31.10.2021 Roma vs Milan (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Pellegrini applaude i tifosi
(Foto Gino Mancini)
La Serie A ha annunciato sui social il vincitore del gol del mese di Gennaio: è il giallorosso Lorenzo Pellegrini.
La punizione del capitano romanista contro la Juventus, infatti, è stata scelta dai tifosi come il gol più bello del mese scorso. Questo, il tweet della Serie A
Che ̷p̷e̷n̷n̷e̷l̷l̷o̷ piede Lollo! 🖌️ 😍@LorePelle7 è il vincitore del #GOTM di Gennaio! 👨🏻🎨
L’AVVERSARIO RS (di Francesco Oddo Casano) – Sono 25 i punti che dividono la Roma – sesta in classifica – dal Genoa attualmente 17° in Serie A (e con una sola vittoria in questo campionato), ma i giallorossi non dovranno abbassare la guardia. Il Grifone infatti è affamato di punti e dopo l’ennesimo ribaltone in panchina, ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione di mercato con 13 cessioni e 15 acquisti per un passivo di 20 milioni e con un unico obiettivo: provare ad inseguire la salvezza oggi distante 5 lunghezze.
La nuova proprietà americana – il fondo 777 – ha deciso di esonerare Andry Shevchenko dopo una serie incredibile di sconfitte consecutive e di affidare la panchina ad un tecnico straniero: Alexander Blessin, tedesco, 48 anni, cresciuto nella galassia Red Bull del Lipsia prima dell’esperienza in Belgio all’Oostende. La scelta è stata effettuata dal GM Sors, tedesco anche lui e ‘figlioccio’ di Rangnick. Spors e Blessin, due di quelli che in Germania chiamano laptop trainer, cioè tecnici sgobboni da pc (chiamavano così agli esordi anche Tuchel e Nagelsmann, due assi), hanno deciso che il pessimo Genoa dell’andata avesse bisogno di una rivoluzione, e di giocatori giovani, di gamba tonica.
Una mossa a sorpresa, considerati anche gli ingaggi ancora a libro paga di Ballardini e Maran. Tuttavia Blessin si è presentato con un punto conquistato contro l’Udinese e soprattutto con un cambio di modulo che nelle idee del tedesco deve riportare il Grifone a giocare un calcio più coraggioso: 4-3-3 puro con Destro riferimento offensivo e ai suoi lati due seconde punte che vadano a riempire l’area di rigore.
RIVOLUZIONE – A parte Piccoli prelevato dall’Atalanta e Riccardo Calafiori dalla Roma, la scelta della dirigenza rossoblu è ricaduta su una serie di giovani calciatori provenienti soprattutto dal nord Europa: il tedesco Amiri, i norvegesi Frendrup e Ostigard, l’islandese Gudmundsson, lo svizzero Hefti, l’attaccante italo-ghanese Kelvin Yeboah, nipote del mitico Tony Yeboah. Ceduti invece alcuni grandi vecchi come Pandev, Behrami, Radovanovic e Caicedo.
La Roma non ha mai cercato Nandez. Una notizia di mercato riportata dal sito di retesport qualche giorno fa, quando infuriava la riffa di nomi accostati ai giallorossi per un eventuale terzo colpo in entrata. Dopo la conferma arrivata dal GM giallorosso Pinto nella conferenza andata in scena a Trigoria, arriva l’ulteriore tassello da Cagliari che va in questa direzione.
Il ds Stefano Capozucca, ha rilasciato a L’Unione Sarda un’intervista, in cui ha parlato di calciomercato e di Nandez, anche in ottica giallorossa: “Lo stesso Nandez non era convinto di andare in prestito con diritto di riscatto: o mi vogliono, e allora vado, oppure non voglio sentirmi sotto esame” -continua – “Lui è convinto di poter giocare in un club al top in Europa. Ora è a Cagliari ed è felicissimo di stare qui da noi, apprezziamo molto questo atteggiamento. La Roma non ci ha mai chiesto il giocatore, il Napoli non è in grado di prenderlo.”
