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Rinnovo Smalling: il contratto è pronto, manca il suo ok

Il rinnovo di contratto di Smalling ha bisogno solo di un sì. Quello del difensore. Ma la risposta tarda ad arrivare. La Roma da due mesi ha fatto la sua offerta, dopo l’incontro tra ‘agente del calciatore e il gm Pinto.

Come scrive la Repubblica, il club si è esposto, assecondando le richieste del difensore: due anni di contratto a poco più di 3 milioni annui, bonus compresi. Niente clausola, ma una nuova offerta fino al 2025 al ribasso rispetto al nuovo ingaggio che non ha entusiasmato l’inglese.

La Roma però ha bisogno di pianificare il futuro ed eventualmente la sua sostituzione. Il difensore ha voglia di Roma, ma anche di tornare a giocare la Champions League. Un obiettivo che tanto hanno messo come condizione per continuare l’avventura in giallorosso – da Matic a Dybala, passando per Wijnaldum. Le offerte non gli mancano, ma la priorità è restare alla Roma.

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Mourinho, ora la Roma aspetta l’annullamento delle 2 giornate: venerdì la sentenza definitiva

La sentenza definitiva arriverà venerdì pomeriggio, alle ore 14.30, quando la Corte Sportiva d’appello prenderà una decisione sul ricorso della Roma. Come scrive la Gazzetta dello Sport, per ora Mou ha goduto della sospensiva che gli ha permesso di andare in panchina con la Juventus , ma aspetta di sapere se potrà esserci anche contro Sassuolo e, soprattutto, Lazio.

Adesso la Roma venerdì si aspetta che la squalifica sia definitivamente annullata, proprio in virtù dell’evidente provocazione del quarto uomo. E anche il video di ieri delle Iene è considerato un altro mattoncino a proprio favore. Insomma, a Trigoria puntano a “smascherare” definitivamente Serra . E se poi la squalifica non sarà annullata, ci si aspetta almeno lo sconto di una giornata .

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Roma, se parte Mou idea Tuchel

Inter, Roma, Milan e Juventus, in rigoroso ordine di classifica, possono tutte essere coinvolte da una rivoluzione in panchina se l’annata prenderà una piega indesiderata e visto il blasone dei club, oltre che da soluzioni italiane (Conte resta uno dei papabili per i bianconeri, De Zerbi è stimato dai dirigenti giallorossi e interisti che seguono pure la crescita di Thiago Motta), possono essere intrigati da profili internazionali come quello di Zidane, di Tuchel e di Luis Enrique.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la Roma con il suo progetto ha convinto José Mourinho, uno dei tecnici più vincenti della storia del calcio, a tornare in Italia. Tuchel ha stupito l’Europa vincendo la Champions con il Chelsea nel 2020-21, ma la nuova proprietà dei Blues lo ha esonerato lo scorso settembre.

Si è preso qualche mese di vacanza e adesso è pronto a ributtarsi nella mischia. Insieme a Pochettino (in vantaggio), è il candidato forte alla panchina del Real Madrid (in corsa pure Raul e Arbeloa) se Ancelotti accetterà la corte della federazione brasiliana o se Florentino Perez sceglierà di non rispettare l’ultimo anno di contratto.

Tuchel ha un profilo internazionale forte avendo già guidato in carriera il Borussia Dortmund, il Psg e appunto i Blues. Il finale dell’avventura a Londra lo ha amareggiato e ha dentro una gran voglia di rivincita. A Parigi c’è chi si è pentito di averlo licenziato troppo in fretta, mentre in Inghilterra sono frequenti le voci di un corteggiamento per lui sia del Tottenham (se Conte non rinnoverà) sia del West Ham.

Di certo Tuchel ha estimatori anche in Italia: l’Inter lo stima e se il finale di stagione di Inzaghi non fosse all’altezza delle aspettative, può rientrare nel “casting” di Marotta e Ausilio; attenzione però alla Roma che, se non riuscirà a trattenere Mourinho, potrebbe puntare su un allenatore con una carriera da top club.

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Con la Real Sociedad una Roma d’attacco: Abraham ed El Shaarawy per sfondare subito

In vista degli ottavi di Europa League contro la Real Sociedad, è lecito attendersi nuove invenzioni. Come scrive la Gazzetta dello Sport, la difesa ad esempio dovrà per forza cambiare pelle perché Ibanez sarà squalificato. Fino a pochi giorni fa il candidato d’obbligo alla sua sostituzione sarebbe stato Kumbulla, ma visto che domenica – quando Mancini nel primo tempo accusava problemi alla caviglia – il primo a scaldarsi è stato il nuovo arrivo Diego Llorente, è possibile che lo spagnolo possa esordire da titolare proprio contro la Real Sociedad, cioè il club con cui ha giocato 88 partite prima di partire alla volta del Leeds, in Premier.

Ma i cambi non dovrebbero limitarsi solo alla difesa. Non è escluso che Karsdorp possa riprendersi il posto da titolare, visto che Zalewski a destra non sempre riesce ad esprimere tutto il suo potenziale rispetto alla prediletta fascia sinistra. Proprio su questa corsia è possibile che Spinazzola possa tirare il fiato per lasciare il posto ad El Shaarawy, che in una partita casalinga sa aumentare la trazione anteriore.

