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Pellegrini non graffia: dal 2011/12 la Roma non segna così poco

I muscoli del capitano rischiano di non bastare. L’impatto di Lorenzo Pellegrini sul rendimento Roma , nonostante una presenza in campo quasi fissa, non è più quello dell’anno scorso. (…) E sono proprio i gol segnati la nota dolente della stagione del ventiseienne: in Serie A non è ancora riuscito a segnare su azione. Un calo di rendimento che rischia di ridimensionare la capacità del trequartista di incidere sui risultati della squadra dove, durante il primo anno con Mourinho in panchina, si era calato nei panni di secondo uomo più decisivo (secondo solo ad Abraham).

Come scrive la Gazzetta dello Sport, una crisi generale che non coinvolge soltanto il calciatore più rappresentativo della Roma, ma riguarda il reparto offensivo e non solo. I gol totalizzati dagli uomini dello Special One sono appena 31, con una media di 1,3 reti a partita. Numeri che, se paragonati a quelli delle dirette concorrenti per il quarto posto, rischiano di complicare l’obiettivo qualificazione in Champions . Per risalire ad un rendimento così povero bisogna tornare indietro addirittura di 11 anni, all’alba dell’era americana con Luis Enrique in panchina e Thomas Di Benedetto come presidente. Dopo 24 giornate infatti, la squadra allenata dall’asturiano aveva realizzato le stesse reti della Roma 2.0 targata José Mourinho.

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Dybala vuol citare la Juventus per il mancato rinnovo: “E aspetto 3 milioni di stipendi arretrati”

Scaricato dalla Juve quando all’accordo, già nero su bianco, mancavano giusto le firme, Paulo Dybala potrebbe avere la rivincita, non solo sportiva, visto l’incrocio di domenica all’Olimpico: dagli atti dell’inchiesta della Procura di Torino sui conti del club, risulta infatti che uno dei legali dell’argentino, l’avvocato Luca Ferrari, “ha avanzato richiesta di risarcimento per il mancato rinnovo contrattuale, con mail del 12 maggio, lettera del 28 luglio e mail del 20 settembre 2022“.

Come scrive il Corriere della Sera, l’ex numero 10 juventino, ascoltato da un capitano e un maresciallo della guardia di finanza, cade dalle nuvole: “Non ero a conoscenza di questi documenti che non ho mai visto prima”. In ogni caso, Dybala dispensa lo stesso legale “dall’opposizione del segreto professionale“. Sentito tre giorni fa in Procura dai pm, l’avvocato ha confermato tutto.

In sostanza, secondo la ricostruzione del legale, ci sarebbero profili di responsabilità pre-contrattuale poiché nell’autunno 2021 il contratto tra la Juve e Dybala era praticamente fatto: dopodiché improvvisamente — secondo la sua versione — il club si tirò indietro, per poi prendere Vlahovic, il gennaio seguente. Va da sé, un’operazione era alternativa all’altra.

Il giocatore, appunto, se ne dice all’oscuro: “Questa cosa l’ho saputa pochi giorni fa, quando mi avete convocato e l’ho detta al mio avvocato: mi ha detto che c’è questa richiesta di risarcimento. Ma io non avevo chiesto questo, avevo chiesto solo di prendere gli stipendi arretrati e null’altro“. Ovvero: “So bene che la Juventus mi deve ancora dei soldi”, ma “la somma precisa non so, ma sarà più o meno 3 milioni netti“.

Dagli ultimi atti depositati emerge anche la lunga deposizione di Maurizio Lombardo, 48 anni, per nove anni segretario generale della Juve (ora alla Roma): l’uomo della valigetta — “l’avevo sempre con me” – dentro la quale c’erano le side letter, per l’accusa, gli accordi non depositati. “Sapevo che erano documenti che era meglio non uscissero“. Tant’è che gli dissero di non tenerli in ufficio. Non erano depositati, perché “potevano generare un impegno a livello di bilancio”. In certi casi, specifico: “Perché altrimenti non si poteva registrare la plusvalenza”.

