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Zorya-Roma, le ultime sulla probabile formazione (VIDEO)

RS NEWS – Formazione sperimentale o solo qualche cambio rispetto all’undici titolare? Mourinho svelerà l’arcano alle 19.00 in conferenza stampa, ma qualche indicazione dalla seduta d’allenamento di oggi è già arrivata. Karsdorp e Veretout non sono partiti per la trasferta in Ucraina, Vina e Mkhitaryan hanno svolto del lavoro personalizzato.

Contro il CSKA lo Special One schierò 7 cambi rispetto alla formazione titolare in campionato e domani dovrebbe perseguire la medesima impostazione. Dinanzi a Rui Patricio, torneranno titolari Smalling e Calafiori, con un turno di riposo per Mancini e una chance per uno tra Kumbulla e Reynolds. A centrocampo Diawara sostituirà Veretout, con Bove e Villar che potrebbero rilevare dall’inizio Cristante. In attacco Pellegrini trequartista centrale, Perez a destra, Shomurodov a sinistra, con chance per Mayoral dall’inizio.

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Villar, l’esplosione con Fonseca poi l’oblio con Mourinho: a gennaio può partire

Gonzalo Villar sta vivendo un terzo anno decisamente complicato in casa giallorossa. Mourinho per ora non lo hai mai considerato un titolare, salvo nella sfida contro il CSKA Sofia ma la sostituzione ad inizio ripresa è suonata, chiaramente, come una bocciatura. Ancora inutilizzato in campionato, lo spagnolo ha raccolto appena 69 minuti, nelle tre gare di Conference League, tra preliminari e prima giornata della fase a gironi.

MONTAGNE RUSSE – Excursus particolare quello dello spagnolo, che arrivato dall’Elche – via Valencia – per 4 milioni di euro, ha faticato ad imporsi nelle primissime settimane, complice anche l’arrivo della pandemia che ha sospeso i campionati in tutto il mondo. Lo scorso anno invece ha trovato pian piano il suo spazio da titolare, conquistando la fiducia di Paulo Fonseca. 47 gettoni stagionali, con 2714 minuti all’attivo. Da ottobre a marzo scorsi tante prestazioni in crescendo, culminate in gare come quella interna contro l’Inter dove conquistò la fiducia di tutti. Fraseggio, dribbling secco, grandissima personalità nella gestione del pallone e qualche paragone imponente con ex registi della Roma. Poi un calo di forma fisiologico ha coinciso con qualche panchina in più e scelte diverse dell’ex tecnico giallorosso, che nel finale di stagione è arrivato a preferirgli addirittura il giovane Darboe.

Nel corso dei primi mesi dell’era Mourinho, il lusitano inizialmente gli ha dato fiducia ma a 20 giorni dall’esordio nei preliminari di Conference League, Villar ha subito un lieve infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori per quasi un mese. Un’assenza che probabilmente ha ridotto al lumicino le possibilità per il giovane murciano di scalare le gerarchie mentali dello Special One. Sul finale dello scorso mercato, Villar era stato accostato anche al Sassuolo, ma il calciatore stizzito aveva replicato via social di voler restare a Roma.

Mourinho lo ha spedito in tribuna per tre partite consecutive, dopo i 58 minuti disputati da titolare contro il CSKA Sofia. E’ del tutto evidente che per caratteristiche lo spagnolo non rispecchi la tipologia di mediano che Mourinho ama schierare in mezzo al campo davanti alla difesa. Per lui – e per Diawara – a gennaio potrebbero dunque aprirsi le porte del mercato in uscita. La Roma lo valuta oltre 15 milioni di euro e dalla Spagna giungono indiscrezioni di un concreto interesse da parte del Napoli di Spalletti, in Italia, e dell’Everton di Benitez, in Inghilterra.

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Smalling pronto a riprendersi la Roma. Oggi gli agenti erano a Trigoria (FOTO)

FOCUS RS – Per ridare equilibrio alla Roma, Mourinho spera di riavere al 100% e con continuità Chris Smalling. Il difensore britannico è tornato a giocare contro il CSKA Sofia dopo l’infortunio muscolare accusato a metà agosto, l’ultimo di una lunga serie che lo ha escluso dal campo per diverse settimane nella scorsa stagione. I feedback dopo il suo rientro in campo sono stati assolutamente positivi. Certamente l’inglese non ha mostrato la brillantezza del suo primo anno in giallorosso, perchè vista anche la stazza, necessiterà di altre gare per raggiungere la miglior condizione.

