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Mourinho ai tifosi del Fenerbahce: “I vostri sogni sono i miei, la vostra maglia una nuova seconda pelle”

Accolto come un sovrano, Josè Mourinho ieri sera è stato presentato allo stadio del Fenerbahce. Decine di migliaia di tifosi turchi in visibilio per lo Special One che dopo aver fatto un giro di campo per salutare tutti, si è seduto e ha parlato al fianco della presidenza in una breve conferenza stampa: “Da oggi i vostri sogni sono i miei sogni. Ho capito le idee ed i progetti del Presidente, voglio allenare qui per migliorare il campionato turco e anche per i tifosi. Questa maglia per me sarà come una seconda pelle e farò parte della vostra famiglia”

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Falcao vota De Rossi: “Dategli tempo e risorse”

Paulo Roberto Falcao, campione d’Italia con la Roma nel 1982-83′, ha rilasciato un’intervista ai microfoni de il Messaggero. Ecco un estratto relativo a De Rossi:

“Se seguo la Roma di De Rossi? Sì, in tv non mi sono perso la gara con il Brighton, le due con il Milan e la prima con il Leverkusen in Europa League. Le prime tre veramente giocate bene, quella con i tedeschi un po’ meno. Daniele è giovane, conosce la città, può lavorare più tranquillo rispetto ad altri. Sono felice che la società gli abbia dato fiducia. Ora però va messo nelle condizioni migliori. L’importante è che gli sia dato del tempo in caso inizialmente le cose non dovessero andare come si spera”.

Poi un aneddoto sulla sua conoscenza con Daniele: “Sono molto contento per lui. Ancora sorrido quando penso che proprio per gli 80 anni della Roma ci ritrovammo a giocare vicini in un’ esibizione. C’erano Totti, Cafu, Bruno, Pruzzo… Così prima del fischio d’inizio gli chiedo: “Come giochiamo?”. E lui, un po’ imbarazzato, mi risponde: “Me lo dica lei” (ride)». Fantastico!

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Cafu: ”Spero De Rossi possa fare molto bene alla Roma”

Cafu, ai microfoni di Sky Sport, ha parlato di Daniele De Rossi, suo ex compagno alla Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Grande De Rossi! Gli auguro tutto il bene. È giovane, l’ho visto crescere, adesso è un uomo. Sa la responsabilità che porta sulle spalle, spero possa fare molto molto bene. In bocca al lupo mister De Rossi”.

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Llorente: “Sono molto felice a Roma ma non so cosa mi riserverà il futuro. Budapest la notte peggiore della mia carriera”

Diego Llorente ha parlato ai microfoni dell’ambasciata Spagnola. Queste le sue parole anche in chiave futura. Ecco un estratto:

La più grande soddisfazione e la delusione peggiore avuta in carriera?
“La cosa più bella è stata aver ricevuto la convocazione agli ultimi Europei, una grande soddisfazione. Il momento più difficile lo lego alla finale di Europa League persa a Budapest con la Roma”.

Quali sono stati i pensieri tuoi e della squadra dopo quella notte?
“Non può che dispiacere tanto, quando arrivi così vicino ad una vittoria del genere, arrivando ai calci di rigore”

Di Roma, invece, cosa ti piace di più?
“Mi piace quando andiamo all’Olimpico nei giorni delle partite. Vedere tanta gente, vivere quell’ambiente con tanta passione. La prima volta per me fu con la Cremonese in Coppa Italia. Anche se perdemmo, quella serata non la dimentico. Lo stadio è sempre incredibile. La città la vivo serenamente. All’Eur, dove vivo io, mi trovo bene. Porto il cane fuori, faccio passeggiate, si sta tranquilli. Per me questo è molto importante. Il centro, ovviamente, è più caotico”.

C’è qualche posto che non hai visitato ancora?
“Mi manca di vedere la basilica di San Pietro, a Roma”.

E fuori da questa città?
“Vorrei vedere Firenze, la Toscana in generale. Non sono mai stato a Napoli e vorrei andare anche sul lago di Como”.

