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Un’illusione in serbo: Vlahovic spinge la Juve Abraham la riprende

La Juventus ha fatto una bella partita, in certi momenti persino bellissima, ma ha cavato dal buco lo stesso ragno di quando Vlahovic non tocca un pallone, vale a dire lo stesso pareggio stitico che la classifica la muove impercettibilmente e che nulla risolve, a partire dai dubbi.

C’è una morale in tutto questo? “Sempre la solita: il calcio l’ha inventato il diavolo», dice il fatalista Allegri. Per lui queste partite devono essere un inferno, con tutto questo spreco di gioco e di occasioni (“Vi siete divertiti?”: sì, abbastanza) finite dentro l’imbuto di un pareggio che Mourinho sa bene di essersi portato via quasi alla chetichella. “L’ho detto a Max: nel primo tempo abbiamo avuto un culo della madonna“.

“Alla squadra ho invece detto che avevo vergogna di essere il loro allenatore e che eravamo stati davvero fortunati a chiudere il primo tempo solo sull’1-0“. Poi il diavolo ci ha messo lo zampino (e Abraham la testa) e la partita è finita con un gol per uno, un punto per uno e un senso di incompiutezza generale che lo scontro diretto non ha minimamente affrontato.

Come scrive la Repubblica (E. Gamba), la Juve ha giocato un primo tempo con i fiocchi. Ha sbloccato il risultato dopo 77 secondi con una spettacolare punizione di Vlahovic. La Juve non si è fidata fino in fondo di se stessa e s’è fatta segnare un gol (rischiando anche di incassare il secondo a 5’ dalla fine, quando Milik ha salvato sulla linea) su palla da fermo (corner di Pellegrini e strana catapulta di Dybala per la testa sottomisura di Abraham) nonostante il gioco abbia continuato a controllarlo, anche se con minore spavalderia.

La Juve non ha dilagato perché in area ha punto poco, perché Rui Patricio ha fermato per due volte Cuadrado, perché Vlahovic stavolta di palloni ne ha toccati (22) ma ha sempre parecchi problemi sia a liberarsi delle marcature sia a dialogare coi compagni.

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Allegri, attento a quei due: stasera Mourinho punta su Pellegrini e Abraham

José Mourinho ha deciso: Lorenzo Pellegrini torna vicino alla porta. Dialogherà con gli attaccanti, innescherà le azioni offensive e darà fantasia al reparto. Un ritorno all’antico per il capitano, costretto a centrocampo dall’inizio di questa stagione per l’arrivo di un mostro sacro come Dybala e il ritorno in grande spolvero di Zaniolo. Nicolò, però, ne avrà ancora per tre settimane (lussazione alla spalla) e allora Lorenzo potrà esibire il suo repertorio di calciatore votato all’attacco.

Come scrive il Messaggero, quanto fatto nelle prime due giornate non è ovviamente da buttare, perché ha assolto con eccezionale puntualità a tutti i compiti difensivi. Quindi, anche contro la Juve, è lecito attendersi un passo indietro in fase di non possesso per regalare maggiore solidità alla mediana composta da Matic e Cristante. Quest’anno è arrivato l’upgrade, perché la maturità che ha raggiunto può portarlo a interpretare ogni ruolo dalla metà campo in su con eccezionale puntualità e precisione.

Mou lo ha rivitalizzato così come ha fatto con Abraham, altro protagonista della gara di oggi. José non ha voluto specificare chi tirerà i rigori, ma c’è la possibilità che sia lui l’uomo giusto. Anche perché lo scorso anno, sempre a Torino, se avesse calciato l’inglese dal dischetto forse sarebbe andata a finire in modo diverso. Ha dentro di sé una grandissima voglia di rivalsa perché aveva segnato, ma l’inspiegabile decisione dell’arbitro Orsato (annullare il pareggio per un fallo retroattivo), ha cancellato in un istante la gioia dipinta nei suoi occhi.

È ancora a secco, perché deve immedesimarsi nel nuovo gioco di Mourinho che non prevede più la palla lunga ma il fraseggio. Ma inaugurare la stagione dei gol con uno alla Juve e, magari, con l’aiuto di capitan Pellegrini, non avrà prezzo.

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Attesa Camara, c’è l’Olympiakos da convincere. Ma arriva Belotti

Tutto rimandato: Felix non è ancora un giocatore della Cremonese, Andrea Belotti non è ancora un giocatore della Roma, Mady Camara neppure. E gli esuberi, da Kluivert a Diawara, passando per Calafiori e Riccardi, sono ancora tutti a Trigoria.

Non mentiva ieri Tiago Pinto quando, da Istanbul, dove si trovava con Dan Friedkin per il sorteggio di Europa League, diceva: “Credo di avere ancora qualcosa su cui lavorare“. Qualcosa è, forse, un eufemismo, perché tra entrate e uscite, le situazioni aperte sono tante.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, per prima cosa, la Roma deve chiudere la cessione di Felix alla Cremonese (oggi, probabilmente, le visite mediche) e dare l’ok definitivo a Belotti. Ieri nuovo contatto tra il suo staff e il club giallorosso per mettere a punto tutti i dettagli dopo che, giovedì, c’era stata qualche incomprensione su stipendio e durata del contratto. La base dell’accordo c’è sempre stata, da settimane, i dettagli, che poi dettagli non sono, no. In tarda mattinata tutto è andato a posto e ora l’attaccante può davvero sbarcare.

