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Mourinho: “Zaniolo e Rui titolari. Camara migliora, giocherà. Pellegrini rigorista e calciatore top”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Helsinki

Dopo Empoli ha parlato di una partita di riferimento contro il Tottenham, l’importanza di quella partita è nella formazione che aveva utilizzato con Zaniolo davanti e Pellegrini in centrocampo?
“La considero di riferimento perché il Tottenham è la squadra più forte affrontata in questa stagione, era un’amichevole ovviamente, abbiamo giocato contro una squadra poderosa e non abbiamo avuto problemi difensivi, abbiamo difeso come squadra, per voi a volte i gol sono di responsabilità dei singoli per noi è diverso. Siamo sempre stati in controllo sempre della situazione, per 90 minuti, con un atteggiamento forte”

Non ha visto questo atteggiamento poi?
“Per 90 minuti no”

Cosa pensa dell’Helsinki?
“Mi ha attirato attenzione l’allenatore, perché quando una squadra gioca con organizzazione e idee di gioco è perché l’allenatore è bravo. Mi piace la squadra, ovviamente ho fatto l’analisi, non faccio un’altra cosa dal momento che abbiamo finito la partita contro l’Empoli, è una buona squadra molto ben organizzata, anche con bellezza nella costruzione di gioco, il risultato contro il Betis è falso, poteva essere diverso. E’ la conferma della grande evoluzione in termini di qualità del calcio del Nord d’Europa. Le squadre sono organizzate, il livello tecnico è migliorato tanto, la fisicità l’hanno sempre avuta, la gente legge il nome e pensa sia facile, non lo sarà per niente”

Ad Empoli ha definito Zaniolo un esempio per come ha lavorato per recuperare. Questo Zaniolo qui è quello che sta cercando dall’inizio della stagione? E’ pronto per giocare?
“Gioca, gioca. Ti ripeto: è stato un infortunato senza tranquillità, che voleva tornare al più presto possibile, che ha lavorato forte con il dipartimento medico, con i preparatori, voleva stare a disposizione, voleva anche rischiare perchè la partita prima praticamente era a disposizione, anche se tutti noi sapevamo che non potesse essere lì, questa partita qui era preparatissimo per giocare, ho deciso di cambiare idea sul 2-1, domani gioca. Non so se avrà 90 minuti, ma sono sicuro che sarà a livello alto, perchè la testa è piena di motivazioni e fiducia, stava giocando molto bene prima di infortunarsi”

Il ritorno di Zaniolo comporterà lo spostamento di Pellegrini a centrocampo. Cosa perde Lorenzo in quel ruolo oppure no?
“L’anno scorso ho parlato di 3 Pellegrini che sarebbero stati titolari nella nostra squadra, perchè può fare tre ruoli diversi, è un grande giocatore e può migliorare ancora. E’ un giocatore top in tutte le posizioni, ovviamente se giocasse da terzino destro darebbe cose diverse alla partita. E’ un peccato che sia solo uno, mi piacerebbe averne tre, cercheremo di dargli un ruolo in cui si sente a suo agio, è normale che non possa fare tutto insieme. Non voglio però alimentare questa cosa, la squadra è la cosa più importante, Lorenzo è il capitano e sente per primo questo, che un giocatore deve stare a disposizione della squadra, lui ha un’importanza totale in questa squadra, è un giocatore super importante per noi”

I tre centrali di difesa giocheranno domani e domenica oppure c’è un piano B per domani?
“Piano B domani? Dei tre giocheranno due e adesso lascio aperto il piano B”

A che punto è la condizione di Camara? E’ in grado di giocare 90 minuti?
“No ancora no, quando è arrivato qui era un mese che non giocava, l’ultima l’aveva fatta contro lo Slavia Praga, stava pensando di andar via, quando è arrivato qua aveva qualche difficoltà fisica, sta migliorando sul piano fisico, sta imparando il ruolo del nostro centrocampo e i movimenti. Sicuramente domani giocherà”

Come procede la crescita di Bove? Gioca Svilar?
“Gioca Rui, perchè a me non piace una competizione per un giocatore e una per un altro. Svilar ha giocato la ultima e giocherà di nuovo, perchè noi pensiamo di un giovane portiere di qualità non può stare tantissimo tempo senza giocare, ciò significa che giocherà di nuovo, ma non tutte le sei partite d’Europa League. Ha giocato settimana scorsa e bene, domani gioca Rui. Bove sta crescendo, ricordo che quando siamo arrivati qui era in Primavera, questa ultima stagione e l’inizio di questa ha dimostrato la sua intelligenza, serietà e professionalità. Ogni opportunità che arriva la prende, migliora, sia titolare o giocando 10 minuti. Cresce. Non so dire se finirà la stagione come Zalewski l’anno scorso, però sta crescendo”

Continuerà a lasciare la scelta dei rigoristi ai giocatori? Perchè accade questo?
“Noi decidiamo prima della partita chi è la prima opzione e chi è la seconda poi la terza. Poi ovviamente il primo si deve sentire di tirarlo, si deve sentire se in quel momento ha la fiducia per calciare e decidere se dare l’opportunità al compagno di farlo. Nell’ultima partita il primo tiratore era Lorenzo, domani sarà ancora Lorenzo”

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Gravina: “A Torino nessun errore di Var e arbitro. Diamoci tutti una calmata”

“L’immagine che è stata fatta vedere dopo (quella di Candreva che teneva in gioco Bonucci, ndr) non era stata messa a disposizione – le parole riportate da Sportmediaset -. Esiste una produzione di immagini che non è dell’Aia, né degli arbitri, né del Var. Questa produzione ha messo a disposizione alcune immagini che sono state visionate e gli arbitri hanno visto quello che purtroppo poi si è rivelato un errore. Non hanno sbagliato né gli arbitri né il Var. Se un episodio così dopo sei giornate di campionato deve far urlare allo scandalo… Diamoci tutti una calmata, torniamo nei nostri ranghi”. Così Gabriele Gravina, presidente della FIGC, sul clamoroso episodio arbitrale di domenica sera a Torino tra Juventus e Salernitana.

