Categorie
APPROFONDIMENTI

Roma, ecco il dossier arbitrale: in sette episodi manca sempre l’intervento del VAR

La Roma è stanca dei torti, non errori, ma torti arbitrali subiti. L’intervento di sabato sulle pagine del Corriere dello Sport, da parte del ds Ghisolfi annuncia un cambio di rotta evidente in termini di comunicazione.

“I Friedkin adesso vogliono lottare, hanno capito che il silenzio, l’eleganza e il rispetto non pagano”. Un messaggio durissimo da parte del francese che ha parlato evidentemente per bocca dei proprietari che fa da didascalia virtuale alla serie di errori che la Roma ritiene di aver subito. Errori gravi a partire dalla seconda giornata, in casa con l’Empoli fino a Napoli-Roma e alla mancata espulsione di Lukaku.

Ecco il dossier completo, nel quale si evidenzia in tutti i casi il mancato intervento VAR a sostegno dell’arbitro e delle decisioni, errata, prese dai rispettivi fischietti di campo:

ROMA-EMPOLI – La trattenuta evidente di Gyasi su Shomurodov in area di rigore. L’attaccante uzbeko, cercando di intervenire sul pallone dopo un palo colpito da Dybala, viene ostacolato dall’avversario. Nessun controllo Var per un possibile rigore che avrebbe potuto portare il risultato sul 2-2.

JUVENTUS-ROMA – Possibile penalty con Soulé protagonista, che prova ad alzare il pallone, a pochi metri da Bremer. La palla finisce sulla mano del difensore bianconero. Nessun intervento dell’arbitro e del Var.

GENOA-ROMA – In primis il clamoroso calcio di rigore negato per fallo di De Winter su Dybala, che aveva anticipato nettamente il difensore avversario. Anche qui nessuna verifica del Var come sul fallo clamoroso non fischiato su Pellegrini, prima del gol del pari genoano. Sabelli va dritto sul corpo di Pellegrini ma anche in questo caso nessun rilievo del direttore di gara e del Var.

MONZA-ROMA – A pochi minuti dalla fine del match in quel momento in parità, Kyriakopoulos pesta nettamente il piede destro di Baldanzi provocando la caduta del giallorosso. Un rigore solare non concesso e non rivisto al VAR.

FIORENTINA-ROMA – L’arbitro concede un calcio di rigore alla Fiorentina per un intervento in area di Celik su Bove che invece – tramite i replay – risulta evidente essere in anticipo sul pallone. In questo caso la revisione Var c’è stata, ma senza evidenziare annullare la decisione dell’arbitro.

VERONA-ROMA –  Il gol che porta al momentaneo 2-1 del Verona – sugli sviluppi di un calcio d’angolo – è viziato da due interventi irregolari di due giocatori gialloblù. Gomitata di Magnani sul volto di N’Dicka prima di segnare di testa, mentre intanto Svilar viene bloccato in uscita da Castanos. Il VAR non interviene nonostante le proteste dei calciatori giallorossi.

NAPOLI-ROMA – L’ultimo episodio coinvolge l’ex Lukaku in due occasioni. Il primo ai danni di Celik: la gamba dell’attaccante è alta e tesa sulla caviglia del terzino. Nessun provvedimento, come qualche minuto dopo quando Big Rom colpisce con il piede il petto di Svilar in uscita. La Roma avrebbe voluto l’espulsione del centravanti autore poi del gol vittoria per il Napoli.

Categorie
Calciomercato

Roma, almeno due priorità sul mercato di gennaio

Il Ds giallorosso, Ghisolfi, sabato ha parlato ai microfoni de il Corriere dello Sport, ribadendo la voglia dei Friedkin di continuare ad investire, a partire dal mercato di gennaio.

Le priorità tecniche legate alle lacune evidenti della rosa sono chiarissime a tutti: un terzino destro e un vice-Dovbyk.

La Roma cerca un esterno che possa essere un titolare e mettere in panchina Celik, oltre ad un centravanti che possa supportare l’ucraino, con Shomurodov in uscita.

Infine se si dovesse continuare con la linea a tre, attenzione alla posizione di Hermoso e alla possibilità di arrivare ad un altro centrale di difesa. In uscita da valutare diverse situazioni: Paredes è in fase di riabilitazione dopo mesi di sparizione, ha annunciato che onorerà il contratto con la Roma ma da qui a gennaio lo scenario potrebbe cambiare; c’è poi la situazione di Cristante, che secondo diverse voci avrebbe chiesto la cessione dopo lo strappo con la tifoseria e le contestazioni ricevute.

