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Derby di Roma, dal 2000-01 in 30 occasioni i giallorossi si sono presentati avanti in classifica: i precedenti

Domenica alle 12:30, Sozza fischierà l’inizio del 186° derby della Capitale. Lazio e Roma si affronteranno dopo appena 3 giornate di campionato in cui entrambe hanno trovato qualche difficoltà: già 2 ko per i biancocelesti mentre i giallorossi sono caduti in casa contro il Torino. Dalla stagione 2000-01, le due squadre si sono incontrate in 50 occasioni: 22 vittorie per la Roma, 15 pareggi e 13 successi per la Lazio. Nel periodo, la formazione giallorossa si è presentata 30 volte avanti in classifica ma, negli ultimi anni, non è stato sinonimo di buoni presagi.

Nelle 7 partite più recenti, la Roma solo in una stracittadina non è uscita con le ossa rotte grazie a un gol di Gianluca Mancini di testa. Negli altri 6 derby, la Lazio ha raccolto 5 vittorie e un pareggio (0-0). Successi spesso eloquenti con 3 gol fatti: 3-2 (2021-22), 3-0 (2020-21), 3-0 (2018-19), 1-3 (2016-17). Una tendenza cambiata negli ultimi anni, dato che, complessivamente, i giallorossi hanno ottenuto 14 vittorie, 6 pareggi e 10 ko. Un equilibrio che Gasperini vuole ristabilire già da domenica.

Il tecnico di Grugliasco, in carriera, ha già vissuto da protagonista il derby di Genova e di Milano. Tra 3 giorni vuole scrivere la storia di quello capitolino.

DERBY DALLA STAGIONE 2000-01 IN CUI LA ROMA SI È PRESENTATA AVANTI IN CLASSIFICA
  1. Roma-Lazio 1-0 (52 a 46)
  2. Lazio-Roma 0-0 (16 a 17)
  3. Roma-Lazio 0-1 (25 a 24)
  4. Lazio-Roma 3-2 (8 a 12)
  5. Lazio-Roma 3-0 (28 a 34)
  6. Lazio-Roma 3-0 (41 a 44)
  7. Roma-Lazio 1-3 (75 a 64)
  8. Lazio-Roma 0-2 (28 a 29)
  9. Lazio-Roma 1-4 (42 a 60)
  10. Roma-Lazio 2-0 (23 a 18)
  11. Lazio-Roma 1-2 (66 a 67)
  12. Roma-Lazio 2-2 (39 a 30)
  13. Lazio-Roma 0-0 (31 a 53)
  14. Roma-Lazio 2-0 (9 a 6)
  15. Lazio-Roma 2-1 (9 a 11)
  16. Lazio-Roma 1-2 (37 a 68)
  17. Roma-Lazio 1-0 (21 a 13)
  18. Lazio-Roma 4-2 (41 a 49)
  19. Lazio-Roma 3-2 (34 a 61)
  20. Roma-Lazio 3-2 (18 a 10)
  21. Roma-Lazio 0-0 (68 a 57)
  22. Lazio-Roma 3-0 (18 a 32)
  23. Lazio-Roma 0-2 (38 a 51)
  24. Lazio-Roma 3-1 (17 a 23)
  25. Lazio-Roma 1-1 (51 a 67)
  26. Roma-Lazio 2-0 (18 a 16)
  27. Lazio-Roma 1-5 (36 a 50)
  28. Roma-Lazio 2-0 (13 a 8)
  29. Roma-Lazio 2-2 (62 a 55)
  30. Lazio-Roma 0-1 (18 a 25)

TOTALE: 14 vittorie Roma, 6 pareggi, 10 successi Lazio

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Roma, un tabù da sfatare: l’ultima vittoria in casa laziale risale al 2016

C’è un tabù da sfatare per Mancini e compagni, quello del derby in casa laziale.

Negli ultimi 9 derby disputati in casa della Lazio infatti, i biancocelesti hanno raccolto cinque successi e quattro pareggi. Lo scorso anno fu Soulè a riequilibrare il match, ma anche Svilar a salvare i giallorossi dalla sconfitta prima e soprattutto dopo il pari.

