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GIOVANILI

Roma Primavera, battuta la Juve 2-0. Giallorossi in finale Scudetto

Ad un passo da un’altra pagina di storia. La Roma Primavera, dopo aver dominato il campionato di categoria ha vinto anche la semifinale contro la Juventus per 2-0, conquistando così la finale Scudetto che si disputerà il 31 maggio contro la vincente dell’altra sfida tra Inter e Cagliari. Giallorossi in vantaggio al termine del primo tempo grazie ad una perla su punizione di Capitan Tripi, che in stile Pellegrini, ha trovato l’incrocio dei pali dal limite dell’area di rigore.

Nella ripresa i giallorossi dominano e trovano la rete del raddoppio con Vicario di testa, dopo una corta respinta del portiere bianconero su una conclusione di Padula. Martedì la finale al Mapei Stadium, i giallorossi a caccia del titolo che manca dal 2015-2016.

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Calciomercato

Zaniolo sarà il primo calciatore chiamato dalla Roma per il rinnovo

La Roma inizia a programmare seriamente la prossima stagione, la seconda di Josè Mourinho. Come riferisce Sky Sport, in casa giallorossa è tempo di rinnovi di contratto: tra i giocatori in scadenza nel 2024 c’è Nicolò Zaniolo, autore del gol vittoria in finale contro il Feyenoord e il 22 giallorosso sarà il primo giocatore ad essere chiamato dalla società per il prolungamento del contratto.

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NEWS

UEFA, Pellegrini miglior calciatore della Conference League

Un premio meritato e in qualche modo simbolico, dopo la vittoria della Conference League. Lorenzo Pellegrini è stato eletto dall’UEFA miglior calciatore della prima edizione della competizione europea, vinta dai giallorossi a Tirana mercoledì sera.

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NEWS

Festa Roma, deferiti calciatori e club per violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità

Pericolo ammende e potenziali squalifiche per i giocatori della Roma, dopo i festeggiamenti per la vittoria della Conference League avvenuti ieri nelle vie del centro della capitale.

Come riferisce Matteo Pinci de La Repubblica, sono stati deferiti alla Procura Federale alcuni calciatori protagonisti ieri di cori sul pullman per violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità. Deferita anche la Roma per responsabilità oggettiva. Non ancora noti i nomi dei calciatori giallorossi coinvolti.

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Rassegna stampa

Totti solo tifoso, ma il “flirt” con i Friedkin continua…

E nella Roma che verrà, chissà che non ci sia davvero presto posto per riabbracciare anche Francesco Totti. Come scrive La Gazzetta dello Sport, lo storico ex capitano era ovviamente a Tirana, per gioire direttamente della vittoria giallorossa. I contatti tra Totti e la società sono oramai sempre più frequenti, esattamente come la stima che c’è tra Francesco, i Friedkin e il g.m. portoghese Tiago Pinto.

Insomma, il suo ritorno in società dopo il rumoroso addio del 2019 potrebbe essere più di una semplice e eventualità. Una di quelle cose che stanno lì, aleggiano dolcemente, e restano solo in attesa del momento giusto per far sì che si concretizzino. Magari non succederà subito, magari non nei prossimi mesi, ma il destino della Roma e di Totti è senza ombra di dubbio quello di ritrovarsi presto.

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Rassegna stampa

Dybala al tavolo dell’Inter ma oggi vede la Roma

 Incontro per Dybala. Dopo i contatti tra Marotta e l’entourage del giocatore avvenuti nei giocatori, ieri, un suo rappresentante – un agente che era già stato coinvolto in occasione del trasferimento poi mancato al Manchester United nell’estate 2019 – si è trattenuto per un paio d’ore nella sede nerazzurra. Come riporta Il Corriere dello Sport, è stato un primo confronto diretto, nel quale sono stati approfonditi tutta una serie di aspetti: da quelli tecnici (assicurato un ruolo da protagonista), a quelli economici. Il club nerazzurro, infatti, ha voluto spiegare che, dovendo ridurre il monte ingaggi del 10-15%, non potrà spingersi oltre certe cifre. All’agente non è stata ancora presentata un’offerta ufficiale, probabile che se ne riparli la prossima settimana, visto che le parti, oltre a lasciarsi con estrema cordialità, si sono prese qualche giorno di tempo. Attenzione, però, alla Roma, che resta pienamente in gioco. E che, proprio oggi, potrebbe incontrare a sua volta un rappresentante di Dybala. 

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Rassegna stampa

Via alle vacanze. Il raduno fissato a inizio luglio

Una festa che ha coinvolto la città fino a notte fonda e che per gran parte dei giocatori della Roma ha sancito l’inizio delle vacanze: soltanto chi dovrà rispondere alla chiamata della propria Nazionale inizierà le ferie con una settimana di ritardo. Il rompete le righe, scrive Il Tempo, è arrivato al rientro dal giro sul pullman scoperto che ha percorso le principali vie del centro. La ripresa dei lavori a Trigoria non è ancora stata fissata ufficialmente, ma la squadra dovrebbe rimanere a riposo fino alla prima settimana di luglio. 

