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Rassegna stampa

Wijnaldum torna nel gruppo e si commuove

Dall’urlo di dolore di Trigoria al sorriso emozionato di Albufeira: centoventuno giorni dopo la rottura della tibia, Gini Wijnaldum è tornato ad allenarsi in gruppo.

Come scrive la Repubblica, all’indomani della vittoria nell’amichevole contro il Casa Pia (1-0), il centrocampista olandese è finalmente apparso sul manto erboso dello stadio “Municipal” di Albufeira: un lungo applauso lo ha accompagnato nel suo ingresso in campo. Infatti tutti i compagni, José Mourinho e lo staff tecnico giallorosso hanno riservato una calorosa accoglienza al mediano, felice e soddisfatto dell’ulteriore step compiuto sulla strada del recupero completo. 

Il centrocampista olandese ha svolto tutta la parte atletica con i compagni, per poi lavorare a parte durante la fase tecnica. Ecco l’ultimo step che manca, tornare ad effettuare i contrasti nel lavoro con il pallone. Obiettivo che conta di raggiungere nelle prossime settimane, per poi mettersi a disposizione di Mourinho i primi giorni di gennaio: rimane però difficile ipotizzare una sua presenza nei convocati per la sfida con il Bologna. 

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Infermeria

Wijnaldum lavora duro e punta dritto il 2023

Un’auto del Sao Rafael Atletico ieri pomeriggio scendeva lungo Rua de Sacadura Cabral. Un gruppo di ragazzi del posto sfrecciavano con le loro biciclette dietro alla macchina del resort: “Dentro do carro está Wijnaldum, o jogador de futebol da Roma! Pare, Gini!”. Fermati, Gini.

Dentro l’auto c’era proprio il centrocampista olandese. Il suo lavoro era terminato, avendo svolto l’allenamento il mattino allo stadio Municipal di Albufeira. L’ex Psg lavora individualmente e lo fa in orari diversi da quelli dei compagni di squadra.

Come scrive il Corriere dello Sport, passi avanti per Gini, che sta aumentando i carichi di lavoro per ultimare la sua preparazione atletica e procedere con gli ultimi step del recupero. Due giorni di intenso lavoro, poi uno di palestra nel resort: questo è il programma nel ritiro in Algarve e così procederà fino agli inizi di gennaio, quando poi dovrebbe arrivare il check che lo porterà a rientrare gradualmente in gruppo. Ma non è escluso che possa lavorare prima anche un po’ con la Primavera.

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Calciomercato

Roma, Frattesi da subito in cambio di Bove

Edoardo Bove e Davide Frattesi, due giocatori di qualità legati dall’amore per la Roma. Uno potrebbe andare via, l’altro invece sogna di ritornarci dopo le avventure in giro per l’Italia che lo hanno aiutato a crescere e a essere uno del migliori centrocampisti della Serie A.

Come scrive il Corriere dello Sport, Bove sogna di diventarlo, magari facendo lo stesso percorso del ventitreenne neroverde. Frattesi invece ha bisogno di consacrarsi in una big. In Emilia è diventato una certezza, trovando tanti estimatori in giro non solo per l’Italia ma anche per l’Europa. E recentemente tanti club hanno bussato alla porta di Carnevali. Ci hanno provato, nell’ordine, Juventus, Napoli, Brighton, ma la risposta è sempre stata la stessa: “Il mio desiderio è vestire di nuovo la maglia della Roma e tornare nella mia città“.

Mosso da un sincero attaccamento ai colori giallorossi, il centrocampista del Sassuolo ha congelato ultimamente tutte le proposte. Parole sincere, affettuose, e in grado di accendere una trattativa naufragata la scorsa estate per l’alta valutazione (35-40 milioni) fatta dal Sassuolo, ma rimasta nelle idee di Tiago Pinto, e ora pensata su nuove basi.

Quali? La possibilità di inserire il cartellino di Edoardo Bove (storico pallino dei neroverdi, ma per il quale i romanisti la scorsa estate avevano posto un veto) all’interno di un affare che prevederebbe il prestito con obbligo di riscatto di Frattesi, da esercitare il prossimo giugno.

