Negli occhi di tutti c’è ancora l’ultima gemma di Dybala a San Siro. Un gol al volo di destro su assist di Dovbyk altrettanto straordinario, che a fine anno ha regalato ai giallorossi non solo un punto effettivo in campionato ma anche l’ennesima giocata da campione contro i rossoneri.
Il conto della Joya col Milan infatti è ancora apertissimo: nelle ultime tre sfide contro la formazione milanese, Dybala ha messo a referto due reti e un assist. Giocate utili che sono coincise con tre risultati altrettanto importanti della Roma (due vittorie in Europa League lo scorso anno e il pari di questa stagione in A).
Cambia la competizione ma non la voglia di Dybala di fare la differenza. L’argentino, lasciato di fatto a riposo da Ranieri domenica scorsa nel big match dell’Olimpico contro il Napoli, in carriera ha segnato 10 reti e messo a segno 6 assist in 26 gare contro i rossoneri.
Dopo la chiusura del settore ospiti a Bologna, quella tentata ma poi respinta dal TAR a Udine, anche a Venezia per i tifosi della Roma si ripropone lo stesso problema.
Mentre questa sera a San Siro ci saranno oltre 3500 spettatori giallorossi, al Penzo non vi è ancora certezza che i tifosi giallorossi provenienti dalla capitale o dalla Regione Lazio possano assistere alla gara di domenica prossima.
Come si apprende dal sito del Venezia, la decisione sulla vendita dei biglietti del settore ospiti è ancora in sospeso e dipenderà dal provvedimento che prenderà il GOS nelle prossime ore.
Il motivo potrebbe essere legato ai fatti di Udinese-Venezia, al lancio di oggetti contro il treno dei tifosi veneti, operato da quelli friulani e dal legame tra i tifosi giallorossi e quelli bianconeri.
Enzo Le Fèe ha avuto un impatto ultra-positivo nella serie B inglese e nella realtà del Sunderland. Complice la presenza di un tecnico – Le Bris – che lo conoscenza dai tempi dei suoi esordi, il francese ha trovato forse la sua comfort zone per esprimersi al meglio.
Giocate di qualità, occasioni da gol e grandi assist, il Sunderland ha celebrato sui social la sua ultima prestazione nella vittoria contro il Middlesbrough con una serie di post che hanno incensato il calciatore a sua volta elogiato da una miriade di commenti positivi.
Tutti sperano di vederlo ancora con la maglia del Sunderland, compresi i dirigenti di Trigoria. Come noto è stato fissato un diritto di riscatto da 24 milioni che diventerà obbligo automatico se la formazione inglese centrare l’obiettivo della promozione in Premier. Nulla esclude, a monte, che si possa ragionare su un suo acquisto anche se questo obbligo di riscatto non dovesse scattare. Ma recuperare quei soldi sarebbe fondamentale per la Roma, al fine di finanziare altre operazioni.
Gourna-Douath rimarrà nella capitale e la società giallorossa ha già paventato un investimento da 18 milioni (da spalmare sempre su 5 annualità). Il vero tema sarà l’eventuale sostituzione di Paredes che con ogni probabilità tornerà in Argentina. E i soldi di Le Fèe serviranno proprio per centrare questo, complicato, obiettivo.
Quattordici. Esattamente quattordici sono i nomi finora ventilati dalla stampa sul profilo del nuovo allenatore della Roma. In questa maxi lista va inclusa anche la candidatura di Claudio Ranieri, che fino a metà gennaio, prima delle sue dichiarazioni che hanno spento tale ipotesi, era stata sospinta da diversi media e da una frangia della tifoseria.
Dal Mourinho-bis (che mai e poi mai tornerà con questa proprietà a Roma) al De Rossi-bis (‘è ancora sotto contratto, se devi ripartire dai giovani meriterebbe una seconda chance…‘) passando per una reale stratificazione e altrettanti : i big, Re Carlo Ancelotti (che Ranieri ha smentito nuovamente e che spinge prioritariamente per restare a Madrid), Massimiliano Allegri (libero da mesi ma mai direttamente contattato dal club nonostante le sirene arabe); sotto questa soglia si stagliano profili come quello di Gasperini, che potrebbe rompere con la proprietà dopo le polemiche sul mercato invernale; Pioli – già cercato prima dell’annuncio di Juric, potrebbe liberarsi dal faraonico contratto all’Al-Nassr – Montella, anch’esso contattato due giorni prima del ritorno di Ranieri – ma anche Italiano (difficile da strappare al Bologna visti i risultati eccezionali di questo suo primo anno in terra emiliana), Farioli, contattato a fine dicembre per arrivare ai vari De Zerbi, Mancini, Fabregas frutto anche qui di accostamenti mediatici che non trovano al momento riscontri.
