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Lotito punge: “Noi zero problemi economici, la Roma sempre al palo”. Ma la Lazio ha un debito col Fisco maggiore dei giallorossi

“Noi non abbiamo problemi economici e ne sono orgoglioso. Sono partito con una situazione tragica e non siamo ricorsi ad artifizi per mettere a posto il bilancio. Loro (i romanisti, ndr) hanno sempre lo stesso problema e stanno sempre al palo, è la verità”. Così Claudio Lotito a margine del premio Colalucci in merito alle questioni economiche di Roma e Lazio.

Al di là dell’indebitamento strutturale, di per sé non un elemento che descrive l’insolvibilità di una società, ci sono anche i debiti con l’erario e la Lazio in questo senso deve pagare 40 milioni (la Roma 38, secondo i dati riferiti da Calcio e Finanza). Insomma non una situazione lusinghiera quella dei biancocelesti, a tal punto da spingere Lotito ha tentare la strada governativa della proroga dei pagamenti – poi bocciata dal Parlamento – attraverso un emendamento legislativo, con il quale ha chiesto una rateizzazione immediata a 5 anni senza sanzioni e interessi.

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Reynolds: “Voglio tornare alla Roma ma deciderà Mou”

Bryan Reynolds sta mettendo in mostra le sue qualità al Westerlo. Ecco la sua intervista ai microfoni de il Tempo: «Sono davvero contento di questa prima parte di stagione, sto giocando e questo è importante per la mia crescita e per la mia carriera. Da quando sono arrivato tutti i compagni mi hanno trattato bene e con rispetto. C’è affiatamento nello spogliatoio e questo mi piace, Westerlo è veramente un bel posto dove stare. La grande differenza con Italia è la maglia che indossi. Giocando per la Roma che è un grande club, c’è molta pressione. Giochi all’Olimpico, fai un errore e tutti ti fischiano. Può essere difficile restare concentrati. Poi c’è la barriera linguistica. Qui tutti parlano inglese, in Italia no. E quindi per integrarti al meglio devi imparare l’italiano in fretta».

Ma cosa non ha funzionato a Roma?
«Personalmente non direi che qualcosa è andato male. Quando sono arrivato avevo solo 19 anni e probabilmente non ero ancora pronto. Ho provato a mantenere il mio normale stile di vita, ma era tutto diverso e non sapevo la lingua. A Roma vivevo da solo e questo non ha aiutato. Avevo molta fiducia quando ero a Dallas, poi il salto in Serie A è stato grande ed è stato tutto diverso. Forse mi è mancata quella. Se non hai fiducia non riesci a dare il massimo in un grande club».

Che rapporto ha avuto con Mourinho?
«Normale, né cattivo ma neanche fantastico. Io sono un giocatore, lui l’allenatore. Avevo pieno rispetto per lui anche se non mi dava minuti. Non sono un calciatore che fa casino se non gioca. In allenamento quando facevo qualcosa di buono mi motivava e se sbagliavo mi riprendeva. In generale credo si aspettasse di più da me, credo volesse più killer instinct nei contrasti e nel mio gioco. Me lo ripeteva spesso, ma è stato bello lavorare sotto la sua guida».

Nella sua testa c’è ancora la maglia della Roma?
«Certo. Io voglio tornare alla Roma. Hanno investito molti soldi su di me e voglio ricambiare il favore al club che mi ha cambiato la vita. E spero che anche loro mi vedano come un giocatore della Roma in futuro. So che dalla Roma mi guardano, sento grande attenzione attorno a me. Tutti mi incoraggiano a continuare così». (Non può rientrare a gennaio perchè extracomunitario ndr).

Con le sue prestazioni però sta attirando le attenzioni di molti club.
«So che il direttore e il mio agente stanno parlando e che ci sono interessamenti da tre o quattro club. Ma adesso penso al presente e darò tutto per migliorare e acquisire maggior sicurezza nei miei mezzi».

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Totti: “La Roma la mia vittoria più grande”

Alla fine sempre di calcio e di Roma si trova a parlare. Francesco Totti vola a Istanbul per ufficializzare il suo ingresso nel settore della medicina estetica e, nel frattempo, parla del Mondiale e ribadisce i suoi amori per i colori giallorossi.

