José Mourinho torna a San Siro. Dopo il pareggio maturato contro il Genoa in campionato, la Roma scende in campo a San Siro per affrontare l’Inter nel match valido per i quarti di finale di Coppa Italia.
CRONACAPARTITA
SECONDO TEMPO
90’+4 – Finisce la gara.
90′ – Quattro minuti di recupero.
88′ – Problema al flessore per Abraham, costretto al cambio: in campo Felix.
84′ – Cambio nell’Inter: fuori Perisic e Barella, in campo Dumfries e Calhanoglu.
78′ – Destro da fuori di Lautaro che si alza troppo e si perde sul fondo.
77′ – Cambio nella Roma: fuori Vina, in campo El Shaarawy.
75′ – Cambio nell’Inter: dentro Lautaro per Dzeko.
69′ – Doppio cambio per la Roma: dentro Cristante e Pellegrini per Oliveira e Veretout.
69′ – Doppio cambio per la Roma: dentro Cristante e Pellegrini per Oliveira e Veretout.
68′ – Gol dell’Inter. Sanchez inventa un eurogol dalla trequarti, pallone imprendibile per Rui Patricio
65′ – Risposta dell’Inter con Barella: destro dal limite, vola Rui Patrício
62′ – Conclusione da fuori di Oliveira deviata da Brozovic, Handanovic smanaccia in corner.
59′ – Girata di Zaniolo che strozza troppo il mancino calciando a lato.
56′ – Veretout dalla distanza, pallone alto sopra la traversa.
48′ – Numero di Abraham che salta secco Skriniar con una magia, tocco dell’inglese per Zaniolo su cui è bravo Handanovic a intervenire.
46‘ – Inizia la ripresa. Sostituzione nella Roma: Kumbulla in campo per Ibanez.
PRIMO TEMPO
45’+3 – Finisce il primo tempo.
45’+2 – Giallo per Mourinho per proteste.
45′ – Tre minuti di recupero.
44′ – DIstorsione alla caviglia per Bastoni, costretto a lasciare il campo. Al suo posto de Vrij.
38′ – Giallo per Mancini, entrato duro su Sanchez.
37′ – Cartellino giallo a dir poco fiscale estratto nei confonti di Zaniolo, dopo un contrasto di gioco con Bastoni.
32′ – A terra Ibanez, che si tocca il ginocchio. Medici in campo per soccorrere il difensore giallorosso che poi rientra in campo.
19′ – Grande occasione in area per Zaniolo, ma il tiro è troppo centrale e Handanovic salva con i piedi
15′ – Carambola nell’area nerazzurra, tocco di Mkhitaryan sporcato da Handanovic, rimbalzo su D’Ambrosio e calcio d’angolo per la Roma.
10′ – Ancora Inter all’attacco, Dzeko sovrasta Smalling di testa e spizzica la sfera, il portiere giallorosso blocca in tuffo.
9′ – Skriniar di testa completamente solo non riesce a indirizzare il pallone, che finisce addosso a Rui Patricio.
6′ – Traversa Inter. Barella dalla distanza prende il legno.
2′ – Gol dell’Inter. Cross dalla sinistra di Perisic che approfitta di un errore di Ibanez in appoggio per Karsdorp, buco di Smalling e Dzeko buca Rui Patricio.
1′ – Partiti! Comincia Inter-Roma!
TABELLINO
Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Vidal, Perisic; Dzeko, Sanchez. A disp.: Cordaz, Radu, Dumfries, Gagliardini, de Vrij, Vecino, Lautaro, Kolarov, Ranocchia, Calhanoglu, Dimarco. All. Simone Inzaghi
Roma (3-4-1-2):
Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Veretout, S. Oliveira, Vina; Mkhitaryan; Zaniolo, Abraham. A disp.: Fuzato, Boer, Kumbulla, Maitland-Niles, Bove, Cristante, Pellegrini, Zalewski, El Shaarawy, Carles Perez, Felix, Shomurodov. All.: José Mourinho.
Arbitro: Di Bello. Assistenti: Galetto – Vecchi. IV Uomo: Gariglio. Var: Pairetto. Avar: Preti.