Altra trattativa aperta è quella per Mady Camara dell’Olympiacos. Il centrocampista, che arriverebbe al posto dell’infortunato Wijnaldum, spinge per lasciare la Grecia e arrivare alla Roma, ma l’accordo tra società non c’è: le due parti condividono l’idea del prestito oneroso da un paio di milioni, poi l’Olympiacos ne chiede altri 13 con l’obbligo di riscatto, Pinto ne offre meno (7-8) e vuole solo un eventuale diritto. Si continua a trattare, il tempo stringe, anche perché manca meno di una settimana alla chiusura del mercato.

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Mourinho cambia: ecco il 3-5-2

Matic davanti alla difesa, Cristante interno di sostanza, Pellegrini mezzala creativa. José Mourinho sembra aver deciso la strategia per affrontare la Juventus: senza Zaniolo, senza Wijnaldum, virerà sul 3-5-2. Almeno questo hanno raccontato i test effettuati a Trigoria in questi giorni, nei quali l’unica novità di formazione era Matic, che allo Stadium ha già vinto in Champions con il Manchester United.

Come scrive il Corriere dello Sport, naturalmente in un centrocampo così assortito diventa determinante il ruolo di Pellegrini che, rispetto alle partite contro Salernitana e Cremonese, potrà sganciarsi più liberamente verso la metà campo avversaria senza provocare scompensi tattici. E senza sfiancarsi nei recuperi, ai quali provvederanno soprattutto gli altri due mediani. Pellegrini sarà l’uomo che faciliterà i collegamenti con le due punte, che saranno ovviamente Dybala e Abraham.

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Mourinho e Dybala a Torino. Per Allegri non c’è alternativa

José Mourinho, gli fece sentire il fragore dei nemici, insulti e quant’altro. Lo United vinse per 2-1 con un autogol di Alex Sandro al 90’ e Mou si rivolse al pubblico ostile con il gesto dell’orecchio: «Come dite? ? Non vi sento». Mourinho è ritornato allo Stadium un anno fa e ha perso per 1-0, gol di Kean, ma la sua Roma non era ancora tale.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, ora va a Torino da primo in classifica, per effetto delle vittorie contro Salernitana e Cremonese, e la partita gli serve per capire quanto è cresciuta la Roma. Il pericolo non viene soltanto da Mou, con il suo passato da interista esorcista. Juve-Roma di domani è la partita del grande ritorno di Paulo Dybala allo Stadium. Uno scherzo del calendario, lo stesso Dybala si sarebbe augurato Juve-Roma più in là. Il distacco è ancora fresco, vivido, lacerante.

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Avversario

Qui Juve: Bonucci e Szczesny in gruppo. Il centrale azzurro resta però in dubbio

Leonardo Bonucci e Wojciech Szczesny hanno lavorato in gruppo ieri alla Continassa. Il capitano, reduce dall’affaticamento al flessore rimediato alla prima contro il Sassuolo, non è però ancora al 100% e sarà decisivo l’allenamento di oggi per certificare la sua presenza nel big match contro la Roma. Come riferisce la Gazzetta dello Sport, Bonucci, infatti, si è sottoposto anche a delle terapie per attenuare il dolore, ma Max Allegri conta sulla sua volontà di non mancare a una partita così importante.

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Wijnaldum, operarsi o no: la decisione è attesa oggi

C’è un intero popolo che aspetta che conta le ore, fa tabelle di marcia e si interroga sul futuro assieme all’amico Gini, ormai uno di casa. Oggi Wijnaldum capirà se dovrà sottoporsi all’operazione per la frattura della tibia destra, oppure tornare a casa e iniziare con lo staff medico giallorosso un piano di riabilitazione.

Come scrive il Corriere dello Sport, l’olandese, comunque, non ha perso la fiducia e nemmeno l’ottimismo: gli amici, i nuovi compagni e persino José Mourinho si dicono sbalorditi da come ha saputo reagire dopo l’infortunio. Il 31enne di Rotterdam scrive messaggi ispiranti sulla chat della squadra (con uno li ha ringraziati per essere scesi in campo con la sua maglia e la scritta “Forza Gini” durante il riscaldamento di Roma-Cremonese) e appare sostanzialmente sereno.

La tibia è stata ingessata lunedì e da quel momento devono trascorrere 72 ore prima di un nuovo controllo per stabilire se passare sotto i ferri o scegliere una terapia conservativa. Nel pomeriggio, o al massimo domani mattina, il responso. La decisione sarà condivisa tra la Roma e il Psg, anche se l’ultima parola, ovviamente, spetta a Gini; il quale stamattina, dopo gli esami, chiamerà personalmente il dottor Georg Ahlbaumer della Klinik Gut di St. Moritz per relazionare sugli ultimi sviluppi il luminare messo a disposizione dei Friedkin.

