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Sentenza Roma: 86,3% di vittorie in Serie A una volta passata in vantaggio

La Roma si prepara alla trasferta di Torino, ultima giornata di Serie A in programma domenica alle 20:45. La formazione giallorossa ha basato la propria scalata verso la Champions League sulla propria solidità e la voglia di essere squadra. Ranieri in conferenza stampa ha sottolineato la coesione del proprio gruppo: ”Penso che il Milan sia la squadra tecnicamente più forte in Italia, ha i giocatori più forti, ma non sempre gioca tutta la partita da squadra. Va a fiammate con i suoi grandissimi campioni. Noi abbiamo fatto squadra, in un gioco di squadra come il calcio, questa è la cosa più importante in questo sport”.

I numeri certificano che la Roma, grazie alla compattezza ritrovata figlia dell’aiuto reciproco e del sacrificio collettivo, è la miglior formazione della Serie A una volta passata in vantaggio. In tale situazione, la squadra giallorossa, infatti, ha vinto l’86,3% delle gare (19V, 3P, 0S). Dall’arrivo di Ranieri, in campionato, la gestione del vantaggio è stata quasi perfetta (93,3%): 14 successi e un pari (2-2 a Bologna).

Analizzando la percentuale di trionfi delle squadre del campionato italiano, poche formazioni si avvicinano ai risultati ottenuti dai capitolini: Hellas Verona 90% (9V, 1P, 0S), Atalanta 84,6% (22V, 1P, 3S) e Fiorentina 81,8% (18V, 2P, 2S). La Roma contro il Torino vorrà confermare la sentenza di questa stagione: una volta passata in vantaggio il risultato è quasi scritto.

CLASSIFICA % VITTORIE DELLE SQUADRE DELLA SERIE A UNA VOLTA PASSATE IN VANTAGGIO

Hellas Verona: 90% (9 vittorie in 10 partite)

Roma: 86,3% (19 vittorie in 22 partite)

Atalanta: 84,6% (22 vittorie in 26 partite)

Fiorentina 81,8% (18 vittorie in 22 partite)

Napoli 79,3% (23 vittorie in 29 partite)

Inter 79,3% (23 vittorie in 29 partite)

Milan 73,9% (17 vittorie in 23 partite)

Lazio 72% (18 vittorie in 25 partite)

Genoa 69% (9 vittorie in 13 partite)

Udinese 66,6% (12 vittorie in 18 partite)

Bologna 64% (16 vittorie in 25 partite)

Torino 62,5% (10 vittorie in 15 partite)

Juventus 60,7% (17 vittorie in 28 partite)

Lecce 58,3% (7 vittorie in 12 partite)

Cagliari 56,25% (9 vittorie in 16 partite)

Como 54,1% (13 vittorie in 24 partite)

Parma 42,8% (6 vittorie in 14 partite)

Empoli 40% (6 vittorie in 15 partite)

Venezia 27,7% (5 vittorie in 18 partite)

Monza 27,2% (3 vittorie in 11 partite)

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NEWS

Torino-Roma: Dovbyk verso la convocazione

Ranieri, particolarmente sorridente in conferenza stampa, ha parlato delle condizioni di Dovbyk in vista della gara contro il Torino in programma domenica alle 20:45. Come anticipato da Retesport, il centravanti ucraino dovrebbe essere convocato. Di seguito le parole del tecnico giallorosso.

Dovbyk ha fatto allenamento sotto il controllo di dottori, fisioterapisti e preparatori. Domani dovrebbero darmelo disponibile per l’ultimo allenamento.