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Svilar: “Domani vogliamo vincere. Il gruppo della Roma è eccezionale”

Mile Svilar ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Ludogorets:

Cosa ti aspetti? Quanto sei eccitato di iniziare questa competizione?
“Sono molto eccitato di iniziare questa nuova competizione europea. Proveremo a fare il nostro meglio”.

Come sta la squadra?
“Giochiamo molte partite ed è solo l’inizio della stagione, ma questo è il calcio. Noi daremo comunque il massimo partita dopo partita”.

Come ti trovi nella tua nuova squadra?
“Sensazioni positive, il gruppo è molto bello e mi ha accettato nel migliore dei modi. Tutto questo ha reso più facile il mio ambientamento”.

Che partita ti aspetti?
“Una partita difficile, come tutte quelle europee. Rispettiamo l’avversario ma ovviamente vogliamo vincere”.

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Mourinho: “Rispetto per il Ludogorets ma vogliamo vincere. Infortunati? Non ne parlo”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di mister Mourinho alla vigilia di Ludogorets-Roma:

Cosa ne pensa di questo girone? Quali sono le squadre favorite?
“E’ difficile dirlo, qualcuno potrebbe pensare a Roma e Betis, ma c’è massimo rispetto per il Ludogorets e l’Helsinki. I risultati erano più facili da pronosticare alcuni anni fa, ora è più complicato ed è per questo non voglio risparmiare i giocatori in vista del campionato. Sappiamo quanto sia importante questa partita, rispettiamo l’avversario ma vogliamo vincere”.

Ha parlato di massimo rispetto per il Ludogorets, che partita si aspetta?
“E’ difficile da predire dobbiamo essere pronti a tutto, è una squadra esperta in Europa, hanno diversi giocatori stranieri e diversi buoni calciatori bulgari, ci aspettiamo delle difficoltà, ma non siamo qui per turismo, non vogliamo risparmiare nessuno, per esperienza se si inizia bene poi è più facile gestire il girone. Vogliamo restare in Europa League, non tornare in Conference, dobbiamo arrivare nei primi due posti, cercheremo di imporre il nostro gioco, vogliamo vincere”

Avete perso l’ultima partita in Serie A, cosa cambierà in questa sfida?
“La gara di domani spero inizi 0-0, invece a Udine la partita è iniziata 1-0 per loro e questo fa differenza.  Dobbiamo difendere meglio, non commettere errori e in genere noi siamo così, quello che è successo a Udine è un unicum da questo punto di vista. Penso sia un’eccezione Udine, ovviamente non ne siamo contenti, ma la mia reazione con i ragazzi è stata tranquilla perchè è stata una partita anomala, la nostra prestazione non giustifica il 4-0 subito, abbiamo preso 4 gol su 4 tiri reali. Domani il Ludogorets vedrà quanto siamo arrabbiati”

Come sta la squadra? Ci sono situazioni particolari?
“Non ne voglio parlare. Siamo qui per giocare a calcio, chi non giocherà è perchè non è in grado di farlo in questo momento.”

Come si approccia a questo nuovo capitolo in Europa?
“Siamo in questa competizione per due motivi diversi, per aver vinto la Conference e perchè siamo arrivati sesti in Serie A, meritiamo tanto di essere qui. Vogliamo andare avanti, senza mettere obiettivi, senza dire che vogliamo vincere o arrivare in semifinale o finale, non ci poniamo limiti, il primo obiettivo è qualificarci a questo girone. Ma prima bisogna parlare della partita di domani, che è fuori contesto rispetto a tutto il resto, siamo qui per vincere con rispetto per il Ludogorets”

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Mourinho: “Camara non ancora pronto dall’inizio. In difesa siamo corti, spero in un aiuto della società”

Josè Mourinho ha parlato alla vigilia di Udinese-Roma in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni

Quanti sono a disposizione per domani? Camara è pronto?
“Sportivi come Serena sono eterni. La storia è così. Di generazione e in generazione le gente non dimentica. Quello che lei ha fatto è indimenticabile, sono sportivo eterni che non smettono mai, per me non smettono mai. Camara non ha i 90 minuti nelle gambe, non ha la conoscenza tattica del metodo nostro di come giochiamo noi per iniziare la partita. Per qualcuno è una sorpresa positiva, per qualche giocatore che non seguiva il campionato greco. Abbiamo studiato prima di prenderlo. Per il momento sarà in panchina. Se sarà necessario giocare bene. A Udine sarà molto difficile, una delle più difficili. E’ una squadra furba intelligente che sa gestire i tempi della partita come vogliono loro, hanno intelligenza e esperienza di far condizionare l’arbitraggio. Una squadra che mi piace e che rispetto. El Shaarawy e Kumbulla non ci sono. Dybala è ok”.