Un anno fa, con il turno preliminare di Conference League da preparare, José Mourinho aveva scelto il 6 luglio come giorno del raduno, per preparare la prima gara di coppa in Turcha il 19 agosto. Stavolta invece – nonostante la qualificazione diretta in Europa League – è il campionato partire prima, nel weekend del 13-14 agosto. Ancora al vaglio invece l’ipotesi ritiro. Dopo l’esperienza in Portogallo dell’estate scorsa, quest’anno il club sembra propenso ad optare per una location differente. Al vaglio ci sono almeno tre opzioni (tutte fuori dall’Italia): si decide nelle prossime due settimane.

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Roma, i piani di Sir José. E Friedkin pensa per lui a un (lontano) futuro dirigenziale

Non date retta a Mourinho quando dice: “Mi dispiace per i miei giocatori, stanchi, che ora devono andare in Nazionale. Io mi metto sulla spiaggia a guardare il mare“.

Tornerà a casa in Portogallo, scrive Il Corriere della Sera, e si metterà al sole, ma sta già pensando alle prossime mosse perché la grande gioia di Tirana, che ieri ha paralizzato la città intera, sia un punto di partenza e non di arrivo.Prima di essere innaffiato di champagne dai suoi giocatori, nella conferenza stampa dopo la finale di Conference vinta contro il Feyenoord, lo Special One stava elaborando il futuro prossimo: “Non avevamo una rosa adeguata per arrivare al quarto posto. Potevamo vincere la Coppa e lo abbiamo fatto“.

Mourinho ha sempre parlato con grande rispetto della famiglia Friedkin, che lo ha legato alla Romacon un triennale, ma ha usato e usa la stessa chiarezza per dire cosa gli piace e cosa non gli piace.  Ora bisogna alzare l’asticella. Gli obiettivi per la prossima stagione sono la qualificazione alla Champions e una buona, meglio se ottima, Europa League.

I Friedkin terrebbero Mourinho a vita, anche con un ruolo dirigenziale top se volesse smettere di allenare o di farlo solo part-time con la nazionale del Portogallo, che ha sempre visto come l’ultima tappa della sua carriera in panchina. Alla Roma sarebbe un sir Alex Ferguson al quadrato.

Scenari affascinanti, ma Mourinho è un pragmatico e le sue prime richieste sono per l’immediato. E sono queste: tre acquisti importanti, uno per reparto. Si fanno tanti nomi, da quelli concreti (Senesidel Feyenoord, Douglas Luiz dell’Aston Villa, Xhaka dell’Arsenal) a quelli non semplici (Raspadori), da quelli difficilissimi (Dybala) a quelli impossibili (Cristiano Ronaldo).

Ma sembrava impossibile anche che Mourinho venisse a Roma. Lo Special One è molto laico per quanto riguarda le cessioni. Mkhitaryan può andare all’Inter e Cristante al Milan, ma nel caso vanno sostituiti con calciatori di pari livello. Il lavoro per Tiago Pinto non manca, ma sarà condiviso con tutto lo staff. Zaniolo si è dato una dimensione europea dopo due anni ai box per infortunio. Rui Patricio e soprattutto Abraham dimostrano che la Roma sa comprare. Zalewski può essere ancora più valorizzato dal Mondiale che giocherà con la Polonia. Spinazzola è il primo acquisto per il 2022-23. Gratis.

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Pressing Mkhitaryan. L’Inter ha in mano il jolly armeno, ma la Roma può rilanciare

Henrikh Mkhitaryan sta vivendo tutto lo spettro delle umane emozioni: la delusione per l’infortunio che gli ha tolto la finale di Conference sul più bello, la gioia per l’ennesimo trofeo della carriera, lo stupore per la marea gialla e rossa attorno al pullman su cui ballava ieri, ma pure l’attesa per la nuova vita che potrebbe iniziare lontano dalla Capitale, scrive  La Gazzetta dello Sport.

L’armeno 33enne è vicino a diventare il perfetto parametro zero su cui l’Inter affonderà i denti in questo mercato estivo: è talentuoso, esperto, abituato a navigare in tutti i mari europei. E, soprattutto, è gratis, dettaglio decisivo in questa fase storica. Mkhitarayan non avrebbe forse lo stesso sapore di Dybala per i tifosi nerazzurri a caccia di rivincita, ma sazierebbe comunque gli appetiti iniziali di Inzaghi. Proprio per questo, sul centrocampista di Mourinho i nerazzurri hanno fatto passi rapidi e velocissimi, sfruttando le difficoltà dell’armeno nel trovare un accordo definitivo sul rinnovo: il 33enne ex United e Arsenal vuole salire oltre i 3,5 milioni del contratto che scade il 30 giugno. Nelle settimane scorse a Trigoria tutto è scivolato avanti, in base alla decisione dei Friedkin di spostare le decisioni sui rinnovi a fine stagione.