“Sono un tipo diffidente per natura soprattutto quando sento parlare i protagonisti del mondo del calcio. Alcune dichiarazioni di Pinto mi hanno lasciato perplesso, soprattutto quella battuta su Zaniolo. Quando un direttore sportivo si esprime così, inevitabilmente non solo rischia di creare polemiche ma sta anche aprendo alla possibilità di un cessione del calciatore”. Così Giuseppe Giannini, ex capitano della Roma, ai microfoni di Retesport nel corso del programma mattutino.
“E’ sembrato quasi un assist di Pinto all’agente del giocatore, che fa gli interessi di Zaniolo e adesso è quasi autorizzato a contattare altri club per sondare il campo in vista di giugno”.
di Francesco Oddo Casano – 48 ore di discussioni, più o meno accese, titoli a nove colonne, nuove divisioni. L’avvento dei Friedkin e il successivo ingaggio di Mourinho avevano fin qui prodotto un notevole risultato: ricompattare una piazza dilaniata da lotte intestine durate quasi un decennio. Magicamente sotterrate le armi dialettiche, la tifoseria era tornata a sostenere all’unisono la Roma, allo stadio, sui social, ovunque, credendo fortemente nel progetto di rilancio della nuova proprietà.
“La Roma è un gigante addormentato, vogliamo risvegliarlo”. La metafora espressa da Ryan Friedkin a settembre 2020, nell’ultima comunicazione ufficiale rivolta ai tifosi. Da lì un silenzio assordante e due uomini al comando a cui è stato demandato il compito di esprimersi sul progetto sportivo giallorosso: Tiago Pinto in prima battuta, Josè Mourinho successivamente.
Il dirigente portoghese ha presenziato l’oramai consueta conferenza stampa post mercato. Un momento di confronto, riflessioni e dialogo schietto, su quanto prodotto nelle settimane precedenti. Ed è in tale occasione che una risposta onesta e altrettanto pragmatica ad una domanda secca sul futuro di Zaniolo, ha scatenato un putiferio sul quale probabilmente anche Mourinho sarà costretto, suo malgrado, a tornare nella conferenza di domani pomeriggio.
9.1.2022 Roma vs Juventus (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Tiago Pinto con Friedkin
(Foto Gino Mancini)
Pinto non ha ovviamente mai dichiarato che la Roma ha in programma la cessione di Zaniolo. Ha risposto con oggettiva onestà, sostenendo di non essere in grado di poter garantire la permanenza di un calciatore da qui a sei mesi, quando si riaprirà il mercato. Una risposta corretta nei termini del direttore sportivo che, al contrario di qualche suo predecessore che era solito vendere fumo per poi esser smentito dai fatti, sa benissimo che il mercato è fluido, così come le strategie societarie che per la prossima stagione non sono state ancora delineate.
Tralasciando il coro di insulsi dietrologismi che ha fatto seguito alle dichiarazioni di Pinto, oltre che di inutili insulti (‘incapace, sprovveduto etc.) perchè non si prova a pensare che probabilmente il GM giallorosso abbia invece ponderato e scelto di rispondere in quel modo? Basta riascoltare la conferenza per accorgersi che c’è un messaggio (non colto e sfuggito ai più), che a mo’ di fil rouge lega ogni singola dichiarazione della conferenza del lusitano.“Ora non è tempo di pensare ai rinnovi e al mercato, dobbiamo concentrarci tutti sul campo, per aiutare il mister e la squadra a migliorare gli attuali risultati, perchè ci aspetta una seconda parte di stagione importante da giocare su tre fronti”.
