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Rassegna stampa

Wijnaldum, la Roma spera di riabbracciarlo in Giappone

Tiago Pinto si è concesso qualche giorno di vacanza in Portogallo, approfittando della pausa per le nazionali. Ma si sta tenendo informato su tutte le novità che riguardano i giocatori della Roma , in particolare Georginio Wijnaldum che sta trascorrendo il primo periodo di convalescenza in Olanda.

Come scrive il Corriere dello Sport, se dovesse rientrare subito dopo il Mondiale, Wijnaldum vedrebbe ancora davanti a sé 23 partite di campionato più almeno una di Coppa Italia e, auspicabilmente, almeno un altro paio di Europa League. Avrebbe insomma il tempo di lasciare il segno nella Roma, in attesa che il suo futuro venga discusso con il Paris Saint-Germain: secondo gli accordi estivi, il diritto di riscatto a circa 10 milioni a favore della Roma è libero.

Ma è possibile che i club decidano di negoziare una cifra o una formula differente: in fondo Wijnaldum, classe 1990, è ancora sufficientemente giovane per meritare nuove possibilità. Intanto Mourinho spera di portarlo in Giappone dove la squadra giocherà una tournée a novembre per non spezzare il ritmo tra il torneo di apertura e quello di clausura. Coinvolgerlo nel gruppo, che ha appena conosciuto, servirà a velocizzare l’integrazione definitiva.

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RETESPORT

Rinnovo Zaniolo, Graziani: “Nicolò ancora troppo discontinuo” – Scarnecchia: “Giocatore di prima fascia” – Petruzzi: “Non è un Top Player ancora”

E’ riemerso in giornata il tema del rinnovo di Nicolò Zaniolo, con il quotidiano Repubblica che ha sollevato nuovamente la questione segnalando il ritardo degli incontri tra società e agenti del calciatore, per iniziare a trattare il prolungamento di contratto.

Nel corso del pomeriggio di Retesport, tre ex calciatori giallorossi si sono espressi così sul numero 22: “Zaniolo è ancora un calciatore discontinuo, alterna grandi prestazioni a partite un po’ più anonime. Lo scorso anno ha avuto bisogno di tempo per tornare al 100% – prosegue Ciccio Graziani – e ora è tornato al top della condizione, Mourinho lo considera un titolare inamovibile e quindi nelle prossime settimane penso si arriverà ad un accordo, anche perchè la Roma non può rischiare di perderlo a zero”.

Più drastico il pensiero di Fabio Petruzzi: “Ad oggi Zaniolo per me non è un top player della Roma: il rendimento dello scorso anno certifica le qualità solo potenziali di un ragazzo che ancora deve farci vedere di essere un grande calciatore. La scorsa estate è oggettivo che non fosse considerato un calciatore di prima fascia o un inamovibile, altrimenti non lo avrebbero messo sul mercato”.

“Zaniolo è un calciatore di prima fascia, per l’attuale livello della Roma – conclude invece Roberto Scarnecchiaè chiaro che questo ragazzo debba ancora farci vedere il meglio del suo repertorio, ma può solo migliorare, imparando a giocare ancora di più con la squadra e non solo per se stesso: Miglioramenti in tal senso si sono già intravisti nelle prime gare di questa stagione”.

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Allenamenti

Zaniolo, Spinazzola, Belotti e Camara in campo nonostante il giorno libero concesso da Mou

Josè Mourinho, come accaduto anche l’anno scorso, durante le soste per le Nazionali è solito concedere due-tre giorni di relax a quella parte di squadra che è rimasta nella capitale. Anche in questa occasione lo Special One ha lasciato libero il gruppo per qualche giorno e gli allenamenti veri ripartiranno lunedì. Nel frattempo per Zaniolo, Belotti, Camara e Spinazzola hanno lavorato comunque a Trigoria per migliorare la propria condizione fisica in vista del ritorno in campo contro l’Inter.