L’Inter sì è quindi infilata nel giusto intervallo temporale e, di fatto, ha trovato un’intesa che accontenta le pretese del giocatore: si ragiona attorno ai quattro milioni per due stagioni, con bonus abbastanza facili che potrebbero pure far lievitare più su lo stipendio. La palla passa adesso a ”Micki”, unico arbitro del suo destino. Fino a ieri pareva davvero vicino a dire l’ultimo, definitivo sì all’attivissimo duo di mercato nerazzurro: l’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Piero Ausilio hanno, infatti, tenuto i contatti con Rafaela Pimenta, l’avvocatessa che ha ereditato l’impero di Mino Raiola e che ha proposto l’armeno a tempo debito. Quel sì di Henrikh, però, non è ancora arrivato in via definitiva perché, in fondo, esistono ancora dei margini per una offensiva romanista. Vuoi per l’entuasiasmo del successo europeo, vuoi per il pressing di Mourinho che lo considera altamente strategico, i giallorossi sarebbero pronti a uno sforzo in più. A un rilancio su cifre simili, un biennale da 4 netti comprensivi di bonus. Se la mossa del club giallorosso sia stata tardiva, lo si capirà in tempi piuttosto rapidi. Insomma, vedremo presto se quella di mercoledì a Tirana sarà stata l’ultima partita di Mkhitaryan con la maglia giallorossa.

Pare che la possibilità di giocare la Champions possa orientare la decisione, ma ha un valore anche il progetto tattico che Inzaghi gli ritaglierebbe addosso.Il tecnico pensa a un centrocampo con quattro titolari autentici e riconosciuti: l’armeno prenderebbe numericamente il posto di Vidal, ma almeno in partenza garantirebbe un rendimento molto superiore. Più nel dettaglio, il giallorosso potrebbe occupare tutte le caselle di una mediana di alto livello, perfino quelle a cui è meno abituato. Mou con lui flirtava poco ai tempi del Manchester United, ma a Roma lo ha portato nella prima linea dei pretoriani, al punto da schierarlo addirittura come regista in certe occasioni. E si sa, in nerazzurro dietro a Brozovic c’è stato quasi sempre il vuoto.

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Roma, una festa Colossale. Mou e squadra portati in trionfo da 150mila tifosi

La Roma dei trionfi dei Cesari, in fondo, doveva essere assai simile a ciò che il nostro limitato orizzonte riesce a scorgere, scrive  La Gazzetta dello Sport. A questa onda umana felice e vincente, a questi fumi colorati che si arrampicano verso il cielo, a questa fallibile sensazione d’invincibilità che una volta veniva assicurata dalle legioni e adesso da un manipolo di ragazzi arrampicati su un autobus scoperto, destinati a essere, almeno per un giorno, contemporaneamente piccoli e immensi. Oltre centocinquantamila persone hanno deciso di dire grazie a una squadra di calcio in grado di far sentire ciascuno di loro come parte integrante del flusso della storia.

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Parlare di festa non dà il senso di ciò che si annusa. Quella coppa che si staglia sul pullman che porta i calciatori – il primo di una carovana che arriverà a contarne tre, tutti con la scritta “Roma ha vinto” sulla fiancata – è un contenitore che trascende dal calcio per entrare nelle spire del tempo. La Roma non vinceva un trofeo da 14 anni e proprio per questo si era venuto a creare un gap generazionale che porta i più giovani a vivere una sorta di “prima volta” cosciente di un successo e i più anziani a spolverare i loro ricordi. Davanti a una passione del genere, si capisce perché i programmi originali cambino in corsa.

Sull’autobus dei calciatori è festa da ragazzi. Si parte in maglietta rossa, ma la temperatura bollente fa mettere subito a nudo tutti i tatuaggi. La folla circonda il mezzo, si rischia, così per fare dieci metri occorre mezz’ora. Ma non importa perché si canta e si balla. I cori della curva come le canzoni alla moda. SonoMancini e Zaniolo a guidare la festa, ben supportati da Spinazzola e Ibanez. Nella cascata di slogan entra ben presto la Lazio. Sullo stesso pullman dei calciatori c’è anche Tiago Pinto, mentre quello subito dietro è destinato a Mourinho e al suo staff. José ha l’aria papale. In maglietta rossa saluta la folla con fare benedicente, provando una commozione trattenuta.

La vera meraviglia, però, trova spazio sul terzo autobus, che si aggrega più tardi. Li c’è la famiglia Friedkin al gran completo, che beve champagne ed è quasi incredula per ciò che vede. “Presidente, portaci Dybala” a cui l‘uomo risponde solo con sorrisi. Nei prossimi giorni la Roma sarà ricevuta in Campidoglio dal sindaco Gualtieri, che ha benedetto la festa di popolo. Bene così. D’altronde non è sempre vero che la felicità dura solo un attimo.