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Rassegna stampa

Amaro Mou: “Ormai è rigore solo se ti tuffi”

È andata male perché abbiamo perso una partita che si poteva vincere facilmente per come abbiamo giocato“. L’analisi – scrive La Repubblica – piena di rammarico a caldo di José Mourinho descrive bene il copione del film visto all’Olimpico, che a fine gara ha ricoperto di applausi scroscianti una Roma stremata dalla fatica e dalla sfortuna.

Chi è sceso in campo ha giocato in maniera sufficiente a vincere facile. Purtroppo non abbiamo segnato e per questo abbiamo perso. Non mi piacciono gli zero punti, ma mi piacciono il gioco e lo spirito” prosegue lo Special One.

Anche senza Dybala (fermatosi nel riscaldamento), i giallorossi sono comunque riusciti a totalizzare 21 tiri verso la porta dell’Atalanta. Quello che poi ha fatto la differenza è stato l’unico che l’Atalanta è riuscita a piazzare nella porta di Rui Patricio. Mourinho svela poi come il piano gara, preparato in settimana, fosse completamente diverso: “L’abbiamo studiata come tutte le altre, loro hanno alle spalle sette anni passati a lavorare insieme a Gasperini. Si sono abbassati, hanno avuto rispetto per noi invece di pressare alti. Ieri abbiamo lavorato tantissimo con Dybala in campo, oggi abbiamo giocato con Matic. Lui ha giocato 90 minuti giovedì, il piano era di farlo entrare magari sull’1-0 per noi. Però abbiamo extra-dominato ed extra-creato, per questo esco senza feeling negativo per i miei giocatori”.

Non sono mancati i momenti di tensione con l’arbitro Chiffi, che ha espulso Mourinho dopo non aver concesso un rigore, parso alla panchina giallorossa abbastanza solare: “Sono andato da Chiffi per chiedergli perché non avesse dato rigore su Zaniolo nel primo tempo. Io voglio essere il migliore allenatore possibile, dico ai giocatori di non buttarsi se pensano di poter continuare ad attaccare o segnare. A Chiffi ho chiesto ‘è impossibile dare rigore se il giocatore non si butta per terra?. Se sì, cambio indicazioni ai giocatori e gli dico che si devono buttare per terra’. Non mi ha risposto“.

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Rassegna stampa

Dybala e Pellegrini, ansia per gli infortuni muscolari

La sconfitta contro l’Atalanta non è stata l’unica brutta notizia per José Mourinho, che ne ha ricevute altre due. Come scrive Il Corriere della Sera, una prima e una durante la partita: la è arrivata durante il riscaldamento, perché a pochi minuti dal fischio d’inizio si è fermato anche Dybala.

L’argentino ha accusato un affaticamento al flessore della gamba sinistra, e per precauzione lo staff medico della Roma ha deciso di non rischiarlo e di mandarlo in tribuna. Già oggi l’attaccante dovrebbe sottoporsi ad esami strumentali per capire l’entità dell’infortunio. In ballo c’è partenza con la nazionale argentina: il c.t. Lionel Scaloni, infatti, lo ha inserito nella lista dei convocati per le amichevoli contro Honduras e Giamaica, ma Mourinho a fine partita ha detto che la Joya non raggiungerà la Seleccion.

Non partirà nemmeno Pellegrini. “Ha sentito tirare al flessore – la spiegazione di Mou – sull’1-0 non è voluto uscire, ha voluto andare fino alla fine come capitano, come uno che voleva aiutare e questo è un problema per noi. Vediamo se 15 giorni sono sufficienti per recuperare Lorenzo e Paulo“. Anche Pellegrini si sottoporrà agli esami di rito.

