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Il gol di Mourinho: squalifica congelata. Può guidare i suoi all’assalto della Juve

José Mourinho andrà in panchina contro la Juventus poiché la sua squalificata è stata temporaneamente congelata. La Corte d’Appello ha accolto il ricorso dei giallorossi, infatti la Procura Federale ha bisogno di un supplemento di indagine dato che la deposizione di Serra è stata considerata insufficiente. Lo Special One ha raccontato di offese volgari da parte del IV Uomo nei suoi confronti. La prossima udienza si terrà comunque il 10 marzo.

Come riporta il Corriere della Sera, Lorenzo Pellegrini è in dubbio per la gara di questa sera per uno stato influenzale, ma ieri si è allenato in gruppo. Out invece Ola Solbakken per un problema muscolare.

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Ultimo treno per l’Europa. Mou rilancia Abraham

Se c’è un avversario in grado di “svegliare” Abraham è proprio la Juventus. Da quando e arrivato in Italia, infatti, il centravanti inglese contro i bianconeri ha sempre segnato. Come scrive il Corriere della Sera, è successo sia nella gara d’andata (1-1), sia nella clamorosa rimonta subita dai giallorossi all’Olimpico nella passata stagione. Così anche stasera, sotto gli occhi di oltre 60mila tifosi, Tammy proverà a far male alla retroguardia bianconera, in una sfida delicatissima, probabilmente decisiva in chiave Champions. La Roma, tra l’altro, negli scontri diretti fra le 7 big finora giocati è la squadra che ha raccolto meno punti: 5 su 21.

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Meno falli e cartellini, è una Roma più calma

È come se José Mourinho avesse assorbito su di sé quella “rabbia” che nella passata stagione alimentava come benzina il motore dei suoi uomini, prendendosi le sensazioni che i giocatori stanno evitando. Lo scorso anno la Roma incassò 105 ammonizioni e 8 rossi in 38 giornate di Serie A, mentre oggi è a quota 47 cartellini gialli e zero rossi.

Come scrive il Corriere dello Sport, Gianluca Mancini finì sul taccuini degli arbitri per ben 22 volte tra tutte le competizioni, mentre in questa annata è stato sanzionato solamente 8 volte.

I giallorossi sono decisamente meno propensi al fallo e, di conseguenza, alla sanzione. La media infatti è passata da 2,76 a 1,96 cartellini a partita. Il primatista è Ibanez (7), seguito da Smalling e Celik a 5. A quota 4 ci sono Cristante, Mancini e Zaniolo, Dybala è fermo a 3 mentre Pellegrini, Matic, Zalewski, Bove ed El Shaarawy sono a 2. Kumbulla, Abraham, Rui Patricio, Camara e Tahirovic sono stati ammoniti solamente una volta.

La Roma commette 11,96 falli a partita e solamente Napoli, Sassuolo, Lazio e Juventus sono più “pulite”. L’eccezione alla regola è Smalling, che nella passata stagione commise il primo fallo solamente alla decima presenza, mentre oggi è il secondo più ammonito della squadra.

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Dybala, sarà notte di passione e con tanta voglia di rivincita

All’andata fu protagonista, confezionando l’assist che portò al gol del pareggio di Abraham, domani sera Dybala si troverà, per la seconda volta da quando indossa la maglia della Roma, contro il suo passato. Per l’argentino la gara contro la Juventus non può essere come tutte le altre, anche se oggi il suo cuore è giallorosso e contemporaneamente a quella sul campo sta giocando un’altra partita fuori, relativa al recupero di 3,7 milioni di euro che non ha ricevuto e che fanno parte della seconda manovra-stipendi della società bianconera, relativa alla stagione 2020-21.

Come scrive il Corriere della Sera, per questo lo scorso 21 febbraio è stato ascoltato nell’ambito dell’inchiesta Prisma, che indaga sui bilanci del club bianconero dal 2019 al 2021. Ora però Dybala è concentrato sul campo, e dopo la sconfitta di martedì scorso a Cremona la Roma ha ancora più necessità di conquistare i tre punti.

Per riuscirci i giallorossi hanno bisogno del contributo del loro uomo migliore, autore finora in stagione di 12 gol e 6 assist. Non ha mai segnato, Dybala, contro la Juventus: non lo ha fatto con il Palermo in quattro occasioni e non lo ha fatto con la Roma all’andata. A secco per cinque partite contro la stessa squadra, per l’argentino è un record negativo da infrangere, magari senza esultare, come aveva promesso la scorsa estate quando si trasferì alla Roma.

