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Micki milleusi per la Roma che verrà

Mkhitaryan, ecco il regista per Mourinho. L’armeno è riuscito a farsi apprezzare anche in quel ruolo, rimasto vacante dopo i tentativi falliti nelle ultime due sessioni di mercato. L’allenatore a fine stagione chiederà la sua conferma. 

Micki – scrive Il Corriere dello Sport – non ha più suggestioni russe per il futuro. Aveva offerte da Krasnodar e Spartak Mosca, ma con la crisi Russia-Ucraina quelle piste si sono raffreddate. L’attaccante si trova bene con la sua famiglia a Roma ed è disposto a prendere in considerazione il rinnovo del contratto che scade a giugno. La società farà una valutazione a fine stagione. Il discorso sui rinnovi è in stand-by, se ne riparlerà nei prossimi mesi.

Nelle ultime partite Mkhitaryan ha dimostrato una duttilità tattica molto apprezzata da Mourinho. Con il 3-5-2 l’armeno è retrocesso in alcune partite a centrocampo. Il suo ruolo naturale è quello di trequartista, ma ha dimostrato che all’occorrenza può fare anche il regista.

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Commissioni ridotte: la rivoluzione di Pinto inizia dai procuratori

 C’era una volta una società che per convincere i giocatori a sceglierla riempiva di soldi le tasche dei loro procuratori. E così, di commissione in commissione, la Roma aveva scalato la classifica dei club più generosi con agenti, para agenti e affini, arrivando fino al secondo posto, dietro la Juventus. Un fiume di denaro.

Come scrive Il Messaggero, soltanto nel 2020, mal contati venti milioni (19,2), qualcuno in meno dei 20,8 riconosciuti dai bianconeri. Nel quinquennio 2015-20103, parecchi di meno dei 190 della Juventus, ma sullo stesso livello dell’Inter (108), una decina in più del Milan (94) e una marea rispetto ai 17 sborsati da Lotito nello stesso periodo, in cui – giusto per ricordarlo – la Lazio ha portato a casa tre trofei (una coppa Italia, due supercoppe), la Roma nulla.Ma non è solo per ragioni economiche che la nuova gestione della Roma ha deciso di darci un taglio, imponendo un tetto massimo del 10% alle commissioni per gli agenti dei calciatori acquistati o venduti; e riconoscendo solo una delle parcelle se il procuratore è lo stesso che media tra acquirente e venditore e che tratta sull’ingaggio.

Tiago Pinto  ha preso una decisione netta, coraggiosa e, dunque, apprezzabile (naturalmente avallata dalla proprietà).

E del resto, in linea con lo status del proprio allenatore: l’opportunità di lavorare con José Mourinho dovrebbe essere condizione sufficiente a convincere qualunque calciatore. Ecco perché la Roma ritiene di non aver più bisogno di mediazioni per acquistare un giocatore. L’unica commissione che a Trigoria riconoscono, è quella calcolata sull’ingaggio, il cui pagamento – altra novità rispetto al passato – ora è spalmato su tutta la durata del contratto.

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Mou, niente ricorso. Abraham, solo un gol all’Olimpico nelle ultime 6 gare

Contro l’Atalanta, nella gara di andata a BergamoAbraham è stato assoluto protagonista della vittoria della Roma, la prima (e finora unica) contro una big per il Mourinho giallorosso, con una doppietta che ha aperto e chiuso il match terminato 4-1. Da quel momento in poi il centravanti inglese non si è più fermato, segnando nelle successive 4 trasferte (MilanEmpoliSassuolo Spezia) e all’Olimpico un gol, che poi si è rivelato inutile, contro la Juventus.

Come scrive Il Corriere della Sera, quella contro i bianconeri, datata 9 gennaio, è l’unica rete segnata da Abraham nelle ultime 6 partite da lui giocate in campionato (non c’era per squalifica contro l’Inter) all’Olimpico; quello precedente lo aveva realizzato il 28 novembre contro il Torino. Tammy non vede l’ora di tornare ad esultare davanti ai suoi tifosi, e vuole farlo già dalla gara di sabato contro l’Atalanta.Quasi certamente, come nel match di Bergamo, sarà affiancato in attacco da Zaniolo, rimasto inizialmente in panchina contro lo Spezia ma poi rivelatosi decisivo per la conquista dei tre punti avendo conquistato il calcio di rigore poi realizzato dallo stesso AbrahamZaniolo, che nell’azione ha riportato una frattura al setto nasale, ieri si è allenato (senza mascherina protettiva) con il gruppo e sarà a disposizione di Mourinho, che non sarà in panchina.La Roma, infatti, ha deciso di non presentare ricorso contro la squalifica per due giornate comminata allo Special One dal Giudice sportivo dopo la gara contro il Verona.

