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APPROFONDIMENTI

L’impresa della Roma di Mou su tutte le prime pagine e le home dei quotidiani internazionali (FOTO)

Non solo i quotidiani sportivi italiani. Il trionfo europeo della Roma è stato celebrato dalle principali prime pagine dei giornali sportivi internazionali. A Bola, quotidiano sportivo portoghese non poteva infatti non dedicare la prima pagina a Mourinho. Titolo “Lo Speciale”, dedicato a Mou che ha vinto cinque finali europee giocate su cinque (Porto x2, Inter, Manchester United e Roma).

O Jogo invece mette in evidenza i due calciatori portoghesi della Roma: Rui Patricio e Sergio Oliveira che alzano la coppa. “Ave, Mourinho” il titolo di Record altro giornale lusitano.

Dal Portogallo alla Spagna è un attimo. Il Mundo Deportivo, giornale catalano, dedica la spalla della prima pagina alla Roma: “La Roma di Mourinho Campione”. Mentre in Francia ‘L’Equipe’ come Abola parla di ‘Speciale Mourinho’.

Immancabile l’Inghilterra, patria calcistica di Mou per quasi un decennio: nella homepage del Daily Mail un lungo articolo con tanto di foto di Mou in lacrime: “mi sento un romanista vero”.

Anche sul sito della BBC c’è spazio per la Roma.

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Roma-Feyenoord 1-0, le pagelle del Prof. Moroni

PREMESSA: È il Primo Titolo
PAGELLE: 10 a tutti, 11 alla difesa.

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Roma-Feyenoord 1-0 – GALLERY

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Pjanic: “Dybala è perfetto per i giallorossi. Non vincere a Roma è stato un dolore”

Miralem Pjanic, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato una lunga intervista a La Repubblica. Ecco le sue parole:

Quante volte alla Roma ha pensato “quest’anno vinciamo noi”? “È un grande dolore che porto dentro non essere riuscito a vincere a Roma. Avevamo una squadra fortissima ma purtroppo anno dopo anno partivano sempre giocatori importanti, non riuscivi a costruire in continuità. Ma era una grandissima squadra, il ds Sabatini ha fatto un grandissimo lavoro. Mancava qualcosina, non molto. E la Juventus faceva stagioni inimmaginabili, il record di punti, e non siamo riusciti a vincere lo scudetto anche se era un obiettivo di tutti noi”.

Cos’era quel “qualcosina” che vi mancava? “Quello che c’è oggi. Ci mancava una società che potesse gestire quello che succedeva intorno alla squadra, per levarci un po’ di pressione. Alla Juve c’è una società molto forte, che mette i giocatori nella miglior condizione per vincere, per concentrarsi solo sul campo. A Roma a quell’epoca mancava”.

E adesso? “Ora vedo una società presente, un grandissimo allenatore come Mourinho che sta tirando fuori il meglio dai giocatori, sta portando la Roma in una finale al suo primo anno”.

Quindi tutto merito di Mourinho? “Ha portato una follia che mancava negli ultimi anni. Alla Roma ci sono stati sempre allenatori molto bravi: Luis Enrique, Rudi Garcia, Spalletti… molto preparati, molto forti. Ma Mou ha vinto ovunque, ha un’esperienza europea formata in tutti i campionati. Sa gestire le situazioni particolari. E ovviamente con la sua comunicazione, che è molto importante, sta togliendo tante pressioni alla squadra. Sta facendo un grande lavoro quest’anno”.

È vero che a Roma sia più difficile vincere? “Sì e no. La passione che c’è a Roma non la trovi altrove, ma a volte diventa pressione. Quest’anno però vedo una grande sintonia tra Mourinho e i tifosi. E se arrivano altri giocatori potrà ambire a un posto più in alto”.

Pensa a qualcuno in particolare? “Dybala sarebbe perfetto e la Roma perfetta per lui. Da quello che vedo, la Roma deve fare un passo avanti, con qualche campione in più. E giocatori come Paulo migliorano le squadre e lui migliorerebbe sicuramente la Roma. Può essere una soluzione e mi farebbe piacere vederlo lì”.

