“Impianti a Roma? Scontiamo un gap significativo che stiamo lavorando per colmare. Dalle aree fitness a impianti di medie dimensione. Abbiamo rifatto il Pala Tiziano e poi i grandi stadi, oltre a portare la metropolitana allo stadio Olimpico.
“Gli stadi di proprietà sono una necessità per le società sportive e siamo molto contenti di questi due progetti. Roma è più avanti, c’è stato un preliminare e tutto il lavoro sul sito di Pietralata, perfetto perché è un’area edificabile, da rigenerare, un’area pubblica. Il lavoro è molto avanzato e aspettiamo il progetto definitivo in tempi abbastanza rapidi, su una idea progettuale bellissima, non è solo uno stadio, pure molto bello, ma una intera riqualificazione di un quadrante con tanto verde e volano di rigenerazione di un quadrante”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a ‘Sport Industry Talk’ di Rcs al Maxxi di Roma
Viste le difficoltà di Celik e Angelino, oltre all’assenza reale di sostituti all’altezza, Ranieri vorrebbe intervenire a gennaio sulle fasce.
Come scrive il Corriere della Sera, il tecnico romanista ha infatti in mente il rincalzo, che ben conosce. Si tratta di Gabriele Zappa, esterno 2004 del Cagliari ed allenato proprio da Sir Claudio in Sardegna. Al momento siamo in una fase esplorativa, ma di certo il terzino – prevalentemente impiegabile a destra – è ad oggi il primo nome sulle scrivanie di Trigoria.
In questa stagione Zappa – che ha attualmente il contratto in scadenza a giugno – ha realizzato due gol in campionato.
Pep Guardiola ieri sera ha incassato un altro risultato negativo. Dopo cinque sconfitte consecutive, il suo City in vantaggio 3-0 sul Feyenoord ha subito una rimonta impensabile fino a qualche settimana fa, soprattutto in Champions.
Al termine della gara – 3-3 il risultato finale – l’allenatore si è presentato ai microfoni delle tv internazionali con dei vistosi segni in viso: graffi innumerevoli sul capo e una ferita anche sul naso.
Guardiola ha giustificato così l’episodio: “Mi sono auto flagellato per il pareggio”. La sensazione è che dentro lo spogliatoio del City sia volato più di qualche straccio bagnato.
Recentemente Guardiola ha rinnovato il suo contratto fino al 2027.
Hanno fatto scalpore le dichiarazioni di ieri di Oriana Sabatini, moglie di Paulo Dybala, rilasciate ad un canale streaming argentino. Il riferimento, noto a tutti, sul futuro della Joya con sguardo all’ipotesi Boca Juniors, probabile futura squadra di Paredes: “Se Leo chiedo a Paulo di seguirlo lì, Paulo ci va”.
Apriti cielo. A Roma dove comincia a serpeggiare una vena di critica nei confronti di Dybala che ha disputato l’ultima gara dal 1′ minuto quasi un mese fa contro il Torino, queste affermazioni ieri non hanno fatto piacere a molti tifosi.
In serata ovviamente è arrivata la pronta smentita, off records come d’ordinanza, del numero staff dell’argentino, sintetizzabile così: ‘Paulo sta bene a Roma, è rimasto a Roma e non ha in animo di andare da nessuna parte’.
Neanche un mese a Trigoria, Tim Coates, psicologo dello sport è stato già messo alla porta.
La Roma, o meglio Sertori – responsabile del settore science del club, aveva suggerito ai Friedkin l’ingaggio dello psicologo britannico, suo amico ed ex collaboratore, per portare all’interno del club in un momento storico così delicato, una figura in grado di aiutare il gruppo a rialzarsi.
Coates aveva assistito alla partita in panchina contro il Bologna. Poi l’arrivo di Ranieri ha cambiato già alcune dinamiche all’interno del club. Il tecnico testaccino ha chiesto a Friedkin di non avere all’interno dello spogliatoio figure diverse da quelle strettamente legate allo staff tecnico.
Da qui la decisione di Friedkin che ha ordinato la cacciata dello psicologo, ancora di fatto in prova.
Roberto Mancini, ex Ct azzurro e dell’Arabia Saudita, ha parlato – nel giorno del suo compleanno – ai microfoni de il Giornale. Ecco lo stralcio relativo ai presunti contatti con la Roma:
I giornali hanno fantasticato anche quando l’hanno data vicinissimo alla panchina della Roma? «Sì, anche in quel caso. Non sono mai stato contattato per la panchina della Roma. Nessuna chiamata dalla dirigenza».
