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APPROFONDIMENTI

Roma-Empoli 7-0, quarto risultato più ampio della storia giallorossa

La vittoria larghissima contro l’Empoli vale per la Roma un piccolo record. Era dal 2006 che i giallorossi non segnavano 7 gol in una gara ufficiale (7-1 contro il Catania all’epoca), ma in assoluto quello contro i toscani è il quarto score più largo della storia giallorossa. L’ultimo, più elevato fu un 8-0 contro il Napoli del 58-59′.

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Pagelle

Verona-Roma 2-1, le pagelle di Retesport

Dopo il pari con la Salernitana la Roma cade in maniera rocambolesca anche a Verona contro l’Hellas per 2-1. Giallorossi trafitti dopo pochi minuti da Duda, dopo un erroraccio di Rui Patricio e Ngonge nel finale di primo tempo. In mezzo e dopo praticamente solo la Roma in campo, che colpisce due legni e realizza con Aouar. Non è bastata la superiorità numerica nel finale ai giallorossi per pareggiarla.

Le pagelle di Retesport:

Rui Patricio 4

Mancini 5,5

Smalling 5

Llorente 6

Kristensen 5

Cristante 5,5

Paredes 6

Pellegrini 5

Zalewski 6,5

Dybala 5

Belotti 6

Mourinho 5,5 

Sost.:
Spinazzola 6
El Shaarawy 5
Aouar 6,5
Karsdorp 5,5
Solbakken sv

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RETESPORT

Spina, Dybala, El Shaa e Pellegrini: il poker della Roma sul Feyenoord (I GOL DI RETESPORT)

Una serata epica, con una squadra eroica condotta per mano dal suo generale, Josè Mourinho, in un Olimpico commovente. La Roma ha asfaltato il Feyenoord per 4-1 grazie alle reti di Spinazzola e Dybala nei tempi regolamentari, poi El Shaarawy e Pellegrini nei tempi supplementari.

Ecco il racconto del nostro Checco Oddo Casano dallo stadio Olimpico

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APPROFONDIMENTI

Muro Rui Patricio nel 2023: 11° clean sheet su 13 gare casalinghe all’Olimpico

Solo la Cremonese e il Sassuolo hanno trafitto Rui Patricio, all’Olimpico, nel 2023. Nelle gare casalinghe il portiere lusitano che ieri ha parato un rigore decisivo al 69′ per evitare che l’Udinese rientrasse in partita, ha chiuso contro i friulani nuovamente con la porta imbattuta per l’11° volta su 13 gare tra le mura amiche da gennaio ad oggi.

Tenendo conto anche del derby, giocato però in trasferta, all’Olimpico la Roma ha subito solo 7 reti in 13 partite.

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Rassegna stampa

Meno falli e cartellini, è una Roma più calma

È come se José Mourinho avesse assorbito su di sé quella “rabbia” che nella passata stagione alimentava come benzina il motore dei suoi uomini, prendendosi le sensazioni che i giocatori stanno evitando. Lo scorso anno la Roma incassò 105 ammonizioni e 8 rossi in 38 giornate di Serie A, mentre oggi è a quota 47 cartellini gialli e zero rossi.

Come scrive il Corriere dello Sport, Gianluca Mancini finì sul taccuini degli arbitri per ben 22 volte tra tutte le competizioni, mentre in questa annata è stato sanzionato solamente 8 volte.

I giallorossi sono decisamente meno propensi al fallo e, di conseguenza, alla sanzione. La media infatti è passata da 2,76 a 1,96 cartellini a partita. Il primatista è Ibanez (7), seguito da Smalling e Celik a 5. A quota 4 ci sono Cristante, Mancini e Zaniolo, Dybala è fermo a 3 mentre Pellegrini, Matic, Zalewski, Bove ed El Shaarawy sono a 2. Kumbulla, Abraham, Rui Patricio, Camara e Tahirovic sono stati ammoniti solamente una volta.

La Roma commette 11,96 falli a partita e solamente Napoli, Sassuolo, Lazio e Juventus sono più “pulite”. L’eccezione alla regola è Smalling, che nella passata stagione commise il primo fallo solamente alla decima presenza, mentre oggi è il secondo più ammonito della squadra.

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Roma, 4 anni fa l’ultima vittoria in casa contro la Juve. Mou vs Max duello in equilibrio

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Josè Mourinho spera di stringere la mano ad inizio gara di fronte alle panchine al suo amico Max Allegri e di non esser costretto, causa squalifica, a viverla a distanza. In attesa del verdetto della giustizia sportiva sul ricorso d’urgenza presentato dai legali di Trigoria, domenica sera nel proscenio di un altro Olimpico sold out, si gioca una sfida crocevia per la qualificazione alla prossima Champions League, con i giallorossi che hanno tre obiettivi: tornare alla vittoria dopo il capitombolo di Cremona, tenere a distanza di sicurezza i bianconeri (finché permarrà il -15 in classifica per la Juve), vincere per ottenere un reale vantaggio sulla formazione di Allegri dopo il pari dell’andata, qualora le due squadre finissero la stagione a parimerito.