Domenica scorsa è subentrato nel finale di Verona, offrendo anche un discreto supporto alla manovra offensiva, ma il risultato finale purtroppo non è cambiato. Smalling ora è pronto a riprendersi una maglia da titolare contro l’Udinese con vista sul derby. Nella sua carriera nella capitale ne ha disputati tre, con due pareggi e una sconfitta. In occasione della vittoria nel girone di ritorno contro i capitolini, l’inglese era nuovamente ai box. Curiosità: questa mattina – come testimoniato su Instagram – i suoi agenti erano a Trigoria per un meeting con i dirigenti giallorossi. La scadenza di contratto con la Roma è nel giugno 2023, ma al momento è da escludere ipotesi di rinnovo a meno che la società non decida di prolungare il contratto dell’inglese per spalmare i 3 milioni più bonus che attualmente percepisce, su più annualità. 

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Roma, ‘la ricerca dell’equilibrio’: primatista in A per tiri e occasioni create, ma anche per parate

FOCUS RS9 punti in classifica dopo 4 giornate. L’incipit di campionato di Mourinho resta uno dei migliori dell’ultima decade giallorosso. Questo il punto di partenza per analizzare ciò che già funziona discretamente bene e ciò che invece va migliorato. Le statistiche spesso sono una summa di numeri freddi, che vanno interpretati e resi dinamici. La Roma – solo ripercorrendo mentalmente le gare sin qui disputate – è una squadra che crea e segna tanto, complice le qualità individuali delle tante frecce nella faretra dello Special One, ma anche grazie all’atteggiamento della squadra. Aggressività, recupero palla, costruzione e improvvise verticalizzazioni, con tanti calciatori a riempire l’area di rigore. Non è un caso che abbiano segnato già quasi tutti gli attaccanti a disposizione di Mou (tranne Mayoral e Perez), oltre alle c.d. mezzali. E i numeri – riferibili alle statistiche ufficiali della Lega di Serie A – confermano il trend positivo: giallorossi primi in campionato per tiri (63, di cui oltre un terzo nello specchio), seconda per reti segnata dietro l’Inter, seconda nella classifica degli assist (10), sul podio per il numero di occasioni create e sfortunatamente anche prima nello score dei legni colpiti (3).

A dispetto dei numeri offensivi, c’è però anche una fase difensiva oggettivamente da registrare. A parte la sfida contro la Salernitana, la Roma ha sempre subito reti (1 contro la Fiorentina, 1 contro il Sassuolo e 3 col Verona). Non un numero di gol clamoroso, ma a livello complessivo tralasciando la sfida di Salerno (4 tiri totali ma 0 nello specchio), nelle altre partite la retroguardia giallorossa ha concesso 34 tiri totali, 21 nello specchio.

Fortunatamente in porta quest’anno c’è Rui Patricio, autore finora di ottime prestazioni. La Roma è prima in A per parate (16). Non tutti gli interventi del portoghese sono stati da tre punti, ma a memoria nelle tre sfide analizzate, compresa quella di ieri, sono almeno sei le parate decisive. Il dato del possesso palla conferma inoltre quanto campo e controllo lascino i giallorossi agli avversari in alcune frazioni di gara: Roma addirittura ottava in campionato con 26 minuti di media.

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Il Capitano, il controllo, i cambi. 3 pensieri su… Hellas Verona-Roma

FOCUS RS – Prima o poi doveva arrivare. Ne era conscio Mourinho, che nei giorni dell’orgiastico entusiasmo cittadino richiamava tutto l’ambiente all’attenzione massima. Ma in fondo ne eravamo consci anche noi. La Roma non è costruita per vincere lo Scudetto. Le parole scandite dalla scorsa estate a mo’ di goccia cinese sono ‘tempo, pazienza, costruzione, lavoro’. Certo oggi brucia. Perchè il Verona arrivava da tre sconfitte consecutive, con il cambio d’allenatore quattro giorni fa. Perché la Roma arrivava alla sfida del Bentegodi con il pieno di vittorie, energie positive, consapevolezza e spirito di gruppo nel proprio serbatoio. E perché tra Verona e Roma ci sono tante categorie di differenza. Ma in Serie A nessuno ti regala niente e tanto meno poteva farlo una squadra impantanata all’ultimo posto in classifica.

