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Il Capitano, il controllo, i cambi. 3 pensieri su… Hellas Verona-Roma

FOCUS RS – Prima o poi doveva arrivare. Ne era conscio Mourinho, che nei giorni dell’orgiastico entusiasmo cittadino richiamava tutto l’ambiente all’attenzione massima. Ma in fondo ne eravamo consci anche noi. La Roma non è costruita per vincere lo Scudetto. Le parole scandite dalla scorsa estate a mo’ di goccia cinese sono ‘tempo, pazienza, costruzione, lavoro’. Certo oggi brucia. Perchè il Verona arrivava da tre sconfitte consecutive, con il cambio d’allenatore quattro giorni fa. Perché la Roma arrivava alla sfida del Bentegodi con il pieno di vittorie, energie positive, consapevolezza e spirito di gruppo nel proprio serbatoio. E perché tra Verona e Roma ci sono tante categorie di differenza. Ma in Serie A nessuno ti regala niente e tanto meno poteva farlo una squadra impantanata all’ultimo posto in classifica.

IL CAPITANO – Nell’oscuro pomeriggio di ieri, reso ancor più cupo dalle complicate condizioni atmosferiche, Lorenzo Pellegrini ha nuovamente illuminato la scena. Il 7 ha dipinto un affresco futurista colpendo di tacco in corsa, in una frazione di secondo e su un cross deviato, il pallone che non poteva non finire alle spalle di Montipò. Un altro gesto tecnico d’autore che ne consacra sempre di più leadership tecnica e peso specifico all’interno dell’undici titolare. In assoluto è stato l’unico calciatore, anche per dinamismo, capace di reggere l’urto con l’avversario, creando nella ripresa l’occasione del pari e rendendosi pericoloso anche in una posizione più arretrata. Il rinnovo arriverà nei prossimi giorni, con l’idea che la Roma abbia finalmente trovato il proprio faro in mezzo al campo.

IL CONTROLLO – Tatticamente la mossa a sorpresa di schierare Shomurodov aveva un significato chiarissimo: aggiungere peso specifico all’attacco per non lasciare Abraham in balia dei tre centrali avversari. Questa scelta però ha prodotto due risultati negativi: 1) l’eccessiva ricerca della palla lunga sui centravanti. Aspetto che ha favorito il corpo a corpo impostato da Tudor per limitare i danni; 2) poca copertura in fase difensiva, con Calafiori spesso puntato da Faraoni e Barak ed incapace di rendersi pericoloso in zona offensiva. Mourinho certamente si aspettava di più dall’uzbeko e dal centravanti inglese, che per motivi diversi, non sono riusciti a fare la differenza. A destra Zaniolo ha manifestato un deficit in termini di brillantezza, inevitabile, dopo 1 anno e mezzo di stop. Non era forse la partita adatta per aspettarsi dal 22 il salto di qualità. Il tutto acuito da una tendenza pericolosa che Mourinho deve cercare di estirpare il prima possibile: la Roma concede troppo campo e spazio nei primi quarti d’ora della ripresa, era successo con la Fiorentina, col Sassuolo, ma anche col CSKA giovedì poi surclassato nel risultato finale. E’ accaduto nuovamente ieri. Quando la squadra si allunga e lascia il controllo agli avversari, dietro manifesta delle difficoltà non solo individuali. Le squadre di Mourinho sono fondate sulla compattezza difensiva e nel percorso di crescita intrapreso, questa solidità va acquisita necessariamente per tutti i 90 minuti. Evitando inoltre di spedire sistematicamente lungo il pallone ogni volta che lo si recupera o lo si gioca dal fondo. Troppi rilanci di Rui Patricio, a volte imprecisi, troppa fretta di scavalcare il centrocampo. Quando la Roma, anche ieri seppur sporadicamente, ha giocato palla a terra è riuscita a creare pericoli sensibili alla retroguardia dell’Hellas.