Quando, nella prestigiosa location del Mandarin Hotel sul Bosforo gli chiedono se ha il rimpianto di aver vinto poco nella sua carriera, Totti sorride. E dice: “Rimpianti? Proprio nessuno. Venticinque anni nella mia squadra del cuore, con un’unica maglia, sono la mia vittoria più grande“. Come scrive il Corriere dello Sport, in tema di vittorie, Totti ha ricordato come la Coppa del Mondo del 2006 sia stata “indimenticabile” e si è detto dispiaciuto per l’assenza dell’Italia dal Qatar.

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Esclusiva Retesport – Bove: “Partenza a gennaio? Non lo so, sto benissimo a Roma. Esperienza bellissima in Giappone” (AUDIO)

ESCLUSIVA RETESPORT – Edoardo Bove ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni al termine del match contro Yokohama Marinos

Hai fatto una grande partita.
“Grazie per i complimenti, credo sia comunque stata una bella partita, ringraziamo i tifosi che ci hanno seguito fino in Giappone, è stata una bellissima esperienza”

Avete sofferto la stanchezza?
“Il viaggio è stato lungo, non cerchiamo alibi, abbiamo avuto parecchi giorni qui e siamo contenti di questa esperienza”

Nel secondo tempo vi siete trovati meglio? Secondo te è più una questione di modulo o di atteggiamento?
“Non credo sia stata una questione di modulo, l’atteggiamento è stato diverso da parte di tutta la squadra. Per questo abbiamo fatto meglio e siamo risciti a recuperare”.

Cosa ti porti a Roma di questo viaggio in Giappone?
“Una bellissima esperienza, ho conosciuto una nuova cultura, belissimi posti, una dedizione allo sport”.

 Non stai giocando tantissimo, puoi partire a gennaio?
“Non te lo so dire, sono concentrato sulla squadra e con il mister. Sto benissimo qui, con la mia squadra e il mio allenatore, poi vedremo”

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Shomurodov: “Posso segnare molto di più”

“Posso segnare di più, non solo io. Abbiamo tante occasioni per segnare, dobbiamo lavorare di più. Per noi è più facile quando ci sono più spazi. Loro sono una buona squadra, hanno giocato benissimo e per i tifosi è stata una buona partita. Voglio ringraziare i sostenitori, siamo contenti che ci siano tanti tifosi qui”. Così Eldor Shomurodov ai microfoni di DAZN al termine del match pareggiato 3-3 contro lo Yokohama Marinos.

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Solbakken è carico: “Aiuterò a risolvere il problema del gol”

Ola Solbakken sembra essere particolarmente carico in vista della sua nuova avventura alla Roma. L’attaccante sarà a disposizione di Mourinho dal primo gennaio e ha raccontato ai microfoni del quotidiano Avisa Nordland alcuni retroscena di mercato: “Quando mi sono fatto male prima alla caviglia e poi alla spalla temevo di perdere la mia occasione, ma non è andata così. Alcuni club si sono fidati degli esami che avevo fatto con il Bodo, altri hanno voluto vedermi personalmente, ma ero veramente giù quei gironi. Per fortuna è andato tutto bene“.

Come scrive il Corriere della Sera, il norvegese è subito rimasto colpito dall’ambiente giallorosso: “Quando, con il Bodo, abbiamo perso nel ritorno dei quarti di Conference e la Roma è andata in vantaggio per 1-0, l’atmosfera era pazzesca. Non mi sono mai sentito così piccolo su un campo da calcio, avevo i brividi”.

“Non so se giocherò ala destra o sinistra, mi hanno detto che dovrò coltivare i miei punti di forza – le sue parole -. Mi voglio misurare con i ritmi del campionato dell’allenamento quotidiano e voglio vedere come lavorerò con i miei compagni. Per me sarà tutto nuovo e sinceramente sono impaziente di iniziare questa nuova avventura. La Roma mi ha voluto tanto, mi hanno visto in tre partite dal vivo e in oltre venti gare in televisione. Mi conoscono bene“.

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Tahirovic: “Fatichiamo a smaltire il fuso. E’ stata una buona partita”

 “È stata una buona partita, forse per noi è stato difficile il fuso orario, non riusciamo tanto a dormire,ma abbiamo fatto bene. Cosa dico ai tifosi giapponesi? Arigato!”. Così Tahirovic ai microfoni di DAZN e RomaTv al termine della sfida contro il Nagoya Grampus.

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Pellegrini: “Vogliamo mostrare in Giappone la crescita della Roma”

“Sono qui da poco tempo e sono stato molto impegnato, ma la mia impressione del Giappone è ottima. Al momento non ho molto tempo per visitare la città, quindi voglio assolutamente tornare in Giappone”. Così Lorenzo Pellegrini ai microfoni del portale giapponese Super World Soccer.

