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Zaniolo, quel talento che non tutti capiscono

Non ha segnato molto, lo ha fatto nei momenti clou. Pochi ma buoni, preziosi. Un timbro nei quarti, con una splendida tripletta e poi la pennellata in finale a Tirana, decisiva contro il Feyenoord. Vale, questo, per il rinnovo? Non si sa, è una lotta dura, complicata, ed è difficile capire come possa andare a finire, scrive Il Messaggero.

Il nodo contratto, che va avanti da mesi ormai, è diventato un tormentone e tutto ciò ci ha regalato uno Zaniolo pieno di alti e bassi. Morale una volta a mille, poi giù all’improvviso. Titolarissimo spessissimo e qualche volte escluso quando meno se lo aspettava, con Spezia e nel derby ad esempio, le partite che sentiva più sue. Ossessionati da Zaniolo, è vero. Perché il talento trasmette emozioni contrastanti, troppo o niente, amori e ossessioni.

Zaniolo a Tirana, forse, ha deciso cosa farà da grande: il campione. Non si può più tirare indietro, se fai gol in finale sei scoperto, tutti – o quasi – ora sanno cosa può uscire da quei piedi.

Lui ha quel contratto ballerino che non lo lascia tranquillo e non lo sono nemmeno i tifosi della Roma, che sognano Dybala ma al fianco di Nicolò e non come suo sostituto. Non sapremo a breve cosa ci sarà davanti alla notte magica di Tirana, ma abbiamo capito che a uno così non si deve rinunciare a cuor leggero. Ballano soldi, tanti, e questo tende sempre a essere un problema.

La qualità non si vende e un progetto ambizioso deve investire sul talento. Nick ne ha, non ci sono dubbi. Ora è l’uomo del destino, quello che fatto il regalo più prezioso alla gente. “Ho realizzato il mio sogno da bambino, vincendo una competizione europea, i tifosi sono fantastici e la vittoria è tutta per loro“. Che si riparta da qui, prima che sia troppo tardi.

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Rassegna stampa

Fenomenologia Mourinho

La verità è nell’intero. Ecco perché la vittoria, l’ennesima, dell’uomo che sa solo vincere, è appena solo la parte emersa della storia, scrive Andrea Sorrentino su Il Messaggero.

Ci sono anche la manita, le lacrime, la coppa baciata,Hegel, suo padre, sua moglie e i suoi figli, Dio e il Vaticano, ballare coi ragazzi con la maglia tutta bagnata di bollicine, volergli bene come se fossero figli e quindi trattarli con durezza quando serve, e le interviste con la voce rotta, e quant’è bello piangere perché mi passano tante cose in testa stasera, e rimarrò qui, certo, però: “Bisogna capire cosa vogliono fare i nostri proprietari”.

Tutte queste cose insieme sono José Mourinho. Un turbine di emozioni e magari di contraddizioni, di spigoli e bordi taglienti, ma un uomo e un professionista tra i più sorprendenti che si possano incrociare.

Non prendetelo mai per una sola delle sue parti, José Mourinho, magari quelle che vi irritano: sarebbe troppo facile, rischiereste di giudicarlo in modo superficiale e ingannevole, come fanno sempre tanti, poi arriva inesorabile il giorno in cui li costringe a ricredersi, e a saltare sul suo carro.

È andata ogni volta così, in tutte le sue avventure. Chi lo conosce lo sa. Alla fine, José piazza la zampata, in qualche modo. Poi tira le somme del tutto, si fa una grassa risata sui critici, e si lascia andare. Così a Tirana ecco la manita alla spagnola, subito, per ricordare al mondo che ha vinto cinque coppe in cinque finali.

Che soddisfazione, Tirana. Un’altra vittoria con un club a digiuno da tempo, dopo Porto, Chelsea e Inter. Da dedicare alla famiglia, la moglie e i due figli, la sua vita. A Dio, perché è devotissimo cattolico, come ben sanno prelati e fedeli a San Pietro. Ai giocatori, che ha saputo ipnotizzare anche qui, li ha portati in sella al suo destriero, tra buche e scossoni, finché ci si sono sistemati. E non parliamo delle sue doti di capopopolo, ma anche qui si rischia di considerare una parte, e non il tutto.