L’interesse del Lecce per il giovane centrocampista di Mourinho non è affatto sfumato, anzi. Le parti restano in contatto e si risentiranno dopo le vacanze. Ma come è noto senza un’alternativa, Mourinho non darà il via libera alla partenza di Bove. Con l’affare Frattesi, invece, verrebbe superato il problema del sostituto.

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Rassegna stampa

Roma, stasera il secondo test contro il Casa Pia

Prosegue il lavoro della Roma nel ritiro in Portogallo. I giallorossi questa sera (ore 20, diretta tv su Dazn) affronteranno il Casa Pia, quinta forza del campionato portoghese, per provare a riscattare la brutta figura rimediata contro il Cadice.

Come scrive il Corriere della Sera, ieri i giallorossi sono scesi in campo allo stadio municipale di Albufeira per l’allenamento, sotto gli occhi del g.m. Tiago Pinto che ha assistito, al fianco di Mourinho, al lavoro della squadra. Regolarmente in gruppo l’olandese Karsdorp, schierato titolare contro il Cadice e (momentaneamente) reintegrato nella rosa: l’esterno resta comunque sul mercato, e al ritorno a Roma il g.m. continuerà a cercare una soluzione per cederlo.

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Gini va di corsa e tocca la palla: la Roma sorride

Questo ad Albufeira è il primo periodo dopo il terribile ko riportato in allenamento a fine agosto. Di giorno in giorno Wijnaldum sta aumentando gradualmente il volume dei carichi di lavoro: lo fa attraverso sedute in campo, alternate a quelle in palestra in albergo e lavoro di scarico. Questa fase è monitorata con grande attenzione dallo staff medico e dai preparatori perché darà modo di capire le risposte del corpo di Gini che ormai tocca il pallone e calcia in porta.

Come scrive il Messaggero, la volontà di Mourinho è quella di iniziare a impiegarlo anche nell’allenamento con il gruppo per testare come reagirà. Soltanto in seguito inizierà la fase più delicata, quella dei contrasti. Probabile alcuni test con la Primavera. L’obiettivo è riaverlo per la fine di gennaio

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La Joya è anche giallorossa: 16° calciatore della Roma a vincere il Mondiale

Per la nona volta un calciatore della Roma è Campione del Mondo. In nove edizioni diverse il club giallorosso ha avuto un suo rappresentante tra i vincitori. Un record assoluto, visto che nessun club ne ha tanti. Nella serata di Lusail, Paulo Dybala è diventato il sedicesimo romanista a vincere un Mondiale. E la stessa Roma lo ha voluto celebrare con un post sui propri profili social: Dybala mask e maglia giallorossa. Una tradizione quella dei romanisti Campioni del Mondo iniziata nel 1934 con gli azzurri Guaita, Masetti e Ferraris e confermata nel 1938 dallo stesso portiere insieme a Donati, Monzeglio e Serantoni. Un’eccezionalità diventata abitudine nei decenni successivi, con Bruno Conti in Spagna, Voeller e Berthold nel ’90, con i brasiliani Aldair e Cafu in due edizioni diverse, ma anche Candela e ovviamente il trittico del 2006: Totti, De Rossi e Perrotta.

Come scrive il Tempo, tutti calciatori diventati Campioni con la maglia della Roma addosso. Sedici anni dopo ci ha pensato Paulo Dybala a riportare un pezzettino di Coppa del Mondo a Roma. Con un percorso molto simile a quello di De Rossi nel 2006. Giocando poco – per motivi diversi – durante tutto il Mondiale, subentrando durante la finale ma risultando decisivo con il gol ai rigori. Con i sorrisi e le lacrime, prima durante e dopo una partita folle. E con la soddisfazione personale di aver messo la firma nella partita più importante della storia dell’Argentina da quel lontano 29 giugno del 1986. Scaloni lo ha scelto al 121° minuto solo per tirare il calcio di rigore. Il secondo. Dybala ha risposto presente. Non poteva fare altrimenti, dopo aver rincorso e acciuffato all’ultimomomento la convocazione.

