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Interviste

De Rossi: “Avevo un piano Scudetto, non meritavo l’esonero a Roma”

Intervistato da Massimo Ambrosini in uno speciale natalizio su DAZN, Daniele De Rossi ha parlato della sua esperienza da allenatore ma anche di calciatore alla Roma:

Come hai fatto a coniugare interessi extra-calcistici all’idea di stare sempre qui dentro?
“Mi sono fatto esonerare prestissimo, questa è la soluzione (ride, ndr)”.

Hai rifiutato tante offerte durante il periodo in cui sei stato fermo? Ti sei pentito di alcune scelte?
“No. Non ho rifiutato perché avevo voglia di andare e sono gli altri che hanno rifiutato me. Quando ho rifiutato l’ho fatto forse per la categoria e perché in alcune situazioni non vedevo molto chiaro. Nelle prime due esperienze, in maniera diversa, ho avuto problemi con i dirigenti: alla SPAL ho avuto problemi, ma ora quel dirigente (Fabio Lupo, ndr) lo sento ancora adesso e abbiamo chiarito. Anche alla Roma ho chiarito con l’amministratore delegato (Lina Souloukou, ndr). Niente di clamoroso, ma comunque c’erano problemi. Non voglio mettermi in una condizione in cui possa tornare ad averli e non voglio che passi il concetto che io sia uno che ha problemi con i dirigenti. Alla Spal parlai di quanto io non fossi contento del mercato in conferenza, dissi la verità. Il presidente Tacopina si arrabbiò e mi disse: ‘Chi ti ha detto che puoi dire la verità sulla mia squadra?’. E io lì ho capito tante cose”.

Cosa ti è rimasto dell’esperienza della Roma?
“A vederla adesso un po’ mi dispiace quello che è successo. Nonostante io stia benissimo, mi dispiace perché sta avendo un exploit che io avevo predetto: dissi che certi giocatori il primo anno avrebbero fatto fatica, nel secondo sarebbero esplosi e nel terzo, continuando con quel mercato, avremmo lottato per lo scudetto. Non eravamo proprio pazzi a puntare su questo gruppo, dato che per me è molto forte”.

Non ti credevano quando lo dicevi?
“I presidenti pendevano dalle mie labbra, con loro avevo un rapporto costante. A livello calcistico ho sempre avuto ampia libertà sulle scelte, si fidavano, mi chiedevano e si confrontavano. Mi hanno iniziato a chiedere le cose ancor prima di confermarmi per i successivi tre anni. Da quel punto di vista c’era grande rispetto dei ruoli da parte di tutti. Poi si sono un po’ incrinate le cose e mi dispiace, ma quello che è successo io e il mio staff non lo meritavamo. Non sei mai pronto all’esonero, era molto presto. E’ successo a Genova e ora questa squadra ha un debito con me (ride, ndr)”.

L’hai vissuta come un’ingiustizia?
“Ci vai sopra perché io pensavo e penso di essere a posto con la coscienza. Non ho mai abbassato di un centimetro l’impegno che ho messo lì dentro, non ho mai tradito chi era lì, non ho mai usato il ‘potere’ che avevo in quella città per proteggere me e andare contro i giocatori o per andare contro la società. Se mi fossi tradito da solo non sarei stato così orgoglioso di ciò che abbiamo fatto. Ogni volta che vieni esonerato smetti di vivere ciò che ti piace. Non penso di aver avuto più dolore dall’esonero dalla Roma che dalla Spal, non cambia niente: ti manca il fatto che saluti i giocatori e poi non li vedrai più. Quando ho salutato a Ferrara eravamo in una palestra più brutta di quella di Trigoria, con dei giocatori meno bravi, con una società meno forte, ma il dolore era lo stesso e i ragazzi piangevano tutti… Ti rimane il senso di incompiutezza, quel ‘fammi fare che la rimetto a posto e andremo alla grande’. Questo ti rimane e ogni tanto ritorna fuori”.

Quando sei diventato allenatore del Genoa hai subito guardato il calendario e visto quando saresti tornato a Roma?
“Sì, ho guardato quando avrei giocato con la Roma e la Lazio (ride, ndr)”.

Non vedi l’ora?
“Si tratta di una sensazione particolare. Da bambino la vivi in un modo, da ragazzo del settore giovanile in un’altra maniera, da giocatore in maniera focosissima e da allenatore in modo folle. Ho sempre desiderato tutti i giorni che la Roma vincesse, questa è la cosa che mi fa più ridere. Per una settimana dovrò lavorare per far perdere la Roma… Ora non salto sul divano quando guardo la Roma, ma la vedo da collega e da ex giocatore. Se vince però sono contento”.

