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Zaniolo, tra sfortuna, legni e infortuni il gol in A manca da 15 mesi: contro la Juve vuole sbloccarsi

Zaniolo e il gol, un appuntamento che manca in campionato addirittura dal 22 luglio del 2020, quando a Ferrara il trequartista giallorosso si inventò dal nulla una percussione centrale travolgente, conclusa con un sinistro potente sotto la traversa.

Sono trascorsi 15 mesi dall’ultimo sigillo in campionato, ma in mezzo il lungo stop di un anno a causa del secondo infortunio al ginocchio accusato a settembre 2020. In Conference League, all’Olimpico e sotto la Curva Sud, Zaniolo ha siglato uno splendido gol nel preliminare contro il Trabzonspor, riuscendo a spezzare in assoluto l’incantesimo, ma in campionato è ancora a secco.

Due legni, uno colpito nel derby, un rigore procurato e un assist, soprattutto tanta sfortuna per Zaniolo che in Serie A, dopo Maggiore dello Spezia che non ha ancora trovato il primo sigillo stagionale nonostante le 13 conclusioni tentate, è il calciatore che ha tirato più volte senza trovare la rete. La sfida di domenica lega Zaniolo a due episodi importanti della sua carriera nella capitale: il primo infortunio grave accusato all’Olimpico proprio contro i bianconeri ma anche il ritorno allo Stadium con una percussione straordinaria che produsse il tris di Perotti nell’unica vittoria giallorossa conquistata nel nuovo impianto juventino. La speranza di Mourinho e dei tifosi giallorossi è che il 22 abbia tenuto in serbo proprio per il big match contro la Juve la prima gioia stagionale.

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Juve-Roma, Mou sfida Max: i precedenti sono favorevoli allo Special One

FOCUS RS – Una sfida tra titani della panchina, un match tra due straordinari allenatori che hanno scritto già grandi pagine di storia nel calcio europeo. Juventus-Roma sarà anche questo, un duello a distanza – di pochi metri – tra Massimiliano Allegri e Josè Mourinho.

Sabato i due tecnici interverranno in conferenza stampa alla vigilia del match e soprattutto nel caso dello Special One, a prevalere sarà quasi certamente la pretattica. Il 4-4-2 dei bianconeri contro il 4-2-3-1 dei giallorossi, entrambi alla ricerca dei giusti equilibri soprattutto difensivi. La Roma rispetto alla Juve ha segnato di più (16 reti a 11) e incassato meno (8 a 10), così come sono 4 le lunghezze che favoriscono in classifica gli uomini di Mou rispetto a quelli di Max. Numeri tendenzialmente antistorici, perchè negli ultimi 10 anni mai la Roma era salita a Torino con questo distacco favorevole, tranne nella scorsa stagione quando la banda Fonseca si presentò allo Stadium con un punto di vantaggio.

La bacheca dei due allenatori è stracolma di titoli: 38 complessivi, 25 per il portoghese, 13 per il livornese, il 72% dei titoli complessivi vinti da tutti gli allenatori attualmente occupati in Serie A. Mourinho ha incontrato 7 volte la Juventus in carriera sulle panchine di Inter e Manchester United, dal 2008 al 2018, 4 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio. L’ultimo incrocio proprio allo Stadium con la divisa dei Red Devils, quando Mou mostrò le orecchie in segno polemico al termine del match a seguito di ’90 minuti di insulti subiti’ (dichiarò ex post).

Proprio nella doppia sfida tra Manchester United e Juventus, Mou sfidò Allegri raccogliendo una sconfitta all’andata e la suddetta vittoria al ritorno. In assoluto tra questi due tecnici sono 8 i precedenti, con uno score favorevole all’allenatore giallorosso: 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Per Allegri invece quella di domenica sera sarà la 21° sfida contro i giallorossi, con 7 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte nei match contro la Roma, che ha vinto l’ultimo incrocio in ordine di tempo (2-0 all’Olimpico). Numeri e statistiche pronte ad essere aggiornate già tra tre giorni.