C’eri già stato a Roma in passato? “Sì, nel 2015 d’estate con mia moglie, ma per tre o quattro giorni. In poco tempo vedi poco, non riesci a visitare tanti posti, soprattutto se fa caldo. Ma in questo ultimo anno e mezzo ho scoperto questa città ed è bellissima. Ha tutto, anche il mare. Sono stato anche a Milano e Venezia, ma senza dubbio Roma è la città più bella d’Italia. E questa squadra sembra una grande famiglia: l’atmosfera nel Club è sempre positiva. Sento la vicinanza della proprietà, dei dirigenti. Sono molto felice qui, anche mia moglie e i miei figli. Non so il futuro cosa riserverà, ma come società avrò sempre un ricordo fantastico della Roma.

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Dybala rilancia: “Voglio vincere con la Roma. Non eravamo da 6° posto. Futuro? Premier e Liga mi intrigano…”

Paulo Dybala ha parlato ai microfoni del NYTimes nella rubrica – The Athletic – a 360 gradi della sua esperienza a Roma, del suo futuro e di Daniele De Rossi, ma anche del suo passato bianconero:

Il tuo stile di gioco?
“Io sono così, devo pensare e agire in una frazione di secondo. Ci sono delle occasioni in cui sei in spogliatoio prima di una partita e pensi a quali problemi potrebbero creati i difensori avversari. Ma quando hai il pallone e sei circondato hai uno o due secondi per prendere una decisione per cui deve essere veloce, devi essere spontaneo. È dura se non lo sei. Tutto quello che vedi è spontaneo, non c’è nulla di programmato”.

Daniele De Rossi?
Adora l’Argentina, è ancora molto legato al Boca Juniors e a quel mondo. Sono sicuro che vorrà tornare lì per allenare. Vediamo cosa accadrà. Spero che lui possa avere una carriera di successo come allenatore e che possa rimanere a lungo in Europa per vincere trofei, costruire grandi squadre e continuare a fare quello che sta facendo. Se lo merita”.

I risultati della Roma di questa stagione?
A nessuno piace arrivare sesti. Avevamo una squadra per fare meglio di così. Abbiamo giocato molto bene ma alla fine siamo arrivati sesti e non sono soddisfatto. Avremmo potuto fare di più”.

Sugli infortuni?
“Nel corso della mia carriera ho sempre cercato di migliorarmi in campo e fuori. Ho cambiato molte persone nel mio staff: il mio personal trainer, il nutrizionista, lo psicologo. Tutto per migliorarmi in campo e in allenamento, mi sono sentito bene quest’anno”.

Il futuro?
“Voglio vincere. Sono stato fortunato da aver avuto l’occasione di vincere tutti i trofei. A volte ho vinto e a volto ho perso. Il mio rimpianto è legato alle sconfitte nelle finali europee. Non ho mai vinto una Champions League oppure l’Europa League ma questo resterà il mio obiettivo. Voglio vincere tutto quello che posso con la Roma. Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

Sulla Copa America?
“Penso di aver fatto delle cose ottime in queste stagione, ero fiducioso di essere convocato per cui per me è stato un duro colpo. Credo anche che sia difficile per gli allenatore dover scegliere. Rispetto la decisione del CT, ho un ottimo rapporto con lui e sicuramente ha preso la decisione per il bene della squadra”

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De Rossi: “Di Bartolomei va onorato ogni volta che indossiamo la maglia della Roma”

Daniele De Rossi e Chris Smalling hanno parlato in conferenza stampa in Australia, a due giorni dalla sfida amichevole contro il Milan che sarà disputata anche nel ricordo di Agostino Di Bartolomei:

Siamo molto contenti di essere qui, grazie per questo invito, è sempre bello vivere un’esperienza di questo genere, siamo stati già con la Roma in Australia alcuni anni fa e mi fa piacere giocare questa partita contro il Milan”.

De Rossi ha aggiunto: “L’anniversario della morte di Ago è sempre triste per ogni romanista. Io ero molto piccolo e non l’ho vissuto, ma dai racconti di mio padre e dei miei amici più vecchi comprendo quanto sia forte il legame con ogni romanista. Lui ha lasciato l’esempio di cosa significhi essere romano e romanista. E dobbiamo onorarlo e ricordarlo ogni volta che indossiamo questa maglia”.

