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Manchester United-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

La Roma si prepara a scendere in campo per affrontare lo United nel primo dei due match validi per la semifinale di Europa League. Queste le probabili formazioni dei quotidiani.

CORRIERE DELLO SPORT
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Smalling, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

GAZZETTA DELLO SPORT
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Ibanez, Cristante, Smalling; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

IL MESSAGGERO
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Smalling, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

CORRIERE DELLA SERA
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Ibanez, Cristante, Smalling; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

LA REPUBBLICA
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Cristante, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

IL ROMANISTA
 ROMA (3-4-2-1): Lopez; Smalling, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Mkhitaryan, Pellegrini; Dzeko.

LEGGO
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Cristante, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Veretout, Diawara, Spinazzola; Mkhitaryan, Pellegrini; Dzeko.

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Roma, ecco il portafortuna negli spogliatoi in trasferta

È convinzione diffusa che Dan e Ryan Friedkin non abbiano ancora ben capito cosa voglia dire la pressione a Roma, scrive Matteo Pinci su “La Repubblica”. E che un’idea se la siano fatta soltanto ieri, quando più di mille romanisti hanno invaso il piazzale di Trigoria per salutare la partenza della squadra per Manchester. Old Trafford, il “teatro dei sogni”, nei ricordi di quelle persone vuol dire soprattutto il 7-1 del 2007. Sembra una vita fa, ma ha solo un anno in meno l’ultimo trofeo della storia romanista, un digiuno che adesso proprio da Manchester Fonseca deve provare a cancellare. Non per guadagnarsi una conferma – qualcuno a Trigoria una porticina l’ha tenuta socchiusa, nonostante Sarrisia in arrivo – ma per trasformare un cammino disastroso in campionato in una stagione epica.

A giugno la Roma inizierà la stagione del rinnovamento. Per molti l’Europa League rappresenta un’occasione unica. “Edin? È motivatissimo, da febbraio è un altro”, giura chi ha a che fare con Dzeko. Come lui Mirante, Santon, Bruno Peres, Mkhitaryan: in scadenza e con una clausola unilaterale che gli permette di scegliere se rinnovare o meno. C’è un vezzo, quasi un portafortunache ha accompagnato la Roma da marzo, nelle partite importanti. A Firenze prima, ad Amsterdam poi, si ripeterà anche oggi: la decorazione degli spogliatoi con foto e loghi della Roma.

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Roma, sogno van de Beek. Lo United vuole Zaniolo, secco no dei Friedkin

Era stato inseguito a lungo già prima di fare il grande salto nel Manchester United. Perché tutti a Trigoria riconoscono le qualità di Donny van de Beek, che resta un sogno per il prossimo mercato, scrive Matteo Pinci su “La Repubblica”. Un sogno destinato a restare tale se i giallorossi non centreranno la qualificazione in Champions, visto che in Inghilterra l’olandese – reduce da una negativa prima stagione in Premier – ha uno stipendio di circa 6 milioni di euro l’anno. A Manchester hanno provato a imbastire uno scambio con Zaniolo, ma anche questo resterà un sogno proibito, visto che Ryan e Dan Friedkin insieme a Pinto, dopo aver parlato con Nicolò, l’hanno blindato: è incedibile. Sfumato l’Europeo, avrà tempo per rientrare dopo la preparazione estiva: la prossima stagione deve essere la sua.

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GALLERY – Il raduno della Curva Sud a Trigoria

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Roma, Smalling: “Vincere l’Europa League cambierebbe le nostre prospettive”

Manca sempre meno alla partita più importante della stagione, la Roma questo pomeriggio è volata in Inghilterra dove domani affronterà all’Old Trafford il Manchester United per la semifinale di Europa League. Il difensore giallorosso Chris Smalling – ex della gara – ha rilasciato alcune dichiarazioni al sito del club: “Giocare contro la mia ex squadra, contro i miei vecchi amici… per me sarebbe fantastico incontrarli. Anche nella scorsa stagione sarebbe potuto succedere, anche se non avrei potuto giocare, ma speravo comunque di poterli incontrare. Succederà quest’anno in semifinaleOvviamente sarà un turno difficile da superare, ma sarebbe straordinario riuscirci e avvicinarci a un trofeo che cambierebbe le nostre prospettive e che ci darebbe un grande slancio”.

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Fonseca: “Manchester-Roma è la gara più importante della mia carriera”

Manca sempre meno all’attesissimo match contro il Manchester United, valido per la semifinale d’andata di Europa League. Il tecnico della Roma Paulo Fonseca ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni di Espn. 