Le fa effetto rivedere Salah in finale di Champions? “Salah era già forte alla Roma. Era un piacere giocarci insieme, sfruttavo la sua velocità con i miei passaggi, conoscevo perfettamente i suoi movimenti. Era molto completo, ma si è completato di più con il tempo. In finale ci saranno due squadre forti, mi aspetto una partita molto dura. Il Madrid sa giocare questo tipo di partite, il Liverpool è strepitoso, ma…”

Ora rientra al Barcellona? O magari tornerà in Italia? “Il Barcellona per me ha un significato importante, era un sogno che avevo da piccolo. Della mia carriera sono molto fiero: Metz, Lione, la Roma e la Juve: in Italia ho passato nove anni, i più importanti della mia carriera. Seguo molto il calcio italiano, lo amo. Per adesso immagino di stare a Barcellona per altri due anni e finire il contratto. Poi, vedremo. Mai dire mai”.

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Manolas: “Il mio gol contro il Barça ha cambiato l’immagine della Roma nel mondo”

C’è stato un momento che ha cambiato tutto. La storia europea della Roma, la sua percezione nel mondo del calcio continentale. Roma-Barcellona 3-0, il colpo di testa di Kostas Manolas, i romanisti in estasi e la semifinale di Champions.

Manolas, cosa ha significato quel suo gol al Barça?

“Ha cambiato l’immagine della Roma nel mondo” dice il difensore greco intervistato da La Repubblica.

C’è chi pensa che senza quella notte adesso la Roma non avrebbe la dimensione per giocare una finale europea.

“Sì, è stato importante. Non solo perché è stato il 3-0, quello della qualificazione a una semifinale di Champions. Ma perché tutto il mondo ha capito che la Roma è una grande squadra. Prima la Roma aveva un’altra immagine in Europa, un’altra storia”.

Stavolta però è andata oltre, arrivando fino in fondo.

“Ma anche noi saremmo arrivati in fondo in quella Champions, se ci fosse stato il Var. Non ci diedero un rigore su Dzeko per un fuorigioco che non c’era. Non videro un fallo di mano di Alexander-Arnold che sarebbe stato rigore ed espulsione. Ci sarebbe bastato un gol per superare il Liverpool”.

Quella Roma spesso arrivava seconda ma viveva in un clima a volte ostile. Adesso all’Olimpico c’è il pienone. Le fa effetto?

“Sì, mi fa effetto, in questo campionato la Roma non ha fatto una grande stagione. Ma una finale è una finale: e arrivarci fa tutta la differenza, non è mai facile”.

Perché ai suoi tempi non sono arrivati trofei?

“La Roma in cui giocavo io quest’anno avrebbe vinto il campionato con dieci punti di vantaggio. L’anno in cui ne facemmo 87 con Spalletti ci credevamo. Poi ci è mancato Salah per due o tre mesi, abbiamo sbagliato un paio di partite. Facemmo il record di punti, ma la Juve di quegli anni sfiorava quota 100”.

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Rassegna stampa

Cerezo: “Dai, ragazzi: vincete anche per noi delusi del 1984…”

 Un tifoso speciale della Roma sarà incollato davanti alla tv stasera dall’altra parte dell’oceano, supportando i ragazzi di Mourinho. I tifosi non più giovani si ricordano di lui: Toninho Cerezo. L’ex centrocampista brasiliano, che dal 1983 al 1986 giocò in giallorosso, fu indicato come rinforzo per la Roma al presidente Viola e all’allenatore Liedholm proprio da Falcao, suo compagno in nazionale. In tre stagioni in giallorosso, Cerezo, riporta La gAzzetta, conquistò due Coppe Italia e arrivò pure alla finale di Coppa Campioni vinta dal Liverpool ai rigori.

Mi ricordo molto bene. I tifosi riconobbero i nostri sforzi nonostante la sconfitta. Dopo la partita intonavano “Grazie Roma”Il tifoso romanista è molto caloroso. E’ uno che carica la squadra e fa sentire più forti i giocatori. Mi ricordo che i romanisti mi applaudirono pure quando andai a giocare da avversario, con la Sampdoria. Sono sempre nel mio cuore. Non vincemmo la Coppa Campioni nel 1984, ma ora possiamo farcela con la Conference. Mi fa piacere sapere che la Roma potrebbe essere la prima squadra a conquistare questo trofeo. Se la Roma è arrivata in finale di una competizione internazionale avrà sicuramente conquistato sul campo i suoi meriti. Mi auguro che Abraham possa lasciare il segno. E’ un attaccante che ha molta presenza in area e sa come farsi valere. Mourinho è uno dei migliori allenatori in circolazione, non è un caso che abbia vinto tantissimo ad alti livelli. E’ molto bravo, a Roma sta facendo benissimo”.

