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APPROFONDIMENTI

Pellegrini ‘fattore offensivo’: migliore in Europa per conclusioni generate. Ma a Genova potrebbe arretrare in mediana

Lorenzo Pellegrini è tornato ieri ad allenarsi in gruppo, ancora con una fasciatura protettiva al ginocchio sinistro, ma il peggio sembra essere alle spalle. Da diverse settimane il capitano romanista si trascina una fastidiosa infiammazione all’articolazione, che gli ha impedito di rispondere all’ultima convocazione del Ct azzurro Roberto Mancini.

Con tre allenamenti pieni sulle gambe, Mourinho non rinuncerà al numero 7 giallorosso, che ha finora maturato dall’arrivo dello Special One, statistiche e numeri da record. Nel 2021 complessivamente Pellegirni ha realizzato 17 reti e in questa stagione secondo i dati del noto sito di statistiche internazionale ‘Whoscored’, è il migliore in A per media voto 7.61 tra i calciatori con sette o più presenze in campionato. Numeri che confermano un altro dato molto importante, quello relativo alle occasioni da rete create, che vede in questa particolare classifica sempre Pellegrini davanti a tutti in Italia.

La posizione offensiva di Pellegrini, che spesso in questa stagione ha giostrato quasi da seconda punta alle spalle di Abraham, potrebbe però esser modificata per esigenza domenica contro il Genoa. A Marassi Mou ripartirà quasi certamente dal 3-4-1-2, ma con Cristante arretrato nella linea difensiva, il capitano potrebbe giocare al fianco di Veretout in mediana, per favorire il ritorno dal 1′ minuto di Zaniolo alle spalle della coppia Shomurodov-Abraham. Una scelta che però potrebbe incidere negativamente sul rendimento offensivo della Roma, vista un’altra importante statistica emersa nelle ultime ore: secondo il profilo Opta, Pellegrini è infatti il calciatore che nei 5 massimi campionati europei ha concluso di più verso la porta (79 volte) con 43 tiri personali e 36 assist per i compagni.

Numeri e dati di cui sicuramente Mourinho è a conoscenza e che imporranno al tecnico giallorosso delle riflessioni importanti nelle prossime ore, perchè è del tutto evidente che la manovra offensiva giallorossa, almeno fino a questo momento, ruoti intorno alle giocate del capitano giallorosso.

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Infermeria

Roma, ecco quando rientrerà Smalling

Out da inizio ottobre per una lesione al flessore della coscia destra accusata nel match contro l’Empoli, Chris Smalling punta a tornare a disposizione di José Mourinho per Roma-Torino, in programma il 28 novembre allo Stadio Olimpico.

Secondo le informazioni del sito sportivo gianlucadimarzio.com, prosegue bene il percorso di recupero del difensore e il suo obiettivo è tornare ad allenarsi in gruppo già la prossima settimana. Smalling, dunque, salterà le gare con Genoa in campionato e Zorya in Conference League.

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Calciomercato

Roma, dalla Spagna: giallorossi in pole per Hector Herrera

Hector Herrera potrebbe indossare la maglia giallorossa, dopo due tentativi negli scorsi anni. Attualmente in forza all’Atletico Madrid, il messicano si svincolerà a giugno e dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, il portale spagnolo todofichajes.com conferma che la Roma sarebbe in pole per ingaggiare l’ex Porto.

Herrera chiederebbe circa 3,5 milioni di euro a stagione, cifra che la Roma sarebbe disposta a dargli.

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SOCIAL ROMA

Josè Mourinho su Instagram: sette immagini della sua giornata tra Roma e la Roma (FOTO)

Josè Mourinho ha postato su Instagram alcune immagini che ritraggono il tecnico giallorosso nella sua giornata odierna, dal passaggio per il centro di Roma, al lavoro a Trigoria in video analisi del match di Venezia, fino allo studio delle varie formazioni in vista della sfida contro il Genoa

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Interviste

El Shaarawy: “Il progetto dei Friedkin è ambizioso. Mourinho super: spero stia qui a lungo”

Stephan El Shaarawy ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del sito ufficiale della Roma. Queste le parole del Faraone:

Ciao Stephan, come stai?
“Sto bene, mi sento meglio fisicamente. Ultimamente sto trovando molta più continuità a livello di minutaggio e mi sento più in forma. Il gol sicuramente aiuta in questi casi e ti fa sentire meglio anche mentalmente. Dal punto di vista individuale sto vivendo un momento positivo, ma a livello di squadra dobbiamo rialzarci per tornare quelli che eravamo a inizio stagione”.