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Kumbulla protagonista con l’Albania, ora Mou dovrà rilanciarlo

FOCUS RS – La sosta per le Nazionali regala spesso alla Roma sgradite sorprese – ultima quella di Abraham, in dubbio per il match contro la Juve – ma in alcuni casi può anche stimolare o rilanciare calciatori che giocano meno. E’ lo ‘strano’ caso di Marash Kumbulla: titolarissimo con l’Albania, quarto difensore in casa giallorossa. L’infortunio di Smalling e i sette incontri in 20 giorni che vedranno la Roma protagonista da domenica sera fino alla prossima sosta, spingerà obbligatoriamente Mourinho a ricoinvolgere l’ex Hellas nelle rotazioni della coppia difensiva.

Il centrale albanese finora ha maturato 3 presenze con la Roma (due in Conference League) con appena 103 minuti disputati. Positivo però per il tecnico lusitano l’impiego del ragazzo con la nazionale albanese: per Eddy Reja infatti Kumbulla è un titolare inamovibile. Cinque gare da titolare da inizio stagione, comprese le due ottime prestazioni contro Ungheria e Polonia. Nonostante l’assenza di Djimsiti, il difensore giallorosso ha guidato la linea albanese con autorevolezza, producendosi in statistiche decisamente confortanti per Mourinho: 87% di passaggi riusciti, 17 palloni recuperati, 24 duelli (di cui l’83% vinti), 11 duelli aerei (di cui 81,5% vinti), 20 palloni intercettati e 12 palle contese vinte.

Non a Torino contro i bianconeri, ma necessariamente Mourinho dovrà concedere a Kumbulla un maggior minutaggio, con la speranza di plasmare un centrale difensivo pagato dalla Roma circa 20 milioni (al netto dei due giovani della Primavera e Cetin ceduti al Verona un anno fa).

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Tre big match e sette sfide in 20 giorni: la Roma di Mou chiamata al salto di qualità

Ora si fa veramente sul serio. Josè Mourinho attende il rientro nella capitale di tutti i nazionali impegnati in giro per l’Europa e per il mondo. Da domani avrà il 90% della rosa a disposizione e tre allenamenti per preparare al meglio la prima supersfida del tour de force che impegnerà i giallorossi – come sempre sue due fronti – fino alla prossima sosta programmata per novembre.

Juventus-Roma, Roma-Napoli e Milan-Roma i tre big match che i giallorossi affronteranno, sperando di migliorare sensibilmente il loro rendimento dopo un anno vissuto in totale apnea contro le grandi (6 punti su 36 disponibili nella scorsa stagione). Due sfide di Conference contro il Bodo/Glimt che potrebbero regalare già primo posto e qualificazione aritmetica agli ottavi di Conference League, più le due gare di campionato contro Cagliari e Venezia a chiusura di un periodo verità per Mourinho e i suoi.

Contro i bianconeri lo Special One potrebbe avere a disposizione l’undici titolare tipo, con l’unico dubbio che riguarda l’opportunità di schierare Matias Vina dall’inizio dopo i tre impegni con l’Uruguay nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali e il rientro nella capitale previsto per sabato. Riccardo Calafiori intanto scalda i motori.


17 ottobre – Juventus-Roma ore 20:45
21 ottobre – Bodø/Glimt-Roma ore 18.45
24 ottobre – Roma-Napoli ore 18:00
27 ottobre – Cagliari-Roma ore 20:45
31 ottobre – Roma-Milan ore 20:45
4 novembre – Roma-Bodø/Glimt ore 21:00
7 novembre – Venezia-Roma ore 12:30 

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Caos Campagna Abbonamenti, anche all’Olimpico la media è di 15 tessere l’ora. Il nostro servizio(AUDIO)

La campagna abbonamenti della Roma è iniziata oggi alle 11.00 e sono stati rilevati diversi disservizi sia nella vendita online, sia in quella in presenza come testimoniato da Retesport presso il punto vendita generico per i biglietti ospitato all’interno della struttura dell’ex Ostello della Gioventù. Da questa mattina sono stati sottoscritti circa 50 abbonamenti, con una fila di circa 300 persone.


La Roma fa sapere off records che le problematiche tecniche sopraggiunte in prima mattinata dipendono dall’eccessivo afflusso e dall’enorme richiesta contemporanea pervenuta da migliaia di tifosi. Il problema comunque si sta risolvendo si sta ottimizzando il processo. Gli abbonati hanno comunque tempo fino a giovedì per far valere la loro prelazione quindi non bisogna avere timore di non poterlo fare.