26.9.2021 Lazio vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Josè Mourinho contesta Marco Guida
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Rigori solari non concessi, espulsioni eccessive, l’utilizzo sistematico del cartellino giallo a frenare l’impeto di alcuni calciatori. Ma soprattutto interventi del VAR ad intermittenza, con la sensazione che nel dubbio sarà quasi sempre una chiamata contro la Roma. Nessun complotto, nessuna strategia, ma si può affermare con certezza assoluta che la stagione arbitrale dei giallorossi sia stata funestata fin qui da tanti, troppi episodi controversi. L’ultimo in ordine di tempo all’Olimpico con il Genoa. Sono dieci fin qui gli incontri dell’attuale campionato (su 24 giornate complessive) condizionati da errori arbitrali che hanno più o meno inciso sull’andamento del match. Quantificare i punti realmente persi dai giallorossi è pratica decisamente complicata, ma di certo la Roma tra le big (o presunte tali) del nostro campionato è la squadra che è stata maggiormente danneggiata. Prova ne è lo stop da parte dei vertici arbitrali imposto a diversi fischietti di gara dopo aver arbitrato la Roma. Ma andiamo con ordine:
5° giornata, Roma-Udinese 1-0 – nei minuti finali del match contro i bianconeri, Pellegrini salta a contrasto con un avversario sfiorandolo con il braccio sinistro. Il movimento sembra congruo al salto in alto e al contrasto, da cui l’avversario non subisce contraccolpi particolari ma l’arbitro Rapuano, senza pensarci su, ammonisce per la seconda volta il capitano giallorosso e lo espelle. Pellegrini salterà il derby. Dalle immagini si nota l’eccessiva fiscalità del fischietto di gara, in un intervento che da diversi replay non appare nemmeno falloso.
6° giornata, Lazio-Roma 3-2 – Al 19′ del primo tempo, Nicolò Zaniolo viene affossato in area da Hysaj, l’arbitro Guida lascia correre il gioco, la Lazio riparte e realizza la rete del 2-0 con Pedro. Il VAR Irrati non interviene per segnalare al fischietto di Torre Annunziata il fallo sul 22 giallorosso. Successivamente circolerà l’indiscrezione di un presunto fuorigioco del calciatore della Roma, mai accertato comunque nel corso della gara.
Nella ripresa a circa mezz’ora dalla fine, Lucas Leiva salta a metà campo e colpisce col gomito Mkhitaryan. Già ammonito, viene graziato da Guida.
8° giornata, Juventus-Roma 1-0: a Torino succede veramente di tutto e si arriva sfiorare la rivisitazione completa dei regolamenti. In occasione della rete dell’1-0 bianconero, Cuadrado stoppa con il braccio un pallone a trequarti campo, prima del lancio in diagonale per De Sciglio che produrrà l’assist del vantaggio. L’arbitro Orsato e il guardalinee, così come il VAR non ravvisano l’irregolarità del colombiano.
Al minuto 41′, Pellegrini serve in verticale Abraham, che viene fermato in area da una scivolata di Danilo. La palla poi arriva sulla destra sui piedi di Mkhitaryan, che era più avanti dell’ultimo difensore ma non giudicato in posizione di offside vista la deviazione del difensore bianconero. Szczesny in uscita lo stende, la palla viene respinta ancora da Abraham e carambola in rete, quando però Orsato aveva già fermato il gioco. Nel frattempo il guardalinee Bendoni aveva alzato la bandierina, probabilmente per segnalare la posizione di Mkhitaryan (da non considerare in fuorigioco). Dopo il fischio l’arbitro ammonisce Szczesny e concede il rigore, decisione poi confermata dal silent-check del VAR. Clamorosa la decisione di Orsato di fischiare un istante prima della ribattuta in rete di Abraham.
Da segnalare che nell’azione gli juventini lamentavano un fallo di mano dello stesso Mkhitaryan, nell’istante in cui avviene l’intervento di Szczesny. Dalle immagini non sembra esserci: Mkhitaryan scavalca il portiere avversario, poi cade e il pallone carambola sulla testa di Locatelli prima di finire sui piedi di Abraham. Anche se il tocco di mano ci fosse stato, il gol sarebbe stato comunque regolare. Lo permette la nuova regola introdotta in estate dall’Ifab: se il tocco è accidentale e porta a segnare un compagno di squadra (non lo stesso autore del fallo), non viene considerato come un’infrazione.
