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Gini va di corsa e tocca la palla: la Roma sorride

Questo ad Albufeira è il primo periodo dopo il terribile ko riportato in allenamento a fine agosto. Di giorno in giorno Wijnaldum sta aumentando gradualmente il volume dei carichi di lavoro: lo fa attraverso sedute in campo, alternate a quelle in palestra in albergo e lavoro di scarico. Questa fase è monitorata con grande attenzione dallo staff medico e dai preparatori perché darà modo di capire le risposte del corpo di Gini che ormai tocca il pallone e calcia in porta.

Come scrive il Messaggero, la volontà di Mourinho è quella di iniziare a impiegarlo anche nell’allenamento con il gruppo per testare come reagirà. Soltanto in seguito inizierà la fase più delicata, quella dei contrasti. Probabile alcuni test con la Primavera. L’obiettivo è riaverlo per la fine di gennaio

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La Joya è anche giallorossa: 16° calciatore della Roma a vincere il Mondiale

Per la nona volta un calciatore della Roma è Campione del Mondo. In nove edizioni diverse il club giallorosso ha avuto un suo rappresentante tra i vincitori. Un record assoluto, visto che nessun club ne ha tanti. Nella serata di Lusail, Paulo Dybala è diventato il sedicesimo romanista a vincere un Mondiale. E la stessa Roma lo ha voluto celebrare con un post sui propri profili social: Dybala mask e maglia giallorossa. Una tradizione quella dei romanisti Campioni del Mondo iniziata nel 1934 con gli azzurri Guaita, Masetti e Ferraris e confermata nel 1938 dallo stesso portiere insieme a Donati, Monzeglio e Serantoni. Un’eccezionalità diventata abitudine nei decenni successivi, con Bruno Conti in Spagna, Voeller e Berthold nel ’90, con i brasiliani Aldair e Cafu in due edizioni diverse, ma anche Candela e ovviamente il trittico del 2006: Totti, De Rossi e Perrotta.

Come scrive il Tempo, tutti calciatori diventati Campioni con la maglia della Roma addosso. Sedici anni dopo ci ha pensato Paulo Dybala a riportare un pezzettino di Coppa del Mondo a Roma. Con un percorso molto simile a quello di De Rossi nel 2006. Giocando poco – per motivi diversi – durante tutto il Mondiale, subentrando durante la finale ma risultando decisivo con il gol ai rigori. Con i sorrisi e le lacrime, prima durante e dopo una partita folle. E con la soddisfazione personale di aver messo la firma nella partita più importante della storia dell’Argentina da quel lontano 29 giugno del 1986. Scaloni lo ha scelto al 121° minuto solo per tirare il calcio di rigore. Il secondo. Dybala ha risposto presente. Non poteva fare altrimenti, dopo aver rincorso e acciuffato all’ultimomomento la convocazione.

Paulo voleva essere in Qatar, a tuti costi. Anche nel ruolo limitante di vice-Messi. Gli bastava essere tra i 26 di Scaloni, perchéforse anche lui se lo sentiva, praticamente come ogni argentino. Doveva essere. E così è stato. Nonostante il fatalismo – tutto romanista – di cosa potesse significare entrare in campo solo per segnare il rigore nella finale di un Mondiale. Inutile negare che in quei pochi minuti prima del gol, il pensiero di molti tifosi della Roma ha ballato tra il futuro nero nerissimo e l’albi… celeste, che poi è stato. Ora per Dybala è tempo di vacanze e festeggiamenti tra Qatar, ma soprattutto Argentina. Quello che succederà dall’altra parte del mondo nei prossimi giorni non è dato sapere. Così come la data di ritorno della Joya a Roma. Il club e il calciatore ne parleranno insieme tra qualche giorno, passata la sbornia. Ma l’obiettivo è di riaverlo a Trigoria prima di Capodanno. Intanto la squadra questa sera alle 20 sfiderà il Casa Pia (diretta DAZN) nella seconda amichevole del ritiro portoghese.

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Ci sta provando ma non è ancora Tammy gol

Cercasi disperatamente il vero Tammy Abraham. L’appello della Roma è rivolto direttamente al giocatore, ancora un lontano parente del centravanti che la scorsa stagione ha realizzato 27 gol contribuendo alla vittoria della Conference League e risolvendo i problemi realizzativi di un attacco quasi inesistente. Adesso però è lui ad avere un’astinenza da gol preoccupante, che sta portando Mourinho a porsi domande sul futuro del centravanti ma anche sul presente del reparto offensivo.