L’ultima volta che i tifosi della Roma hanno festeggiato una vittoria nel derby in casa laziale risale al 2016, quando Strootman e Nainggolan misero la firma sul 2-0 a favore della formazione di Spalletti. Dopo 9 anni ora la squadra di Gasp è a caccia della vittoria che manca in casa laziale da troppi anni.

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Derby, tre ballottaggi per Gasp e un ritorno ‘certo’

Iniziata ieri la preparazione a Trigoria in vista del derby, Gian Piero Gasperini potrebbe apportare alcune modifiche all’undici titolare scelto nelle prime tre giornate di campionato.

Se l’idea del mister sarà quella di aumentare i giri del motore e schierare una Roma in grado sin dall’inizio di aggredire in avanti, pressare e sostanzialmente avvicinarsi allo standard prestazionale richiesto dall’allenatore, alcune scelte nella formazione iniziale potrebbero variare.

Iniziando dal trio difensivo: Hermoso-Mancini-Ndicka è stato un reparto che finora ha dato, forse, le risposte migliori nella continuità delle tre partite ma se nel derby Gasp volesse dall’inizio una maggiore spinta, potrebbe riproporre Celik (in salsa Ranieriana…) al posto dello spagnolo, per avere almeno un braccetto in grado di sganciarsi con maggiore continuità, creando i presupposti di una superiorità almeno numerica sull’out di destra.

In più la scelta sul turco potrebbe essere adeguata per contenere meglio Zaccagni che nell’uno contro uno, rispetto ad Hermoso, potrebbe andare meno in difficoltà.

Passando al centrocampo, è improbabile che Gasp cambi la coppia dei mediani, quindi si ripartirà da Konè-Cristante, mentre a sinistra occhio a Tsimikas. Il tecnico aveva necessità di visionarlo almeno una settimana consecutiva, per rendersi conto anche delle sue condizioni fisiche reali. Il ballottaggio con Angelino è aperto, più che altro perchè lo spagnolo è apparso parecchio in difficoltà in questo iniziale scorcio di stagione, sicuramente lontano parente dell’Angelino scintillante della prima parte del 2025.

In attacco Ferguson è il ritorno certo insieme a Soulè. Balla, come spesso accadrà salvo un ritorno al 100% di Bailey, il ruolo dell’esterno alto a sinistra. El Shaarawy appare in vantaggio su El Aynaoui, ma senza la Joya e il giamaicano, in panchina ci sarebbe solo l’opzione Baldanzi come ipotetico sostituto nella ripresa. Ecco perchè, il marocchino, alla fine potrebbe essere preferito all’italo-egiziano. Più distanti nelle gerarchie Pisilli e Pellegrini.

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Centrocampo Roma, Koné-El Aynaoui: cambiamenti in arrivo?

Gasperini ha messo alle spalle la prima sconfitta stagionale contro il Torino: da oggi la testa è proiettata al derby della Capitale con la Lazio in programma domenica alle 12:30. Il tecnico di Grugliasco potrebbe cambiare qualcosa in vista delle prossime partite, difficile già nella stracittadina. Non sono passate inosservate le parole di Gasperini su Manu Koné: ”La sua qualità maggiore non è colpire di testa e tirare, i giocatori devono essere sfruttati al massimo per le proprie qualità. Gli posso chiedere di velocizzare un po’ il gioco. Questo è l’unico punto su cui lavorare in questo momento”.

Insomma per Gasp, momentaneamente, Koné non dà il meglio di sé nella metà campo avversaria. Un particolare non da poco, perché come ribadito anche da Cristante, il generale di Grugliasco ama vedere i propri centrocampisti accompagnare la manovra offensiva: ”A lui piace che i centrocampisti a turno si inseriscano”. In una linea a 2, quindi, c’è bisogno di un interprete che mostri la miglior versione sulla trequarti avversaria e chi nella propria metà campo. Partendo dall’assunto che Koné è imprescindibile per la Roma, come fatto intendere da Gasp, il francese potrebbe abbassare il proprio raggio di azione per sfruttare al meglio le proprie qualità. Una regista basso che in alcune occasioni potrà capovolgere l’azione in conduzione.