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LIVE – Abbonamenti Roma, disservizi e blocchi del sistema: la vendita è ripartita alle 16.00

E’ iniziata questa mattina alle 11.00 la vendita dei nuovi abbonamenti per la stagione 21-22′. La Roma è stata la prima società ad annunciare l’apertura della campagna abbonamenti in Italia, dopo la pandemia. Nonostante la capienza al 75% è venuta incontro a quei tifosi di Curva Sud che potrebbero rimanere sprovvisti del proprio posto – da vecchi abbonati – concedendo loro la possibilità di tenere ‘riservato’ il proprio seggiolino, spostandosi momentaneamente dalla Sud centrale al distinto sud lato Tevere.

Il grande entusiasmo ma anche la necessità di esercitare la prelazione – per i vecchi abbonati – entro tre giorni, ha creato delle notevoli code virtuali nel sistema che consente la possibilità di sottoscrivere i le ‘nuove tessere’.

Sono diverse le lamentele che sono piovute attraverso i social sugli account ufficiali del club: intorno alle 11:30 la coda per gli utenti in attesa di arrivare nella stanza virtuale per inserire i propri dati e poter sottoscrivere l’abbonamento, si era letteralmente bloccata.

In altri casi dopo aver raggiunto la finestra per l’inserimento dei dati, giunti al saldo dell’abbonamento, il sistema va in crash. Anche presso un punto vendita predisposto a ridosso dello Stadio Olimpico, come testimoniato in presa diretta dal nostro Jacopo Aliprandi, dalle 11.00 sono stati sottoscritti solo 50 abbonamenti.

Intorno alle 12.30 le prime problematiche tecniche sembrano esser state risolte, visto che alcuni tifosi hanno segnalato di esser riusciti ad acquistare la propria tessera.

La società giallorossa ha comunicato che la vendita è ripresa alle 16.00


https://twitter.com/GianlucaFidene/status/1447534563102806017?s=20
https://twitter.com/BigPaul/status/1447489358135767047?s=20
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Friedkin, un anno per ricostruire la Roma: tutte le tappe della rivoluzione texana

FOCUS RS – Un anno doveva essere e un anno è stato. Guido Fienga ha concluso ieri il suo mandato nel ruolo di amministratore delegato della Roma. Una notizia che era nell’aria da diversi giorni, complice l’indicazione temporale che i Friedkin avevano manifestato al diretto interessato sin dal loro insediamento. Fienga doveva essere un traghettatore e tale è stato fino a ieri. L’ultimo dirigente – in ruoli apicali – legato alla vecchia gestione è stato sostituito da un manager di grande respiro internazionale, Pietro Berardi, che almeno nelle intenzioni dei Friedkin, amplificherà il percorso di crescita del brand Roma a livello mondiale. La scelta nasce dalla necessità di dotarsi di una figura che rappresenti appieno la filosofia della nuova proprietà. Fienga ha avuto l’indubbio merito di accompagnare il club nella fase più delicata della sua storia recente, tenendo uniti i fili quasi spezzati della trattativa tra Pallotta e i texani, quando tutto o quasi sembrava definitivamente sfumato. In mezzo una pandemia che acuito le difficoltà economiche del club. Ma facciamo un passo indietro.

Nella foto: Guido Fienga (Foto Gino Mancini)

I texani sono sbarcati nella capitale ufficialmente nell’agosto 2020 e hanno scelto un approccio silenzioso e riflessivo. Hanno trascorso diverse settimane ad analizzare la Roma, comprenderne meglio i meccanismi interni, probabilmente scrutarne le reali criticità, non solo finanziarie. Mesi per rivoluzionare la Roma, alimentando il vento del cambiamento. The wind of change‘, cantavano gli Scorpions, colonna sonora perfetta per descrivere i passi lenti ma ponderati di Dan e Ryan Friedkin nell’emisfero romanista. La navicella dei nuovi proprietari ha assestato dunque i primi colpi, delle vere e proprie picconate alla facciata di Trigoria, dopo anni di evidente deterioramento. 