Un concetto chiarissimo, che avrebbe meritato maggior spazio editoriale e che a leggerlo e rileggerlo a freddo, sa tanto di messaggio ai naviganti interni a Trigoria:tutti sotto esame. D’altronde Mou era stato già abbastanza chiaro nei confronti della squadra, nelle dichiarazioni a caldo post Milan-Roma: “Sono loro che devono salire al mio livello, non io a scendere al loro”. Il tutto corredato da una serie di aggravanti sportive: la Roma costa come un top club, con un monte ingaggio da Champions, perde oltre 100 milioni l’anno e nonostante gli investimenti dei Friedkin (oltre 500 milioni nelle casse del club in meno di due anni) veleggia tristemente intorno al sesto posto. Ricollegando i puntini di questo immaginifico disegno, si arriva ad una conclusione che dovrebbe esser scontata, ma purtroppo non è, perché forse non la si vuole cogliere. La Roma deve alzare il livello delle sue performance e migliorare la classifica in campionato, provando a vincere parallelamente uno dei due trofei rimasti (Coppa Italia e Conference League). Non è casuale che come per Zaniolo – il cui entourage non è stato ancora ufficialmente convocato per iniziare a trattare il rinnovo di un contratto in scadenza comunque nel 2024 – anche per Veretout, lo stesso Mancini di cui si vociferava una firma imminente mai ufficializzata, piuttosto che per Cristante, valga la stessa regola. Stop ai rinnovi, se ne riparlerà in primavera inoltrata, quando Pinto (altro puntino del disegno da ricollegare a quelli precedenti) ha asserito “mi siederò con la proprietà, lo staff e mister Mourinho, per stabilire le strategie di mercato per la prossima estate“.
17.10.2021 Juventus vs Roma (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Zaniolo abbandona il campo deluso
(Foto Gino Mancini)
Nicolò è un gioiello della Roma, ma soprattutto un simbolo per la tifoseria, divenuto tale perchè negli ultimi 4 anni di Medioevo giallorosso, ha rappresentato una nuova speranza da cavalcare. La proprietà lo sa, lo sa pure Tiago Pinto e lo avrà evinto anche Mourinho, ancor di più in queste ore di insane discussioni e accese diatribe social. Ma è anche un calciatore reduce da due gravi infortuni, che in questo campionato ha faticato finora a ritrovare al 100% lo smalto dei suoi esordi in giallorosso. Paradossalmente non conviene neanche al ragazzo sedersi oggi a trattare il rinnovo, perchè a maggio, qualora faccia un grande girone di ritorno e ritrovi anche da protagonista la Nazionale, avrà un potere nella contrattazione maggiore. Zaniolo tra l’altro non ha mai chiesto 4 milioni di euro, perchè non c’è stato ancora un reale vertice di mercato tra gli agenti e la Roma, che ha deciso come detto di procrastinare il tutto ai prossimi mesi, dove non sarà nelle condizioni di poter esser presa per il collo da nessuno. Si valuterà la posizione in classifica, il budget che la proprietà certamente metterà a disposizione per la nuova campagna acquisti, ma soprattutto il rendimento di ogni singolo giocatore oltre alle idee tecniche di Mourinho, che sicuramente chiederà almeno tre nuovi titolari. Solo allora Pinto potrà iniziare le interlocuzioni per il rinnovo dei giocatori che la Roma riterrà obbligatori per essere ancor più competitiva.
Dunque il messaggio complessivo è chiaro: il campo deve tornare sovrano nei pensieri e nelle azioni di tutti. Per parlare di mercato e contratti ci sarà tempo. Sempre che non si abbia voglia, a Trigoria e fuori, di innescare la solita autodistruzione.
“La Roma credo possa fare molto bene in Coppa Italia, Mourinho sa benissimo che la vittoria del trofeo dà anche la possibilità di giocare in Europa e non credo si faccia sfuggire questa possibilità. Zaniolo mi auguro rimanga alla Roma, anche perché lo deve alla società: il club gli ha sempre dato fiducia anche in periodi difficili”. Così Monica Bertini, conduttrice di Pressing e dello studio delle gare di Coppa Italia in diretta in questa stagione sulle reti Mediaset. La giornalista sportiva è intervenuta nel pomeriggio ai microfoni di Retesport, nel corso di 1927
28.11.2021 Roma vs Torino (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Bandiere
(Foto Gino Mancini)
Giunge un primo aggiornamento sulla vendita dei biglietti in vista di Roma-Genoa. Dopo la temporanea restrizione a soli 5 mila spettatori, da sabato prossimo la Serie A tornerà al 50% della capienza. Oltre ai 21 mila abbonati, come si apprende da Trigoria, si viaggia già verso i 30 mila spettatori per la sfida contro i rossoblu in programma il 5 febbraio all’Olimpico.
