Categorie
Interviste

Conti: “Non credo allo Scudetto della Roma quest’anno. Sui Friedkin…”

Bruno Conti ha parlato a margine del Festival dello Sport di Trento di settore giovanile ma anche della prima squadra giallorossa: “Bearzot e Liedholm sono due allenatori che mi hanno insegnato a giocare a calcio. Con Carlo Ancelotti c’è un rapporto unico. Ma anche con Pruzzo c’è un rapporto speciale. Una partita che vorrei rigiocare? La finale di Champions League contro il Liverpool che abbiamo perso con la Roma. E la finale che abbiamo vinto contro il Brasile, una squadra fortissima”, ha ricordato parlando della sua carriera.

“Io lavoro con i ragazzi del settore giovanile, capisco che i tempi sono cambiati. Vengo da una famiglia di 7 figli, quando mi prese la Roma ricordo che andavo da solo ad allenarmi poiché nessuno poteva accompagnarmi – le sue dichiarazioni riportate dal sito sportivo -. I giovani di oggi devono capire cos’è il sacrificio e la voglia di raggiungere il sogno nel cassetto. In tanti mi rifiutarono, ma non mi sono mai arreso. Un calciatore che mi assomiglia? Federico Chiesa della Juventus, ha caratteristiche simili alle mie. Mi piace molto anche Raspadori del Napoli”.

“La Roma di oggi può vincere lo scudetto? In questo momento ha una grande società, che sta investendo tanto e ha tante ambizioni. In futuro farà grandi cose, quest’anno è difficile che possa vincere lo scudetto – ha concluso parlando anche della Roma -. I settori giovanili? Ci sono troppi stranieri e si attinge poco dai vivai dei club dilettantistici”.

Fonte: tuttomercatoweb

Categorie
Interviste

Dybala chiarisce: “Era necessario saltare una gara per evitare di stare fermo un mese”

Era necessario saltare una partita per non saltare un mese“. Dal ritiro dell’Argentina, a Miami, Paulo Dybala ha spiegato i motivi che lo hanno portato a non giocare con l’Atalanta ma a rispondere alla chiamata della nazionale argentina, una scelta che ha sollevato qualche malumore nella Capitale.  “Domenica scorsa  avevo un affaticamento, sentivo che non ero al cento per cento e i medici lo sapevano. Per fortuna poi i risultati degli esami sono andati bene. Quando si avvicina il Mondiale si vuole sempre andare in Nazionale, io non volevo mancare. Tutti lavoriamo per andare al Mondiale, poi sarà il c.t. che farà la lista ma io darò tutto col mio club. Gli ultimi anni non sono stati facili, cambiare aria mi ha fatto bene. Essere protagonista in una squadra così mi aiuta tanto“. L’accoglienza dei tifosi ha fatto il resto. “È stato insolito. Quando entri allo stadio sei con i compagni, lì ero da solo. Non mi era mai capitato. Il tifoso della Roma è simile a quello argentino per quanto riguarda la passione, diverso dall’ambiente della Juventus, più simile a quello argentino. Hanno una pazzia bella, per loro viene prima la Roma che la famiglia. Vivono il calcio come noi“. Fondamentale è stato il ruolo di José Mourinho. “Mi ha chiamato e in pochi minuti ho deciso, lui e il d.s. mi hanno parlato del progetto e della voglia di continuare a vincere, come hanno fatto lo scorso anno“.

Categorie
Interviste

Mourinho: “Abbiamo passione ed entusiasmo: vogliamo migliorare i risultati dello scorso anno”

José Mourinho ieri ha festeggiato i 22 anni di carriera e a margine del gala portoghese “Quinas de Ouro”, organizzato dalla federcalcio lusitana, ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate dal quotidiano Record: “Sono passati velocemente, ma vado avanti. Mi sento bene, mi sento forte, motivato, mi piace vincere, odio perdere, non è cambiato nulla. Il colore dei capelli sì, anche le rughe, ma voglio continuare. Non per altri 22 anni, che non c’è tempo, ma per qualche anno in più”.

Sull’espulsione di domenica scorsa afferma: “Oggi (ieri, ndr), che festeggio 22 anni da allenatore, l’espulsione non è una novità per me, ne ho prese molte, forse rispecchia il mio modo di essere e di allenare. Non voglio che cambi”.

Sugli obiettivi di questa stagione con la Roma: “La scorsa stagione abbiamo fatto quello che nessuno si aspettava, quest’anno cercheremo di fare meglio. Non abbiamo lo stesso potenziale economico dei nostri rivali, abbiamo fatto un mercato da sette milioni di euro, ma abbiamo qualità, passione, tante persone a cui piace lavorare insieme, che è una cosa importante, e poi a fine stagione vedremo”.

