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Dovbyk: “Vittoria importante. Sento la fiducia di tutti e voglio ripagarla”

Artem Dovbyk ha commentato così la vittoria per 1-0 contro il Lecce:

Partita difficile…
“Sì, molto difficile. Abbiamo avuto tante opportunità nel primo tempo, è stato importante portare a casa i tre punti e continuiamo sulla nostra strada”.

È un momento eccellente per te…
“Sì. I ragazzi mi sostengono e io sto cercando di fare il mio lavoro, ovvero segnare e aiutare la squadra. Oggi era molto importante farlo”.

DOVBYK A SKY:

Gol importante, perché non hai esultato?
“Ero stanco, abbiamo esultato insieme. La cosa più importante sono i 3 punti”.

Come reputi la tua prima stagione?
“Non facile ad essere onesti, sono successe un po’ di cose strane con 3 allenatori. Abbiamo continuato a lavorare e adesso le cose arrivano”.

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Ranieri: “Lotta Champions? E’ presto. Ho detto alla squadra di dare tutto per non avere recriminazioni in estate”

Claudio Ranieri ha commentato così la vittoria per 1-0 sul Lecce ai microfoni di Sky Sport:

Tante occasioni da gol sbagliate, la partita si è sporcata, c’ha creduto fino alla fine
“Siamo entrati bene, meritavamo il vantaggio, abbiamo commesso due errori incredibili poi la partita è cambiata, è stata più combattuta, abbiamo concesso un paio di occasioni potenziali per nostre leggerezze, poi siamo riusciti a vincerla, su un campo di una squadra che lotta per non retrocedere”

Dobbiamo imparare a giudicare Dovbyk solo dal punto di vista realizzativo?
“No, dobbiamo chiedergli di più, lo pungoliamo, ci lavoriamo, ho chiesto alla squadra di servirlo in profondità, ci alleniamo su questo, piano piano capirà, è un ragazzo sensibile, questi gol gli fanno bene”

Vittoria diversa dalle vostre ultime, il gol lo avete segnato al nulla, Dovbyk aveva l’uomo addosso e se l’è inventato…
“Sì sapevamo che volevano sempre iniziare il gioco dal portiere, l’avevamo studiata questa pressione e potevamo segnare, ho chiesto ai ragazzi di andare alti per recuperare il pallone costringendoli a calciare lungo, dove avevamo un vantaggio”

-4 dalla Champions, ci guardi lassù o è presto?
“E’ presto, guardo ai miei ragazzi, ho chiesto alla squadra di non avere recriminazioni la prossima estate, diamo tutto, senza pensieri. Mancano 8 partite, saranno tutte difficili, ce le giocheremo al 100% poi vedremo”

Ho fatto parte di squadre dove ad un certo punto un allenatore ci ha così convinto, ci ha così trasmesso entusiasmo, che ci siamo convinti di poter vincere lo Scudetto. Mi sembra la situazione che sta vivendo la Roma adesso…
“Addirittura lo Scudetto Billy (ride ndr). Abbiamo fatto 39 punti come l’Inter? Speriamo di continuare così”

L’anno prossimo con te non sarebbe un anno perso…
“Io vi ringrazio, sono entrato negli spogliatoi, ho detto disgraziati mi volete far morire prima, meno male che ho fatto tutti i controlli al cuore. E’ giusto cambiare”

Cerchi un altro Ranieri? O uno diverso da te?
“Non esiste (ride ndr). Spero più giovane. Buonasera a tutti”

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Corvino: “Ranieri è un fuoriclasse. Contatti con la Roma? Andiamo oltre…”

Pantaleo Corvino, direttore generale del Lecce, ha parlato ai microfoni de il Messaggero. Ecco le sue parole:

“Il calcio dovrebbe essere trattato come un’azienda e quindi tutto parte dalla scelta di un ottimo management. Invece non avviene. Eppure mettere solo soldi non basta”.

A domanda precisa sui contatti con la Roma, Corvino glissa seccamente: “Andiamo avanti”.

Poi su Ranieri: “Rapporto bellissimo con Claudio. Di tanto in tanto ci scriviamo. Pensi che abbiamo cominciato insieme la nostra avventura in Serie C. Si capiva già che era un fuoriclasse. Spero riesca a raggiungere tutti i suoi obiettivi”.

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Hummels: “A Roma sto benissimo. Ranieri? Ha un’autorevolezza naturale”

Mats Hummels ha parlato ai microfoni di DAZN DE. Ecco le sue dichiarazioni:

Il trasferimento a Roma?