28.11.2021 Roma vs Torino (Serie A) Sport; Calcio;
Nella foto: Mourinho prende appunti
(Foto Gino Mancini)
FOCUS RETESPORT di Francesco Oddo Casano – Roma-Genoa l’antipasto, poi il primo e il secondo con le sfide di Coppa Italia contro l’Inter a San Siro martedì prossimo e la trasferta a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Il menù e le portate dei prossimi dieci giorni sono sul tavolo di Trigoria, Mourinho intanto prepara la sua brigata, con la speranza di servire ottimi piatti. Al di là della metafora culinaria, per i giallorossi sarà un mese verità per quanto riguarda il piazzamento in campionato e la super sfida di Coppa Italia. Un periodo di tempo fino al big match del 6 marzo contro l’Atalanta, che la Roma dovrà affrontare con i motori a mille per cercare di rientrare nella corsa al quarto posto, squilibrata almeno sulla carta, dai movimenti di mercato della finestra invernale.
Pinto ieri, dopo le dichiarazioni di Mourinho espresse nelle ultime conferenze stampa, ha sottolineato a più riprese che ora non è più tempo per disperdere energie sulle strategie di mercato o sui rinnovi, ma concentrarsi esclusivamente sul lavoro da svolgere in campo, con l’obiettivo di migliorare i risultati sin qui acquisiti. Il rientro di Pellegrini è alle porte, quasi certamente il capitano sarà convocato per la sfida col Genoa ma probabilmente partirà in panchina. Gli arrivi di Oliveira e Maitland-Niles, consentono a Mourinho di gestire con maggiore serenità la rosa e anche le rotazioni. Se per tutto il girone d’andata lo Special One non ha quasi mai attinto completamente alla panchina, optando per 2-3 sostituzioni al massimo, adesso con tutta la rosa al completo (eccetto Spinazzola) e gli ultimi acquisti, si potrà mettere in pratica un piano di rotazioni che coinvolga di media 16 giocatori a partita.
Le opzioni tattiche per sabato sono varie: il Genoa gioca 4-3-3, è una squadra che ha disperato bisogno di fare punti e il nuovo tecnico Blessin di certo non appartiene alla scuola italiana dei tecnici ‘speculativi’, ma la Roma rispetto alla sfida di Empoli, scenderà in campo con l’obiettivo di azzannare l’incontro. Ecco che se da una parte il 3-4-2-1 visto al Castellani potrebbe essere riproposto per la qualità di gioco espressa soprattutto nel primo tempo, non è da scartare l’ipotesi di un ritorno al 4-2-3-1 con Oliveira e Veretout davanti alla difesa, Mkhitaryan trequartista alle spalle di Abraham e Zaniolo-El Shaarawy sugli esterni. In entrambe le situazioni Mou avrebbe in panchina uno tra Cristante e Veretout, Pellegrini di rientro dall’infortunio, Shomurodov, ma anche Felix, Kumbulla (più Ibanez in caso di difesa a quattro) Vina che rientrerà nelle prossime ore dall’Uruguay e osserverà forse un turno di riposo. Insomma sei-sette possibilità per cambiare modulo in corsa o consentire delle rotazioni in vista del big match contro l’Inter. Un dato è certo: ora Mou può scegliere.
Trigoria 20.10.2021 Allenamenti Roma Nella foto: Mourinho con giocatori
(Foto Gino Mancini)
Sorrisi e concentrazione in vista di Roma-Genoa. A Trigoria questa mattina la squadra si è allenata per continuare a preparare la sfida di sabato pomeriggio. Test atletici e poi fase tattica, oscurata come sempre alle telecamere, per il gruppo ancora privo dei tre nazionali Vina, Shomurodov e Darboe.
