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Dieci ko fuori casa in A quest’anno: peggio solo nel 2021

La Roma ha perso 10 trasferte nel 2023 in Serie A, nei precedenti 45 anni solari solo una volta ha fatto peggio: 12 sconfitte esterne nel 2021. Per Cristante & co. le sconfitte esterne sono arrivate quest’anno con Juve, Bologna, Inter, Genoa e Verona. Nella seconda parte dello scorso con Napoli, Cremonese, Lazio, Atalanta e Fiorentina. Lo riferisce la gazzetta dello sport.

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Roma in trasferta, numeri da incubo

Un periodo davvero buio per la squadra di Mourinho, lontano dal campo dell’Olimpico. Come riferisce la Gazzetta dello Sport, quella di Bologna è la nona sconfitta nelle ultime 17 trasferte per la Roma in campionato, in particolare i giallorossi nel periodo hanno pareggiato cinque volte e vinto in appena tre occasioni.

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Europa League, lo Slavia vince e blinda il primo posto. Roma ad un passo dai play-off

Serata pazza non solo a Ginevra. A Tiraspol, nell’altra sfida del girone d’Europa League che coinvolge i giallorossi, lo Slavia Praga ha vinto al 95′ su rigore contro lo Sheriff per 3-2. In vantaggio i cechi, sono stati rimontati e superati dallo Sheriff sul momentaneo 2-1, poi il pari e la vittoria finale che consegna di fatto allo Slavia il primo posto.

Per arrivare prima la Roma dovrebbe stravincere contro lo Sheriff e sperare nella sconfitta dello Slavia contro il Servette, già sicuro del terzo posto, o in un pareggio ma con una differenza reti attualmente +4 a favore dello Slavia.

L’Atalanta si qualifica come il Liverpool e il Bayer Leverkusen da prima in classifica, eviterà così gli spareggi.

I risultati:

Hacken-Bayer Leverkusen 0-2
Liverpool-LASK 4-0
Marsiglia-Ajax 4-3
Molde-Qarabag 2-2
Rangers-Aris Salonicco 1-1
Sheriff Tiraspol-Slavia Praga  2-3
Servette-Roma 1-1
Tolosa-Royale Union SG 0-0
Villarreal-Panathinaikos 3-2

AEK Atene-Brighton 0-1
Atalanta-Sporting CP 1-1
Friburgo-Olympiacos 5-0
Maccabi Haifa-Rennes 0-3
Sparta Praga-Real Betis 1-0
Sturm Graz-Rakow 0-1
TSC-West Ham 0-1


In Conference vince la Fiorentina, ma dovrà giocarsi il primo posto del girone nell’ultimo turno.

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Mourinho è l’oro della Roma: incassati 70 milioni dal botteghino grazie allo Special One

Un’esplosione d’amore. Da quando sulla panchina della Roma c’è Josè Mourinho, l’Olimpico è diventato questo. E pazienza se a volte le prestazioni non sono esaltanti, se i biglietti quest’anno sono un po’ più cari o se non tutti i settori sono caldi come la Sud.

Da quando il Covid ha lasciato spazio alla passione dei tifosi, l’Olimpico giallorosso è tornato a riempirsi in ogni ordine di posto. Di fatto nelle ultime 43 sfide casalinghe, la Roma ha registrato 41 sold out (solo contro Frosinone e Genoa in Coppa Italia per una manciata di biglietti non è stato registrato il tutto esaurito).

Ok l’amore per la squadra e la passione di sempre, ma il legame speciale tra Mourinho e i tifosi ha portato anche soldi freschi nelle casse societarie. Si stima infatti, secondo il Corriere dello Sport, che finora la società abbia incassato dal botteghino (tra campagna abbonamenti e biglietti) circa 70 milioni di euro. Una cifra tendente a salire ovviamente visto che si va verso un altro sold out (Roma-Udinese) e in generale mancano ancora diverse sfide da qui alla fine del campionato. Compresa eventualmente un’altra campagna europea.

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Una Roma piccola con le grandi: solo 3 vittorie su 23 nell’era Mourinho

Recuperare i sette punti persi con Salernitana (2-2), Verona (2-1) e Genoa (4-1), significa dare qualcosa in più quando di fronte a Mourinho si presenteranno Juve, Lazio, Napoli e Milan e Inter nelle due gare di ritorno.