17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho Orsato
(Foto Gino Mancini)
L’errore di Orsato è da matita rossa, ma diventa da matita blu quando spiega – dimostrando di non conoscere il regolamento – nel sottopassaggio dello Stadium l’accaduto a Cristante: “Io fischio il rigore, si fermano tutti e poi segni… Il vantaggio sul rigore non si dà mai. E poi dai la colpa a me se lo sbagli…”. Giustificazione che però non regge. La norma del vantaggio, concessa a discrezione dell’arbitro in base alla fase di gioco e alla zona del campo in cui il potenziale fallo avviene, non ha infatti nessuna limitazione legata a un fallo da rigore.
La follia di quei minuti si conclude con un calcio di rigore, sbagliato da Veretout, che andava ripetuto per l’ingresso in area prima della battuta di Chiellini che tra l’altro ostacola Mancini nella possibile deviazione in rete dopo la respinta di Szczesny.
10° giornata, Cagliari-Roma 1-2 – Nel finale convulso, dopo la rimonta giallorossa, l’arbitro Pezzuto di Lecce non ravvisa un calcio di rigore solare a favore dei giallorossi, per un netto fallo di mano di Carboni su Felix.
11° giornata, Roma-Milan 1-2 – Dopo Torino, l’Olimpico diventa teatro di un’altra serata parossistica. La direzione di gara di Maresca è provocatoria sin dal sesto minuto, quando ammonisce Zaniolo per una protesta giusta per un calcio d’angolo non concesso. La distribuzione dei fischi e dei cartellini è a senso unico, quello rossonero. Nella ripresa il primo fattaccio: al 56′ Ibanez va a contrasto con Ibra in area, ma con il destro arpiona e devia il pallone evitando la conclusione dello svedese. Maresca dopo qualche istante fischia correndo verso il dischetto il penalty a favore del Milan. Si accendono le proteste della panchina e dei calciatori in campo, il VAR Mazzoleni richiama Maresca al monitor e le immagini confermano la bontà dell’intervento del brasiliano, rispetto ad una dinamica di gioco e di contatto in area che non è mai o quasi rigore. Maresca non si convince e conferma la sua decisione.
Al 92′ Kalulu viene superato in area da Felix, dopo un contrasto il ghanese si rialza e viene sgambettato vistosamente dal difensore rossonero. L’arbitro non ravissa gli estremi per il rigore e il VAR non interviene. Stessa dinamica per il netto fallo di Kjaer su Pellegrini al 95′, che con un acrobazia anticipa il difensore danese che a sua volta lo colpisce con il collo del piede destro. Maresca non concede neanche qui un rigore, più chiaro di quello dato al Milan, sconfessando se stesso e la linea arbitrale della giornata precedente (Dumfries in Inter-Juventus).
12° giornata di Serie A, Venezia-Roma 3-2 – Torna in scena l’arbitro Aureliano, che pronti via distribuisce malamente fischi e cartellini. Concede un rigore alla Roma, giusto, per il fallo su Abraham, ma il VAR Fabbri interviene e cancella il penalty per un fuorigioco di Pellegrini. Dalle immagini però si noterà successivamente che dopo l’offside di Pellegrini (pochi centimetri), nel prosieguo dell’azione, Ampadu interviene sul 7 giallorosso direzionando lui il pallone in area e dando vita di fatto ad una nuova azione, da cui scaturisce il fallo di Abraham. In questa fattispecie il VAR da regolamento non sarebbe potuto intervenire.
Nella ripresa, sul risultato di 2-1 per i giallorossi, prima non ravvisa un netto calcio di rigore su Ibanez nell’area veneta poi intorno al 60′, Aureliano concede un calcio di rigore al Venezia per un presunto fallo di Cristante su Caldara: dalle immagini si nota un precedente spintone di Kiyine su Ibanez e un tocco lieve del 4 giallorosso, che voleva rinviare il pallone. Fattispecie assimilabile a quella di Pellegrini-Kjaer, Ibanez-Ibra, Dumfries-Dybala, comunque sempre a danno della Roma.
