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Totti, la Roma e il Mondiale: gli arabi in pressing

Il mondiale del 2022 è alle porte e a breve ci sarà il play off per l’Italia. Francesco Totti potrebbe essere protagonista, come scrive La Gazzetta dello Sport. È uno dei commentatori più ricercati, ma non ha ancora accettato nulla. Per i prossimi Mondiali in Qatar (21 novembre-22 dicembre) tante tv internazionali stanno cercando Francesco Totti, molto popolare nel mondo arabo. Tra queste Bein Sports, pronta ad offrire all’ex capitano giallorosso un ingaggio faraonico come opinionista. Lui però per adesso non ha preso accordi con nessuno. E non è detto che lo farà.

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Troppi gialli e troppi rossi. La Roma paga il nervosismo

José Mourinho, Tiago Pinto, Nuno Santos e Stefano Repetti, rispettivamente l’allenatore, il general manager, il preparatore dei portieri e il preparatore atletico. Domenica contro lo Spezia (ore 18) sarà una Roma dimezzata dal Giudice sportivo più nello staff che nei calciatori. Il finale convulso della partita contro il Verona – finita 2-2 in rimonta dallo 0-2 – è costato caro al tecnico portoghese e ai suoi collaboratori, scrive il Corriere della Sera.

Se il nervosismo da campo può essere in qualche modo giustificato, a stupire è la squalifica del generale manager per le parole rivolte a Pairetto sotto il tunnel dello stadio Olimpico a fine partita. Un episodio che è sintomatico della tensione che si vive a Trigoria, un marchio distintivo dello Special One che fin dalle amichevoli estive (fu espulso in quella contro il Betis Siviglia) ha cercato di trasmettere ai suoi calciatori uno spirito combattivo che non tutti hanno. E, come spesso accade in questi casi, è alto il rischio di varcare il confine tra personalità e isteria (a volte collettiva) perdendo il controllo. Con 67 cartellini gialli in 26 partite di campionato, 5 rossi per somma di ammonizioni e 1 rosso diretto, quella giallorossa è la più  sanzionata tra le prime otto della classifica. Più che una Roma nervosa, però, a Mourinho serve una squadra con personalità. E non è la stessa cosa.

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Sveglia Zaniolo: l’aria di casa per rinascere

L’infortunio, poi il video inopportuno in discoteca sabato sera, quindi la ripresa degli allenamenti e obiettivo La Spezia, casa sua. Nicolò Zaniolo ci riprova, tenta il salto in alto definitivo, tra le dolci mura domestiche, scrive Il Messaggero. Lui, alla Roma, quest’anno un po’ è mancato: questa stagione doveva essere del rilancio, ma è stata costellata da altri infortuni e imprevisti vari e un rendimento altalenante, con pochi guizzi, due soli gol in campionato e lo stesso numero in Conference. Poco, davvero. 

La Roma con lo Spezia punta su Zaniolo

La Roma su Zaniolo vuole puntare, pur avendo scelto di stoppare ogni discorso sui rinnovi per il momento. E questo vale per tutti, non solo per Nicolò. Che aspetta il prolungamento-adeguamento del contratto anche per stare più tranquillo dopo quello che ha passato con la doppia rottura del crociato. Domenica c’è lo Spezia. Il papà Igor vive li, pur essendo nato a Genova, e in quel club ha vissuto forse i suoi migliori anni da calciatore. Poi c’è la mamma, Francesca, spezzina anche lei: insomma, La Spezia è casa. E lui vuole essere protagonista, anche se il posto non è assicurato, visto che viene da un infortunio e visto anche che la concorrenza aumenta: Mou ha recuperato in un colpo sia El Shaarawy siaShomurodov.

23.1.2022 Empoli vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Zaniolo esulta (Foto Gino Mancini)
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Con la difesa a 4 la squadra raccoglie di più

Il grande dubbio per La Spezia è capire se Mourinhocontinuerà a schierarsi con la difesa a tre o deciderà di tornare a quella a 4, che poi è la sua preferita, come ammesso a più riprese nel corso della stagione. Numeri alla mano, però, come riporta La Gazzetta dello Sport,delle 35 partite giocate fin qui la Roma ne ha disputate 19 con la linea a 4 e 16 con quella a 3. Nel primo caso ha raccolto 12 vittorie, un pareggio e 6 sconfitte, con una media-punti di 1,95. Nel secondo le vittorie sono state 6, 5 invece i pareggi e le sconfitte. Per una media-punti di 1,44 a gara.

