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Mourinho: “La Roma mi ha licenziato perchè era impossibile lì fare due finali di seguito”

Nuova dichiarazione sferzante di Mourinho sulla Roma, rivolta soprattutto alla proprietà. In un meeting in Arabia Saudita, l’ex tecnico giallorosso ha dichiarato quanto segue: “Forse è stato raggiungere due finali europee con la Roma. Guardando la storia, si capisce il perché. Ci sono cose che si fanno e che sono solo una conseguenza normale della situazione. Quanto meno condizioni ci sono, più merito si ha quando si vince. Alla Roma era impossibile arrivare a due finali europee consecutive, ecco perché mi hanno licenziato al terzo anno”.

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De Rossi: “I sesti posti non si festeggiano. Farò di tutto per migliorare la Roma”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 1-0 sul Genoa:

Vi ha messo un po’ in difficoltà il Genoa nel primo tempo? Meno male che poi ha aspettato El Shaarawy, si era arrabbiato con lui al momento del cambio?
“No, con me stesso. C’è stato un problema di comunicazione, non ho detto il suo nome anche se lo pensavo, ecco perché non si stava scaldando. Nelle ultime partite abbiamo subito troppi contropiedi e ripartenze, oggi abbiamo creato qualche occasione e tirato tantissime volte dal limite senza mai prendere la porta. Il Genoa è una squadra tosta e ha giocato come se fosse la partita della vita e questo mi piace. Questa vittoria dimostra che la squadra ha un cuore gigante, abbiamo trovato la zampata del campione”.

Sono stati gli ultimi minuti con la maglia della Roma per Lukaku? Farà di tutto per trattenerlo?
“Farò tutto quello che posso per rendere questa squadra migliore. Ogni anno l’allenatore si siede con i dirigenti per migliorare la squadra. Ci sono dei paletti e dei budget, ancora non ne abbiamo parlato nei dettagli, ma sicuramente cercheremo di rendere la Roma una squadra da qualche piazzamento più in su”.

Cos’è il sesto posto per la Roma?
“La Roma deve provare ad arrivare tra le prime quattro, ma non è così facile arrivarci. Ci sono tante squadre forti, ma noi dobbiamo lavorare per arrivare tra le prime quattro. Non è un traguardo impossibile, non ci sono tante squadre nettamente più forti di noi”.

Ha cercato di lavorare sulle ripartenze, il Genoa ripartiva con gamba e qualità.
“Pensavo che Gudmundsson potesse giocare addirittura da mezz’ala. L’obiettivo era rimanere corti come blocco squadra. Non è stato un grande primo tempo, ma abbiamo avuto le nostre occasioni, siamo stati poco qualitativi nell’ultima conclusione. Il Genoa è forte, è una squadra fastidiosa”.

Ha in testa dei profili in vista della prossima stagione per giocare il tuo calcio?
“Ne ho mille. Questo lavoro è tremendo, mi chiamano procuratori e giornalisti per sapere notizie. Non avevo tanto tempo e interesse per cercare altri profili, ma un po’ di sano scouting da solo l’ho fatto. Arriverà un direttore sportivo, se io ho mille nomi in testa lui ne avrà diecimila. Ho ben chiare le caratteristiche che questa rosa ha bisogno di mettere dentro. Non basta fare una lista di dieci nomi e prendere tutti i più forti, bisogna capire come incastrarli nella rosa”.

Questa rosa va puntellata o rivoluzionata?
“Questa è una rosa forte, ma ha pochi giocatori che dribblano e di grande gamba e proprio contro questi giocatori abbiamo sofferto. Poi vedremo chi vorrà rimanere o meno, non ne ho ancora parlato né con il ds né con la proprietà”.