“Volevo davvero partire per un’avventura, qualcosa che non avevo ancora fatto, e uscire dalla mia zona di comfort. Ed è successo esattamente quello che volevo. Ci sono stati momenti difficili, ci sono stati momenti molto belli. Anche nei momenti difficili, devi solo stare con te stesso. Penso che ora noi, come squadra, e io personalmente, saremo ricompensati in un certo senso. È davvero bello qui a Roma”.

Conoscenze pregresse di Roma?

“Ero già stato a Roma un paio di volte, sia privatamente che con la nazionale, quindi conoscevo la città e sapevo quanto fosse bella, una città che mi piace. Naturalmente, ho dovuto anche sperimentare alcune cose culturali in un modo nuovo, il che penso sia anche bello. Amo scoprire culture diverse. Mi sono adattato bene. L’unico problema è stato il traffico. Era pazzo, ma mi sono abituato anche a quello. Mi sento molto, molto a mio agio

L’esordio con l’AS Roma…

“Il periodo è stato brutto personalmente, certo, ma anche come squadra perché non abbiamo vinto molte partite e non abbiamo giocato un buon calcio. Prendo sempre queste cose con umorismo. La vedevo quasi ironicamente, perché ero sicuro che se avessi continuato ad allenarmi e a lavorare, il mio momento sarebbe inevitabilmente arrivato a un certo punto. In quel momento ero contento che almeno l’autogol non avesse avuto alcuna influenza reale sul risultato, perché la partita era già persa. Ma ovviamente l’inizio è stato il peggio che si possa immaginare. È un cliché, ma dopo la pioggia arriva il sole e mi era chiaro che sarebbe tornato a migliorare”.

Il caos degli allenatori…

“È stato molto difficile. Sono venuto qui e ho parlato con Daniele De Rossi, dello stile di gioco e del mio ruolo. Poi è rimasto per meno di due settimane dopo il mio arrivo. Era uno stile di gioco completamente diverso, molto contro la palla e che distruggeva il gioco dell’avversario. Ora ci stiamo concentrando di più sui nostri punti di forza e sui buoni calciatori che abbiamo. Il tutto unito ad un’idea difensiva che mi si addice molto bene. Alcuni dei miei punti di forza sono chiaramente nel gioco con la palla. Mi piace esser in grado di avere un’influenza sul gioco della squadra, è più nella mia natura”

Claudio Ranieri?

“Porta con sé un’autorità naturale. È accomodante, simpatico, ma agisce quando conta. È coerente negli aspetti che vuole vedere dai suoi giocatori e nelle sue decisioni su chi gioca. È rispettato perché so che fa tutto il possibile per garantire che la squadra abbia successo. Si aspetta molto dalla squadra, è molto professionale e lavora molto bene. La combinazione di allenatore e squadra si adatta molto bene”.

Lo stile difensivo?

“Come calciatore, impari sempre qualcosa di nuovo se vuoi. Non importa per quanto tempo giochi. Ci sono alcune peculiarità in Italia. Il calcio è diverso dalla Bundesliga. C’è molta difesa uomo a uomo in tutto il campo, non lo sapevo prima. Ecco perché è stato qualcosa di nuovo per me. Ci si abitua anche a questo. Tuttavia, ci sono volute alcune settimane per conoscere questo stile di gioco. Inoltre, ci sono alcuni passaggi e fraseggi, il che mi ha sorpreso un po’ all’inizio”

I tifosi?

“Vedo i tifosi tutti i giorni, al campo di allenamento e allo stadio. La gente è molto emozionata per l’AS Roma e questo è davvero spettacolare e speciale. Posso paragonarlo a Dortmund, dove anche le persone sono così emotive ed entusiaste del calcio. Adoro questo legame dei tifosi con il club”

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Galeone: “Allegri sarebbe perfetto per la Roma. Mi ha detto che al Milan non tornerà…”

Giovanni Galeone, ex allenatore e amico di Massimiliano Allegri, ha parlato oggi alle colonne del Corriere della Sera. Ecco un estratto sul futuro allenatore giallorosso:

La Roma? Dopo mesi hanno capito che serviva Ranieri. Adesso non devono sbagliare il prossimo allenatore.

Allegri-Roma, le piacerebbe? “Molto. E glielo auguro. Anche se sono stato arrabbiato con lui. Per un po’ mi ha chiamato e non mi andava di rispondere. Era diventato troppo pigro. Deve allenare, è bravissimo. Chissà, magari esagero. Magari non dipende solo da lui. Non arriva la chiamata giusta. Fossi stato il Milan, di corsa. Ma poi ci siamo sentiti e mi ha detto che non ci va. Ecco: alla Roma lo vedrei benissimo. Poi va a sapere. Io ‘sto calcio non lo capisco più…”

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Nainggolan: “Roma l’unica piazza dove mi hanno capito davvero”

“Andai a Roma per una scelta mia, lì sono stato molto rispettato. Walter Sabatini mi voleva già a giugno, ma saltò, si fece solo a gennaio quando io firmai un contratto in bianco! A Cagliari mi hanno accolto bene, ma forse Roma è stata l’unica piazza che mi ha capito davvero come uomo. Sono state due esperienze molto simili per quanto gli obiettivi erano diversi”.

