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Capello: “Mourinho sbaglia ad offendere i calciatori”

Fabio Capello ha parlato di Mourinho e delle ultime prestazioni dei giallorossi, ai microfoni di Sky Sport:

Sullo sfogo…
“Quelle sono delle offese nei confronti dei calciatori, ma ci vuole sempre rispetto. Bisogna pretendere rispetto ma anche darlo. Si è giocato l’ultima carta, offendendo di fatto i giocatori. Io non l’ho mai fatto mi sono sempre posto con rispetto senza offendere. Ho sempre agito con rispetto pretendendone altrettanto. La prima regola che chiedo è proprio quella del rispetto, verso tutto lo staff. Trattare male le persone significa poter offendere uno della famiglia. Se tu mi offendi come ha fatto Mourinho, crei anche un danno economico alla società ed è un aspetto molto importante”.

Sul 2-2 a Sassuolo
“Conoscendo Roma, se avessero perso 2-1 ieri, i tifosi sarebbero andati a Trigoria. Quando c’ero io sono venuti in 3000 a Trigoria dopo aver preso 4 gol dall’Atalanta. Mourinho è abituato a vincere, a essere protagonista e leader, trovandosi in questa situazione e con queste difficoltà ha un po’ sbroccato. O è una tattica, arrivato al limite, toccando i giocatori nelle loro qualità che è come un’offesa. Nelle squadre ci sono sempre dei leader e probabilmente a questa Roma mancano dei leader di spogliatoio e di campo. Altrimenti davanti a quelle parole di Mourinho avrebbero detto qualcosa. Invece probabilmente sono buoni giocatori senza quella personalità o leadership che fanno da aggregante. Manca chi trascina. Credo che Mourinho abbia le idee chiare della squadra che sta allenando. Lui cerca di portare un tipo di mentalità e un sistema di lavoro diverso da quanto fatto in precedenza, perché alcuni giocatori sono l’ombra di quelli visti lo scorso anno, da Veretout a Mkhitaryan. Mourinho ha visto che tatticamente non si migliora, non si riesce a trovare il nodo della questione e tirare fuori qualcosa di importante, l’atteggiamento non gli piace, allora ha tirato una bomba”.

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Mourinho: “Lo sfogo rientra nel mio lavoro. Giocatori offesi? Bugia. Abraham recuperato”

Josè Mourinho ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo-Roma.

Che risposta si aspetta domani e quanto è stata forte la delusione nel modo in cui siete usciti in Coppa Italia?
“Il modo è che per 12 minuti abbiamo fatto una partita orribile e che dopo meritavamo molto di più, abbiamo giocato molto bene. La frustrazione viene dal fatto che possiamo giocare contro la squadra più forte d’Italia faccia a faccia. Lo abbiamo fatto e meritavamo di più rispetto a quanto ottenuto. La frustrazione più grande è che per 12 minuti abbiamo fatto veramente male. Abbiamo preso un gol, ma ne potevamo prendere 2/3. Quando giochi contro una super squadra contro l’Inter se tu hai la sensazione che per 90 minuti non puoi giocare contro di loro tu esci dicendo ‘ok sono fortissimi e non avevamo nessuna possibilità’. Dopo il minuto 12 fino al 2-0 siamo stati noi la squadra che poteva fare gol e ne potevamo fare 3 e quindi è veramente difficile giocare come abbiamo fatto noi. Il sentimento negativo è che abbiamo fatto male nei primi 12 minuti, però ho anche fiducia perché abbiamo fatto una buona partita. Domani sarà un’altra storia, non c’è più la Coppa ma il campionato e domani è una partita di campionato”.

Lo sfogo nello spogliatoio ha sollevato rumore anche in Serie C. Nel precedente caso lo aveva fatto a Bodo e c’erano stato 4 esclusi, ci sarà questo tipo di provvedimento anche domani?
“Lo sfogo è un mio principio, da sempre. Quello che si dice nello spogliatoio rimane nello spogliatoio e per questo non ti vado a dire se abbiamo parlato o no o quello che ho detto o non ho detto. Non parlo. Non sono però neanche capace di dire che non è vero che non ho parlato nello spogliatoio però non dico cosa è successo”.

Qualcuno si è offeso.
“Ciò che è uscito sui giornali è una grande bugia perché nessuno si è offeso”.

Un club di Serie C si è offeso.
“Hanno fatto bene ad offendersi chi gioca in Serie C. Di Perticone mi hanno detto che è scarsissimo (ride, ndr), ci vuole personalità per giocare in Serie C. Se si è offeso mi scuso perché ha ragione. Pensavo ti riferissi che arrivassi qui con un occhio nero perché abbiamo fatto a pugni nello spogliatoio, ma questa è la grande bugia. I giocatori mi hanno detto che gli piace come lavoro con loro. Mi hanno detto che non hanno mai avuto allenatori così. Con me non ci sono segreti, dico tutto in faccia, do la possibilità di avere un dialogo, non voglio un monologo. Loro non vogliono che io cambi. Tu parli di sfogo, ma per me si lavora così. Tu pensi che io non debba rimproverare Ibanez, Karsdorp, Mancini o Smalling? Io li devo allenare e loro sono contenti. La storia che è uscita di una rottura tra me e i giocatori è una bugia totale. Abbiamo perso una partita e ci abbiamo lavorato. Ho parlato post partita, abbiamo analizzato e abbiamo lavorato. Per me è lavorare. Non ci saranno esclusi, saranno tutti convocati”.