IL CAPITANO – Nell’oscuro pomeriggio di ieri, reso ancor più cupo dalle complicate condizioni atmosferiche, Lorenzo Pellegrini ha nuovamente illuminato la scena. Il 7 ha dipinto un affresco futurista colpendo di tacco in corsa, in una frazione di secondo e su un cross deviato, il pallone che non poteva non finire alle spalle di Montipò. Un altro gesto tecnico d’autore che ne consacra sempre di più leadership tecnica e peso specifico all’interno dell’undici titolare. In assoluto è stato l’unico calciatore, anche per dinamismo, capace di reggere l’urto con l’avversario, creando nella ripresa l’occasione del pari e rendendosi pericoloso anche in una posizione più arretrata. Il rinnovo arriverà nei prossimi giorni, con l’idea che la Roma abbia finalmente trovato il proprio faro in mezzo al campo.

IL CONTROLLO – Tatticamente la mossa a sorpresa di schierare Shomurodov aveva un significato chiarissimo: aggiungere peso specifico all’attacco per non lasciare Abraham in balia dei tre centrali avversari. Questa scelta però ha prodotto due risultati negativi: 1) l’eccessiva ricerca della palla lunga sui centravanti. Aspetto che ha favorito il corpo a corpo impostato da Tudor per limitare i danni; 2) poca copertura in fase difensiva, con Calafiori spesso puntato da Faraoni e Barak ed incapace di rendersi pericoloso in zona offensiva. Mourinho certamente si aspettava di più dall’uzbeko e dal centravanti inglese, che per motivi diversi, non sono riusciti a fare la differenza. A destra Zaniolo ha manifestato un deficit in termini di brillantezza, inevitabile, dopo 1 anno e mezzo di stop. Non era forse la partita adatta per aspettarsi dal 22 il salto di qualità. Il tutto acuito da una tendenza pericolosa che Mourinho deve cercare di estirpare il prima possibile: la Roma concede troppo campo e spazio nei primi quarti d’ora della ripresa, era successo con la Fiorentina, col Sassuolo, ma anche col CSKA giovedì poi surclassato nel risultato finale. E’ accaduto nuovamente ieri. Quando la squadra si allunga e lascia il controllo agli avversari, dietro manifesta delle difficoltà non solo individuali. Le squadre di Mourinho sono fondate sulla compattezza difensiva e nel percorso di crescita intrapreso, questa solidità va acquisita necessariamente per tutti i 90 minuti. Evitando inoltre di spedire sistematicamente lungo il pallone ogni volta che lo si recupera o lo si gioca dal fondo. Troppi rilanci di Rui Patricio, a volte imprecisi, troppa fretta di scavalcare il centrocampo. Quando la Roma, anche ieri seppur sporadicamente, ha giocato palla a terra è riuscita a creare pericoli sensibili alla retroguardia dell’Hellas.

I CAMBI – Non sarà lesa maestà se si riconosce anche in Mourinho un fattore negativo nella sfida di ieri. Al contrario delle precedenti sfide, lo Special One avrebbe potuto leggere con maggiore celerità le difficoltà palesate dai due mediani nell’andare a chiudere sugli esterni i continui triangoli ricercati, soprattutto a sinistra, da Caprari-Lazovic e Ilic. L’inferiorità numerica è stata il vettore su cui Tudor ha costruito la rimonta. Magari l’inserimento di un centrocampista e la composizione di una linea a tre, con Pellegrini a supporto delle due punte, avrebbe permesso di schermare meglio la sfuriata dell’Hellas. Il 3-5-2 finale, con Perez ed El Shaarawy a tutta fascia, Mkhitaryan e Pellegrini mezzali più due punte, è valso la mossa della disperazione per recuperare almeno il risultato di parità. Nulla di grave, ma si riparta da dove si era lasciato col CSKA.

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Verona-Roma, Mou con due dubbi di formazione: si scaldano Calafiori ed El Sha

La Roma partirà nel pomeriggio alla volta di Verona dove domani affronterà l’Hellas per la 4° giornata di Serie A. Senza i due piccoli problemi accusati in queste ore da Mkhitaryan e Vina, Josè Mourinho avrebbe certamente schierato la formazione tipo apparsa nelle prime giornate di questo campionato.

L’armeno soffre di un leggero affaticamento muscolare, il terzino invece ha subito tre giorni fa una botta al ginocchio che gli provoca ancora dolore. Probabile che Mou – al netto delle speranzose dichiarazioni di oggi – li preservi. Dunque davanti a Rui Patricio tornerà la coppia Ibanez-Mancini, con Karsdorp a destra e Calafiori a sinistra.