C’è stato un momento in cui potevi tornare alla Roma?
“No, non penso ci sia mai stata davvero la possibilità. Hanno fatto una scelta talmente evidente e chiara… A Roma si parla sempre e il mio nome accostato alla Roma funziona sempre. Ma non credo sarebbe stato il passo giusto per me, anche se ovviamente sarei tornato subito perché credo nella squadra e nei giocatori”.

Spalletti?
“Spalletti è geniale. Mi ha sempre spiegato quello che mi faceva fare e lo stesso Antonio Conte. Non c’era niente lasciato al caso ed era tutto nell’ottica di far giocare meglio la squadra. Anche Ranieri diceva: ‘È meglio un’idea mediocre che fanno tutti che un’idea geniale che capiscono in quattro. Io assorbivo tutte le riunioni, quella di Spalletti me la mangiavo con gli occhi mentre c’era gente che sbadigliava. Mi piaceva, sono sempre stato appassionato di calcio sotto l’aspetto tattico. Mi piace capire cosa sta succedendo intorno a me”.

L’avventura al Genoa?
“Tutto molto affascinante. Non so quante squadre abbiano il centro sportivo che sembra la cappella Sistina. Dobbiamo essere bravi a non disperdere tutto questo”.

Parli con i giocatori che lasci in panchina?
“Renzo Ulivieri mi ha detto di non dare troppe spiegazioni perché poi ti vai a incartare. Ho avuto spiegazioni poco convincenti da alcuni allenatori. Nella parte finale della mia carriera ho fatto diverse panchine. Un allenatore mi disse: ‘Oggi non giochi con il Real Madrid perché domenica c’è l’Ascoli ed è più importante. Non dirò chi è, ho scambiato le squadre per non far capire. Resta comunque un bravo allenatore. Se mi dici le bugie mi incavolo…”.

Il tuo sogno era finire la carriera alla Roma?
“Sì, ma ero anche tanto curioso di vedere cosa c’era di fuori”.

Come hai reagito al mancato rinnovo?
“Non ho odiato così tanto smettere quanto avrei odiato trascinarmi in campo. Quando mi hanno comunicato alla Roma la decisione io lo avevo capito, si protraeva da troppo tempo. Giravi l’angolo e vedevi il dirigente che si girava subito per non incrociarti (ride, ndr). L’ho vissuto in maniera molto serena. Avevo paura del dopo, ma io ho chiesto di saperlo. Era l’elefante dentro la stanza, tutti ne parlavano ma io volevo saperlo. Ero curioso e poi volevo salutare i miei tifosi nonostante non sia un amante degli addii. Chiesi a Guido Fienga di dirmi le cose perché avrei voluto fare una conferenza stampa per ringraziare, salutare con un giro di campo. E lui mi disse che l’intenzione era non rinnovare il contratto. Avevo due alternative: provare a convincerli, ma a livello di dignità avrei perso parecchio. Non ti do la gioia di farmi vedere stramazzato sotto la Sud perché voglio rimanere. Volevo uscire con eleganza, rappresento un bel pezzo di Roma e del calcio italiano. Cosa mi cambiava un anno in più? Ero preparato perché avevo visto la fine della carriera di Francesco (Totti, ndr). Quando ha smesso era distrutto, ne ho parlato mille volte con lui e io non volevo stare così male. Ho provato a prepararmi, smettere di giocare a calcio è stata una botta anche per me. Io ho smesso e dopo due mesi c’è stato il Covid: smetti col calcio, smetti di uscire, smetti di vedere persone… Per un attimo mi sono chiesto cose stesse succedendo”.

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Calciomercato

Amorim non libera Zirkzee: “Fino a quando non avremo un sostituto…”

Prosegue la trattativa tra Roma e Manchester United per Joshua Zirkzee. Il giocatore spinge per raggiungere la capitale il prima possibile, ma il tecnico Amorim frena sulle tempistiche.

In conferenza stampa, alla vigilia del match contro il Newcastle, ha parlato del futuro di Joshua Zirkzee, obiettivo prioritario della Roma: “Sarà difficile per qualcuno lasciare il club se non riusciremo a trovare un sostituto. Siamo a corto di giocatori. Anche con la rosa al completo, non siamo sufficienti per far fronte a tutto ciò che può accadere. Siamo un club con una grande responsabilità”.

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Infermeria

Pellegrini, out un mese per una lesione muscolare

Lorenzo Pellegrini si è fermato nell’ultimo allenamento prima di Natale.

Il centrocampista giallorosso ha accusato un problema al quadricipite che lo ha costretto ad interrompere la seduta.