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Interviste

Ranieri in conferenza: “Dovbyk disponibile per il Toro. Non ci sarà una rivoluzione. Annuncio tecnico a luglio? Era una battuta…”

Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa a due giorni di Torino-Roma:

Ha insegnato tanto ai giocatori, ai giovani allenatori e ai giornalisti su come si comunica. Grazie da parte nostra
“Mi avete rispettato, io vi ho sempre rispettato. E’ il gioco delle parti, ognuno fa il suo mestiere, ma ho sempre detto che voi fate un mestiere più difficile del mio. Grazie”

Il suo coinvolgimento emotivo verso la sua ultima partita? Come arrivate a questa sfida?
“Sono concentrato sulla partita, nelle giornate seguenti poi penserò a quello che è successo in questi giorni. Volevo ringraziare i tifosi della Roma, non mi aspettavo una cosa del genere, non una coreografia straordinaria così, li voglio ringraziare di vero cuore. Ho sempre detto ai ragazzi che dobbiamo lottare fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. Siamo in Europa, non sappiamo quale. Dovremo dare tutto, poi ci sono gli episodi che possono spostare un risultato, ma dobbiamo uscire dal campo senza rimpianti. E’ stato un campionato incredibile, combattutissimo dalla testa alla coda”

Ha pensato alle 23:00 di domani? Che voto si dà a questa stagione?
“I voti li dà la critica, non me li do mai da solo. Ho dato me stesso al 100% come ho sempre fatto ovunque nella mia carriera, a volte è andata bene a volte male, ma fa parte dello sport, a volte devi conoscere anche l’amaro per apprezzare il dolce. Sul mio pensiero alle 23:00 fammici arrivare e poi forse lo dirò. L’ho vissuto in parte lo scorso anno a Cagliari, ero contento e rilassato, ero sicuro che fosse finito tutto, ho passato una bella estate in famiglia e con gli amici. Farò lo stesso”

Che clima c’era in allenamento stamattina? Dovbyk come sta? Dybala e Pellegrini ci saranno?
“Verranno tutti credo. Dovbyk ha fatto allenamento sotto controllo di dottori e fisioterapisti, penso che domani se tutto andrà bene tornerà in gruppo per la rifinitura. E’ stato un bel allenamento, come sempre, ho visto i ragazzi concentrati e questo mi rende sereno. So che affronteremo un Torino forte, che vorrà chiudere bene, con un tecnico giovane ma già molto bravo e noi dovremo sudarcela come sempre”

Il Milan ha inserito Fofana, Jovic e Leao, mentre lei ha inserito con rispetto parlando Rensch e Gourna-Douath. Poi la partita l’ha vinta la Roma, ma al di là del risultato vista da fuori è che c’è molto da lavorare per arrivare a quei livelli. E’ così?
“Concordo pienamente, però c’è da dire che tante volte come ho detto ai ragazzi prima del Milan, i rossoneri penso sia tecnicamente la squadra più forte da squadra, ma non sempre gioca da squadra per 90 minuti, hanno grandi fiammate, mentre noi abbiamo fatto squadra, abbiamo giocato così ed è la cosa più importante nel calcio. Cercheremo di migliorare, piano piano costruiremo una buonissima Roma per far sognare i tifosi che ad inizio anno hanno sofferto molto poi ci hanno aiutati, spinti a migliorare”

In questi ultimi anni a Roma hanno funzionato allenatori come lei, De Rossi e Mou con cui si è creata un’empatia. Chi sostituirà lei creerà la stessa empatia?
“Io non penso a come lo accoglierà. Io penso che quando andrà via i tifosi saranno dispiaciuti. Questo è quello che vorrei”

Ha detto che la Champions non cambierà le scelte su allenatore e altre cose. Confrontandosi con la società, quanto cambierebbe la qualificazione in Champions in chiave Fair Play finanziario?
“Solo domande inerenti alla partita. Prima pensiamo al risultato finale. Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco diceva il saggio Trap. Ora vediamo che succede, poi ne parleremo”

Quella sul 1 luglio fatta a Repubblica è una battuta?
“Sì è una battuta”