Ci saranno esclusi dopo lo sfogo di martedì?
“No, tutti convocati. Solo Zaniolo out, ma escluso non da me, dall’arbitro”.

Come stanno Abraham e Pellegrini?
“Abraham sta bene. Pellegrini ha bisogno di ritmo, ma sta bene”.

Ha letto le parole di Dzeko?
“Non voglio sapere. Dzeko è un giocatore dell’Inter, non mi interessano le sue parole”.

Lei è ancora in cerca della Roma migliore. Vedremo un modulo fisso fino a fine anno?
“No, cercheremo sempre di vincere la prossima partita. Se domani useremo un modulo completamente diverso perché per noi è il miglior modo per vincerla non importa, ma se lo pensiamo non c’è problema”.

Lei è davvero contento del gioco della Roma? Non ci possiamo aspettare di più quest’anno? Mourinho è davvero contento della Roma?
“Mi sarebbe piaciuto vincere nel primo tempo contro l’Inter, mi sarebbe piaciuto che Zaniolo buttasse dentro quel tiro. Mi sarebbe piaciuto l’1-2 per noi contro l’Inter. Ovviamente non sono contento”.

Come vuole aggiustare i blackout della squadra?
“Lavorando, analizzando, dormendo qui. Cosa devo fare di diverso. Sei giornalista, non scrivere mai bugie e sempre la verità”.

Dionisi ha detto che c’è una differenza tecnica.
“Non sono d’accordo, loro hanno una qualità tecnica molto superiore. Sono bravissimi”.

Come si arriva alle gare di marzo mantenendo un certo livello in campionato?
“Per me finire nono o decimo è diverso, quinto o sesto è diverso, un punto in più o uno in meno è diverso e per questo ogni partita è importante, ogni partita ti può spingere in una posizione inferiore o superiore. Sulla Conference League ne abbiamo parlato: quando arrivi alle gare da dentro o fuori, con questi blackout ovunque vai a giocare magari sei fuori se giochi male 10 minuti. Si deve migliorare, anche ciò che è successo a Sofia, se fosse stata una gara ad eliminazione diretta, il risultato avrebbe pesato. Come squadra dobbiamo fare meglio. Non sono contento, mi aspetto di più e in Conference League, una competizione che al contrario di ciò che pensa la gente è difficile, ci sono squadre di grande qualità. Non stiamo parlando di Champions League, ma ci sono squadre buone, la differenza tra Europa League e Conference è minima. Se sbagliamo come fatto finora potremmo uscire”. 

Soddisfatto degli allenamenti? Domani chi ci sarà in attacco?
“Non ti dico chi gioca. Non ti vado a dire il modulo. Questa è una domanda di calcio, ma non ti voglio rispondere. Ovvio che Zaniolo non giochi e qualcuno prenda il suo posto. Giocheremo a tre attaccanti, Tammy è la punta e gli altri giocheranno sulla fascia. Abbiamo studiato bene il Sassuolo, ma sarà difficile giocare contro di loro: sono buoni giocatori, hanno un gioco fantastico e Dionisi è un grande allenatore. Sarà una gara molto difficile. Ci siamo allenati tutti insieme solo oggi: abbiamo lavorato didatticamente su quello che dobbiamo fare”. 

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Abraham: “Difficile lasciare il Chelsea, ma felice di aver scelto la Roma”

Tammy Abraham nel corso del format ‘Pavement to pitch’ del canale Youtube Pro:Direct Soccer, ha parlato ella sua esperienza in giallorosso e non solo: “Dopo aver lasciato il Chelsea è stato difficile abituarsi alla nuova città. Dopo poco mi sono abituato, ho conosciuto la cultura e ora mi sto godendo Roma. Casa mi manca, ma sono qui per fare il mio lavoro” ha detto l’inglese che poi ha raccontato la sua giornata tipo: “Dopo l’allenamento mi piace rilassarmi a casa oppure fare una passeggiata in città per conoscerla. Con i miei compagni ho un bel rapporto, ma hanno pessimi gusti musicali, tranne Pellegrini. Se non c’è lui a sceglierla è dura. Anche i brasiliani ascoltano buona musica”.

“Sono arrivato al Chelsea quando avevo 6 anni e sono cresciuto con giocatori come Mount e James. Quando a maggio abbiamo vinto la Champions League tutti insieme è stato semplicemente incredibile. Non ci sono parole per descriverla. Quello che mi ha spinto a dare il massimo è stata la mia famiglia. Mio padre ha sempre fatto molto per noi e io volevo ripagarlo dandogli una vita migliore”.

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Mourinho non ci sta: “Sanchez? Gran gol, ma c’era un fallo per noi”

“Ci ho scambiato due parole prima del fischio di inizio, in Inghilterra non stava bene mentre all’Inter è felice. Ha segnato un gran gol, che ha cambiato l’indirizzo del match, anche se l’azione era viziata da fallo”. Così Josè Mourinho ai microfoni di ESPN sul conto del 2-0 siglato ieri sera da Sanchez. 

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Inzaghi: “Abbiamo grande voglia di rivalsa dopo il derby. Roma in grado di battere chiunque”

“La Roma è una squadra forte che può battere chiunque, noi dovremo avere voglia di rivalsa dopo un derby perso immeritatamente“, così il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi ai microfoni di Sportmediaset, alla vigilia di Inter-Roma di Coppa Italia.  