17° giornata – Roma-Spezia 2-0: All’Olimpico c’è l’esordiente Prontera che non dà mai la sensazione di avere in mano le redini del match. Troppe le chiamate errate, i falli invertiti e eccesiva fiscalità su Felix che dopo esser subentrato nella ripresa, colpisce con una spallata un avversario all’altezza della linea laterale. Un normale contrasto di gioco, che Prontera sanziona però con il giallo per l’attaccante che poi sarà espulso nel finale per aver propiziato la sua rete del 3-0 (annullata) con un fallo di braccio.
20° giornata – Milan-Roma 3-1: Per un mese fino alle festività natalizie la Roma riesce ad evitare arbitraggi controversi – al netto di qualche cartellino di troppo, ma è tendenza costante da inizio stagione. Dopo le vacanze natalizie si torna in campo a San Siro. E’ Chiffi il direttore di gara, al VAR c’è nuovamente Aureliano che dopo pochi minuti identifica una leggera deviazione di braccio di Abraham su una conclusione di Theo Hernandez. La traiettoria del pallone non cambia, ma Aureliano richiama Chiffi al monitor e viene concesso un calcio di rigore ai rossoneri. Verso la fine del primo tempo, clamorosa la spinta di Tonali su Zaniolo all’interno dell’area di rigore rossonera, Chiffi sorvola e non concede un penalty evidente, nessun intervento al VAR. Nella ripresa poi altro giallo in area di rigore milanista: Ibanez viene palesemente sgambettato da Ibra, ma l’arbitro fa segno di rialzarsi. Chiffi poi espellerà Karsdorp per doppia ammonizione e concederà ai rossoneri un rigore sul 3-1 per un presunto fallo di Mancini su Ibra, che lo stesso svedese però sbaglierà.
21° giornata Roma-Juventus 3-4 – Big match diretto da Massa, con la Roma che domina per 70 minuti portandosi sul 3-1. Poi il noto ribaltone bianconero. Dopo la rete del vantaggio di Abraham, Massa non ravvisa gli estremi di un calcio di rigore a seguito di un netto fallo di mano di De Ligt. Il fischietto dice subito a Pellegrini – autore della conclusione diretta verso lo specchio della porta avversaria – che il tocco col braccio è avvenuto dopo una deviazione del pallone sul corpo del difensore olandese. In realtà il regolamento è chiaro e parla solo di ‘posizione innaturale del braccio’. Il VAR non interviene per rivedere l’indicazione di Massa. Nella ripresa concesso invece il penalty (poi sbagliato da Pellegrini) per il netto fallo di mano dello stesso De Ligt che verrà espulso.
24° giornata Roma-Genoa 0-0 – L’arbitro del match è Abisso. La direzione di gara scivola via correttamente, anche se stona il numero di falli commessi dalle due squadre in proporzione ai cartellini sventolati (23 falli del Genoa contro gli 8 della Roma, due gialli per ciascuna squadra). Al 54′ Oliveira entra in area sotto tribuna Tevere, Vasquez scivola per terra e tentando di rialzarsi sposta nettamente col braccio il pallone. Nasca verifica al VAR ma non richiama Abisso per visionare le immagini. Minuto 68′, espulso Östigard che blocca Afena-Gyan lanciato a rete. Il giocatore del Genoa lo cintura al collo ed è una chiara occasione da gol: giusto il rosso. Al 91′ Nicolò Zaniolo realizza la rete del vantaggio, corre sotto la Sud per esultare e si sfila la maglia (sarà ammonito), intanto Abisso dice ai calciatori del Genoa di non aver ravvisato alcuna irregolarità. Nel frattempo, trascorsi due minuti, inizia la revisione del VAR: possibile fallo in attacco. Nasca considera falloso l’intervento di Abraham su Vasquez, sullo sviluppo dell’azione che porterà alla rete di Zaniolo. Il centrale messicano anticipa l’inglese in un contrasto di gioco, che in presa diretta appare tale e Abisso per questo aveva giustamente fatto proseguire, ma al fermo immagine viene ravvisato il pestone dell’inglese, che sarà ammonito. Abisso richiamato al monitor annulla il gol di Zaniolo, che successivamente verrà espulso per aver chiesto in maniera veemente ma non insultante all’arbitro che cosa avesse fischiato.
A Milano per cercare l’impresa. Contro l’Inter, in Coppa Italia, i giallorossi devono riscattare il brutto passo falso con tanto di veleni maturato col Genoa, ma troveranno un avversario ferito e arrabbiato dopo la sconfitta nel derby. Contro i nerazzurri, Mourinho ritrova Pellegrini ma il capitano partirà dalla panchina.