Paulo voleva essere in Qatar, a tuti costi. Anche nel ruolo limitante di vice-Messi. Gli bastava essere tra i 26 di Scaloni, perchéforse anche lui se lo sentiva, praticamente come ogni argentino. Doveva essere. E così è stato. Nonostante il fatalismo – tutto romanista – di cosa potesse significare entrare in campo solo per segnare il rigore nella finale di un Mondiale. Inutile negare che in quei pochi minuti prima del gol, il pensiero di molti tifosi della Roma ha ballato tra il futuro nero nerissimo e l’albi… celeste, che poi è stato. Ora per Dybala è tempo di vacanze e festeggiamenti tra Qatar, ma soprattutto Argentina. Quello che succederà dall’altra parte del mondo nei prossimi giorni non è dato sapere. Così come la data di ritorno della Joya a Roma. Il club e il calciatore ne parleranno insieme tra qualche giorno, passata la sbornia. Ma l’obiettivo è di riaverlo a Trigoria prima di Capodanno. Intanto la squadra questa sera alle 20 sfiderà il Casa Pia (diretta DAZN) nella seconda amichevole del ritiro portoghese.

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Ci sta provando ma non è ancora Tammy gol

Cercasi disperatamente il vero Tammy Abraham. L’appello della Roma è rivolto direttamente al giocatore, ancora un lontano parente del centravanti che la scorsa stagione ha realizzato 27 gol contribuendo alla vittoria della Conference League e risolvendo i problemi realizzativi di un attacco quasi inesistente. Adesso però è lui ad avere un’astinenza da gol preoccupante, che sta portando Mourinho a porsi domande sul futuro del centravanti ma anche sul presente del reparto offensivo.

Quattro gol in ventuno partite tra campionato e coppa, troppo poco per il centravanti titolare. E l’inglese non solo sta avendo difficoltà a trovare il tiro in porta, ma non sta aiutando neanche la squadra nei movimenti e nella fase offensiva. Anche in allenamento c’è la voglia di fare ma non quella cattiveria che aveva fatto esaltare i tifosi romanisti quando lo vedevano in campo. Insomma, si sente meno leader di un anno fa e probabilmente sta pagando anche quella smania mentale legata al Mondiale. Qualche segnale di risveglio negli ultimi giorni l’ha dato, in partita e in allenamento. Contro il Cadice uno dei pochi tiri in porta è stato il suo.

Come scrive il Corriere dello Sport, a diciassette giorni dalla ripresa del campionato contro il Bologna, l’ex Chelsea non è ancora decisamente tornato ai suoi livelli nonostante il lavoro atletico svolto durante le vacanze. Alle Maldive ha seguito attentamente il programma di allenamento fornito dalla Roma tra tanta corsa, cyclette e palestra. A Dubai invece ha fatto tappa in uno dei migliori centri di cura del paese per una dieta detox. Adesso dovrà riuscire a sbloccarsi definitivamente per non perdere la fiducia di Mourinho, che sta anche studiando un piano per sostituire l’inglese. Come? Utilizzando Dybala come falso nove. Lo ha già provato contro l’Inter e la Joya ha risposto con un gran gol che ha contribuito alla vittoria contro i nerazzurri. Lo riproporrà anche da gennaio in poi, soprattutto se Abraham non darà segnali di risveglio.

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La Roma va in salita: difesa in difficoltà e attacco spuntato

Troppo brutta la Roma per mostrarsi al mondo esterno, troppo grandi le difficoltà attuali del club. Certo, la speranza è sempre che quei boccioli diventino presto rose, appunto, anche in questi giorni portoghesi che precedono la ripartenza del 4 gennaio. Ieri pomeriggio ad esempio Mou ha fatto tutta una serie di partitelle tematiche a campo ridotto per aumentare l’intensità e far crescere il ritmo. Tahirovic, Wijnaldum e Darboe si sono allenati a parte la mattina, Belotti ha fatto lo stesso il pomeriggio, ma con il gruppo.