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Mourinho: “Zaniolo rimarrà a Roma almeno fino al 2024. Pellegrini out col Genoa”

CONFERENZA STAMPA – Le parole in sala stampa di mister Mourinho alla vigilia di Roma-Genoa:

Col Genoa, come si prepara una partita contro una formazione indecifrabile? Pellegrini?
“Lorenzo non convocato, non è ancora pronto per giocare. Col Genoa ovviamente è difficile, hanno cambiato allenatore e forse più di metà della rosa, hanno tante opzioni, è difficile capire se la gara contro l’Udinese serve come una base, o se cambieranno di nuovo. E’ una situazione difficile da capire, però la cosa più importante per noi, rispetto alla proposta di gioco del Genoa, è che giochiamo in casa, i nostri tifosi tornano, abbiamo due vittorie consecutive e sarebbe importante fare la terza vittoria di fila. Su questo dobbiamo concentrarci. Ovviamente abbiamo studiato la sfida ultima che il Genoa ha giocato contro l’Udinese. Pensiamo a noi, ai nostri tifosi che tornano all’Olimpico e facciamo tutto il possibile per vincere”

Zaniolo centrale nel suo progetto tecnico e lo è sempre stato anche con questa nuova proprietà, soprattutto nei fatti. Le dichiarazioni di Pinto sono state travisate e gonfiate? Qual è la sua opionione?
“Le parole del direttore sono assolutamente normali, è difficile per un direttore sportivo o generale, onesto, diretto, che non nasconde, che non vende fumo, dire che un giocatore X sarà qui al 100% in questa stagione. Serve maturità, parola chiave nel nostro progetto Roma, penso che sia importante anche per voi. Noi come club stiamo dimostrando maturità, anche se per qualcuno non è così, ma il profilo e lo stile del progetto, il modo di comunicare mio e del direttore, esprime grande maturità. Il modo di accettare, di comportarsi, di credere, di appoggiare da parte dei nostri tifosi dimostra maturità. Penso che in generale, dalla vostra parte, serve un pochino di maturità. Questa risposta del direttore che è stata completamente isolata dal contesto della conferenza stampa, andava presa con maturità. E’ stata estrapolata per fare dei titoli in prima pagina. Sono contento dell’ultimo mercato. Se mi chiede se preferisco il mercato di altre squadre, magari ovviamente sì. Sono stato già al Chelsea, all’Inter, al Real Madrid, in quel profilo di mercato. Ma il nostro profilo di mercato lo apprezzo, ne sono contento, perchè oggi siamo più forti del 31 dicembre, cedendo 4 giocatori che non hanno giocato tanti minuti con noi e abbiamo preso 2 giocatori che in 2 settimane hanno fatto più minuti dei 4 che sono usciti. Il mio obiettivo è di migliorare sempre in ogni mercato, fino all’ultimo che solo Dio e i Friedkin sanno solo quando e ovviamente i migliori giocatori devono restare con noi. Nel caso specifico di Nicolò, minimo fino al 2024 è un nostro giocatore”

E’ stato difficile preparare la partita di domani pensando alla sfida di martedì contro l’Inter?
“No, non abbiamo mai parlato ancora dell’Inter, non abbiamo perso un minuto su questo, neanche gli analisti. Siamo concentrati sul Genoa, poi avremo due giorni per prepararla. Domani alle 20 sarò qui con lo staff per iniziare a pensare alla gara di Coppa, ma fino adesso, giuro, neanche un minuto abbiamo pensato all’Inter. Domani è troppo importante per noi, concentrazione massima solo su domani”

Vina può riposare?
“E’ arrivato dopo gli impegni della Nazionale, ma in questa occasione non ha mai giocato. Altre volte è tornato o infortunato o con 2-3 partite giocate in 15 giorni. E’ tornato felice, perchè la sua nazionale ha vinto due partite, sono qualificati per il Mondiale, per un ragazzo che sogna questo, arriva in un bel momento. Siamo una squadra più equilibrata oggi, con più opzioni, abbiamo fatto il nostro mercato con questa intenzione, senza il potere di altri di fare quello che uno sogna, ma abbiamo trovato equilibrio in tutti i ruoli. Abbiamo tre terzini e abbiamo più opzioni, ci saranno minuti per tutti giocando ogni 2-3 giorni”

Pellegrini può essere pronto per martedì? A Empoli è ritornato alla difesa a tre, ma con Pellegrini è immaginabile un centrocampo a tre con Pellegrini, Mkhitaryan e Oliveira o sono troppi?
“A Milano col Milan abbiamo giocato con Veretout-Pellegrini e Mkhitaryan, Sergio paradossalmente è più posizionale rispetto a Veretout, che ama andare. Stiamo bene a centrocampo, abbiamo tante opzioni diverse, se pensiamo al futuro abbiamo bisogno ancora di un nuovo centrocampista, un regista puro che ancora non lo abbiamo, un mediano che stia lì e permetta agli altri di giocare tra le linee. Per il momento abbiamo tante opzioni, compresa quella di Bove che sta crescendo tanto, sono contento perchè è un ragazzo che ha grande maturità. E’ una rosa che in questo momento è più equilibrata. Quando una squadra cresce, capisce meglio i ruoli, c’è più cultura tattica, si comprendono meglio i diversi sistemi, nel calcio di oggi una squadra deve esser pronta a giocare con sistemi diversi, giocheremo sempre con tre giocatori a centrocampo. E’ possibile che Lorenzo rientri martedì, si è allenato ieri ed oggi che ha fatto tutto con la squadra, ha bisogno di riposo domani perchè ha lavorato tanto per recuperare”