La Roma si è trovata meglio ultimamente con i 3 centrocampisti. A cosa è legato?
“C’è sempre un cocktail di mille sensazioni, l’allenatore e io soprattutto ragiona così. Guardo i ragazzi, vedo il loro atteggiamento. Ho sempre pensato alla Roma migliore per vincere, ho sempre detto a loro che con 16 giocatori utili tutti dovevano essere al top per farsi trovare pronti. Certamente senza Dybala abbiamo perso un punto di riferimento tecnico fondamentale, nelle difficoltà i ragazzi lo cercano sempre in campo. Senza di lui ho cercato di correre ai ripari, con scelte logiche. Perchè non ho giocato sempre 3-4-3 come a Milano? Cerco di studiare sempre l’avversario, con soluzioni utili per vincere le partite. Questo è sempre stato il mio indirizzo, non guardo il minutaggio ma la resa e gli allenamenti. Ad inizio settimana capita di avere in mente una formazione e poi il sabato cambia di 2-3 uomini. Riguardo tutto la sera prima e mi vengono in mente delle idee da poter sfruttare”

Rapporto con i tifosi ricucito dal suo avvento a novembre. Il Ranieri allenatore e il Ranieri consigliere ha centrato tutti gli obiettivi che si era prefissato?
“Sono molto soddisfatto di quello che siamo riusciti a fare. C’è tanto da lavorare insieme ancora, ma la strada che è stata tracciata mi piace. Mi ha dato soddisfazione”

Contro il Milan ha riproposto Paredes e ha ripagato l’attesa. Vista l’importanza della partita di domenica lo rivedremo in campo? La sua esultanza sotto la Sud le ha dato l’impressione che possa esser cambiato qualcosa sui suoi programmi futuri?
“Dipenderà da lui e dal prossimo allenatore. Dire che gioca darei un’opportunità all’allenatore avversario. Sono molto bravi, ti vengono a prendere a uomo, devo valutare tutto”

La gara di domani prevede una sfida a distanza della Juventus, molti tifosi del Toro si augurano che la squadra si scansi contro la Roma. Sono ragionamenti che entrano anche nello spogliatoio?
“Io un regalo? Sono loro che me lo devono fare a me. Non credo a queste cose, sono cose che stanno fuori dalla mente dei giocatori. Il Toro nelle ultime cinque casalinghe ne ha persa una sola, ci sarà da lottare, l’ho detto ai ragazzi e credo mi credano perchè sanno che gli ho sempre detto la verità. Il Toro farà la sua gara gagliarda, è una squadra che per DNA lotta sempre, mi è sempre piaciuta per questo. Giocavo contro Pulici e Graziani, era un dispiacere perchè perdevamo quando stavo al Catanzaro, ma era uno spettacolo vederli”

In Estate ci sarà una rivoluzione o si ripartirà dalla struttura attuale?
“Vediamo, di rivoluzioni non credo che possiamo farne e non dobbiamo farne. Se nel girone di ritorno siamo primi a pari punti, c’è da migliorare, perchè c’è sempre da migliorare, ma diamo fiducia a questa squadra”

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Esclusive

Intrigo Gasp: dai contatti con la Roma al ribaltone Dea. Le ultime

Da inizio 2025, per la prima volta a Bergamo, molti hanno cominciato a credere e soprattutto temere visti i risultati raccolti in questi anni, che Gian Piero Gasperini questa volta avrebbe potuto veramente lasciare la Dea.

Da settembre scorso qualche segnale di rottura era arrivato sia pubblicamente sia privatamente dal tecnico, rimasto deluso della mancata offerta di rinnovo a lungo termine da parte della società, soprattutto dopo la vittoria in Europa League.

La stagione è stata sicuramente frastagliata, con una prima parte più difficoltosa, una Champions persa poi con il Brugges a cui ha fatto seguito la sconfitta casalinga in Coppa Italia contro il Bologna. In campionato però Gasp è rimasto aggrappato addirittura al sogno Scudetto, con grandi successi soprattutto in trasferta contro le big.