È la partita più importante della sua carriera? 
“Sì, certo. E siamo entusiasti. È una grande opportunità prima di tutto per il club, ma anche per la città e per i giocatori. Non tutti hanno la possibilità di affrontare il Manchester United in una semifinale europea”.

Sugli infortuni e i problemi stagionali. 
“È stata una nuova esperienza per me e sì, è stato difficile gestire tutte queste situazioni. Gli infortuni sono particolarmente difficili da gestire, soprattutto perché sono arrivati ​​in momenti cruciali, come quello di Mkhitaryan. E, naturalmente, noi giochiamo ogni tre giorni. Aggiungo anche che la Serie A è un campionato difficile e competitivo, dove stiamo lottando con altre sette squadre per un posto tra i primi quattro. Ed eravamo tra i primi quattro fino agli ultimi infortuni di marzo, così abbiamo mollato. Quindi questo trofeo, per noi, è molto importante”.

Sullo stile di gioco
“Non mi piace giocare in profondità e aspettare il contropiede. A volte può capitare, come contro l’Ajax nel ritorno dei quarti di finale, ma non è il mio stile di gioco. Il Manchester ha tanti giocatori d’attacco forti come Edinson Cavani, Marcus Rashford, Mason Greenwood, Daniel James, che è molto veloce. Questi sono giocatori straordinari che possono decidere il risultato di una partita in una situazione, in un secondo. Quindi dobbiamo essere preparati, ma, devo confessare, non possiamo andare a Manchester solo per difendere. Dobbiamo avere la palla, dobbiamo avere l’iniziativa, dobbiamo avere il coraggio di uscire e giocare contro il Manchester United. La chiave è non lasciarci attaccare in velocità e difenderci lontano dalla nostra area”.

Ti piace mantenere una linea difensiva più alta, tenere la palla e difendere alto sul campo, ma ti è anche costato caro in alcune partite e spesso hai incolpato gli errori individuali. 
“Molte volte i problemi non sono arrivati perché altre squadre hanno creato situazioni contro di noi. È perché abbiamo sbagliato, perdendo palloni nella prima fase di possesso. Abbiamo pagato quegli errori più a caro prezzo rispetto a quanto avremmo dovuto. Perché sì, facciamo un tipo di gioco rischioso, ma alla lunga andare credo che abbia successo”.

Bruno Fernandes è uno dei giocatori chiave dello United. Sei rimasto sorpreso dal fatto che abbia ricevuto molte attenzioni solo quando si è trasferito allo Sporting? Normalmente talenti come il suo vengono individuati all’inizio di una carriera. 
“Bruno è fantastico, per quello che ha fatto allo Sporting e per quello che sta facendo allo United. È arrivato un po’ in ritardo, ma ha imparato tanto prima dello Sporting, crescendo in Italia. Quello che trovo notevole è la sua personalità. Ha molte qualità, ma è anche un leader, un combattente ed è intelligente. Non mi sorprende che dal momento in cui è arrivato allo United sia diventato un leader di quella squadra”.

Come mai non è stato scovato prima? 
“Devo confessarlo, non è facile dare opportunità ai giovani quando sei in una grande squadra con grandi aspettative. C’è molta pressione, hai bisogno di un giovane giocatore con il giusto carattere. Da noi c’è Zaniolo, per esempio. È coraggioso, volitivo. Ecco perché non si vedono molti giocatori giovani che giocano regolarmente per grandi squadre. Ma dipende dal carattere dell’individuo. Quando vedo un ragazzo con carattere e personalità che si adattano al suo talento, la sua età non mi importa”.

Nelle ultime partite dello United, abbiamo spesso visto Paul Pogba giocare largo a sinistra in un 4-2-3-1, piuttosto che come un centrocampista tradizionale in un due o un tre. È l’eterno dibattito tra individui e sistemi. Qual è il tuo punto di vista? 
“Entrambi sono importanti, certo, ma il sistema deve sempre rispettare le qualità e le caratteristiche dei giocatori. Se Pogba è in quel ruolo, lo giocherà in modo diverso rispetto a un esterno tradizionale. La dinamica cambierà, per la sua squadra e per l’avversario. In questo momento il gioco sta diventando sempre più strategico, i manager stanno apportando sottili cambiamenti partita dopo partita per cercare di ottenere un vantaggio. Ed è la cosa giusta da fare. Dovresti affrontare ogni partita in modo leggermente diverso. Dovresti cercare di creare dubbi nella mente dell’altro manager”.