Dybala?
“Sta benissimo, l’ho levato solo per un discorso tattico perché Gilardino aveva messo in campo Ankeye e quindi ho voluto inserire Kristensen per avere più centimetri. Dybala non aveva comunque più di mezz’ora di autonomia”

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Terzo sesto posto consecutivo. A livello ambientale è percepito positivamente, perché?
“Non lo so se c’è la percezione. Abbiamo avuto un periodo di vittorie, sarà quello. C’è il discorso provinciale, sei arrivato sopra la Lazio dopo qualche anno. Sono ottimista, ma non facciamo le feste, potevamo anche arrivare più su. Senza la cavalcata in Europa, avremmo giocato le ultime gare di campionato più leggeri”.

Sarà un lavoro a medio o breve termine?
“Tutti i progetti, quando costruisci qualcosa con un contratto di tre anni, la cosa più importante è il tempo. I giocatori forti li vogliono tutti, ma il tempo va guadagnato. Non si può fare una squadra di 18enni, ma magari tra qualche anno avremmo un asset per la società di giocatori fortissimi. Vanno valorizzati anche quelli che abbiamo, anche la Primavera… abbiamo perso Frattesi e ciò non mi va giù”.

Il tuo feeling sulla partita? Dybala ha la fame che chiedi?
“Baldanzi doveva stare su Badelj. Il primo tempo è stato quello, abbiamo tenuto la palla, più solidità al centro ma senza ampiezza. A volte spari i tiri alti, ma devi farli per segnare. La squadra ha fatto una prestazione solida, io la preferisco a una più offensiva ma dove si concede tanto. Sapevo che Paulo poteva giocare 30 minuti, era una idea di arrivarci e poi con più qualità segnamo. Su Dybala, ho visto la sua fame per 4 mesi, non si è mai fermato. Si è allenato al massimo, ha alzato il livello delle sue prestazioni fisica. Ha avuto un intoppo recentemente, ma quando parlo di fame intendo la volotà di essere campioni. La fame è Dybala contro il Torino, noi dobbiamo fargli mettere la sua fame e penso che ce l’abbia”. 

Contento sulla stagione? La lotta alla salvezza?
“Non sono contento del sesto posto, ma lo sono per essermi dimostrato all’altezza. Ho vissuto serate che mi hanno dato una botta di vita incredibile, mi sono riappropriato di casa mia, che mi mancava tantissimo. Possiamo fare molto meglio, penso che abbiamo fatot un percorso interessante. Abbiamo tirato il collo ai ragazzi fino alla fine con l’Europa e un calendario difficile. Con un’altra partita potevamo arrivare quarti dicevo, ma con altre 3 potevmo diventare decimi. Non è mai facile con un cambio in panchina, sono soddisfatto. Potevamo fare di più, ma ci sono state squadra fortissime. La salvezza? Mi dispiace per i miei amici, ma andremo ad Empoli per fare il meglio. Il Genoa  ha fatto la sua partita, in Italia siamo cresciuti in questo, lo faremo anche noi ad Empoli. Stimo tutto il gruppone, ma è il calcio”. 

Qualche nome di ragazzi in Primavera che stai osservando?
“I calciatori non li valorizzi necessariamente portandoli in prima squadra. Calafiori non era questo. Io gli ho sempre detto che avrebbe fatto il centrale. Frattesi idem. Ci sta sempre un percorso. Non faccio nomi, l’ho fatto di Pisilli ma gli ho creato pressione che poi lui per fortuna non ha sentito. Non prenderò giocatori dall’U15, ma dovremmo tenerli d’occhio”. 

Cosa manca alla Roma per arrivare in Champions? Vi potete permettere solo top player da 15 partite a stagione?
“Mancano tanti punti, che si fanno adesso costruendo una squadra forte. Lavoriamo in una direzione intrapresi mesi fa. Arriverà una figura che avrà 1000 nomi. Dovremmo dare tanta qualità e caratteristiche diverse. La Roma non ha calciatori da sole 15 partite, tolti gli infortunati a lungo, abbiamo dei campioni che hanno fatto tanti minuti. Guardando i dati gps, adesso alcuni ragazzi fanno più chilometri: vanno coccolati e bastonati, sono pur sempre ragazzi giovani”. 