Al suo fianco ha parlato anche Chris Smalling: “Sono già stato qui in passato, lo stadio è stupendo e affascinante e sarà una bella partita anche per far divertire la gente, qui c’è entusiasmo per il calcio, i tifosi ti aspettano fuori dall’albergo per un autografo o una foto. È bello essere qui”.

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De Rossi: “Faremo riflessioni profonde sulla rosa”

Daniele De Rossi ha parlato così ai microfoni di DAZN:

Avete giocato una partita seria, rischiando di vincerla poi quella disattenzione finale sul gol dell’Empoli…
“La differenza la fanno tante cose nel calcio, non ci dobbiamo prendere una medaglia perchè abbiamo fatto una partita seria. Ci sono troppe cose da migliorare: l’attenzione difensiva, il grande possesso palla a fronte di pochi tiri, non si possono fare 6-7 contropiedi in superiorità numerica e non tirare mai in porta, bisognava segnare”.

Ripartirai da una Roma con un sistema di gioco più stabile?
“Valuteremo da tante cose, si parte riprogrammando da questa partita, non solo da qui, ma questa partita ci deve dire qualcosa. Iniziamo a 4 ma poi impostiamo a tre, lo abbiamo fatto spesso, il gol finale non si può concedere, non si può prendere un gol così in Serie A. Ci deve far riflettere, sulla costruzione della rosa del prossimo anno. Non volevo finire così la stagione, non mi importa cosa abbia fatto la Lazio”.

Ti sei già confrontato con il nuovo direttore sui profili da prendere?
“Sì abbiamo parlato, abbiamo passato un pomeriggio insieme, sia sul discorso di ruoli sia su qualche nuovo, c’è stata subito grande sintonia, ci sarà tempo per continuare ad approfondire. La partita che ho visto stasera non posso dire che non mi sia piaciuta ma non puoi perderla se vogliamo diventare grande”

Un messaggio a Di Francesco?
“Non penso voglia sentirlo, ho preparato la partita per giocare seriamente contro chiunque, non meritava di retrocedere il Frosinone per il lavoro fatto. Questo gol che abbiamo preso all’ultimo punisce un ragazzo e un allenatore che stimo enormemente, mi fa male ancora di più”.

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De Rossi: “Buone impressioni da Ghisolfi. Non credo alla Champions”

Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Empoli-Roma:

Che impressione avete avuto di Ghisolfi? Come sta Dybala?
“La Roma ha fatto un comunicato, ci siamo parlati. Le prime impressioni sono buone, ma abbiamo tanto tempo per parlare del mercato, di quello che sarà. Lo so che vi interessa, ma io devo sforzare voi a pensare alla partita di domani. Paulo si è allenato con continuità, sta bene e può giocare”

Cosa dicono questi 6 mesi?
“Sono meno di 6 mesi, mi hanno insegnato e dato tanto. Mi hanno ricordato cose che sapevo: arrivano le difficoltà e le critiche, lo sapevo e sono stato pronto quando non vincevamo più tutte le partite. Mi hanno dato delle conferme su di me e su ciò che va migliorato. Siamo nel posto giusto e per ora siamo all’altezza. Poi il calcio è complicato: la prossima stagione sarà importante per noi e per creare qualcosa di duraturo”.

Domani hai in mente qualche cambio in più rispetto all’ultimo periodo? Ha ancora una piccola speranza Champions?
“A vederla la vedo sicuro (ride, ndr). L’ultima gara di campionato è sempre di addio per qualcuno. Abbiamo tanti prestiti e giocatori in scadenza, se dovessi vedere solo quello la formazione sarebbe già fatta. Forse andrà via anche chi non ha il contratto in scadenza e chi è in prestito può rimanere. Io vedo fare una formazione che mi possa far vincere la partita. Ha più peso per l’Empoli, ma vogliamo fare una partita seria anche per tenere lontana la Lazio, per confermare questo trend che sta avendo questo campionato. Basta vedere il Genoa che ci ha dato del filo da torcere ed è giusto. Faremo la nostra partita. Onestamente, è difficile che l’Atalanta non faccia punti per arrivare quarta. Sono proiettato su di noi per il prossimo anno, senza aspettare favori. Io avevo capito da un pezzo che non arrivavamo quinti e la sconfitta del Bologna non ci aiuta. In caso di Europa League ci faremo trovare pronti, ci sono aspetti positivi, è la competizione che mi ha fatto sognare da bambino, la Champions era roba da ricchi. Le più belle serate da romanisti sono legate all’Europa League, ci sono anche aspetti positivi”

