la trattativa più vicina alla conclusione è Solbakken. Nel giro di un paio di giorni (previsto nuovo contatto) la situazione dovrebbe essere più chiara. L’attaccante, che si libera il prossimo 31 dicembre, ha detto sì alla proposta giallorossa. Rimane da convincere il Bodø che vorrebbe tenerlo per impiegarlo nei preliminari di Champions. Per averlo subito, serve un indennizzo. Da escludere un rinnovo in extremis.

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Rassegna stampa

Foti: “Il segreto di Mourinho è il carisma innato”

“La festa con migliaia di tifosi in strada e il giro col bus scoperto sono stati incredibili ma il pensiero va a un magazziniere scoppiato in lacrime di felicità a Trigoria 24 ore dopo la finale. La gioia di chi ama e vive per la Roma mi emoziona. Mourinho ha parlato di famiglia: è così, c’era un’unione speciale che poi ti fa vincere” ha detto Salvatore Foti, intervistato da Il Secolo XIX.

E Mou? In cosa è Special?

Devi viverlo tutti i giorni per capire ma non è un caso se ha vinto tanti trofei non banali in posti in cui non si è abituati a vincere. È inimitabile, al di là delle competenze calcistiche ha un carisma innato, un’energia che crea una chimica unica per cui tutti vanno nella stessa direzione. A Tirana ero teso ma convinto che in qualche modo avremmo vinto, l’identica sensazione provata davanti alla tv prima di Inter-Bayern di Champions nel 2010.

Da ex attaccante: dove può arrivare Abraham?

Ha fatto 27 gol, i numeri parlano per lui, deve solo aumentare la continuità ma è giovane. Potenziale enorme, completo, ha tutto: con la voglia di migliorarsi ogni giorno avrà una carriera molto importante.

Vincere aiuta a vincere: cosa si aspetta per la Roma?

Se vinci ti viene voglia di rivincere, è contagioso, vuoi riprovare momenti così: abbiamo fatto un’annata bellissima, lavoreremo per migliorare ancora, col sogno di festeggiare di nuovo qualcosa con i tifosi.

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Calciomercato

Mourinho, spunta il PSG. Dall’Inghilterra: “Campos pensa a Mou per cambiare la cultura del club”

‘Il PSG punta o Special One’. E’ l’indiscrezione clamorosa che arriva dall’Inghilterra. A riferirla sono il Telegraph e subito dopo TalkSport (quest’ultima emittente per cui ha lavorato il portoghese lo scorso anno). Mourinho sarebbe considerato dal PSG un candidato forte per la panchina a partire dalla prossima stagione. Da qualche ora Luis Campos – ottimi rapporti proprio con l’allenatore della Roma – è diventato il responsabile del mercato del club di Parigi e potrebbe tentare di lavorare con Mou. Resta comunque tutta da verificare la disponibilità dell’ex manager del Tottenham a lasciare Trigoria per intraprendere l’avventura francese.

Questa mattina Le Parisien riportava invece la notizia dell’imminente accordo del PSG con Galtier, attuale tecnico del Nizza, in attesa che Campos liberi formalmente Pochettino.

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Interviste

Mourinho: “Oliveira? Vorrei restasse. La vittoria in Conference mi ha fatto sentire come mai nella mia carriera”

La Conference mi ha fatto sentire come forse non mi sono mai sentito. È stata la nostra Champions. Sono diventato molto meno egocentrico, diventando una persona che vive molto più per gli altri che per me stesso.” Così Josè Mourinho, a margine di un evento andato in scena oggi presso l’università di Lisbona.

Sergio Oliveira?
“Se vogliono darcelo in prestito, lo vado a prendere personalmente a Madrid dove so che sta festeggiando il suo 30esimo compleanno. Se si tratta di acquistarlo, non so se la mia carta di credito me lo consente…E’ stato molto importante, condividiamo molti principi su come si deve lavorare nel calcio e mi ha aiutato a trasmettere questo messaggio. È stato un esempio di quello di cui avevamo bisogno. Mi piacerebbe molto se restasse ma vedremo.”

La stagione di Rui Patricio…
“Ormai è ‘San Patricio’ anche se qualche eretico dice che non è titolare in nazionale perchè avrebbe fatto una brutta stagione”.

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Rassegna stampa

Mourinho: “Roma, stagione fantastica ma gli arbitri hanno condizionato le partite. Sergio Oliveira? Un campione”

Nell’edizione odierna di Record, José Mourinho ha parlato della stagione appena conclusa con la Roma. Lo Special One ha fatto il punto sull’annata terminata con il successo in Conference League.

Sulla vittoria della Conference League.