Da valutare poi il ruolo di Dahl, Abdulhamid e dello stesso Baldanzi che rischia di avere sempre meno spazio anche complice il rientro di Saelemaekers.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Roma-Atalanta, Ranieri ha solo due defezioni: la probabile formazione

Claudio Ranieri ha preparato tra le segrete mura di Trigoria il prossimo big match, il terzo consecutivo della sua nuova avventura in panchina.

Nel corso dell’allenamento odierno, il tecnico giallorosso ha nuovamente verificato le buone condizioni di Paulo Dybala, completamente a disposizione al pari di Saelemaekers così come Shomurodov. L’uzbeko è tornato a lavorare con i compagni dalla giornata di ieri.

Domani mancheranno dunque solo due calciatori: Hermoso e Pisilli, quest’ultimo squalificato.

Sistema confermato: Roma-Atalanta, la probabile formazione

Difficile credere che Ranieri, dopo le ottime risposte di giovedì contro il Tottenham, riparta da una formazione diversa in termini di sistema di gioco. Per affrontare il 3-4-2-1 dell’Atalanta, il tecnico testaccino dunque confermerà il medesimo modulo.

Due i dubbi: Cristante o Paredes al fianco di Konè; El Shaarawy o Saelemaekers nel duo con Dybala alle spalle di Dovbyk. Confermato Hummels in mezzo alla difesa e al fianco di Mancini e Ndicka.

Categorie
NEWS

Paura Bove: malore in campo e trasporto in ospedale. Le sue condizioni

Grave malore per Edoardo Bove. Il centrocampista della Fiorentina, ma ancora di proprietà della Roma, si è accasciato al suolo intorno alla metà del primo tempo della sfida tra viola e Inter.

Subito i primi soccorsi in campo dei sanitari del club e di quelli generici presenti allo stadio, in lacrime i calciatori delle due squadre, subito dopo l’arbitro Doveri ha sospeso e rimandato la gara per emergenza medica.

Bove è stato trasportato dopo i primissimi soccorsi in ospedale a bordo di un’ambulanza.

I primi aggiornamenti raccontano che il ragazzo ha ripreso conoscenza e respirava già in autonomia una volta salito a bordo dell’ambulanza, partita dal Franchi direzione ospedale Careggi.

Categorie
NEWS

Ghisolfi: ”Sette torti arbitrali evidenti, il club ha taciuto ma ora è stanco. Chiediamo rispetto”

Florent Ghisolfi ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha protestato apertamente, a nome dei Friedkin, contro gli errori arbitrali che hanno penalizzato la Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

”In questa stagione la Roma ha subito sette torti arbitrali riconosciuti dalle principali testate nazionali e dalle moviole televisive. Nonostante ciò, il club ha sempre evitato di fare polemica, anche per non concedere alibi alla squadra in un momento tecnico particolare”.

Sette non sono né tanti, né pochi.
“Sette in tredici giornate sono troppi punti persi. Il problema è un altro: in nessuna delle sette occasioni l’arbitro ha fatto ricorso alla verifica video. Se gli episodi fossero stati rivisti dal Var quasi certamente i risultati finali sarebbero stati altri. Una sola volta la Roma ha voluto manifestare il proprio disappunto, nel post-partita di Monza dove il danno era stato evidentissimo e dove lo stesso Monza aveva alzato la temperatura criticando la scelta di un arbitro di Roma”.

In altre parole la pensate come Conte. ”Nella sostanza, certo”.

Anche nella forma: esternazione, o richiesta, pubblica.
“Non accettiamo più questo genere di errori e chiediamo di essere rispettati dalla classe arbitrale e dalle istituzioni, soprattutto in un periodo storico in cui le eventuali sviste possono essere “sanate” dalla tecnologia. Vogliamo giocare il calcio del nostro tempo, non quello della soggettività assoluta, e riteniamo che il protocollo debba essere aggiornato e reso inattaccabile”.

Do ufficialmente il benvenuto nel calcio italiano ai Friedkin.
“Mi sta bene la battuta, ma sottolineo anche che la Roma è sempre stata collaborativa con l’AIA e il designatore Rocchi, anche negli incontri abituali che si tengono annualmente. Abbiamo cercato di ascoltare le loro ragioni, pur non condividendone alcune prese di posizioni pubbliche, mai censurate dallo stesso organismo”.

Quali, ad esempio?
“Penso a quando alcuni addetti ai lavori dichiaravano pubblicamente che arbitrare all’Olimpico, in uno stadio sempre pieno, non aiutasse il direttore di gara”.