Quattro gol in ventuno partite tra campionato e coppa, troppo poco per il centravanti titolare. E l’inglese non solo sta avendo difficoltà a trovare il tiro in porta, ma non sta aiutando neanche la squadra nei movimenti e nella fase offensiva. Anche in allenamento c’è la voglia di fare ma non quella cattiveria che aveva fatto esaltare i tifosi romanisti quando lo vedevano in campo. Insomma, si sente meno leader di un anno fa e probabilmente sta pagando anche quella smania mentale legata al Mondiale. Qualche segnale di risveglio negli ultimi giorni l’ha dato, in partita e in allenamento. Contro il Cadice uno dei pochi tiri in porta è stato il suo.

Come scrive il Corriere dello Sport, a diciassette giorni dalla ripresa del campionato contro il Bologna, l’ex Chelsea non è ancora decisamente tornato ai suoi livelli nonostante il lavoro atletico svolto durante le vacanze. Alle Maldive ha seguito attentamente il programma di allenamento fornito dalla Roma tra tanta corsa, cyclette e palestra. A Dubai invece ha fatto tappa in uno dei migliori centri di cura del paese per una dieta detox. Adesso dovrà riuscire a sbloccarsi definitivamente per non perdere la fiducia di Mourinho, che sta anche studiando un piano per sostituire l’inglese. Come? Utilizzando Dybala come falso nove. Lo ha già provato contro l’Inter e la Joya ha risposto con un gran gol che ha contribuito alla vittoria contro i nerazzurri. Lo riproporrà anche da gennaio in poi, soprattutto se Abraham non darà segnali di risveglio.

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La Roma va in salita: difesa in difficoltà e attacco spuntato

Troppo brutta la Roma per mostrarsi al mondo esterno, troppo grandi le difficoltà attuali del club. Certo, la speranza è sempre che quei boccioli diventino presto rose, appunto, anche in questi giorni portoghesi che precedono la ripartenza del 4 gennaio. Ieri pomeriggio ad esempio Mou ha fatto tutta una serie di partitelle tematiche a campo ridotto per aumentare l’intensità e far crescere il ritmo. Tahirovic, Wijnaldum e Darboe si sono allenati a parte la mattina, Belotti ha fatto lo stesso il pomeriggio, ma con il gruppo.

La Roma contro il Cadice è parsa lenta, macchinosa, prevedibile. C’è un nervosismo evidente, ma c’è anche un problema portieri. Rui Patricio sbarcherà in Portogallo martedì, Svilar anche contro il Cadice ha dimostrato di non essere minimamente all’altezza. E poi l’attacco, dove non si segna più neanche con il binocolo. Gli unici tiri in porta con il Cadice sono stati una girata di Abraham e un tiro al volo di Volpato. Insomma, il problema è evidente. E va risolto il prima possibile, sperando che il ritorno di Dybala con il Bologna aiuti a ritrovare smalto e brillantezza all’attacco giallorosso.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, tra le note positive della prima sfida portoghese, c’è sicuramente la verve dei baby. Volpato su tutti, ma anche Bove. Il primo si è costruito da solo un paio di occasioni importanti nel corso della ripresa, il secondo ha cercato di dare equilibrio alla squadra nel primo tempo, al fianco di Matic. E poi c’è il solito El Shaarawy tridimensionale. Infine le prove di disgelo tra Mourinho e Karsdorp, con l’olandese in campo subito. Un fatto da annoverare sicuramente tra gli aspetti positivi. Perché a prescindere da come andrà a finire questa storia (la cessione a gennaio è sempre la pista più probabile: Fulham, Lille e Marsiglia sono alla finestra) si è deciso di recuperare un giocatore che resta comunque un capitale del club.

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Svilar, sa di bocciatura. E martedì ritorna Rui

Rui Patricio è stato lontano da Trigoria e dalla Roma per un mese per il Mondiale in Qatar. La sua mancanza si è fatta sentire, anche nelle amichevoli, perché Mile Svilar non si è fin qui rivelato all’altezza di poter sostituire il portiere titolare. Il serbo ex Benfica non è riuscito a imporsi tra i pali, mostrando evidenti problemi tecnici che hanno fatto sbandare la difesa giallorossa e subire diversi gol evitabili.

Come scrive il Corriere dello Sport, anche contro il Codice il secondo gol è frutto di un suo sbaglio, un errore di misura su un tiro dalla distanza e da posizione laterale che Svilar non è riuscito neanche a sfiorare con i guanti. Nel primo tempo aveva anche sbagliato completamente un passaggio verso un difensore, favorendo una ripartenza avversaria che stava per portare alla rete.

Difficile possa essere lui il secondo portiere della Roma anche in futuro, anche perché per ora aveva dato maggiori certezze Fuzato, spedito a giocare nella seconda divisione spagnola. Se ne è accorto anche Mourinho che dopo avergli dato spazio in una partita di Europa League, la sconfitta per 2-1 contro il Ludogorets, non lo ha più utilizzato. Difficilmente Svilar rivedrà ancora il campo in questa stagione, se non in caso di stop di Rui Patricio.