L’arrivo di Stefano Scalera è stato il primo in ordine di tempo: uomo della pubblica amministrazione e stimato professionista anche in ambienti politici, gli è stato affidato il compito principale di resettare e riavviare il fascicolo relativo allo stadio. Addio al progetto di Tor di Valle e un nuovo tortuoso viaggio da affrontare, questa volta con l’obbligo categorico di edificare un impianto sportivo in pochi anni. Contestualmente è arrivata la creazione del ‘Roma Department’ diretto da Francesco Pastorella, per incentivare la lodevole attività solidale che il club già da diversi anni svolge sul territorio, con l’obiettivo però anche di riavvicinare la Roma ai suoi tifosi con innumerevoli iniziative che rispecchiano la volontà della proprietà di legarsi sempre di più al tessuto sociale della città.

Successivamente è stato il turno del comparto sportivo e la scelta a sorpresa è ricaduta su Tiago Pinto. I Friedkin non hanno preferito percorrere la strada più agevole, del calcio nostrano, strettamente connessa alla logica del direttore sportivo che accentri su di sé tutti i poteri. Troppi denari sperperati negli scorsi anni, troppi personalismi. Hanno ricercato sul mercato internazionale il profilo di un professionista giovane, ma che avesse già maturato importanti esperienze in club di caratura internazionale e in grado di poter supervisionare il lavoro di tutti i collaboratori tecnici, a 360 gradi. 

Da qui a cascata è subentrata anche la necessità di inserire figure credibili e di assoluto valore in alcuni ruoli apicali del settore sportivo: inutile citare l’importanza dell’ingaggio di Josè Mourinho in panchina, un manager di caratura mondiale, che ha riacceso in città la fiammella della passione sportiva, in parte sopita nell’ultimo triennio di insuccessi e delusioni.

Il settore giovanile ha accolto poi Vincenzo Vergine, come nuovo responsabile del settore giovanile, dopo oltre 20 anni di apprendistato e proficuo lavoro al fianco di Pantaleo Corvino e non solo. Parallelamente la conferma di quei soggetti che in questi anni hanno certamente contribuito a sviluppare il serbatoio giallorosso, ridisegnando però le logiche dello scouting: evitare investimenti monstre su giovani stranieri e valorizzare appieno il bacino d’utenza locale e nazionale con una mission principale: costruirsi dentro casa i campioni del futuro. Parallelamente Pinto e la proprietà si sono dedicati ad un annoso problema, che da anni attanaglia la Roma sul campo. Gli infortuni. Ad inizio anno la sinergia con la clinica svizzera Klinik Gut di St. Moritz, diretta dal Dott. Georg Ahlbäumer. Poi è stato rivoluzionato l’intero settore medico-fisioterapico e Pinto ha ricreato anche un settore scouting di livello, smantellato nelle precedenti stagioni dall’arrivo di Monchi in poi.

Non poteva mancare uno sguardo al settore della comunicazione: negli scorsi mesi la società ha annunciato di aver ingaggiato Maurizio Costanzo come advisor esterno della comunicazione. Giornalista, conduttore e autore radio-televisivo, pioniere dell’emittenza commerciale, ma soprattutto personaggio che dovrà indirizzare la Roma verso un nuovo modo di comunicare se stessa all’esterno, nell’emisfero locale ma anche in quello nazionale.

Le altre nuove figure: Lombardo (segretario generale), Van Den Doel (direttore marketing), Murgo (capo del personal) Krauss (capo della sicurezza), Vitali (responsabile ufficio legale). Infine ieri si è chiuso definitivamente il cerchio con lo sbarco – ancora virtuale sarà operativo tra qualche settimana – del nuovo CEO e direttore generale Pietro Berardi: una formazione scolastica e professionale tra Italia e Stati Uniti, poi operante nel board di multinazionali del calibro di Sheel, Nissan, Pirelli (Nord America) e Fiat Chrysler. Pacifico che la conoscenza con i Friedkin sia sorta nell’ambito del settore dell’automotive, ma le referenze di Berardi sono di assoluto livello. Non un uomo proveniente dal calcio, ma una figura che sappia abbinare managerialità e sviluppo dei progetti aziendali in linea con la filosofia dei Friedkin: rendere la Roma, in maniera stabile e duratura, un club di caratura mondiale.