Rui Patricio ovviamente difenderà i pali della porta giallorossa, nella linea a tre giocheranno Mancini-Smalling-Ibanez. Torna Vina a sinistra con Karsdorp a destra. Probabile ritrovi una maglia da titolare Veretout in mezzo al campo, con Mkhitaryan e Oliveira. Davanti Abraham-Zaniolo, che cercherà di tramutare in energia positiva l’episodio dell’espulsione successiva al gol annullato contro i rossoblu sabato scorso.
“La Roma nel primo tempo ha fatto ridere, sonnecchiando e regalando un’intera frazione al Genoa. Poi Mou ha svegliato con la squadra e grazie ai cambi ha cambiato l’inerzia del match, ma ci siamo divorati 4-5 occasioni clamorose”. Così Ciccio Graziani a Retesport, nel corso di 1927.
“Il fallo di Abraham a mio giudizio è netto. Nell’immediatezza dell’azione non credevo ci fosse nulla, poi rivedendolo è evidente il pestone dell’inglese. Discuto la tempistica: non possono passare 4-5 minuti dal gol alla decisione”.
“Ritengo che anche l’espulsione di Zaniolo sia giusta: capisco la tensione del momento e magari una prima frase fuori dai termini, ma se reiteri in faccia all’arbitro 4-5 volte quel tipo di frase, ci sta che l’arbitro ti espella. La Roma al netto della sfida di sabato è comunque in credito con la classe arbitrale, perché quest’anno sono tanti gli episodi negativi nei confronti dei giallorossi”. Ha concluso Graziani.
“Mi fa schifo questo calcio, non è più calcio, non c’è più emozione per un gol segnato. La rete limpida non c’è più. Sai sempre che da un momento all’altro ci potrà essere il controllo VAR”. Così Fabio Petruzzi ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927. “In questo calcio, con il replay, con il fermo immagine, il fallo di Abraham c’è, ma a velocità normale è un contrasto di gioco come altri 1000 che l’arbitro può fischiare oppure no. E’ giusto che ci sia la tecnologia, la VAR è un ausilio fondamentale ma solo per le situazioni oggettive, per il fuorigioco, per i contrasti in area che possono portare al rigore“.
“Gli errori arbitrali in assoluto non devono però far passare sotto traccia le difficoltà di questa squadra, che fatica a costruire gioco soprattutto contro avversari che si difendono nella propria metà campo. Ritengo che Mourinho abbia commesso degli errori nella gestione dei cambi, soprattutto tenendo in campo tre difensori centrali contro un Genoa che aveva davanti solo un centravanti”
Aeroporto Fiumicino 20.10.2021 La Roma in partenza
Nella foto: Lorenzo Pellegrini
(Foto Gino Mancini)
Lorenzo Pellegrini è partito alla volta di San Siro con la squadra giallorossa. Il capitano della Roma era dunque presente nella comitiva che si è imbarcata da Fiumicino alla volta di Milano, dove domani sera affronterà l’Inter (h.21:00) nei quarti di finale di Coppa Italia.
Discrezionalità e uso del VAR ad intermittenza. E’ questo il tema di fondo che sta agitando l’andamento di tutto il campionato e che non coinvolge solo la Roma. Da sabato pomeriggio ad oggi sono tanti gli episodi che sono stati messi a confronto e tanti tifosi, soprattutto sui social, hanno evidenziato la nessità (eufemismo) di una maggiore uniformità di giudizio.
Esempio? Se all’Olimpico per un fallo di Abraham su Vasquez, così detto ‘step on foot’ (tipologia di fallo che nel gergo calcistico si rifà al pestone), l’arbitro Abisso ha annullato la rete di Zaniolo su chiamata del VAR Nasca, l’azione che ha portato ieri allo 0-2 definitivo siglato da Petagna per il Napoli, nasce da un recupero del pallone da parte di Lobotka su Fiordilino che ricorda, e molto, quello di Abraham in Roma-Genoa. In questa occasione però al ‘Penzo’ nessuna ‘chiamata’ all’arbitro e gol convalidato senza necessità di verifiche televisive.