Infine, la chiacchierata di Mourinho si è conclusa dribblando i giornalisti che gli chiedevano se era ipotizzabile vederlo alla guida del Portogallo dopo i Mondiali in Qatar: “Non si sa mai se Fernando Santos continuerà per molti anni ancora. Guarda il futsal, loro vincono tutto e non smettono di vincere. Congratulazioni a loro”.

Categorie
Interviste

Di Francesco: “Roma, sbagliai ad accettare il mercato del secondo anno”

Eusebio Di Francesco è tornato a parlare. L’ex tecnico giallorosso ha rilasciato un’intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport:

Dalle semifinale di Champions allo stop. Il calcio è senza memoria?
Sì, ma fa parte del gioco. Comunque quando, come nel mio caso, un allenatore non fa bene per poco di trenta partite – fra Samp, Cagliari e Verona – è anche perché non ha avuto modo di fare continuità a un lavoro. Comunque non sfuggo alle mie responsabilità. Tra l’altro, è stato detto che ero legato al denaro, invece le dico che alla Samp – dove volevo andare via già alla seconda giornata perché non ero d’accordo con le scelte – si è parlato di esonero, mentre ho rescisso, lasciando quasi due anni. Stessa cosa ho fatto a Cagliari, perché i progetti non era stati rispettati: ho fatto togliere una clausola rescissoria da 3 milioni. A me piace allenare con le persone giuste.

Torniamo alla sua Roma dimenticata: stupito?
Diciamo che c’è un po’ di rammarico. Non ho rancore, ma solo voglia di rimettermi in gioco. In fondo ho anche portato il Sassuolo in Europa League. Tornando alla Champions coi giallorossi, la remuntada col Barcellona nacque in una settimana, non da un percorso. La mentalità europea è quella che mi piace.

Si è detto che lei è stato troppo aziendalista, accettando di farsi smantellare la squadra.
Io sono abituato a lavorare con quello che ho, anche se a volte si può sbagliare. Non ero d’accordo con quel mercato. Però sono stato io a lanciare Zaniolo, quando dei club non lo volevano neppure in prestito. Invece lo feci esordire col Real Madrid per fargli capire che credevo in lui. Un po’ come ho fatto con Berardi.

Che lei voleva alla Roma.
Le racconto un retroscena. Dopo il no di Malcolm. volevamo prenderlo, ma lui ci disse: “Non voglio essere una seconda scelta”. Oltre a essere un ragazzo straordinario, Domenico dimostrò di avere anche le palle.

Ma è vero che per lei la gestione Monchi è stata un disastro?
Sono generalizzazioni. Certo, il secondo anno il rapporto è cambiato. Si era logorato qualcosa e io mi sono fatto un po’ da parte, invece dovevo andare a sbattere con le mie idee.

Le piace la gestione Friedkin?
Molto. Ho gioito per la Conference e mi è piaciuto il mercato. È stato fatto con criterio. La Roma è costruita bene come identità tattica. Per me può togliersi soddisfazioni. Con l’Atalanta non meritava di perdere. La cosa più bella è l’entusiasmo che si è ricreato. L’Olimpico pieno spinge tanti. Anche nell’errore c’è un applauso in più. Prima se si perdeva era una tragedia, ora se ne parla con positività, che fa bene alla squadra. Ma prima c’era del malumore verso i vertici del club, per il poco legame che si era creato.

Se potesse tornare indietro cosa non rifarebbe?
Dopo la semifinale di Champions con la Roma, non avrei dovuto accettare il mercato successivo. All’interno l’ho detto, ma il mio carattere mi ha portato a non dirlo pubblicamente. In questo Mourinho è un grande. Ma mi creda, proverò a migliorare anche in questo.

Categorie
Interviste

Mancini: “Pellegrini sarà valutato tra oggi e domani. Spinazzola? Non si sente ancora benissimo”

“Spinazzola mi ha chiamato e mi ha detto che non si sente benissimo, ha bisogno di lavorare due settimane e l’ho lasciato a casa. Gli altri li ho lasciati a casa perché sono due partite, non volevo chiamarne tantissimi”. Così Roberto Mancini in conferenza stampa dal ritiro di Coverciano, in vista dei match di Nations League contro Ungheria e Inghilterra

“Di bravi ne sono rimasti a casa diversi – ha aggiunto il tecnico – ma ho pensato fosse giusto così visto che tante gare le stanno giocando. Verratti non ce la fa, ha preso un colpo. Tonali credo non sia un grande problema, Pellegrini lo valutiamo tra oggi e domani mentre Politano sta abbastanza bene. Chi al posto di Verratti? Probabilmente chiameremo Frattesi”. Il commissario tecnico della Nazionale italiana Roberto Mancini è intervenuto in conferenza stampa dal ritiro di Coverciano, dove gli azzurri inizieranno a preparare gli impegni di Nations League contro Inghilterra ed Ungheria”.