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Lombardo, la valigetta segreta e le accuse al sistema Paratici: il segretario giallorosso teste principale per l’accusa ai bianconeri

Una busta chiusa, consegnata di persona da Cesare Gabasio al 4° piano di via Rosellini 4 a Milano: la sede della Lega Calcio. Luogo insolito per dare al consigliere neo eletto Stefano Campoccia la side letter che celava il patto occulto con l’Udinese di cui lui è il vicepresidente. Ma il 19 luglio 2018 il legale della Juventus aveva fretta di consegnargli l’impegno di riacquisto. Ne chiedono conto i pm che hanno messo sotto scacco la Juve a Maurizio Lombardo, l’ex segretario generale che si occupava dei contratti, prima di essere fatto fuori dopo 9 anni «in 5 minuti»

Come scrive la Repubblica, Lombardo si trasforma nel teste chiave: spiega che alcune società hanno fatto «da banca» per permettere alla Juventus di fare le plusvalenze. Ed era proprio lui a custodire le side letter «in una valigetta, sempre con me, anche a casa», perché poteva capitare «anche di notte» di essere chiamato da Paratici.

Fa importanti ammissioni ai pm che gli chiedono di Cerri, Mandragora, Orsolini, Demiral, Traorè, Mulè, Audero, Peeters. Con l’Atalanta snocciola precisi i debiti: «14,5 milioni: 4 per Mattiello, 4 per Muratore, 3,5 per Caldara, 3 per Romero». I calciatori sapevano degli accordi? «Sì, le scritture erano rassicurazioni»

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Mourinho in procura, giustizia subito: presentato il ricorso dalla Roma, obiettivo Juventus

Quarantacinque minuti di udienza per raccontare una vicenda che José Mourinho ha definito surreale, non solo per le offese ricevute dal quarto uomo Marco Serra ma anche per la squalifica di due giornate che potrebbe costringerlo a saltare la Juventus e il Sassuolo.

Come scrive il Corriere dello Sport, ieri pomeriggio il procuratore capo Giuseppe Chiné ha ascoltato Mourinho nella sede a Via Campania. Con il tecnico il pool di legali della Roma guidato dall’avvocato Antonio Conte, in prima linea nei casi più spinosi del club e pronto a far valere la tesi di Mourinho non solo sulle parole irrispettose di Serra ma anche sulla squalifica. Presenti anche gli avvocati Lorenzo Vitali e Daniele Muscarà, oltre a Maurizio Lombardo, Chief Football Operating Officer del club.

Trequarti d’ora di colloqui tra le parti, più altri dieci minuti di verbalizzazione. Mourinho, arrivato alle 18 e uscito poco prima delle 20, è rimasto impassibile e non ha certo cercato di ammorbidire l’accaduto. Oggi a Coverciano sarà ascoltato anche Marco Serra. L’arbitro ieri ha iniziato con gli altri il raduno, non ha parlato dell’accaduto ma nell’incontro d’apertura in Aula Magna gli è stata rimarcata l’inadeguatezza degli atteggiamenti avuti a Cremona (le mani in tasca, ad esempio).

Al momento Serra resta fermo, una questione d’opportunità vista l’indagine della Procura federale. “Quando sarà finito, uscirai” ha detto Rocchi, il che sembrerebbe dare corpo – nella lotta fra falchi e colombe – a chi lo vorrebbe subito in campo anche per non dare soddisfazione a Mou. L’idea, in realtà, è che non sarà una cosa breve e che Serra possa rimanere fermo fino ad aprile.