Alla Roma serve di più tornare in Champions o vincere una delle due Coppe? Quanto crede nel lavoro più specifico sulle zone di campo?
“Io penso che il modo più facile di vincere è avere i giocatori più forti, però credo nei metodi di allenamento e per questa ragione sono allenatore, altrimenti farei un altro mestiere. Le divisioni del campo agevola il lavoro, permette di controllare meglio il loading di lavoro, poi il lavoro settoriale credo lo facciano tutti. Poi oggi con il copy past qualsiasi giovane allenatore può trovarla anche su Internet. Cosa è più importante? Difficile da dire, perchè finché è possibile vorrei centrare tutte e due. Se siamo in Conference, giocheremo con tutto quello che avremo e finché la matematica non ci condanna dobbiamo credere al quarto posto e provare a vincere tutte le partite. Arrivare quarti è importante economicamente, per il prestigio, perchè giocheresti la competizione più importante del calcio mondiale ma anche vincere è importante. Vincere è come un virus, non negativo come il Covid, ma positivo, di un modo di essere, di pensare, di gestire le emozioni, di definire i tuoi progetti di vita. Vincere è una cosa assolutamente fondamentale, sarebbe molto importante per noi. Obiettivo numero uno è vincere domani”

Rispetto agli obiettivi che si è posto, quanto è fondamentale per la costruzione di una maturità e di un’impronta vincente, questo periodo in cui siete gruppo squadra, tutti uniti?
Quando finirà questo periodo la stagione sarà finita, quindi ogni partita adesso diventa fondamentale, ormai siamo in fase decrescente. La Coppa Italia è ad eliminazione diretta, la Conference andata e ritorno. Ora siamo solo noi, questi giocatori e noi dello staff, con la speranza di riavere anche Spinazzola entro la fine di questa stagione”

Perchè il calcio è cambiato in termini di vittorie anche in trasferta? Oliveira arrivato per vincere le partite sporche?
“Contro la Samp chiesi all’arbitro in buona fede perchè non ha dato un cartellino giallo al portiere al 15′ e ha aspettato l’89’? Questo per dire che una squadra viene qui e vuole non giocare, vai contro l’essenza del gioco che è appunto giocare. Penso che un arbitro se da un giallo presto ad un portiere, per alzare il tempo effettivo quando la palla finisce dalle sue parti dopo. Il Genoa contro l’Udinese ha fatto un numero altissimo di falli, vuol dire che non ti fanno giocare. La maggioranza delle squadre oggi vogliono giocare, anche in Italia da quando sono tornato, nelle gare casalinghe all’Olimpico, pronti via la Fiorentina ha giocato in maniera fantastica, poi col Sassuolo che abbiamo vinto e poteva finire 4-4, sinonimo di questa evoluzione. Oggi nel calcio ci sono molte più partite”

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Pinto: “Presi subito 2 giocatori, gli altri nomi solo bugie. Rinnovi? Ora testa solo al campo. Zaniolo? Non posso assicurare che resterà al 100%”

CONFERENZA STAMPA – Il General Manager giallorosso ha parlato in sala stampa per spiegare le logiche del mercato invernale svolto dal club giallorosso:

Un titolo al mercato giallorosso? Un retroscena che non è uscito? Quale è stata l’offerta più alta che ti hanno fatto per un giocatore della Roma?
“Come ho sempre detto, mi fa piacere fare questa conferenza perchè non sono uno che parla tanto ed è sempre un’opportunità per chiarire. Impariamo tutti i giorni, l’ultima volta che ho parlato mi chiesero di dare un voto e ho imparato che non devo più dirlo, perchè sono stato mal interpretato, lascio a voi i titoli per domani e le pagelle. Sulle offerte preferisco non parlarne, sappiamo che il calcio è molto dinamico, ma ci sono giocatori con più rendimento che hanno più grandi offerte. La cosa più importante è che nelle ultime tre finestre di mercato siamo riusciti a trattenere i migliori, sui numeri preferisco non parlare. Sono soddisfatto che i giocatori migliori siano rimasti qui. Il mercato è sempre pieno di retroscena, tante volte capiterà in futuro di parlare dei retroscena, qua in Italia è anche per me un momento per imparare, la passione con cui i club, gli agenti e i dirigenti vivono il mercato, gli ultimi giorni di mercato mi colpiscono, cerco sempre di essere metodico, un giorno racconteremo delle storie”

Tra i pilastri della Roma c’è anche Zaniolo? Sarà uno dei primi con cui intavolerete un incontro?
“Mi ricordo che una settimana dopo il termine dello scorso mercato, la conversazione era la stessa, c’erano 6-7 giocatori da rinnovare. Adesso è il momento del collettivo, dobbiamo concentrarci sui risultati della squadra, dobbiamo aiutare il mister e la squadra a farlo, portare a casa i risultati che vogliamo raggiungere. A suo tempo parleremo di tutto, ma adesso non è il momento di parlare del mercato estivo e dei rinnovi, questa famiglia ora deve lottare sulle tre competizioni perchè abbiamo ancora possibilità di fare una grande stagione”

