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Olimpico sold out, ma è rebus sull’atmosfera. Debutta la terza maglia

Tra le varie incognite della gara contro il Frosinone c’è anche quella legata all’atmosfera dell’Olimpico. Mourinho ne ha parlato in conferenza, anche lui non sa cosa aspettarsi dai tifosi: se arriveranno quindi i fischi per questo avvio di stagione e la deludente prestazione contro il Genoa che ha provocato la contestazione a fine partita, oppure se arriverà invece il consueto sostegno alla squadra, aspettando poi di vedere come andrà la fine della partita.

Forse la verità sta nel mezzo, cioè arriverà qualche fischio all’ingresso della squadra nel riscaldamento o alla lettura delle formazioni (soprattutto per quei giocatori che fin qui sono stati i più deludenti), ma poi invece si scateneranno i cori nel corso della partita per spingerla alla vittoria e a uscire dalla crisi. Sicuramente i tifosi vogliono maggiore impegno dai giocatori e dal settore ospiti del Ferraris lo hanno espresso chiaramente alla squadra.

Come scrive il Corriere dello Sport, la Curva Sud più e più volte si è schierata con Mourinho con cori e striscioni, non è escluso che possa mandare un segnale di fiducia allo Special One e incentivare la squadra a fare meglio. Una cosa è certa, in ogni caso l’Olimpico si farà sentire: contro il Frosinone infatti sarà il trentasettesimo sold out consecutivo, una passione che non si è spenta nonostante i risultati fin qui deludenti di questa stagione. E sarà lo stesso anche giovedì prossimo nella gara di Europa League contro il Servette. Altro tutto esaurito.

Per la gara di stasera intanto la Roma proverà a scuotersi con un cambio maglia. I giocatori infatti indosseranno il terzo kit, quello nero che sta spopolando in Italia e ma anche all’estero: con le rifiniture giallorosse e il lupetto di Gratton è sicuramente una delle divise più ambite da tifosi (della Roma e non solo) e collezionisti. Basti pensare che nel giorno della presentazione del kit sono state vendute già un migliaio di maglie: numeri triplicati e pronti a aumentare nel corso dei giorni, soprattutto se stasera dovesse portare fortuna.

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Mou come Giagnoni: un inizio così non accadeva dal 1978

L’ultimo allenatore della Roma che iniziò peggio di Mourinho, nel 1978/79, venne esonerato dopo 6 partite: a Giagnoni subentrò Valcareggi, che si salvò all’ultima giornata. Sono state solamente 2 le partenze peggiori in 91 stagioni in Serie A, l’altra nel 1950/51 con una vittoria e 5 sconfitte e la retrocessione in Serie B. Gli stessi 5 punti di Mourinho li avevano fatti anche Ranieri nel 2010/11, che poi fu sostituito da Montella, Eriksson nel 1984/85 e Liedholm nel 1974/75.

Come scrive il Corriere della Sera, per lo Special One si tratta della peggiore partenza in assoluto, infatti sono stati superati i 7 punti del 2015/16 al Chelsea. Nelle prime 6 giornate di Serie A Mou ne aveva fatti 13 per due volte all’Inter, 12 e poi 13 alla Roma. La sua media punti in campionato (1.59) è appena da 16esimo posto all time tra gli allenatori giallorossi.

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Mou, la notte in bianco a Trigoria e il confronto con il gruppo. I Friedkin gli rinnovano la fiducia

Di ritorno da Genova, Mourinho è rimasto a Trigoria per rivedersi la partita per intero. Nella giornata di ieri il tecnico si è a lungo confrontato con la squadra in sala video, analizzando gli errori e la fase di possesso palla. La gara era stata preparata in un altro modo e quello che l’allenatore avrebbe voluto vedere si è verificato solamente in un paio di occasioni.