Il tema però non è il nome, ma la pianificazione sportiva e quali obiettivi reali il club vorrà perseguire a partire dalla prossima stagione. Con un reale spauracchio all’orizzonte: che a decidere sia in maniera arbitraria e senza costrutto Dan Friedkin.
E ciò oggi non può che spaventare, considerando che la Roma resta una società acefala, senza un amministratore delegato da quasi un semestre, con un direttore sportivo scarsamente considerato e spesso trincerato dallo stesso Ranieri, ma soprattutto con delle scelte sul campo che sembrano indicare una direzione diversa da quella che Friedkin, ha già dimostrato nel recente passato, di prediligere.
Mentre Ranieri ieri dettava tempistiche e linee chiare: “Al momento non ci pensiamo, più avanti quando avremo chiara la situazione faremo una cernita di profili e sceglieremo, ma l’annuncio sarà a fine stagioen”, è altamente probabile che il proprietario attualmente impegnato in altri 100 business del suo gruppo industriale, si svegli tra una settimana, due o tra un mese e decida di puntare il nome X come avvenuto per Mou, scavalcando qualsiasi linea operativa faticosamente costruita a Trigoria.
Con il rischio che si pensi di ingaggiare il grande nome, non per costruire un futuro di successi con abbinata una squadra di altissimo spessore, ma per sedare la piazza. ‘Panem ed circensem’, dicevano i romani. Ma il calcio rivolto ad una crescita reale, strutturata, graduale ma duratura va in un’altra direzione.
Tra strategie mutevoli, un evidente momento prolungato d’empasse e infine una chiusura col botto, la Roma ha portato a termine ieri sera la sua campagna trasferimenti, lasciando diversi punti di domanda che si spera, qualcuno (principalmente Ranieri), potrà evadere.
Al di là delle spiegazioni sulle motivazioni tecnico-tattiche e su quale filosofia abbia spinto Ghisolfi a scegliere determinati profili rispetto ad altri, la Roma ha condotto una mini-rivoluzione della rosa.
Dieci operazioni totali, cinque in entrata e cinque in uscita. Via Ryan, Hermoso, Dahl, Le Fèe e Zalewski; dentro Gollini, Salah-Eddine, Nelsson, Gourna-Douath e Rensch.
Porte girevoli in attesa del rinnovo di Svilar
L’australiano Ryan, scelto la scorsa estate a parametro zero come vice-Svilar, poichè profilo d’esperienza e affidabilità ha disputato in giallorosso una sola partita: Roma-Samp di Coppa Italia. Si aspettava (o gli era stato promesso…) maggior minutaggio, almeno nelle coppe ma ciò non è avvenuto. La Roma ha trovato nel Lens una sponda utile per la sua cessione a titolo definitivo. Incassati 500 mila euro e di fatto reinvestiti subito su Gollini. L’ex portiere dell’Atalanta è arrivato a titolo definitivo ma gratuito con 1 milione di bonus che probabilmente scatterà dopo un tot di presenze. Contratto di due anni e mezzo per l’estremo difensore che negli ultimi anni ha girovagato molto.
Hermoso bocciato, Nelsson era una prima scelta?
Cambiando modulo a ridosso della fine dello scorso mercato estivo, sia con De Rossi poi ancor di più con Juric e Ranieri oggi, la Roma ha visto sorgere una necessità impellente: ripuntare sui difensori centrali.
Riabilitato Hummels, al fianco di Mancini e Ndicka, Ranieri non è riuscito a dare spazio a Hermoso, che comunque ha dato la sensazione di non essersi mai inserito. Lo spagnolo una decina di giorni fa ha espressamente chiesto la cessione ed è stato accontentato: prestito oneroso da 1.2 milioni al Bayer Leverkusen, ma senza opzioni di riscatto. Il club tedesco coprirà integralmente i 2 milioni lordi, rimasti, del suo ingaggio fino a giugno. Poi in estate si vedrà. Per questo motivo la Roma era a caccia di un’opzione giovane, magari da valorizzare, senza spese folli. E’ stato trattato per quasi un mese Marmol ma il Las Palmas ha preteso senza indugi la clausola da 10 milioni (pagabile in un’unica soluzione). Ciò ha spinto Ghisolfi nel finale a virare prima su Goglichidze (prestito con obbligo da 10 milioni ma con l’Empoli che alle ultime schermaglie ha fatto saltare il banco chiedendo ulteriori bonus) e poi Nelsson. Il danese è arrivato per 500 mila euro di prestito più diritto di riscatto da 10 milioni.