Infine, il rientro di Abraham non è affatto una chimera. Con tutto il rispetto, la Real Sociedad non è la Juventus e quindi, più che il palleggio, servirà la ricerca della profondità e i rapidi rovesciamenti di fronte.

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Roma, Mourinho è il tuo garante

Dopo il Napoli dei prodigi c’è la Roma. Non nella classifica generale ma nella somma algebrica dei punti rispetto allo scorso campionato: con la vittoria contro la Juventus, fondamentale per ristabilire le distanze nella corsa alla Champions League, José Mourinho ha allungato il confronto con se stesso a +7. Solo Spalletti, appunto, ha fatto meglio. Il quarto posto ritrovato, alla pari con il Milan ma a una partita di gap dalla seconda poltrona, è la logica conseguenza di una crescita che neppure la terribile sconfitta di Cremona ha frenato.

Come scrive il Corriere dello Sport, la Roma del 2023, soprattutto nel fortino Olimpico, non sbaglia un colpo: in campionato ha sempre vinto (Bologna, Fiorentina, Verona, Empoli e Juventus) e sempre senza concedere gol.

Un evento può essere casuale, cinque consecutivi no davvero. Ma c’è un altro dato che stimola una riflessione: quando va in vantaggio, la Roma porta a termine la missione con tranquillità. È successo in 12 partite dall’inizio della stagione. Soltanto a Reggio Emilia con il Sassuolo (Pinamonti che risponde ad Abraham) Mourinho ha subìto una rimonta.

Un piazzamento in zona Champions League può facilitare il dialogo con i Friedkin, che non possono stanziare investimenti da sogno a causa delle restrizioni imposte dal fair play finanziario. E se Mourinho, che attende una chiamata dalla proprietà e nel frattempo valuta ipotesi alternative, decide di rimanere, diventa più o meno volontariamente un garante di competitività.

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Roma-Juventus 1-0, le pagelle dei giornali: Mancini, Rui e Matic i migliori

La Roma vince 1-0 contro la Juventus grazie al sigillo dalla distanza di Mancini, che tiene i giallorossi sul treno che porta alla prossima Champions League. Ecco le pagelle dei giornali:

LA GAZZETTA DELLO SPORT

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 7; Mancini 7.5, Smalling 7, Ibanez 6.5; Zalewski 5 (Karsdorp 63′ 6), Cristante 6.5, Matic 7, Spinazzola 7; Pellegrini 6.5 (Belotti 86′ SV), Wijnaldum 5.5 (Bove 73′ SV); Dybala 6(Abraham 73′ 6). Allenatore: Mourinho 7

IL CORRIERE DELLO SPORT

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 7; Mancini 8, Smalling 7, Ibanez 7; Zalewski 6(Karsdorp 63′ 6.5), Cristante 7, Matic 7.5, Spinazzola 6.5; Pellegrini 7(Belotti 86′ SV), Wijnaldum 6 (Bove 73′ 6.5); Dybala 6(Abraham 73′ SV). Allenatore: Mourinho 7.5

IL TEMPO

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 6.5; Mancini 8, Smalling 7, Ibanez 7.5; Zalewski 5(Karsdorp 63′ 6), Cristante 7.5, Matic 7, Spinazzola 6.5; Pellegrini 6.5 (Belotti 86′ SV), Wijnaldum 5.5 (Bove 73′ 6); Dybala 6(Abraham 73′ 6). Allenatore: Mourinho 7.5

LEGGO

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 7; Mancini 7,5, Smalling 6,5, Ibanez 7; Zalewski 5,5 (Karsdorp 63′ 6,5), Cristante 7, Matic 7, Spinazzola 7; Pellegrini 6 (Belotti 86′ SV), Wijnaldum 6,5(Bove 73′ 6); Dybala 6(Abraham 73′ 6). Allenatore: Mourinho 7,5

LA REPUBBLICA

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio 7; Mancini 7.5, Smalling 6.5, Ibanez 7; Zalewski 5 (Karsdorp 63′ 6), Cristante 6.5, Matic 7, Spinazzola 6; Pellegrini 5.5 (Belotti 86′ SV), Wijnaldum 5.5 (Bove 73′ 6); Dybala 6(Abraham 73′ 5.5). Allenatore: Mourinho 7

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Una Roma da Champions: Mancini affonda la Juventus

Una notte di dolce passione: una Roma grande, tosta, intensa e vincente. Il contrario di quella sciatta vista a Cremona. Come scrive il Messaggero, ci voleva “la prestazione” per battere una signora Juve, arrivata da queste parti con una classifica penalizzante ma con le idee ben chiare e con la forza di chi virtualmente è seconda. La Roma ha fatto qualcosa di più: l’ha decisa Gianluca Mancini, che sente questo genere di partite, da vivere tutte d’un fiato. La squadra di Mou ha lottato e anche sofferto, la Juve non è stata a guardare, ha sbattuto tre volte sul palo. E’ stata una questione di centimetri, come era una volta. L’episodio ha fatto la differenza. La classifica torna a sorridere: giallorossi saltano in avanti, a 47, come il Milan. E la corsa continua. Mourinho prova a stupire il suo collega e amico Allegri, con una guardiolata: fuori Abraham e dentro Wijnaldum finto centravanti, andando a comporre un tridente leggero, con Dybala e Pellegrini.