I toni? Sono stati quelli utilizzati in queste situazioni quando la delusione per quanto accaduto e la voglia di rivalsa si trasformano in un mix dal quale ripartire. Come scrive il Messaggero, poi spazio alla seduta pomeridiana. La presenza dei Friedkin a Trigoria conferma il momento delicato che sta vivendo la squadra. La società è molto delusa poiché la squadra deve arrivare in Champions, ma la posizione è chiara: si va avanti con Mourinho.

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Roma senza gioco e senza carattere: Mou non ha alibi

Scegliete voi l’immagine della Roma a Marassi, nella serata della disfatta contro un generosissimo Genoa. La faccia sconsolata di Lukaku, che sembra invidiare i palloni ricevuti da Retegui Il gol di Gudmundsson, capace di aprire la partita dopo pochissimi minuti?

Come scrive la Repubblica, la rete di Messias, a cui non sembra vero di trovarsi lì, tutto solo in area per trasformare una sconfitta amara in una goleada destinata a restare nel baule dei brutti ricordi giallorossi? (…) La fedeltà tradita dei tifosi romanisti non solo protagonisti dei sold out di cui si parla in tutta Europa, ma li a farsi sentire anche in un giovedì sera che non è certo l’ideale per una trasferta? No, l’immagine della partita tra Genoa e Roma è tutta in quella tripla sostituzione a quasi 20 minuti dalla fine, recupero compreso. Una squadra svuotata, senza idee, tenera e fragile, costretta a tentare il tutto per tutto con tre centravanti, Lukaku, Belotti e Azmoun, due trequartisti come Dybala e Aouar, un attaccante come El Shaarawy nel ruolo di terzino e un solo difensore di ruolo, Ndicka. (…)

Sul piano del carattere, su cui nessuno aveva mai provato mettere in discussione Mourinho. La Roma oggi è invece tutto questo: tenera, slegata, senza neppure quella convinzione, quella compattezza, cavallo di battaglia del suo pilota. Chiamato pesantemente e ufficialmente in causa, perché se per due anni si è parlato della Roma di Mou, oggi non si può slegare il suo nome da un quadro desolante. La crisi insomma è ufficialmente aperta. Una crisi che dovrebbe far riflettere anche chi ha preferito raccontare di una Roma alle prese con la continua mancanza dei giocatori adatti, invece di chiedere spiegazioni su un gioco, ed è paradossale, sempre meno convincente.

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La Roma è allo sbando: anche Mou sotto accusa

La Roma crolla a Marassi. Il 4-1 in favore del Genoa apre ufficialmente la crisi dei giallorossi, sedicesimi in classifica con 5 punti dopo 6 giornate, appena 3 in più rispetto al Cagliari ultimo, decimo calciatore infortunato (Llorente uscito nel primo tempo per un fastidio ai flessori della coscia destra). Numeri che testimoniano il momento più basso nella gestione di Mourinho, che a fine partita è rimasto in campo con la squadra a prendersi i fischi. (…). Con i 4 gol presi ieri, sono 11 in 6 partite di campionato. «La gente parlava degli errori di Ibanez, ma lui dava solidità in fase difensiva. L’assenza di Smalling è pesante anche se non è corretto dire che l’abbiamo persa per le assenze perché la solidità è anche la conseguenza di uno spirito di squadra che non abbiamo.

Come scrive il Corriere della Sera, ad ogni tiro in porta ricevuto prendiamo gol, non per colpa di Rui Patricio ma ci succede sempre». Cinque punti in 6 partite: uno degli inizi peggiori della storia romanista. «È anche il peggior inizio della mia carriera, ma se non sbaglio è anche la prima volta che si sono giocate due finali europee consecutive. Gli infortuni? Loro hanno giocato 48 ore prima di noi e hanno perso due giocatori, succede a molte squadre». (…) Mourinho ha peggiorato il suo record negativo in carriera (che era a quota 6) stabilito nel 2015 col Chelsea.