Disse che avrebbe fatto una squadra degna di Mourinho, questo mercato di gennaio ha accorciato le distanze dalla Champions?
“Sì, in tutte le finestre di mercato il principale obiettivo di mercato è diventare la squadra più forte, con grande umiltà riconosco che il mister ha detto che abbiamo portato a casa subito due giocatori utili per equilibrare la rosa e mandare a giocare dei ragazzi che avevano poco spazio. A gennaio il mercato è particolare, si fonda sulla necessità di capire cosa va migliorato e trovare giocatori pronti. Alla fine di novembre, inizio dicembre, abbiamo fatto un lavoro importante con la proprietà, gli scout e il mister per capire dove dovevamo rinforzarci, abbiamo rintracciato due profili pronti e li abbiamo presi con velocità e la squadra è subito migliorata, come ha riconosciuto anche il mister”

C’è la voglia di riscattare Oliveira e Maitland?
“Vedremo più avanti come ho detto prima”

Ha chiuso due colpi senza liquidità, come pensa la Roma di risolvere questo problema in vista della prossima sessione? Ci sarà la voglia di cedere anche qualche titolare e comprare giocatori più forti? O continuerete a seguire la linea attuale?
“Credo che una delle cose più belle di questo progetto è il modo allineato in cui lavoriamo: la proprietà è sempre presente e mi accompagna in tutto il lavoro, Mourinho uno dei migliori allenatori al mondo, il nostro direttore d’orchestra su cui abbiamo riposto tante speranze e responsabilità e il nostro lavoro complessivo dove uniamo la parte finanziaria e calcistica. Non ho paura del futuro, stiamo lavorando su tutti i settori per rendere la Roma ancora più forte. Nei prossimi 2-3 mesi stabiliremo con Dan e Ryan un piano, insieme al mister e ho una certezza: a settembre saremo qua e saremo più forti di adesso”

Ma la vostra politica cambierà?
“La tua domanda è interessante perchè riflette quello che è il calcio, noi dobbiamo fare delle scelte per migliorare la squadra, comprare e vendere. Tante volte si possono fare entrambe le cose, noi vogliamo costruire per vincere, per diventare più forti e lo faremo, al di là della metodologia”

Si dà un voto più alto per il mercato in entrata o più in uscita?
“Non do voti, penso che nelle entrate siamo stati veloci nell’identificare quello che potevamo fare, siamo stati pratici nel scegliere i profili giusti rispetto alle nostre condizioni e gli obiettivi sono stati centrati. Nelle uscite, quando i giocatori non giocano abbiamo tre obiettivi: far diventare la squadra più coesa e più compatta, magari con meno giocatori, cercare il progetto giusto per chi gioca meno e fare un bilancio tra ciò che spendiamo e ciò che incassiamo o risparmiamo. Sulle uscite forse un altro giocatore poteva uscire, ma siamo soddisfatti”

Diawara ha bloccato il mercato? Chi è stato più vicino tra Kamara, Grillitsch, Zakaria, Nandez?
“Diawara non ha bloccato niente, quello che è successo con lui è che il calcio a volte è come il matrimonio, se non c’è voglia da tutte le parti le cose non si fanno, ma non è vero che un terzo acquisto non sia arrivato perchè Diawara non è andato via. Poi vi chiedo scusa, ci sono delle cose che non capisco: noi al 12 di gennaio abbiamo portato Sergio Oliveira, dopo di che io, il mister, l’ufficio stampa abbiamo detto che il mercato era sostanzialmente chiuso. Chiaramente noi non possiamo dire 100% chiuso, perchè in 15 giorni può succedere qualcosa e dobbiamo reagire, io il 1 agosto non pensavo di acquistare Tammy Abraham, ma c’è stata la necessità. Abbiamo detto che con Oliveira il mercato fosse sostanzialmente chiuso, dopo di che qualcuno di voi ha cominciato ad elencare nomi come Xhaka, Moutinho che addirittura è stato uno scherzo dei social media che è diventato notizia sui giornali. Qualcuno di voi si lamenta del fatto che Tiago Pinto non parla, che non risponde ai giornalisti, abbiamo trovato una strategia per dire se c’è o no qualcosa di vero. Anche Kamara, sono tutte bugie. Un giorno spiegherò il dossier Kamara, ora non posso farlo, poi quando vedrete il futuro capirete. Non voglio essere arrogante, voglio condividere il mio pensiero con voi, ma mi dispiace che con questi ragazzi non abbiamo avuto nessuna trattativa e qualcuno parla di obiettivi sfumati. Mai detto che c’erano queste trattative, su questo non posso fare niente”

Zakaria? Ha rifiutato?
“Su questo è diverso, non ho incluso Zakaria negli altri nomi, dimostra che dico la verità. Quando cerchi di prendere un calciatore ci sono tanti fattori che influenzano la decisione, non solo il rapporto col club, c’è il calciatore, il contratto. Non commento il fatto che sia andato alla Juventus, è vero che è un giocatore che il nostro scouting seguiva. Magari il direttore sportivo è scarso, ma lo scouting lavora bene”

Siete preoccupati sul diritto di recompra su Abraham?
“No, esiste questo diritto ma a partire dal 2023. Sono felice che stia giocando bene, ma come il mister ha detto anche lui può fare meglio, diventare ancora più forte individualmente e collettivamente, ma il primo anno in Italia per un attaccante è difficile e sta facendo bene, non mi preoccupa il diritto di recompra del Chelsea”