La Roma contro il Cadice è parsa lenta, macchinosa, prevedibile. C’è un nervosismo evidente, ma c’è anche un problema portieri. Rui Patricio sbarcherà in Portogallo martedì, Svilar anche contro il Cadice ha dimostrato di non essere minimamente all’altezza. E poi l’attacco, dove non si segna più neanche con il binocolo. Gli unici tiri in porta con il Cadice sono stati una girata di Abraham e un tiro al volo di Volpato. Insomma, il problema è evidente. E va risolto il prima possibile, sperando che il ritorno di Dybala con il Bologna aiuti a ritrovare smalto e brillantezza all’attacco giallorosso.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, tra le note positive della prima sfida portoghese, c’è sicuramente la verve dei baby. Volpato su tutti, ma anche Bove. Il primo si è costruito da solo un paio di occasioni importanti nel corso della ripresa, il secondo ha cercato di dare equilibrio alla squadra nel primo tempo, al fianco di Matic. E poi c’è il solito El Shaarawy tridimensionale. Infine le prove di disgelo tra Mourinho e Karsdorp, con l’olandese in campo subito. Un fatto da annoverare sicuramente tra gli aspetti positivi. Perché a prescindere da come andrà a finire questa storia (la cessione a gennaio è sempre la pista più probabile: Fulham, Lille e Marsiglia sono alla finestra) si è deciso di recuperare un giocatore che resta comunque un capitale del club.

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Svilar, sa di bocciatura. E martedì ritorna Rui

Rui Patricio è stato lontano da Trigoria e dalla Roma per un mese per il Mondiale in Qatar. La sua mancanza si è fatta sentire, anche nelle amichevoli, perché Mile Svilar non si è fin qui rivelato all’altezza di poter sostituire il portiere titolare. Il serbo ex Benfica non è riuscito a imporsi tra i pali, mostrando evidenti problemi tecnici che hanno fatto sbandare la difesa giallorossa e subire diversi gol evitabili.

Come scrive il Corriere dello Sport, anche contro il Codice il secondo gol è frutto di un suo sbaglio, un errore di misura su un tiro dalla distanza e da posizione laterale che Svilar non è riuscito neanche a sfiorare con i guanti. Nel primo tempo aveva anche sbagliato completamente un passaggio verso un difensore, favorendo una ripartenza avversaria che stava per portare alla rete.

Difficile possa essere lui il secondo portiere della Roma anche in futuro, anche perché per ora aveva dato maggiori certezze Fuzato, spedito a giocare nella seconda divisione spagnola. Se ne è accorto anche Mourinho che dopo avergli dato spazio in una partita di Europa League, la sconfitta per 2-1 contro il Ludogorets, non lo ha più utilizzato. Difficilmente Svilar rivedrà ancora il campo in questa stagione, se non in caso di stop di Rui Patricio.

La certezza è che Svilar vedrà il campo solamente nella prossima amichevole contro il Casa Pia. Rui arriverà comunque in soccorso di Mourinho dopodomani. Si è tagliato le vacanze, ha lavorato a Roma e il 20 sarà in Algarve per allenarsi e poi scendere in campo il 22 nell’ultimo test contro il KC Waalwijk. Anche Rui in questa stagione non è sempre stato impeccabile, ma ha quell’esperienza che cerca Mou per risollevare una squadra che sta avendo più di una difficoltà anche sul piano psicologico.

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Interviste

Totti tende la mano a Spalletti: “Ora mi piacerebbe chiarirmi”

Francesco Totti a tutto campo, che per prima cosa tende la mano a Luciano Spalletti dopo i dissidi. “Un giorno mi piacerebbe chiarire con lui – dice sul canale Twitch di Bepi Tv – e capiterà. Magari ognuno resterà delle proprie idee. Ma non dimentico che con lui mi sono espresso al meglio. Resta resta uno degli allenatori più forti in circolazione e lo si vede col Napoli, che in questo momento ha l’attaccante più forte del campionato, cioè Osimhen“.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, proprio in riferimento al suo tramonto dice: “Un po’ mi rivedo in quello che passando Cristiano Ronaldo. Bisogna portarli rispetto”. Sul fronte Roma, pochi concetti ma pungenti: “No al doppio ruolo di Mou tecnico e c.t…; “Il gioco dei giallorossi mi piace? Nì“; “A Zaniolo gli manca la testa giusta, se vuoi andare avanti devi averla, nel calcio ci sono le categorie“; “Il mio ritorno alla Roma? Per fare i matrimoni serve essere in due. Non c’è niente, ma sono felice lo stesso. Basta che loro vadano avanti noi li seguiamo“.