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Mourinho e quel 3-5-2 offensivo nato a Marassi nella notte di Felix

La costruzione dal basso, la qualità nelle mezze ali, l’inventiva e la forza là davanti. Così, con queste caratteristiche tecniche, doveva essere la terza Roma mourinhana. Una squadra che sappia vincere con la forza dei calciatori e non tanto con quella del gioco, e questo è il credo di Mou da sempre, o quasi. Un’idea che lo Special aveva messo in piedi, con giocatori diversi, il 5 febbraio del 2022, in una fredda notte di Genova. Marassi, stadio Luigi Ferraris, la Roma affrontava il Genoa di Shevchenko.

La squadra di Mou stava cambiando pelle, già nella partita precedente, a Venezia, il tecnico aveva abbandonato la difesa a quattro per proporre quella a tre. I giocatori, disse, si sentivano più sicuri. Difesa a tre non più abbandonata, tranne in rarissime situazioni di gioco all’interno di singole partite.

Come scrive il Messaggero, il 3-5-2 è diventato il marchio di fabbrica, anche lo scorso anno, pur essendo diventato con il passare dei mesi più difensivo che offensivo e ricorderemo alcune partite lacrime e sangue (vedi Leverkusen) che hanno aiutato la Roma a toccare la seconda finale europea di fila, a Budapest contro il Siviglia. Con il mercato di quest’anno, siamo tornati alle vecchie intenzioni, il problema è che per un motivo o per un altro, gli uomini di qualità Mourinho non ce li ha avuti e a Torino, e ad esempio, ha inserito El Shaarawy (e non Bove) proprio per non perdere quella qualità su cui vuole puntare.

Il regista attuale, Paredes, ha caratteristiche diverse dai play del passato (Cristante e Matic), è più votato a giocare in avanti che indietro. Lo spirito, dunque, non cambia, è diventata una questione di equilibrio, dovuta soprattutto alla condizione fisica dei presenti, sempre al limite.

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Genoa-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma affronta questa sera il Genoa a Marassi nella sesta giornata di campionato. Ecco le probabili formazioni dei quotidiani:

LA GAZZETTA DELLO SPORT (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Kristensen, Cristante, Paredes, Pellegrini, Spinazzola; Dybala, Lukaku.

IL CORRIERE DELLO SPORT (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Cristante, Paredes, Spinazzola; Pellegrini, Dybala, Lukaku.

TUTTOSPORT (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Cristante, Paredes, Spinazzola; Pellegrini, Dybala, Lukaku.

IL MESSAGGERO (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Kristensen, Cristante, Paredes, Pellegrini, Spinazzola; Dybala, Lukaku.

IL TEMPO (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Llorente, Ndicka; Karsdorp, Cristante, Paredes, Pellegrini, Spinazzola; Dybala, Lukaku.

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Roma, Pellegrini-Dybala-Lukaku per la vittoria numero 1700

Genova, Marassi. È questa la fermata che stasera (ore 20:45) la Roma non vuole saltare per tornare a vincere in trasferta in campionato dopo cinque mesi e mezzo (8 aprile a Torino) e per rimettere in sesto una classifica da pianto.

Come scrive Leggo, i motivi per sperare nella 1700° vittoria della storia giallorossa ci sono: la crescita fisica mostrata col Toro, il ritorno di Pellegrini e la coppia Lukaku-Dybala che ha nel Genoa una delle sue vittime preferite. Proprio il capitano (assente dal 1′ addirittura dalla gara col Verona del 26 agosto) dovrà garantire quell’equilibrio tra i reparti venuto a mancare nel finale di domenica scorsa e alimentato dalla partenza di Matic.

Ma a preoccupare maggiormente è il reparto difensivo orfano ancora di Smalling (se ne riparla dopo la sosta) e senza alternative ai tre titolari. Un problema che doveva essere risolto in estate, e che si proverà a rattoppare a gennaio (piace Dier del Tottenham, scadenza 2024).