La Roma si è rinforzata, ma c’è una squadra come la Juve che si è stra-rinforzata, un avversario ora più pericoloso nella rincorsa al 4 posto? Fate meno attenzione agli algoritmi e lavorate più con il mister in questa fase rispetto a quando siete arrivati?
“Io mi concentro sul mio lavoro e la Roma, non su quello che fanno gli altri. Penso al nostro mercato, alle nostre necessità e strategie. Chiaramente non giochiamo da soli, siamo attenti a quello che fanno gli altri, ma non perdo tempo a seguire quello che fanno gli altri. Sull’algoritmo, ora che ho più fiducia di voi e voi avete fiducia in me, non capisco dove è andato a finire questo tema dell’algoritmo, credo che ora se ne parli pure al Genoa. Oggi nel calcio abbiamo un rischio molto grande: prendere un calciatore sbagliato. Spendere soldi e poi non avere una resa. Quello che facciamo con lo staff, lo scouting, con il match analyst, con il mister, è prendere tante informazioni e ridurre il rischio. Ma non abbiamo mai preso un giocatore per l’algoritmo. Quando sono arrivato ho preso El Shaarawy, non serve l’algoritmo, piuttosto che Rui Patricio. Su Reynolds è una scelta sbagliata di un direttore sportivo, si può dire questo, ma non è un algoritmo. Non esiste un computer che ti dice in assoluto prendi questo o quello e tu lo fai, ma oggi i DATA sono importanti, anche per il lavoro di Mourinho, ci sono strumentazioni, GPS, dati, che servono per il lavoro quotidiano. Ma non esiste che qui prendiamo giocatori e allenatori in base all’algoritmo e se le cose, in assoluto vanno male, è colpa mia”

In Portogallo ha lavorato per una squadra che già da sola era un biglietto da visita. Il colpo principale è stato Vlahovic che la Juve si è ripagata con le cessioni di due giocatori. Sicuramente nel mercato aiuta avere contatti diretti. La Roma in questo senso come è messa? E’ una società che in un ambito di mercato trova porte aperte o alcune aperte altre chiuse. Lavorare per la Roma è più difficile?
“No, è diverso. Lavorare in Portogallo e in Italia è diverso, lavorare alla Roma o al Benfica è diverso. Gli esempi che tu hai fatto, ti posso fare esempi diversi senza parlare degli altri. Quando sono arrivato qui Pau Lopez era in panchina, giocava Mirante. Aveva forse valore di mercato azzerato, poi ha giocato e si è infortunato. Ho bussato alla porta del Marsiglia, dove ho un buon rapporto con Longoria e sei mesi dopo abbiamo ceduto un giocatore per 12 milioni. Under ha fatto 200 minuti in Premier, con l’ingaggio che ha, abbiamo trovato altri 8 milioni. Coric e Bianda stanno giocando, Kluivert sta facendo bene a Nizza. I soldi arrivano dopo, non capisco quello che tu vuoi dire sui rapporti, parlo con tutti i club, mi riconoscono il fatto di privilegiare i rapporti con i club anche attraverso gli agenti, per cui se non aprono la porta a me la aprono alla Roma che è una realtà importante”

Può garantire che Zaniolo giocherà nella Roma il prossimo anno?
“Non posso io e nessun altro può”

Ascoltando Mourinho è sembrato che ci fosse l’esigenza di un regista. Come mai non è arrivato il regista? E’ un obiettivo per il prossimo mercato?
“Se non sbaglio Mourinho ha detto testualmente il mercato non è chiuso ma non mi aspetto più nessuno. Il mercato estivo è molto lontano, quello che dobbiamo fare ora è pensare al campo, perchè quando finisce il mercato è come se iniziasse una nuova stagione. Questo è il momento di migliorare gli strumenti, l’organizzazione musicale, avendo portato due musicisti in più, per dare alla gente la sinfonia che merita. Poi lavoreremo sul mercato estivo per rendere la Roma più forte”

La pandemia ha messo in crisi il calcio, a gennaio però commentiamo il mercato di gennaio più ricco di sempre? Se lo aspettava visto che si denunciava carenze di liquidità?
“E’ vero che ci sono state trattative onerose, ma è anche vero che sono state molto circoscritte. Oltre al tema economico c’è anche quello sportivo. Dopo il Covid stiamo imparando a vivere col virus. In Inghilterra il pubblico non si è fermato più e aspettiamo che il mercato riparta. Non ti posso dire che qualcosa mi ha sorpreso perchè sorprese ce ne sono sempre. Nelle prossime finestre di mercato torneremo un po’ alla normalità. Secondo me non tornerà mai a 3-4 anni fa quando ci sono stati Neymar, Courinho, Dembele. Oggi siamo tutti un po’ equilibrati”

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Mayoral: “Avrei meritato maggior minutaggio a Roma”

 “Mi è subito piaciuta l’idea di venire in questa squadra. Sono arrivato con grande entusiasmo dopo alcuni mesi in cui non ho giocato, ma anche con un po’ di rabbia perché penso che avrei meritato un minutaggio maggiore. Ho molta energia dopo la stagione fatta l’anno scorso con la maglia della Roma e penso di per dimostrare le mie qualità da attaccante. La Nazionale? E’ un obiettivo e un sogno che vorrei realizzare”. Così Borja Mayoral ai microfoni di Radio Marca. L’attaccante spagnolo trasferitosi dalla Roma al Getafe a gennaio, dopo la risoluzione anticipata del prestito dal Real Madrid. 