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Interviste

Pellegrini: “Vogliamo coronare un anno di grande crescita. E’ la partita più importante della mia vita”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Lorenzo Pellegrini alla vigilia di Roma-Feyenoord:

Cosa ha in più la Roma rispetto al Feyenoord?
“E’ una finale, non mi sento di dire cosa abbiamo in più o in meno, è una finale e faremo di tutto per vincerla, coronando il percorso di crescita di questa stagione con una grande vittoria”

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Roma-Feyenoord, Friedkin invita Rosella Sensi alla finale

Un gesto di grande cordialità, per non dimenticare il passato comunque glorioso della Roma. La società giallorossa, per volontà della presidenza, ha deciso di invitare alla finale di Tirana Rosella Sensi, ex presidentessa del club e figlia del compianto Franco Sensi, presidente dell’ultimo scudetto giallorosso. A riferire la notizia Chiara Zucchelli

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Rassegna stampa

Roma-Feyenoord, schermi e fontane blindati per la finale

Roma si prepara alla grande notte europea di mercoledì, quando i giallorossi di Mourinho scenderanno in campo a Tirana per provare a vincere la Conference League contro il Feyenoord. Oltre 20mila spettatori nell’impianto albanese, quasi 50mila allo Stadio Olimpico di Roma, dove i tifosi giallorossi si riuniranno per vivere insieme le emozioni della finale.

E se la notte dovesse tingersi di giallorosso, scrive Repubblica, la Prefettura ha messo a punto un piano di ordine pubblico per far sì che sia un momento esclusivamente di festa, senza spiacevoli conseguenze: oltre 1000 agenti saranno impegnati nelle aree del centro ed in prossimità dell’impianto. Transenne anche attorno alle fontane monumentali per scoraggiare i bagni dei tifosi. Mentre il servizio di trasporto pubblico si interromperà alle ore 22 per poi riprendere alle 3 del mattino, per evitare un eccessivo afflusso e danni ai mezzi.

La tifoseria romanista sogna e proverà a supportare a distanza gli uomini di Mourinho: il grande dubbio alla vigilia riguarda Mkhitaryan. L’armeno salirà comunque a bordo del charter che, dopo la rifinitura del mattino, condurrà la Roma a Tirana (alle 17.45 prevista la conferenza stampa del mister, accompagnato da Pellegrini e Mancini).

Chi sogna di esser protagonista della finale è Leonardo Spinazzola, che è passato in poco tempo dalla paura di non farcela, di non tornare più come prima, al ritorno in campo, giusto in tempo per poter dare il suo contributo nella sfida con il Feyenoord. “Ora mi sento bene, mi è mancato giocare. C’è stato un momento in cui ho avuto paura di smettere: non vedevo risultati, lavoravo a Trigoria dalle 9 alle 4 di pomeriggio, ma ero come morto. Poi ho fatto un cambio mentale, ho deciso di ripartire e lavorare meglio“.

L’esterno giallorosso non è alla ricerca del riscatto, il passato è alle spalle. Ora sogna solo un successo, in campo europeo, con la maglia della Roma: “Vincere non sarebbe un riscatto, perché l’Europeo sento di averlo vinto. Ma se vincessimo questa finale sarei felicissimo. Per me, per i miei compagni, per il percorso che hanno fatto, per la città e per chiudere quest’anno con un trofeo. Pur di alzare la coppa giocherei anche solo un minuto. Sono già felicissimo di essere qui”.

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Tifosi

Roma-Feyenoord all’Olimpico, toccata quota 45 mila tifosi

Si va verso un altro sold-out, l’ultimo di una lunga stagione di passione. L’Olimpico si tingerà ancora una volta di giallorosso in occasione della finale di Tirana, con la possibilità per i romanisti che hanno acquistato i biglietti di seguire la gara contro il Feyenoord nei vari maxi schermi che saranno dislocati a bordocampo. Previsti ad oggi 45 mila spettatori.