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Mou, niente ricorso: out con l’Atalanta, tornerà ad Udine. E tocca ancora a Foti

 Niente ricorso, Mourinho con l’Atalanta sarà ancora squalificato e suo posto in panchina ancora il vice Foti. La Roma rinuncia al ricorso per la squalifica di 2 turni dopo Roma-Verona. Il club riconosce il confronto acceso con l’arbitro Pairetto, ma preferisce un passo indietro verso le istituzioni (Figc e Aia), pur ritenendo inesatte molte frasi attribuite al tecnico giallorosso.

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Le leggi di Mourinho: sulle regole non si scherza, ma c’è un premio per chi lavora

 Non è una questione di semplici errori, perché quelli José Mourinho li perdona e li corregge. Al massimo, durante le riunioni a Trigoria, si arrabbia un po’ più del solito. È invece una questione di atteggiamenti. Su quelli il tecnico portoghese non transige. In campo, vedi la partita contro il Bodo/Glimt, e nello spogliatoio.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, se è convinto che qualche giocatore sia sceso sul terreno di gioco, a maggior ragione davanti a 400 tifosi giunti fino al Circolo Polare Artico, con poca cattiveria, pensando di fare una scampagnata, lui non ci passa sopra. Se qualcuno, poco prima del riscaldamento, passa il tempo su Instagram invece di ascoltare le indicazioni del preparatore, lui lo nota. E provvede. Quelli che sono passati alla storia come gli “epurati di Bodo” e cioè VillarMayoral, Diawara  e Kumbulla sono stati il caso più eclatante.

Oltre agli atteggiamenti in campo Mourinho vuole poche, ma significative, regole fuori. Quando qualcuno esagera, però, si regola di conseguenza. E quindi manda Felix in Primavera perché è tornato all’alba dalla discoteca e non fa giocare Zaniolo dall’inizio a La Spezia un po’ perché anche lui aveva fatto serata, da infortunato, e un po’ perché alcuni atteggiamenti prima della partita con il Verona non lo avevano fatto impazzire. Considerando, poi, l’impatto che ha avuto Nicolò sulla partita, domenica scorsa, nel secondo tempo, è evidente che Mou abbia saputo toccare i tasti giusti.

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Mourinho e la Roma spariscono in discoteca

È giusto usare un ragazzino di 19 anni, arrivato a Roma un anno fa dopo un’infanzia difficile, come un esempio vivente? Punirne uno per educarne una trentina. A novembre, Felix Afena Gyan era il ragazzo volenteroso da premiare per il suo impegno, che aveva prodotto grazie a due gol la vittoria sul campo del Genoa. Scrive La Repubblica, era lo strumento per dire a tutta la squadra “prendete esempio”, con quell’incoronazione pubblica in favore di telecamera, col dono delle scarpe da 800 euro.

Un’ostentazione. Come la punizione di oggi. Lunedì Mourinho ha usato di nuovo Felix, ma per mandare un altro avviso ai naviganti: chi sbaglia, paga. Esponendolo alla gogna pubblica, dopo averlo pubblicamente esaltato. Poco importa che Zaniolo ed El Shaarawy avessero fatto lo stesso, una settimana prima, con presenze in discoteca documentate nella notte dopo una partitaccia della squadra a cui non avevano potuto partecipare.

Forse, agli occhi di Mourinho, quello di Felix è stato una sorta di tradimento, dopo tutto ciò che aveva fatto per il ragazzo. O magari ha semplicemente colto, nel reiterarsi di questa abitudine, una pericolosa deriva da arginare con le brutte. Uno scarso interesse del suo gruppo per le sorti della squadra, soprattutto da parte di chi in quel momento non fa parte del gruppo sceso in campo.

È come dire ai giocatori: “Vi interessa davvero della Roma? Importa ancora a qualcuno, qui dentro?” Restano però delle domande che le scelte di Mourinho lasciano inevase: è giusto punire un ragazzo che dalla trasferta era stato escluso per un infortunio, e non per qualche capriccio? È giusto punire lui per la sua età rispetto ai più grandi e ricchi compagni? O è soltanto un po’ più facile?

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Brioche, gin tonic e presunzione: l’esempio già rimosso del Capitano

Tre parole: vita d’atleta. Cos’è la vita d’atleta? Elevata conoscenza delle regole, massimo ascolto e massimo rispetto del proprio corpo, corretta interpretazione della realtà, che sia dilettantismo o professionismo. Come scrive Repubblica, una condizione esaltante e insieme complessa. Se poi c’è anche il talento, meglio. Ma prima occorre altro: occorre definire il perimetro.