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Strootman: “5 anni fantastici, mi manca tanto la Roma”

Strootman a DAZN dopo Roma-Genoa:

Hai ancora la Roma nel cuore?
“Certo, ho vissuto 5 anni fantastici qua. Purtroppo non sono riuscito a dare il massimo a causa degli infortuni, ma i tifosi mi hanno sempre sostenuto, anche quando sono andato via. Qua mi vogliono bene, mi manca tanta la Roma, ho vissuto i 5 anni più belli della mia carriera”.

100% di passaggi riusciti oggi.
“Negli ultimi anni sono stati più una ‘lavatrice rotta’, ma ho sempre provato a dare tutto. È stato speciale aver giocato all’Olimpico la mia penultima partita con il giocatore”.

Come proseguire la tua carriera?
“Ancora non lo so, ci penserò in vacanza. Devo dare sempre di più per non stare male, se non riuscissi a essere più a un certo livello potrei smettere”.

Ti sei arrabbiato perché alcune volte sei stato in panchina?
“Gilardino è un grande allenatore, ma quando mi mette in panchina non sono l’uomo più felice del mondo (ride, ndr). Questo Genoa ha dimostrato tanto in fase di possesso, abbiamo giocatori forti. Conosco la mia posizione, altri hanno fatto meglio di me ed è giusto stare in panchina. Ma se uno è felice di stare in panchina vuol dire che è arrivato il tempo di smettere. Il mister ha fatto le scelte giuste, quando la squadra vince il mister ha sempre ragione”.

Farai l’allenatore?
“Non credo, ma non si sa mai”.

Che ti ha detto De Rossi dopo il fischio finale?
“Mi ha detto di andare sotto la Curva Sud, poi mi ha chiesto se avessi voluto fare il giro di campo con la Roma. Per me sarebbe stato un troppo, ma ho voluto comunque salutare i tifosi che mi hanno sempre sostenuto. È stato un momento emozionante, è venuto anche mio fratello dall’Olanda per vedere questa partita. È stata una serata speciale. Daniele è Daniele, non devo aggiungere altro”.

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Strootman: “Il mio contratto non sarà rinnovato. Giocare all’Olimpico sarà speciale”

“Gilardino mi ha comunicato due giorni fa che il mio contratto non sarà rinnovato e, per questo, il mio percorso con il Genoa termina qui”. Così Kevin Strootman ai microfoni di RadioSerieA.

Sul ritorno a Roma: “Vogliamo chiudere, e non solo io, come si deve davanti ai nostri tifosi. Andiamo a giocarci due gare contro grandi squadre. Giocare all’Olimpico per me sarà speciale, se il mister mi fa giocare mi divertirò”.

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Chiesa gela la Roma: “Voglio restare alla Juve”

Federico Chiesa, dopo la vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta, ha parlato del suo futuro chiarendo qual è ad oggi il suo principale desiderio: restare in bianconero.

“Dovrò parlare con la società, loro mi diranno il loro progetto e io dirò il mio. Il mio pensiero è quello di rimanere in questa grande società, voglio riportare la Juventus dove merita”

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Gasp, frecciata a Mourinho: “Grazie a De Rossi il calcio non è più secondaria a Roma”

Elogi sperticati di Gasperini nei confronti di De Rossi dopo la mortificante sconfitta della Roma contro l’Atalanta.

 “Lo ammiro molto, ma anche per quello che ha fatto alla Roma. Daniele ha rimesso il calcio davanti a tutto il resto. Di questo lo ringrazio, Roma è una piazza stupenda con una gran tifoseria, in cui però il calcio era diventato secondario“, ha ribadito in conferenza stampa senza mai nominare il portoghese ma riferendosi evidentemente a Mourinho.

Il Gasp ha poi voluto rafforzare il concetto: “La Roma ha fatto delle partite molto belle, ma è sempre stata una squadra che giocava molto bene a calcio, anche con De Rossi, Totti, Salah, giusto per citare gli ultimi”. La chiusura poi è tutta dedicata a De Rossi e al suo futuro: “Spero tanto che riesca a riportare questo tipo di pensiero, lo può fare soltanto lui che è giallorosso dentro”.