‘Squadra che vince non si cambia’. Mourinho probabilmente non è un tecnico scaramantico, ma in questo quasi certamente applicherà questo antico proverbio calcistico. Contro il Genoa, dopo la sosta per le nazionali e le polemiche post mercato, si torna a fare sul serio. Lo Special One non avrà a disposizione il miglior Pellegrini, ulteriore motivo per spingerlo a schierare il 3-4-2-1 visto al Castellani due settimane fa, complice anche la resa offensiva dei giallorossi con 4 reti nel giro di quindici minuti.
Davanti a Rui Patricio, tornerà titolare il trio difensivo composto da Mancini-Smalling-Ibanez, con Rick Karsdorp a destra e la conferma di Maitland-Niles a sinistra. In mediana Cristante favorito su Veretout, con Mkhitaryan e Oliveira ad ispirare il gioco offensivo. L’armeno se schierato di partenza in questo modulo, giostrerà qualche metro più avanti a sostegno di Zaniolo e Tammy Abraham, alla ricerca del 18° sigillo stagionale.
Nel Genoa, a seguito della rivoluzione tecnica operata sul mercato, Blessin potrebbe optare per un 4-2-3-1 con Sirigu tra i pali, la conferma di Sturaro-Badelj in mediana (out Rovella oltre a Criscito e Cambiaso squalificato), Piccoli favorito su Destro in attacco. Poi una serie di giovani arrivati dall’estero. Occhio ad Amiri in avanti, ex Bayer Leverkusen.
Roma 3-4-2-1 – Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Oliveira, Cristante, Maitland-Niles; Mkhitaryan, Zaniolo, Abraham
Gigi Di Biagio, ex calciatore giallorosso ed ex CT della Nazionale, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927. Queste le sue dichiarazioni:
Manca un centrocampista come te in mezzo al campo alla Roma? “Penso che la Roma abbia ottimi calciatori a centrocampo, da Cristante a Veretout, da Oliveira a Lorenzo Pellegrini. Conoscevo molto bene il portoghese perchè lo incontrai con la mia prima Under 21 quando Sergio Oliveira era il capitano dell’Under lusitana, con gente come Cancelo, Bernardo Silva e Joao Mario. Mi ha sorpreso Oliveira, si è preso subito la Roma, con grandissima personalità e con due gol importanti”
Hai cresciuto la nidiata azzurra che ha vinto l’Europoe? “Sì è una bellissima soddisfazione, ho allenato 16 campioni d’Europa e credo che Mancini abbia svolto un lavoro straordinario fin qui. Ora bisogna concentrarsi sulla corsa al Mondiale”
Hai allenato e cresciuto Lorenzo Pellegrini. Ha fatto un ulteriore salto di qualità? “Stravedo per lui, è un giocatore straordinario, potrebbe giocare titolare in qualsiasi grande squadra. Deve ancora arrivare allo step del campione assoluto, ma mi dispiace che venga spesso criticato e sottovalutato. Già lo scorso anno aveva fatto bene, quest’anno con Mourinho sta trovando continuità. Lo vorrei vedere un po’ più cattivo in alcune situazioni, sono convinto che Lollo da capitano possa incidere ancora di più, ma è fortissimo”
Zaniolo? “E’ un altro Nicolò rispetto a quello giovanissimo che ho incontrato io, Mi arrivano notizie confortanti da Trigoria, è un professionista esemplare, si allena alla grande e credo possa solo migliorare. Comincio a vedere una gamba diversa dopo i due infortuni gravi che ha avuto. Penso che la scelta di Mourinho di avvicinarlo alla porta lo stia aiutando”
La Roma può ancora raggiungere la Champions? “La Roma ha l’obbligo di pensare in grande e quindi al quarto posto, servirebbe un grandissimo girone di ritorno. E’ dura, ma i giallorossi devono provarci, anche perchè basta pensare a quello che è successo solo contro la Juve, se fosse arrivata una vittoria sarebbe tutta un’altra classifica”
Abraham? “Se non ci fossero i rigori sarebbe il capocannoniere della Serie A. A me piace tantissimo e ha una qualità: da sempre tutto per la causa, corre, lotta e anche per questo fa innamorare i tifosi. Adesso sta anche segnando con regolarità. Mi ha segnato contro con l’Inghilterra Under 21, quando Conte andò al Chelsea mi chiamò per sapere qualcosa su questo ragazzo”