La prossima estate cosa si aspetta? Ha già in mente una preparazione?
“Quando crei uno staff e sei alle prime armi lo devi compleatare con gente di esperienza. Il mio preparatore ne ha fatti una 30ina e mi affiderà a lui e al mio passato: so come ci si sente lavorando forte nelle varie parti del mondo. Ci baseremo su questo”.

Rimpiangi qualcosa rispetto al cammino della Roma? Come ti spieghi tutta questa differenza con l’Atalanta?
“Giocare una finale è un po’ diverso che fare una doppia sfida contro una squadra più forte sulla carta. Come ho detto sempre sono stati più bravi, l’hanno gestita meglio e forse hanno avuto un percorso un po’ più lineare. SOno partiti meno forte del solito e sono arrivati in crescendo alla fine. Per noi è stata una stagione travagliata, abbiamo dovuto rincorrere e abbiamo avuto un turno in più in Europa. Loro sono costruiti per tenere botta fisicamente contro tutti gli avverari. Giocano insieme da tanti anni con lo stesso allenatore. Ovviamente è diverso. Sarà una bella sfida provare a replicare quello che hanno fatto loro, hanno avuto tanto tempo e ora hanno tanti soldi da spendere. Hanno fatto esperienze”

Ci saranno rotazione in vista degli Europei? Le parole di Gasperini sul bayer Leverkusen?
“Nessun calciatore mi ha chiesto nulla, si sono allenati tutti fortissimo. Abbiamo spinto più del solito, si sono arrabbiati: mi hanno chiesto se ci fossero i play off (ride, ndr). Poi, valuterò se qualcuno ha bisogno di riposo. Dopo la partita dissi che l’Atalanta era la squadra migliore per battere il Bayer. Servivano i nostri 28 minuti di Roma e 25 di Leverkusen, noi non ci siamo riusciti a pieno. Ma ero sicuro che l’Atalanta potesse far bene”.

Spinazzola partirà con la squadra? Come sta Baldanzi?
“Spina non viene, sta rientrando, ha bisogno di tempo. Baldanzi ha dato grande disponiilità, è pronto ad essere a disposizione. Poi devo fare le mie valutazioni, che possono essere tattiche, fisiche e psicologiche”

Kumbulla farà parte della ua Roma? CHe ricordo ha di Tirana? Che rinforzi servono?
“A Tirana è stata una serata magica, anche se un mio amico quella sera ha fatto un incidente grave, è stato in coma per molto tempo. Adesso sta bene e ogni gli facciamo gli auguri. Marash l’ho avuto poco e lo valuteremo, è un giocatore ben voluto dai compagni. Lo valuteremo come tutti. Le parti da rinforzare? Presto, il calciomercato nasconde opportunità positive o negative a cui devi far fronte. Ancora non lo sappiamo”.

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De Rossi: ”Dybala? Può giocare. La prossima stagione possiamo sterzare e creare qualcosa di duraturo”

Daniele De Rossi, alla vigilia di Empoli-Roma, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Che impressione ha avuto da Ghisolfi? Come sta Dybala, è pronto per domani?

“La Roma ha fatto un comunicato, ha parlato del nuovo ds. Ci siamo parlati, mi sembra che le prime impressioni sono buone. Abbiamo tanto tempo per parlare di lui, del prossimo mercato, di quello che sarà. So quello che interessa di più a voi oggi, ma io devo per forza sforzarvi di farvi pensare alla partita di domani. Poi avremo tempo di parlare di tutto il resto. Per quanto riguarda Paulo, sta bene, si è allenato con continuità. Può giocare”.

Cosa ti hanno insegnato questi primi sei mesi?