La certezza è che Svilar vedrà il campo solamente nella prossima amichevole contro il Casa Pia. Rui arriverà comunque in soccorso di Mourinho dopodomani. Si è tagliato le vacanze, ha lavorato a Roma e il 20 sarà in Algarve per allenarsi e poi scendere in campo il 22 nell’ultimo test contro il KC Waalwijk. Anche Rui in questa stagione non è sempre stato impeccabile, ma ha quell’esperienza che cerca Mou per risollevare una squadra che sta avendo più di una difficoltà anche sul piano psicologico.

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PARTITE

Roma-Cadice 0-3, prima pesante sconfitta per i giallorossi. Espulso Vina, Karsdorp torna titolare

Inizio sconfortante per la Roma nel ritiro in Algarve. I giallorossi infatti sono usciti sconfitti per 3-0 contro il Cadice, penultimo in Liga, al termine di un match giocato senza straordinaria intensità e viziato certamente dall’espulsione di Vina a metà primo tempo.

L’unico spunto interessante è l’accenno di variazione tattica impostata da Mourinho ad inizio gara: un misto tra un 4-2-3-1 e il consueto 3-5-2, con la posizione di Karsdorp – tornato a sorpresa titolare dopo l’esclusione e le dure dichiarazioni di Mou – a volte più arretrata sulla linea a quattro completata da Mancini, Kumbulla e Vina. L’uruguayano dopo la rete del vantaggio spagnolo siglata da Alcaraz con un destro dai 15 metri all’angolino, si fa espellere per un gesto a palla lontana su un avversario. Un rosso forse eccessivo, che limita fortemente una sfida comunque che non aveva visto fino a quel momento protagonisti i giallorossi, palesemente ingessati.

Pochissimi gli spunti offensivi di Abraham, totalmente avulso dal contesto Zaniolo. Entrambi gli attaccanti sono stati sostituiti nella ripresa così come la maggior parte dei calciatori a parte Kumbulla e Svilar, con quest’ultimo autore di un errore in occasione della seconda rete degli spagnoli realizzata da Bongonda, che lo ha sorpreso con un tiro in diagonale dalla distanza. Da segnalare due ottimi tentativi di di Volpato che avrebbero meritato miglior fortuna. Nel finale c’è spazio per qualche inutile momento di tensione tra le due squadre e un accenno di rissa, oltre alla rete al volo di Negredo.

Notizie a margine: tornano in campo Spinazzola e Cristante, che ha indossato un tutore protettivo alla mano sinistra. La vera novità di serata è la presenza dall’inizio di Karsdorp.

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TABELLINO:

CADICE: Ledesma (46′ David Gil); Fali (46′ Liebanas), Alcaraz, Alex (64′ Jose Mari), Lozano (64′ Carlos), Alejo (64′ Bongonda), Brian Ocampo (32′ Genar, 64′ Alvaro), Lucas Perez (46′ Negredo), Arzamendia (64′ Espino), Luis Hernandez (64′ Sobrino), Lautaro (64′ San Emeterio).
A disp.: Mabil, Iza.
All.: Sergio González.

Arbitro: Vitor Ferreira. Assistenti: Fabio Silva – André Costa. IV uomo: José Bessa.

Reti: 23′ Alcaraz (C), 68′ Bongonda (C). Note: ammoniti Alejo (C), Fali (C), Sobrino (C), Celik (R), Cristante (R). Espulso Vina (R). Recupero: 5′ pt, 2′ st.

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NEWS

Lutto nel mondo del calcio: è morto Sinisa Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic non ce l’ha fatta. Nel pomeriggio, l’ex tecnico del Bologna, è scomparso dopo una lunga battaglia contro la leucemia. L’annuncio ufficiale della famiglia all’ANSA.

Il serbo – icona di Lazio, Samp e Inter – ha militato anche in maglia giallorossa disputando 69 partite e realizzando 7 reti.

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APPROFONDIMENTI

Intreccio Roma-Toro: sul tavolo Shomu, Lukic e il possibile duello per Juranovic

NEWS RETESPORT (di Francesco Oddo Casano) – Tiago Pinto ieri è sbarcato in Portogallo insieme alla squadra per seguire da vicino la preparazione della Roma in Algarve. Il telefono del GM però è sempre acceso e in queste ultime ore si sta muovendo qualcosa tra entrate e uscite. Un gioco d’incastri che potrebbe coinvolgere il Torino di Juric.