Mourinho? Ti aspettavi di più? “Ha avuto tante problematiche, soprattutto sul piano numerico. La rosa della Roma oggi è migliorata e si deve andare in questa direzione”
CONFERENZA STAMPA – Le parole in sala stampa di mister Mourinho alla vigilia di Roma-Genoa:
Col Genoa, come si prepara una partita contro una formazione indecifrabile? Pellegrini? “Lorenzo non convocato, non è ancora pronto per giocare. Col Genoa ovviamente è difficile, hanno cambiato allenatore e forse più di metà della rosa, hanno tante opzioni, è difficile capire se la gara contro l’Udinese serve come una base, o se cambieranno di nuovo. E’ una situazione difficile da capire, però la cosa più importante per noi, rispetto alla proposta di gioco del Genoa, è che giochiamo in casa, i nostri tifosi tornano, abbiamo due vittorie consecutive e sarebbe importante fare la terza vittoria di fila. Su questo dobbiamo concentrarci. Ovviamente abbiamo studiato la sfida ultima che il Genoa ha giocato contro l’Udinese. Pensiamo a noi, ai nostri tifosi che tornano all’Olimpico e facciamo tutto il possibile per vincere”
Zaniolo centrale nel suo progetto tecnico e lo è sempre stato anche con questa nuova proprietà, soprattutto nei fatti. Le dichiarazioni di Pinto sono state travisate e gonfiate? Qual è la sua opionione? “Le parole del direttore sono assolutamente normali, è difficile per un direttore sportivo o generale, onesto, diretto, che non nasconde, che non vende fumo, dire che un giocatore X sarà qui al 100% in questa stagione. Serve maturità, parola chiave nel nostro progetto Roma, penso che sia importante anche per voi. Noi come club stiamo dimostrando maturità, anche se per qualcuno non è così, ma il profilo e lo stile del progetto, il modo di comunicare mio e del direttore, esprime grande maturità. Il modo di accettare, di comportarsi, di credere, di appoggiare da parte dei nostri tifosi dimostra maturità. Penso che in generale, dalla vostra parte, serve un pochino di maturità. Questa risposta del direttore che è stata completamente isolata dal contesto della conferenza stampa, andava presa con maturità. E’ stata estrapolata per fare dei titoli in prima pagina. Sono contento dell’ultimo mercato. Se mi chiede se preferisco il mercato di altre squadre, magari ovviamente sì. Sono stato già al Chelsea, all’Inter, al Real Madrid, in quel profilo di mercato. Ma il nostro profilo di mercato lo apprezzo, ne sono contento, perchè oggi siamo più forti del 31 dicembre, cedendo 4 giocatori che non hanno giocato tanti minuti con noi e abbiamo preso 2 giocatori che in 2 settimane hanno fatto più minuti dei 4 che sono usciti. Il mio obiettivo è di migliorare sempre in ogni mercato, fino all’ultimo che solo Dio e i Friedkin sanno solo quando e ovviamente i migliori giocatori devono restare con noi. Nel caso specifico di Nicolò, minimo fino al 2024 è un nostro giocatore”
E’ stato difficile preparare la partita di domani pensando alla sfida di martedì contro l’Inter? “No, non abbiamo mai parlato ancora dell’Inter, non abbiamo perso un minuto su questo, neanche gli analisti. Siamo concentrati sul Genoa, poi avremo due giorni per prepararla. Domani alle 20 sarò qui con lo staff per iniziare a pensare alla gara di Coppa, ma fino adesso, giuro, neanche un minuto abbiamo pensato all’Inter. Domani è troppo importante per noi, concentrazione massima solo su domani”
Vina può riposare? “E’ arrivato dopo gli impegni della Nazionale, ma in questa occasione non ha mai giocato. Altre volte è tornato o infortunato o con 2-3 partite giocate in 15 giorni. E’ tornato felice, perchè la sua nazionale ha vinto due partite, sono qualificati per il Mondiale, per un ragazzo che sogna questo, arriva in un bel momento. Siamo una squadra più equilibrata oggi, con più opzioni, abbiamo fatto il nostro mercato con questa intenzione, senza il potere di altri di fare quello che uno sogna, ma abbiamo trovato equilibrio in tutti i ruoli. Abbiamo tre terzini e abbiamo più opzioni, ci saranno minuti per tutti giocando ogni 2-3 giorni”