“Vogliamo dimostrare alla Roma che possiamo vincere queste due partite. Il campionato è sospeso per un po’, ma vogliamo dimostrare che stiamo crescendo come squadra. Forse mostreremo qualcosa che normalmente non si vede. Non vedo l’ora di mostrare la mia qualità. Voglio divertirmi e far divertire i fan giapponesi”.

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Solbakken: “La Roma mi ha voluto fortemente. Mourinho? Ci siamo parlati la scorsa estate” (VIDEO)

“I tifosi sono incredibili. Nella mia esperienza europea con il Bodø/Glimt i tifosi della Roma sono stati i migliori che ho affrontato. Sono pazzeschi, sono davvero felice di essere uno di loro”. Così Ola Solbakken nella sua prima intervista ai microfoni della Roma.

Si sono fatti sentire anche sui social, quando si vociferava del tuo arrivo?
“Sì, è molto bello. Senti che ti vogliono. Mi sono sentito desiderato. Questo mi ha fatto scegliere la Roma. Ho sentito la stima dei tifosi e della società. Sono felice”.

Come ti senti a essere un giocatore della Roma?
“È fantastico. Volevo veramente venire e ho spinto molto per la conclusione della trattativa”.

Si è parlato molto dell’interesse di molte squadre per te. Cosa ti ha spinto ad accettare la Roma?
“La Roma è un team fantastico con un grande allenatore. Ho parlato con molte persone all’interno del club che mi hanno lasciato una grande sensazione. Credo molto nel progetto del club e ho voluto farne parte”.

Hai menzionato Mourinho. Hai avuto modo di parlarci?
“Sì, ho avuto modo di parlarci questa estate ed è stata una buona chiacchierata”.

Hai l’opportunità di misurarti a un livello più alto.
“Non vedo l’ora di incominciare. Ho giocato 2 volte contro la Roma in Italia, ho sentito qualcosa di speciale nel calore della gente e non vedo l’ora di indossare la maglia della Roma allo Stadio Olimpico”.

Cosa ti ricordi del tuo gol all’Olimpico?
“Non ricordo molto perché avevo perso la testa. È stata una bella sensazione e non vedo l’ora che l’Olimpico diventi il mio campo e segnare”.

Sui tifosi della Roma?
“Sono incredibili. Sono stati i migliori che ho affrontato col Bodø/Glimt in Europa. Sono pazzeschi! Davvero sono felice di essere uno di loro. Si sono fatti sentire anche sui social. È stato molto bello. Ho sentito che mi volevano. Mi sono sentito desiderato e questo mi ha fatto scegliere la Roma”.

Cosa ti aspetti da questa seconda parte di stagione?
“Ci sono grandi giocatori e dovrò lottare per giocare ed essere paziente, ma anche umile e affamato di mostare il meglio di me e metterlo al servizio della squadra. Tutti i calciatori vogliono giocare il più possibile, devo pensare step by step e la Roma è già un grande passo per me. Voglio giocare e sono molto motivato”.

Arrivi in un reparto che ha giocatori di livello internazionale
“Questo sarà un passo in avanti. Mi allenerò con alcuni tra i migliori calciatori al mondo e d’Europa. Questo mi renderà un calciatore migliore, ma voglio competere con loro perché voglio giocare”.

Quali sono i tuoi obiettivi personali?
“Ora sono concentrato a iniziare e fare il mio meglio giorno dopo giorno. Lavorare duro, essere umile e affamato. Intanto inizio da qui, poi si vedrà”

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Zalewski: ”Mourinho mi ha fatto scoprire un ruolo che non pensavo avrei mai potuto fare. Giocare nella Roma è un sogno da custodire”

Nicola Zalewski con Josè Mourinho si è guadagnato la titolarità. Grazie alle prestazioni convincenti con la maglia della Roma, il classe 2002 disputerà i Mondiali con la Polonia. Di seguito le parole del numero 59 giallorosso a DAZN: ”

Torniamo indietro di un anno e mezzo, quanto è cambiato il tuo mondo?
“È cambiato tanto, è cambiata la mia vita in un anno e mezzo. È una cosa su cui ho lavorato fin da piccolo, sono contento di essere arrivato a questo punto ma so che è solo l’inizio”