Contro i bianconeri Dybala, che ieri è stato convocato dal c.t. Scaloni per la doppia amichevole che l’Argentina sosterrà (23 e 28 marzo) contro Panama e Curaçao, non solo non ha mai segnato, ma non ha nemmeno mai vinto ottenendo 4 sconfitte col Palermo e 1 pareggio, quello della gara di andata. In campionato, all’Olimpico non segna dalla doppietta realizzata lo scorso 15 gennaio contro la Fiorentina.

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Truffa sui biglietti dell’Olimpico: 3 arresti

Tutto è iniziato con Roma-Juventus del 13 gennaio 2020. Una decina di tifosi giallorossi furono respinti ai tornelli dello stadio Olimpico perché i loro biglietti erano falsi. Ma loro erano in buona fede perché li avevano acquistati su un profilo Instagram.

Come scrive il Corriere della Sera, dietro al raggiro una banda di truffatori residenti in Campania: in sei sono stati raggiunti da misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza.

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Dopo l’espulsione a Cremona Mou spera nell’assoluzione e punta a esserci con la Juve

José Mourinho e la Roma aspettano e sperano nell’assoluzione. È atteso per oggi il verdetto sulla squalifica dell’allenatore portoghese dopo l’espulsione ricevuta a Cremona martedì scorso. L’obiettivo dichiarato è avere Mourinho in panchina contro la Juventus, per questo nella giornata di ieri il club giallorosso ha depositato in Corte d’Appello un ricorso d’urgenza per l’annullamento delle due giornate di squalifica.

Come scrive la Repubblica, difficile pensare ad un’assoluzione completa per il portoghese, alla luce delle “espressioni ed illazioni gravemente offensive” nei confronti di Serra nello spogliatoio. Più probabile uno sconto di una giornata, con Mourinho in panchina già contro il Sassuolo. Oggi il verdetto, con il talismano Foti pronto a subentrare – da imbattuto – sulla panchina della Roma

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Pellegrini non graffia: dal 2011/12 la Roma non segna così poco

I muscoli del capitano rischiano di non bastare. L’impatto di Lorenzo Pellegrini sul rendimento Roma , nonostante una presenza in campo quasi fissa, non è più quello dell’anno scorso. (…) E sono proprio i gol segnati la nota dolente della stagione del ventiseienne: in Serie A non è ancora riuscito a segnare su azione. Un calo di rendimento che rischia di ridimensionare la capacità del trequartista di incidere sui risultati della squadra dove, durante il primo anno con Mourinho in panchina, si era calato nei panni di secondo uomo più decisivo (secondo solo ad Abraham).

Come scrive la Gazzetta dello Sport, una crisi generale che non coinvolge soltanto il calciatore più rappresentativo della Roma, ma riguarda il reparto offensivo e non solo. I gol totalizzati dagli uomini dello Special One sono appena 31, con una media di 1,3 reti a partita. Numeri che, se paragonati a quelli delle dirette concorrenti per il quarto posto, rischiano di complicare l’obiettivo qualificazione in Champions . Per risalire ad un rendimento così povero bisogna tornare indietro addirittura di 11 anni, all’alba dell’era americana con Luis Enrique in panchina e Thomas Di Benedetto come presidente. Dopo 24 giornate infatti, la squadra allenata dall’asturiano aveva realizzato le stesse reti della Roma 2.0 targata José Mourinho.

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Dybala vuol citare la Juventus per il mancato rinnovo: “E aspetto 3 milioni di stipendi arretrati”

Scaricato dalla Juve quando all’accordo, già nero su bianco, mancavano giusto le firme, Paulo Dybala potrebbe avere la rivincita, non solo sportiva, visto l’incrocio di domenica all’Olimpico: dagli atti dell’inchiesta della Procura di Torino sui conti del club, risulta infatti che uno dei legali dell’argentino, l’avvocato Luca Ferrari, “ha avanzato richiesta di risarcimento per il mancato rinnovo contrattuale, con mail del 12 maggio, lettera del 28 luglio e mail del 20 settembre 2022“.

Come scrive il Corriere della Sera, l’ex numero 10 juventino, ascoltato da un capitano e un maresciallo della guardia di finanza, cade dalle nuvole: “Non ero a conoscenza di questi documenti che non ho mai visto prima”. In ogni caso, Dybala dispensa lo stesso legale “dall’opposizione del segreto professionale“. Sentito tre giorni fa in Procura dai pm, l’avvocato ha confermato tutto.

In sostanza, secondo la ricostruzione del legale, ci sarebbero profili di responsabilità pre-contrattuale poiché nell’autunno 2021 il contratto tra la Juve e Dybala era praticamente fatto: dopodiché improvvisamente — secondo la sua versione — il club si tirò indietro, per poi prendere Vlahovic, il gennaio seguente. Va da sé, un’operazione era alternativa all’altra.