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I grattacapi di Pinto: un centrocampista, un terzino e gli ‘scontenti’. La Roma a gennaio deve tornare sul mercato

FOCUS RS – “E’ stato un mercato di reazione”. Così Mourinho ha definito la prima campagna acquisti reale dell’era Friedkin e la prima della sua avventura sulla panchina giallorossa. Vina, Shomurodov, Abraham e Rui Patricio: 4 acquisti che sono costati quasi 100 milioni di euro. Roma regina del mercato in Italia, sul podio di chi ha speso di più in Europa.

Nonostante gli sforzi della proprietà, la rosa messa a disposizione dello Special One non è ancora ritenuta complessivamente all’altezza di grandi traguardi. La Roma ha raccolto nove vittorie su undici sfide stagionali e i margini di miglioramento sono indubbiamente grandi, ma sono evidenti alcune criticità. Mourinho aveva richiesto a gran voce un centrocampista ‘pensante’, un leader che in mediana potesse dettare i tempi e modalità di gioco. Il nome trattato, sedotto e poi abbandonato è (era) quello di Xhaka. Lo svizzero alla fine è rimasto all’Arsenal e la Roma ha dovuto dirottare le sue attenzioni su Abraham per colmare la lacuna dell’addio di Dzeko. Sono rimasti nel frattempo nella capitale Villar e Diawara, che alla luce dello scarso utilizzo fin qui e delle dichiarazioni del lusitano, sono considerati giocatori di passaggio. Darboe si è ritagliato uno spazio importante nelle ultime due sfide, ma i titolari restano Cristante e Veretout. Serve dunque un intervento in quel ruolo e Pinto sta valutando insieme ai suoi scout il profilo giusto. Zakaria del Gladbach, viste le condizioni contrattuali (scadenza 2022) è una grande occasione. Non ha l’esperienza spesso declamata dal tecnico giallorosso in conferenza stampa, ma fisico, gamba, dinamismo e qualità importanti. Ma attenzione anche a possibili prestiti dalla Premier League: un nome gradito a Mourinho è quello di Loftus-Cheek.

KARSDORP NON BASTA – Sulla fascia destra l’olandese rappresenta una certezza per Mourinho, ma alle sue spalle c’è il vuoto. Reynolds – giunto in Italia a gennaio scorso dai Dallas – non ha mai trovato continuità. Fonseca ha tentato di inserirlo nel finale dello scorso campionato, ma lo statunitense è andato incontro ad alcune brutte figure. Mourinho invece non gli ha mai concesso un minuto ufficiale, nemmeno in Conference League, adattando a destra Ibanez. Evidente la bocciatura del portoghese e su quella fascia la Roma a gennaio dovrà correre ai ripari. Lo staff di Pinto sta monitorando il mercato internazionale alla ricerca di un calciatore giovane ma pronto a sostituire Karsdorp senza pagare lo scotto con il nostro campionato e l’intensità richiesta da Mourinho. Sulla sinistra il ritorno di Spinazzola, i buoni segnali di crescita di Calafiori e il lavoro di inserimento di Vina dovrebbero assicurare a Mourinho tre opzioni di assoluta affidabilità.

15.4.2021 Europa League : Roma vs Ajax Nella foto: Dzeko e Karsdorp con Fonseca al fischio finale (Foto Gino Mancini)

GLI SCONTENTI Diawara, Villar e Reynolds ma non solo. Borja Mayoral finora ha trovato pochissimo spazio anche nelle rotazioni di coppa. Mourinho ha sempre detto di volere in rosa tre attaccanti, per ovviare ad eventuali assenze o poter schierare in corsa la Roma con due punte. Pensiero filosoficamente legittimo, ma lo spagnolo – reduce da un’ottima prima stagione in Italia con 17 reti all’attivo – ha sin qui giocato 41 minuti in 4 diverse apparizioni. Pochissimo e diverse indiscrezioni parlano di un addio già a gennaio, anche perché il Real Madrid vorrebbe valorizzarne il prestito. La Fiorentina – che già lo aveva cercato la scorsa estate – potrebbe tornare alla carica a gennaio, complice la possibile partenza di Vlahovic. Ma attenzione anche all’estero. Discorso diverso per Marash Kumbulla che, alla luce del nuovo infortunio di Smalling, dovrà tornare utile alla causa. Sarà compito di Mourinho inserirlo nelle rotazioni difensive. Pinto spera di riuscire a svincolare anche Santon e Fazio, dopo l’addio di Nzonzi della scorsa settimana.