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APPROFONDIMENTI

Zaniolo tra rinnovo, Roma e voglia di riprendersi l’azzurro: presto l’incontro tra Vigorelli e Pinto

NEWS RS (di Francesco Oddo Casano) – “La Roma è la mia priorità e voglio continuare a vincere qui”. Dopo un’estate di speculazioni, indiscrezioni, fantomatiche visite mediche a Torino e dialoghi interni, Nicolò Zaniolo ha voglia di spiccare il volo, definitivamente, in maglia giallorossa. Le sue dichiarazioni di una decina di giorni fa vanno in un’unica direzione: rinnovare con la Roma, il prima possibile.

Passato il malumore estivo, il 22 è assolutamente concentrato sulla Roma che continua ad esaltarlo anche sui social, come avvenuto ieri a pochi minuti dal termine della conferenza stampa di Mancini. Un messaggio forse social al CT azzurro che ha sottolineato, senza fare nomi, che per giocare in Nazionale bisogna avere sempre la voglia di partecipare ai ritiri e non a singhiozzo.

Zaniolo è rimasto a Trigoria a lavorare, si sta allenando per metter nelle gambe maggiore brillantezza dopo il ritorno in campo contro Helsinki e Atalanta. A San Siro per motivi diversi non è mai riuscito ad incidere o addirittura a giocare e questa volta vuole essere protagonista contro un club che non ha creduto in lui alcuni anni fa.

Conference League : Roma vs Bodo

La Roma non ha ancora fissato la data dell’incontro plenario con gli agenti di Zaniolo per trovare un’intesa sul rinnovo contrattuale, ma i contatti sono frequenti. Vigorelli – dopo aver incontrato almeno in sei occasioni Pinto la scorsa estate in vari ristoranti milanesi – era presente all’Olimpico giovedì scorso e ha atteso Nicolò al termine del match per salutarlo. Non si può escludere che in quella sede ci sia stato un contatto diretto con il GM giallorosso. Sarà certamente una trattativa complessa, nella quale entrambe le parti tenteranno di far valere le proprie ragioni, con la volontà comune però di trovare un accordo definitivo ed è per questo che gli incontri reali inizieranno solo quando saranno limate le prime distanze economiche tra domanda e offerta. La Roma è obbligata a rinnovare il contratto di Zaniolo entro il prossimo giugno e l’entourage del ragazzo lo sa, il tempo c’è ma non si deve commettere l’errore di perdere troppo tempo.

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NEWS

Celik, Shomurodov e Zalewski in campo con le Nazionali: il punto

Primi impegni per i calciatori giallorossi con le nazionali. Ieri sera Zeki Celik ha disputato gli interi 90 minuti nella sfida tra Turchia e Lussemburgo, sfornando anche un assist per il 3-3 finale.

79 invece i minuti disputati dall’inizio da Zalewski nella sconfitta della Polonia contro l’Olanda. Assist per il gol del 2-0 siglato da Shomurodov nel match vinto dall’Uzbekistan contro il Camerun.

Male Bove con la nazionale under 21: il giovane giallorosso ha causato il rigore del momentaneo 1-0 degli inglesi ed è stato sostituito al 45′.

Oggi impegno per Cristante con la nazionale azzurra contro l’Inghilterra di Abraham. Chance anche per Ibanez con la maglia del Brasile contro il Ghana e per Vina con l’Uruguay contro l’Iran.

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Interviste

Conti: “Non credo allo Scudetto della Roma quest’anno. Sui Friedkin…”

Bruno Conti ha parlato a margine del Festival dello Sport di Trento di settore giovanile ma anche della prima squadra giallorossa: “Bearzot e Liedholm sono due allenatori che mi hanno insegnato a giocare a calcio. Con Carlo Ancelotti c’è un rapporto unico. Ma anche con Pruzzo c’è un rapporto speciale. Una partita che vorrei rigiocare? La finale di Champions League contro il Liverpool che abbiamo perso con la Roma. E la finale che abbiamo vinto contro il Brasile, una squadra fortissima”, ha ricordato parlando della sua carriera.