Così Radja Nainggolan, in merito al suo approdo nella capitale nel mercato di gennaio della stagione 2013-14. Un estratto di un’intervista rilasciata sul canale Youtube di Francesca Teodori.

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Ranieri ribadisce: “A giugno mi ritiro”

Non c’è possibilità di un ravvedimento. Ranieri ormai ha deciso di chiudere la sua carriera da allenatore a giugno. La Roma in panchina sarà la sua ultima squadra, come è stata la prima da giocatore. Poi rimarrà come dirigente, salvo stravolgimenti.

Sperava di vincere un trofeo per sugellare quest’amore infinito con un pubblico che, comunque andrà, gli tributerà un omaggio straordinario. Fuori da Coppa Italia ed Europa League, resta la corsa Champions o comunque ad un piazzamento europeo.

Ieri sera intanto – anche con sguardo indiretto alla scelta del prossimo allenatore – Ranieri a margine della consegna del Premio Maestrelli ha ribadito che a giugno andrà in pensione: “La pensione è cosa giusta”.


Le altre dichiarazioni:

La qualificazione in Champions League è possibile? Se l’aspettava o è rimasto stupito?
“Stupito non posso esserlo perché sono sempre positivo nel lavoro e nel gruppo dei giocatori che ho a disposizione. Ho trovato un gruppo forte ma che aveva perso autostima. Ho cercato di compattarlo e di dare a loro ciò che meritavano di avere. Si sono ritrovati e compattati, hanno fatto tanto ma adesso viene il bello e il difficile. Dobbiamo continuare con la leggerezza che ci ha contraddistinto e la voglia che ha fatto innamorare i nostri tifosi”.

Le fa piacere ricevere questo premio in un momento così bello della Roma?
“Ricevere premi fa sempre piacere, poi se la squadra va bene meglio ancora. Ora arriva il difficile perché il campionato è apertissimo per tutti e molto interessante”.

Si aspettava di essere l’allenatore della squadra che ha fatto più punti nel 2025 considerando anche gli altri campionati?
“Non me lo immaginavo. Quando sono arrivato ho pensato solo a far bene e a riportare autostima e positività ai ragazzi. La squadra è valida, ma i risultati erano negativi. C’è stato un grande sacrificio da parte di tutti i ragazzi che mi hanno seguito e ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma è come se non avessimo fatto tutto perché ora arriva il bello e il difficile”.

La perdita di Dybala quanto può incidere?
“Speriamo che la squadra si compatti ancora di più, perché senza un campione del genere dobbiamo fare qualcosa di più”.

Quanto le ha fatto piacere che Dovbyk ha risposto sul campo alle sue parole?
“Mi ha fatto piacere il pubblico e i suoi compagni di squadra, che sono corsi ad abbracciarlo dopo il gol. Lui è un ragazzo molto timido, che ha bisogno di comprensione e affetto da parte di tutti noi”.

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Dahl: “A Roma non giocavo, al Benfica mi trovo bene. Futuro? Vedremo”

Samuel Dahl, protagonista con la maglia del Benfica da fine gennaio quando ha raggiunto il club lusitano in prestito con diritto di riscatto, ha parlato dal ritiro della nazionale svedese: “E’ bello essere al Benfica. Ho fatto cose buone finora, la squadra è molto buona. Tutti mi stanno aiutando”, ha detto, ricordando che “voleva giocare” quando ha lasciato la Roma. “Sono passato dal non giocare per la Roma all’affrontare il Barcellona. È stata una partita incredibile”, ha sottolineato, ammettendo di essere stato preso di mira anche da un club turco.

Tuttavia, il ventiduenne svedese è cauto circa la possibilità di restare al club lusitano: “Vedremo cosa succederà in estate”, ha sottolineato, visto che il Benfica ha una clausola di riscatto di 10 milioni di euro.

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Konè: “Troppi gialli? Ranieri mi chiede di stare più attento. Amo giostrare da 6 e da 8”

Manu Konè ha parlato ai microfoni de l’Equipe. Ecco le sue dichiarazioni:

Da quale centrocampista hai preso ispirazione?
“Quando ero piccolo, Yaya Touré e Paul Pogba. Era il sogno essere come loro. Crescendo, quando vedo cosa ha fatto Yaya Touré in Premier League, è scioccante”.