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Le ‘P’ di Abraham: 5 sfumature di Tammy

FOCUS RS – Il clamoroso impatto di Tammy Abraham con l’emisfero Roma si è percepito sin da quando il gigante inglese ha mosso i primi passi sul terreno dell’Olimpico. Nell’afoso pomeriggio dell’esordio in campionato, pochi minuti dopo l’ufficialità della scelta a sorpresa di Mourinho di schierarlo dall’inizio, Abraham assaggiò l’elettricità del suo pubblico, raccogliendo l’incitamento dei tifosi presenti allo stadio nel corso della canonica ricognizione sul manto erboso della squadra.

Poi una prestazione straripante, con due assist e un palo (il primo di una lunga serie sfortunata) contro la Fiorentina, ma soprattutto la sensazione che la Roma avesse centrato sul mercato un obiettivo importante. Abraham ha grande voglia di dimostrare il suo valore, di rispondere sul campo al tradimento subito al Chelsea, quando dopo l’addio di Lampard la società inglese ha deciso di accantonarlo per far spazio ai vari Werner, Havertz e Lukaku. 4 reti finora in giallorosso, spalmate equamente tra campionato e Conference League, ma anche 6 legni colpiti.

PROTEZIONE DEL PALLONE – E’ impressionante a tratti la capacità di Abraham di proteggere spalle alla porta la sfera. Non complicato certamente per un calciatore della sua stazza, ma ciò che colpisce è la qualità tecnica nel tocco e nel controllo sempre orientato nella direzione più idonea per lasciare sul posto l’avversario. Contro l’Empoli la Roma dopo i primi 20 minuti, ha iniziato ad appoggiarsi di più sul suo centravanti, che ha mostrato quanto possa essere utile anche sulla trequarti. Finora in A Tammy ha maturato l’80% di precisione nei passaggi. Attaccante totale, attaccante di manovra.

PRESSING e PROFONDITA’ – In fase di non possesso il britannico non si ferma mai. E’ il primo a pressare, il primo a tentare di recuperare il pallone in avanti per far ripartire l’azione. Diversi i recuperi palla e le riconquiste anche nella metà campo giallorossa. Da una di queste è nata l’occasione della traversa contro i toscani. “Ci sono attaccanti che per il loro profilo, se non segnano, non fanno niente e poi ci sono altri che possono essere tra i migliori in campo senza segnare, e questo è stato Abraham – ha dichiarato Mourinho domenica scorsa – ha fatto una partita tremenda come appoggi, come target, come movimento. Nel secondo tempo ha pressato, siamo migliorati, per me ha  fatto una partita straordinaria”. 10 i falli commessi finora in campionato, 3 i contrasti aerei vinti di media a partita. In fase di possesso Abraham svaria su tutto il fronte offensivo, riempendo l’ultimo terzo di campo con movimenti costanti e sempre diversi. Da un suo taglio in diagonale, nasce lo spazio per la rete di Lorenzo Pellegrini. La sua ricerca della profondità è condizione necessaria per ampliare i corridoi utili per i compagni.

3.10.2021 Roma vs Empoli (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Abraham Pellegrini Zaniolo esultano (Foto Gino Mancini)

PALI – Se avesse messo a segno tutte le occasioni in cui ha centrato pali e traverse, sarebbe a quota 10 reti stagionali e oggi si parlerebbe di un top player. L’ex Chelsea potenzialmente lo è, i margini di miglioramento sono impressionanti. In campionato ha finora tirato 18 volte (sui 120 tiri della Roma, prima squadra in A). Potevano essere di più, ma i suoi movimenti devono essere ancora recepiti al 100% soprattutto dai trequartisti trequartisti. Ci sarà tempo per affinare l’intesa.