Trigoria 29.9.2021 Allenamenti Roma Nella foto: Tiago Pinto
(Foto Gino Mancini)
CONFERENZA STAMPA – Il General Manager giallorosso ha parlato in sala stampa per spiegare le logiche del mercato invernale svolto dal club giallorosso:
Un titolo al mercato giallorosso? Un retroscena che non è uscito? Quale è stata l’offerta più alta che ti hanno fatto per un giocatore della Roma? “Come ho sempre detto, mi fa piacere fare questa conferenza perchè non sono uno che parla tanto ed è sempre un’opportunità per chiarire. Impariamo tutti i giorni, l’ultima volta che ho parlato mi chiesero di dare un voto e ho imparato che non devo più dirlo, perchè sono stato mal interpretato, lascio a voi i titoli per domani e le pagelle. Sulle offerte preferisco non parlarne, sappiamo che il calcio è molto dinamico, ma ci sono giocatori con più rendimento che hanno più grandi offerte. La cosa più importante è che nelle ultime tre finestre di mercato siamo riusciti a trattenere i migliori, sui numeri preferisco non parlare. Sono soddisfatto che i giocatori migliori siano rimasti qui. Il mercato è sempre pieno di retroscena, tante volte capiterà in futuro di parlare dei retroscena, qua in Italia è anche per me un momento per imparare, la passione con cui i club, gli agenti e i dirigenti vivono il mercato, gli ultimi giorni di mercato mi colpiscono, cerco sempre di essere metodico, un giorno racconteremo delle storie”
Tra i pilastri della Roma c’è anche Zaniolo? Sarà uno dei primi con cui intavolerete un incontro? “Mi ricordo che una settimana dopo il termine dello scorso mercato, la conversazione era la stessa, c’erano 6-7 giocatori da rinnovare. Adesso è il momento del collettivo, dobbiamo concentrarci sui risultati della squadra, dobbiamo aiutare il mister e la squadra a farlo, portare a casa i risultati che vogliamo raggiungere. A suo tempo parleremo di tutto, ma adesso non è il momento di parlare del mercato estivo e dei rinnovi, questa famiglia ora deve lottare sulle tre competizioni perchè abbiamo ancora possibilità di fare una grande stagione”
Disse che avrebbe fatto una squadra degna di Mourinho, questo mercato di gennaio ha accorciato le distanze dalla Champions? “Sì, in tutte le finestre di mercato il principale obiettivo di mercato è diventare la squadra più forte, con grande umiltà riconosco che il mister ha detto che abbiamo portato a casa subito due giocatori utili per equilibrare la rosa e mandare a giocare dei ragazzi che avevano poco spazio. A gennaio il mercato è particolare, si fonda sulla necessità di capire cosa va migliorato e trovare giocatori pronti. Alla fine di novembre, inizio dicembre, abbiamo fatto un lavoro importante con la proprietà, gli scout e il mister per capire dove dovevamo rinforzarci, abbiamo rintracciato due profili pronti e li abbiamo presi con velocità e la squadra è subito migliorata, come ha riconosciuto anche il mister”
C’è la voglia di riscattare Oliveira e Maitland? “Vedremo più avanti come ho detto prima”
Ha chiuso due colpi senza liquidità, come pensa la Roma di risolvere questo problema in vista della prossima sessione? Ci sarà la voglia di cedere anche qualche titolare e comprare giocatori più forti? O continuerete a seguire la linea attuale? “Credo che una delle cose più belle di questo progetto è il modo allineato in cui lavoriamo: la proprietà è sempre presente e mi accompagna in tutto il lavoro, Mourinho uno dei migliori allenatori al mondo, il nostro direttore d’orchestra su cui abbiamo riposto tante speranze e responsabilità e il nostro lavoro complessivo dove uniamo la parte finanziaria e calcistica. Non ho paura del futuro, stiamo lavorando su tutti i settori per rendere la Roma ancora più forte. Nei prossimi 2-3 mesi stabiliremo con Dan e Ryan un piano, insieme al mister e ho una certezza: a settembre saremo qua e saremo più forti di adesso”
