“Finchè vedrai”. Due parole e migliaia di bandiere giallorosse. Un coro antico e uno sventolio romantico che farà storia.
Le immagini della coreografia durata per quasi tutta la partita hanno fatto il giro del mondo sul web attraverso i social. Oltre a migliaia di tifosi romanisti, account di siti sportivi stranieri, compresi quelli ufficiali dell’UEFA e dell’Europa League hanno contribuito a rendere di tendenza le riprese da tutte le angolazioni dello stadio delle emozioni dell’Olimpico.
Nella sfida di giovedì sera contro il Porto, la Roma chiederà nuovamente aiuto all’amico Olimpico. Perchè se in trasferta il rendimento dei giallorossi in Europa non si può dire certamente sia stato eccezionale anche in queste ultime gloriose stagioni, in casa invece i giallorossi hanno una marcia in più, anzi un motore in più.
Negli ultimi 7 anni sono infatti solo tre le sconfitte casalinghe in Europa contro Real Madrid (2018 Champions), Betis Siviglia 1-2 nell’edizione 2022-2023 di Europa League (fase a gironi) e lo scorso anno contro il Bayer Leverkusen in semifinale (0-2).
Contro gli spagnoli la Roma interruppe la serie di risultati utili consecutivi in casa in Europa della sua storia (20). Poi ripresa con 11 risultati utili fino alla sconfitta in semifinale di un anno contro i tedeschi di Xabi Alonso.
Ma quante volte la Roma ha superato il turno in Europa in gare ad eliminazione diretta, giocando la sfida di ritorno in casa? Dalla stagione 20-21 con Fonseca in panchina, l’Olimpico è stato fattore assoluto: 2 poi uscita in semifinale col Manchester nonostante il successo; 4 l’anno successivo quello di Tirana con Mou che si è ripetuto anche nella stagione seguente con Salisburgo e Feyenoord (perchè contro Real Sociedad e Leverkusen la Roma giocò la prima in casa). Ottimo rendimento anche con De Rossi: passaggi del turno acquisiti contro Feyenoord ai rigori, Brighton e Milan. In totale fanno 9 passaggi del turno con la gara di ritorno all’Olimpico su 10. L’unico precedente negativo, la semifinale contro il Manchester con pesante sconfitta all’andata (6-2) e l’inutile vittoria al ritorno (3-2).
Nonostante le tensioni dell’andata, l’importanza della gara di ritorno che vale quasi tutta una stagione, la prevendita dei biglietti per il match contro il Porto non ha viaggiato con i ritmi incessanti degli ultimi anni per sfide similari.
Anche questa mattina, in base ai dati raccolti dal botteghino giallorosso, sono circa 53 mila i biglietti venduti (compresi i circa 5 mila del Porto) e al netto dei due settori chiusi in Nord dall’UEFA.
Sono quindi disponibili ancora circa 8 mila tagliandi.
Contro il Bologna si è toccato il fondo, sul campo, portando all’esasperazione totale anche la tifoseria.
Quella stessa tifoseria che nel corso dell’intero scorso triennio aveva riempito all’inverosimile l’Olimpico, al di là dei risultati. Una sessantina di sold out consecutivi a cavallo tra l’esperienza di Mourinho e la coda finale diretta da De Rossi.
Pensare a quello stadio lì, pieno di passione, amore, cori, entusiasmo e paragonarlo allo spettarle Olimpico di ieri, semi vuoto già dall’inizio della ripresa, fa impressione.
La tifoseria della Roma, in primis la Curva Sud, ha tentato ogni strada: ha contestato aspramente il giorno dopo l’addio di De Rossi, ha scioperato in alcune partite casalinghe 10 minuti, 15 minuti, un intero tempo, è tornata a sostenere solo la maglia, riempiendo tutti i settori ospiti e ingoiando bocconi amari senza soluzione di continuità (Svezia, Firenze, Bruxelles e Verona).
Ieri la Curva ha iniziato richiamando all’ordine la squadra, poi ha sostenuto la squadra, ma la scintilla non si è mai accesa, anche perchè in campo l’undici scelto da Juric non ha dato mai la sensazione di voler lottare per vincere.
Ad inizio ripresa è iniziato lo sciopero e l’abbandono del tifo. Tra striscioni esposti in Sud e Tevere (indegni, tutti colpevoli, avete rotto il ca…), e un graduale svuotamento prima dei settori più caldi e poi di parte delle due tribune.
Molti tifosi si sono diretti verso il piazzale antistante la Monte Mario, ma poi l’iniziale ipotesi di contestazione si è spenta dinanzi all’ingente cordone di protezione predisposto dalla polizia all’uscita dei cancelli dello stadio, dove transitano autorità, dirigenti, il pullman della squadra e le auto private dei calciatori.