“Io lavoro con i ragazzi del settore giovanile, capisco che i tempi sono cambiati. Vengo da una famiglia di 7 figli, quando mi prese la Roma ricordo che andavo da solo ad allenarmi poiché nessuno poteva accompagnarmi – le sue dichiarazioni riportate dal sito sportivo -. I giovani di oggi devono capire cos’è il sacrificio e la voglia di raggiungere il sogno nel cassetto. In tanti mi rifiutarono, ma non mi sono mai arreso. Un calciatore che mi assomiglia? Federico Chiesa della Juventus, ha caratteristiche simili alle mie. Mi piace molto anche Raspadori del Napoli”.

“La Roma di oggi può vincere lo scudetto? In questo momento ha una grande società, che sta investendo tanto e ha tante ambizioni. In futuro farà grandi cose, quest’anno è difficile che possa vincere lo scudetto – ha concluso parlando anche della Roma -. I settori giovanili? Ci sono troppi stranieri e si attinge poco dai vivai dei club dilettantistici”.

Fonte: tuttomercatoweb

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Allenamenti

Mourinho: “Speciale vincere a Roma, indimenticabile la Conference. Stiamo crescendo come società e qui sono felice”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Esquire.com. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso:

Dopo un anno in Italia come è cambiata la sua vita rispetto all’Inghilterra?

Io dico sempre che i centri di allenamento sono uguali in tutto il mondo e la vita che fai è sempre quella. Entri alle 7:30 e esci alle 18:30. Quindi da quel punto di vista cambia poco che tu viva in una città incredibile come Roma o in un posto freddo, buio e nascosto. Quello che è cambiato nella mia vita però è che in questo club sto bene e ho un bel rapporto con tutti. In Italia sono felice.

Come ha ritrovato il calcio italiano dopo più di dieci anni di assenza?

Dieci anni fa, dopo che me ne sono andato (ma non perché me ne sono andato), la Serie A ha passato un periodo difficile. La qualità si è abbassata e il campionato aveva poco appeal all’estero. Ora invece ho ritrovato una lega appassionante, competitiva, dove i calciatori arrivano anche dalla Premier. Rispetto al 2009-10 c’è ancora differenza con le squadre top, però oggi il resto dei club è migliore. Ci sono allenatori con tante idee, che giocano un calcio offensivo ed ambizioso. Poi ci sono squadre, come la Roma, che stanno crescendo anche in senso più ampio, come società, portando sempre più tifosi allo stadio, con grandi possibilità di evolvere in meglio.

Che sensazione le fa non vedere gli Azzurri ai mondiali per due edizioni consecutive?

Se ami il calcio è difficile accettarlo. Io sono cresciuto negli anni ‘70-’80 e puoi immaginare cos’era l’Italia a quei tempi. Gli azzurri sono sempre stati un riferimento. Lavorando qui faccio fatica a capire cosa sia successo, perché è pieno di calciatori bravi, anche se ce ne sono ancora pochi che vanno all’estero. Mi rifiuto di accettare l’argomento del poco talento, non è vero. In Italia il talento esiste, quindi l’Italia deve arrivare al Mondiale.

A proposito di questo, secondo lei come si prepara un campionato con una pausa così lunga in inverno?

È una situazione nuova per tutti e bisognerà sbagliare il meno possibile. Noi siamo già a lavoro, discutiamo, studiamo e cerchiamo soluzioni che possano esporci al minimo dei rischi.

Volevo introdurre l’argomento Hublot parlando del suo orologio. Cosa ha pensato quando ha visto scadere l’ultimo secondo della finale di Conference League?

Quando finisce una partita che porta a un titolo tolgo l’orologio e non lo indosso mai più. A casa ne ho una cassa con altri 25. Ho chiamato Hublot e gli ho detto che me ne serviva un altro.

Le immagini dei festeggiamenti della Conference League a Roma hanno fatto il giro del mondo. Ci racconta le emozioni di quella giornata?