I CAMBI – Non sarà lesa maestà se si riconosce anche in Mourinho un fattore negativo nella sfida di ieri. Al contrario delle precedenti sfide, lo Special One avrebbe potuto leggere con maggiore celerità le difficoltà palesate dai due mediani nell’andare a chiudere sugli esterni i continui triangoli ricercati, soprattutto a sinistra, da Caprari-Lazovic e Ilic. L’inferiorità numerica è stata il vettore su cui Tudor ha costruito la rimonta. Magari l’inserimento di un centrocampista e la composizione di una linea a tre, con Pellegrini a supporto delle due punte, avrebbe permesso di schermare meglio la sfuriata dell’Hellas. Il 3-5-2 finale, con Perez ed El Shaarawy a tutta fascia, Mkhitaryan e Pellegrini mezzali più due punte, è valso la mossa della disperazione per recuperare almeno il risultato di parità. Nulla di grave, ma si riparta da dove si era lasciato col CSKA.

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Verona-Roma 3-2, le pagelle di Retesport

La Roma affonda per la prima volta in stagione sotto i colpi dell’Hellas Verona al Bentegodi. Una partita rocambolesca aperta da una magia di Lorenzo Pellegrini, che con un colpo di tacco, dipinge una traiettoria imprendibile per Montipò. Poi la Roma nella ripresa si spegne lasciando all’Hellas la possibilità di risalire la corrente e nonostante il momentaneo pari viene nuovamente colpita da un super gol di Faraoni che ne taglia definitivamente impeto e possibilità di recuperare il match. Male Mancini, Veretout, Karsdorp ma anche quasi tutti gli attaccanti.

Le pagelle di Retesport:

Rui Patricio 6 – Una deviazione non irreprensibile apre la strada alla rimonta del Verona, ma dopo il secondo e il terzo gol sfodera un altro miracolo in tuffo, rendendo meno amaro il passivo al Bentegodi

Karsdorp 4,5 – Da un gentile e non richiesto regalo a Lazovic nel primo tempo si capisce che non è serata per il terzino olandese che viene letteralmente sequestrato dal duo Caprari-Lazovic, che lo portano a spasso per quasi tutto il match. Quando mette il naso nella metà campo avversaria offre a Pellegrini l’assist per il momentaneo pareggio, ma troppo poco

Mancini 5 – Nel primo tempo gestisce con la consueta attenzione la zona dove Simeone fluttua per cercare di trova lo spunto decisivo, nella ripresa affonda con Karsdorp sul centro-destra, incapace di porre un freno alle scorribande dell’Hellas

Ibanez 6 – Sempre attento da libero aggiunto a scappare per evitare guai negli ultimi 30 metri. Incolpevole in occasione delle tre reti subite

Calafiori 4,5 – Appare timido e impacciato, quasi mai pericoloso in zona offensiva, il giovane laterale giallorosso spreca una grande occasione per dimostrare di esser pronto per questi livelli. C’è tanto calcio ancora da mettere nelle gambe

Cristante 6 – Uno dei pochi lucidi e in equilibrio per quasi tutto il match. Nonostante sia spesso assorbito sull’esterno per le carenze difensive degli esterni offensivi, nella prima parte riesce sempre a risalire il campo con giocate essenziali. Nella ripresa non può da solo gestire l’aggressione a tutto campo del centrocampo veronese

Veretout 5 – Primo quarto d’ora a 100 all’ora del francese, pressa, recupera palloni, il solito Jordan, poi Maresca lo ammonisce per proteste e in una gara così, non poter mai affondare la gamba ti limita enormemente. Sparisce alla distanza

Zaniolo 5 – Un lampo nel primo tempo che poteva tramutarsi nel gol del 2-0 che avrebbe dato un sapore diverso alla serata veronese, ma Abraham si frappone tra il suo tiro e la porta, vanificando l’occasione. Prima e dopo fatica oggettivamente a tenere il ritmo di una gara che richiede una brillantezza ancora non del tutto acquisita dal 22

Pellegrini 8 – Disegna calcio ad ogni tocco di palla, ogni giocata, ogni volta insomma che la sfera si rifugia tra i suoi piedi per esser poi spedita ad un compagno o in porta, come accade in occasione del fantastico colpo di tacco che sblocca il match. Una perla che meritava altra fortuna in termini di risultato finale. Nella ripresa genera il pari momentaneo, ma non basta neanche questo.

Shomurodov 5,5 – Schierato a sorpresa sull’out mancino, cerca di aggiungere fisicità alle ripartenze giallorosse, generando qualche pericolo nella retroguardia dell’Hellas. Non trova mai lo spazio giusto per innescare la quinta e prendere il largo verso la porta avversaria.