SCORE ASSOLUTO – Sono 177 i precedenti in Serie A tra Juventus e Roma, con 41 vittorie giallorosse, 51 pareggi e 85 successi bianconeri. In casa, i giallorossi hanno conquistato 32 successi, a fronte di 29 pareggi e 27 vittorie della Juventus. Lo scorso anno il clamoroso ribaltone a favore dei bianconeri: un pirotecnico 4-3 per la Juve, dopo il momentaneo 3-1 dei giallorossi a 20 minuti dalla fine.

La Roma non vince questa sfida all’Olimpico dal maggio del 2019 (2-0). Negli ultimi 10 precedenti in assoluto contro i bianconeri, sono arrivati solo 2 successi, 2 pareggi e 6 sconfitte.

TECNICI A CONFRONTO – Per José Mourinho sono 10 i precedenti contro la Juventus: 4 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Undici gli scontri con Massimiliano Allegri, battuto 4 volte a fronte di 3 pareggi e 4 sconfitte. Il tecnico toscano ha sfidato 23 volte la Roma per un bilancio di 9 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte.

Infine 4-3-2 sono rispettivamente le reti segnate da Belotti, El Shaarawy e Abraham contro i bianconeri. Il ‘miglior cannoniere’ della sfida in casa piemontese invece è Federico Chiesa, che ha siglato 3 reti contro la Roma in carriera.

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Roma, ‘muro difensivo’: in Europa è la squadra che concede meno big chance agli avversari

Parlate tanto degli altri, sono tutti fenomeni, ma poco di noi e di ciò che stiamo facendo, nonostante i nostri limiti strutturali”. Mourinho lo ha ripetuto anche al termine di Roma-Verona, ennesima gara della stagione vinta senza subire reti. I giallorossi in questa stagione hanno finora decisamente blindato la fase difensiva, raggiungendo forse quel livello di crescita auspicato dallo Special One.

Non sarà una squadra spettacolare con la palla tra i piedi, ma l’efficacia del castello difensivo, diretto da Smalling-Mancini-Ibanez, nella contonuità, è ormai sotto gli occhi di tutti. In alcune gare, soprattutto da inizio 2023, si ha la sensazione per larghi tratti delle stesse che gli avversari fatichino a tirare nello specchio della porta giallorossa. Merito di tutto il gruppo, che sta interpretando al meglio i dettami tattici imposti da Mourinho, alzando anche la linea del pressing e il livello della cd. ‘riaggressione’ dell’avversario una volta persa palla.

I numeri complessivi della stagione confermano la bontà del rendimento in campo: i giallorossi infatti secondo le ultime stime sono la squadra che nei Top5 campionati ha concesso meno ‘big chance’ o occasioni da gol (valore dell’xG difensivo) agli avversari: 15.8 xGA. In sostanza avrebbe dovuto subire solo 16 reti (a fronte delle attuali 19 concessi in A). Altro dato interessante è la differenza reti: con +20 i giallorossi sono ottavi in Europa dietro a Barcellona, Real, Manchester City, Napoli, PSG, Arsenal e Bayern Monaco, quasi tutte in testa o seconde nei rispettivi campionati. Quello che oggettivamente è mancato è il dato offensivo, dove la Roma ha offerto un rendimento ben al di sotto dei numeri attesi e quindi delle occasioni costruite.

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Roma, l’Europa vale 30 milioni

Arrivare fino in fondo in Europa League regalerebbe una somma oscillante tra i 25 e i 30 milioni, soltanto di introiti Uefa, ai quali aggiungere gli inevitabili sold out dell’Olimpico che ogni volta portano in dote altri milioni. Lo sanno i Friedkin, ne è consapevole Pinto, l’augurio è che ne prenda atto anche Mourinho. Perché il mare della seconda competizione europea sarà anche popolato «dagli squali che sono retrocessi dalla Champions», ma tolto il Barcellona, non sembra esserci squadra con la quale la Roma parta battuta in partenza.

Come scrive il Messaggero, il Siviglia è in zona retrocessione in Spagna, lo Sporting Lisbona è tagliato fuori in Portogallo dalla lotta scudetto, il Leverkusen è ottavo in Bundesliga, l’Ajax è terzo in Olanda e ha da poco cambiato l’allenatore e lo Shakhtar è la stessa squadra spazzata via nella presentazione all’Olimpico ad agosto, priva ora anche del gioiello Mudryk. A questi vanno aggiunti certamente i club già presenti nella competizione (Arsenal e Manchester United) ma ad oggi non sembrano esserci incroci proibitivi. Ce ne sono di difficili ma nessuno nel quale si possa dire che la Roma parta battuta in partenza.