Categorie
Interviste

Abraham: “Voglio migliorarmi, Roma scelta giusta. Dybala è un leader”

Tammy Abraham ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Daily Mail. Ecco le sue parole:

La tua prima stagione con la Roma non poteva andare meglio con 27 gol. Deve darti fiducia. Cambia anche la tua prospettiva dati gli standard che hai fissato?
“C’è qualcosa in me che dice che voglio fare ancora meglio. Come personaggio, è così che voglio crescere. Guardo Erling Haaland che è il giocatore di cui si parla di più al mondo in questo momento. Lo uso come motivazione segreta, per cercare di raggiungere quel livello, raggiungere quegli obiettivi. Il successo degli altri giocatori, questo è ciò che mi fa andare avanti”.

Sei passato dall’essere dentro e fuori al Chelsea a giocare ogni settimana, ad essere l’uomo principale. È un cambiamento di stato…
“Se un paio di anni fa mi avessi detto che avrei giocato in Italia, non ti avrei creduto. Lasciare il Chelsea è stato difficile, è lì che sono cresciuto dall’età di sette anni. Non sapevo molto del calcio italiano, ma mi ha aiutato a crescere come giocatore e come uomo. Sono uscito dalla mia zona di comfort e non ho rimpianti. Amo la vita qui e ha tirato fuori un altro lato del mio gioco. Al Chelsea, ero considerato puramente come una punta. Qui ho imparato diversi aspetti del gioco. Se i nostri avversari hanno più tempo la palla, so come posizionarmi sulla difensiva. Devi essere più cinico perché potrebbero essere poche”.

Diciamo che la Premier League è la migliore. Come si confronta con la Serie A?
“Entrambi hanno qualità che l’altro non ha. Il calcio italiano è molto tattico. Le squadre vogliono impedirti di segnare il più possibile. Penso che si concentrino principalmente sul non subire gol, il che ovviamente rende più difficile per un attaccante. Una cosa che dovevo imparare in fretta era come prendere i falli. Tenere la palla in alto quando la tua squadra potrebbe aver bisogno di una pausa. Piccole cose del genere”.

Ho incontrato il tuo manager José Mourinho in un paio di occasioni in eventi come Soccer Aid. L’ho trovato diverso dalla sua immagine, era piuttosto gioviale. Ovviamente tu però vedi il lato professionale…
“È uno dei migliori per la gestione dell’uomo. Sa parlare con i giocatori. Nel mio caso, non mi dice mai quanto sto facendo bene. All’intervallo, non ricevo mai un “Ben fatto”, anche se in fondo alla mia mente penso: “Sai che sto giocando bene”. Vuole che tu faccia sempre meglio. Prima della semifinale di Europa Conference contro il Leicester della scorsa stagione, mi ha trascinato in una stanza e ha detto: “Tam, non penso che tu sia stato abbastanza bravo”. Sono rimasto sorpreso perché avevo segnato nella partita precedente. Gli ho chiesto cosa volesse dire e mi ha detto che non vedeva il Tammy che aveva visto giocare contro la Lazio per esempio. È stato motivante e ho finito per segnare il gol della vittoria contro il Leicester”.

Sono sempre impressionato da come vestono bene i giocatori italiani. Pensi che alcuni dei tuoi compagni inglesi potrebbero avere difficoltà con questo?
“Lo standard è alto, penso che le persone si sveglino un’ora prima solo per fare questo sforzo. Io mi sveglio metto una tuta da ginnastica e parto. Forse venendo pensando al mio tempo al Chelsea, Ben Chilwell e Mason Mount potrebbero faticare un po’. La loro moda potrebbe non essere capita tanto”.

Fai parte di una generazione di giovani giocatori inglesi all’estero; Fikayo Tomori e Jude Bellingham sono anche in questa squadra dell’Inghilterra, Jadon Sancho è andato al Dortmund giovane, Callum Hudson-Odoi, Harry Winks, Dele Alli sono tutti all’estero ora…

“La gente potrebbe aver avuto paura del cambiamento. A tutti piace stare in un posto confortevole, ma a volte puoi avere dei rimpianti se non provi altro. Qualunque cosa accada con il resto della mia carriera, posso guardare indietro ed essere orgoglioso di giocare e vivere in Italia, facendo una vita diversa. Sancho è un ottimo esempio. Quando andò al Dortmund, pensai: ‘Perché?’ Ma ha fatto brillantemente e ha dato agli altri la fiducia per farlo. Jude Bellingham lo ha seguito a Dortmund, io e Tomori siamo in Italia. Stiamo giocando bene. Credo che Sancho abbia aperto gli occhi a molte persone”.