Abraham 5 – Il primo assaggio vero delle difficoltà del calcio italiano: la marcatura a uomo asfissiante, con raddoppio preparata da Tudor, nel limita enormemente impeto, giocate e possibilità di entrare pienamente nel match

Mourinho 5,5 – E’ una serata che genererà le prime polemiche stagionali. Mou lo sapeva e aveva preparato tutti a questa evenienza. Una partita complicata dalle condizioni del campo, ma anche da qualche ritardata scelta o lettura nel comprendere le difficoltà della Roma di assorbire a centrocampo il numero e l’intensità degli avversari giallo-blu. I cambi non determinano una sterzata sul match come avvenuto nelle altre sfide.

Sost.
Mkhitaryan 6
Perez 6
El Shaarawy 5,5
Smalling sv
Mayoral sv

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Verona-Roma, Mou con due dubbi di formazione: si scaldano Calafiori ed El Sha

La Roma partirà nel pomeriggio alla volta di Verona dove domani affronterà l’Hellas per la 4° giornata di Serie A. Senza i due piccoli problemi accusati in queste ore da Mkhitaryan e Vina, Josè Mourinho avrebbe certamente schierato la formazione tipo apparsa nelle prime giornate di questo campionato.

L’armeno soffre di un leggero affaticamento muscolare, il terzino invece ha subito tre giorni fa una botta al ginocchio che gli provoca ancora dolore. Probabile che Mou – al netto delle speranzose dichiarazioni di oggi – li preservi. Dunque davanti a Rui Patricio tornerà la coppia Ibanez-Mancini, con Karsdorp a destra e Calafiori a sinistra.

In mediana intoccabile il duo Veretout-Cristante (elogiato dallo Special One oggi a seguito di una domanda su Villar), con Pellegrini alle spalle di Abraham e Zaniolo a destra. Sull’out mancino El Shaarawy pronto a rilevare Mkhitaryan.

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AUDIO – Mourinho: “Dobbiamo migliorare la qualità del gioco. Vina e Miki hanno due piccoli problemi, spero di recuperarli”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Verona-Roma:



C’è qualcuno che non ha recepito la sua idea di calcio?

“No, sarebbe facile dire che giovedì siamo stati perfetti. Analizziamo tutte le partite e i problemi che abbiamo avuto. Da questo punto di vista possiamo fare meglio, non nel risultato ma nella qualità del gioco e nella fase difensiva. Ad inizio partita e ad inizio secondo tempo loro hanno avuto momenti di controllo”

Futuro stadio della Roma. La Roma non riesce ad ottenere risultati. Ha un messaggio per il futuro sindaco?
“Prima di tutto io sono allenatore. Faccio quello che mi piace fare, che amo fare. Non voglio essere niente di più di questo. Un allenatore con un legame speciale con club, tifosi, proprietà ma sempre allenatore. Ovviamente avere lo stadio di proprietà è positivo per una società. Ho letto con grande soddisfazione quello che la signora Raggi dice della Roma, soprattutto quando parla dei proprietari. Sente grande rispetto. Si vedrà nel futuro. Ma io sono allenatore.”

L’ha soddisfatta Ibanez terzino? Cosa sta succedendo a Villar?
“Non capisco, anche prima del Sassuolo non abbiamo parlato di Sassuolo. Ora non abbiamo ancora parlato dell’Hellas. Non è un post-partita, è un pre-partita. Pensavo di parlare della prossima partita e meno di queste cose. Non so che risponderti. Mkhitaryan e Vina hanno due piccoli problemi, piccoli problemi ma abbiamo medici e fisioterapisti straordinari, che lavorano in maniera grandissima e mi aspetto ancora che siano disponibili per domani. Villar? Non capisco la domanda, perchè l’anno scorso era titolare, giocava sempre e quest’anno non lo fa? Che cosa posso rispondere? Fonseca aveva un’idea di calcio diversa dalla mia, opzioni diverse dalle mie, sarà così col prossimo allenatore con cui magari chi è titolare con me non lo sarà con lui. Nessun problema con Villar, forse ha il problema che Cristante e Veretout stanno giocando bene, ma è buono per la squadra. Parlare qui di titolari e non, non ha senso. Come avete visto abbiamo cambiato tanti giocatori con la partita col CSKA perchè ci fidiamo di tutti. Ibanez? Non è un terzino, è ovvio che non lo sia, non è un fluidificante, può fare la posizione in emergenza, con prospettiva difensiva, non sarà mai un terzino”