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Andreazzoli: “Con la Roma sarà difficile. Mou? E’ stato molto carino con me all’andata”

Aurelio Andreazzoli, tecnico dell’Empoli, ha parlato alla vigilia del match contro la Roma in conferenza stampa:

Tornando alla gara di San Siro, è stata una bella soddisfazione al di là del risultato finale.
“Io sono sempre soddisfatto e penso di dare questa impressione. Volevamo seguire un percorso per ottenere questi risultati nel corso della stagione, il tempo ti dà l’opportunità di mettere a posto le cose. Ciò permette ai giovani e ai meno giovani di consolidarsi, lavorano particolarmente per una soddisfazione personale usufruendo della squadra. Sono contento ma dobbiamo continuare: abbiamo la possibilità di migliorare, con questo modo di pensare e di agire. I miei giocatori sono molto bravi nei fatti, siamo caduti diverse volte ma ci siamo subito rialzati. Questo è l’aspetto migliore. Cadremo ancora, anche in maniera pesante, ma l’aspetto morale conta tanto come abbiamo evidenziato più volte”.

Che partita si aspetta? Quanto sarà difficile?
“Mi sembra ovvio che teniamo al risultato, e mi sembra altrettanto ovvio che il nostro obiettivo è migliorare la classifica. Speriamo di riuscirci di volta in volta, noi andiamo in campo per fare la prestazione. Poi dipenderà quanto la Roma ti consente di fare, nonostante tu faccia moltissimo. Il nostro compito è di far scendere un po’ loro e noi tenere il nostro livello alto”.

Il mercato può partire con la partenza di Mancuso.
“Intanto è arrivato Benassi, che era atteso da noi. Dovevamo colmare la casella dell’infortunio di Haas. Accardi è stato perfetto anche come tempi e ci ha portato quello che volevamo. Mancuso è sempre stato un punto di riferimento nello spogliatoio, sempre positivo pur non giocando sempre. Le doti morali sono altissime e lo ringrazio personalmente di questi sei mesi che sono stati molto interessanti. Ho conosciuto una bella persona”.

Qual è il segreto per dosare giocatori giovani?
“Non so se c’è un segreto, però l’ambiente dove entrano i ragazzi giovani, anche quelli della Primavera è positivo. E quando un ambiente è sano ed è di aiuto diventa una cosa naturale. Io credo che avere la possibilità di avere un appoggio sicuro, una scialuppa di salvataggio, e cioè la conoscenza del gioco, è molto importante. Anche chi non è pronto per giocare sa che da lì si parte”.

Come sarà il confronto con Mourinho e in generale contro la sua ex squadra?
“Per me è una fortuna e una soddisfazione, ci siamo confrontati poco sul piano individuale ma Mourinho è stato molto carino all’andata. Per me è una gara come le altre, cerchiamo di fare il massimo sempre”.

Come sta la squadra fisicamente?
“Avremmo non voluto disputare i supplementari mercoledì, ci ha messo in crisi, avevamo troppi elementi che non si potevano permettere di fare un minutaggio così ampio. Ma così è stato e quindi accettiamo. Ma è un dato di fatto che avremmo voluto giocare di meno per presentarci in condizioni fisiche migliori”.

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Mourinho: “Veretout non parte. Finiremo la stagione con questa rosa. Ok Smalling ed El Sha”

CONFERENZA STAMPAJosè Mourinho ha parlato in sala stampa alla vigilia di Empoli-Roma:

“Un pensiero per Mister Di Marzio, siamo tutti con la sua famiglia”

“Tu ricordi benissimo i momenti in cui non siamo andati bene, per me più facile parlare dei momenti belli come i 70 minuti contro la Juve, il secondo tempo contro il Lecce ad esempio. La partita contro la Juve è già un po’ lontana, nel calcio due settimane sono già tanto tempo, ne abbiamo già parlato a sufficienza, noi non ci nascondiamo dietro le scuse, principalmente tra di noi abbiamo parlato abbastanza di quella partita. Contro il Lecce ho già detto che la responsabilità del primo tempo è la mia, ho cercato di spiegarlo, forse l’ho fatto male. Quando uno pensa alla partita successiva e non a quella che sta giocando, di solito non aiuta la sua squadra e io non li ho aiutati. Quando una squadra è abituata a giocare con due punte o con un 10 dietro un centravanti e invece in questo caso abbiamo giocato con tre centrocampisti con le stesse caratteristiche sulla stessa linea, la colpa è mia. Avevo la consapevolezza di questo fortunatamente anche prima della partita ma avevo giocatori in panchina per cambiare la dinamica del match”

A che punto è il recupero di Smalling? L’eventuale rientro di questo giocatore può suggerirle di tornare a tre o preferisce andare avanti a quattro dietro?
“Smalling sta bene, non benissimo magari, ma si è allenato con la squadra due giorni con noi, si è allenato a Trigoria senza la squadra ma l’ha fatto già giovedì, gli altri giorni è stato a casa con un allenamento minimo ovviamente. E’ disponibile per giocare, abbiamo 4 centrali a disposizione e stanno giocando bene, anche Marash Kumbulla che due-tre mesi fa, non era un giocatore che aveva la mia fiducia totale, ora l’ha conquistata, con umiltà, lavoro, con apertura totale alle critiche costruttive, sono molto contento. Non mi ricordo di aver avuto 4 centrali a disposizione. Sul cambio di modulo non voglio rispondere”