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Rassegna stampa

Con la Juve torna la spina dorsale: Smalling, Matic ed Abraham dal via

Oggi Mourinho tornerà a lavorare a Trigoria in vista della sfida alla Juventus. La giornata di ieri è stata piena, con il ritorno da Lisbona (dove ha passato il mercoledì di riposo), l’allenamento pomeridiano e l’audizione in Procura.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, da oggi, però, testa solo alla Juventus, con il tecnico che recupererà dal via la sua spina dorsale: Smalling in difesa, Matic a centrocampo ed Abraham in attacco. L’assenza di Smalling con la Cremonese si è sentita eccome, senza di lui la difesa balla e perde certezze. Basti pensare che da quando c’è Mourinho l’inglese ha saltato 15 partita, con la Roma che ha portato a casa 8 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte. Ma, soprattutto, ha tenuto la porta inviolata solo in 4 occasioni, subendo 22 reti nelle altre 11.

Matic dovrebbe fare coppia con Cristante, in attesa che Wijnaldum recuperi ancora più intensità. Abraham, invece, giostrerà al centro dell’attacco, coadiuvato da Dybala e Pellegrini.

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Mourinho-Serra: lo Special One è nella sede della Procura Federale

Mourinho dopo la gara contro la Cremonese era stato chiaro:‘Serra? Mi ha detto qualcosa di grave, Agirò per vie legali”. Il tecnico portoghese, infatti, come riportato da Jacopo Aliprandi, è appena arrivato nella sede della Procura federale per essere ascoltato dal procuratore Giuseppe Chiné in merito alla vicenda con il quarto uomo Serra.

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Real Sociedad-Roma: settore ospiti sold out in meno di 2 ore

La sconfitta contro la Cremonese non argina l’entusiasmo straripante dei tifosi giallorossi. In vista di Real Sociedad-Roma, infatti, in meno di due ore, il settore ospiti del San Sebastian ha fatto registrare il tutto esaurito. Di seguito il comunicato della società.

Sono andati esauriti in meno di due ore i biglietti di Real Sociedad-Roma, ritorno degli ottavi di Europa League, in agenda il 16 marzo alla Reale Arena di San Sebastian!

La procedura online prevedeva l’acquisto di un voucher pdf che darà diritto alla ricezione via mail del biglietto valido per l’accesso al Settore Ospiti (45€).

In tutte le fasi di vendita, poteva essere richiesto massimo un biglietto per transazione.

Il biglietto nominativo in formato PDF sarà inviato all’indirizzo mail indicato in fase di acquisto del voucher, entro le ore 18 di martedì 14 marzo.

Il servizio di invio sarà effettuato dal fornitore di servizi ticketing della Real Sociedad.

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Calciomercato

Mercato Roma, i giallorossi pensano a Cuadrado: il colombiano in estate si libera a parametro zero

La Roma pensa a Juan Cuadrado. Il colombiano, infatti, in estate, si libererà a parametro zero. Il terzino della Juventus, al netto di colpi di scena, non dovrebbe rinnovare il contratto con i bianconeri e quindi lascerà Torino. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la società giallorossa è ingolosita da questa occasione di mercato, soprattutto in virtù dei paletti imposti dalla UEFA. Karsdorp potrebbe lasciare la Capitale, Celik non convince, quindi, Cuadrado potrebbe rappresentare la soluzione a costo zero dal rendimento elevato.

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APPROFONDIMENTI

Roma, con la Juve si riparte dal muro difensivo all’Olimpico. Esterni e trequarti i dubbi di Mou

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – 24 ore per riordinare le idee, sbollire la rabbia di Cremona e ricaricare le batterie in vista del big match, crocevia, con la Juventus di domenica sera. Josè Mourinho, al 99% salterà la sfida in panchina contro Allegri e a maggior ragione caricherà di grandi significati una gara, che storicamente, vale molto per lui sul piano emotivo.

Non è forse casuale il riferimento (o l’allusione malevola da comunicato del Giudice Sportivo) rivolta al IV Uomo Serra, originario di Torino, sul fatto che a causa del rosso ingiusto ricevuto a Cremona, non potrà seguire dalla panchina il match contro i bianconeri. La Roma però, al netto della squalifica del suo timoniere, dopo il passo falso di martedì non può più sbagliare e a marzo si gioca la fetta, forse, più importante del suo campionato in chiave lotta Champions.