Che Verona si aspetta domani? Il fatto che vengano esonerati due allenatori dopo 3 giornate è corretto? Viene dato poco tempo agli allenatori?
“Non mi piace parlare di quello che succede in casa d’altri, sono loro che devono spiegare le loro ragioni. Mi dispiace tanto per due colleghi che sono stati esonerati così presto, però non conosco le motivazioni e non è roba mia. Sono contento che Mazzarri tornerà, abbiamo giocato contro in Italia e in Inghilterra, Tudor ha trovato un’opportunità e sono contento per lui, mi dispiace per Semplici e Di Fra, mi auguro tornino al più presto”

Un gol è nato in panchina col Sassuolo, forse grazie al suo staff. Può essere un segreto del suo successo il fatto di avere uno staff anche molto giovane? E’ anche uno dei suoi segreti?
“La verità è che quando ho iniziato 20 anni fa, oggi non ho nessuno con me di quel primo staff tecnico. Per tanti anni siamo stati praticamente sempre gli stessi. Oggi quello che è da più tempo con me è Lalin che viene dal Real del 2010, tutti gli altri abbiamo cambiato per ragioni diversi, a volte perchè loro cercavano opzioni diverse per la propria carriera, altre volte una mia scelta per cercare persone più adatte alle esigenze del club, qui ad esempio ho scelto due preparatori atletici, uno per la squadra uno per lavorare sulle esigenze individuali e la prevenzione. Siamo arrivati in 4 oggi siamo 14-16, perchè qui c’erano ragazzi di qualità, gente aperta ad imparare, il dipartimenti medico, analisti etc. Adesso viaggiamo con un pullman dello staff, che magari diventerà di qualcun altro dopo che andrò via un giorno, importante per me lasciare anche una base di lavoro che possa essere per gli altri. Festeggiamo insieme, lavoriamo insieme e nei momenti negativi saremo ancora più stretti insieme. Mi piace lavorare con gente non dico giovane di età, perchè nel calcio conta relativamente, ma con gente che lavora 24 ore, che analizza, che ama stare qui e pensare come migliorare”

Vina ha un piccolo problema, Ibanez non è un terzino, Reynolds non lo ha ancora utilizzato, Calafiori ha avuto i crampi. Ha mai pensato ad adottare una difesa a tre? Ha pensato al reintegro di Santon?
“No, ho pensato a Tripi che verrà con noi domani e se domani abbiamo qualche problema con questi calciatori, ha fatto pre-stagione con noi, ha lavorato e giocato con noi, ha imparato il nostro modo di pensare, è un ragazzino intelligente, che può giocare in tutte le posizioni difensive e a centrocampo, ha un cuore super romanista, anche se non ha grande esperienza, ma l’intelligenza per giocare. Non penso al reintegro di chi è fuori dalla squadra. Possiamo giocare a tre o a quattro, non lo abbiamo ancora fatto ma non posso dire che non lo faremo. Tante squadre giocano a tre ed è possibile che in alcuni casi potremmo utilizzarla”

Quanto conta l’aggressività degli attaccanti in fase di recupero palla?
“Dipende dal piano di gioco, se vogliamo pressare alti serve aggressione sui difensori è ovvio. Se la strategia è giocare più bassi, ma col CSKA e la Salernitana abbiamo cercato di pressare alto. La partita di domani ha una difficoltà in più, in primis la qualità dei calciatori, ma anche la difficoltà extra del nuovo allenatore, non abbiamo riferimenti per poter pensare che tipo di gioco faranno, possiamo guardare al passato di Tudor, penso cercherà di ripetere i suoi principi, ha giocatori diversi ma giocherà in modo diverso? Ci sono tante domande senza risposte, è una difficoltà extra per noi, non possiamo immaginare che proposta offriranno”