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Tifosi

A Torino in oltre 2mila al seguito dei giallorossi

Saranno oltre 2mila i romanisti che sabato riempiranno il settore ospiti dell’Allianz Stadium per la sfida con la Juventus. I biglietti sono stati polverizzati in poche ore, ennesimo sold out di questo inizio di stagione giallorossa. Un’onda lunga di amore e di fiducia nella squadra e in Mourinho che non accenna a diminuire, visto che anche per la partita in casa con il Monza da giorni non c’è più un biglietto.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, da ieri, poi, è partita la vendita libera per gli abbonamenti del girone di Europa League (più una partita di Coppa Italia). In 17 dei 36mila abbonati hanno acquistato la tessera in prelazione.

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Trequartista o mezzala? Pellegrini ago della bilancia

Anche contro la Juventus, sarà Lorenzo Pellegrini l’ago della bilancia dal punto di vista tattico. Mou, alla vigilia del match contro la Cremonese, ha raccontato che il suo capitano può giocare in tutte le posizioni dalla cintola in su e contro la Juve dovrà darne ancora una volta una dimostrazione. Sugli uomini che scenderanno in campo sembrano esserci pochi dubbi – Matic, Cristante, Pellegrini, Dybala e Abraham dalla metà campo in su – ma sul modulo potrebbero esserci delle novità rispetto al 3-4-2-1 che dalla metà della scorsa stagione è diventato un marchio di fabbrica.

Se fosse questo il modulo, il capitano tornerebbe a giocare alle spalle di Abraham, al fianco di Dybala, con Matic e Cristante davanti alla difesa. Come scrive il Corriere della Sera, nel gioco delle coppie, però, il serbo e l’ex atalantino sembrano quella meno assortita e per questo il tecnico potrebbe passare ad un centrocampo a tre, con Matic regista, Cristante e Pellegrini ai suoi fianchi e Dybala avanzato sulla stessa linea dell’attaccante inglese.

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Dybala contro il passato

Il momento sta per arrivare. Chissà quante volte negli ultimi tre mesi Paulo Dybala si è ritrovato a immaginare come sarebbe stato affrontare la Juventus da avversario e adesso, dopo appena due giornate di campionato disputate con la maglia della Roma, il giorno del faccia a faccia con il suo passato è sempre più vicino. Dopo 7 anni vissuti con i colori bianconeri cuciti addosso, durante i quali ha vinto 5 scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe, adesso la Joya è pronto a tornare allo Stadium da avversario. L’ultima volta che aveva messo pie- de nella casa della Juventus il numero 21 giallorosso che all’epoca indossava il 10 bianconero era uscito con le lacrime agli occhi, consapevole di lasciarsi alle spalle una storia fatta di 293 presenze, impreziosite da 155 gol e 48 assist. Storia che fosse stato per lui, che aveva già preparato decine di maglie celebrative per festeggiare un rinnovo che non è mai arrivato, sarebbe finita in modo diverso ma che ormai il ventottenne si è defi- nitivamente lasciato alle spalle. Adesso infatti nella sua testa c’è soltanto la Roma e la voglia di trovare il primo gol con la sua nuova maglia: ci è andato vicinissimo durante l’esordio con la Salernitana, quando il palo colpito nella sfida dell’Arechi gli ha strozzato in gola la gioia di esultare insieme al popolo romanista. All’Olimpico invece a negargli il gol è stato prima il portiere della Cremonese Radu  con un intervento decisivo sullo 0-0 – e poi la sfortuna sul tap-in a colpo (quasi) sicuro sulla ribattuta della traversa colpita da El Shaarawy. Pura casualità, ma che potrebbe trasformarsi in uno scherzo del destino per la Juventus.

Come scrive il Tempo, sarebbe quantomeno una beffa per Allegri e i suoi, se a trafiggere per la prima volta la retroguardia bianconera fosse proprio l’argentino che il club di Agnelli ha deciso di mandare a scadenza di contratto. Se dovesse succedere Dybala non esulterebbe in segno di rispetto verso il club che lo ha consacrato sul panorama calcistico mondiale, ma ciò non toglie che a Torino la Joya darà tutto se stesso per lasciare il segno. Oltre alla «vendetta» infatti, in ballo c’è soprattutto la possibilità di non perdere il passo delle prime della classe iniziando ad accumulare vantaggio in classifica proprio sulla squadra di Allegri che, dopo il pareggio con la Sampdoria, ha già due punti in meno degli uomini di Mourinho. Per uscire con i tre punti anche dal big match in programma sabato sera, sarà fondamentale il contributo degli attaccanti non solo in termini di supporto alla squadra ma soprattutto cercando di trovare la rete. Finora infatti entrambi i successi arrivati in Serie A sono frutto delle reti di Cristante e Smalling. Non che i gol di centrocampisti e difensori non valgano, ma se anche l’attacco riuscisse a trovare maggior cinismo e precisione la Roma potrebbe diventare realmente la mina vagante del campionato. In attesa di accogliere Belotti, stavolta toccherà a Pellegrini supportare Dybala alle spalle di Abraham. Con l’infortunio di Zaniolo il capitano giallorosso sembra destinato a tornare sulla trequarti