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NEWS

Mourinho: “Chiffi non mi ha risposto sul rigore di Zaniolo. Abbiamo dominato, manca solo il gol”

Al termine di Roma-Atalanta, ha parlato José Mourinho

José Mourinho in conferenza stampa

Partita nata male con l’infortunio di Dybala, cosa è successo?
“È andata male perché abbiamo perso una partita che potevamo vincere facile per come abbiamo giocato. L’infortunio di Dybala è muscolare, è dura per lui e per la squadra, è successo mezz’ora prima della partita. Se possiamo immaginare questo dominio nell’ultimo terzo, con tante palle gol create, si può fare un po’ di speculazione, se Paulo avesse giocato sarebbe stato diverso. Si può dire, ma questa non è stata la partita perché Paulo non ha giocato. Chi ha giocato ha fatto abbastanza per vincere facile. Purtroppo non abbiamo segnato e per questo abbiamo perso. Non ci piace aver preso 0 punti, ma ci piace il gioco, lo spirito. Abbiamo un problema con Lorenzo che ha sentito tirare al flessore, sull’1-0 non è voluto uscire, ha voluto andare fino alla fine come capitano, come uno che voleva aiutare e questo è un problema per noi. Vediamo se 15 giorni sono sufficienti per recuperare Lorenzo e Paulo”.

L’espulsione?
“Con Hateboer non è successo niente”.

Al di là della partita in sé, vede Abraham con la stessa testa dello scorso anno?
“Tammy è un ragazzo straordinario, che vuole fare bene, che soffre quando non fa bene, che vive un momento fra il piccolo infortunio, partite che non sono uscite bene, sicuramente vive un momento poco felice. Gli attaccanti sono un po’ così. Ma zero critiche, continua a essere lo stesso bravo ragazzo e professionista, non è qui in vacanza ma per imparare e migliorare. Arriverà, ci sono tanti giocatori che stanno attraversando un momento individuale buonissimo, lui non è a questo livello”.

Negli ultimi anni l’Atalanta è stata sempre protagonista, oggi si è difesa tutto il tempo. Cosa ha studiato dei nerazzurri?
“Li abbiamo studiati come tutti gli avversari, hanno 5-6-7 anni insieme a Gasperini, ha cambiato un po’, si è abbassata, ha avuto rispetto per noi, hanno giocato basso anziché pressare alto. Abbiamo lavorato tantissimo con Paulo ieri, oggi abbiamo dovuto giocare con Nemanja dall’inizio, aveva giocato 90 minuti contro l’Helsinki, era programmato che potesse entrare in una situazione di vantaggio per noi. Questo ha cambiato il compito di determinati giocatori. Abbiamo stradominato, stracreato e per questa ragione esco senza un feeling negativo coi miei giocatori. Non abbiamo messo la palla dentro la porta e abbiamo avuto tante possibilità per farlo. Abbiamo giocato qui con Monza e Cremonese, questa è stata la partita più facile, in cui abbiamo dominato. È stato tutto facile per i difensori, abbiamo creato tante palle gol ma il calcio può essere così”.

Qual è il suo giudizio sui tre episodi di Zaniolo?
“Sono andato dall’arbitro per chiedergli perché non ha dato rigore nel primo tempo. Gli ho detto che voglio essere il migliore allenatore possibile, dicendo ai miei di non buttarsi se possono continuare l’azione, gli ho chiesto se sia impossibile dare un rigore se il giocatore non si butta per terra. Se mi risponde di sì, io cambio il mio allenamento coi miei giocatori e dico loro di buttarsi. Non mi ha risposto. Volevo una risposta obiettiva e il suo osservatore mi ha risposto educatamente che dipende dai criteri, ehm, non mi ha risposto”.

Ora c’è la sosta che può essere importante per capire bene che macchina ha in mano o ha già le idee chiare?
“È una sosta in cui tanti giocatori vanno in nazionale, Paulo e Pellegrini sono infortunati. Possiamo recuperare El Shaarawy e Kumbulla che sono già fuori, lo vedremo. Sono due settimane in cui gente come Belotti, Camara hanno bisogno di lavorare per migliorare il livello fisico. Al di là di questo, niente, un po’ di giorni liberi, non c’è molto da fare. Preferirei Lorenzo e Paulo in nazionale, avrebbe significato che non avrebbero lavorato con noi ma sarebbero stati pronti per la prossima. L’infortunio è meno positivo”.