Da quando lo Special One siede sulla panchina della Roma, però, negli scontri diretti con questi cinque club ha totalizzato solo 3 vittorie: contro l’Inter un anno fa grazie a Smalling, con la Juve il 5 marzo scorso e con la Lazio. Un andamento che ricorda quello di Paulo Fonseca, con la differenza che l’ex tecnico non ha raggiunto due finali europee in due anni.

Il prossimo banco di prova sarà con la Lazio il 12 novembre. Se la Roma perderà anche in quella occasione, allora le possibilità di centrare il quarto posto a fine stagione si assottiglieranno sempre di più. Perché, salvo debacle inaspettate, le prime tre posizioni in classifica sembrano riservate a Inter, Juventus e Milan, mentre per la quarta lotteranno Napoli, Lazio, Roma e Atalanta.

Come scrive il Messaggero, potrebbe rientrarci anche la Fiorentina che attualmente è sesta a due punti dal quarto posto. Tre vittorie su tre scaccerebbero la crisi e darebbero gioia a un ambiente stanco di essere la vittima sacrificale delle squadre di alta classifica.

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Roma-Champions, strada in salita: -8 punti rispetto allo scorso anno

I numeri iniziano ad essere impietosi e preoccupanti. Quarta sconfitta in campionato, appena 14 punti in 10 gare con una proiezione finale, se il passo in corsa non si farà più veloce, di 53. Visto che è plausibile e auspicabile attendersi un’accelerazione con i ritorni di Dybala, Smalling e Pellegrini, per centrare la Champions – che negli ultimi 4 anni ha visto la quarta classificata totalizzare rispettivamente due volte 70 e 78 punti – la Roma dovrebbe iniziare a viaggiare quantomeno ad una media di 2 punti a partita.

Tradotto: nelle restanti 28 gare, ottenere alme no 56 punti. Siamo a fine ottobre e il tempo non manca, anche se sinora gli unici due scontri diretti sono stati persi entrambi e nei prossimi due mesi gli avversari saranno Lazio, Fiorentina, Napoli, Juventus, Atalanta e Milan.

Fonte: Il Messaggero

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Lukaku va a caccia del 13. L’Europa League è il giardino di casa sua

È il giardino di casa sua, la coppa in cui si trova più a suo agio. E forse è anche per questo che José Mourinho non ci rinuncerà neanche questa sera, perché quando il ferro è caldo va battuto sempre. Ed allora contro il Servette sarà proprio Romelu Lukaku a guidare l’attacco giallorosso, a caccia della seconda vittoria europea consecutiva.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, nella prima, a Tiraspol, il centravanti belga marchiò a fuoco la vittoria romanista, stasera andrà a caccia del bis. Anche perché il momento è prolifico (4 gol in 5 partite da titolare con i giallorossi, e sarebbero stati 5 con quello annullato a Genova per un fuorigioco millimetrico) e l’Europa League (21 gol totali in 34 presenze) è la coppa dei suoi record.

Con la rete segnata allo Sheriff, infatti, Lukaku ha portato a 12 la striscia di partite consecutive in cui è andato a segno (per un totale di 16 gol) in questa competizione europea. Nessuno in precedenza era riuscito a fare così bene, lui che le reti le ha poi distribuite tra 4 club (Anderlecht, Everton, Inter e Roma). Adesso Big Rom va a caccia del 13 e quanto ci tenga a giocare lo ha ribadito anche personalmente nelle ore scorse a José Mourinho.

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Roma a basso ritmo: i numeri

Alla Roma mancano intensità e ritmo. Non servivano nemmeno i dati della Lega Serie A per comprenderlo, perché la verità era leggibile a occhio nudo. Ma il sostegno dei numeri può servire anche agli analisti del club per suggerire correttivi.

La squadra giallorossa infatti è vicina al podio delle squadre per camminata veloce, ma tra le ultime della serie A (14°) nei chilometri percorsi correndo.