Pensa che ci siano due pesi e due misure riguardo alla multa riguardo al FFP?
“Non penso che ci siano due pesi e due misure. E’ un meccanismo che dentro la sua onestà penalizza troppo chi lo vuole fare in un modo virtuoso. In modo indiretto protegge quelli che non lo fanno in modo virtuoso e protegge le squadre che sono già delle potenze. E’ un meccanismo onesto, dove ovviamente ci sono altri che non lo fanno in modo virtuoso. Penalizza gli altri che vogliono essere grandi. A livello competitivo non è un meccanismo di Fair Play. Non c’è Fair Play in una squadra che spende 300 milioni e tra una che ne spende 30. Io alleno con piacere e mi fa piacere lavorare con questo tipo di condizioni. Però è duro perché con qualche milione in più la Roma sarebbe in condizioni di sognare. Per pochi milioni per noi è molto più difficile poter arrivare. Quello che ha fatto il direttore è duro ma è brillante. Mi piacerebbe avere qui Veretout e un quarto/quinto difensore centrale. Mi piacerebbe avere qui Felix perché è un bambino che ho preso in Primavera e che ha potenziale. Noi abbiamo questo tipo di condizionamento che fa le cose più difficili. Ci divertiamo uguale”.

Sul calendario.
Ad Udine sarà dura, poi avremo la prima di Europa League, sempre in trasferta. Giocheremo due volte di giovedì. Sono sicuro che l’Atalanta preferirebbe giocare in Europa League.

Ha valore essere primi in classifica, anche se dopo quattro partite?
No. Preferisco dire che tutte le partite sono uguali, però se guardiamo le partite che ha avuto una squadra e un’altra, possiamo dire che è stato più facile per una. La Sampdoria ha giocato con Atalanta, Juventus e Lazio in casa. Anche la Cremonese ne ha fatte due fuori casa, con la Fiorentina e la Roma. È troppo presto. L’importante sono i punti. Non guardo la classifica. Non mi piace mai il pareggio, ma quello con la Juve per il modo come abbiamo giocato è buono. Vediamo se domani riusciremo ad uscire con i punti. Partita dopo partita cerchiamo di vincere sempre. Non dobbiamo guardare al nome dell’avversario, al fatto chi gioca in casa o fuori. Non abbiamo tanti giocatori per respirare e non essere preoccupati. Ci sono squadre che non hanno questi problemi, noi purtroppo li abbiamo. In posizioni che non sono il portiere e le fasce non hanno due scelte. Ieri la conferenza del direttore è stata assolutamente brillante, ma ha detto che in caso di un problema in difesa giocherebbe Cristante: gli direi “chi gioca a centrocampo?”. Non mi piace piangere come fa qualcuno. Ancora complimenti al direttore e alla società. Ho una piccola speranza che possano aiutarmi di più.”

Subito?
“Sì subito”

La gestione delle risorse, si inventerà qualcosa dietro vista l’assenza di Kumbulla?
“La gestione era stata fatta con il Monza, ma poi abbiamo avuto il problema di Kumbulla che ha scombinato i nostri piani. Doveva riposare Smalling col Monza, poi Kumbulla a Udine, Ibanez in Bulgaria etc. Ora non abbiamo alternative, domani in panchina ci saranno Tripi e Keramitsis”

Buon impatto di Celik, le sue impressioni? A destra potrebbero cambiare le gerarchie?
“Non c’è gerarchia, quando hai due giocatori bravi per un ruolo non c’è, c’è tranquillità per me e per la squadra. L’anno scorso non abbiamo mai fatto quello che abbiamo fatto a Torino, cambiando Karsdorp a 15 minuti dalla fine con uno fresco come Celik. Come non si poteva fare Zalewski per Spinazzola, ora sì. Per me è fantastico avere questa possibilità, sono giocatori dello stesso ruolo ma con particolarità diverse e questo mi consente di fare scelte diverse. Sono tutti giocatori di qualità e sono bravi tutti e 4”

Domani affrontate una squadra molto aggressiva, che vi verrà a prendere alti. Quanto sarà importante domani pensare velocemente e rischiare sotto pressione? Durante la partita può ripassare a quattro?
“Possiamo giocare a quattro sempre, al di là di avere 3-4-5 o 6 centrali in rosa, lo abbiamo fatto contro la Juve avendo Kumbulla in panchina è stata una decisione per i problemi avuti in partita. Passare a quattro non è mai un problema per noi, è anche una soluzione, bisogna lavorare di più per il poco tempo che abbiamo sui due sistemi per far sentire tutti i giocatori a loro agio, potremmo anche farlo a sorpresa ad inizio partita. L’Udinese l’hai spiegata bene, sono fisicamente molto forti, aggressivi, contropiede, gioco diretto, profondità degli attaccanti, palle inattive, è una squadra molto difficile”

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Pinto: “Roma più forte, ma non da Scudetto. Zaniolo? Mai vicino alla cessione. Solbakken? Ci proviamo. Difensore? Abbiamo soluzioni interne”

CONFERENZA STAMPA – Tiago Pinto ha parlato in conferenza al termine del calciomercato estivo:

Un grande mercato per la Roma, consegnate all’allenatore un instant team con giocatori di grande esperienza. E’ il momento di prendersi la responsabilità di dire che questa è una squadra che ha il dovere di lottare per lo Scudetto?
“Volevo ringraziare in primis tutte le persone del club che hanno lavorato con me, da fuori sembra divertente il mercato, ma da dentro è molto faticoso, anche i ragazzi dell’ufficio stampa e voglio ringraziare tutti. La squadra è sicuramente migliore, era il mio obiettivo dall’inizio, oggi la squadra ha più soluzioni e qualità. Non sono d’accordo sul concetto dell’instant team anche se riconosco la tua coerenza di pensiero. La Roma è la quarta squadra più giovane della Serie A, cosa che non era due anni fa e la nostra strategia è stata sempre quella di lanciare dei giovani come Bove, Darboe, Zalewski e quest’anno Faticanti, Volpato, Keramitsis etc. Ma abbiamo sempre parlato di equilibrio, quindi giovani importanti ma anche giocatori esperti come Paulo, Belotti e Wijnaldum. Siamo più forti, siamo riusciti a centrare questo obiettivo ma sempre con il nostro valore più grande: l’allenatore, la sua leadership dopo la stagione scorsa dove ha migliorato diversi calciatori, anche sui giovani e in questa stagione abbiamo portato giocatori più bravi e ci aspettiamo dei miglioramenti rispetto alla scorsa stagione. Ma non vogliamo parlare di Scudetto: non vogliamo nasconderci, ma ho sempre detto che faccio fatica a Settembre a pensare a Maggio. Per voi il mercato condiziona tanto il progetto sportivo, per me è il lavoro quotidiano e ieri come ha detto bene Belotti dobbiamo credere di vincere tutte le partite, a cominciare da Udine”.

Per il terzo anno la nuova proprietà non ha venduto i migliori giocatori. Si è parlato tanto di Zaniolo, le chiedo quanto è stato vicino ad andar via? Soprattutto con il Tottenham? Come gestirete il prossimo passaggio sul rinnovo?
“Mai stato vicino alla partenza e oggi è finito il mercato. Nicolò la stagione scorsa aveva bisogno di ripartire dopo due anni di infortuni, in questa stagione ha già dimostrato di stare molto meglio, non è mai stato un problema, è giovane, è felice, ha aiutato tanto la squadra, ora deve recuperare dall’infortunio. Ho chiamato Vigorelli mezz’ora fa per calendarizzare gli incontri per il rinnovo perchè la gente giustamente si aspetta questo e non va trascinato a lungo”

Siete preoccupati per le sanzioni dell’UEFA e preoccupati che possano fare due pesi e due misure sui club?
“Sul Fair Play il club avrà il tempo giusto per parlarne, è un tema molto serio. Ogni tanto nel calcio parliamo di questi temi senza il giusto approfondimento. Il Fair play è stato creato per aiutare i club non per danneggiarli. Io ho in testa il progetto Friedkin, non il Fair Play. La sostenibilità finanziaria per noi è molto importante, abbiamo seguito questa strada. Su Dybala non abbiamo speso soldi sul cartellino ma abbiamo preso la sua qualità. Vogliamo migliorarci ogni finestra di mercato, ma sappiamo che i Friedkin hanno raccolto un’eredità pesante e sapevamo di avere un percorso da fare per raggiungere la sostenibilità. Per me il Fair Play non è un problema, quello che voglio fare è creare una squadra senza più forte, dove prevalga la politica del merito e creare spazio per i giovani. Spero che queste limitazioni possano sparire, significa che nei prossimi anni avrò fatto bene il mio lavoro. Il mio obiettivo è che il nuovo ds della Roma un domani abbia una vita più semplice della mia”.

Grande lavoro su cessioni, stipendi di giocatori che sono fuori ma questo lavoro basta per arrivare al primo paletto? L’UEFA vuole che la squadra costi il 90% dei ricavi. E’ un obiettivo raggiungibile?
“Non voglio trasformare questa conferenza sul Fair Play, è un tema sensibile, ne parleremo più avanti. Per me il Fair Play non è una scusa, ovviamente con questo mercato ci siamo avvicinati a questi obiettivi, ma non è finita perchè quando i club firmano i settlement agreement si parla di programmazione pluriennale, ma questo come abbiamo dimostrato quest’estate non impedisce di fare mercato, dobbiamo essere bravi anche con qualche paletto dell’UEFA a fare bene lo stesso il nostro lavoro. Negli ultimi 10 anni della Roma non è normale che abbia più venduto che comprato. La Roma non è andata oltre nel monte ingaggi, dal mio arrivo abbiamo ridotto oltre 20 milioni il monte ingaggi. Mai mi sentirete qui dire che a causa del Fair Play non abbiamo fatto mercato. Fare il direttore sportivo oggi è diverso che 10 anni fa. Oggi siamo costretti a tenere conto di tematiche finanziarie, legate, dell’UEFA. Abbiamo fatto un lavoro interessante per avvicinarci a questa sostenibilità della società. Sono sicuro che quando un giorno andrò via, la Roma avrà una situazione più solida di quella che io ho trovato”