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SOCIAL ROMA

Abraham si scusa sui social: “Tornerò più forte”

“Mi scuso con tutti per il risultato, tornerò migliore e più forte”. Così Tammy Abraham su Instagram al termine del match perso contro l’Atalanta. L’inglese al triplice fischio di Chiffi, si è diretto verso la Curva battendosi la mano sul petto e chiedendo scusa al pubblico per i clamorosi errori sotto porta commessi.

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Pagelle

Roma-Atalanta 0-1, le pagelle di Retesport

Il calcio è uno sport anomalo, strano nelle sue dinamiche. Capitano gare in cui tiri in porta due volte e fai gol, altre in cui domini, vai sotto, continui a dominare, sbagli l’inverosimile e alla fine perdi 1-0, con un solo tiro subito nello specchio. Quest’ultima è la fotografia del match dell’Olimpico perso dalla Roma contro l’Atalanta. Gigante la prova di Smalling capace a campo aperto quasi da solo di erigere un muro sostanzialmente invalicabile. Bene la Roma sul piano dello sviluppo del gioco, nonostante l’assenza di Dybala, con una miriade di occasioni create ma vanificate. Pesano gli errori sotto porta di Abraham (due volte), Ibanez, Shomurodov e altre occasioni sprecate.

Le pagelle di Retesport:

Rui Patricio SV

Mancini 6,5

Smalling 7

Ibanez 6,5

Celik 6

Cristante 6

Matic 6

Spinazzola 6,5

Zaniolo 5,5

Pellegrini 5,5

Abraham 5

Mourinho 6,5

Sost.:
Belotti 6,5
Shomurodov 5,5
Zalewski Sv

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Tifosi

Roma, ritorno di Zago sotto la Curva Sud

Prima di Roma-Atalanta, gran bella sorpresa all’Olimpico: dopo esser stato calciatore – del terzo scudetto giallorosso – e collaboratore tecnico nella stagione 2011-2012, Antonio Carlos Zago è tornato allo stadio per un saluto ai suoi tifosi. Grandi applausi e il coro che nel 2000 accompagnava le sue gesta in campo.

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NEWS

Serie A, crollano Juve e Inter in trasferta. I risultati di oggi

Negli altri match domenicali della settima giornata di Serie A, clamorose sconfitte di Inter e Juventus in trasferta. I nerazzurri sono caduti a Udine per 3-1. Continua la crisi nera di Allegri che perde anche a Monza per 2-0.

Successo della Lazio in trasferta a Cremona per 4-0. Torna alla vittoria anche la Fiorentina per 2-0 in casa contro l’Hellas Verona.

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Interviste

Abraham: “Voglio migliorarmi, Roma scelta giusta. Dybala è un leader”

Tammy Abraham ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Daily Mail. Ecco le sue parole:

La tua prima stagione con la Roma non poteva andare meglio con 27 gol. Deve darti fiducia. Cambia anche la tua prospettiva dati gli standard che hai fissato?
“C’è qualcosa in me che dice che voglio fare ancora meglio. Come personaggio, è così che voglio crescere. Guardo Erling Haaland che è il giocatore di cui si parla di più al mondo in questo momento. Lo uso come motivazione segreta, per cercare di raggiungere quel livello, raggiungere quegli obiettivi. Il successo degli altri giocatori, questo è ciò che mi fa andare avanti”.