Ma la vostra politica cambierà? “La tua domanda è interessante perchè riflette quello che è il calcio, noi dobbiamo fare delle scelte per migliorare la squadra, comprare e vendere. Tante volte si possono fare entrambe le cose, noi vogliamo costruire per vincere, per diventare più forti e lo faremo, al di là della metodologia”
Si dà un voto più alto per il mercato in entrata o più in uscita? “Non do voti, penso che nelle entrate siamo stati veloci nell’identificare quello che potevamo fare, siamo stati pratici nel scegliere i profili giusti rispetto alle nostre condizioni e gli obiettivi sono stati centrati. Nelle uscite, quando i giocatori non giocano abbiamo tre obiettivi: far diventare la squadra più coesa e più compatta, magari con meno giocatori, cercare il progetto giusto per chi gioca meno e fare un bilancio tra ciò che spendiamo e ciò che incassiamo o risparmiamo. Sulle uscite forse un altro giocatore poteva uscire, ma siamo soddisfatti”
Diawara ha bloccato il mercato? Chi è stato più vicino tra Kamara, Grillitsch, Zakaria, Nandez? “Diawara non ha bloccato niente, quello che è successo con lui è che il calcio a volte è come il matrimonio, se non c’è voglia da tutte le parti le cose non si fanno, ma non è vero che un terzo acquisto non sia arrivato perchè Diawara non è andato via. Poi vi chiedo scusa, ci sono delle cose che non capisco: noi al 12 di gennaio abbiamo portato Sergio Oliveira, dopo di che io, il mister, l’ufficio stampa abbiamo detto che il mercato era sostanzialmente chiuso. Chiaramente noi non possiamo dire 100% chiuso, perchè in 15 giorni può succedere qualcosa e dobbiamo reagire, io il 1 agosto non pensavo di acquistare Tammy Abraham, ma c’è stata la necessità. Abbiamo detto che con Oliveira il mercato fosse sostanzialmente chiuso, dopo di che qualcuno di voi ha cominciato ad elencare nomi come Xhaka, Moutinho che addirittura è stato uno scherzo dei social media che è diventato notizia sui giornali. Qualcuno di voi si lamenta del fatto che Tiago Pinto non parla, che non risponde ai giornalisti, abbiamo trovato una strategia per dire se c’è o no qualcosa di vero. Anche Kamara, sono tutte bugie. Un giorno spiegherò il dossier Kamara, ora non posso farlo, poi quando vedrete il futuro capirete. Non voglio essere arrogante, voglio condividere il mio pensiero con voi, ma mi dispiace che con questi ragazzi non abbiamo avuto nessuna trattativa e qualcuno parla di obiettivi sfumati. Mai detto che c’erano queste trattative, su questo non posso fare niente”
Zakaria? Ha rifiutato? “Su questo è diverso, non ho incluso Zakaria negli altri nomi, dimostra che dico la verità. Quando cerchi di prendere un calciatore ci sono tanti fattori che influenzano la decisione, non solo il rapporto col club, c’è il calciatore, il contratto. Non commento il fatto che sia andato alla Juventus, è vero che è un giocatore che il nostro scouting seguiva. Magari il direttore sportivo è scarso, ma lo scouting lavora bene”
Siete preoccupati sul diritto di recompra su Abraham? “No, esiste questo diritto ma a partire dal 2023. Sono felice che stia giocando bene, ma come il mister ha detto anche lui può fare meglio, diventare ancora più forte individualmente e collettivamente, ma il primo anno in Italia per un attaccante è difficile e sta facendo bene, non mi preoccupa il diritto di recompra del Chelsea”