Ha citato Mourinho, avete preso grandi giocatori a parametro zero, dopo anni passati nel buio a livello sportivo a parte la Conference. E’ merito suo? Di Mourinho o anche dei Friedkin? Dove si vuole arrivare?
“Merito essenzialmente della proprietà e di Mourinho. Della proprietà perchè ha fatto capire che sta costruendo un progetto diverso, non parlano molto ma fa vedere che ha idee giuste per il club a 360 gradi. Oggi l’immagine della Roma è più allettante nel mondo. Poi non c’è dubbio che il ruolo di Mourinho nella capacità attrattiva dei giocatori è totalmente diverso rispetto ad altri allenatori. Sarebbe stupido non sfruttare questo. Non ha neanche problemi generazionale, ci sono allenatori della sua età che ai giovani non dicono molto, invece noi abbiamo ventenni che sognavano di esser allenati da Mourinho. Non ho dubbi che per chi è arrivato quest’estate abbia pesato la presenza di Mourinho. Lui è sempre al corrente di tutto durante le trattative”

Si è sdoppiato tra arrivi e cessioni. Quale dei due aspetti le ha dato più difficoltà? Che voto si dà quest’anno?
“Hai detto una cosa giusta, chiaramente ai tifosi crea entusiasmo guardare chi arriva, ma noi siamo molto concentrati su chi parte. Abbiamo fatto 57 operazioni, significa che si lavora tanto sulle uscite. Non mi nascondo mai, non sono totalmente soddisfatto sulle uscite, per un paio di giocatori che abbiamo prestato c’erano le condizioni per cederli. Sono giovane e imparo: la stagione scorsa ho fatto l’errore di darmi il voto, dopo durante la stagione quando i risultati non venivano qualcuno mi ha preso in giro con quel voto, magari dopo Tirana il voto ci stava invece, questa stagione non lo farò, ormai mi conoscete, non lavoro molto sul mio protagonismo individuale, lavoro sulle idee e sul rapporto con le persone, ma non ho bisogno di marchette per avere un grande voto. Il calcio cambia tutti i giorni, oggi siamo fenomenali domani siamo scarsi. Io faccio anche la mia valutazione, ci sono stati dei momenti durante quest’estate che voi tutti avete pensato avessi fatto un capolavoro e invece ero insoddisfatto e viceversa”

Un tassello in difesa manca, lo porterete? Come ha vissuto le pressioni non solo mediatiche e di Mourinho sul mercato?
“Sulla pressione sai sono giovane ma ho vissuto tante cose, ho tre sole persone che mi mettono pressione: mia madre, mio padre e mia sorella. L’altro telefono che ho è della famiglia e qui non lo porto perchè sennò ho paura. Scherzi a parte. Anche se qualcuno dice o scrive il contrario io ho un grande rapporto con Mourinho, quello che noi viviamo qua a Trigoria è un ambiente di famiglia, quello di cui discutiamo lo facciamo in famiglia. A me non compete commentare le sue parole, perchè il suo lavoro è difficile, è esposto 150 volte alla stampa, ogni tanto è difficile fare quel lavoro lì. Cerchiamo di essere allineati con la società, lavoriamo insieme, a volte ho chiesto il suo aiuto per portare avanti le cose. Non funziono molto con la pressione, chi mi conosce sa che l’unico modo per portare avanti le cose con me è coinvolgermi, con ottimismo e positività. Non è arroganza ma credetemi non leggo la stampa. Vado al Ristorante e tutti mi chiedono se prendo Dybala e Belotti, è normale. Sulla difesa non voglio nascondere nulla: penso che giocando a tre è normale che avremmo avuto bisogno di un altro centrale, non siamo riusciti a farlo per tanti motivi, penso che dentro la squadra avremo delle soluzioni, magari non ideali, ma abbiamo giocatori con qualità che sanno giocare in più ruoli. Voi parlate molto di Mourinho carismatico e leader, io parlo di Mourinho sul campo: la stagione scorsa e nella sua carriera, ha fatto vedere ad esempio con Felix, o Zalewski, che nel momento della difficoltà ha trovato soluzioni. Abbiamo giocatori come Karsdorp, Vina o Cristante che possono giocare lì. Noi non possiamo andare solo sulla strada un piccolo sforzo e prendiamo Dybala, Wijnaldum, etc. Le cose sono più complesse di quello che sembrano ed è così”

A giugno il mercato della Roma sembrava fermo, la strategia prevedeva l’arrivo di Frattesi poi la soluzione è svanita, come è andata la trattativa? Ad un certo punto la vostra strategia è cambiata, spendendo solo per Celik e prendendo parametri zero? Perchè è andata così?
“E’ veramente quello che è successo, la strategia era questa: noi abbiamo una strategia sportiva e finanziaria. La squadra ha bisogno di certe cose e dopo c’è una strategia finanziaria che permetta di arrivare lì. Con tutti i condizionamenti del Fair Play. Il mercato dura tre mesi, sapevo che serviva pazienza ma ho capito che sarebbe stato complicato ottenere tanti soldi in uscita per portare avanti le entrate. Allora lì ho capito che avremmo potuto rinforzare la squadra con i parametri, piuttosto che aspettare di vendere per portare a casa i giocatori che volevamo. Tutto va misurato. Tutte le situazioni sono state legate alle uscite, Wijnaldum arriva con la cessione di Veretout, Belotti arriva dopo l’addio di Felix. Hai fatto un’analisi concreta: non ho voluto compromettere la società, ho cambiato strategia finanziaria ma non sportiva. Su Frattesi dico chiaramente: è il mio giocatore preferito della Serie A tranne i giocatori della Roma. E’ un grande giocatore, sarà uno dei centrocampisti più forti della Serie A e della Nazionale, poi arriva il mercato e ci sono delle dinamiche diverse. Io non uso la stampa per parlare di Frattesi è la prima volta che ne parlo, queste cose vanno trattate con il club. Ognungo fa la sua valutazione, per il Sassuolo David aveva una valutazione e noi non l’abbiamo raggiunta. Mi dispiace che in alcuni momenti ci sono trattative che sono fatte da uno solo, perché magari parla solo una parte e sembra che la trattativa la fanno da soli. Il Sassuolo è un grande progetto sportivo, le persone che lo guidano sono molto competenti, ma non siamo riusciti a fare l’accordo, sono tedesco un po’ su questo: non mi piace portare a lungo le trattative perdendo tempo su due-tre milioni”

