(Francesco Oddo Casano) – “Questo schema non era quello che volevo sviluppare con la squadra. Abbiamo adattato El Shaarawy che ovviamente non è un terzino ma un’ala molto offensiva per cercare di equilibrare la squadra che è squilibrata in questo momento con i tanti problemi che abbiamo. Il problema non è Zaniolo. Io sono contento. Se ho tempo per lavorare e per sviluppare, lo vedo anche come uno dei due attaccanti perché lo può fare”. Josè Mourinho ha tracciato necessità, profili, sviluppi, parlando di calcio, spiegando. Quello che serve in situazioni che possono diventare spinose, se si pensa di dover cavalcare per forza un (non) problema.

Non c’è nessun caso Zaniolo, nessuna voglia da parte della Roma di cederlo, tanto meno l’idea di Mourinho di privarsi tecnicamente nelle prossime sfide di uno dei suoi migliori calciatori: “Non c’è nessuno problema. Giovedì o domenica, o tutte e due, sicuramente giocherà”, lapidaria la conferma dello Special One. Il 22 giallorosso ha certamente vissuto qualche alto e basso di troppo, dovuto a quasi due anni di inattività, ma Mourinho sin dall’inizio della sua avventura nella capitale, lo ha considerato a ragione un inamovibile, schierandolo sempre titolare, fino a Venezia. Lì qualche acciacco di troppo e un ingresso un po’ indolente hanno contribuito, forse, a lasciare un leggero alone negativo su una sosta che ha permesso al ragazzo di lavorare sodo atleticamente e tatticamente. Il portoghese, da comunicatore esperto, ha compreso già le particolari dinamiche di questa città e non a caso ieri ha voluto dissipare il campo da dubbi e retro pensieri, parlando addirittura di ‘cazzate’ scritte negli ultimi giorni. I diverbi da campo – presunti o reali – fanno parte del gioco e chi meglio di Mourinho (oltre 1000 panchine in carriera) sa come gestire giovani di talento, con personalità importanti, che finora però hanno maturato solo 64 apparizioni in Serie A. La generosità in campo di Nicolò su ogni pallone è palese, qualche errore di lettura appartiene alla necessità di recuperare due anni di calcio trascorsi davanti alla tv in attesa di recuperare la miglior condizione ma anche all’obbligo di imparare a giocare un calcio più collettivo, rispetto agli impetuosi strappi individuali, che non possono però rappresentare le uniche frecce nella faretra dell’attaccante giallorosso.
I sorrisi del calciatore, segnalati anche sui social oggi dalla mamma, sottolineano la partecipazione sincera di Zaniolo all’esultanza di gruppo e alla gioia per Felix, divenuto in poche settimane una mascotte del gruppo. Dunque nessun caso. La Roma ieri ha riacceso i motori, dopo un mese nerissimo. Ora lo Zorya, poi il Torino e il Bologna, Zaniolo ritroverà spazio, magari anche il gol e tutto sarà spazzato via come sempre dal campo, unico giudice supremo di questo sport.