È stato veramente indimenticabile. Quando abbiamo vinto la Champions con l’Inter io non sono andato a Milano perché volevo andare al Real Madrid e avevo la sensazione che se fossi tornato non sarei più partito. Questa volta era diverso, volevo rimanere a Roma e continuare con questo club. In momenti come quello capisci che non vinci per te stesso, che non è una gioia personale. La gente è tutto, ti dà la dimensione di quello che hai fatto, e ti senti parte di una famiglia veramente speciale.

Dopo la vittoria della coppa si è fatto un tatuaggio, ne ha in cantiere altri per festeggiare un prossimo obiettivo?

Calcisticamente penso che non ne farò altri. Questo lo avevo promesso a tutti, l’idea era di farmi un tatuaggio unico, che potessi avere solo io: le tre coppe europee vinte. Il prossimo potrei farmelo se mio figlio o mia figlia avessero una bambina o un bambino, sarebbe un regalo speciale e un tatuaggio potrebbe essere un bel modo per celebrarlo.

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Interviste

Dybala chiarisce: “Era necessario saltare una gara per evitare di stare fermo un mese”

Era necessario saltare una partita per non saltare un mese“. Dal ritiro dell’Argentina, a Miami, Paulo Dybala ha spiegato i motivi che lo hanno portato a non giocare con l’Atalanta ma a rispondere alla chiamata della nazionale argentina, una scelta che ha sollevato qualche malumore nella Capitale.  “Domenica scorsa  avevo un affaticamento, sentivo che non ero al cento per cento e i medici lo sapevano. Per fortuna poi i risultati degli esami sono andati bene. Quando si avvicina il Mondiale si vuole sempre andare in Nazionale, io non volevo mancare. Tutti lavoriamo per andare al Mondiale, poi sarà il c.t. che farà la lista ma io darò tutto col mio club. Gli ultimi anni non sono stati facili, cambiare aria mi ha fatto bene. Essere protagonista in una squadra così mi aiuta tanto“. L’accoglienza dei tifosi ha fatto il resto. “È stato insolito. Quando entri allo stadio sei con i compagni, lì ero da solo. Non mi era mai capitato. Il tifoso della Roma è simile a quello argentino per quanto riguarda la passione, diverso dall’ambiente della Juventus, più simile a quello argentino. Hanno una pazzia bella, per loro viene prima la Roma che la famiglia. Vivono il calcio come noi“. Fondamentale è stato il ruolo di José Mourinho. “Mi ha chiamato e in pochi minuti ho deciso, lui e il d.s. mi hanno parlato del progetto e della voglia di continuare a vincere, come hanno fatto lo scorso anno“.

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APPROFONDIMENTI

Ibanez inserito nella Top 11 europea per rendimento. Il brasiliano: “Grazie a Mourinho”

Roger Ibanez ha iniziato il campionato con un rendimento elevatissimo, che non è sfuggito neanche al CT brasiliano Tite che infatti lo ha convocato per la prima volta per questa tornata di gare della nazionale. Il centrale giallorosso è stato inserito dal portale Who Scored nella Top 11 dei migliori calciatori dei massimi campionati per rendimento in questo inizio di stagione. Della Serie A presente l’altro centrale Kim del Napoli.

Roger Ibanez questa mattina ha rilasciato una nuova intervista riportata da Globo.com: “

 “Posso solo ringraziare Mourinho. Da quando è arrivato mi ha dato fiducia, mi ha lasciato libero di fare quello che volevo in campo, mi ha dato consigli, mi ha detto cosa era giusto fare a volte, ha aggiunto molto alla mia carriera. E in questa conversazione che ha avuto con Tite devo solo ringraziarlo per aver detto tutto questo. Questo potrebbe aver influenzato la scelta di Tite”.