Maquillage sulle fasce: due ex Ajax, nella speranza siano meglio di Karsdorp…
Sugli esterni la Roma ha ragionato su qualità ma anche sulla prospettiva. Dapprima ha chiuso per Rensch, coprendo una casella rimasta vuota colpevolmente nel mercato estivo. Nonostante la compresenza di Saud, Zalewski, Celik e dello stesso Saelemaekers, Ghisolfi che aveva già sedotto (e abbandonato?!) Rensch in estate, lo ha acquistato a gennaio per 6 milioni di euro dall’Ajax pur avendo già un accordo per giugno, quando si sarebbe svincolato.
Poi è stata risolta la grana Zalewski, con una formula che ha il sapore comunque del futuro passaggio a titolo definitivo. L’Inter ha ‘costretto’ la Roma a sottoscrivere un rinnovo ponte, per consentire al polacco di trasferirsi in nerazzurro. Al di là dell’impatto positivo (assist nel derby), la sensazione è che vista l’età e i bassi costi dell’ingaggio, Zalewski rimarrà in nerazzurro. La Roma incasserebbe nel caso 6 milioni di euro, cifra speculare a quella spesa per Rensch.
A sinistra è arrivato poi, in extremis, un investimento necessario. Salah-Eddine è stato prelevato dal Twente per 8 milioni di euro e la speranza di Ghisolfi è che questo affare in entrata sia compensato a giugno dalla cessione di Dahl, che resta un caso anomalo. Arrivato la scorsa estate per circa 4 milioni dalla Svezia, il giovane talento scandinavo non ha mai trovato spazio con i tre allenatori che si sono intervallati sulla panchina giallorossa. Se dovesse essere prelevato dal Benfica a titolo definitivo (tra i club come PSV, Besiktas e altri interessati a Dahl), la Roma incasserebbe 10 milioni, con il 20% su futura rivendita. Intanto Ghisolfi ha messo in cassa 600 mila euro per il prestito, sperando come detto che i lusitani esercitino il diritto di riscatto.
Via Le Fèe, dentro Douath e Ghisolfi tifa Sunderland
Ultimo cambio a centrocampo. Nei primissimi minuti della finestra invernale, la Roma ha ceduto Enzo Le Fèe al Sunderland. Prestito oneroso con diritto di riscatto da 24 milioni che scatterà se il club inglese tornerà a giocare la Premier League al termine della stagione.
Di fatto Ghisolfi recupererebbe con una minima plusvalenza ciò che ha investito a giugno scorso prelevando il francese dal Rennes.
Ieri al posto di Le Fèe, la Roma ha prelevato il giovane Gourna-Douath dal Salisburgo. Prestito con diritto di riscatto, che può diventare obbligo a determinate condizioni per circa 18 milioni.
Conti finali: investimenti e future rendite
Nel complesso dunque una finestra di mercato improntata alla sostenibilità, senza eccessi. E’ mancato l’investimento sulla punta di riserva, così come la cessione di Shomurodov che nei piani del club giallorosso avrebbe dovuto portare altri 6-7 milioni sicuri a giugno.
La Roma ha investito nell’immediato circa 15 milioni di euro, incassandone circa 4, con la prospettiva di arrivare a spenderne 28 se dovesse riscattare sia Gourna-Douath che Nelsson, con potenziali 34 (Dahl e Le Fèe) in entrata se arriveranno i riscatti di Benfica e Sunderland.
In sostanza Ghisolfi ha calmierato i suoi investimenti, per evitare ulteriori rischi considerando il futuro, obbligato, riscatto di Saelemaekers e la necessità di trovare soluzioni utili per diversi calciatori come Abraham, Kumbulla, Hermoso e altri potenziali esuberi dell’attuale rosa.
Il 6 febbraio, dunque tra 48 ore, la Roma dovrà presentare la nuova lista UEFA aggiornata.
La finestra di mercato invernale, seppur tortuosa e giocata sul filo di lana da Florent Ghisolfi, ha portato cinque volti nuovi in rosa con altrettanti addii: via Ryan, Hermoso, Dahl, Le Fèe e Zalewski; dentro Gollini, Salah-Eddine, Nelsson, Gourna-Douath e Rensch.
Le regole internazionali, in termini di rettifica e nuova stesura della lista UEFA prevedono la possibilità per qualsiasi club di operare fino a tre cambi rispetto alla lista della prima fase di coppa. Ergo la Roma potrà inserire solo 3 dei nuovi 5 acquisti.
Partendo dal presupposto che Gollini sostituirà necessariamente Ryan, Ranieri dovrà operare una scelta strategica su chi inserire tra gli altri quattro calciatori di movimento.