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Rassegna stampa

Top Dan in volo. Friedkin pronto per regalare a Mou una Roma da Champions

È un pilota ma così in alto non aveva volato mai. Dan Friedkin è il primo presidente straniero della storia romanista a vincere un trofeo, il secondo americano in Italia questa stagione dopo lo scudetto del Milan di Elliott, scrive Leggo.

È sceso anche lui in campo per baciare la Conference e ricevere l’applauso della Sud mentre ieri si è goduto commosso sul pullman le immagini di una Roma delirante di gioia ad accompagnare la squadra da Terme di Caracalla fino a Circo Massimo. “Un’emozione grande, questa coppa non è mia ma della squadra“.

In due anni il texano ha cancellato la gestione Pallotta e riportato trofei in bacheca e gente allo stadio. Top Dan, ma per volare ancora più su ora serve altro. Lo sa Mourinho che non ha mancato di farlo sapere anche con il viso ancora rigato dalle lacrime di gioia a Tirana. Lo Special One è l’unico allenatore al mondo ad avere vinto tutte e tre le competizioni europee e ha riportato un trofeo a Roma dopo 14 anni.

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NEWS

Roma, festa a Trigoria: balli, fuochi d’artificio e tuffi in piscina – VIDEO

Grande festa ieri sera a Trigoria tra i giocatori, le famiglie e lo staff Roma. La squadra dopo il corteo nel centro di Roma ha festeggiato un’ultima volta prima del rompete le righe per le vacanze estive. Una serata di festa tra balli, musica, fuochi d’artificio e tuffi in piscina.

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Tifosi

Festa Roma, squadra e Coppa sfilano verso il Circo Massimo: giocatori e Mourinho scatenati, presente Friedkin (VIDEO FOTO)

La Roma festeggia il trionfo europeo contro il Feyenoord in Conference League. Intorno alle 16.30 i due pullman scoperti con la squadra e lo staff hanno iniziato a sfilare in zona Circo Massimo. Presenti oltre 15 mila tifosi.

Il corteo prosegue lentamente in direzione Circo Massimo. Scatenato anche Josè Mourinho. Presente su uno dei due pullman anche Dan Friedkin con la sua famiglia.  Via delle Terme di Caracalla, Piazza di Porta Capena. I pullman poi faranno un giro dell’arena al Circo Massimo per raggiungere il Colosseo. Questo il percorso iniziale.

Al termine dell’evento rientreranno in via dell’Arcadia dove ci sarà una grande festa dove ad attendere gli eroi giallorossi ci saranno migliaia di tifosi.

Sul pullman compare anche uno striscione che Zalewski mostra ai tifosi nell’ovazione generale: “Laziale chiudi le finestre”

Partono i cori contro la Lazio, Zaniolo scatenato

https://twitter.com/Firooroma1/status/1529861067412848640?s=20&t=OZp6kr6hF40YSNh0dVVvVQ

18:37 – Mancini scatenato lancia cori con il microfono.

18:36 – I tifosi intonano un coro per Tiago Pinto: “Portace, portace, portace Dybala, Tiago Pinto portace Dybala”

18:35 – I pullman sono tre: il primo con i giocatori, sul secondo sono presenti Mourinho e lo staff, il terzo è occupato dai Friedkin con la famiglia.

18:30 – I giocatori cantano l’inno “Roma, Roma, Roma” insieme ai tifosi. Zaniolo tiene un fumogeno in mano, Tiago Pinto (scatenato) una bandiera. I più attivi sono Zaniolo, Mancini e Zalewski. Tiago Pinto balla con Spinazzola i fondo al pullman.

