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Hummels e non solo: contro la Dinamo sarà maxi turnover

La Roma riapre il capitolo europeo giovedì in casa contro la Dinamo Kiev. L’obiettivo è vincere a tutti i costi per iniziare a risollevarsi anche in Europa League, visto l’attuale 27° posto occupato in classifica nel nuovo format varato quest’anno dall’UEFA.

1 punto in due gare contro Elfsborg e Athletic Bilbao è un bottino magro, magrissimo (pari alle difficoltà evidenti che la squadra giallorossa sta mostrando anche in Serie A).

Dopo due giorni ci sarà però la delicata sfida di Firenze, con i viola reduci da una grandissima vittoria a Lecce. Vista la necessaria gestione anche del minutaggio di alcuni calciatori (leggasi Dybala su tutti), Ivan Juric sicuramente farà diversi cambiamenti a cominciare dalla linea difensiva, nella quale dovrebbe apparire (finalmente) il nome di Mats Hummels.

Foto Fraioli

Non è chiaro se al posto di Ndicka, che ha maturato fin qui il maggior minutaggio tra i calciatori di movimento in stagione, o al centro della difesa con l’ivoriano da una parte e Mancini dall’altra. Una seconda ipotesi potrebbe essere arretrare Celik dietro, per far riposare il difensore azzurro.

In mezzo al campo spazio per Pisilli e probabilmente anche per Paredes, ma occhio alla forte candidatura di Le Fèe. Sugli esterni le solite difficoltà: Angelino chiamato agli straordinari a sinistra, a destra attenzione a Saud.

Davanti Baldanzi sicuro di una maglia dietro Dovbyk, l’altra maglia sulla trequarti per uno tra Pellegrini in ballottaggio con Soulè, mente Dybala quasi certamente riposerà dall’inizio per evitare ulteriori sovraccarichi post Roma-Inter.

Foto Fraioli
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De Rossi: “Alla mia Roma non mancherà mai coraggio”

“Non mi piace fare promesse, ma posso dire che un tasto su cui batto spesso con i miei giocatori è che alla Roma non deve mancare mai il coraggio” . Daniele De Rossi è intervenuto ieri pomeriggio a Trigoria durante il Business Club, l’incontro della società con gli sponsor: “Potrei anche dire che avremo sempre grinta, ma sarebbe una frase fatta”. Ho sempre saputo che avrei fatto questo mestiere, ma ho cominciato a dirlo alle persone a me vicine negli ultimi 5-6 anni della mia carriera. Un allenatore lavora tante ore al giorno e deve essere ossessionato dalla perfezione. Nella Roma il trasporto emotivo è diverso, ho quarant’anni di storia alle spalle, ma il mio approccio alla professione era lo stesso anche alla Spal “

“Passo qui tanto tempo, i calciatori devono fare due ore di lavoro, le terapie, i massaggi e possono andare via mentre un allenatore deve rimanere. Un giocatore qui non ha alibi, ha tutto quello che serve per essere perfetto, Trigoria è un centro sportivo all’avanguardia grazie all’impegno della proprietà, all’attenzione e agli investimenti della famiglia Friedkin per questo club”.