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De Rossi: “Partita a senso unico, non possiamo attaccarci alla stanchezza. Non meritiamo di arrivare davanti all’Atalanta”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta contro l’Atalanta:

La cosa buona di questa gara è che la squadra non molla mai…
“C’è stata una reazione alla fine, dopo il rigore, però dovevamo reagire prima. Loro sono forti e vanno il doppio rispetto a tanti in Italia e in Europa. Le reazioni mentali esistono, quella spinta dobbiamo trovarla dentro di noi. Non possiamo aspettare un rigore per riaprire la partita. Dopo il primo gol ci siamo sciolti, so che non è facile giocare qui in questo momento. Abbiamo rischiato di prendere troppi gol e non va bene”.

Dentro un’altra punta nel secondo tempo. È mancato coraggio?
“Non è questione di coraggio. Contro l’Atalanta che ti viene a prendere forte è difficile, sapevamo che Lukaku e Hien avrebbero giocato uomo contro uomo. Quando andavamo in verticale dovevamo andare a sostegno di Romelu e questo lo abbiamo fatto poche volte nel primo tempo. Con un altro attaccante forse ho pensato che potessimo riuscirci meglio”.

Hai un po’ di rammarico per il secondo tempo?
“Secondo me il cambio di passo è stato mentale, abbiamo avuto uno spiraglio per riaprirla nonostante non lo meritassimo. Abbiamo giocato meglio nell’ultima mezz’ora, ma anche loro ne avevano. Avevamo preparato la partita solo per giocare in verticale, il possesso poteva essere fine a se stesso contro di loro. Quando vai in verticale devi tenerla e riuscire ad andare in profondità, noi non siamo una squadra che può andare in profondità”.

La differenza l’ha fatta una forma fisica diversa tra le due squadre? Ora vi serve tanto riposo..
“Sì, dobbiamo ritrovare le energie perse, ci sono due gare importanti. Dobbiamo per forza arrivare sesti, i ragazzi lo meritano. Non meritiamo certo di arrivare davanti a questa Atalanta, nelle ultime partite è stata tosta per i ragazzi. Ora ci riposeremo e costruiremo qualcosa di più per affrontare questo calcio. Le squadre forti giocano ogni 3 giorni, non possiamo attaccarci alla stanchezza. Loro vanno il doppio, se vogliamo raggiungerli dobbiamo essere più pronti”.

Con la difesa a 3 cercavate una comfort zone?
“No, è legato al fatto che volevamo giocare a specchio. Nel secondo tempo eravamo con due punte ma la gara alla fine è stata simile. La reazione c’è stata per un rigore abbastanza casuale che ci ha svegliato. Non faccio un discorso di difesa a 3 o a 4, spesso mettiamo un terzino a fare il centrale, ogni tanto costruiamo con il quarto. Credo che questa partita abbia detto poco dal punto di vista tattico”.

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Cristante: “Servirà un atteggiamento forte oggi”

Bryan Cristante ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Atalanta-Roma:

Come state? È stato più difficile recuperare le forze nelle gambe e nella testa?
“È tosta uscire, quando vedi il traguardo vicino è sempre più dura. Ma è il calcio e va così. Abbiamo recuperato subito energie mentali e fisiche. Ci aspetta un’altra partita decisiva”.

Che atteggiamento deve avere la Roma dall’inizio?
“Un atteggiamento concentrato, vivo e forte. Sappiamo che dobbiamo mettere il 100%, è l’ultimo scontro diretto e tanto della nostra qualificazione in Champions passa da qui oggi. Lo sappiamo, non c’è nulla da lasciare sul campo”.