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APPROFONDIMENTI

Spiegarlo non è facile

di Francesco Oddo Casano – No non lo è e non lo sarà mai. Essere romanisti è diverso. Non sono frasi fatte, è pura realtà. Se n’è reso conto anche Josè Mourinho, che dopo poche settimane dal suo sbarco nella capitale ha capito, da uomo straordinariamente intelligente qual è, che tipo di passione covasse sotto la cenere di anni intrisi di polemiche e divisioni. Lo Special One si è trasformato in un novello Mago Merlino e ha riacceso con la sua bacchetta magica la Roma, in tutte le sue componenti.

Ha trovato però all’interno di Trigoria altri due uomini straordinariamente lungimiranti e pronti a supportarlo a 100%: Dan Friedkin e Tiago Pinto. Il texano, ieri protagonista del suo primo, reale, bagno di folla con tanto di Coppa sollevata sotto il settore, dopo un solo anno di studio ha compreso che servisse un vincente per sterzare, per invertire la rotta, per riportare la Roma a sognare, competere e vincere. Un leader a cui affidare le chiavi del progetto, non più futuribile, ma immediato. Pinto ha stretto un rapporto simbiotico con Mou fuori e dentro Trigoria: lavoro sinergico su mercato, strutture, staff, giocatori da lanciare, organizzazione delle trasferte, polemiche arbitrali. Questo è il trio che ha risvegliato quel ‘Gigante Addormentato‘ – Ryan Friedkin dixit – riportandolo a sollevare al cielo un titolo che mancava da 14 anni e che in Europa, nell’era delle competizioni UEFA, non era mai stato centrato.

Il cordone ombelicale, reciso per troppi anni e piano piano ricomposto dalla Roma (anche grazie ad una politica di vera fidelizzazione a 360 gradi) con i propri tifosi ha prodotto una giornata a Tirana che rimarrà memorabile: migliaia di tifosi in corteo in terra albanese, mentre all’Olimpico in 50 mila erano pronti a supportare la squadra. Immaginate una battaglia dell’antica Roma, con la fanteria in prima fila e la cavalleria pronta a discendere dalle colline per trucidare il nemico. Condivisione totale, empatia, un blocco unico pronto a sostenere quei colori, all’ultimo passo verso la storia. Famiglia, come l’ha definita Mou e tale è. Lo si legge negli occhi dei romanisti, di coloro che sono rientrati da Tirana con notevole ritardo alle 5 di questa mattina, di coloro che hanno seguito la squadra in Turchia, poi in Norvegia, poi ancora in Olanda o in Inghilterra, ma anche di coloro che ieri sera hanno festeggiato nelle vie del centro tra bandiere, fumogeni e fuochi d’artificio e che oggi pomeriggio saranno di nuovo lì. Perchè essere romanisti è diverso, spiegarlo non è facile. Bisogna viverlo…

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APPROFONDIMENTI

L’impresa della Roma di Mou su tutte le prime pagine e le home dei quotidiani internazionali (FOTO)

Non solo i quotidiani sportivi italiani. Il trionfo europeo della Roma è stato celebrato dalle principali prime pagine dei giornali sportivi internazionali. A Bola, quotidiano sportivo portoghese non poteva infatti non dedicare la prima pagina a Mourinho. Titolo “Lo Speciale”, dedicato a Mou che ha vinto cinque finali europee giocate su cinque (Porto x2, Inter, Manchester United e Roma).

O Jogo invece mette in evidenza i due calciatori portoghesi della Roma: Rui Patricio e Sergio Oliveira che alzano la coppa. “Ave, Mourinho” il titolo di Record altro giornale lusitano.

Dal Portogallo alla Spagna è un attimo. Il Mundo Deportivo, giornale catalano, dedica la spalla della prima pagina alla Roma: “La Roma di Mourinho Campione”. Mentre in Francia ‘L’Equipe’ come Abola parla di ‘Speciale Mourinho’.

Immancabile l’Inghilterra, patria calcistica di Mou per quasi un decennio: nella homepage del Daily Mail un lungo articolo con tanto di foto di Mou in lacrime: “mi sento un romanista vero”.

Anche sul sito della BBC c’è spazio per la Roma.