E chi avrà il compito di attaccare con insistenza lo spazio? L’idea di Massara era quella di inserire El Ayanoui che la scorsa stagione ha segnato 8 gol. Da capire se nelle prossime partite anche Gasperini avrà la stessa visione. Le dichiarazioni dopo la sconfitta contro il Torino sono un indizio sul lavoro che il tecnico potrebbe fare su Manu Koné. Se nelle prime 3 gare il vertice basso è stato Cristante, a breve il francese potrebbe prendere il suo posto: non è da scartare quindi la possibilità di vedere al suo fianco un centrocampista che attacca gli spazi come El Ayanoui sui cui il club ha investito 23,5 milioni.

Il marocchino era stato stregato da Gasp:Ha una sorta di aura, emana qualcosa quando parla. È diverso da tutti gli allenatori che ho avuto finora”. Nelle prossime partite vedremo se la stima sarà reciproca.

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Roma, Arena e Paratici iniziano a segnare: opportunità in arrivo con Gasperini?

La Roma ha iniziato la stagione portando con sé un problema dell’annata precedente: pochi gol e attacco sterile. La formazione giallorossa ha segnato appena 2 gol (Wesley, Soulé) nelle prime 3 partite, numeri sorprendenti per una squadra di Gasperini. Il tecnico di Grugliasco, infatti, si è sempre contraddistinto per essere un allenatore capace di portare i propri calciatori a segnare tante reti. La sua Atalanta non ha mai cominciato così male in zona offensiva e la Roma, dal 1987, ha fatto peggio (1) solo nella scorsa stagione. Ferguson e Dovbyk, al momento, hanno sparato a salve malgrado l’irlandese abbia già messo in mostra un repertorio tecnico molto interessante.

Il centravanti cresciuto nel Brighton, nelle gerarchie, ha superato l’ex Girona, momentaneamente, bocciato da Gasperini: ”Non avevo intenzione di farlo entrare oggi, avremo una settimana di tempo. Voglio che quando entri sia convinto, dinamico e attivo in allenamento. Dopo lo ripresenteremo”. Il tecnico di Grugliasco spera di scuotere Dovbyk con l’obiettivo di ottenere lo stesso risultato che si raggiungerebbe facendolo con la Coca Cola: un’esplosione totale. La reazione dell’attaccante ucraino sarà importante per le sorti della stagione romanista.

In attesa di risposte dagli attaccanti giallorossi, nelle Giovanili arrivano dei segnali incoraggianti: Arena e Paratici, infatti, hanno iniziato a segnare. Il classe 2009, ingaggiato dal Pescara, ha messo il suo zampino nell’ultimo match vinto dalla Primavera contro la Fiorentina (3-1). Arena ha già attirato l’attenzione di Gasperini che lo ha convocato per la trasferta di Pisa e, dati i problemi in fase realizzativa, potrebbe farlo nuovamente in vista delle prossime gare di campionato.

Nell’ultima giornata si è messo in mostra anche Lorenzo Paratici. Classe 2008, testato da Gasp nell’amichevole contro il Roma City in cui è stato autore di una tripletta, ha realizzato 2 gol in altrettante partite con l’Under 18. Napoli e Torino le due vittime del centravanti cresciuto nella Sampdoria.

La Prima Squadra, malgrado la presenza di Gasperini in panchina, ha problemi in attacco mentre la Primavera e l’Under 18 vedono brillare due stelline che potrebbero iniziare a illuminare anche il cielo sopra la testa del generale di Grugliasco. Scalvini, Carnesecchi, Ruggeri, Kulusewski, Kessie, Bastoni, Piccoli, Gagliardini, Barrow, Diallo e Palestra a Bergamo già lo hanno fatto.