Dov’eri e come hai ricevuto la notizia della convocazione?
“È stato un momento inaspettato. Ero a casa, sdraiato sul divano con la famiglia a guardare un film e dal nulla mio cognato mi dice che sono stato convocato. Non ci credevo. Poi l’ho chiamato, ho mandato indietro il video e quando ho sentito il mio nome ho creduto di essere stato chiamato davvero. È stato molto bello, molto eccitante, eravamo tutti insieme, potevamo godercelo in famiglia”

Qual è stata la tua reazione in quel momento?
“È stata una reazione di euforia, euforia totale. Il telefono non smetteva di squillare, messaggi, di tutto. Tutti erano molto felici, felici per me, ho ricevuto sempre tutto il supporto possibile in modo che potessi arrivare a questo obiettivo, sono felice”

Sei stato monitorato a lungo dalla Seleçao e, recentemente, sei stato visto da vicino dagli assistenti di Tite. Quando hai iniziato a credere che la convocazione fosse possibile?
“Ogni atleta brasiliano lavora per mostrare il proprio potenziale e per farsi vedere dalla nazionale brasiliana, non ho mai smesso di credere che sarei stato convocato. Nel momento in cui ho visto che la visibilità era aumentata, ho iniziato a lavorare ancora di più e, grazie a Dio, è arrivata la chiamata”

Quanto ha contribuito alla tua evoluzione la tua esperienza in Italia, riconosciuta per la sua scuola difensiva?
“È una scuola molto importante per i difensori, il posto giusto in cui un difensore può venire e imparare. Ho imparato molto nell’anno trascorso all’Atalanta. Quando sono arrivato, per adattarmi al calcio italiano, quell’anno è stato fondamentale. Nel tempo, ho acquisito esperienza con le partite e ho imparato molto”

Credi che il passaggio nella squadra preolimpica, con André Jardine, ti abbia avvicinato anche al gruppo di Tite?
“Ho fatto il ciclo olimpico, purtroppo non ho potuto partecipare. Sono stato felice che il Brasile sia uscito di nuovo campione. Il riconoscimento che questa Olimpiade ha portato ai giovani che hanno gareggiato e partecipato al ciclo è stato molto grande, questo ha dato molta fiducia ai giovani che vi hanno partecipato”

Tite ha evidenziato la tua versatilità. È facile per te passare dal centro a sinistra?
“Alla Roma ho giocato qualche partita anche da terzino sinistro o da difensore più aperto, che sembravo un terzino sinistro. Non è complicato, basta capire cosa chiede l’allenatore e provare a fare tutto. Per me è molto facile”

Oltre alla prima convocazione, hai recentemente vinto la Conference League, sei diventato padre per la seconda volta e ti sei sposato. Stai vivendo la fase migliore della tua vita?
“Senza dubbio, sia a casa che per la carriera, è uno dei miei momenti migliori. Mi sono da poco sposato, abbiamo due figli, una femmina e un maschio, le nostre gioie. La Conference è stato un momento inspiegabile, il mio primo titolo internazionale, è qualcosa che non puoi spiegare. È stato davvero bello. Posso dirvi che è stato uno dei momenti più belli della mia vita, spero che non si fermi qui e che d’ora in poi ci siano tanti momenti come questo”



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Lavoro personalizzato per Pellegrini: così vuole riprendersi la Roma

Il gol che manca, il problema muscolare e i cambi ruolo gli hanno inevitabilmente tolto un po’ di serenità, ma Pellegrini sta lavorando per far sì che, da qui alla sosta, tutto possa essere risolto. Come? Intanto, oggi e domani, insieme agli altri infortunati, si allenerà a Trigoria (palestra e fisioterapia) prima di avere il week end libero.

Come scrive gazzetta.it, infine, continuerà a lavorare con il suo staff personale che lo supporta per personalizzare il lavoro che già fa nella Roma. In questo, completamente, Pellegrini sta seguendo la strada di Totti che è riuscito a giocare fino a 41 anni e ha dovuto combattere con infortuni traumatici ma quasi mai muscolari. Pellegrini ha, oltre ai professionisti della Roma, anche un nutrizionista, un osteopata personale (Maurizio Mafrica, collaboratore del Coni), un fisioterapista e preparatore (che in passato ha collaborato anche con Federer, Piergiorgio Luciani) e un dentista che lo aiuta a livello posturale (Daniele Puzzilli). Tutte persone che fanno parte della quotidianità del capitano della Roma, di cui lui si fida e che sono preziosissime per coordinarsi insieme allo staff giallorosso.