Foto Fraioli

ROSA AL COMPLETO E DUBBI – La prima certezza è che tornerà Smalling al centro della difesa, al fianco di Mancini e Ibanez con la voglia di blindare ancora la porta giallorossa, almeno tra le mura amiche come accaduto nel recente passato: sono infatti 360 i minuti consecutivi all’Olimpico in campionato senza subire reti, 6 gare su 7 comprese le coppe da inizio 2023, con Rui Patricio sostanzialmente inoperoso, salvo la cocente eliminazione casalinga con la Cremonese. Numeri su cui fondare la vis pugnandi che Mourinho si attende dai suoi contro la Juventus. I dubbi di formazione sono sugli esterni e forse sulla trequarti: Spinazzola a sinistra va verso la riconferma, sulla destra Karsdorp è in vantaggio su Zalewski, apparso decisamente fuori giri martedì allo Zini.

In mediana tornerà la coppia Cristante-Matic, davanti Abraham al posto di Belotti e ovviamente Dybala titolarissimo. Il dubbio è su Pellegrini: il capitano giallorosso, nonostante abbia ritrovato una condizione fisica più che accettabile, fatica ad esprimere tutto il suo talento in fase di rifinitura e in zona gol. Recentemente, proprio all’Olimpico, sono arrivati brusii e alcuni fischi dagli spalti, che hanno fatto infuriare Mourinho, ma il rendimento complessivo, rispetto allo scorso anno, è oggettivamente deficitario. El Shaarawy e Wijnaldum sono le opzioni in lizza per sostituire dall’inizio Pellegrini, al quale Mou comunque non ha quasi mai rinunciato, se non per motivi prettamente fisici.

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Mou vs Serra, ecco cosa è accaduto nello spogliatoio

Mourinho se l’è presa con Marco Serra per spostare l’attenzione sull’espulsione e far passare in secondo piano la sconfitta con l’ultima in classifica, la seconda in meno di un mese, oltre che – aggravante il primo successo in campionato della squadra di Ballardini.

Come scrive Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, quasi tutte cose sentite tra mercoledì sera e ieri. Il pregiudizio prima del giudizio. Mourinho è come il potere: logora chi non ce l’ha. Ma il potere lui non l’ha mai rappresentato. Tutt’altro.

I fatti e le parole. “Non fatemi più parlare, non adesso” ha spiegato nella notte José a uno dei suoi assistenti. “Devo capire con l’avvocato se ci sono le basi per denunciarlo“. Non l’avevano mai visto così incazzato: offeso più dall’atteggiamento che dalle frasi del quarto uomo, le mani sempre in tasca, il tono sprezzante. “Vai a casa, ti prendono tutti per il culo” gli aveva detto Serra indicando il pubblico cremonese. E ripetendo “vai a casa, vai a casa”. La reazione del tecnico? “Devi stare tranquillo, stai tranquillo“. Soltanto dopo essere stato cacciato da Piccinini, lo sfogo udito da tutti: “è lui che devi cacciare, non me!“.

La ricostruzione, fedelissima. Mourinho aveva bussato alla porta dello spogliatoio dell’arbitro ed era stato fatto entrare. All’interno c’erano gli assistenti di Piccinini, un ispettore federale e dopo pochi istanti si sono aggiunti Vito Scala e un paio di collaboratori della Cremonese. A voce alta, per farsi sentire da tutti, José si era sfogato.

“L’ultima volta che sono stato espulso è successo all’Olimpico (Roma-Torino), sono andato nello spogliatoio dell’arbitro (Rapuano, nda) per scusarmi”. Casualmente in quell’occasione il quarto uomo era lo stesso Piccinini che ha confermato la versione dell’allenatore ricordando che questi aveva aggiunto di non essere per niente soddisfatto del comportamento tenuto in campo.