Ritrovando la forma fisica hai anche acquistato più fiducia rispetto all’inizio della stagione?
“Quando metti più minuti nelle gambe e quando ritrovi la via del gol riesci anche a essere più brillante e questo ti aiuta a livello psicologico. A inizio stagione un giocatore deve essere sempre pronto per riuscire a cogliere le proprie opportunità. Io sono riuscito a trovarmi il mio spazio nella stagione in corso e l’attesa è stata ripagata”.

Cosa ti mancava nello specifico?
“La questione era principalmente fisica, anche perché erano tre anni che non partecipavo a una preparazione estiva. Mi sono dovuto prendere i miei tempi, ma ho dato sempre il massimo e non mi sono mai sentito messo da parte. Con il mister c’è sempre stata un’ottima sintonia e ha sempre dimostrato apprezzamento per me e per le mie qualità”

Ci racconti nello specifico il tuo legame con la squadra e la Città?
“È iniziato tutto dalla prima partita, mi sono presentato con un gol di tacco all’Olimpico, un sogno per un calciatore. Quando me ne sono andato l’ho capito ancora di più: qui avevo trovato una famiglia, ho creato tanti rapporti e con i tifosi ho sempre sentito un legame forte, mi hanno espresso il loro sostegno anche quando ero lontano e il loro affetto ha rappresentato tanto per me. Spero davvero di rimanere a lungo qua, perché mi trovo bene e mi sento a casa”.

Che esperienza hai vissuto in Cina?
“In ogni squadra in cui sono andato mi sono sempre trovato bene con tutti. E anche lì ho trovato degli amici, dentro e fuori dal campo. In Cina ho vinto anche un trofeo ed è stata una bella esperienza per me”.

Hai segnato quarantotto gol, uno in più di Bruno Conti, una leggenda della Roma e del calcio italiano: cosa hai provato dopo aver superato questo traguardo?
“È stata una grande gioia. Sono stati tutti gol molto importanti per me, mi hanno dato tante soddisfazioni. ma io non devo fermarmi, perché penso di poter ancora dimostrare tanto e di poter dare ancora molto a questa Società. Voglio fare sempre di più”

In questa stagione ti sei sbloccato nel gol contro il Sassuolo, con la corsa di tutta la panchina sotto la Sud: cosa hai pensato in quel momento prima di calciare?
“Io sostengo sempre che quando sei lì non devi pensare, perché se pensi troppo succede una cosa: o non fai gol o ti esce un tiro brutto. In quel momento non ho pensato e la palla è andata dove volevo. Quello è il mio tiro a giro, ma non è stato tra i più semplici, il pallone rimbalzava, non era a terra, rischiavo di mandarla in tribuna. Dopo il gol non avevo nemmeno realizzato cosa era accaduto, poi ho visto i compagni arrivare e sono corso sotto la Curva. È stato davvero bello, erano diverse partite in cui non giocavo ed è stato un gol liberatorio. Poi si trattava delle mille partite del mister, non era una cosa da poco”.

Sentivate il peso delle mille panchine di Mourinho o anche con voi, come con tutti, ha svelato solo all’ultimo quanto tenesse a questo traguardo?
“Lo sapevamo della ricorrenza, perché era sui giornali e sui social, ma il nostro obiettivo era solo quello di vincere la partita per la Roma, volevamo arrivare a una vittoria di squadra. Lui è stato bravo a passarci questo messaggio: c’erano solo i tre punti in palio e non una soddisfazione personale. Eravamo concentrati solo su quello. Poi il giorno dopo ci ha invitato tutti a cena e solo in quell’occasione ci ha effettivamente spiegato quanto contasse per lui la sfida contro il Sassuolo”.

C’è un gol in particolare al quale sei più legato tra quelli segnati finora?
“Il primo, contro il Frosinone, è stato importantissimo, perché arrivavo da un periodo negativo e c’era scetticismo nei miei confronti: è stato il gol della rinascita. A livello emotivo, poi, il primo della doppietta contro il Chelsea, con l’Olimpico pieno e in Champions League: un’emozione pazzesca”.

Tornare a giocare in Serie A lo scorso inverno è stato più difficile del previsto o te lo aspettavi così?
“È stato più difficile, sì, prima di tutto a livello fisico. Non era semplice riadattarsi a questo ritmo. In Cina potevo allenarmi solo individualmente. Non avevo squadre con cui allenarmi. Da novembre fino a gennaio ho lavorato sempre da solo. Ho cercato di fare il massimo per presentarmi qui nelle migliori condizioni. Facendo un lavoro individuale non è affatto semplice, perché mancava il gioco di squadra, il tiro in porta, un passaggio con un compagno. Poi mi sono riadattato e sono riuscito a dare il mio contributo per la chiusura della stagione”.