Il giocatore, appunto, se ne dice all’oscuro: “Questa cosa l’ho saputa pochi giorni fa, quando mi avete convocato e l’ho detta al mio avvocato: mi ha detto che c’è questa richiesta di risarcimento. Ma io non avevo chiesto questo, avevo chiesto solo di prendere gli stipendi arretrati e null’altro“. Ovvero: “So bene che la Juventus mi deve ancora dei soldi”, ma “la somma precisa non so, ma sarà più o meno 3 milioni netti“.

Dagli ultimi atti depositati emerge anche la lunga deposizione di Maurizio Lombardo, 48 anni, per nove anni segretario generale della Juve (ora alla Roma): l’uomo della valigetta — “l’avevo sempre con me” – dentro la quale c’erano le side letter, per l’accusa, gli accordi non depositati. “Sapevo che erano documenti che era meglio non uscissero“. Tant’è che gli dissero di non tenerli in ufficio. Non erano depositati, perché “potevano generare un impegno a livello di bilancio”. In certi casi, specifico: “Perché altrimenti non si poteva registrare la plusvalenza”.

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Lombardo, la valigetta segreta e le accuse al sistema Paratici: il segretario giallorosso teste principale per l’accusa ai bianconeri

Una busta chiusa, consegnata di persona da Cesare Gabasio al 4° piano di via Rosellini 4 a Milano: la sede della Lega Calcio. Luogo insolito per dare al consigliere neo eletto Stefano Campoccia la side letter che celava il patto occulto con l’Udinese di cui lui è il vicepresidente. Ma il 19 luglio 2018 il legale della Juventus aveva fretta di consegnargli l’impegno di riacquisto. Ne chiedono conto i pm che hanno messo sotto scacco la Juve a Maurizio Lombardo, l’ex segretario generale che si occupava dei contratti, prima di essere fatto fuori dopo 9 anni «in 5 minuti»

Come scrive la Repubblica, Lombardo si trasforma nel teste chiave: spiega che alcune società hanno fatto «da banca» per permettere alla Juventus di fare le plusvalenze. Ed era proprio lui a custodire le side letter «in una valigetta, sempre con me, anche a casa», perché poteva capitare «anche di notte» di essere chiamato da Paratici.

Fa importanti ammissioni ai pm che gli chiedono di Cerri, Mandragora, Orsolini, Demiral, Traorè, Mulè, Audero, Peeters. Con l’Atalanta snocciola precisi i debiti: «14,5 milioni: 4 per Mattiello, 4 per Muratore, 3,5 per Caldara, 3 per Romero». I calciatori sapevano degli accordi? «Sì, le scritture erano rassicurazioni»

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Mourinho in procura, giustizia subito: presentato il ricorso dalla Roma, obiettivo Juventus

Quarantacinque minuti di udienza per raccontare una vicenda che José Mourinho ha definito surreale, non solo per le offese ricevute dal quarto uomo Marco Serra ma anche per la squalifica di due giornate che potrebbe costringerlo a saltare la Juventus e il Sassuolo.

Come scrive il Corriere dello Sport, ieri pomeriggio il procuratore capo Giuseppe Chiné ha ascoltato Mourinho nella sede a Via Campania. Con il tecnico il pool di legali della Roma guidato dall’avvocato Antonio Conte, in prima linea nei casi più spinosi del club e pronto a far valere la tesi di Mourinho non solo sulle parole irrispettose di Serra ma anche sulla squalifica. Presenti anche gli avvocati Lorenzo Vitali e Daniele Muscarà, oltre a Maurizio Lombardo, Chief Football Operating Officer del club.

Trequarti d’ora di colloqui tra le parti, più altri dieci minuti di verbalizzazione. Mourinho, arrivato alle 18 e uscito poco prima delle 20, è rimasto impassibile e non ha certo cercato di ammorbidire l’accaduto. Oggi a Coverciano sarà ascoltato anche Marco Serra. L’arbitro ieri ha iniziato con gli altri il raduno, non ha parlato dell’accaduto ma nell’incontro d’apertura in Aula Magna gli è stata rimarcata l’inadeguatezza degli atteggiamenti avuti a Cremona (le mani in tasca, ad esempio).

Al momento Serra resta fermo, una questione d’opportunità vista l’indagine della Procura federale. “Quando sarà finito, uscirai” ha detto Rocchi, il che sembrerebbe dare corpo – nella lotta fra falchi e colombe – a chi lo vorrebbe subito in campo anche per non dare soddisfazione a Mou. L’idea, in realtà, è che non sarà una cosa breve e che Serra possa rimanere fermo fino ad aprile.