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De Rossi prima di Atalanta-Roma: “Tanto del nostro futuro passa da stasera”

Daniele De Rossi ha parlato prima di Atalanta-Roma ai microfoni di DAZN: “Leverkusen ormai deve essere un ricordo spiacevole. Il nostro obiettivo è pensare alla Champions e oggi è una giornata decisiva”.

Come ha ricaricato i ragazzi?
“Non c’è tempo per essere tristi o stanchi. Altro torneo, altri obiettivi per il nostro futuro e per quella che sarà la Roma dell’anno prossimo”.

Ha detto che fermava Gasperini per vedere i suoi allenamenti.
“No sono andato in Argentina e poi la pandemia, non ho avuto più modo. Gli ho chiesto di fare aggiornamento e lui mi ha detto che dovevo giocare ancora”.

Come si ferma un attacco che ha fatto 94 gol?
“Non l’ha capito ancora nessuno. Tanti giocatori e attaccano in massa, non è facile stargli sempre dietro”.

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De Rossi: “Due-tre dubbi di formazione per Atalanta-Roma”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni della Roma alla vigilia del match contro l’Atalanta:

“Sappiamo quanto è importante per noi e per loro, sappiamo che sono in grande salute, ma anche che sono l’unica squadra ad aver giocato più di noi. Sarà una gara da diluire nei 90′, le forze potrebbero venire meno a noi e a loro. L’abbiamo preparata oggi per quello che si può preparare in 48 ore dopo una partita così intensa, siamo fiduciosi”.

Loro hanno un umore più alto, ma la Roma arriva incattivita.
“Avremmo preferito arrivarci con il loro stato d’animo. Hanno meritato di arrivare in finale, noi no, siamo stati molto bravi per me, abbiamo fatto due partite che potevano girare diversamente per gli episodi ma la gara ha decretato che la squadra migliore ha meritato. Questa è un’altra partita, devi essere bravo da allenatore e calciatore a far scivolare via le scorie che ti porti addosso. Altra competizione, ci giochiamo tantissimo”.

Come hai visto i ragazzi?
“Non felici, affranti. A un certo punto eravamo pari, mancavano pochi minuti, ripeto, loro hanno giocato bene ma abbiamo avuto tanti episodi, tra cui l’infortunio di Spinazzola che hanno cambiato il nostro piano di gara in momenti in cui le cose stavano andando bene. Riconosci meriti e bravura degli avversari, ma c’è senso di ingiustizia e fastidio per gli episodi girati in maniera contraria. Il loro gol è stato fortuito, i ragazzi sono sereni e hanno tutti quanti una sensazione di grande fiducia verso il futuro. Si rendono conto che abbiamo giocato alla pari contro una delle squadre più forti del mondo al momento”.

Formazione: quanti cambi?
“Ci sto pensando. Bene o male ce l’ho in mente, ho due-tre dubbi. Per le condizioni di alcuni e perché arrivano giocatori un po’ stanchi, hanno giocato tante partite, però è vero anche che è la prima volta che ci troviamo a giocare di domenica e poi abbiamo cinque-sei giorni. Non è un brutto pensare, avere una settimana libera dopo mi fa pensare che posso chiedere ancora qualcosa a questi giocatori”.

Cosa ti piace dell’Atalanta?
“Tante cose. Gasperini è tra i più innovativi, ora non più perché tanti si sono ispirati a lui, ma ha cambiato il calcio, anche riportando qualcosa che si esisteva già. Hanno giocatori con caratteristiche che permette loro di giocare così. Ho fermato Gasperini quando giocavo ancora per chiedergli se potevo andarlo a spiare, perché avevo in mente di fare questo mestiere e mi incuriosiva molto. L’Atalanta è qualcosa di unico, sta ispirando molti”.

Quanto è decisiva questa partita?
“Decisiva come lo sono tutti gli scontri diretti a fine campionato. Lo è ancora di più per il fatto che loro hanno una partita in meno e la recupereranno quando la testa dei giocatori della Fiorentina sarà altrove. Decisiva, se non ci riusciremo avremo altre opportunità perché il campionato non finisce, ma è uno snodo cruciale”.