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Calciomercato

Mkhitaryan ha scelto l’Inter: pronto un biennale

Mkhitaryan è ad un passo dal diventare un giocatore dell’Inter. E’ quanto sostiene l’edizione online del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, secondo cui l’armeno, in scadenza il prossimo 30 giugno, firmerà un biennale col club nerazzurro da 3,5 milioni netti a stagione. A breve saranno svolte le consuete visite mediche, con il 77 che ieri ha riportato una ricaduta dell’infortunio muscolare dopo un quarto d’ora dall’inizio della finale di Conference League.

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Roma, la festa sarà al Circo Massimo: appuntamento alle 16.30 con la Coppa (FOTO)

La Roma festeggerà anche nel pomeriggio la Conference League dopo il trionfo di ieri e il rientro nella capitale nella prime ore del mattino. La società ha comunicato che il pullman giallorosso partirà da Terme di Caracalla, sfilerà nelle vie del centro e raggiungerà il Circo Massimo

L’Ansa svela in anteprima il percorso dei festeggiamenti di questo pomeriggio. Dopo la straordinaria vittoria, i meritatissimi festeggiamenti che, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa, prenderanno il via alle 16:50 quando i giocatori e lo staff si trasferiranno a bordo di due speciali bus scoperti da via dell’Arcadia al Circo Massimo percorrendo via Cristoforo Colombo, via delle Terme di Caracalla, Piazza di Porta Capena. I pullman poi faranno un giro dell’arena al Circo Massimo per raggiungere il Colosseo. Al termine dell’evento rientreranno in via dell’Arcadia dove ci sarà una grande festa dove ad attendere gli eroi giallorossi ci saranno migliaia di tifosi.

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La grande bellezza. Zaniolo gol, poi la difesa è un bunker

Sono centomila voci, anche di più. Sono un fiume che passa tutta Roma fino a Tirana e rifà il giro del raccordo fin sotto quella Sud che piange di fronte a Mourinho che esulta, a Zaniolo ed Abraham che ballano, a Pellegrini che alza la coppa.

Sì, perché la Roma ieri ha vinto un trofeo internazionale che consegna allo Special One l’alloro di unico vincitore dell’anno e degli ultimi 12 anni del calcio italiano in ambito europeo dopo la conquista della Champions nel 2010, scrive Francesco Balzani su Leggo.

Una vittoria di carattere, una vittoria di mentalità, di sofferenza contro un Feyenoord che ci ha provato in tutti i modi colpendo due pali e il muro eretto da un gigantesco Smalling e da Rui Patricio.

L’ha risolta Nicolò Zaniolo, l’uomo che veniva da due crociati rotti. L’ha conservata Spinazzola, l’uomo che veniva da un tendine d’Achille distrutto. Entrambi non erano a Wembley un anno fa. Ieri erano in lacrime. Dopo la rete del numero 22 su lancio di Mancini e dormita della difesa olandese la Roma è andata di nuovo vicina al raddoppio prima di subire a inizio ripresa la reazione olandese con Til e Malacia. Tanta paura e un po’ di fortuna, ma il carattere della squadra giallorossa è più duro della pietra.

Nel finale, scrive Leggo, Veretout e Pellegrini fronte alla Sud hanno provato a chiuderla prima e hanno trovato i guanti di Bijlow. Gli ultimi secondi sono stati estenuanti. Fino al fischio finale e quel trofeo che va a riempire una bacheca lasciata vuota per troppo tempo. Poi c’è solo spazio per le gioie con bandiere italiane e albanesi unite con We are the Champions di sottofondo. Mourinho ha anticipato le promesse. Un anno fa disse che entro il 2024 Roma avrebbe festeggiato qualcosa di importante. Dopo soli 12 mesi il portoghese ha mantenuto la parola. Merito di una squadra non perfetta tecnicamente ma formata e forgiata nel carattere del suo allenatore.

Un gruppo compatto, una famiglia. È il primo trofeo dei Friedkin che hanno promesso un futuro ancora più luminoso, è il primo trofeo per molti giocatori di una squadra che già prenota la finale di Budapest d’Europa League del prossimo anno.