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Sognando Totti, la Roma e l’asse con Mou: la città aspetta i suoi totem

Totti e la Roma, un legame indissolubile, scrive La Gazzetta dello Sport. Per Francesco, ovviamente. Ma anche per la gente romanista, quella che per 25 anni lo ha apprezzato e ammirato in mezzo al campo, come baluardo posizionato lì, a tutela di un amore infinito. E rivederlo di nuovo in giallorosso, dopo la prima esperienza biennale da dirigente (dal 2017 al 2019), stuzzica gli appetiti di tanti. Non solo dei Friedkin, che intorno a questa idea ci girano intorno da un po’ senza mai accarezzarla davvero dal vivo, ma che prima o poi troveranno il modo di mettersi a tavolino con lo storico capitano giallorosso per capire come e quando iniziare a lavorare insieme.

Roma, i tifosi aspettano il ritorno di Totti

È un percorso che sembra quasi scritto negli astri, nel destino. E che negli ultimi tempi sembra aver vissuto un’accelerata importante rispetto al passato.  Solo l’idea di poter avere due totem in società come Totti e Mourinho fa impazzire la gente. Basta il pensiero, basta l’idea di vederli lì, insieme, a lavorare a Trigoria per il bene della Roma, che sia presente o futuro. Perché queste due sono senza rischio di smentita alcuna le due figure più forti di sempre della storia giallorossa, a prescindere dai trascorsi più o meno lunghi e dal loro passato dentro e fuori Trigoria. Di certo c’è che niente e nessuno nella Roma ha avuto più impatto di Francesco e José, anche se in tempi e in modi diversi. Perché uno è quello che ha dato la sua vita (e lustro) alla Roma, l’altro è il condottiero che ha vinto tutto, l’allenatore più vincente della storia romanista. Loro due sono più importanti della Roma, mediaticamente parlando, ma anche a livello carismatico, di presa sulla gente. E il solo pensiero di vederli insieme nella Roma manda in visibilio tanti tifosi. Perché se Totti è l’amore infinito, Mourinho è la lotta, la battaglia, l’ardore. Negli ultimi tre mesi Francesco Totti è tornato ad avvicinarsi sempre più spesso alla Roma, allo stadio ma non solo. I contatti con i Friedkin ci sono (a prescindere dal suo accordo professionale con Digitalbits, il main sponsor del club), il rapporto con il g.m. Tiago Pinto è schietto e sincero, gli amici dentro Trigoria non mancano di certo. Insomma, la città sa benissimo che le condizioni per poter tornare a vedere Totti lavorare per la Roma ci sono tutte, in molti aspettano solo che si possano concretizzare.

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In 5 tornano a disposizione: con Zaniolo pure Micki e Mancini

Buone notizie per José Mourinho, scrive La Gazzetta dello Sport, in vista della trasferta di domenica prossima a La Spezia: la grande emergenza che c’era stata contro il Verona non c’è più. Se Ibanez ne avrà ancora per un po’, sono tornati a disposizione di Mourinho Mancini, El Shaarawy, Shomurodov e Mkhitaryan. La situazione più delicata è quella di ElSha che viene da un doppio problema al polpaccio e quindi va gestito con cautela. Gestione anche per quanto riguarda Nicolò Zaniolo, out la scorsa settimana per un problema al quadricipite: si sta allenando con i compagni, sta molto meglio, a giocare nel «suo» stadio ci tiene ovviamente tanto ma, anche lui, tornerà in campo solo quando non ci sarà alcun ulteriore rischio.