Oggi si è sottoposto ad esami strumentali che hanno confermato la lesione di secondo grado al bicipite femorale sinistro. Sarà fermo almeno 3-4 settimane.

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RETESPORT

Buon Natale da Retesport e Forza Roma!

L’Editore, la redazione, i tecnici, gli speaker e tutto lo staff di Retesport augura a tutti gli ascoltatori della radio, collegati quotidianamente sui 104.2 FM ma anche in streaming audio e video da ogni parte del Mondo, un sereno Natale.


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Calciomercato

Trigoria: Hermoso e Dovbyk parzialmente in gruppo. Bailey si allena a parte

La Roma prosegue a lavorare a Trigoria per preparare la partita contro il Genoa in programma lunedì alle 20:45, match valido per la 17° giornata di Serie A. Arrivano buone notizie per Gasperini: Mario Hermoso e Artem Dovbyk si sono allenati parzialmente con il resto del gruppo. Leon Bailey, invece, si ha svolto una seduta individuale correndo in campo. L’obiettivo di tutti e 3 è quello di essere a disposizione per la partita contro il Genoa di De Rossi.

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Calciomercato

Rivoluzione Roma: Dragusin in difesa in prestito si può, Raspadori più vicino

Una rivoluzione da Champions. Le parole di Gasperini dopo la Juventus hanno tracciato una linea netta: per il salto di qualità servono giocatori da prima fascia. E la Roma è pronta a sfondare quella barriera a gennaio con almeno tre colpi per rispondere alle richieste del tecnico.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, l’assalto è partito: il club si avvicina sempre di più a Joshua Zirkzee e, dopo Natale, proverà a chiudere anche per Giacomo Raspadori. Per quest’ultimo, l’operazione è considerata molto plausibile, con il giocatore deciso a sposare la causa giallorossa. Per Zirkzee anche arrivano buone notizie: lo United non avrebbe chiuso alla possibilità di un prestito con diritto di riscatto e potrebbe liberare l’olandese già a metà gennaio, senza attendere la fine della Coppa d’Africa. Le probabili cessioni di Ferguson e Dovbyk potrebbero addirittura aprire le porte a un terzo attaccante, magari in uno scambio con Beto dell’Everton, di proprietà dei Friedkin.

Ma la rivoluzione non si ferma all’attacco. Con l’assenza di Ndicka, Gasperini ha bisogno di un difensore pronto e di livello. Stanno salendo le quotazioni di Radu Dragusin del Tottenham in direzione Roma. Il club inglese potrebbe lasciarlo partire in prestito con diritto di riscatto, offrendo al romeno, gradito a Gasp, un’ottima occasione di rilancio.

Infine, resta viva la pista che porta a Morten Frendrup, che potrebbe arrivare dal Genoa in uno scambio di prestiti con Niccolò Pisilli. La Roma non vuole lasciare nulla al caso: l’obiettivo Champions va conquistato a tutti i costi.

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Calciomercato

Calciomercato Roma: la promessa del Manchester che avvicina Zirkzee

Zirkzee si avvicina sempre di più alla Roma. Il centravanti olandese è l’obiettivo numero uno di Massara che vuole soddisfare le richieste di Gasperini. Come scrive il Corriere della Sera, l’ex Bologna ha ottenuto la promessa dal Manchester United di essere lasciato partire per inseguire il sogno di giocare il Mondiale.

I tempi si possono allungare ma l’apertura del club inglese è un segnale positivo propedeutico alla fumata bianca. In aggiunta i Red Devils hanno lasciato uno spiffero anche per un prestito senza obbligo di riscatto, altro elemento importante. Il dialogo tra i club è proficuo, Gasp nelle prossime settimane spera di accogliere a braccia aperte il calciatore a cui consegnerà le chiavi dell’attacco della Roma.

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Calciomercato

Calciomercato Roma: Coppola la chiave per far tornare Ferguson al Brighton

La Roma lavora su più fronti. Oltre alle situazioni calde in entrata, Zirkzee e Raspadori si avvicinano, Massara sta lavorando sulle cessioni che saranno propedeutiche a ufficializzare i nuovi acquisti con cui rinforzare la rosa a disposizione di Gasperini. Come scrive Repubblica, Ferguson è pronto a rientrare al Brighton, terminando anzitempo l’esperienza in giallorosso.

Ma c’è una grande novità. Massara, infatti, sta dialogando con la società inglese per ottenere il prestito di un difensore: Diego Coppola ex Verona e compagno di Ghilardi nella scorsa stagione. Una sorta di operazione incrociata, di scambio per non scontenare nessuno: il Brighton riabbraccia Ferguson e la Roma pesca un centrale. L’alternativa più costosa resta Disasi del Chelsea, ora fuori rosa.