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Roma, a sinistra non c’è solo El Shaarawy: tutte le ipotesi

Salvo sorprese si ripartirà da una certezza. Non tanto nel rendimento sotto porta, perchè El Shaarawy negli ultimi anni ha abbassato molto la media gol rispetto ai primi anni di carriera, quanto sicuramente per le caratteristiche naturali.

Complice gli infortuni di Dybala e Bailey, Gasp con facilità potrebbe ritornare al tridente titolare delle prime due gare ufficiali: El Shaarawy-Ferguson-Soulè.

Il Faraone però non è l’unica opzione per Gasp. Perchè l’allenatore sta riflettendo in queste ore su varie ipotesi da utilizzare non solo nel derby, con la necessità di coinvolgere tutti. A cominciare da Pisilli e Pellegrini, calciatori che all’occorrenza possono essere schierati ‘alla Pasalic’.

Poi c’è Baldanzi, lanciato in campo da Gasperini domenica perchè visto in grande condizione fisica durante gli allenamenti nella settimana precedente alla sfida contro i granata. Infine uno degli esterni di centrocampo, nello specifico Wesley, calciatore che potrebbe – magari non dall’inizio – esser schierato più alto con Rensch alle sue spalle.

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Roma, nel derby possibile passaggio al 3-5-2: l’analisi

L’infortunio di Dybala, l’assenza di Bailey, le condizioni di Dovbyk improponibili.

Nel derby, come riferisce il Corriere dello Sport, l’attacco peserà sulle spalle di Soulè e Ferguson, con una modifica tattica: è possibile infatti il cambio modulo e il passaggio al 3-5-2.

Tutto dipende dal ruolo di El Aynaoui, che alternativamente potrebbe permettere in corsa il ritorno al 3-4-2-1. Da valutare anche Tsimikas al posto di Angeliño e Celik in difesa al posto di Hermoso. Gasperini chiederà intensità e brillantezza dopo il k.o. col Torino, lavorando anche per abituare la squadra al caldo delle 12.30. La Roma cerca la prima gioia stagionale.

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Roma-Torino, difficoltà a dialogare con il centravanti: appena 9 passaggi a Ferguson

Sconfitta inattesa (0-1) per la Roma di Gasperini contro il Torino. Malgrado uno stadio Olimpico tutto esaurito, la formazione giallorossa ha impattato contro il muro eretto da Baroni. Il tecnico di Grugliasco ha sottolineato la poca rapidità con il pallone fra i piedi: ”Partita giusta in cui c’è mancata velocità e ritmo. Quando si incontrano squadre così bloccate c’è sempre il rischio di picchiare contro il muro”.

Blocco basso, reparti corti e calcio lungo per Simeone: la strategia del Torino ha funzionato. La Roma ha faticato a rendersi pericolosa malgrado i numeri sembrano descrivere una partita a senso unico: 72% di possesso palla, 22 tiri di cui 5 in porta. Dati che vanno analizzati profondamente: palleggio prevedibile senza creare pericoli, conclusioni non insidiose tant’è che Israel si è sporcato raramente i guanti. Nel primo tempo, Gasperini ha scelto di puntare su Dybala centravanti lasciando in panchina Ferguson e Dovbyk. I primi 45 minuti si sono conclusi con poche azioni pericolose, nonostante il numero 21 giallorosso e Soulé si siano mossi molto. La Joya, che ha rimediato una lesione di basso grado alla coscia sinistra (out circa 2 settimane), ha ricevuto 28 palloni e ha cercato, ma non trovato, la giocata per sorprendere il Torino.

Nella ripresa, l’ingresso di Ferguson non ha cambiato l’inerzia della gara. La Roma non è riuscita a trovare le linee di passaggio giuste per servire il centravanti irlandese che, a differenza di quanto visto con Bologna e Pisa, ha faticato a dialogare con i compagni. Il classe 2004 ha ricevuto appena 9 palloni, dato che riassume l’incapacità della squadra di coinvolgere il proprio attaccante. Con o senza il cosiddetto numero 9, la Roma è stata completamente anestetizzata dal Torino di Baroni.