Solbakken può arrivare a gennaio?
“Non è vero che la Roma ha aumentato il monte ingaggi, non è difficile capire che se noi risolviamo Olsen e Fuzato e portiamo Svilar, la Roma non aumenta il monte ingaggi, così se vende Florenzi, Reynolds etc e prende Celik non aumenta, così a centrocampo e davanti. Non voglio essere il mago delle finanze, ma non è vero che il monte ingaggi è aumentato. Solbakken? Qualcuno diceva che aveva firmato per un’altra squadra, che aveva fatto le visite mediche. Se tu mi dici che non è così, ci proviamo”

Ha intenzione di andar via? A sentire le sue parole sembrava così… 
“(Pinto ride) sono felice qui, c’è una cosa: per venire qui ho lasciato il grande amore della mia vita, il Benfica, perchè ho una totale empatia con Friedkin e Mourinho, è questo che mi muove, le idee, non i soldi, ma le persone con cui lavoro. Il prossimo direttore sportivo avrà un lavoro semplice, è così. Sul mio contratto non hi bisogno di rinnovarlo fino al 2024, sono diverso dai giocatori. Io faccio le mie valutazioni, io sono felice qui”.

Il mio rimpianto è nel piano della sessione. Cerco di essere una persona metodica. Prepariamo secondo me le cose per bene, ma alla fine il calcio, lo sport è l’unica attività commerciale dove comandano gli operai cioè i calciatori. Io ho un po’ un rimpianto: avevamo due-tre operazioni. Ce l’ho nelle uscite più che nelle entrate. Gli acquisti mi piacciono tutti, è sempre una storia. C’è una storie dietro, che va oltre l’emozionale. Io sono un essere umano: quando devo chiudermi 4-5 giorni in un hotel a Torino per prendere Paulo non è una cosa semplice. Difficile dire quale mi piace di più, ma ho sentito che tutti i giocatori hanno perso soldi per venire alla Roma. Le persone fuori hanno capito che qua sta nascendo qualcosa. I Friedkin e Mourinho sono stati fondamentali. Ogni trattativa ha una storia particolare.”

Zagadou arriverà? Coric e Bianda?
“Calma che io non mollo mai. Abbiamo ancora Belgio, Grecia, Turchia, quei ragazzi lì devono spingere un po’ di più per trovare soluzioni. Sono due ragazzi Bianda e Coric vittime del contesto del passato. Su Zagadou, ma anche Denayer, ci sono tanti in scadenza, questo mercato farà storia su questa strategia di molti di portare i contratti a scadenza”

Il contratto di Belotti è un anno più due in opzione. Come mai?
“La verità è che siamo stati veramente creativi in due tre operazioni, ma tutto dipende dalla necessità, l’importante è che i giocatori abbiano accettato, per me non è importante se è 1 + 2 o 2+ 1 perchè in quei contratti ci sono cose che lette da fuori sembrano negative invece per i giocatori sono positive. Ci sono dettagli dei contratti che non posso divulgare, sono convinto che Andrea sia felice qui e giocherà tanti anni con la Roma, ha fatto uno sforzo per esser qui e ora mi impegnerò io per aiutarlo ad esser felice”

I rinnovi di Spinazzola e Cristante?
“L’anno scorso una delle domande era che con l’arrivo di Tammy avevamo il problema di fare sei rinnovi, dopo un anno continuiamo a parlare di questo (ride ndr). E’ normale che sia un tema di discussione quando si arriva vicini alla scadenza. Bryan sa cosa pensiamo tutti di lui, penso che rimarrà qui tanti anni, è un grande giocatore, un grande professionista e ha la giusta mentalità per restare qui. Adesso fatemi riposare un po’ perchè è stato pesante, tu lanci l’idea poi arriva il procuratore e mi chiede”

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Belotti: “Roma era la mia priorità. Puntiamo a vincere tutte le partite. Concorrenza con Abraham? Mi stimola a migliorare”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Andrea Belotti nella conferenza di presentazione a Trigoria

Tiago Pinto: “Siamo qui per presentare Belotti, è già entrato con il Monza e ha sfiorato il gol. Voglio due tre cose: portare un giocatore italiano della Nazionale alla Roma ci ha permesso di migliorare la nostra rosa, ma è molto importante per me dire il modo, l’atteggiamento di Andrea e dei suoi collaboratori è stato molto importante, la sua voglia di venire qui è divenuta pubblica. Inutile parlare della sua qualità, i gol segnati parlano per lui, penso sia importante per noi portare giocatori che sentono la maglia, che vogliono giocare qui, Andrea è un esempio per questo, sarà molto felice a Roma, adesso è il mio compito renderlo felice qui. Grazie”