Ciò su cui devi migliorare riguarda il livello disciplinare. Hai ricevuto otto ammonizioni in questa stagione. Hai una spiegazione?
“(Ride, ndr) Onestamente? Già gli arbitri sono un po’ offensivi. Ma quando sei un giocatore che ha voglia, inevitabilmente c’è un po’ di impegno in eccesso. È vero che devo essere più attento perché potrebbe penalizzare la squadra. Ranieri mi chiede di migliorare su questo. Ma io mi impegno. Sto solo cercando di fare bene”.

Un avversario ha mai provato a intimidirti fin dall’inizio?
“(Ride, ndr) Ne parlavo con Evan Ndicka a Roma. Abbiamo parlato delle nostre prime partite professionistiche e in una delle prime da titolare in Ligue 1 è stata contro il Lione. Ho fatto un errore nei confronti di Memphis Depay; lui si è arrabbiato e ammetto che ero un po’ intimidito. Vedere Memphis Depay che ti urla contro e tutto il resto… Poi tocca al calcio. Niente mi spaventa. Ad esempio, a volte perdo palloni ma questo non mi rallenta. Se non ci provi, finirai la partita con rimpianti”.

Ti ritrovi a rimuginare sulle azioni la sera quando torni a casa?
“Ovviamente! Fare il calciatore è duro, eh! Ad Empoli, ad esempio, (nella partita vinta 1-0 il 9 marzo) ho colpito il palo. Ci ho pensato tutta la notte. In realtà, devo accettarlo. Avrei potuto tirare tra le gambe del portiere, avrei potuto fare un pallonetto. Ma ho dribblato il portiere e ho colpito il palo. Poco prima dell’azione, nello spazio di due secondi, mi pongo almeno venti domande. Te lo giuro! Tutto è troppo veloce. Vedo le gambe del portiere, vedo lo spazio sinistra, a destra, nell’angolo sinistro, nell’angolo destro, mi dico: ‘Lo sto palleggiando’. E colpisco il palo. Fortunatamente abbiamo vinto”.

In quale posizione ti senti più forte?
“Ho sempre ritenuto che un centrocampista debba saper ricoprire tutti i ruoli in questa zona. Ho la capacità di fare sia il 6, sia l’8, ma sono un giocatore a cui piace chiamare, avere la palla e recuperarla. Francamente, se potessimo creare una posizione ‘6-8’, sarebbe l’ideale (sorride). Mi piace essere in entrambe le zone ed è quello che mi chiede mister Ranieri”.

Sei uno dei tre giocatori che subiscono più falli nei maggiori Campionati Europei. Lo sapevi?
“Sì. Ciò significa che proteggo abbastanza bene la mia palla e questo costringe i miei avversari a commettere errori. Ottenere calci piazzati è molto importante nel calcio moderno”.

Sulla lite con Guendouzi al derby?
“È stata l’atmosfera del derby a farci esagerare un po’. Ho parlato di questa partita con Mattéo durante tutti gli incontri precedenti. Ridevamo, anche con l’allenatore: ‘Ehi, il derby di Roma sarà duro!’. Poi è successo quello che è successo. Lo accetto con un sorriso. È vero che non è una bella immagine, ma è pur sempre una partita di calcio. Soprattutto con Mattéo abbiamo spiegato le cose subito dopo. L’ho chiamato e la cosa era risolta”.

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“Infortunio delicato per Dybala, ci vorrà più di un mese”: le parole del Dottor Ripanti

Il Dottor Simone Ripanti, ortopedico dell’ospedale San Giovanni di Roma, ha commentato così ai microfoni de il Corriere dello Sport l’infortunio di Dybala:

“Sicuramente non sarà una guarigione rapida. La lesione tendinea, a parità di grado, è più grave di quella muscolare, perché i tessuti si rigenerano più lentamente. Operazione? Questo non lo so, immagino che lui chiederà altri pareri medici prima di decidere la strada più opportuna. Vorrà approfondire. Ma in ogni caso, anche se verrà scelta la terapia conservativa, la prognosi di un mese che leggo qua e là mi pare molto ottimistica. Ci vuole pazienza”.

“Posto che certi problemi sono determinati da tanti piccoli fattori che si sommano, il gesto del colpo di tacco determina uno squilibrio nel corpo perché richiede un movimento del quadricipite, cioè il muscolo anteriore della coscia, e l’apporto dei flessori, ossia quelli posteriori. Il contrasto provoca un allungamento dei muscoli che può provocare lacerazioni nelle fibre. Comunque Dybala è stato anche sfortunato, perché lesioni di questo tipo sono molto rare”.