In mediana intoccabile il duo Veretout-Cristante (elogiato dallo Special One oggi a seguito di una domanda su Villar), con Pellegrini alle spalle di Abraham e Zaniolo a destra. Sull’out mancino El Shaarawy pronto a rilevare Mkhitaryan.

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Abraham-Shomurodov, i pirati di Mou

Abraham-Shomurodov, sembrano nati per giocare insieme. Il 9 e il 14 della Roma finora hanno disputato solo degli scampoli di gara l’uno al fianco all’altro, anzi uno dietro l’altro, perchè il loro moto perpetuo, genera quasi un vortice di movimenti che non concede mai all’avversario la facile lettura.

Mourinho non ha nascosto l’idea di vederli insieme, con l’inglese riferimento davanti e l’uzbeko ad orbitare intorno all’ex Chelsea, magari sfruttando i varchi che si generano in zona centrale. Esempio evidente: l’occasione di Shomurodov che nasce da un movimento laterale di Abraham, percussione nel cuore della difesa del CSKA, aperta come una lama nel burro e botta secca col destro, che Bussato ieri sera ha spinto con lo sguardo sul legno per evitare che il passivo peggiorasse.

Poco dopo è Shomurodov a pescare verticalmente Abraham sul filo del fuorigioco, scavetto e 5-1 nonostante le preghiere del portiere della formazione bulgara, questa volta vane. I segmenti spazio-temporali della manovra offensiva giallorossa si sono dilatati: verticale, diagonale, orizzontale, il fronte offensivo della Roma si è improvvisamente riempito, dopo anni in cui Dzeko lo aveva occupato con la sua classe, ma anche con una progressiva staticità. Il dinamismo, la tigna, la reattività, così come la voglia di rincorrere qualsiasi portatore di palla e l’aggressività sono le qualità richieste da Mourinho per il suo attacco. Abraham-Shomurodov finora hanno mostrato di poter esaudire le richieste dello Special One. 2 gol e 2 assist per l’inglese, 4 assist e 1 rete per l’uzbeko (più 4 legni complessivi), il bottino nelle prime sfide stagionali. Ma non sono i numeri a descrivere l’effettivo valore di questi due acquisti. L’impatto con la Roma della ‘nuova coppia d’oro’ è stato devastante: due pirati che si producono in costanti arrembaggi alla porta avversaria, due cavalli di razza indomabili, due elementi che con modalità diverse hanno portato in campo un’elettricità che mancava da anni. E il riflesso finale qual è? Che chi gli sta intorno deve adeguarsi a questa intensità, altrimenti si sta in panchina (Mourinho dixit).

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Il rischio, il muro e Fara-One: 3 pensieri su… Roma-Sassuolo

FOCUS RS – Non si è vinto niente, non c’è da esaltarsi perchè siamo solo alla terza giornata e c’è ancora tanto lavoro da fare, tanto sudore da spendere sul campo e fuori. Ma siamo e siate sinceri: oggi qualsiasi romanista è emotivamente e cerebralmente ancora connesso a quegli istanti finali di Roma-Sassuolo, quando Stephan El Shaarawy ha schiaffeggiato il pallone con l’interno del destro, trascinandosi dietro tutta la Roma sotto la Curva Sud. E’ il bello del calcio, quelle emozioni sopite e sospese in un buco nero spazio-temporale a causa del covid. Eravamo quasi assuefatti all’ambiente rarefatto degli acquari sotto forma di spalti e manto erboso, nei quali risuonava qualsiasi indicazione dalla panchina, qualsiasi imprecazione, nei quali era quasi triste esultare in campo per un gol. Ieri il pubblico della Roma presente all’Olimpico si è riappropriato della pura e semplice necessità di strillare per un gol al 91′. E allora giù il delirio, anche se è la terza giornata.

IL CORAGGIO DI MOU – La Roma ha vinto la terza gara consecutiva in campionato, all’esordio. Non le accadeva dal lontano ormai 2014-2015, con Rudi Garcia in panchina. Era una squadra costruita per provare a battere la Juventus dei record, questa non vive quella pressione lì ma gioca con una cattiveria e una concentrazione superiori. Mourinho è l’architrave del progetto, la mente, il braccio, lo stimolatore dell’anima. Lo schema del gol di Cristante nasce dalle famose 8 ore di analisi quotidiane, che lo Special One aveva citato sabato scorso. ‘Perchè il calcio si è evoluto e bisogna stare al passo coi tempi‘. Così come l’intuizione di rischiare il tutto per tutto negli ultimi 20 minuti, dipingendo una Roma a trazione anteriore con una sorta di 4-2-4. La gara ha preso le sembianze di un match di boxe, con due squadre che facevano a pugni. Gancio dopo gancio, si è arrivati alla rete di El Shaarawy, frutto della voglia di andare oltre. Chiunque scende in campo ha questo istinto e il pubblico lo avverte, alzando i decibel della voce e dei cori.