E le persone in questo paese possono vedere il campionato in cui stai giocando. Qualche anno fa, solo Barcellona o Real Madrid uno spettacolo a settimana…

“Prima di andare in prestito all’Aston Villa, avevo un paio di club interessati alla Francia ma all’epoca non ne ero sicuro, pensavo che sarei stato facilmente dimenticato là fuori anche se avessi giocato bene. Ora direi ai giocatori inglesi di pensare a sperimentarlo”.

L’ultimo raduno dell’Inghilterra a giugno non è stato eccezionale. Due pareggi e due sconfitte contro l’Ungheria. Gareth Southgate ha giustamente ricevuto molti consensi per il lavoro che ha svolto, questo è stato il primo stop. Questo rende queste due partite della Nations League contro Italia e Germania, le ultime nazionali prima della Coppa del Mondo, ancora più importanti?

“Sappiamo quanto sia stato frustrante l’ultimo raduno. Non ci siamo giocato bene, ma come professionista devi andare avanti, c’è sempre il prossimo. Ovviamente la Coppa del Mondo è alle porte, quindi tutti vogliono fare del loro meglio per sé stessi e per il Paese”.

Tutti sanno che Harry Kane è il primo a rispondere alla convocazione. Ho avuto una situazione simile con Lampard, Gerrard, Scholes, Beckham. Potrebbe sorprendere le persone, ma non ho sentito che la frustrazione ha avuto la meglio su di me. L’ho colta come un’opportunità per essere tra i migliori senza la pressione a cui erano sottoposti…

“Essere scelto nella nazionale è un grande onore. La competizione è così agguerrita, hai sempre quel piccolo pensiero: ‘Ci vado?’ Parlo con Tomori ed eravamo di nuovo come dei ragazzini quando abbiamo ricevuto la convocazione. Ci stavamo gridando al telefono, eccitati. Sappiamo quanto sia importante con il Mondiale così vicino. Quando lavoro con Harry, lo uso come punto di riferimento. Se siamo io e lui a fare le esercitazioni finali in allenamento, guardo al suo posizionamento, cerco di prenderne i tratti nel mio gioco. È un attaccante meraviglioso, ma come giocatore dovevo essere pronto anche io perché non si sa mai cosa succederà”.

Una partita contro l’Italia a Milano sarebbe speciale per te. Molti anni fa, quando Gary Lineker ha giocato per il Barcellona, ​​l’Inghilterra ha giocato una partita in Spagna e ne ha segnate quattro!

“Ovviamente se dovessi essere coinvolto, mi piacerebbe impressionare, tornare e dare un po’ di bastonate ai miei compagni di squadra della Roma”.

Ho adorato il tuo terzino esterno Leonardo Spinazzola. È stato sensazionale per l’Italia a Euro 2020 fino a quando non ha avuto quel brutto infortunio al tendine d’Achille…

“Adesso è tornato e sta bene. È sempre difficile quando torni per la prima volta da un lungo infortunio. Se giocherà venerdì, sarà bello vedere lui e altri compagni della Roma, e giocare in uno stadio familiare”.

Le aspettative per l’Inghilterra erano inferiori all’ultima Coppa del Mondo in Russia e la squadra ha giocato bene, fino alle semifinali. Dopo aver raggiunto la finale di Euro 2020, però, sospetto che in Qatar saranno più alte. Come se la cavano i giocatori?

“Dobbiamo bloccare tutto il rumore e qualsiasi sciocchezza. Non sarà facile, ma il modo migliore per noi giocatori è quello di affrontare le partite con la mente libera. Non puoi giocare bene se ti senti sotto pressione o hai paura. Come giocatori ci divertiamo quando i tifosi sono dietro di noi come successo agli Europei. Ovviamente siamo rimasti delusi dall’ultima partita contro l’Ungheria, ma nel calcio succedono queste cose. È così che ci riprendiamo”.

Voglio solo tornare al Chelsea, se posso. So che non hai fatto molte partite nella squadra prima di partire nel 2021, ma molti attaccanti lottano in quel club; Shevchenko, Torres, Higuain, non ha funzionato nemmeno per Lukaku quando ha firmato per un sacco di soldi quando sei andato alla Roma..

“Ricordo che Lukaku ha detto che all’Inter trovava più la porta rispetto al Chelsea. Mi ha fatto ripensare confrontandolo con il mio stile di gioco ora. Il centrocampo e i difensori sono così vitali per il Chelsea, è un lavoro solitario in attacco e può essere difficile. Ma non credo sia vero dire che c’è una maledizione dei numeri 9, ci saranno ragioni diverse per ogni attaccante ed è un onore giocare per quel club”.