Sei passato dall’essere dentro e fuori al Chelsea a giocare ogni settimana, ad essere l’uomo principale. È un cambiamento di stato…
“Se un paio di anni fa mi avessi detto che avrei giocato in Italia, non ti avrei creduto. Lasciare il Chelsea è stato difficile, è lì che sono cresciuto dall’età di sette anni. Non sapevo molto del calcio italiano, ma mi ha aiutato a crescere come giocatore e come uomo. Sono uscito dalla mia zona di comfort e non ho rimpianti. Amo la vita qui e ha tirato fuori un altro lato del mio gioco. Al Chelsea, ero considerato puramente come una punta. Qui ho imparato diversi aspetti del gioco. Se i nostri avversari hanno più tempo la palla, so come posizionarmi sulla difensiva. Devi essere più cinico perché potrebbero essere poche”.

Diciamo che la Premier League è la migliore. Come si confronta con la Serie A?
“Entrambi hanno qualità che l’altro non ha. Il calcio italiano è molto tattico. Le squadre vogliono impedirti di segnare il più possibile. Penso che si concentrino principalmente sul non subire gol, il che ovviamente rende più difficile per un attaccante. Una cosa che dovevo imparare in fretta era come prendere i falli. Tenere la palla in alto quando la tua squadra potrebbe aver bisogno di una pausa. Piccole cose del genere”.

Ho incontrato il tuo manager José Mourinho in un paio di occasioni in eventi come Soccer Aid. L’ho trovato diverso dalla sua immagine, era piuttosto gioviale. Ovviamente tu però vedi il lato professionale…
“È uno dei migliori per la gestione dell’uomo. Sa parlare con i giocatori. Nel mio caso, non mi dice mai quanto sto facendo bene. All’intervallo, non ricevo mai un “Ben fatto”, anche se in fondo alla mia mente penso: “Sai che sto giocando bene”. Vuole che tu faccia sempre meglio. Prima della semifinale di Europa Conference contro il Leicester della scorsa stagione, mi ha trascinato in una stanza e ha detto: “Tam, non penso che tu sia stato abbastanza bravo”. Sono rimasto sorpreso perché avevo segnato nella partita precedente. Gli ho chiesto cosa volesse dire e mi ha detto che non vedeva il Tammy che aveva visto giocare contro la Lazio per esempio. È stato motivante e ho finito per segnare il gol della vittoria contro il Leicester”.

Sono sempre impressionato da come vestono bene i giocatori italiani. Pensi che alcuni dei tuoi compagni inglesi potrebbero avere difficoltà con questo?
“Lo standard è alto, penso che le persone si sveglino un’ora prima solo per fare questo sforzo. Io mi sveglio metto una tuta da ginnastica e parto. Forse venendo pensando al mio tempo al Chelsea, Ben Chilwell e Mason Mount potrebbero faticare un po’. La loro moda potrebbe non essere capita tanto”.

Fai parte di una generazione di giovani giocatori inglesi all’estero; Fikayo Tomori e Jude Bellingham sono anche in questa squadra dell’Inghilterra, Jadon Sancho è andato al Dortmund giovane, Callum Hudson-Odoi, Harry Winks, Dele Alli sono tutti all’estero ora…

“La gente potrebbe aver avuto paura del cambiamento. A tutti piace stare in un posto confortevole, ma a volte puoi avere dei rimpianti se non provi altro. Qualunque cosa accada con il resto della mia carriera, posso guardare indietro ed essere orgoglioso di giocare e vivere in Italia, facendo una vita diversa. Sancho è un ottimo esempio. Quando andò al Dortmund, pensai: ‘Perché?’ Ma ha fatto brillantemente e ha dato agli altri la fiducia per farlo. Jude Bellingham lo ha seguito a Dortmund, io e Tomori siamo in Italia. Stiamo giocando bene. Credo che Sancho abbia aperto gli occhi a molte persone”.