Nel frattempo Mourinho dovrà limitare il turn over e sfruttare lo stato di grazia dello stesso Lukaku a caccia del 4° gol consecutivo. Il tecnico dovrebbe tenere fuori il solo El Shaarawy rispetto all’undici di partenza col Torino. Se qualcuno dovrà riposare lo farà in coppa col Servette giovedì prossimo. Confermata quindi la coppia Paredes-Cristante, a sinistra ci sarà ancora Spinazzola visto anche il pessimo impatto di Zalewski domenica scorsa.

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Roma, con il Genoa vietato fallire. Mourinho ritrova Pellegrini e Aouar

Una vittoria per le statistiche (sarebbe la numero 1.700 della storia giallorossa) ma soprattutto per la classifica. È quella che insegue la Roma, stasera (ore 20.45) a Marassi contro il Genoa. Il ritorno al successo in trasferta (l’ultima lo scorso 8 aprile a Torino), solo sfiorato domenica contro la formazione granata è l’obiettivo dei giallorossi, che con 5 punti in altrettante partite sono protagonisti di una delle peggiori partenze degli ultimi 20 anni.

Soltanto nel 2004-05, 2010-11 e 2018-19 dopo cinque giornate la Roma aveva gli stessi punti e in tutte e tre le occasioni la Roma ha cambiato allenatore (Voeller, Ranieri e Di Francesco) a stagione in corso. Uno scenario che nessuno si augura dentro Trigoria, dove la posizione di Mourinho non è stata mai messa in discussione, anche se non si è ancora parlato del rinnovo del contratto, in scadenza il prossimo 30 giugno. (…)

Come scrive il Corriere della Sera, un discorso a parte lo merita Smalling, che dopo la sconfitta contro il Milan è letteralmente sparito dal campo. Non è partito per Genova e ancora una volta lo Special One avrà solo tre centrali di ruolo – Llorente, Mancini e Ndicka – a disposizione, con Celik ormai considerato a tutti gli effetti la prima alternativa in difesa e non la terza sulla fascia destra, dove Karsdorp potrebbe essere preferito a Kristensen in un’alternanza che dovrebbe portare il danese (non inserito nella lista Uefa) a giocare domenica contro il Frosinone e l’olandese di nuovo in coppa col Servette in Europa League il 5 ottobre.

L’assenza prolungata di Smalling, i cui tempi di recupero sono un’incognita, potrebbe portare la Roma di nuovo sul mercato a gennaio (piace Dier del Tottenham, scadenza 2024), ma nel frattempo Mourinho dovrà gestire al meglio le risorse. Davanti la certezza è rappresentata dalla coppia Lukaku-Dybala. Il belga è alla ricerca del suo quarto gol consecutivo, l’argentino (per lui sarebbe la gara 300 in serie A) al Genoa ha già segnato 11 volte in carriera.

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Aoaur sparito dopo l’infortunio, a Marassi vuole tornare protagonista

Aouar you? La domanda, con tanto di consapevole storpiatura, nasce spontanea. Perché dopo il buon esordio di agosto l’algerino che sembrava imprescindibile è letteralmente sparito tra infortuni, bocciature e equivoci tattici ancora da risolvere. L’ex stellina del Lione, arrivato a parametro zero, aveva stupito tutti con Salernitana e Verona salvo poi dover alzare bandiera bianca col Milan. Stop muscolare, uno dei tanti in casa giallorossa.

Come scrive Leggo, non il primo per Aouar che l’anno scorso aveva dovuto saltare una decina di partite per infortuni. Il centrocampista ha rinunciato alla Nazionale, è tornato in gruppo e ha giocato (male) contro lo Sheriff. (…) A Marassi Aouar si gioca un posto con Pellegrini, altro convalescente di cui la Roma ha bisogno per alzare il livello di qualità di un centrocampo orfano di Sanches. Il capitano sembra in vantaggio, ma tra i due potrebbe esserci una staffetta sia col Genoa che col Frosinone.

Ieri entrambi hanno dato buone risposte a Trigoria al contrario di Smalling che continua a restare ai box e potrebbe rientrare dopo la sosta.