Personalmente, penso che quando hai avuto un’icona come Didier Drogba che ha vinto tutto e ha sempre segnato nelle finali di coppa, chiunque segua sia paragonato a lui. L’unico che ha resistito da allora è Diego Costa. È un’aspettativa incredibile per chiunque sia all’altezza e penso che ne faccia parte più della parte tattica…

“Ho avuto alcuni momenti al Chelsea in cui ho fatto male e mi è stato detto di ‘Vattene!’ E se segnavo, mi chiamavano re Drogba. È impossibile emularlo completamente, ma Pierre-Emerick Aubameyang ora indossa il numero 9, gli auguro tutto il meglio e spero che riesca a correre”.

Mi racconti un po’ della vita a Roma? C’è stato un tempo in cui sono quasi arrivato al Lione, ma alla fine non ho mai giocato all’estero…

“Ho parlato con Chris Smalling prima di firmare e mi ha detto: bel tempo, brava gente, buon cibo, buon campionato. Non ha sbagliato. Roma è bella. Sono stato in giro e ho ammirato la storia. Luoghi come il Colosseo costruito tanto tempo fa. I tifosi sono così appassionati, ovunque tu vada c’è Roma o Lazio, la rivalità è pazzesca. Puoi fermarti a una stazione di servizio e farti assalire, è diverso da Londra dove puoi perderti un po’ di più. Ci è voluto un po’ per abituarsi ma le persone sono adorabili quando le vedi. Tendi solo a passare un po’ più di tempo a casa! Ho preso lezioni di italiano, volevo imparare. Di recente ho fatto un’intervista che ha avuto una buona reazione anche se erano solo poche parole. Stranamente, Chris capisce l’italiano ma non lo parla”.

Sono sicuro che la gente apprezzerà che ci provi anche se commetti qualche errore. La mia ultima domanda è per mio figlio davvero, ama Paulo Dybala che hai firmato dalla Juventus. Che tipo è?

“Ha talento. Bravo come lui su FIFA. Porta anche qualità di leadership anche se sembra avere 12 anni! Ha quell’esperienza di vincere trofei che ci serviva. È positivo per me personalmente, stiamo costruendo quella partnership”.

Categorie
Interviste

Gasperini: “Mou bravo a cambiare. Le due sconfitte con la Roma ci sono rimaste impresse. Domani pronti a misurarci con loro”

Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta Ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma. Queste le sue parole:

La classifica?
“Quest’anno non ci siamo mai posti nulla, essere primi dopo sei giornate è un grande merito. Ma è appena l’inizio, è un campionato ancora da decifrare, è parecchio difficile. Le big si sono rinforzate in modo notevole, ma anche le altre squadre: Monza e Cremonese, che abbiamo affrontato, si sono avvicinate molto, ma anche Lecce e Salernitana. Siamo lì, ma dobbiamo capire cosa possiamo fare, domani sarà un bel test prima della pausa, dopo le idee saranno più chiare”.

Cosa si aspetta dalla gara di domani?
“Sicuramente la personalità, sul modo di stare in campo abbiamo avuto tante conferme, come contro Milan e Torino. Vedremo come riusciremo a giocare domani”.

Con Mourinho sono sempre partite complicate. Sarà una sfida diversa rispetto alle due dello scorso anno?
“Le squadre sono cambiate, la Roma ha preso Dybala, dà un valore straordinario alla squadra. Lo scorso anno ci sono tanti episodi particolari, era un’altra stagione. Per me rappresenta un test formidabile, incontriamo una squadra indubbiamente forte, può darci anche un’occasione importante per giocare a calcio”.

Domani supererà le panchine col Genoa…
“Genoa ha rappresentato una parte lunga e importante della mia carriera. Ma sono felice di aver raggiunto questo traguardo con l’Atalanta, speriamo di festeggiare al meglio”.

Cosa manca a Boga?
“Io ragiono sulle prestazioni. A me fa molto piacere quando parlate di prestazioni: dipende da lui, quando ci saranno delle prestazioni adeguate a quello che richiede la squadra ci sarà più spazio. Perché succede questo? Se avessi avuto la risposta avrei avuto anche la risposta. Ogni settimana c’è questa cosa, su Muriel ho sentito un po’ di cose…Muriel ha giocato tanto, lo scorso anno ha fatto 27 gare su 38. Questi sono i numeri, il resto è disinformazione”.

Palladino?
“Sono molto felice, c’è anche Thiago Motta. Se il Monza ha fatto questa scelta vuol dire che ha fatto vedere delle ottime qualità già in Primavera. Rappresentano tutti una squadra che è arrivata ad un soffio dalla Champions, per me è motivo di grande soddisfazione”.