PERSONALITA’ – Minuto 9′ del suo esordio casalingo con la Fiorentina, dopo un calcio d’angolo conquistato, Abraham si gira verso i compagni e li incita ad alzare il livello dell’intensità e del pressing. Al termine di Roma-Empoli, dopo aver salutato i tifosi, l’inglese torna indietro e va ad abbracciare tutti i suoi compagni che non hanno disputato la sfida contro i toscani e che, come di consueto al termine di tutte le gare ufficiali, svolgono un breve allenamento atletico sul campo dell’Olimpico. Se si collegano queste due immagini, si disegna la personalità di questo ragazzo, destinato ad essere un leader assoluto dello spogliatoio. Se ne è accorto anche Southgate che ha deciso di riconvocarlo in Nazionale. In bocca al lupo Tammy, torna presto…

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Darboe ‘lo scalatore’: titolare con lo Zorya, i complimenti di Mou e Pinto e un rinnovo da definire dopo la sosta

Darboe piace tanto a Mourinho e a me”. Prima del match l’endorsement di Tiago Pinto. Dopo l’ottima prova contro lo Zorya, il gambiano ha incassato anche gli elogi dello Special One: “Ha giocato molto bene. Ha dato equilibrio, ha fatto buone scelte e ha letto bene i movimenti difensivi: mi è piaciuto. Sono soddisfatto della sua prestazione”. Ebrima Darboe ha atteso il suo turno con umiltà, lavorando sodo in allenamento e sfruttando al massimo la prima occasione concessagli dal tecnico giallorosso.

In quest’ultimo periodo si discute molto in città del ruolo delle seconde linee nella rosa giallorossa: da Diawara a Villar, da Mayoral a Kumbulla, per arrivare anche ai giovani. Mourinho ha scelto un undici di base, con 4-5 calciatori a rotazioni che sono considerati alla stregua dei titolari. Su altri calciatori finora è calata, per motivi diversi, l’ombra della bocciatura del tecnico portoghese. La Roma però – per bocca del General Manager – ha più volte ribadito la volontà della proprietà di puntare forte sui ragazzi più promettenti del settore giovanile, che devono completare la rosa ma crescere anche gradualmente per diventare nel prossimo futuro dei potenziali titolari.

23.5.2021 Spezia vs Roma (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Fonseca Darboe delusioni (Foto Gino Mancini)

SCOPERTA E COSTRUZIONE – Nel finale della scorsa stagione Paulo Fonseca scorse in Ebrima Darboe le qualità giuste per completare il reparto di centrocampo. Lo schierò nelle ultime 4-5 sfide da titolare, una semifinale di ritorno d’Europa League contro il Manchester United (da subentrato) e un Derby vinto da protagonista assoluto. Mourinho ha iniziato un determinato percorso con i ragazzi, selezionandone solo alcuni, che sono rimasti con il gruppo per tutto il ritiro e oggi completano la prima squadra. Ma fino a ieri sera non aveva concesso nemmeno un minuto a Darboe. Contro lo Zorya il gambiano è stato autentico protagonista, non solo per l’assist dopo pochi minuti per la rete del vantaggio siglata da El Shaarawy, ma per la persoalità mostrata in campo e l’essenzialità della giocata. Due-tre tocchi, verticalizzazioni costanti e la giusta fisicità da mettere al servizio della squadra in fase di ripiegamento. “Devo lavorare e migliorare molto in fase difensiva” – ha ammesso Darboe al termine del match – “ma sto apprendendo ogni giorno ciò che il mister vuole nel ruolo di centrocampo”. Ebrima è abituato a guardare il campo in avanti, nel suo calcio c’è poco fraseggio orizzontale e ricerca costante del corridoio giusto per accelerare l’azione in verticale. Queste caratteristiche potrebbero essere affinate da Mourinho e dal suo staff.

I numeri del match di Darboe a cura di @AsRomaData

MANCA SOLO LA FIRMA… – Dopo il rinnovo di Pellegrini, al rientro dagli impegni con la Nazionale del Gambia, la società incontrerà gli agenti di Darboe per definire gli ultimi dettagli del rinnovo contrattuale. Le volontà sono chiare da tempo e c’è stata già più di una chiacchierata tra i rappresentanti del ragazzo e Tiago Pinto. Darboe attenderà, con la consueta umiltà, conscio da ieri che con il lavoro sul campo, la gerarchia in mediana di Mou si può scalare.