Andare avanti il più possibile, quindi, è l’auspicio del club. La Roma ha già incassato, in virtù delle 3 vittorie e del pareggio nei match con Betis, Hjk e Ludogorets, 2,46 milioni che sommati ai 3,63 dell’accesso ai gironi e ai 500mila euro per aver raggiunto i playoff, porta il totale a 6,59 milioni.

Andare avanti, farebbe incassare ulteriormente: la qualificazione agli ottavi di finale vale 1,2 milioni; quella ai quarti altri 1,8 milioni per poi salire con le semifinali (2,8) e la finale (4,6) che se vinta porterebbe altri 4 milioni. A questa base di ricavi, sono poi da aggiungere altre quote: quelle dei due market pool (1 e 2) e il ranking storico, cioè il posizionamento nella classifica Uefa degli ultimi dieci anni. Soldi, dunque. Senza dimenticare che chi vince l’Europa League, vola direttamente in Champions.

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Roma, troppi stop: schierate quattordici formazioni

Mourinho è pronto a schierare contro il Milan la quattordicesima formazione diversa in stagione. Tante prove tattiche, ma molte sono dovute ai numerosi infortuni, su tutti quello di Wijnaldum. A San Siro quindi verrà impiegato un undici inedito, cioè con almeno un calciatore che giocherà per la prima volta dall’inizio insieme ai compagni di squadra: questa volta toccherà a Zalewski, il quale non era mai sceso in campo con i ‘Fab Four’. Lo Special One è alla continua ricerca di una formazione che possa fornire equilibrio, mantenere una buona fase difensiva e aumentare la forza offensiva. Il modulo comunque varia poco, infatti ha sempre utilizzato il 3-4-2-1, il 3-4-1-2 o il 3-5-2.

Come scrive il Corriere dello Sport, Rui Patricio, Mancini, Smalling e Ibanez sono le certezze, mentre a centrocampo Mourinho ha quasi sempre cambiato almeno un giocatore. La Roma ha avuto numerosi problemi fisici anche sulle fasce: Spinazzola fuori quattro partite, Zalewski due, El Shaarawy tre, Karsdorp sei (contando le due gare saltate per motivi disciplinari) e Celik tre. In attacco la situazione non migliora, infatti Zaniolo è stato indisponibile per tre match, Pellegrini per due e Dybala per cinque. Con il nuovo anno il tecnico portoghese spera di recuperare Wijnaldum il prima possibile e di poter trovare la formazione più congeniale alle sue idee.

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Roma, quando c’è Dybala media da Scudetto: il Milan è avvisato

Il brivido più grande l’Olimpico mercoledì lo ha vissuto non quando Abraham ha salvato un gol sulla linea nel finale della partita contro il Bologna, bensì attorno al minuto 28, nel momento in cui Paulo Dybala si è accasciato per terra tenendosi le gambe. Un eventuale pareggio contro i rossoblù forse avrebbe zavorrato il morale, ma l’ennesima uscita di scena della Joya per infortunio avrebbe significato l’addio a qualsiasi vera ambizione.

La media punti della Roma parla chiaro. Se i 2,3 punti prodotti dai giallorossi con Dybala fossero proiettati per le 16 partite fin qui giocate, la squadra di Mourinho avrebbe 36,8 punti, cioè in piena lotta scudetto dietro solo al Napoli. Senza, invece, sarebbe appena all’11° posto. Tutti i dati sono così uniformi da far capire che l’assenza ha fatto scendere di parecchio il livello delle prestazioni del gruppo. Tra l’altro, domenica si è visto pure come Paulo non sia ancora al meglio della condizione e questo lascia pregustare partite ancora più efficaci nel prossimo futuro.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, l’attaccante argentino non fa mistero che in questa stagione ha due traguardi: vincere un trofeo con la Roma e portare i giallorossi nell’Europa che conta. Dybala sente di essere in qualche modo in debito con i tifosi che lo hanno accolto da stella. Difficile, perciò, che pensi a un addio prima di aver portato in dote un successo importante. L’argentino è ambizioso come tutti i campioni, ma non ha necessariamente quella smania di cambiare aria di chi ha vinto poco o nulla. Ha portato a casa già 13 trofei, fra cui un campionato del Mondo.

Dopo aver segnato e vinto a San Siro contro l’Inter, Paulo vorrebbe fare il bis contro i rossoneri. Il morale dell’argentino è in piena ascesa. L’uscita dal campo contro il Bologna era stata solo per motivi precauzionali, la fidanzata Oriana è tornata a Roma, così come il fratello con la famiglia. La gioia per il Mondiale vinto non ha affatto minato la stagione della Joya, ma anabolizzato la sua voglia di fare bene. Il fatto che si sia ridotto le ferie per tornare prima alla corte di Mourinho era già stato un segnale chiaro della voglia di Roma che Dybala aveva mantenuto.