Mourinho?
“Gioca con una difesa a tre, ha cambiato molto. È un grande allenatore, va avanti con i tempi, modifica in base alle esigenze. Le due partite dell’anno scorso ci sono rimaste un po’ così, senza togliere nulla alla Roma, soprattutto per la capacità che ha di rinnovarsi. Ha trasmesso un entusiasmo eccezionale a Roma, ha risvegliato una piazza fantastica, genera questo tipo di entusiasmo”.

Lo scorso anno ci fu un episodio incredibile col VAR, ora arriviamo da un’altra settimana incredibile.
“Gli arbitri, o chi per loro, devono andare in TV per spiegare le varie situazioni ma anche gli errori che possono esserci nella velocità di decisione. Ma ci deve essere un’ufficialità, una certezza di regolamento, facciamo fatica a capire se una stessa è giusta o un errore. Quest’anno ci sono stati un po’ di episodi che non ci hanno toccato, se non a Genova. Ci sono troppe proteste su situazioni che non sono chiare”.

Quali giocatori dell’Atalanta fra dieci anni vede su una panchina?
“Non so, tutti (ride). Comunque ho avuto spesso giocatori che conoscono il calcio, è tutto più facile, è una componente troppo trascurata quando si vanno a scegliere i giocatori. Ci sono quelli che possono giocare a calcio e quelli che sanno giocare a calcio: con loro è tutto più semplice. Palladino? La Juve mi mandò a vederlo in una partita di serie C, giocava tornante a destra, ha fatto un paio di anni incredibili”.

Gli infortunati?
“Abbiamo i soliti tre, si è aggiunto Zortea che ha un problema all’anca, speriamo di recuperarlo la prossima settimana. Boga è recuperato dopo il problema di martedì”.

Pasalic falso nove?
“È una delle possibilità, abbiamo parecchi centrocampisti offensivi”.

Hojlund?
“Le caratteristiche sono quelle, ha impressionato favorevolmente tutti quanti. L’Atalanta ha fatto un investimento importante, è un giovane di 19 anni”.

La Roma non subisce gol in casa, voi fuori casa. Che gara si aspetta?
“Una partita da 0-0. Domani siamo alla settima giornata di campionato, il risultato è importante ma allo stesso modo bisogna misurarsi con gli avversari”.

La Roma secondo lei è da scudetto?
“Nell’immediato dico Napoli, Milan e Inter sono un po’ più avanti. La Roma ha un organico forte, può pensare di competere, è una squadra che può crescere”.

Che stagione sarà?
“Ci sarà una sosta di 40 giorni, anomala. Speriamo di fare il mercato in quel periodo, sarebbe un grande successo per noi allenatori, dare la possibilità di fare una nuova stagione senza il problema del mercato, magari mettendo in mezzo anche gli allenatori (ride)”.

Ibanez, Cristante, Spinazzola e Mancini?
“Stanno facendo benissimo da anni, hanno vissuto un bel momento con noi. Ibanez ha giocato molto meno, era abbastanza acerbo. L’idea era mandarlo in prestito, poi è arrivata la Roma con un’offerta che ha convinto la società, poi è cresciuto come ci si aspettava”.

Senza coppe si preparano meglio le competizioni?
“Senza coppe abbiamo tutta la settimana, anche se le competizioni internazionali ti danno più di quello che ti tolgono. Lo scorso anno con la Champions abbiamo fatto il record di punti in campionato. In Europa League abbiamo pagato di più, giocavamo il giovedì e poi la domenica. Col Lipsia abbiamo sfiorato la semifinale, poi abbiamo perso terreno anche in campionato”.

Categorie
Interviste

Camara: “Voglio restare a Roma a lungo. Un orgoglio esser allenato da Mou. Presto sarò al 100%”

CONFERENZA STAMPA – Mady Camara è stato presentato nella sala stampa di Trigoria a distanza di una quindicina di giorni dal suo arrivo nella capitale.

Tiago Pinto: “Sono felice due volte oggi: perchè è l’ultima conferenza e perchè è l’ultima presentazione di questo mercato. Avete visto già Camara, purtroppo con tante partite ravvicinate non abbiamo avuto subito il tempo per presentarlo, ma come sapete dopo l’infortunio di Gini abbiamo avuto la capacità rapida di trovare la soluzione giusta per la squadra, per portare più alternative al mister. Mady è una sfida importante, ha dato una buona risposta in queste settimane, ci aiuterà tanto dentro e fuori dal campo. Adesso parola al protagonista”

Parola a Camara:

Cosa ti ha sorpreso della Roma?
“La cosa che mi ha sorpreso di più è l’ambiente familiare che si respira qui”.