Gennaio scorso, lo ricordo bene, prima di Roma-Atalanta. Per caso ce l’avete con Gasperini proprio alla vigilia del confronto diretto?
“Non è un discorso contro l’Atalanta, non siamo così… come si può tradurre sans honte in italiano?”.

Semplice: senza vergogna, spudorati.
“Ecco, spudorati. Crediamo di averlo dimostrato in questi quattro anni. Io sono arrivato da pochi mesi, ma mi sono fatto un ripasso della gestione americana. Ci preoccupiamo solo di noi stessi e speriamo che, essendo buoni, bravi e spesso silenziosi, qualcuno non si diverta mettendoci i piedi in testa… La società ritiene di dover tutelare la propria immagine e quella dei propri tesserati salvaguardando gli interessi dei tifosi, che sono sempre in prima linea e riempiono l’Olimpico. Errori e disfunzioni arbitrali di questa portata rischiano di compromettere una stagione intera e di produrre un grave danno economico”.

Anche voi, come Conte, volete cancellare alla fonte retropensieri del terzo tipo, se ho ben capito.
“Vedi, è assai probabile che anche in questa stagione l’Italia possa avere cinque posti in Champions e, al netto degli errori commessi dalla squadra, un diverso trattamento avrebbe inciso in una forma meno impattante sulla classifica. Ti porto un esempio che i romanisti non hanno mai dimenticato: cosa sarebbe successo alla Roma e alle casse del club se l’arbitro Taylor avesse accordato quel rigore solare per fallo di mano di Fernando? Quell’errore ha cambiato la nostra storia e il nostro presente”.

Vi siete svegliati adesso? Spero che Mourinho non legga questa intervista, sennò gli viene uno stranguglione: fu lui il primo a lamentare il mancato sostegno della società, quel giorno. E si beccò anche una bella squalifica.
“Se a Budapest si fosse giocato ieri la reazione della proprietà sarebbe stata ben diversa proprio perché col tempo ha maturato la consapevolezza che il silenzio, la misura e l’eleganza non sempre paghino. Senza quell’errore la Roma avrebbe probabilmente un titolo europeo in più, e sarebbe stata la prima Europa League della sua storia, avrebbe disputato la finale di Supercoppa Europea e, soprattutto, sarebbe tornata in Champions, con introiti economici senza dubbio superiori rispetto a quelli garantiti dall’Europa League 23-24”.

Ranieri è a conoscenza di questo intervento della società? ”Con Claudio siamo perfettamente allineati su tutto. Come ha detto qualcuno a Trigoria, lui ha portato una boccata d’ossigeno”.

I Friedkin quando torneranno a Roma?
“Presto, molto presto. Hanno scelto di lottare”.

Temono la contestazione dell’Olimpico?
“Non hanno paura del dissenso e sanno assumersi le loro responsabilità. Non hanno gradito, ci mancherebbe… L’intenzione è quella di migliorare la squadra già a gennaio, i vincoli del settlement agreement non sono più così penalizzanti. Credo che già in estate si fosse capito”.

Le Fèe lo hai preso tu?
“Le scelte sono sempre condivise da tutti, oggi l’allineamento tra le varie parti è perfetto e sinceramente preferirei che si guardasse avanti”.

La chiusura del rapporto con Lina Souloukou da cosa derivò?
“Il motivo di questo incontro era un altro. Ti ho appena detto che ragionare al passato non è nello spirito dei Friedkin, né più in generale della società. Quello che non si è capito…”

Ecco, cosa non abbiamo capito?
“Quanta passione i Friedkin abbiano per la Roma, il loro coinvolgimento è incredibile. Li sento quotidianamente, vogliono sapere tutto e nei particolari. Hanno investito risorse, tempo e sé stessi per restare a lungo e ottenere il massimo. Lo stadio nuovo non è un’ipotesi, ma un progetto concreto e stupendo. Ora chiedono di ricevere trattamenti equi e l’attenzione che si deve a tutti, nessuno escluso”.

Sei proprio convinto che Lukaku dovesse essere espulso?
“Convintissimo. Giallo il primo fallo su Celik e rosso diretto, non secondo giallo, su Svilar”.

Ma se gli arbitri stessi si dividono sul secondo episodio.
“Era rosso… Ripeto, la Roma ha sempre rispettato gli arbitri e le istituzioni, ma non è stata ripagata con la stessa moneta”.

Se avessero sostenuto maggiormente Mourinho nella sua battaglia contro il sistema forse oggi avrebbero raccolto qualche soddisfazione in più.
“Ci siamo capiti, avanti”.

Come pensi che la prenderà il settore arbitrale?
“Bene, se capirà che la Roma chiede esclusivamente equità, uniformità, giustizia, più Var”.