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Tocca a Foti. Poteva essere come Ibra, ora va a scuola da Josè

Chi conosce bene Salvatore Foti, quando la Roma a sorpresa ha annunciato il suo ingaggio al posto di Joao Sacramento, come vice di José Mourinho, scrive La Gazzetta dello Sportnon si è sorpreso: “È uno che sa conquistarti con la sua passione per il calcio“. Che sia vero o meno, in poche settimane Foti è stato apprezzato da tanti, a Trigoria, per la personalità in campo e la discrezione fuori. Domenica a La Spezia in prima fila dovrà esserci per forza, vista la squalifica di Mourinho. Sarà lui a guidare la squadra anche se tecnicamente sulla distinta al posto di Mou l’allenatore sarà Michele Salzarulo, match analyst, in possesso del patentino di prima categoria. La guida della Roma, però, sarà in mano a Foti, 33 anni, ex attaccante di Venezia, Lecce e Sampdoria, nello staff di Giampaolo alla stessa Samp, al Milan e al Torino. A 16 anni lo cercavano Chelsea e United, anche la Roma con Bruno Conti che tempestò di telefonate la famiglia, ma la trattativa non andò mai in porto. Diciotto anni dopo, invece, gli sono bastati qualche call e un paio di incontri per convincere Mourinho e la dirigenza che potesse essere l’uomo giusto al momento giusto.  Era stato etichettato, per via del fisico soprattutto, come “nuovo Ibra” ma l’appellativo non gli è mai piaciuto granché. A fare il suo nome è stato Stefano Rapetti, preparatore atletico della Roma, che sapeva come Mou cercasse un vice giovane, affamato e rispettoso dei ruoli. Foti sembra essere tutto questo, lo si vede nelle foto e nei video degli allenamenti a Trigoria con la cartellina in mano e al momento ha il patentino Uefa B. Salvatore è figlio d’arte, visto che suo padre Michele era un bomber del calcio dilettantistico siciliano. Lasciato il pallone, è diventato direttore di banca a Palermo, investendo in quel figlio, tanto bravo quanto sfortunato, tutte le sue energie. D’altronde, se a 18 anni France Football ti dedica uno spazio come Under 20 tra i migliori d’Europa e poi il fisico ti fa interrompere prematuramente la carriera a qualcosa devi per forza aggrapparti. E Foti si è aggrappato al suo amore per il calcio, decidendo di intraprendere la carriera di allenatore. Marotta lo aveva paragonato a Vieri, in quell’articolo di France Football il suo nome era accostato a quelli di Messi, Aguero e Fabregas, oggi invece torna alla ribalta perché sarà sulla panchina di uno degli allenatori più importanti della storia del calcio.

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APPROFONDIMENTI

Graziani a RS: “Mourinho non è stato finora un valore aggiunto”

“C’è rammarico, perchè questa è una squadra che dovrebbe lottare per il quarto posto. La Roma tranne 7-8 partite, dove ci siamo identificati in lei, è stata troppo discontinua”. Così Ciccio Graziani, ex centravanti della Roma, ai microfoni di Retesport.

Nella sezione podcast puoi riascoltare gli interventi degli opinionisti di Retesport

Nel corso di 1927, Graziani ha parlato anche di Mou: Mourinho, ad oggi, non è stato un valore aggiunto’’.

Riascolta qui il suo intervento

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GIOVANILI

Primavera, colpo Roma a Torino: battuta la Juve, giallorossi in semifinale di Coppa Italia

Stagione magica per la Roma Primavera, che nel pomeriggio in una emozionante sfida contro la Juventus ha vinto ai rigori dopo il risultato di 2-2 nei tempi regolamentari. Vantaggio bianconero siglato da Mbangula, poi i giallorossi ribaltano con Satriano e Pagano il match portandosi sul 2-1. Nel finale del secondo tempo il pari di Chibozo.

Non cambia il punteggio nei tempi supplementari, con le squadre che si sfidano ai calci di rigori: protagonista Mastrantonio che neutralizza dal dischetto Bonetti e Sekularac.

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Allenamenti

Trigoria, recuperato anche Shomurodov

La Roma ha proseguito oggi a Trigoria il lavoro sul campo, in vista della sfida di domenica contro lo Spezia. Buone notizie per Josè Mourinho, che dopo El Shaarawy e Zaniolo, ha ritrovato in gruppo Eldor Shomurodov, rimasto ai box nei giorni scorsi.

Mou recupera quasi tutti gli attaccanti

Ancora out Ibanez, Spinazzola, Mkhitaryan e Carles Perez. Il terzino azzurro sta proseguendo il lavoro sul campo, come testimoniato dalla Roma sui social.