Cosa hai provato dopo la prima convocazione in Nazionale?
“Ero molto emozionato. Era a settembre dell’anno scorso, ero appena entrato in Prima Squadra in pianta stabile. È stata una convocazione inaspettata, non me lo aspettavo perché avevo solo 19 anni. Mi ha aiutato molto Piotr Zielinski, adesso siamo grandi amici. Mi sono sentito molto protetto dai giocatori polacchi che giocano in Serie A, mi hanno aiutato. Non mi aspettavo a 20 anni di poter giocare un Mondiale, è stato un obiettivo e un sogno. Come lo è per me, lo è per ogni calciatore”

Cosa hai provato durante la conferenza dell’allenatore?
“C’era un po’ di ansia, l’ho vista con tutta la famiglia. Siamo stati contenti della decisione del Mister”

Cosa provi rivedendo questa foto (foto di Galles-Polonia 0-1, ndr)?
“Abbiamo vinto 1-0 da loro. Avere una foto con Lewandowski, che è uno dei mio idoli e uno dei più forti del calcio polacco è molto bello. Spero di fargli qualche assist”

Cosa ha di speciale Lewandowski?
“Si comporta con tutti allo stesso modo, non c’è niente di speciale verso altre persone. Anche con me nell’ultimo raduno, mi ha dato dei consigli dopo l’ultima partita”

Quanto è stato importante Mourinho per il tuo arrivo in Nazionale? Ti ha cambiato ruolo.
“Mi ha cambiato molto, lo devo ringraziare perché ha fatto scoprire anche a me un ruolo che non pensavo avrei mai potuto fare. Sono molto contento, ma c’è molta strada da fare”

Cosa ti ha detto prima di farti giocare la prima volta?
“Mi ha detto di fare quello che so fare. Di prendere palla, puntare l’avversario e metterlo in difficoltà. È un privilegio e un orgoglio essere allenato da un tecnico e una persona così. Il suo rapporto con i calciatori a livello umano è molto buono”

Con te che rapporto ha?
“Buonissimo. Un rapporto normale tra giocatore a allenatore. Mi ha aiutato tanto anche in momenti difficili della mia vita, lo devo ringraziare”

Quanto è importante per un giovane avere un allenatore come Mourinho?
“Molto importante. Noi ci sentiamo molto protetti da lui, ma non solo noi giovani. Tutta la squadra e tutto lo staff sanno che possono contare su un allenatore così”

Sembri essere un predestinato, in ogni tuo esordio hai lasciato il segno.
“Questa parola predestinato non è che mi piace più di tanto, perché sembra come se dovesse succedere per forza. Io sono convinto che tutto quello che ho fatto è grazie al mio lavoro, grazie a chi mi è stato accanto, ai miei allenatori e ai miei compagni. Questa parola predestinato non mi va giù”

Qual è il sogno di un ragazzo che entra per la prima volta a Trigoria?
“Diventare un giocatore della Prima squadra. Questo sogno si è avverato, ma ora lo devo custodire con tutto me stesso”

Hai mai pensato di non farcela?
“Sì, ci sono stati dei momenti. Anni in cui non giocavo o giocavo meno, i pensieri non erano positivi. Le persone che avevo vicino mi hanno aiutato a non mollare”

Quanto è stata importante la tua famiglia?
“La famiglia è sempre importante. Mi sono stati vicini quando giocavo meno. Se sono qui adesso lo devo a loro”

Tua sorella quanto è orgogliosa e gelosa di te?
“Abbastanza. Ne potrei raccontare duemila. Sono convinto che sia orgogliosa di me, non solo sui social”

Sei l’idolo di Poli (il Comune vicino Tivoli dove è nato, ndr)
“Sono molto fiero delle mie origini, è un piccolo paesino di tremila abitanti. Ho tutti gli amici lì, sono molto contento di essere cresciuto lì. Ora vivo a Roma ma quando posso torno”

I tuoi amici sono più romanisti o laziali?
“Purtroppo sono prevalentemente laziali a Poli. Però tutti tifano per me”

Viene mostrato un videomessaggio di Bruno Conti: “Ciao Nico, ti volevo salutare e fare i complimenti per il giocatore che sei ma soprattutto perché sei un ragazzo d’oro. Complimenti anche alla tua splendida famiglia. Un grande abbraccio, daje”. Quanto è stato importante per te?
“Grande Bruno…per me è stato importantissimo, mi ha preso sotto la sua ala e mi ha protetto”

Bruno Conti ti ha voluto portare a Trigoria e aveva capito potessi diventare un giocatore importante?
“Eh penso di sì. Ci sono tanti giocatori forti che entrano alla Roma ma che poi per vari motivi non vanno avanti. L’umiltà sicuramente è la prima cosa, io penso di essere andato avanti anche per questo motivo”