Al termine del match dopo un’altra sonora salva di fischi rivolta ai calciatori, lo stadio si è svuotato nel giro di pochi secondi. Fuori esposti striscioni contro la squadra. La gente è stanca e ora, per questi signori, ricostruire la propria credibilità agli occhi della tifoseria sarà veramente dura.
Dopo la disfatta di Firenze, lo stadio Olimpico ieri sera ha emesso un altro verdetto. Non è più l’ambiente coeso, elettrico, coinvolgente di qualche mese fa.
In aggiunta a questo, nonostante il dato dei (presunti) presenti 60 mila spettatori, segnalato dalla biglietteria giallorossa, erano tanti gli spazi vuoti nelle due tribune, ma anche nei distinti sud e in Nord.
Non è andata in scena una contestazione di carattere ‘coreografico’: zero striscioni, zero mutismo o quarti d’ora di assenza. La Curva Sud alla lettura delle formazioni non ha dato alcuna importanza ai giocatori e al tecnico della Roma, intonando un coro incessante “Roma ale ale Roma ale” durato 5-6 minuti.
Il resto del pubblico ha riservato fischi assordanti alla squadra all’inizio e al termine del riscaldamento, così come alla lettura delle formazioni, dove i più colpiti sono stati Cristante, Pellegrini e Mancini, oltre al tecnico Ivan Juric.
Durante la gara una Sud, stile anni 90-2000, ha tifato in maniera incessante dal primo all’ultimo minuto, partendo da un coro chiaro “Tirate fuori le p….” e chiudendo solo al termine della gara con i canonici fischi rivolti al gruppo che si era avvicinato a salutare.
La disfatta di Firenze, il ‘caos calmo’ di Trigoria, la distanza siderale tra i proprietari del club e i tifosi, i risultati in generale, sommati sono fattori che probabilmente hanno sancito un punto di non ritorno – per questa stagione – tra i tifosi e la Roma.
La squadra è stata duramente contestata già nella notte di domenica, al rientro a Termini, da parte di una cinquantina di ultras che ha fatto capire ai calciatori che aria tira.
Delusione, rabbia e rassegnazione sono i sentimenti che emergono ascoltando vocali e dirette di migliaia di ascoltatori che quotidianamente intervengono sulle frequenze di retesport e tutto questo sentore si sta tramutando in un primo, evidente, dato.
In occasione di Roma-Torino, domani sera, l’Olimpico non sarà sold out anzi. Si stima per ora una presenza, teoricamente massiccia, intorno ai 58-59 mila spettatori (con 40 mila abbonati). In altri tempi lo stadio sarebbe andato esaurito in poche ore. Il dato è aggravato dal fatto che anche con la vendita di tre gare a prezzi scontati nel famoso ‘pack’ (Dinamo Kiev-Torino-Bologna), non ha prodotto l’effetto sperato o forse ha calmierato una prevendita che sarebbe stata ancor più fiacca.
A questo si aggiunge anche un’altra circostanza, che si sta manifestando da diverse settimane e che è visibile anche sul sito della Roma, nella sezione dedicata: la rivendita di parecchi biglietti da parte degli abbonati.
Cliccando online sul portale giallorosso è possibile visionare in tutti i settori, a partire dalla Curva Sud e i distinti (sold out in abbonamento) decine di posti liberi che sono in fase di ‘rivendita’. Un ulteriore segnale del possibile, parziale, ma oggettivo distacco della tifoseria nei confronti della Roma.
82 gare casalinghe all’Olimpico che, dal post Covid, quando la Roma gioca tra le mura amiche è tornato a vestirsi di giallorosso in maniera massiccia.
57 sold outnell’era Friedkin, l’ultimo quello di ieri col Genoa è valso anche il record di riempimento – in termini di soli tifosi romanisti – dal restyling dello stadio ad oggi: 67.334 presenti.
I numeri della Roma all’Olimpico sono straordinari e non sorprendono forse quasi più rispetto alla serie consecutiva di tutto esaurito, che il club ha registrato da Roma-Salernitana – della parte finale della prima stagione di Mourinho fino ad oggi.
Un percorso netto che poi si è interrotto in termini di ‘consecutività’ ma che ha visto la presenza fissa di oltre 60 mila spettatori tra campionato, Europa League e Coppa Italia, anche contro avversarie minori come la Cremonese, piuttosto che Lecce e Genoa che erano in Serie B quando la Roma le ha affrontate e battute nelle rispettive gare della coppa nazionale.
Il calcolo assoluto dei presenti dalla riapertura post covid a ieri sera in 82 gare è di 4 milioni, 541 mila, 972 persone. Un valore che poteva essere notevolmente maggiore considerando che la totale riapertura degli impianti dopo la pandemia iniziò dalla sfida con la Salernitana vinta dai giallorossi per 2-1 grazie al sigillo finale di Smalling. Gara numero 23 sulle ultime 82 in casa.