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Cercasi Angelino, palloni persi e pochi cross: i numeri dello spagnolo

Prima battuta di arresto per la Roma di Gasperini. La formazione giallorossa ha perso 0-1 allo stadio Olimpico contro il Torino che è riuscito a prendere le giuste contromisure alla squadra capitolina che ha creato poche occasioni chiare da gol. Baroni ha cambiato modulo e, al termine della partita, ha esplicitato le sue intenzioni: ”Ho tolto un centrocampista inserendo un difensore per potere uscire di più sui trequartisti e gestire meglio l’ampiezza”.

Uno dei calciatori che è andato maggiormente in difficoltà è stato Angelino. L’esterno spagnolo è stato timoroso, impreciso e poco propenso ad attaccare la metà campo avversaria: una prestazione fortemente insufficiente che ha dato seguito a un inizio di stagione poco brillante. Il classe 97′, in estate, è stato a un passo dalla cessione e ancora non sembra essersi calato completamente negli schemi di Gasperini.

Rispetto a un anno fa in cui l’ex Lipsia si è contraddistinto per la sua qualità, nelle prime 3 giornate di Serie A, ha deluso fortemente le attese. Angelino contro il Torino è stato il calciatore della Roma che ha perso più palloni (8), un dato anomalo per la tecnica e la lucidità che ha mostrato sin dal suo arrivo nella Capitale. In aggiunta, il classe 97′ non hai mai creato superiorità numerica con sovrapposizioni efficaci e corse sul fondo per andare al cross: appena 2 traversoni di cui 0 riusciti. Nullo.

Considerando anche le partite vinte con Bologna e Pisa, l’esterno spagnolo ha tentato solo 9 cross di cui uno andato a buon fine. Dati in netta controtendenza rispetto alla scorso campionato. Angelino, infatti, è stato il calciatore della Roma che ha provato più cross (117) mantenendo una precisione notevole (31,6%). Ora Tsimikas freme per esordire con la maglia giallorossa e insinuare la titolarità del classe 97′.

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Roma, polveri bagnate per tutto il 2025: nelle ultime 19 in A solo 4 volte a segno per almeno due volte

Nelle ultime 23 partite di campionato, la Roma ha segnato 2 o più gol solo in 8 occasioni: contro la Lazio nel derby, contro il Bologna, contro il Como all’Olimpico, a Udine (1-2), poi il Monza (4-0), il Genoa e il Milan con lo stesso risultato (3-1), oltre alla vittoria a Torino nell’ultima giornata per 2-0.

Questo dato va contestualizzato e in qualche modo scremato, perchè ben 4 di questo 8 occasioni in cui i giallorossi sono andati oltre una rete segnata, risalgono alle prime quattro gare di gennaio scorso (Lazio, Bologna, Genoa, Udinese). Dunque nelle ultime 19 consecutive, la Roma è riuscita a segnare più di una rete, in 4 sole occasioni.

L’allarme era infatti già scattato con Ranieri: “Il focus della prossima stagione sarà cercare calciatori che abbiano nelle gambe più gol in diversi ruoli”. Sul mercato però questa caratteristica, nonostante l’arrivo e la pressione sul tema di mister Gasperini, non è stata del tutto prioritaria. Perchè se è vero che alla fine El Aynaoui e Bailey, rispetto ad esempio a Paredes e uno tra El Shaarawy e Baldanzi, hanno nel loro score storico un bottino di gol potenziale maggiore, davanti Ferguson ad oggi è una speranza più che una certezza, nonostante evidenti qualità naturali espresse già a sprazzi dall’irlandese.

Il mancato arrivo di un’altra seconda punta di piede destro, in questo senso, appare il vulnus della questione, così come la gestione di alcuni singoli. Dovbyk, Pellegrini, Dybala, per motivi diversi ad oggi restano delle incognite di difficile risoluzione.