Ultima domanda sull’argomento di cui tutti parlano da 10 giorni: la Super League. 
“Quando ho visto la notizia, all’inizio ero molto preoccupato, ma ora sono molto orgoglioso, orgoglioso di far parte del calcio. Penso che abbiamo dato un grande esempio al mondo, alla società. La cosa più importante sono i tifosi. Capisco che i club più grandi vogliono più soldi, ma sono anche quelli che spendono di più. Sono loro che pagano 100 milioni di euro per i giocatori. E questo crea un problema per i club più piccoli. È egoismo da parte loro. Quindi ringrazio i tifosi, i giocatori, gli allenatori, tutti coloro che si sono opposti. Se la Super League fosse accaduta, avrebbe potuto uccidere il vero calcio. E penso a quello che è successo in Inghilterra, vedere i tifosi per strada, far sentire la loro voce, ed è stato fantastico. Sono così orgoglioso di loro e devo dire grazie”.

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Manchester-Roma, i convocati: out El Shaarawy e Pedro

Stephan El Shaarawy non è stato convocato per la sfida di domani sera contro il Manchester United. L’attaccante giallorosso oggi ha lavorato in palestra e non ha svolto la rifinitura. Out anche Pedro e Calafiori.

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VIDEO – La Curva Sud a Trigoria: in 2 mila a caricare la squadra

I tifosi della Curva Sud, come preannunciato nei giorni scorsi si sono radunati a Trigoria per salutare la squadra e caricarla in vista del match di domani contro il Mancester United. Alcune centinaia di sostenitori giallorossi hanno intonato cori, sventolato bandiera e acceso fumogeni dinanzi ai cancelli del Fulvio Bernardini


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Nel giro di un’ora il numero dei sostenitori giallorossi cresce sempre di più: circa 5000 unità fuori dal centro sportivo giallorosso. Esposto uno striscione enorme: “Anche se non sentirete la nostra voce guardate la lupa che avete sul petto”. Alcuni calciatori della Roma Pellegrini, Veretout, Mancini, Cristante, Spinazzola ed El Shaarawy – sono usciti sulla terrazza prospiciente il piazzale del centro sportivo per applaudire i tifosi. Il pullman giallorosso ha lasciato Trigoria alle 14:30 nel tripudio generale.

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Allenamenti

Manchester-Roma, la rifinitura: a parte El Shaarawy

La Roma è scesa in campo intorno alle 11 a Trigoria per la rifinitura alla vigilia della sfida contro il Manchester United. Assenti Pedro e Calafiori, a parte anche El Shaarawy che ha svolto la prima parte dell’allenamento in palestra. Il gruppo ha iniziato da un breve riscaldamento atletico, poi torelli e subito dopo la chiusura dell’allenamento alla stampa ha svolto le consuete prove tattiche. Aggregato al gruppo anche Riccardo Ciervo.

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Calciomercato

Roma, piano Milik se arriva Sarri

Mentre Sarri si avvicina sempre di più alla Roma, si delineano trattative di mercato legate al cambio di allenatore sulla panchina giallorossa. Una delle priorità, forse quella assoluta, riguarda l’acquisto di un centravanti. La scorsa estate Fienga aveva messo in piedi un piano suggestivo, saltato in extremis: Dzeko alla Juventus e Milik alla Roma.

Come scrive il Corriere dello Sport, oggi se il nome del centravanti polacco è tornato d’attualità per il mercato giallorosso, uno dei motivi è legato proprio a Sarri. Arek Milik alla fine della scorsa estate sfiorò il trasferimento nella Capitale. Visite mediche già effettuate, un supplemento di indagini mediche su quei ginocchi operati richiesto direttamente da Dan Friedkin. Poi i conti con De Laurentiis non sono più tornati e a gennaio si è trasferito al Marsiglia. Milik è finito in Francia in prestito con obbligo di riscatto a dodici milioni, il Napoli si è garantito il 25 per cento sulla futura rivendita. Ma c’è una clausola secondo la quale Milik può liberarsi portando un’offerta di pari valore. Il giovane presidente Longoria, una volta esercitato l’obbligo, partirà da una valutazione di circa venti milioni di euro per il cartellino di Milik. Cifra in ogni caso inferiore a quella che la Roma avrebbe dovuto spendere a settembre scorso.

I contatti con il suo entourage sono stati riattivati in questi giorni, pare proprio attraverso Ramadani, l’agente che cura gli interessi di Sarri e sta conducendo in prima persona l’operazione con la Roma. Milik potrebbe arrivare con un anno di ritardo.