Le ha fatto placere leggere Il suo nome per giorni come primo della lista dei possibili sostituti di Juric? «Mi ha fatto piacere leggere che molti tifosi romanisti ne sarebbero stati felici e molti laziali incazzati».
Se la Roma l’avesse chiamata come avrebbe risposto? «Se ci fossero state le condizioni di un bel progetto da portare avanti insieme, avrei risposto di si»
“Nel calcio di oggi non ci sono schieramenti unici, ma c’è la necessità di cambiare, soprattutto in corsa di partita, sistemi e strategie in funzione di risultato e avversari”. Claudio Ranieri ha risposto più o meno così a chi prima e dopo Napoli, ha provato a chiedergli lumi su quale sistema avrebbe applicato al suo ritorno in panchina nella capitale.
Premesso che il tecnico testaccino ha quasi sempre impostato le sue squadre su una difesa a quattro e una ulteriore linea di 4 o 5 calciatori in grado di dare compattezza in fase difensiva, a Napoli Sir Claudio da ‘semplificatore’ è sembrato assumere i panni, nella ripresa, dell’alchimista.
Pochissimi giorni di lavoro alle spalle con il gruppo più o meno al completo dopo il suo ritorno a Roma, match di livello altissimo da affrontare nel giro di una settimana, ma anche alcuni accorgimenti da prendere in corsa rispetto a come la squadra stava difendendo nel primo tempo: “Ho visto qualche errore di troppo nelle diagonali e nelle scalate difensive, per questo ho pensato di passare al 5-3-2”.
Foto Fraioli
Il problema è che il gol preso da Lukaku nasce da una serie concatenati di errori proprio in quella dinamica di scalate difensive che avevano portato Ranieri a cambiare sistema di gioco: sul cambio gioco di Kvara, Pisilli non più esterno di centrocampo ma mezzala sinistra pura perde il riferimento su Di Lorenzo che aveva giocato sin dall’inizio più interno e non sovrapponendo mai su Politano; Angelino nota con la coda dell’occhio la mancata rincorsa di Pisilli e si fa trovare nella via di mezzo tra il terzino del Napoli e Politano; nel frattempo Ndicka pensa prima a schermare Anguissa invece di chiudere su Di Lorenzo, con Mancini e Hummels che ritardano nella scalata difensiva e il tedesco poi nella marcatura sul belga. Il risultato è stato il gol di Lukaku, con Svilar non esente da colpe nel tentativo (timido) di uscita bassa.
Non vi è dubbio che Ranieri abbia le medesime difficoltà di Juric prima e palesate anche da De Rossi ancor prima, quando il mercato era aperto e la società in piena confusione gestionale: la rosa della Roma può interpretare potenzialmente più sistemi di gioco, ma ha delle lacune evidenti in alcuni ruoli e in alcuni singoli, per rendimento scadente e prolungato nel tempo oltre ai limiti strutturali.
Ciò impone all’attuale tecnico giallorosso un percorso d’adattamento supersonico e un altrettanto rapido processo di valutazione di quali siano i singoli realmente in grado di poter dare una mano in questo momento storico. L’ingresso di Hummels ad esempio, al netto di un gol preso anche per sue responsabilità (ammesse con onestà dal tedesco dopo il match) ha dato la sensazione di aver alzato un minimo il tasso di personalità difensiva della Roma, che dal gol preso ha portato a spostare il baricentro una ventina di metri più avanti. Il tedesco deve diventare un titolare di questa squadra, che sia in un sistema difensivo a quattro o a tre, cambia relativamente.
Un altro tema importante è il centrocampo: Konè e Cristante hanno dato l’idea, come avvenuto anche in precedenza ad esempio col Bologna, di pestarsi un po’ i piedi. Il francese – che in Nazionale è spesso stato utilizzato da riferimento centrale di una linea a tre – appare più a suo agio quando viene immediatamente coinvolto nella costruzione dell’azione, anche con degli strappi personali palla al piede. Se l’idea di Ranieri è quella, in questa fase, di scavalcare il centrocampo abbandonando la costruzione dal basso, avvicinare Cristante a Dovbyk sulle spizzate di testa, forse alzerebbe le probabilità di giocare con più efficacia le c.d. seconde palle. Inoltre la coppia Le Fèe-Konè per dinamismo e costante cambio di posizione in campo è sembrata trovarsi, naturalmente, meglio rispetto al duo composto da Cristante e dal francese.