SARACINESCA – Da quando esiste il calcio, si sostiene che portiere e centravanti siano mezza squadra. La Roma ha investito 40 milioni su Abraham, cavallo di razza di rara levatura e ha scelto Rui Patricio. Il portoghese ha compreso da subito che nella capitale c’era stato un vuoto di potere tra i pali della porte. Troppe toppe, troppi figuranti dopo Alisson, il picco più alto della storia giallorossa degli ultimi 30 anni. Esperienza e serietà, oltre ad una leadership propria di chi ha giocato oltre 500 partite da professionista, sono stati elementi fondanti per alzare un muro che finora appare quasi invalicabile. Due clamorosi miracoli che ieri sera hanno tenuto la Roma dentro il match nei momenti di maggior difficoltà. La difesa avverte che dietro di sè ha un portiere forte, non un fenomeno, ma una certezza.

FARA-ONE – ‘As Roma facci un gol, As Roma facci un gol’, si levava dalla Curva, due istanti prima del colpo al volo di El Shaarawy. Boom, palo rete, e tutti sotto la Sud, compreso Mou, che ha fatto invidia a Jacobs per lo scatto sfoggiato sulla pista d’atletica. Volti trasfigurati sugli spalti, in campo, nei componenti dello staff. La Roma è un tutt’uno e ‘nessuno può spezzare questa armonia’ . L’esultanza del Faraone è rabbiosa, di chi aveva una necessità trascendente di scrollarsi di dosso la ruggine dell’attesa e l’apatia del temporaneo addio al calcio che conta con il trasferimento in Cina. Stephan sa di non essere un titolare, ma ha spazio e tempo per esser decisivo, perchè dentro l’area di rigore ha la qualità per colpire alla prima mezza occasione. Pepita preziosa nel forziere di Mou.

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Vina rientrato a Roma all’ora di pranzo. Si scalda Calafiori, ma occhio a Ibanez

“Vina poverino è rientrato solo un’ora fa, dovremo verificare nel pomeriggio come sta”. Josè Mourinho ha annunciato che non farà turnover nella sfida di domani sera contro il Sassuolo. Troppo importante ricominciare centrando la quinta vittoria ma anche ritrovare i titolari che in parte sono tornati acciaccati dalle Nazionali.

Oggi lo Special One ha fatto capire che sul conto dell’uruguayano potrebbe esserci una valutazione di buon senso, legata al livello di stanchezza dovuta alla trasvolata ultra-oceanica e agli impegni sostenuti dal ragazzo con la ‘Celeste’. Per questo si scalda Calafiori, ma attenzione ad Ibanez che Mou ha indicato come possibile riserva per il ruolo di terzino destro ma anche sinistro. 

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Esclusiva Retesport – Avv. Contucci: “Suggerite alla Roma delle iniziative per migliorare la fruizione dell’Olimpico”

L’avvocato Lorenzo Contucci, da anni al fianco dei tifosi giallorossinell’ambito delle dinamiche da stadio, è intervenuto sui 104.2 FM nel corso del ‘Pomeriggio di Retesport’. Ecco le sue dichiarazioni: “In parecchi campionati, negli stadi, si vedono migliaia di persone, anche senza mascherine, con impianti quasi pieni. In Italia è stata scelta una linea più prudenziale, con delle riduzioni di capienze, che sinceramente non condivido, perchè grazie al green pass e ai tamponi si potrebbe tranquillamente allentare sugli stadi. Per molte società si tratta di un danno di natura economica, per la Roma la riduzione della capienza colpisce soprattutto i settori popolari. Speriamo che il nostro Governo allenti tali misure e conceda alla gente di tornare allo stadio, sempre nel rispetto dei protocolli, ma senza restrizioni numeriche”

Sull’accesso all’Olimpico da parte del pugglico e le criticità emerse nei primi match casalinghi, aggiunge: “Abbiamo dato un suggerimento alla Roma: aprire in contemporanea i settori di Curva Sud e Nord, perchè al momento la Nord viene aperta solo quando la Sud è esaurita. Sarebbe un modo per decongestionare i settori e avere anche un colpo d’occhio più equilibrato. Spero che la società contemperi le esigenze commerciali con quelle di fidelizzazione con il pubblico”

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