Si è arrabbiato perchè non ha potuto inserirlo nell’ultima partita, cosa manca a Mayoral per rientrare nel giro degli attaccanti?
“Quello che manca è che la FIFA ci dia il permesso di giocare con 12, siccome possiamo fare solo una squadra di 11 giocatori continueremo così. Ovviamente scherzo, mi dispiace che non abbia avuto tante chance, perchè un giocatore forte, che lavora tantissimo e ha avuto solo 16 minuti, sarà importante per noi, perchè un fantastico professionista. Mi piace più oggi di quando sono arrivato 2 mesi fa, mi piace veramente. Tammy sta molto bene, Eldor idem come avete visto, possiamo giocare con due punte. Quando abbiamo deciso di mettere Abraham e Mayoral è perchè possiamo giocare con due punte, lo abbiamo fatto col Sassuolo, non è possibile giocare con due se non c’è un terzo in panchina. Mayoral ha qualità, intelligenza, fa gol ed è freddo sotto porta, però mi piace anche Tammy, Eldor ma Borja so che vuole di più, ma arriverà”

Tudor sembra un allenatore che si orienta molto sulla marcatura a uomo, come si affrontano queste squadre che ti vengono a prendere a tutto campo?
“Abbiamo pensato a questa possibilità, se è una rottura totale con il passato della squadra, potevamo pensare che lui arrivato 3 giorni fa, difficilmente cambierà questa dinamica, ma con Juric giocavano in marcatura, non penso le idee siano diverse, ma c’è sempre il dubbio come dicevo prima. E’ difficile giocare contro queste squadre che giocano così, si è visto ieri col Sassuolo che è andato in difficoltà contro il Torino, è una proposta valida di gioco come altre. Se sarà così, sarà difficile, abbiamo lavorato ieri ed oggi, pensando anche a questa possibilità. Loro sono bravi in uscita, con la proiezione dei terzini, hanno profondità, è una squadra che mi piace, che ha ancora zero punti ma poteva farli a Bologna o contro l’Inter, si salveranno tranquillamente”

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Calciomercato

Pellegrini, il rinnovo si avvicina: prossima settimana vertice decisivo

Nuovo appuntamento, la settimana prossima, per il rinnovo di Lorenzo Pellegrini. Crescono la fiducia e l’ottimismo per il nuovo contratto del capitano della Roma che sarà un contratto senza clausola rescissoria. Quella attuale, da 30 milioni, era valida fino a luglio, ora non c’è più con il contratto in scadenza e non sarà inserita di nuovo.

Come riferisce gazzetta.it, Pellegrini e la società stanno ancora trattando sui bonus e i diritti d’immagine, il contratto sarà lungo e complesso, lo stipendio intorno ai 4 milioni, la durata fino probabilmente fino al 2026, cioè fino ai 30 anni di Lorenzo. Dopo la trasferta di Verona I suoi agenti rivedranno Tiago Pinto, poi saranno anche i Friedkin ad avere l’ultima parola su quello che sarà uno dei contratti più importanti della loro gestione.

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Roma-Udinese, 19.500 biglietti venduti. Già 6 mila per il derby

Domenica col Verona, poi Udinese e derby. Continua il tour de force della Roma di Mourinho, finora capace di vincere le prime sei sfide stagionali. Come appreso da Trigoria, è stata toccata quota 19500 biglietti per il match di giovedì prossimo contro i friulani, dunque si corre spediti verso un altro sold-out.

Per Lazio-Roma tra Curva e Distinti Sud sono stati staccati 6000 tagliandi in meno di 24 ore (ieri alle 16 è iniziata la prelazione riservata agli abbonati Serie A 2019/20) con 3000 biglietti rimasti disponibili.

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Abraham-Shomurodov, i pirati di Mou

Abraham-Shomurodov, sembrano nati per giocare insieme. Il 9 e il 14 della Roma finora hanno disputato solo degli scampoli di gara l’uno al fianco all’altro, anzi uno dietro l’altro, perchè il loro moto perpetuo, genera quasi un vortice di movimenti che non concede mai all’avversario la facile lettura.

Mourinho non ha nascosto l’idea di vederli insieme, con l’inglese riferimento davanti e l’uzbeko ad orbitare intorno all’ex Chelsea, magari sfruttando i varchi che si generano in zona centrale. Esempio evidente: l’occasione di Shomurodov che nasce da un movimento laterale di Abraham, percussione nel cuore della difesa del CSKA, aperta come una lama nel burro e botta secca col destro, che Bussato ieri sera ha spinto con lo sguardo sul legno per evitare che il passivo peggiorasse.