Foto Fraioli
In attesa infine di capire come sarà gestito Dybala, un altro aggiustamento che potrebbe arrivare già da giovedì riguarda gli esterni offensivi: con il rientro di Saelemaekers, oltre al belga, Ranieri potrebbe sistematicamente alternare i vari El Shaarawy, Soulè, Zalewski e magari coinvolgere anche Abdulhamid soprattutto in gare dove il baricentro sarà più basso, per sfruttare corsa e aggressione alla profondità.
Annotazioni che troveranno valore se la Roma ripartirà da un sistema di gioco più o meno definito e costante, oltre a quell’entusiasmo che manca palesemente sul volto e nel body language di quasi tutti i calciatori.
Artem Dovbyk non sta vivendo un momento felicissimo in giallorosso.
Domenica a Napoli nella ripresa, dopo aver tentato spesso invano di aiutare la squadra sui lanci lunghi sistematici impostati da Ranieri verso l’ucraino, ha colpito una traversa abbastanza clamorosa a metà della ripresa.
Non è il primo legno per l’ex attaccante del Girona (una situazione simile ad esempio a Cagliari alla prima giornata) e in generale qualche difficoltà sempre più evidente nel trovare la via della rete.
E’ vero, il crollo strutturale della Roma e la serie negativa di prestazioni di squadra sta incidendo anche sul rendimento di Artem che nel frattempo ha manifestato anche qualche problematica di troppo al ginocchio.
Sono sei le reti finora con i giallorossi con un solo sigillo (Verona-Roma) nelle ultime sette sfide tra campionato e coppe.
Nel frattempo comincia ad addensarsi qualche nube sul suo futuro: dall’Inghilterra infatti sono arrivati un paio di sondaggi di club di Premier al suo entourage, in vista della prossima sessione di mercato estiva. Nessun allarme ovviamente, ma Dovbyk deve ancora completamente dimostrare il suo valore in giallorosso.
Non è facile emergere considerando che la Roma ha cambiato tre tecnici, ma con quella struttura fisica a volte sembra perdere più mentalmente che agonisticamente il contrasto con l’avversario.
28.4.2022 Conference League : Leicester vs Roma Nella foto: Delusione per l'occasione mancata
(Foto Gino Mancini)
Tottenham-Roma sarà un inedito nelle coppe europee. I giallorossi infatti hanno incontrato quasi tutte le squadre di Londra, compreso ad esempio il Fulham diversi anni fa – coincidenza con Ranieri in panchina – ma non gli Spurs.
Gli unici precedenti sono alcune recenti amichevoli estive di lusso. L’ultima in ordine di tempo giocata in Israele e vinta dalla Roma di Mou per 1-0 grazie ad una rete di Ibanez.
Quella di giovedì in terra inglese sarà la sfida numero 40 contro una formazione inglese per la Roma in tutte le competizioni internazionali: l’ultima doppia sfida risale alla Conference League vinta dai giallorossi. Era la semifinale contro il Leicester con pari (1-1) fuori casa e vittoria per 1-0 all’Olimpico grazie al sigillo di testa di Tammy Abraham.
La tradizione della Roma in Inghilterra è molto negativa: dalla primissima sfida contro l‘Ipswich del lontano 1982-83’ persa per 3-1, i giallorossi hanno raccolto una sola vittoria sul campo del Liverpool per 1-0 nell’edizione della Coppa UEFA 2000-2001, la famigerata gara del rigore concesso e poi rimosso da Garcia Aranda.
In assoluto sono 13 le vittorie, 11 i pareggi e 15 le sconfitte in 39 precedenti contro: Manchester United, City, Liverpool, Arsenal, Ipswich, Fulham, Leicester, Chelsea, Middlesbrough, Leeds e Newcastle.
Sarà Glenn Nyberg arbitro della sfida tra Tottenham e Roma, in programma giovedì alle 21 in Inghilterra.
Il fischietto svedese 36enne sarà coadiuvato dagli assistenti connazionali Beigi e Söderkvist, con Ladebäck come IV uomo. Var e Avar dell’incontro saranno gli olandesi Pol van Boekel e Clay Ruperti.
Diresse il 5-1 casalingo del 2021 tra Roma e CSKA Sofia di Conference League.