Diego Coppola, un gigante per la difesa

Diego Coppola si è trasferito al Brighton in estate per circa 11 milioni di euro più bonus e percentuale su futura rivendita. Il classe 2003 ha trovato poco spazio in Premier League, appena 107 minuti, mentre FL Cup ha servito 2 assist e ha giocato tutte e 3 le partite della competizione da titolare. Troppo poco per un difensore che con la maglia dell’Hellas Verona, un anno prima, si era contraddistinto per la propria centralità nel reparto difensivo: 35 presenze, 2 gol e 11 cartellini gialli.

Un campionato a buoni livelli che gli ha consentito di esordire anche in Nazionale con la maglia dell’Italia: sconfitta per 3-0 contro la Norvegia e 7 minuti nel match successivo vinto 2-0 con la Moldavia. Dopo alcuni mesi in Inghilterra Coppola potrebbe tornare in Serie A dove ritroverebbe il suo ex compagno Ghilardi.

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STADIO

Stadio Roma, consegnato il progetto definitivo in Comune

La Roma oggi ha fatto il passo tanto atteso da settimane in merito al nuovo stadio a Pietralata. Il club giallorosso ha inviato tramite PEC il progetto definitivo del nuovo stadio. Da gennaio inizierà la valutazione del Comune e poi successivamente alla nuova votazione in aula, si potrà aprire la Conferenza di Servizi.

Di seguito il comunicato ufficiale del club:

L’AS Roma comunica con grande soddisfazione di aver consegnato oggi, 23 dicembre 2025, il PFTE (progetto di fattibilità tecnico-economica) del nuovo stadio, un passaggio fondamentale che avvicina il Club alla realizzazione di una delle infrastrutture sportive più ambiziose e moderne d’Europa.

Il progetto depositato, che precede la fase di progetto esecutivo, rappresenta la sintesi di un lavoro approfondito, svolto con rigore tecnico, attenzione alla sostenibilità e con una visione chiara: offrire alla città di Roma e ai suoi tifosi un impianto all’altezza della loro storia, della loro passione e del loro futuro.

Il nuovo stadio sarà caratterizzato da:

  • Una Curva Sud monumentale, la più grande d’Europa, pensata come cuore pulsante dello stadio e simbolo della passione romanista.
  • Un’architettura iconica ispirata alla tradizione romana, con linee contemporanee e un forte legame con il territorio locale.
  • Spazi moderni, multifunzionali e progettati per vivere l’esperienza AS Roma non solo durante le giornate di gara.
  • Interventi mirati a migliorare mobilità, servizi, sostenibilità ambientale e integrazione urbana, con l’obiettivo di creare un polo sportivo e sociale di riferimento per la Capitale.

L’AS Roma desidera rivolgere un ringraziamento speciale e personale al Sindaco Roberto Gualtieri, per il suo sostegno, la sua disponibilità e la collaborazione costante che hanno reso possibile questo fondamentale avanzamento. L’AS Roma ringrazia altresì le istituzioni di Roma Capitale, le autorità locali e tutti gli interlocutori coinvolti per il lavoro svolto insieme, che proseguirà anche nei prossimi mesi.

La consegna del progetto definitivo rappresenta un passo concreto verso l’inizio dei lavori e conferma la determinazione del Club nel dotare Roma di un impianto moderno, ambientalmente sostenibile ed economicamente solido, che possa diventare motivo di orgoglio per la città e per tutti i suoi tifosi.

L’importanza dell’opera, in termini di dimensioni, modernità dello stadio, potenziale impatto urbano e tempistiche previste, ha consentito l’inserimento dello stadio di Pietralata tra i potenziali stadi deputati a ospitare UEFA Euro 2032.

L’AS Roma continua a lavorare con passione, responsabilità e ambizione: il futuro della nostra casa è sempre più vicino.

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NEWS

Trigoria: nessuna lesione per Bailey. Personalizzato per il giamaicano, Dovbyk ed Hermoso

Buone notizie per la Roma. La squadra giallorossa oggi è tornata a lavorare a Trigoria per preparare il match contro il Genoa in programma lunedì 29 dicembre alle 20:45: Leon Bailey ha svolto una seduta personalizzata insieme a Dovbyk ed Hermoso. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto l’attaccante giamaicano non hanno evidenziato alcuna lesione muscolare. Il classe 97′ nelle prossime settimane quindi dovrebbe essere a disposizione del tecnico di Grugliasco.