In primavera però alcune dichiarazioni del tecnico, a cui hanno fatto seguito quelle dell’ad Percassi, lasciavano presagire per la prima volta la possibilità concreta di un addio. L’allenatore non ha mai detto di voler andar via, ma nel momento di maggior sconforto post eliminazione in Europa, ha alzato l’asticella delle ambizioni, soprattutto nei corridoi di Zingonia.

Dopo la quinta qualificazione in Champions, Gasp è stato abbracciato dall’amore del pubblico atalantino per il quale nutro un rispetto straordinario. La società ha deciso di proporre un prolungamento all’ex Genoa, che però nel frattempo vuole avere certezze assolute sui programmi di mercato. Sa che la Dea continuerà con il player trading, sa che perderà probabilmente due big importante, ma vuole un’Atalanta più forte in grado di competere in Champions e provare ad aggredire il titolo.

Rispetto a 20 giorni fa, secondo quanto raccolto dalla redazione di Retesport, in casa Atalanta però si respira un’aria diversa: dalla rottura imminente alla ricomposizione, il passo non è stato breve e non è del tutto compiuto, ma le parti sono molto più vicine a tal punto che anche tra i calciatori dell’Atalanta, di cui alcuni a scadenza, c’è la percezione forte che Gasp rimarrà.

I contatti con la Roma e il gradimento per la piazza giallorossa da parte del tecnico sono ormai notizia nota, ma nell’enorme rebus o gioco ad incastri che porterà all’annuncio del nuovo allenatore giallorosso, il profilo di Gasperini rispetto a qualche settimana fa sembra aver perso terreno, proprio perchè la priorità dell’allenatore ad oggi è ancora la Dea.

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Tifosi

Roma, all’Olimpico un amore senza fine: 4.5 milioni di spettatori dal post Covid

Con o senza Champions, anche con o senza Mourinho, c’è stata un’assoluta costante per la Roma dal post covid ad oggi: la presenza massiccia del pubblico all’Olimpico.

Numeri da capogiro che riflettono anche un aumento sensibile degli incassi da botteghino rispetto al precedente decennio, oggi divenuta una delle fonti primarie di ricavo per il club in assenza ancora (si spera per poco…) degli introiti della Champions League.

Sono 4.5 milioni i tifosi che dal 2021 ad oggi hanno assistito alle partite casalinghe dei giallorossi. In questa annata, come sottolineato dal Corriere dello Sport, la % di riempimento dell’impianto capitolino rispetto alla reale capienza da parte del pubblico romanista è stata pari al 92%.

La media spettatori è stata di 62.435 tifosi, terza in A dietro Milan e Inter di media sempre sopra i 70 mila. Contro il Milan è stata toccata quota 70 sold-out nell’era Friedkin.

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APPROFONDIMENTI

La Roma si gioca l’Europa a Torino: Ranieri pensa a più opzioni da centrocampo in su

La Roma a Torino si gioca l’Europa. Se sarà Champions, Europa League piuttosto che Conference lo scopriremo solo intorno alle 22.40 di domenica prossima.

Claudio Ranieri sa che le trappole sono dietro l’angolo e preparerà al meglio questa sfida, consapevole di trovare un ambiente non facilissimo. Il pubblico granata ha annunciato una contestazione a squadra e società, per questo Vanoli sicuramente chiederà ai suoi di chiudere bene l’anno, per non lasciare ulteriori strascichi negativi.

E’ ovvio però che in termini di motivazioni, la Roma ne avrà di più rispetto al Toro che al pari di altre squadre già sicure del proprio piazzamento finale, tenterà di onorare comunque l’impegno.

Per la Roma ci sono già due certezze: anche in quest’ultima sfida mancheranno Dybala e Pellegrini che, volenti o nolenti, tra un infortunio e un periodo prolungato di appannamento, avrebbero rappresentato risorse tecniche fondamentali soprattutto nel singolo episodio o nella singola giocata.