E le persone in questo paese possono vedere il campionato in cui stai giocando. Qualche anno fa, solo Barcellona o Real Madrid uno spettacolo a settimana…

“Prima di andare in prestito all’Aston Villa, avevo un paio di club interessati alla Francia ma all’epoca non ne ero sicuro, pensavo che sarei stato facilmente dimenticato là fuori anche se avessi giocato bene. Ora direi ai giocatori inglesi di pensare a sperimentarlo”.

L’ultimo raduno dell’Inghilterra a giugno non è stato eccezionale. Due pareggi e due sconfitte contro l’Ungheria. Gareth Southgate ha giustamente ricevuto molti consensi per il lavoro che ha svolto, questo è stato il primo stop. Questo rende queste due partite della Nations League contro Italia e Germania, le ultime nazionali prima della Coppa del Mondo, ancora più importanti?

“Sappiamo quanto sia stato frustrante l’ultimo raduno. Non ci siamo giocato bene, ma come professionista devi andare avanti, c’è sempre il prossimo. Ovviamente la Coppa del Mondo è alle porte, quindi tutti vogliono fare del loro meglio per sé stessi e per il Paese”.

Tutti sanno che Harry Kane è il primo a rispondere alla convocazione. Ho avuto una situazione simile con Lampard, Gerrard, Scholes, Beckham. Potrebbe sorprendere le persone, ma non ho sentito che la frustrazione ha avuto la meglio su di me. L’ho colta come un’opportunità per essere tra i migliori senza la pressione a cui erano sottoposti…

“Essere scelto nella nazionale è un grande onore. La competizione è così agguerrita, hai sempre quel piccolo pensiero: ‘Ci vado?’ Parlo con Tomori ed eravamo di nuovo come dei ragazzini quando abbiamo ricevuto la convocazione. Ci stavamo gridando al telefono, eccitati. Sappiamo quanto sia importante con il Mondiale così vicino. Quando lavoro con Harry, lo uso come punto di riferimento. Se siamo io e lui a fare le esercitazioni finali in allenamento, guardo al suo posizionamento, cerco di prenderne i tratti nel mio gioco. È un attaccante meraviglioso, ma come giocatore dovevo essere pronto anche io perché non si sa mai cosa succederà”.

Una partita contro l’Italia a Milano sarebbe speciale per te. Molti anni fa, quando Gary Lineker ha giocato per il Barcellona, ​​l’Inghilterra ha giocato una partita in Spagna e ne ha segnate quattro!

“Ovviamente se dovessi essere coinvolto, mi piacerebbe impressionare, tornare e dare un po’ di bastonate ai miei compagni di squadra della Roma”.

Ho adorato il tuo terzino esterno Leonardo Spinazzola. È stato sensazionale per l’Italia a Euro 2020 fino a quando non ha avuto quel brutto infortunio al tendine d’Achille…

“Adesso è tornato e sta bene. È sempre difficile quando torni per la prima volta da un lungo infortunio. Se giocherà venerdì, sarà bello vedere lui e altri compagni della Roma, e giocare in uno stadio familiare”.

Le aspettative per l’Inghilterra erano inferiori all’ultima Coppa del Mondo in Russia e la squadra ha giocato bene, fino alle semifinali. Dopo aver raggiunto la finale di Euro 2020, però, sospetto che in Qatar saranno più alte. Come se la cavano i giocatori?

“Dobbiamo bloccare tutto il rumore e qualsiasi sciocchezza. Non sarà facile, ma il modo migliore per noi giocatori è quello di affrontare le partite con la mente libera. Non puoi giocare bene se ti senti sotto pressione o hai paura. Come giocatori ci divertiamo quando i tifosi sono dietro di noi come successo agli Europei. Ovviamente siamo rimasti delusi dall’ultima partita contro l’Ungheria, ma nel calcio succedono queste cose. È così che ci riprendiamo”.