Abraham è entrato in 19 gol della Roma, sulla scia di gente importante al primo anno come Batistuta o Montella. Quanti margini ha di crescita?
“Dove possiamo arrivare noi con lui e dove può arrivare lui con noi. Non sta facendo male, hai ragione, nella sua prima stagione, con un cambio di cultura calcistica e di competizione, i numeri stanno lì, senza rigori, con tanti pali che si potevano trasformare in più gol, però onestamente mi aspetto di più, c’è spazio per migliorare non solo a livello numerico ma anche a livello qualitativo, in area di rigore dove ancora deve crescere tanto, adesso giocando sempre, con le esigenze che abbiamo e con il lavoro che sta facendo mi aspetto sempre di più. Torno all’inizio della risposta, siamo tutti insieme, speriamo che la crescita dell’individualità coincida con la crescita di squadra”

Se togliamo Inter e Juventus, quante squadre in Italia hanno una rosa migliore della Roma secondo lei?
“Penso che la classifica, che gara dopo gara, una vince una perde, una volta siamo quinti, poi sesti o settimi, Fiorentina prima settima, o sesta, così la Lazio, penso che siamo lì. Penso che la classifica esprima chiaramente le prime 4-5 di questo campionato, hanno un potenziale di rosa, di numeri, di esperienza che per qualche ragione stanno lì. Possiamo arrivare lì? Ovviamente sì. Possiamo principalmente nella prossima stagione trovare continuità ed evoluzione? Sì. Però per me non c’è dubbio, basta guardare anche il tempo di costruzione delle squadre e del loro lavoro”

E’ chiuso il mercato in entrata? Partirà qualcuno?
“Magari ho sbagliato quando ho detto che era chiuso, forse mi hanno interpretato male. Il mercato è aperto al 31 gennaio. Se la domanda è se mi aspetto qualcosa in più? Non mi aspetto. Ma il mercato è aperto. Sulle cessioni dipende da come pensate voi le cose, è un po’ strano perchè sembra che ogni volta che un calciatore va in panchina o vive un determinato momento, la soluzione immediata sia la cessione. Se è così, è complicato. Si parla sempre: Veretout è stato in panchina una partita, è già in vendita. Carles Perez gioca, esce al 45′ e deve esser ceduto. I giocatori che sono andati via, Villar, Mayoral, Reynolds e Calafiori erano parte di un progetto, di una strategia non dico di mercato, ma di struttura della nostra squadra, in questo momento con l’attuale rosa penso sia la stessa che rimarrà fino al termine del campionato. Infatti abbiamo sostituito 4 giocatori con pochissimi minuti giocati con 2 che giocano e giocheranno tanto e che in due partite hanno fatto tanti o più di questi 4 messi insieme. Questa è una strategia di strutturare la rosa. Sergio Oliveira ci da opzioni a centrocampo, Maitland una buona protezione a Karsdorp e Vina, questo ha migliorato la nostra rosa, per questo ho detto che ero contento perchè si poteva fare il 31 gennaio e lo abbiamo invece fatto il 10. Perez ha giocato come titolare 8-9 partite, abbiamo bisogno di una rosa, non di gente che va via”

Avrà tutti i terzini a disposizione, su Maitland-Niles: rivedendo il gol preso contro il Lecce, non si è capito se dovesse marcare Calabresi oppure no?
“Prima di tutto valore al Lecce che non ha avuto paura del 2 vs 2 a centrocampo e ci ha sorpreso a noi questa cosa perchè pensavamo ne lasciassero tre dietro contro i due nostri attaccanti. A volte si guarda chi sbaglia e non ci fa bene, loro hanno fatto molto bene. Maitland doveva stare a limite dell’area a controllo della zona, doveva seguire quello che entrava visto che fuori non è rimasto nessuno, ma loro sono stati bravi e coraggiosi”

Che partita dovrete fare domani? El Shaarawy?
“El Shaarawy convocato, Spinazzola e Pellegrini sono gli unici assenti. Apparentemente come tu dici non esiste. Milan-Spezia 1-2, così Inter-Empoli in coppa 2-2 al 90′, per fortuna questo apparentemente in Serie A assomiglia sempre di più a quello di Premier. L’Empoli sta disputando una stagione fantastica, arriva dalla B e oltre ai numeri, i risultati, esprimono una qualità di gioco e un lavoro fantastico. Sono sicuro che non sarà facile. Per vincere dobbiamo giocare molto bene. L’Empoli ha la media di più di 2 gol a partita nelle ultime giocate, segnano quasi sempre, si difendono bene, hanno grande qualità e gioca con l’ambizione di vincere e finire il più alto possibile, ma anche con tranquillità perchè distanti dalla zona salvezza. Tolgo subito l’apparentemente, perchè sarà una gara molto difficile”

Empoli e Lecce si assomigliano? Ha pensato che con qualche gol in più sarebbe al pari dell’Atalanta?
“Non credo sarà simile al Lecce, ma giocano in due categorie diverse, c’è una distanza qualitativa con l’Empoli, giocano con sistema tattico diverso, l’Empoli varia con due punte o con una, partendo sempre da una linea a quattro, ma sono mutevoli. E’ una buona squadra e non sono preoccupati per la classifica, quindi giocano con serenità. Andiamo lì con l’intenzione di cercare di fare un ciclo di vittorie, vincere la terza di fila prima della sosta”