Poco dopo è Shomurodov a pescare verticalmente Abraham sul filo del fuorigioco, scavetto e 5-1 nonostante le preghiere del portiere della formazione bulgara, questa volta vane. I segmenti spazio-temporali della manovra offensiva giallorossa si sono dilatati: verticale, diagonale, orizzontale, il fronte offensivo della Roma si è improvvisamente riempito, dopo anni in cui Dzeko lo aveva occupato con la sua classe, ma anche con una progressiva staticità. Il dinamismo, la tigna, la reattività, così come la voglia di rincorrere qualsiasi portatore di palla e l’aggressività sono le qualità richieste da Mourinho per il suo attacco. Abraham-Shomurodov finora hanno mostrato di poter esaudire le richieste dello Special One. 2 gol e 2 assist per l’inglese, 4 assist e 1 rete per l’uzbeko (più 4 legni complessivi), il bottino nelle prime sfide stagionali. Ma non sono i numeri a descrivere l’effettivo valore di questi due acquisti. L’impatto con la Roma della ‘nuova coppia d’oro’ è stato devastante: due pirati che si producono in costanti arrembaggi alla porta avversaria, due cavalli di razza indomabili, due elementi che con modalità diverse hanno portato in campo un’elettricità che mancava da anni. E il riflesso finale qual è? Che chi gli sta intorno deve adeguarsi a questa intensità, altrimenti si sta in panchina (Mourinho dixit).

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Allenamenti

Roma, nulla di grave per Karsdorp. Lavoro di scarico per chi ha giocato ieri

La Roma è tornata in campo dopo la vittoria per 5-1 contro il CSKA Sofia, per iniziare a preparare la sfida di domenica pomeriggio contro l’Hellas Verona. Nulla di grave per Rick Karsdorp, uscito ieri sera all’intervallo per un presunto leggero affaticamento muscolare. Solo crampi anche per Calafiori. Dunque tutta la rosa a disposizione tranne Spinazzola. Lavoro di scarico per chi ha giocato ieri.

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Roma-CSKA Sofia, le pagelle di Retesport: Pellegrini trascina i giallorossi alla sesta vittoria

Un pokerissimo che vale la sesta vittoria consecutiva da inizio stagione e regala alla Roma i primi tre punti in Conference League. Una vittoria in rimonta per gli uomini di Mourinho, trascinati da un Pellegrini scintillante, autore di una doppietta e di una serie di giocate d’autore.

I MIGLIORI:

Pellegrini 8
– Shomurodov 7,5
– El Shaarawy 7

Le pagelle di Retesport a cura di Francesco Oddo Casano

Rui Patricio 6,5 – Pronti via è costretto suo malgrado a raccogliere in rete un destro imprendibile di Carey, poi quando impegnato di rado mostra la consueta sicurezza, senza sbavature e senza affanni

Karsdorp 6,5 – 45 minuti a tutta birra per l’olandese che ogni volta che si affaccia negli ultimi 30 metri avversari mostra un passo diverso agli avversari. Suo l’assist del pareggio

Mancini 6,5 – Non irreprensibile in occasione della rete del vantaggio bulgaro, poi non concede più un centimetro agli avversari, concedendosi il lusso anche della rete del poker. Sicurezza

Smalling 6 – Rientro e rodaggio necessario, soprattutto nei primi venti minuti quando necessita di ritrovare il passo giusto in una squadra che a tratti vola sul campo. Sfortunato in occasione del palo colpito nella ripresa

Calafiori 6,5 – Prima parte di grande attenzione per non concedere nulla sul suo lato, seconda parte straripante. Da una sua discesa da mezzofondista nasce l’occasione del tris che chiude i giochi all’Olimpico

Villar 6,5 – Era un test per provare ad iniziare una tortuosa scalata verso la titolarità. Un po’ come avvenne lo scorso anno in Europa League. Ottima prestazione dello spagnolo, che non sbaglia un passaggio

Diawara 6,5 – Riposizionato nel cuore della manovra giallorossa dopo un mercato trascorso sulle montagne russe e la triste vicenda del colpo di stato in Guinea, trova le giuste linee di passaggio, senza mai regalare nulla agli avversari

Perez 6 – Sgroppa sull’out di destra con un’altra verve rispetto al passato. E’ palese il lavoro motivazione sullo spagnolo, che non trova però il guizzo decisivo per iscrivere il suo nome sul tabellino