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Mou, gioia e rimpianti: “Sono felice ma la sconfitta a Cremona resta inaccettabile”

«Felice per la vittoria sulla Juventus, ma quella sconfitta a Cremona ancora brucia». Il rimpianto dei tre punti persi martedì scorso allo Zini sono ancora vivi nella testa di Josè Mourinho. La classifica sorride alla Roma, ma nella mentalità dei vincenti si guarda sempre avanti. E con i tre punti di Cremona sarebbe stato secondo posto. Ma indietro nel tempo non si può andare. E allora è meglio guardare la classifica per quel che è.

Come scrive la Repubblica, imbattuta con i bianconeri, non accadeva da 19 anni. Era il 2004 e c’era Capello in panchina. Oggi c’è Mourinho: «Abbiamo vinto perché i miei ragazzi sono stati bravi e hanno fatto una performance al 100%. Abbiamo avuto un grande atteggiamento. Rispetto tanto la Juventus e Allegri, sono arrivati qui nel loro miglior momento della stagione. Sappiamo che quando la Juventus si compatta è difficile giocare. Non dovevamo dargli campo, loro hanno gamba e qualità. Quando ripartono mettono in difficoltà gli avversari. E noi siamo stati compatti. E poi noi abbiamo avuto Rui Patricio che questa sera ha fatto diversi miracoli».

(…) Voltare pagina, guardando la classifica. Con una vittoria di prestigio, il quarto posto e il treno Champions subito riagganciato: «Ma un campionato è lungo 10 mesi. In una partita isolata noi possiamo vincere contro tutti in campionato. Ma dalla partita mi porto a casa la felicità della vittoria e la distanza che abbiamo dalla Juventus. Loro sono fortissimi e sono capaci di vincere anche dieci partite consecutive. Per questo sono stati importanti i tre punti».

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Olimpico giallorosso sold out da un anno

Un muro giallorosso. Così si è presentato l’Olimpico ieri sera al fischio d’inizio di Roma-Juventus. Una coreografia che ha coinvolto tutto lo stadio completamente tappezzato di cartoncini gialli e rossi. In un bagno d’amore per la squadra che dura ormai da un anno intero. Per la Juventus si sono presentati in 64.213 facendo registrare il 25esimo sold out nelle ultime 26 partite giocate all’Olimpico. Coppa, campionato e amichevoli. Tutto compreso.

Come scrive la Repubblica, da un anno il dato sugli spettatori non scende sotto i 60.000, con il più alto registrato questa estate nell’amichevole contro lo Shakhtar con 65.303 spettatori. Una serie di sold-out iniziata il 10 aprile 2022 con Roma-Salernitana e i suoi 64.266 spettatori, alla prima occasione ufficiale per tornare. (…) Solo San Siro tiene il passo – grazie anche ad una capienza di 75.000 spettatori. Mentre il resto delle tifoserie guarda da lontano. Un amore incondizionato che ha un “responsabile” principale: José Mourinho. Con l’allenatore portoghese in panchina lo stadio è sempre stato pieno. Anche nei momenti bui dell’inverno 2021, quando la capienza era ridotta causa Covid. Riassumibile con una parola: fiducia.

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Un eurogol di Mancini decide la sfida dell’Olimpico contro la Juve

Con il cuore, con la testa e anche con le unghie in un finale interminabile. La Roma interrompe la rincorsa della Juventus, che aveva vinto le ultime quattro, vince davanti al pubblico di casa e si rimette in piedi dopo il clamoroso ko contro la bestia nera Cremonese. Succede davanti a un Olimpico per la venticinquesima volta sold out in questa stagione a conferma che il dodicesimo uomo in partite come questa fa tutta la differenza del mondo.

Come scrive il Tempo, Mou gioca a sorpresa la carta formazione cambiando tutto proprio all’ultimo: toglie gli attaccanti e mette Dybala unica punta con Wijnaldum a far coppia con di Pellegrini subito dietro l’argentino campione del mondo. Dall’altra parte del campo, l’altro campione del mondo Di Maria è l’anima della Juve ma i romanisti fanno buona guardia: attorno a lui il tecnico portoghese alza una gabbia, cosi come su Vlahovic marcato a uomo da Smalling ogni qual volta l’attaccante serbo si affaccia dalle parti dell’area giallorossa.

La svolta arriva all’inizio della ripresa, quando Cristante, ancora una volta tra i migliori dei suoi, apre a Mancini che se la sposta sul destro e mette la staffilata che infila l’incolpevole Szczesny coperto da una giungla di gambe. Primo gol stagionale per il difensore che a inizio gara sembrava costretto a lasciare il campo per infortunio: e invece proprio lui l’ha decisa.