Dovbyk invece ci sarà, ma partirà presumibilmente dalla panchina. Non è al 100% ma stringerà i denti per dare una mano. Contro il Milan Ranieri ha rilanciato Paredes, che ha trovato anche un gol pesantissimo su punizione e le sue capacità balistiche potrebbero essere fondamentali. L’argentino dovrebbe partire dall’inizio, con la conferma di Cristante e Konè.

I veri dubbi sono sull’out di destra e sulla composizione dell’attacco, se a tre o a due. Saelemaekers, Soulè e Shomurodov sono in vantaggio su Baldanzi ed El Shaarawy, ma chi giostrerà come centrocampista laterale e chi come seconda punta? Ranieri ha confermato anche contro il Milan l’argentino nella posizione più larga, con il belga più vicino a Shomurodov, ma l’area di rigore fino all’espulsione di Gimenez era stata poco riempita. Avvicinare Soulè all’area di rigore, in zona centrale quindi un po’ più ibrida, potrebbe favorire i giallorossi anche in termini di conclusioni dalla distanza.

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Interviste

Le Fèe: “Voglio restare al Sunderland”

Enzo Le Fèe ha parlato al Times del suo futuro:

Hai giocato con Ivan Juric, perchè con l’arrivo di Ranieri sei finito in panchina?
“Il mister voleva una squadra più fisica per portare la squadra fuori dalla zona retrocessione”

L’esperienza al Sunderland…
“Qui mi è piaciuto fin dal dal primo giorno, dal primo allenamento. Mi piace stare in campo. Questo è ciò che avevo perso a Roma. Se non riesco a godermi il mio tempo in campo, sicuramente farò fatica. A volte posso anche far fatica — non puoi sempre essere bravo, può succedere qualcosa — ma in generale nella mia testa so che mi divertirò e sarò bravo. Penso che i tifosi del Sunderland non mi conoscessero prima. Venivo dalla Roma, un grande club. Arrivo nella seconda divisione in Inghilterra, alcune persone possono pensare: ‘Aah, ok, viene solo a giocare ma non sarà serio’, ma quando gioco a calcio e mi diverto, come sto facendo ora, posso dare la vita in campo.”

Se il Sunderland andrà in Premier verrai riscattato…
“Voglio restare al Sunderland l’anno prossimo. Lavoro da sei mesi per questo. Questa è la partita più importante della mia vita.”

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Calciomercato

Ranieri svela: “Scelto il nuovo allenatore, lo annuncerà Friedkin”

“Il campo non mi mancherà: ho un altro progetto“. Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni de la Repubblica. Ecco un estratto:

“Sarò il consulente di Dan Friedkin: parlo spesso con il presidente, gli dico le cose che non vanno bene, quelle che vanno bene, lui mi ascolta e poi agisce. l’ho fatto già quest’anno”.

Consiglierà anche i giocatori d’acquistare?
“Un po’ tutto quello che appartiene all’area tecnica. Le questioni non sportive non le capisco e non le voglio capire”.

Ma avete già l’accordo col nuovo allenatore?
“Certo già c’è. Ma deciderà il presidente quando dirlo”

Direbbe ancora: Gasperini non sarà l’allenatore della Roma?
“Nessuno sarà l’allenatore della Roma”.

Chiunque sia, non rischia di lavorare con l’ombra di Ranieri?
“Farò solo il consigliere. Starò nel mio cantuccio, nell’ombra, fuori dai riflettori: se il nuovo allenatore avrà bisogno, sarò sempre a sua disposizione. Ma il mio cassetto di vanità è molto piccolo e si è riempito anni fa”.

Vede Totti nella Roma del futuro?
“Francesco non ha trovato la sua strada. Ha cercato di fare l’allenatore, è andato al corso del Coverciano, dopo quattro giorni se n’è andato. Uomo immagine? Ma a lui piacerebbe farlo?”