20.3.2022 Roma vs Lazio (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Abraham lancia la maglia ai tifosi
(Foto Gino Mancini)
INCASSI DA RECORD
Difficile avere una stima precisa perchè ancora non si conosce il dato complessivo di questa stagione e perchè la Roma, una volta uscita dalla borsa, non ha più comunicato i singoli incassi partita per partita. Nella prima stagione post covid, la società giallorossa maturò un incasso da botteghino intorno ai 40 milioni, complice anche l’ambizioso lancio della campagna abbonamenti in corso di stagione quando ancora non vi erano certezze sulle reali capienze e sulle potenziali nuove restrizioni legate alla diffusione del virus.
Lo scorso anno secondo indiscrezioni di stampa abbastanza attinenti al vero la Roma ha incassato 63.6 milioni dal botteghino (+23.7 milioni rispetto all’anno precedente). In questa annata si viaggia sopra i 70 milioni considerata la quota più alta di abbonati e l’aumento dei prezzi nei big match. Per una cifra complessiva che in tre anni supera i 170 milioni.
La gara che ha prodotto l’incasso più alto è stata Roma-Milan, quarto di finale di ritorno di Europa League con circa 4,5 milioni di euro.
LA TOP 5 DELLE GARE CON PIU’ PRESENZE DI TIFOSI ALL’OLIMPICO PER LA ROMA
La partita di cartello rispetto alla gara meno rilevante non ha spostato di un millimetro la media di tifosi giallorossi presenti allo stadio che è stata sistematicamente sopra i 60 mila spettatori nelle ultime 59 gare casalinghe consecutive. Con il Servette, nella prima sfida di questa stagione all’Olimpico, lo stadio era a capienza leggermente ridotta per le sanzioni UEFA post Budapest, per cui ci furono 55 mila spettatori.
Dopo Roma-Genoa in testa per record di presenze con 67.334, seguono le due sfide contro il Feyenoord degli ultimi due anni – 67.293 e 66.742 – poi un Roma-Sassuolo di questa stagione (1-0 gol di Pellegrini), con 66.871, al quinto posto Roma-Inter persa 2-4 con 65 mila spettatori.
In vista di Roma-Genoa, sono stati venduti oltre 60.000 biglietti. Ma potrebbero essere molti di più. Ieri l’Osservatorio per le Manifestazioni sportive e dalla Prefettura di Roma lasciano spazio ad un altro scenario, ancora non ufficiale.
Il divieto di trasferta per Roma-Genoa ai residenti in Liguria “al fine di assicurare che l’incontro si svolga nella necessaria cornice di sicurezza” potrebbe indurre il club ad aprire i Distinti Nord ai tifosi di casa.
Una situazione del genere genererebbe un super sold out, in linea con quello già vissuto nel recente passato durante Roma-Feyenoord, quando la trasferta ai tifosi olandesi fu vietata dalla Uefa. Lo scrive il Corriere dello Sport.
L’ultima volta c’era riuscito il Villarreal, con una sola rete, ma comunque ininfluente perchè Dzeko e compagni all’andata, sempre in Europa League, avevano messo in ghiaccio la qualificazione al turno successivo.
L’Olimpico è rimasto illibato per sette lunghi anni in gare ad eliminazione diretta, compresi i preliminari di Conference. Quasi tutte vittorie, alcune roboanti (come quelle recenti col Brighton e il Milan), grandi serate coincise anche con il ritorno allo stadio di oltre 60 mila spettatori.
La più importante ovviamente Roma-Barcellona, un 3-0 che rimarrà scolpito nella storia del club giallorosso. Ieri il Bayer Leverkusen ha battuto i giallorossi in gare ad eliminazione diretta nell’impianto di casa. Un risultato che vale doppio visto che la Roma ha perso la sua imbattibilità casalinga nelle doppie sfide di Coppa dopo sette anni.
Prima San Siro, poi l’Olimpico. Tutto in una settimana. In palio il pass per le semifinali di Europa League.
Per i giallorossi sarebbe la quarta partecipazione consecutiva ad una semifinale europea (la quinta in sei stagioni se si tiene conto anche di quella di Champions). Per i rossoneri la seconda per Pioli in panchina, dopo quella persa poi contro l’Inter lo scorso anno.
Il Meazza e l’Olimpico sono già sold-out e in casa giallorossa si va a caccia del record di incasso della storia. Il dato più alto per spettatori paganti è la semifinale contro il Liverpool del 2017-18, quando il club incassò 5,5 milioni di euro. Visti i prezzi molto alti, che hanno portato anche ad aspre polemiche, c’è la possibilità che si superi questa soglia.