La vittoria della Conference League da parte della Roma la colloco allo stesso piamo di una vittoria della altre competizioni europee perché ha regalato emozioni forti, indipendentemente dalla grandezza della competizione. Ci sono club per i quali le vittorie europee sono conseguenza naturale di investimenti e delle aspettative. Io ho avuto la fortuna che su cinque vittorie, quattro sono state contro natura. Con il Porto, per esempio nessuno si aspettava le vittorie europee, così come con l’Inter. E ancor meno con la Roma.

Personalmente come ha vissuto queste vittorie, in particolare l’ultima?Sono state conquiste vissute con pazzia e passione, perché coincidono con una delle mie principali preoccupazioni dome allenatore. Dare allegria agli altri è la cosa più bella che c’è nella vita. Nel caso della Roma è stata una vittoria molto speciale.

Sesto posto e vittoria della Conference, è stata una stagione buona?

Dipende da chi la analizza. Per alcuni Einsteins delle tv portoghesi, la nostra stagione è stata pessima, ma per me che sono molto esigente con me stesso, è stata fantastica, perché non avevamo le capacità per fare meglio. Ci sono stati giocatori che hanno disputato 50 partite e non parlo di Rui Patricio che ne ha fatte 54….

È stato un lavoro molto esigente.

Senza dubbio. Ho dovuto far giocare alcuni giovani. Ho avuto un assenza di un giocatore top per dieci mesi, ho avuto come avversario Inter, Milan, Juve, Napoli, Atalanta e Lazio. E abbiamo avuto 14 partite di giovedì, con partite di campionato la domenica dopo. E poi c’è tutto un lavoro che si fa internamente per migliorare il club, cosa che da fuori non si vede. Per questo dico: grande Tiago Pinto

Come è stato lavorare con lui?

È il mio compagno, socio, tutti i giorni, un grande direttore e, oggi, un grande amico. Oggi mi accorgo ancora d più perché il Benfica quest’anno non abbia vinto.

Come ha ritrovato la Serie A dopo dieci anni?

È un campionato in crescita. Le società di metà classifica hanno qualità di gioco e le partite diventano difficili. Vogliono vincere, non ci sono partite semplici. Sono contento di essere tornato in Serie A.

Si è lamentato spesso degli arbitri.

Gli arbitraggi si discutono non solo in Italia ma in tutto il mondo. In Serie A c’è un lavoro difficile per il signor Rocchi, ci sono meno arbitri con esperienza e molti giovani. Devo dire che ci sono stati alcuni errori arbitrali che hanno condizionato diverse partite. Comunque la Serie A è un campionato di qualità.

Passata la prima stagione nella Roma, come vede il futuro? Servono solo rinforzi o qualcos’altro?

Siamo consapevoli della differenza che ci separa dalle prime squadre in classifica e dobbiamo continuare solo in una maniera: lavoro, lavoro e lavoro.  Solo così riusciremo a ridurre il gap. Non esiste un’altro modo.

Ha già un nome per dedicare la vittoria di Tirana?

Non lo dico. non c’è bisogno di specificare. Tutti sappiamo chi sono

L’abbiamo vista felice a Tirana come se fosse la prima vittoria della carriera…

È stata una carriera difficile, molto dura, ma ci sono vite peggiori della mia. Mi manca quello che Dio vuole, ma ci sono cose che mi piacerebbe molto fare: per esempio, vincere la prossima partita!

Il bilancio della stagione di Rui Patricio?

Lui è un mostro.. il “San Patrizio” di Roma. Ha giocato 54 partite, ha avuto due problemi nei gol contro Sassuolo e Bodo Glimt, ma ha avuto sempre un rendimento elevatissimo. Come fanno in Portogallo a dire che non gioca titolare in nazionale dopo la stagione nella Roma? Per me è un’eresia.

È rimasto contento del rendimento di Sergio Oliveira?

Lui è un campione. Sa vincere e sa essere leader e compagno ideale di squadra. È stato fondamentale in questa nostra stagione.

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APPROFONDIMENTI

Roma, i tre piani del mercato: il blocco Mourinhiano, gli esuberi e le priorità

(di Francesco Oddo Casano) – Ancora qualche ora di relax in Portogallo, poi per Tiago Pinto arriverà il momento di allacciare le cinture, accendere i motori e iniziare un lungo viaggio nei tortuosi viali del calciomercato estivo. Una sessione che dovrà consegnare a Josè Mourinho una Roma più competitiva rispetto alla stagione appena conclusa con la vittoria della Conference League. Sono tre i piani principali di lavoro che coinvolgeranno il GM giallorosso e i suoi collaboratori: mantenere più o meno intatto il blocco di calciatori su cui Mou ha costruito le basi della sua prima Roma; le priorità in entrata; la necessità di piazzare diversi esuberi, tra calciatori attualmente in rosa e ragazzi che rientreranno dai prestiti.