La sensazione è che Mourinho stia vivendo una transizione ibrida generata dal ritardo nell’assemblaggio delle componenti. Per tutta l’estate aveva lavorato sulla costruzione dal basso, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia realizzativa, ma in questa ricerca ha smarrito l’identità che l’aveva condotto alle due finali europee consecutive.

Come scrive il Corriere dello Sport, i giocatori del nucleo storico, forse un po’ scarichi dopo la beffa di Budapest, hanno perso verve con conseguenze disastrose sulla fase difensiva: i segnali si erano avvertiti già prima del disastro di Genova. E gli 11 gol subiti in 7 giornate sono la spia delle difficoltà in cui gli errori del portiere Rui Patricio, che finora ha contabilizzato più reti al passivo che parate, hanno peggiorato il quadro clinico.

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Mou come Giagnoni: un inizio così non accadeva dal 1978

L’ultimo allenatore della Roma che iniziò peggio di Mourinho, nel 1978/79, venne esonerato dopo 6 partite: a Giagnoni subentrò Valcareggi, che si salvò all’ultima giornata. Sono state solamente 2 le partenze peggiori in 91 stagioni in Serie A, l’altra nel 1950/51 con una vittoria e 5 sconfitte e la retrocessione in Serie B. Gli stessi 5 punti di Mourinho li avevano fatti anche Ranieri nel 2010/11, che poi fu sostituito da Montella, Eriksson nel 1984/85 e Liedholm nel 1974/75.

Come scrive il Corriere della Sera, per lo Special One si tratta della peggiore partenza in assoluto, infatti sono stati superati i 7 punti del 2015/16 al Chelsea. Nelle prime 6 giornate di Serie A Mou ne aveva fatti 13 per due volte all’Inter, 12 e poi 13 alla Roma. La sua media punti in campionato (1.59) è appena da 16esimo posto all time tra gli allenatori giallorossi.

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Roma, mal di trasferta: a vuoto fuori casa, Lukaku e Dybala per rialzarsi subito

A leggere i numeri di Genoa-Roma ci sarebbe anche da essere fiduciosi. Basti pensare che la Roma contro i liguri è imbattuta da 16 gare (12 vittorie e 4 pareggi), all’interno delle quali è rimasta senza segnare una sola volta (il 5 febbraio del 2022, 0-0). Di più, a Marassi – contro il Grifone– la Roma viene da tre vittorie consecutive.

Come scrive il Corriere della Sera, poi, però, si allarga il campo delle valutazioni e si nota che nel 2023 il rendimento in trasferta dei giallorossi è tutt’altro che sorprendente, con appena 3 vittorie in 18 partite (ed una media punti, tra campionato ed Europa League, di 0,89). Mal di trasferta, insomma, da curare il prima possibile. Anche perché prima della sosta la Roma ha la possibilità di rialzare la testa solo facendo filotto con Genoa, Frosinone e Cagliari. Ma due di queste tre gare (all’interno delle quali c’è l’impegno in Europa League, con gli svizzeri del Servette) sono lontane dall’Olimpico: quella di domani a Marassi e quella che con i sardi di Ranieri.

Ed allora se si guarda al rendimento in questo anno solare si capisce come alcuni dei problemi giallorossi nascano dai tanti passi falsi fatti fuori casa. Senza prendere in considerazione la finale di Europa League di Budapest con il Siviglia (campo neutro), lontano dall’Olimpico la Roma ha perso 8 partite (tra cui gli scivoloni fragorosi di Cremona e Verona), pareggiato 7 e vinto solo in tre circostanze: l’ultima volta in campionato addirittura lo scorso 8 aprile (1-0 con il Torino, oltre 5 mesi fa), a cui ha fatto seguito una settimana fa il successo europeo in casa dello Sheriff (la terza vittoria era invece arrivata con lo Spezia, il 22 gennaio).

Insomma, serve cambiare passo, perché poi se non si portano a casa punti esterni è dura sognare la Champions. E sorprende anche che in queste 18 gare siano arrivati appena 15 gol (media di 0,83 a partita) e che il capocannoniere sia Stephan El Shaarawy con 4 gol. Abraham, ad esempio, finché c’è stato ha fatto solo due reti, Dybala una. Ed allora meglio aggrapparsi a Lukaku, che nelle due trasferte con la Roma è andato a segno in entrambi le gare. (…)