Solo 8 gol lo scorso anno rispetto a sette anni in doppia cifra. Quali sono le tue riflessioni?
“L’anno scorso rispetto agli altri anni ho avuto una stagione turbolenta, ho avuto degli infortuni, gran parte sono stati accidentali, non muscolari. Il primo è stato un calcio sul perone, accidentale dunque, uno è stato muscolare del flessore, l’altro un pestone sulla caviglia. Mi hanno tenuto fuori un po’ di più rispetto alle altre stagioni. Non è mai facile quando prendi condizione farti male e devi ripartire, è stato un sali scendi, ho giocato meno rispetto ai miei standard”

Hai passato un’estate strana, che sfida è per te la Roma?
“Ho passato un’estate strana sicuramente, anche a livello di mercato in generale è stata particolare, il mercato è iniziato tardi rispetto al solito, ci sono stati tanti giocatori svincolati a lungo tempo. La mia priorità era quella di venire a Roma perchè qui so di aver trovato un progetto importante, una squadra e una società con grandissime ambizioni ed era quello di cui avevo bisogno. Non cercavo tanto un contratto che mi tutelasse, quanto un progetto sportivo giusto per me. Sapevo che la Roma fosse l’opportunità migliore per me. Non c’ho pensato un attimo, la Roma è stata la mia priorità. E’ una grande squadra e so che c’è un giocatore forte come Abraham ma è uno stimolo in più per migliorarmi e in una grande squadra tutti sono forti”

Fisicamente come ti sei allenato? Come stai?
“E’ stata un’estate un po’ particolare, quando ho visto che la situazione si stava prolungando, ho preso un preparatore atletico per allenarmi perchè sapevo che ormai le stagioni e i precampionati erano iniziati. Sapevo che sarei arrivato in ritardo e dovevo farmi trovare subito pronto. Sono arrivato qui e con due allenamenti ho giocato 10 minuti, quindi posso dire che fisicamente sono apposto. Certo ci vorrà il suo tempo perchè c’è da affinare i meccanismi di squadra, quello che chiede il mister, però sono a disposizione e devo solo lavorare tanto”

Sei arrivato da cinque giorni, trovi una Roma prima in classifica e un grande entusiasmo del pubblico. Si può fare qualcosa in più del quarto posto in questo campionato?
“Sarà un campionato strano per via della sosta del Mondiale, penso sia un’opportunità per i giocatori che rimangono per mettersi subito in condizione, perchè poi da gennaio a giugno ci saranno tante partite. E’ una rosa ampia e ci sarà bisogno di tutti. L’obiettivo per la Roma penso sia vincere partita dopo partita. Siamo la Roma e io dal primo giorno che sono venuto qui ho percepito la voglia di vincere, anche solo in allenamento. Il messaggio deve sempre passare: la Roma può vincere tutte le partite. Poi quello che arriverà lo vedremo alla fine, però non bisogna mai porsi dei limiti”

Quando l’è stata prospettata l’ipotesi di venire alla Roma la prima volta? La festa per la Conference ha inciso sulla sua decisione di venire qui?
“C’è stato un primo contatto a Luglio con il diretto, ma era un primo interesse ma allo stesso tempo il parco attaccanti della Roma era al completo e il matrimonio non si poteva fare. Una decina di giorni fa il Direttore ci ha chiamati, si è informato su tutta la situazione ci ha chiesto di attendere 72 ore per prendere una decisione e io gli ho concesso subito questa possibilità, per come detto più volte la mia priorità era di venire alla Roma. Poi il Direttore dopo 72 ore ha richiamato ha espresso la sua volontà e in due-tre giorni si è fatto tutto. La festa l’ho vista, sono onesto, ed è stata molto bella, si è vista l’unione e l’amore che c’è tra Roma e tifosi, spettacolo fantastico”

Dopo tanti anni arrivi alla Roma e non sei certo di avere un posto da titolare. La convivenza con Abraham? Che sensazione ti ha dato ritrovare Dybala?
“Con Tammy la vedo come un’opportunità per migliorarmi, per crescere, so che è un attaccante di grande livello, mi stimola a fare sempre di più, giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. La vedo una cosa positiva. Con Paulo ci siamo rivisti ed è stato bello ritrovarlo, le prime parole sono state più sul percorso che abbiamo fatto, siamo andati via insieme da Palermo, stavamo tutti e due a Torino ma in due squadre opposte e poi ci siamo ritrovati qui. Abbiamo parlato della nostra crescita, a Palermo eravamo ragazzini e ora abbiamo raggiunto un livello di maturità e personalità importanti”

L’accoglienza dello stadio quando sei entrato la prima volta e al tuo ingresso in campo, che sensazioni hai provato?
“Una sensazione magica, è stato bello vivere tutto quello che è successo, fin quando sono entrati i miei compagni ero in attesa e già sentivo i tifosi che mi cercavano. E’ stato come percepire l’affetto della gente sulla pelle. Quando sono entrato non mi aspettavo di beccare così tanta gente, un conto è sapere che c’è il tutto esaurito un conto è vederlo, vedere quella gente che mi incitava è stato bellissimo, poi l’atmosfera, l’inno prepartita, la vittoria l’entusiasmo è stato come vivere un sogno, se avessi segnato sarebbe stato perfetto, ma sicuramente è stato indimenticabile”

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Mourinho: “Vittoria tranquilla. Stasera ho rivisto il mio Tammy. Shomurodov resta”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-0 contro il Monza:

Cosa mi ha detto Dybala?
“L’anno scorso nella partita contro la Juve quando lui è stato sostituito gli avevo detto che era molto bravo, oggi gli ho detto lo stesso. Abbiamo ricordato che alcuni mesi fa lui segnava dall’altra parte”.