25.5.2022 Conference League Finale : Roma vs Feyenoord Nella foto: Tiago Pinto (Foto Gino Mancini)

Su queste direttrici chiare, Pinto dovrà innestare anche una necessità finanziaria: realizzare un mercato sostenibile, senza ad oggi obbligatori paletti in termini di attivo di bilancio, nonostante l’imminente possibile accordo con l’UEFA per un graduale rientro nei paletti del nuovo regolamento finanziario, varato dopo l’addio al vecchio FFP.

Il Blocco Mourinhiano

Tra i titolari Mou otterrà la conferma dei seguenti calciatori: Rui Patricio, Mancini (rinnovo fino al 2027 da ratificare nei prossimi giorni), Ibanez, Kumbulla, Karsdorp (non da titolare inamovibile), Cristante (su cui è cambiato lo scenario, dopo l’imminente addio di Mkhitaryan), Spinazzola, Zalewski, Pellegrini e Tammy Abraham. Dieci pedine a cui aggiungere Svilar come secondo portiere, già ingaggiato, Kumbulla, Vina, Shomurodov e Bove che la società ha intenzione di riconfermare, oltre ad El Shaarawy che ad un anno dalla scadenza difficilmente rinnoverà ma ha un ingaggio troppo elevato per rintracciare oggi un’opzione migliore della Roma. Il conto sale a 16 con un grande punto interrogativo, che a mo’ di pendolo oscilla dall’addio alla permanenza con cambiamenti più o meni costanti: Nicolò Zaniolo.

Nic tra affetto, rinnovo e sirene

Mou non ne ha chiesto il sacrificio sul mercato e la proprietà è stata chiara con il suo entourage: per meno di 60 milioni Nic non si muove. La sua partecipazione (secondo qualcuno eccessiva) ai festeggiamenti per la vittoria della Conference certificano il grande affetto del 22 per la piazza giallorossa, ma la questione rinnovo è una spina acuminata nella storia tra Zaniolo e la Roma. Difficile, se non impossibile, che Pinto offra a Vigorelli gli stessi soldi che attualmente percepiscono Abraham e Pellegrini. Il tetto sarà intorno ai 3.5, prendere o lasciare. La valutazione imposta dai Friedkin rassicura però, sempre nello scenario attuale, tutti coloro che vorrebbero fortemente la sua permanenza a Roma.

Il totale dunque è (sarebbe) di 17 calciatori e da qui si partirà per completare la rosa, tenendo conto ovviamente delle suddette priorità: due centrocampisti, di cui un top da inserire in cabina di regia (che rappresenterà salvo problematiche in corso di ritiro che nessuno si augura a Trigoria, il maggiore investimento), un esterno destro che possa rappresentare un upgrade sul piano soprattutto offensivo, con la postilla di Zalewski adattabile come già visto nel finale di stagione anche sulla corsia destra e in terz’ordine un generale restyling del fronte offensivo. Troppi pochi i gol segnati dai giallorossi, a parte il grande rendimento del duo Abraham-Pellegrini (41 reti totali). Si cercherà un vice-Zaniolo, un sostituto di Mkhitaryan se lascerà la Roma destinazione Milano, sponda nerazzurra, un vice Tammy e un altro trequartista/seconda punta.

Esuberi e Miki via?

Escludendo i tanti ex Primavera che la Roma dovrà sistemare e non considerando i tre-quattro ragazzi dell’attuale formazione di Alberto De Rossi che faranno parte della rosa della prossima stagione (su tutti Volpato), Pinto dovrà poi piazzare i seguenti calciatori: Kluivert di rientro da Nizza, Darboe, Veretout, Diawara, Villar, Felix, Calafiori, Carles Perez, Fuzato, Reynolds, Olsen, Coric.

Restano da verificare due situazioni particolari: Oliveira e Mkhitaryan, con il lusitano rientrato formalmente al Porto che spera in una chiamata definitiva da Trigoria, ma la Roma 13 milioni non li spenderà per il suo riscatto; l’armeno invece ha sul tavolo due proposte, quella nerazzurra e quella ribadita oggi dai dirigenti romanisti. Prendere o lasciare, con la sensazione che la chiamata di Marotta possa avere maggior fascino in questo momento storico per l’ex Arsenal. “Al 31 agosto la Roma sarà più forte di quella attuale” ha assicurato Pinto recentemente. In bocca al lupo.