Quando potrà vincere la Roma?
“I Friedkin vogliono portarla stabilmente in Champions. Poi, se sei lì puoi vincere o perdere, ma loro hanno questo sogno”

Cosa è mancato finora?
“Sicuramente hanno sbagliato interpreti. Mi auguro di essere io o la persona che li possa aiutare”

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NEWS

Hummels: ”Essere ridotto all’insignificanza di Juric è stato brutto. Se non fosse stato esonerato, sarei andato via”

Nel corso del documentario dedicata lui, Mats Hummels ha parlato del suo ultimo anno alla Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Se non fosse stato esonerato, probabilmente sarei andato via la settimana successiva. Preferisco giocare male che non giocare affatto. Essere ridotto all’insignificanza di Juric è stato davvero brutto, questo mi ha buttato giù. Me ne sarei dovuto andare, altrimenti a un certo punto sarei esploso”.

Hummels sulla possibilità di tornare al Borussia Dortmund.

“Avrei bisogno di qualcosa che mi appassioni così tanto da essere disposto a fare di nuovo questi sacrifici, per non vedere così spesso mio figlio. L’unico club per cui lo farei, nella mia sfera emotiva, è il BVB. Non credo che succederà. Se il Borussia dovesse chiamarmi inizierei a pensarci. Concludere la mia carriera da giocatore del BVB sarebbe un altro pensiero che mi frulla per la testa. Posso dire onestamente: ho già cercato di parlarne la settimana scorsa. Non credo che accadrà”.

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Totti: ”Ranieri va solo ringraziato. Allenatore? Speriamo sia un grande personaggio con carisma e con voglia di riportare la Roma in alto”

Totti, nel corso di un evento padel, ha parlato ai microfoni di Retesport. Di seguito le parole dell’ex capitano della Roma.

Che finale di Champions ti aspetti?
“Sicuramente una grande finale. Disputare una finale di Champions League è da brividi, paurosa e commovente. Si affrontano due grandi squadre. Siamo contenti ci sia una squadra italiana e, senza nulla da togliere a Luis Enrique, noi italiani tifiamo una squadra italiana, come è giusto e doveroso che sia”.

Ti aspettavi che Luis Enrique avrebbe avuto questa carriera?
“Oltre ad essere una grande persona, è un grande allenatore. È normale che quando cambi città, cambi cultura non è semplice a primo impatto. Ha avuto un po’ di problemi a Roma, poi ovunque è andato ha fatto abbastanza bene. A Parigi ha trovato la sua stabilità e con la grande squadra a disposizione ha dimostrato di poter vincere la Champions”.

Ranieri? Lo hai chiamato già nel 2019 in panchina.
“Bisogna solo ringraziarlo. È un grande tifoso della Roma, ha fatto un percorso straordinario e commovente, nessuno si sarebbe mai aspettato una Roma diversa da inizio stagione. È riuscito a rimetterla in corso, arrivando fino all’ultima giornata e sperando nella Champions. Quando facevo il dirigente parlavano di 2-3 nomi e con Fienga abbiamo parlato e scelto Ranieri, era l’unico che poteva dire di sì. Lo abbiamo chiamato, prima del Porto c’erano problemi con Di Francesco e lo abbiamo chiamato dopo la partita, ha detto sì senza ma e senza se. Va solo ringraziato”.

Quanto ha inciso Conte nello scudetto?
“Stiamo parlando di uno dei più grandi allenatori italiani e mondiali in circolazione. Quando hai un personaggio di questa voglia, carisma e determinazione, hai molta più possibilità di vincere un campionato. Vincendo quest’anno, penso che lo abbia meritato, domani ci sarà l’atto finale e sarà quello definitivo, come tutti sapevamo”.

Da dirigente avevi chiamato Ranieri, se fossi oggi dirigente della Roma chi chiameresti?
“Un nome importante per una piazza importante. Non sappiamo le dinamiche interne, loro sanno quale allenatore potranno chiamare se non lo hanno già fatto. Speriamo che sia un grande personaggio con carisma e con grande voglia di riportare la Roma il più alto possibile. Quella è la speranza di noi romanisti. Da dirigente non posso parlare perché non lo sono. Sicuramente non è un nome normale”.