Cosa manca alla Roma? Parecchia roba. Stando ai fatti, recenti e meno recenti, sino alla messa fuori rosa di Felix, manca anzitutto una struttura in grado di prevenire le alterazioni individuali allo schema di base: qualcosa che faccia capire ai calciatori, senza forzature, anzi prospettando i sacrifici come un traguardo di cui andar fieri, quanto sia affascinante ottenere risultati attraverso un percorso rigoroso, predeterminato e personalizzato: dalla cultura di sé all’applicazione fisica e mentale durante l’allenamento, passando per l’attenzione al riposo e la cura dell’alimentazione. A fare di testa propria c’è solo da perderci.

Lo sport è come le tabelline. A qualsiasi livello, funziona soltanto se tre per quattro fa dodici.Bisogna incasellare i punti chiave. E mai saltarne uno. Licenze sì, ma con giudizio. Quando giorni fa scrivevamo che ai ragazzi una festa è pur concessa non immaginavamo che quella sera in maschera nascondesse un modus operandi, un mollare progressivo delle tensioni sane per favorire orari malsani. Ci vuol poco per passare dal collegio all’anarchia. Felix avrà avuto davanti a sé cattivi maestri nascosti dietro la maschera dell’amico da emulare.

Ma possibile che nessuno si ricordi di un Peter Pan che è arrivato a giocare sino a 41 anni? Non parliamo di 50 anni fa ma di 5. Possibile che Totti non sia un esempio? Come fece a tener duro sino a quell’età? Con l’applicazione, la motivazione, le rinunce. Lui può dirci cosa si prova, cosa sia mai quel senso di pace che arriva quando fai a meno di una cosa per guadagnarne altre, più virtuose e gratificanti. Sembra che alla Roma, storicamente, certi concetti fatichino a passare. Si dice che spesso un giocatore viene a Roma attratto dalla potenziale dolce vita. Pare una semplificazione. Ma forse non lo è.

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Tifosi

Roma-Atalanta, raggiunta quota 35 mila spettatori

Arriva un altro aggiornamento sul dato dei biglietti venduti e quindi degli spettatori previsti per la sfida di sabato tra Roma e Atalanta. Saranno presenti 35 mila spettatori per la gara contro i nerazzurri, con ampia possibilità di raggiungere la soglia dei 40 mila spettatori.

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NEWS

Mourinho salta anche il match contro l’Atalanta: la Roma non farà ricorso

La Roma non farà ricorso per ottenere uno sconto di pena rispetto alle squalifiche di Mourinho e Tiago Pinto. La società giallorossa presumibilmente ha valutato che non ci fossero gli estremi per ottenere una riduzione della squalifica del tecnico portoghese, che dunque salterà come a La Spezia, il prossimo match casalingo contro l’Atalanta.

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Calciomercato

La strana parabola di Villar: titolare con Fonseca, bocciato da Mou e oggi flop anche al Getafe

Appena 9 minuti giocati da gennaio ad oggi e forse, più di qualche rimpianto. Gonzalo Villar non sta trovando spazio nel Getefe, dove si è trasferito qualche settimana fa in prestito insieme a Borja Mayoral. Il centrocampista spagnolo arrivava da uno scarso minutaggio maturato anche con Mourinho – poco più di 200 minuti – che ha maturato nel corso dei primi mesi nella capitale l’idea che lo spagnolo sia decisamente lontano per caratteristiche dal suo prototipo di centrocampista centrale.

Lo scorso anno titolare quasi inamovibile con Fonseca

Quasi certamente il Getafe non riscatterà Villar a giugno e dunque lo spagnolo tornerà alla base. La società giallorossa dovrà rintracciare per lui un’altra sistemazione, magari con un’attenzione specifica alle necessità tattiche dell’allenatore che potrebbe richiederlo alla sua corte. La scorsa estate era stato cercato dal Sassuolo e non è da escludere che per il tipo di calcio proposto da Dionisi, proprio il club neroverde torni alla carica per l’ex Elche, o che sia Pinto ad offrirlo come pedina di scambio per arrivare magari ad un altro calciatore come Frattesi.

Qualche giorno fa in occasione della sfida contro lo Spezia, Villar ha postato una story su Instagram con un cuore rivolto ai suoi ex compagni di squadra impegnati nella sfida di campionato. Lo spagnolo è rimasto legato alla capitale e ai colori giallorossi, ma è altamente probabile che sia inserito nella lista dei partenti al pari di Diawara, Darboe e altri calciatori che Mourinho non reputa all’altezza del suo progetto tecnico.