Eldor vede granata

In questa fase preliminare sono gli agenti, nelle vesti anche di intermediari, a provare a spostare le pedine, per cercare di mettere tutti d’accordo. Il primo nome sul tavolo di Roma e Torino è quello di Eldor Shomurodov: l’attaccante uzbeko è in uscita, non è una novità e già nel finale della scorsa estate il suo mancato passaggio al Bologna complicò i piani di Pinto (Belotti ha atteso fino all’ultimo secondo prima di trasferirsi in giallorosso). Ivan Juric, tecnico dei granata, vuole Shomurodov per dare ulteriore imprevedibilità ad un attacco che segna, ma non troppo. La richiesta è arrivata agli agenti del calciatore che al momento ha accantonato Cremonese e Samp, dicendo sì al Toro. La società di Cairo però al momento si è mossa con una richiesta di prestito, al massimo con diritto di riscatto. E la Roma non ha aperto a questa formula, convinta di poter ottenere una cessione a titolo definitivo.

Lukic, Kumbulla e il duello su Juranovic

Vagnati potrebbe allora offrire ai giallorossi il cartellino di Sasa Lukic. Il centrocampista della Serbia, reduce da un’estate travagliata e un Mondiale incolore con la nazionale slava, non rinnoverà il suo contratto con il Toro (scadenza 2024). La Roma al momento ha bloccato la cessione di Bove (potrebbe tornare utile col Sassuolo nel caso in cui Pinto riuscisse a bloccare Frattesi per giugno), e non ha ancora certezze sui tempi di recupero di Wijnaldum. Da qui l’ipotesi di poter provare ad impostare una maxi operazione, nella quale difficilmente finirà però Kumbulla. La Roma ha solo 4 centrali e al momento Mourinho vorrebbe proseguire con la linea a tre. Perdere l’albanese complicherebbe i piani di mercato di Pinto.

Sullo sfondo c’è anche il futuro di Josip Juranovic: il Torino ha contattato il Celtic ed è più avanti rispetto ai giallorossi, ma la Roma nella testa del terzino croato sarebbe ovviamente un’opportunità di carriera migliore. Si può prendere in prestito secco con obbligo di riscatto, ma Pinto deve prima risolvere la grana Karsdorp, magari provando ad offrirlo al Torino alla ricerca di un nuovo esterno destro. Incastri, pensieri e idee, al momento ancora embrionali ma è possibile che parte del mercato giallorosso viaggi sul doppio binario Roma-Torino.

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Calciomercato

Mourinho, no al doppio incarico Portogallo-Roma. Ma a giugno…

Nella notte Jorge Mendes, procuratore di Mou, ha incontrato con il suo collaboratore Valdir Cardoso, il presidente della federcalcio portoghese Fernando Gomes. Poco fa ilCorrierdellosport.it riporta nuovi particolari: gli agenti del lusitano hanno riportato la risposta di Mourinho alla possibilità del doppio incarico: No al doppio incarico.

Mourinho, adesso vuole concentrarsi solo sulla Roma. Non ci sono dubbi di alcun tipo al riguardo. La sua chiusura alla federazione portoghese, con cui i rapporti erano e restano ottimi, è però temporanea. L’ipotesi di allenare il Portogallo verso l’Europeo del 2024 e il Mondiale 2026 lo stimola, lo intriga e, per questo, nei prossimi mesi parlerà con Pinto e i Friedkin: la Roma era e resta la sua priorità, ma vuole capire progetti e prospettive del club, a breve e lungo termine.

Questa mattina la notizia del possibile approdo di Mou sulla panchina del Portogallo era ovviamente su tutte le prime pagine dei giornali lusitani.

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Interviste

Totti tende la mano a Spalletti: “Ora mi piacerebbe chiarirmi”

Francesco Totti a tutto campo, che per prima cosa tende la mano a Luciano Spalletti dopo i dissidi. “Un giorno mi piacerebbe chiarire con lui – dice sul canale Twitch di Bepi Tv – e capiterà. Magari ognuno resterà delle proprie idee. Ma non dimentico che con lui mi sono espresso al meglio. Resta resta uno degli allenatori più forti in circolazione e lo si vede col Napoli, che in questo momento ha l’attaccante più forte del campionato, cioè Osimhen“.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, proprio in riferimento al suo tramonto dice: “Un po’ mi rivedo in quello che passando Cristiano Ronaldo. Bisogna portarli rispetto”. Sul fronte Roma, pochi concetti ma pungenti: “No al doppio ruolo di Mou tecnico e c.t…; “Il gioco dei giallorossi mi piace? Nì“; “A Zaniolo gli manca la testa giusta, se vuoi andare avanti devi averla, nel calcio ci sono le categorie“; “Il mio ritorno alla Roma? Per fare i matrimoni serve essere in due. Non c’è niente, ma sono felice lo stesso. Basta che loro vadano avanti noi li seguiamo“.