Pellegrini 8 – Un capitano scintillante, con la fascia al braccio, pronto a caricarsi la Roma sulle spalle anche dinanzi alle difficoltà. Sembra il revival di storie già vissute, ma è semplicemente il meraviglioso momento di Lorenzo Pellegrini, che con una doppietta straordinaria mette un’altra – metaforica – statuetta di MVP della stagione sulla sua personale bacheca. Gioiello

El Shaarawy 7 – Riprende da dove aveva lasciato, quella magia contro il Sassuolo che ha mandato in visibilio uno stadio intero. Lascia l’impronta del Faraone anche sulle spalle dei bulgari, con un destro secco all’angolino. Ritrovato

Shomurodov 7,5 – Una furia, un carrarmato a tratti inarrestabile. Eldor corre, lotta, suda, si costruisce da solo occasioni da gol ma si infrange sfortunatamente su Busatto e sul palo. Suoi due assist di serata. Prezioso

Mourinho 7,5 – Sta costruendo un giocattolo interessante, fatto di grinta, cuore, carattere ma anche bel gioco. Tracimante la forma e l’intensità mostrate sul CSKA. 6 su 6, la sua prima Roma è praticamente perfetta

Sost.
Veretout 6
Cristante 6
Abraham 7
Kumbulla 6
Ibanez 6

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Esclusiva Retesport – Tempestilli: “Mou un colpo dei Friedkin, può riportare la Roma in vetta. Pellegrini? Ragazzo fantastico, è e sarà un grande capitano” (AUDIO)

Tonino Tempestilli, ex difensore e dirigente della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport 104.2 FM nel corso di 1927. Queste le sue parole:

Sulla carriera da calciatore alla Roma?
“Sono stato un privilegiato, da giocatore davo tutto in campo ma ho avuto la fortuna di giocare con la maglia della Roma. Auguro a qualsiasi giovane di ripetere una carriera da professionista come la mia. Sono stato allenato da ragazzino al Banco Roma da Giacomo Losi, ti inculcava la tigna, la voglia di vincere. Poi passai all’Inter, subito dopo il Como per finire alla Roma, dove mi sono tolto diverse belle soddisfazioni”

L’entusiasmo che si sta vivendo in questo momento, complice l’arrivo di Mourinho, ricorda tanto la stagione dell’89’ al Flaminio sul piano dell’empatia e dell’euforia. Trovi delle similitudini?
“Se devo esser sincero sì, va dato merito ai Friedkin di aver portato nella capitale Mourinho, che sta trasferendo a tutto l’ambiente la sua voglia di vincere e l’entusiasmo. Ci sono state delle difficoltà come l’infortunio di Spinazzola ma in silenzio la proprietà ha completato un mercato importante, rispetto ad una rosa che era già competitiva”

Mou-Capello, ci sono delle assonanze?
“Il 2001 fu un anno incredibile, costruimmo una squadra straordinaria che vinse meritatamente lo Scudetto. Mourinho e Capello sono diversi come allenatori, ma il percorso sembra simile, come quando Sensi scelse un top manager ora anche i Friedkin hanno deciso di ripartire da un allenatore straordinario. Mi auguro che si arrivi a dama, come avvenne 20 anni fa”

Pellegrini lo conosci da quando era ragazzino nelle giovanili. Totti ha detto che è e sarà un degno capitano della Roma. Sei d’accordo?
“Dissi in tempi non sospetti che Pellegrini sarebbe stato un degno capitano della Roma, un ragazzo fantastico, un calciatore straordinario, ha tutte le qualità morali per proseguire la tradizione dei capitani romani e romanisti. E’ successo anche a Francesco di vivere periodi di difficoltà rispetto ad una parte del pubblico, ma è fisiologico. Discutere Pellegrini è follia”

Zaniolo?
“Spero abbia messo alle spalle questi problemi fisici e possa tornare al top della condizione. Deve rimanere umile, continuare a lavorare e chi gli sta vicino mi auguro lo aiuti a non commettere errori”

Negli scorsi anni, c’è un calciatore su cui avresti scommesso tanto e invece non ha reso per quelle che erano le sue potenzialità?
“Cengiz Under, lo vedevo in allenamento ed era sorprendente: esplosività, gran corsa, tiro potente. Si è perso, è un peccato perchè pensavo realmente avrebbe sfondato nella capitale”