Rensch è favorito per essere tra i prescelti vista la sua duttilità: può giocare largo a destra da quinto come vice-Saelemaekers, esterno basso in una eventuale difesa a 4, braccetto di una linea a tre. Ciò escluderebbe Nelsson, pronto a dare ricambio a Hummels in campionato, qualora la Roma andasse avanti in Europa League.
Resta una casella per due: Gourna-Douath o Salah-Eddine, con il francese – vista l’elevata esperienza nonostante l’età in Europa – favorito sull’olandese. A sinistra inoltre Angelino – titolarissimo – potrebbe essere all’occorrenza sostituito da El Shaarawy, Saelemaekers o lo stesso Rensch.
Ragionamenti a cui Ranieri starà già pensando in queste ore e la risposta definitiva arriverà entro un paio di giorni.
Victor Nelsson, nuovo difensore centrale della Roma, ha parlato ai microfoni ufficiali del club. Ecco le sue parole:
Quali sono le tue prime sensazioni? “Innanzitutto grazie. E’ una bellissima sensazione, gli ultimi 3-4 giorni sono stati un po’ stressanti, ma ora sono qui e non vedo l’ora di iniziare”.
Prima di tutto, ritrovi Angelino, che ha giocato anche lui nel Galatasaray. Cosa ne pensi? Sei felice? “Sì, ho giocato con lui al Galatasaray, è un mio amico. Ovviamente è sempre bello ritrovare qualcuno che conosci bene quando arrivi in un nuovo club. Lo vedrò presto, insieme agli altri miei compagni. Come ho detto, è un amico”.
Quali sono i tuoi obiettivi e le tue prospettive con l’AS Roma? “Penso che in un grande club come la Roma gli obiettivi sono chiari: vincere più partite possibili e competere per qualche trofeo in questa stagione. Questi devono essere gli obiettivi in un club come questo”.
Stai per compiere 27 anni. Pensi che sia arrivato il momento del definitivo salto di qualità? “Ovviamente è un grande passo in avanti per la mia carriera. Voglio crescere, voglio giocare nella Roma. Ho avuto questa opportunità e ora sono qui”.
Troverai un allenatore molto esperto, Claudio Ranieri. Cosa pensi di lui? “Ovviamente lo conosco, è una leggenda del mondo del calcio. Non vedo l’ora di lavorare con lui e con il resto dello staff tecnico, insieme ai miei nuovi compagni. Ripeto, non vedo l’ora”.
Puoi descriverti e spiegarci che tipo di difensore sei? “Sono un difensore bravo sulla palla, mi piace difendere forte nei duelli e poi mi piace vincere”.
Giocherai allo Stadio Olimpico. Che effetto ti fa una sensazione come questa? “E’ uno stadio molto famoso, e ovviamente per me giocarci per la prima volta con la mia nuova maglia sarà speciale. Ci ho giocato un paio di anni fa, contro la Lazio, per cui è uno stadio che conosco già, ma sarà speciale giocarci con la maglia della Roma”.
Indosserai il numero 25, per quale motivo? “Non c’è un vero e proprio motivo, l’ho indossato nei miei club precedenti , il Copenaghen e il Galatasaray e adesso lo porterò anche qui”
Dopo la chiusura in extremis dell’affare con il Salisburgo, la Roma ha accolto questa mattina nella capitale Lucas Gourna-Douath.
Il centrocampista francese è sbarcato in città questa mattina, accompagnato dai suoi procuratori. La Roma lo ha prelevato dalla società austriaca in prestito con diritto di riscatto che può diventare obbligo a determinate condizioni.
Douath ha sostenuto già in Austria le visite mediche di rito, propedeutiche alle firme sui contratti e al deposito del suo tesseramento.
Ciccio Graziani ha parlato ai microfoni di Retesport, giudicando così il mercato operato dal club giallorosso nella finestra invernale:
“La Roma ha preso calciatori che arricchiscono la rosa, ma non mi sembra ci siano i presupposti per essere felici. Andava preso prioritariamente un attaccante e non è arrivato, ora bisogna pregare il Signore che Dovbyk stia bene e che si sblocchi definitivamente, altrimenti lì non si fa giorno. Il campionato è compromesso oggettivamente, ma adesso Ranieri potrà schierare i titolarissimi nelle Coppe dando spazio a questi ragazzi nelle altre partite. Il Milan? Ha cambiato tanto e bene, almeno sulla carta. Ha fatto il miglior mercato in Italia, ha preso giocatori di primissimo livello. A San Siro servirà una Roma forte e coraggiosa per reggere questo Milan”.