Cosa hai pensato quando la Roma ha annunciato Mourinho lo scorso maggio?
“Era del tutto inaspettato. Ma poi ho capito che la società stava lavorando su un progetto serio e ambizioso. È un progetto a lungo termine, è vero, ma noi siamo professionisti e dobbiamo impegnarci fin da subito per trovare dei risultati positivi nel giro di poco tempo. E avere un allenatore come lui ti stimola tantissimo a dare sempre qualcosa in più. È un grande motivatore e ha creato un rapporto con tutti qui a Trigoria, non solo con i giocatori. È un piacere ascoltarlo, sa caricarti nella maniera giusta. Ha un contratto di tre anni e speriamo di averlo più a lungo possibile con noi”.

Quanto ti sta dando il lavoro quotidiano con il mister e con il suo staff?
“Mi sta dando tanto. Con lui ho avuto una grande sintonia da subito e anche con il suo staff, molto preparato, che noi seguiamo molto. Navighiamo tutti nella stessa direzione e questa è la cosa più importante. Facciamo gruppo, siamo uniti, lavoriamo tutti per il bene della Roma e non per gli interessi del singolo”.

Che cosa ti chiede il mister a livello personale e quanti margini di miglioramento vede nel tuo gioco?
“Nello specifico mi chiede di fare tanta aggressione e pressione nella fase di recupero palla. Mi chiede di aiutare anche in fase difensiva. Vuole abnegazione da parte di tutti nel recupero del pallone”.

Ti è capitato di giocare anche su tutta la fascia: è una novità per te concentrarti anche sulle garanzie che offri dal punto di vista atletico e di supporto alla fase difensiva?
“Non è una vera e propria novità, ho già giocato a tutta fascia in Nazionale nel 3-5-2. So che è uno sforzo fisico maggiore, ma non è un problema per me. Se il mister mi chiede di giocare lì ha la mia piena disponibilità”.

La squadra ha avuto un rendimento altalenante in questa prima parte della stagione: sono arrivate belle vittorie, ma anche sei sconfitte. Come state vivendo questo momento?
“C’è grande fiducia. Anche negli scontri diretti persi, abbiamo dimostrato che comunque delle cose buone le abbiamo fatte. Siamo stati anche penalizzati dagli episodi, è vero, ma siamo i primi a essere consapevoli che potevamo fare più male alle squadre che in questo momento sono più in alto di noi. Ho 29 anni, diciamo che non sono più un ragazzo e so come vanno certe cose: quando un progetto parte ci sta di avere qualche battuta a vuoto. Siamo dentro un processo di crescita che coinvolge tutti, c’è un programma ambizioso da parte della società e c’è grande voglia di riscatto: in questo percorso vogliamo toglierci delle soddisfazioni e ripagare i tifosi che ci hanno sempre sostenuto”.

Quanto percepite le ambizioni della proprietà nello spogliatoio?
“Ce la fanno sentire giorno dopo giorno, sono presenti e lo fanno attraverso i fatti, non solo con le parole: hanno preso uno degli allenatori più forti di sempre e non hanno esitato a investire su un calciatore del calibro di Abraham. Non era semplice gestire la situazione, perché dovevano sistemare diversi calciatori fuori rosa. Ogni giorno ci fanno capire quanto sia importante arrivare in Champions quest’anno e noi non possiamo far altro che ripagare la fiducia facendo al meglio il nostro lavoro”.

Si riparte dal Genoa?

“Sì, dobbiamo cercare di riconquistare i tre punti una partita alla volta. Non è stato un periodo semplice, ma solo preparando bene le partite e dando qualcosa in più sul campo, con la qualità e con il cuore, possiamo riprenderci. Il Genoa può essere una buona opportunità per rialzarci e fare un filotto di partite positive”.

A livello individuale che obiettivi hai da qui a fine stagione?
“Cercare di fare meglio, per me stesso e per la Roma. Devo aiutare la squadra a raggiungere traguardi importanti. Ho anche un altro obiettivo: ritrovare la Nazionale, ora ci sono anche i playoff e per me essere lì a marzo sarebbe una bella soddisfazione. Se ci arriverò, vorrà dire che avrò fatto molto bene con la Roma e mi auguro che questo accada”.