Qual è il compagno che ti sta aiutando di più nell’inserimento?
“Nessuno in particolare, ma tutti: mi hanno accolto benissimo come un fratello, da parte mia devo ripagare mettendomi a disposizione”.

Quanto ha influito la presenza di Mourinho per scegliere la Roma?
“Diversi club si erano interessati, avevo esitato ma nel momento in cui si è fatta viva la Roma non ho avuto dubbi. Il mister mi ha spiegato il progetto, ho subito deciso che volevo venire qui e come mia abitudine voglio dare tutto per la squadra”

Hai parlato con Manolas della Roma? Differenze tra pubblico greco e quello giallorosso?
“Sì ho parlato con Kostas della Roma, mi ha raccontato del calore dei tifosi qui, dell’accoglienza che avrei ricevuto. Sui tifosi c’è poco da dire: i tifosi greci sono forti, ma qui non sono da meno, si sono visti anche ieri”

Può essere questa l’occasione della tua carriera? Quanto è importante lavorare con Mourinho?
“Un orgoglio essere al servizio di uno dei migliori allenatore nella storia del calcio. Un’opportunità per imparare e crescere. L’importante è lavorare e non porsi mai dei limiti”.

Nel tuo reparto c’è molta concorrenza. Come ti senti rispetto a questo? Quali sono le tue prospettive a lungo termine?
“Sono arrivato qui con l’obiettivo di restare a lungo, questo è il mio intento. Condividere lo spogliatoio con campioni del calibro di Matic, Pellegrini, Cristante, Wijnaldum e Bove, con cui giocavo alla playstation, è motivo di grande orgoglio. Massima umiltà per aiutare il club a raggiungere gli obiettivi.”

Che impressione ti ha fatto il campionato italiano?
“Sicuramente ci sono delle differenze con quello greco, in particolare a livello tattico e di intensità. Ogni campionato ha la propria cultura, anche quello francese è diverso e starà a me adattarmi. Dovrò lavorare per ambientarmi al meglio e mettere le mie qualità a disposizione di questo gruppo molto buono.”

Quanti ti manca per essere in piena forza fisica? Cosa potrai dare alla squadra?
“Non sono ancora al 100 % fisicamente. Sto lavorando giorno per giorno per raggiungere il miglior stato di forma. Non mi pongo limiti, voglio raggiungere obiettivi personali e di squadra”.

Hai caratteristiche diverse dagli altri, cosa ti sta chiedendo Mourinho in questo ultimo periodo? “Il mister mi sprona a lavorare con intensità per aiutare la squadra a vincere le partite”.

Categorie
Interviste

Dybala: “Mourinho mi ha fatto venire voglia di venire a Roma per vincere”

Paulo Dybala ha parlato al portale ‘Soccer Bible’. Una lunga intervista sul suo primissimo periodo in giallorosso:

Il modo in cui i tifosi della Roma ti hanno accolto è stato incredibile, cosa ne pensi?
“È stato un momento molto speciale. Quello che ho detto alla mia famiglia e ai miei amici è che è stata una bella sensazione, mi ha fatto venire la pelle d’oca. Prima di entrare all’Olimpico, sentire come cantavano e le bandiere e tutto il resto… è stato uno spettacolo davvero incredibile”.

Deve essere stato uno shock. Sapevi che i tifosi della Roma erano qualcosa di speciale, ma sono davvero qualcos’altro, giusto?
“Sì, sapevo quanto fossero appassionati i tifosi, ma a dire il vero non mi aspettavo qualcosa del genere. Quindi, ho sentito davvero l’amore che hanno espresso e ora spero di poter restituire ai tifosi quello che mi hanno dato durante la presentazione”.

Qual è stata la parte più folle di quella giornata?
“Credo che sia stato quando sono uscito là fuori, perché prima non sapevo cosa sarebbe successo e poi quando me lo hanno detto, circa cinque minuti prima che dovevo uscire, quando sapevo più o meno quello che avevo fare… Vedere le persone là fuori in quel modo e sullo schermo dietro le quinte, come ho detto prima, è stato qualcosa di incredibile”.

Devono esserci state varie squadre su di te e tu hai scelto questi tifosi e questo è stato il loro modo per mostrarti il loro apprezzamento per la tua scelta. È stata una scelta difficile?
“No, per niente. Anzi, dopo aver parlato con alcuni dirigenti, l’allenatore, credo che alla fine sia stata un’ottima decisione. Innanzitutto, sono molto felice di essere qui, poi è stato facile perché quello che ci siamo detti mi ha convinto al 100% a voler far parte di questa squadra”.