Pellegrini può essere pronto per martedì? A Empoli è ritornato alla difesa a tre, ma con Pellegrini è immaginabile un centrocampo a tre con Pellegrini, Mkhitaryan e Oliveira o sono troppi? “A Milano col Milan abbiamo giocato con Veretout-Pellegrini e Mkhitaryan, Sergio paradossalmente è più posizionale rispetto a Veretout, che ama andare. Stiamo bene a centrocampo, abbiamo tante opzioni diverse, se pensiamo al futuro abbiamo bisogno ancora di un nuovo centrocampista, un regista puro che ancora non lo abbiamo, un mediano che stia lì e permetta agli altri di giocare tra le linee. Per il momento abbiamo tante opzioni, compresa quella di Bove che sta crescendo tanto, sono contento perchè è un ragazzo che ha grande maturità. E’ una rosa che in questo momento è più equilibrata. Quando una squadra cresce, capisce meglio i ruoli, c’è più cultura tattica, si comprendono meglio i diversi sistemi, nel calcio di oggi una squadra deve esser pronta a giocare con sistemi diversi, giocheremo sempre con tre giocatori a centrocampo. E’ possibile che Lorenzo rientri martedì, si è allenato ieri ed oggi che ha fatto tutto con la squadra, ha bisogno di riposo domani perchè ha lavorato tanto per recuperare”
Alla Roma serve di più tornare in Champions o vincere una delle due Coppe? Quanto crede nel lavoro più specifico sulle zone di campo? “Io penso che il modo più facile di vincere è avere i giocatori più forti, però credo nei metodi di allenamento e per questa ragione sono allenatore, altrimenti farei un altro mestiere. Le divisioni del campo agevola il lavoro, permette di controllare meglio il loading di lavoro, poi il lavoro settoriale credo lo facciano tutti. Poi oggi con il copy past qualsiasi giovane allenatore può trovarla anche su Internet. Cosa è più importante? Difficile da dire, perchè finché è possibile vorrei centrare tutte e due. Se siamo in Conference, giocheremo con tutto quello che avremo e finché la matematica non ci condanna dobbiamo credere al quarto posto e provare a vincere tutte le partite. Arrivare quarti è importante economicamente, per il prestigio, perchè giocheresti la competizione più importante del calcio mondiale ma anche vincere è importante. Vincere è come un virus, non negativo come il Covid, ma positivo, di un modo di essere, di pensare, di gestire le emozioni, di definire i tuoi progetti di vita. Vincere è una cosa assolutamente fondamentale, sarebbe molto importante per noi. Obiettivo numero uno è vincere domani”
Rispetto agli obiettivi che si è posto, quanto è fondamentale per la costruzione di una maturità e di un’impronta vincente, questo periodo in cui siete gruppo squadra, tutti uniti? “Quando finirà questo periodo la stagione sarà finita, quindi ogni partita adesso diventa fondamentale, ormai siamo in fase decrescente. La Coppa Italia è ad eliminazione diretta, la Conference andata e ritorno. Ora siamo solo noi, questi giocatori e noi dello staff, con la speranza di riavere anche Spinazzola entro la fine di questa stagione”
Perchè il calcio è cambiato in termini di vittorie anche in trasferta? Oliveira arrivato per vincere le partite sporche? “Contro la Samp chiesi all’arbitro in buona fede perchè non ha dato un cartellino giallo al portiere al 15′ e ha aspettato l’89’? Questo per dire che una squadra viene qui e vuole non giocare, vai contro l’essenza del gioco che è appunto giocare. Penso che un arbitro se da un giallo presto ad un portiere, per alzare il tempo effettivo quando la palla finisce dalle sue parti dopo. Il Genoa contro l’Udinese ha fatto un numero altissimo di falli, vuol dire che non ti fanno giocare. La maggioranza delle squadre oggi vogliono giocare, anche in Italia da quando sono tornato, nelle gare casalinghe all’Olimpico, pronti via la Fiorentina ha giocato in maniera fantastica, poi col Sassuolo che abbiamo vinto e poteva finire 4-4, sinonimo di questa evoluzione. Oggi nel calcio ci sono molte più partite”