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Allenamenti

Trigoria, tornano a lavoro quasi tutti i nazionali. Ancora individuale per Pellegrini e Vina

La Roma è tornata ad allenarsi questa mattina, quasi a ranghi completi visto il graduale rientro di diversi nazionali. A Trigoria si sono infatti rivisti Abraham, Mkhitaryan e Mancini, oltre a Bryan Cristante che ha giocato il secondo tempo della sfida di Belfast contro l’Irlanda del Nord.

Nicolò Zaniolo regolarmente in gruppo, il suo recupero per domenica appare certo. Ancora individuale per Pellegrini, Spinazzola, Vina e Smalling, Calafiori. L’allenamento odierno è iniziato in palestra dopo i giallorossi hanno svolto un lavoro di rinforzo muscolare.José Mourinho, poi, ha guidato i suoi in campo, con alcuni esercizi di rapidità senza palla. In un secondo momento, i giallorossi hanno provato alcune situazioni di gioco con il pallone

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Allenamenti

Pellegrini, anche oggi allenamento individuale

Continua ad essere preoccupante la situazione di Lorenzo Pellegrini. Il capitano della Roma è ancora alle prese con l’infiammazione al ginocchio sinistro che lo ha costretto a rinunciare agli impegni con la Nazionale. 

Anche oggi allenamento individuale per il numero 7 che spera di aggregarsi al gruppo al più presto. La sua presenza contro il Genoa è sempre in dubbio.

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Interviste

Veretout esalta Mou: “E’ un vincente, adatto al grande progetto dei Friedkin”

Intervenuto ai microfoni de Le Parisien, Jordan Veretout ha parlato della sua esperienza in giallorosso e di Josè Mourinho. Queste le dichiarazioni del francese:

“José Mourinho è sempre l’uomo per il lavoro. È un vincente, un allenatore adatto a un grande progetto come quello dei Friedkin alla Roma. È rigoroso, ha un’esperienza incredibile. Ha vinto molto e fa desiderare a tutti di impegnarsi al 200%. Troverà il modo per invertire questa dinamica. A Roma c’è tanta passione: se vinci sei al top, se perdi è una tragedia. I tifosi sono la nostra forza. Sta a noi restituire loro questo supporto”.

“Ho imparato molto in Serie A. Fisicamente è dura, anche tatticamente. In questo momento sto giocando nella Roma come due giocatori davanti alla difesa – ha aggiunto -. Mi piace difendere, attaccare, pressare il portatore di palla, sono capace di segnare, di fare assist. Devo riprodurlo in Nazionale”.

“Fin da quando ero molto giovane mi ripetevo: con il lavoro si possono fare grandi cose. E tra le grandi cose c’è la Nazionale francese. Essere entrato a far parte della selezione è magnifico, ho realizzato il mio sogno – ha detto parlando della Francia -. Non c’è nulla sopra la maglia della Francia. Essere stato convocato a settembre, a ottobre e ora a novembre non è ai miei occhi fine a se stesso. La parte più difficile è continuare a fare bene al lungo termine. Non mi sono mai scoraggiato. Sono le prestazioni nel club la chiave, non c’è età per rappresentare il tuo Paese. Prendo come esempio un altro centrocampista: Claude Makelele. Dopo due o tre presenze a 22 o 23 anni, è stato convocato regolarmente solamente da quando aveva 27 anni in poi…”.

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Allenamenti

Zaniolo, parziale ritorno in gruppo. Individuale per sei calciatori. Le ultime da Trigoria

Ritorno a lavoro per la Roma a Trigoria, ancora a ranghi parzialmente ridotti per via degli impegni di alcuni nazionali e per i diversi calciatori fermi ai box. Nicolò Zaniolo è tornato a lavorare in gruppo, ma non ha completato ancora l’intera seduta. Il 22 comunque ha smaltito le noie muscolari e a Genova ci sarà.

Individuale per Smalling, Spinazzola, Vina, Calafiori, Pellegrini e Kumbulla

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SOCIAL ROMA

Mourinho: “Di nuovo a Roma per costruire il nostro futuro” (FOTO)

Josè Mourinho ha postato su Instagram un post di inizio settimana, con tanto di foto che lo ritrae in ufficio a Trigoria: “Di nuovo a Roma, di nuovo in ufficio, e di nuovo alla nostra promessa: lavorare duro e costruire un futuro per l’As Roma. A proposito, grazie mille Valentino Rossi per una carriera leggendaria”