Voglio solo tornare al Chelsea, se posso. So che non hai fatto molte partite nella squadra prima di partire nel 2021, ma molti attaccanti lottano in quel club; Shevchenko, Torres, Higuain, non ha funzionato nemmeno per Lukaku quando ha firmato per un sacco di soldi quando sei andato alla Roma..

“Ricordo che Lukaku ha detto che all’Inter trovava più la porta rispetto al Chelsea. Mi ha fatto ripensare confrontandolo con il mio stile di gioco ora. Il centrocampo e i difensori sono così vitali per il Chelsea, è un lavoro solitario in attacco e può essere difficile. Ma non credo sia vero dire che c’è una maledizione dei numeri 9, ci saranno ragioni diverse per ogni attaccante ed è un onore giocare per quel club”.

Personalmente, penso che quando hai avuto un’icona come Didier Drogba che ha vinto tutto e ha sempre segnato nelle finali di coppa, chiunque segua sia paragonato a lui. L’unico che ha resistito da allora è Diego Costa. È un’aspettativa incredibile per chiunque sia all’altezza e penso che ne faccia parte più della parte tattica…

“Ho avuto alcuni momenti al Chelsea in cui ho fatto male e mi è stato detto di ‘Vattene!’ E se segnavo, mi chiamavano re Drogba. È impossibile emularlo completamente, ma Pierre-Emerick Aubameyang ora indossa il numero 9, gli auguro tutto il meglio e spero che riesca a correre”.

Mi racconti un po’ della vita a Roma? C’è stato un tempo in cui sono quasi arrivato al Lione, ma alla fine non ho mai giocato all’estero…

“Ho parlato con Chris Smalling prima di firmare e mi ha detto: bel tempo, brava gente, buon cibo, buon campionato. Non ha sbagliato. Roma è bella. Sono stato in giro e ho ammirato la storia. Luoghi come il Colosseo costruito tanto tempo fa. I tifosi sono così appassionati, ovunque tu vada c’è Roma o Lazio, la rivalità è pazzesca. Puoi fermarti a una stazione di servizio e farti assalire, è diverso da Londra dove puoi perderti un po’ di più. Ci è voluto un po’ per abituarsi ma le persone sono adorabili quando le vedi. Tendi solo a passare un po’ più di tempo a casa! Ho preso lezioni di italiano, volevo imparare. Di recente ho fatto un’intervista che ha avuto una buona reazione anche se erano solo poche parole. Stranamente, Chris capisce l’italiano ma non lo parla”.

Sono sicuro che la gente apprezzerà che ci provi anche se commetti qualche errore. La mia ultima domanda è per mio figlio davvero, ama Paulo Dybala che hai firmato dalla Juventus. Che tipo è?

“Ha talento. Bravo come lui su FIFA. Porta anche qualità di leadership anche se sembra avere 12 anni! Ha quell’esperienza di vincere trofei che ci serviva. È positivo per me personalmente, stiamo costruendo quella partnership”.

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Roma-Atalanta 0-1 (35′ Scalvini) – Dominio giallorosso, alla Dea basta un solo tiro per vincere

La Roma ospita l’Atalanta nella settima giornata di Serie A. Brutte notizie per Mourinho che ha perso Karsdorp, che ha subito una lesione al menisco interno del ginocchio sinistro e nei prossimi giorni sarà sottoposto a intervento chirurgico. I giallorossi vengono dalla vittoria sul campo dell’Empoli nell’ultimo turno di campionato e dal successo casalingo in Europa League.

Roma-Atalanta, le formazioni ufficiali

ROMA (3-4-2-1)Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Celik, Cristante, Matic, Spinazzola; Pellegrini, Zaniolo; Abraham.
A disp.: Boer, Svilar, Matic, Belotti, Shomurodov, Vina, Camara, Bove, Zalewski, Volpato, Tripi, Faticanti.
All. José Mourinho

ATALANTA (3-4-2-1):ATALANTA 3-4-2-1: Musso; Scalvini, Demiral, Toloi; Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Maehle; Pasalic; Ederson, Højlund.
A disp.: Sportiello, Rossi, Soppy, Okoli, Ruggeri, Malinovskyi, Muriel, Boga, Lookman.
All.: Gasperini.