È la miglior gara della stagione?
“Migliore per il controllo del risultato. Loro nel primo tempo loro hanno avuto più palle gol di noi e più possesso, abbiamo dovuto cambiare modo di pressare, è una squadra molto interessante che sicuramente farà dei punti, quando torneranno anche gli infortunati. Ci hanno messo in difficoltà. Noi potevamo fare qualche gol in più. La squadra è stata tranquilla, preparata e in tante posizioni mi dà anche la possibilità di far riposare Spinazzola e Karsdorp. Stiamo bene”.

La Roma è serena, non subisce. Anche Ibanez è in fiducia.
“Ibanez sta crescendo tantissimo. Sono d’accordo con la tua analisi, e sono contento si parli di Roger. E’ un ragazzo in cui vedo una differenza enorme rispetto a quello di un anno fa. Con la palla è più sereno, trova diverse soluzioni in possesso, non gioca automaticamente. E’ molto molto forte, ma con il vostro permesso parlerei di uno di cui nessuno parlerà: Tammy. Oggi ha giocato come voglio io. Oggi è stato il mio Tammy. Ha vinto tutto, ha messo al sicuro la palla, ha dato uscite, prendeva sempre la prima palla, ha dato profondità, si abbassava a giocare. Si parla degli attaccanti quando segnano ed ovviamente è la serata di Paulo, ma Tammy oggi è stato fantastico. E con questo Tammy e con Belotti e con Eldor, che ora si tranquillizzerà… Finora troppa pressione su di lui… “.

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Dybala: “Felice di aver segnato i primi gol all’Olimpico. Obiettivi? Continuiamo a crescere”

Paulo Dybala ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-0 contro il Monza:

Quanto sei felice?

Avevo molta voglia di far gol, per fortuna sono arrivati qui, davanti ai nostri tifosi. Sono molto contento anche per la vittoria. Continuiamo a crescere.

Fisicamente stai bene, si vede anche dal primo gol. Quanto manca per vederti al 100%?

Giocando migliori. Dobbiamo essere bravi a gestire le forze perché le partite sono tante. Arriverà presto.

Cosa ti ha detto Mourinho al momento dell’uscita?

Rimane tra di noi. Chiedi a lui (ride, ndr).

Dove si può arrivare?

Il gruppo è positivo. Arriva dalla vittoria di un trofeo importante. È presto però per parlarne.

100 gol in Serie A: il più bello qual è?

Il prossimo.

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Ranieri: “Roma? Mercato azzeccato. Mou deve crederci, squadra da scudetto”

Claudio Ranieri ha parlato ai microfoni de la Gazzetta dello Sport. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Ranieri, ha visto che classifica emozionante?

«È una Serie A bellissima, ma se si ricorda io lo avevo già pronosticato. Vedere sei squadre appaiate al vertice, e poi Inter, Juventus e Fiorentina subito dietro, dà adrenalina a una stagione che già di per sé si preannuncia avvincente. Sarà come l’ultima gara di Formula Uno della scorsa stagione tra Hamilton e Verstappen: sosta e si ricomincia. E vediamo chi vince allo sprint».

Messa così sarà tutto bellissimo.

«Esatto. Adesso ci saranno tante partite ravvicinate e poi la sosta per il Mondiale. Sono componenti diverse che renderanno unico questo campionato, un po’ come quello che successe nella stagione del Covid, che alla fine forse penalizzò la Lazio, che era lanciata prima dello stop. In pratica, dopo il Qatar, bisognerà fare due preparazioni: una per quelli che sono andati al Mondiale e l’altra per quelli che sono rimasti in sede. L’allenatori e il suo staff avranno un ruolo fondamentale in tutto questo. Sarà tutto nuovo, perché manifestazioni del genere si sono giocate sempre d’estate e chi vi partecipava sapeva che poi sarebbe andato in vacanza. Invece stavolta si ricomincia. Anzi, si entra proprio nella fase più calda della stagione, e anche chi avesse vinto o fatto bene non può permettersi di staccare la spina, come accadeva in passato».

In questo senso la Roma può essere avvantaggiata, visto che – purtroppo per la Nazionale – nel gruppo di José Mourinho ci sono tanti azzurri che non andranno in Qatar, così come Celik, Matic e probabilmente anche Smalling, Ibanez e Karsdorp.

«Certo. José potrà tenere i suoi vicino, senza neppure il rischio che corrano infortuni. Per un allenatore è senz’altro una cosa positiva, anche se mi lasci dire, da italiano, che la Nazionale che non partecipi al Mondiale è senz’altro una cosa triste».

D’altronde la crisi del nostro calcio lo si capisce anche dalla caccia ai parametri zero, con cui Roma e Juventus hanno costruito il loro mercato.

«E hanno fatto bene. Ci sono dei conti da far quadrare e non si possono correre dei rischi. E poi c’è da dire che giallorossi e bianconeri hanno fatto un gran mercato. Pensi a Pinto che, spendendo solo 7 milioni per Celik, ha portato a casa tanti campioni. Peccato per l’infortunio di Wijnaldum, ma è arrivato Camara, senza contare Belotti, tipico giocatore che può piacere ai tifosi».