Ti ricordi questa foto (foto di Zalewski da bambino con Francesco Totti, ndr)?
“Sì sì me la ricordo. Ero molto piccolo, appena passava un giocatore della prima squadra restavamo tutti a bocca aperta e gli chiedevamo qualche foto. Io ho avuto la fortuna di incontrare il Capitano, mi tremava la mano mentre facevo la foto”

Cosa è Totti per un tifoso della Roma?
“È difficile da spiegare. È una cosa che senti dentro. Se non sei di Roma non puoi capirlo del tutto, come Maradona per il Napoli. È una cosa inspiegabile”

Zalewski è stato il primo 10 con il nome scritto in Primavera, cosa hai provato:
“Il 10 a Trigoria ha un sapore speciale, indossarlo è stato un sogno, una cosa fantastica”

La vittoria della Conference?
“È stata una gioia per tutti. Per noi cresciuti nel settore giovanile è stata forse una gioia doppia, vincere un trofeo internazionale al primo anno tra i professionisti è incredibile”

Come hai vissuto il giorno della finale e la vigilia?
“Ti dico la verità, è stata una giornata non dico tranquilla ma quasi. Io vivo la partita da quando arrivo nello spogliatoio, durante la giornata è difficile che mi faccio prendere dalle emozioni”

Ti sei tatuato anche tu la Conference?
“Sì sì, ce l’ho sul fianco”

Hai vinto il Golden Boy Web, quanto ti ha inorgoglito?
“Certo, sicuramente grazie a questo ho capito che qualcosa di buono è stato fatto. Sono molto contento. Devo ringraziare tutti i tifosi che mi hanno votato”

Ti senti un Golden Boy?
“So che ho fatto abbastanza bene, ma devo confermare quanto fatto di bene l’anno scorso”

Cosa ha di speciale questo settore giovanile?
“Le persone, tutte le persone che sono dietro le quinte. C’è un lavoro molto dettagliato, che ti porta a una crescita esponenziale e questo ti aiuta quando arrivi in Prima squadra”

Perché non si parla mai dei giovani che giocano in Italia?
“Magari perché ce ne sono pochi. Si ha paura a dare spazio a un giovane perché c’è una partita importante. Ci sono mille motivi. Mourinho ha fatto vedere che questa paura non c’è a Roma, ha fatto esordire tanti giovani e continuerà a farlo”

C’è qualche giovane a livello europeo che ti piace?
“Ce ne sono tanti. Gavi, Pedri, Bellingham, Vinicius, Rodrygo hanno più o meno la mia età. Questi sono i ruoli che noto di più”

Che rapporto hai con Zaniolo?
“Siamo grandi amici e ottimi compagni di squadra. È un bravo ragazzo e gli voglio bene”

Quanto ti stimola allenarsi con uno come lui, con Pellegrini e Dybala?
“Molto. Sicuramente adesso ancora di più con uno come Dybala perché è uno dei giocatori più forti del mondo. Ha una tecnica impressionante. Ma anche Abraham, Pellegrini, Zaniolo sono tutti ottimi giocatori, che ti stimolano a dare qualcosa in più”

Hai lanciato una sfida a Dybala visto che vi incontrerete al Mondiale?
“Sì sì, anche più di una volta (ride, ndr). Gli ho detto ci vediamo il 30, per fare una battuta. Entrambi faremo del nostro meglio, vedremo chi vincerà”

Oltre a Dybala incontrerai anche Messi, cosa vuol dire per te?
“Sono molto emozionato, è uno dei più forti della storia del calcio. Cercherò di fare del mio meglio, speriamo che le gambe non tremino”

È vero che da bambino il tuo idolo era Cristiano Ronaldo? Tua nonna ti ha regalato il suo profumo?
“Sì sì, è vero. La cosa bella è che me li regala ancora (ride, ndr). Nonna è sempre stata nonna. Mi ha sempre trattato come il suo nipotino piccolo e continua a farlo. Ho sempre avuto un debole per Cristiano Ronaldo, come gioca e come si allena: non molla un centimetro”

Costruiamo il tuo giocatore ideale tra quelli che vanno al Mondiale:
“Il mio giocatore ideale deve avere il fisico di Lukaku, la velocità di Leao, il dribbling di Vinicius, il fiuto del gol di Lewandowski e l’intelligenza di Modric”

Qual è la tua migliore qualità?
“Quella che prevale di più è il dribbling”