ARBITRO: Chiffi di Padova GUARDALINEE: Vecchi e Mastrodonato QUARTO UOMO: Ayroldi VAR: Di Paolo AVAR: Carbone

RETI: 35′ Scalvini
CARTELLINI: Espulso: Mourinho. Ammoniti: Maehle, Toloi, Hateboer, Demiral, De Roon, Koopmeiners, Malinovsky


87′ – Incredibile errore sotto porta di Shomurodov che si divora il gol del pari di testa su cross di Celik

78′ Shomurodov per Abraham

72′ – Ci prova Zaniolo a giro dall’interno dell’area, pallone sul fondo

67′ – Vicinissimo al pari Ibanez di testa su cross da calcio d’angolo di Pellegrini

66′ – Belotti per Matic

59′ Angolo Atalanta, salvataggio sulla linea di Abraham

56′ – Espulso Mourinho per proteste: il tecnico portoghese entra in campo dopo un calcio di rigore negato ai giallorossi e una ripartenza dei giocatori dell’Atalanta a gioco fermo

53′ – Punizione di Pellegrini, sbuca Ibanez che colpisce di testa, pallone sul fondo

Inizia la ripresa: doppio cambio negli ospiti con Muriel e Okoli al posto di Scalvini e Hojlund

CRONACA SECONDO TEMPO

Fine primo tempo

47′ – Sugli sviluppi di un corner giallorosso, la palla sfila sul secondo palo dove c’è Spinazzola, cross respinto al limite dell’area Matic calcia sul fondo

45′ – Grandissima combinazione tra Matic e Abraham, con il serbo che restituisce all’inglese in area, colpo sotto misura del centravanti addosso a Sportiello che devia in angolo

41′ – Incredibile seconda occasione per i giallorossi con Abraham che apre nello spazio per Ibanez tiro davanti a Sportiello ma addosso al portiere in uscita

40′ – Abraham si divora il gol del pareggio, lanciato in profondità da Pellegrini a tu per tu col portiere, sbaglia la rete del pari calciando fuori

35′ – Vantaggio dell’Atalanta con Scalvini, che riceve al limite dell’area di rigore tutto solo, stop e tiro all’angolino.

32′ – Botta di Ibanez dai 40 metri, potente ma centrale, Sportiello blocca in due tempi

28′ – Conclusione secca di Cristante dalla distanza, pallone sul fondo

16′ – Punizione da trequarti campo di Pellegrini, pallone sul fondo

7′ – Scontro tra Demiral e Musso, ne paga le spese l’argentino costretto al cambio. Dentro Sportiello

2′ – Primo brivido della Roma, con Pellegrini dalla bandierina, pallone colpito di testa da Smalling, sul fondo

Squadre in campo, inizia il match

CRONACA PRIMO TEMPO

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Roma per la svolta

Non può essere decisiva, ma sicuramente è importanteRoma e Atalanta – scrive Il Tempo – misurano le proprie ambizioni nello scontro di oggi pomeriggio. E’ la spinta che può dare il successo in uno scontro diretto ad ingolosire Mourinho e Gasperini. I nerazzurri ci arrivano con il rammarico del pareggio contro la Cremonese, i giallorossi rilanciati dalle ultime due vittorie. Oggi il livello della contesa si alza e alla Roma si chiede di fare la prima vera cosa “da grande” in questo campionato.

Si appoggerà su un Olimpico sold out per l’undicesima volta consecutva. Se qualcuno come Dybala e Belotti sembra in crescita di condizione, altri si fermano per infortunio. Ultimo Karsdorp. La scelta più importante Mourinhodeve farla a centrocampo e la tentazione forte è quella di arretrare Pellegrini.