C’è qualcuno che ti ha aiutato a prendere questa decisione?
“Beh, ovviamente la mia famiglia, le persone che lavorano con me poiché sono le persone più vicine a me in questi momenti in cui devi prendere determinate decisioni, sono state loro ad aiutarmi. Ma alla fine ho deciso. Ho detto di sì all’idea di entrare a far parte di questa squadra e ne sono molto orgoglioso”.

Prima del tuo arrivo probabilmente avevi delle aspettative su questo club. Ora che sei qui c’è qualcosa che ti ha sorpreso?
“No, cerco sempre di non avere aspettative su certe cose perché poi se succede il contrario ti senti un po’…non sono sicuro che deludere sia la cosa giusta da dire, ma le tue aspettative non sono soddisfatte. Quindi, a parte quello che potevo immaginare di trovare qui ho deciso di venire qui perché credo in questo progetto, in quello che si è discusso con la dirigenza, il presidente e l’allenatore quindi le aspettative sono sul campo, non fuori”.

Quali parole useresti per descrivere la Roma?
“Penso che avrei bisogno di un po’ più di tempo per usare solo singole parole. Come ho detto prima, sono molto felice di essere qui. Mi piace molto qui, le persone che lavorano per la squadra mi stanno aiutando sotto ogni punto di vista. Sono i miei primi passi qui, sono molto contento di quello che stiamo facendo e non vedo l’ora di iniziare la stagione e giocare con questa maglia”.

E quanto ha influito nella tua scelta il pensiero di essere stato allenato da Mourinho?
“Abbastanza ovviamente, perché è un allenatore vincente, sicuro di sé. Quello di cui abbiamo discusso mi ha dato molta fiducia e mi ha fatto venire voglia di venire qui per vincere, per aiutare la squadra, i miei compagni di squadra, per condividere ciò che ho vissuto negli ultimi anni. L’allenatore e io condividiamo una visione molto simile, quindi andiamo d’accordo su questo”.

Categorie
Interviste

Zaniolo: “La mia priorità è la Roma, voglio vincere tanto qui. Rinnovo? Abbiamo tempo per parlarne. Orgoglioso di avere Mou come allenatore”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Nicolò Zaniolo alla vigilia di Roma-Helsinki

Mourinho ti ha elogiato per la tua voglia di tornare il prima possibile. Ci racconti come è andata?
“Non è mai bello star fuori, l’ho vissuta come un’ingiustizia, perchè la spalla ti permette di allenarti ma non fare contrasti. Ho provato a rimettermi in sesto il prima possibile, il mister mi ha chiesto la disponibilità e io per la squadra, per il mister per la Roma ero pronto a rientrare”

Estate movimentata, hai lavorato molto bene anche se c’erano tante voci di mercato. Mourinho ti ha fatto sentire importante. Adesso c’è la questione del rinnovo. Hai voglia di proseguire a lungo con la Roma?
“In realtà io sono abituato, ogni estate c’è questa situazione che devo andare altrove e invece alla fine resto sempre qui, sono più film che vi fate voi che situazioni mie. Ho fatto una preparazione per essere al top come sempre dopo gli infortuni avuti. Del rinnovo abbiamo 1 anno e mezzo per parlarne, ma ora sono focalizzato solo su Helsinki e Atalanta e queste cose fuori dal campo le lascio stare. La Roma è la mia priorità, mi ha dato tutto, gioco per la Roma e speriamo di vincere altri titoli”.

In Portogallo ha parlato mezz’ora con Pellegrini, cosa vi siete detti?
Con Lorenzo parliamo spesso, in Portogallo sono uscite delle foto ma ho un bel rapporto con lui. Siamo una famiglia e un bel gruppo, quello che ci siamo detti resta qui”.

A che percentuale è fisicamente?
“Gli infortuni mi hanno fatto crescere dal punto di vista personale, come uomo e come atleta. Mi sento uno Zaniolo più maturo e sono al 100%. Domani c’è una partita e dobbiamo vincerla”.

Fino all’anno scorso partiva da destra, con l’arrivo di Dybala parte dall’altro lato. Cosa cambia? “Poco, i compiti sono simili all’anno scorso. Quest’anno devo attaccare la profondità e con giocatori come Dybala possiamo fare male”.

Quanto sei cresciuto mentalmente grazie al mister?
“Il mister lo devo ringraziare. L’anno scorso quando le cose non andavano mi ha sempre dato una mano. Mi sta facendo crescere sia dal punto di vista personale che da quello calcistico. E’ una grande persone e sono contento di averlo come allenatore”.

Sei al quinto anno. La Roma è all’altezza delle tue ambizioni? Come ti vedi in futuro?
“Ogni anno aggiungiamo un tassello. Siamo forti e possiamo dire la nostra in ogni competizione. Ogni giocatore sogna di vincere trofei. L’ho vinto a Roma per fortuna e voglio continuare a vincerne in futuro in questa città”