La Roma si è rinforzata, ma c’è una squadra come la Juve che si è stra-rinforzata, un avversario ora più pericoloso nella rincorsa al 4 posto? Fate meno attenzione agli algoritmi e lavorate più con il mister in questa fase rispetto a quando siete arrivati? “Io mi concentro sul mio lavoro e la Roma, non su quello che fanno gli altri. Penso al nostro mercato, alle nostre necessità e strategie. Chiaramente non giochiamo da soli, siamo attenti a quello che fanno gli altri, ma non perdo tempo a seguire quello che fanno gli altri. Sull’algoritmo, ora che ho più fiducia di voi e voi avete fiducia in me, non capisco dove è andato a finire questo tema dell’algoritmo, credo che ora se ne parli pure al Genoa. Oggi nel calcio abbiamo un rischio molto grande: prendere un calciatore sbagliato. Spendere soldi e poi non avere una resa. Quello che facciamo con lo staff, lo scouting, con il match analyst, con il mister, è prendere tante informazioni e ridurre il rischio. Ma non abbiamo mai preso un giocatore per l’algoritmo. Quando sono arrivato ho preso El Shaarawy, non serve l’algoritmo, piuttosto che Rui Patricio. Su Reynolds è una scelta sbagliata di un direttore sportivo, si può dire questo, ma non è un algoritmo. Non esiste un computer che ti dice in assoluto prendi questo o quello e tu lo fai, ma oggi i DATA sono importanti, anche per il lavoro di Mourinho, ci sono strumentazioni, GPS, dati, che servono per il lavoro quotidiano. Ma non esiste che qui prendiamo giocatori e allenatori in base all’algoritmo e se le cose, in assoluto vanno male, è colpa mia”
In Portogallo ha lavorato per una squadra che già da sola era un biglietto da visita. Il colpo principale è stato Vlahovic che la Juve si è ripagata con le cessioni di due giocatori. Sicuramente nel mercato aiuta avere contatti diretti. La Roma in questo senso come è messa? E’ una società che in un ambito di mercato trova porte aperte o alcune aperte altre chiuse. Lavorare per la Roma è più difficile? “No, è diverso. Lavorare in Portogallo e in Italia è diverso, lavorare alla Roma o al Benfica è diverso. Gli esempi che tu hai fatto, ti posso fare esempi diversi senza parlare degli altri. Quando sono arrivato qui Pau Lopez era in panchina, giocava Mirante. Aveva forse valore di mercato azzerato, poi ha giocato e si è infortunato. Ho bussato alla porta del Marsiglia, dove ho un buon rapporto con Longoria e sei mesi dopo abbiamo ceduto un giocatore per 12 milioni. Under ha fatto 200 minuti in Premier, con l’ingaggio che ha, abbiamo trovato altri 8 milioni. Coric e Bianda stanno giocando, Kluivert sta facendo bene a Nizza. I soldi arrivano dopo, non capisco quello che tu vuoi dire sui rapporti, parlo con tutti i club, mi riconoscono il fatto di privilegiare i rapporti con i club anche attraverso gli agenti, per cui se non aprono la porta a me la aprono alla Roma che è una realtà importante”
Può garantire che Zaniolo giocherà nella Roma il prossimo anno? “Non posso io e nessun altro può”
Ascoltando Mourinho è sembrato che ci fosse l’esigenza di un regista. Come mai non è arrivato il regista? E’ un obiettivo per il prossimo mercato? “Se non sbaglio Mourinho ha detto testualmente il mercato non è chiuso ma non mi aspetto più nessuno. Il mercato estivo è molto lontano, quello che dobbiamo fare ora è pensare al campo, perchè quando finisce il mercato è come se iniziasse una nuova stagione. Questo è il momento di migliorare gli strumenti, l’organizzazione musicale, avendo portato due musicisti in più, per dare alla gente la sinfonia che merita. Poi lavoreremo sul mercato estivo per rendere la Roma più forte”
La pandemia ha messo in crisi il calcio, a gennaio però commentiamo il mercato di gennaio più ricco di sempre? Se lo aspettava visto che si denunciava carenze di liquidità? “E’ vero che ci sono state trattative onerose, ma è anche vero che sono state molto circoscritte. Oltre al tema economico c’è anche quello sportivo. Dopo il Covid stiamo imparando a vivere col virus. In Inghilterra il pubblico non si è fermato più e aspettiamo che il mercato riparta. Non ti posso dire che qualcosa mi ha sorpreso perchè sorprese ce ne sono sempre. Nelle prossime finestre di mercato torneremo un po’ alla normalità. Secondo me non tornerà mai a 3-4 anni fa quando ci sono stati Neymar, Courinho, Dembele. Oggi siamo tutti un po’ equilibrati”