“Sono meno di sei mesi. Mi hanno insegnato e mi hanno dato tanto. Mi hanno ricordato delle cose che sapevo, ossia che anche quando fai bene tante cose, prima o poi arriva il momento di difficoltà o dove le persone non vedono il momento di ricordarti che alcune cose non le sai fare bene. Questa cosa già la sapevo. Sono stato bravo a farmi trovare pronto nel momento in cui non vincevamo più tutte le partite. Mi hanno delle conferme su quello che penso di poter fare, su quello che vorrei fare in futuro e su quello che devo migliorare: alcune sono legate più all’aspetto tattico, altre alla gestione. Però, di sicuro mi hanno detto che siamo nel posto giusto e possiamo starci. Per ora, siamo all’altezza.

Poi, il calcio è un libro che si scrive ogni giorno, ogni partita ti dà una risposta diversa. Quindi, fare dei resoconti finali a metà stagione è un po’ complicato. La prossima sarà una stagione tanto importante per noi, tanto importante per la Roma: siamo a un punto dove possiamo veramente dare una sterzata e ricreare qualcosa di più duraturo”.

Ha in mente qualche cambio in più rispetto alle ultime formazioni? E nutre ancora qualche piccola speranza di vedere la Champions?

“A vederla, la vedo di sicuro (il mister ride, ndr)”.

Intendevo di giocarla.

“Ogni volta che è l’ultima gara di campionato, è la partita degli addii per qualcuno. Abbiamo sette o otto prestiti, due giocatori con il contratto scadenza: se dovessi tenere in conto solo di queste cose, la formazione sarebbe già fatta e magari sarebbe anche un po’ confusa.

Magari, andranno via anche dei giocatori che non hanno il contratto in scadenza, magari qualche prestito rimarrà. Non lo possiamo sapere. Io devo fare una formazione che penso che mi possa far vincere la partita domani, com’è giusto che sia.

Ovvio che abbia più peso per l’Empoli che per noi, ma vogliamo andare fare una partita seria e cercare di fare i punti per tenere lontana la Lazio. Al di là del fatto che arriveremo davanti per gli scontri diretti, vogliamo fare punti, vogliamo andare a fare una bella partita, anche un po’ per mantenere e confermare questo trend che sta riprendendo questo campionato. Qualche anno fa, era tanto facile una previsione sull’ultima partita di campionato, e invece questa cosa sta svenando. Basti vedere l’ultima nostra partita con il Genoa: non aveva nulla da giocarsi, noi invece tutto, eppure ci hanno dato del filo da torcere fino all’ultimo ed è giusto che sia così sia quando le cose sono a favore tuo, sia quando sono contro. Faremo una partita come se avessimo un disperato bisogno di punti”.

E per la Champions?

“Onestamente, è difficile che questa Atalanta che stiamo vedendo non faccia i punti che le serviranno per arrivare fra le prime quattro posizioni. Penso che sia molto difficile. Ma al di là di quello, sono già proiettato su che possiamo fare noi per i prossimi anni, per fare i punti che ci servono e non dover stare ad aspettare favori o incastri delle altre squadre.

Una volta che abbiamo capito che non saremmo più arrivati quinti, e io lo avevo capito già da un pezzo, dovevamo aspettare un po’ incastri, un po’ di sfortuna, e anche la sconfitta di ieri del Bologna non ci fa sentire molto ottimisti.

Ma se dovessimo disputare l’Europa League, è la competizione della mia adolescenza, della mia infanzia, quella che mi ha fatto sognare quando ero piccolo. La Champions era roba per i club più ricchi. Le più belle serate degli ultimi anni da romanisti sono legate all’Europa League, e quindi saremo degni e rispettosi di questa competizione. Ci sono possono essere anche degli aspetti positivi guardandola dall’altro lato. Quando non raggiungi l’obiettivo che volevi raggiungere, devi trovare degli aspetti positivi in quello che ti rimane da giocarti”.

Come sarà la sua prima estate da allenatore? Cosa ha in mente per il ritiro?

“Quando crei uno staff e sei un allenatore alle prime armi, devi cercare di completarlo con persone che hanno più esperienza di te. È il mio primo pre-campionato, ma io mio preparatore, che poi è la cosa più importante quando devi preparare una pre-stagione, ne ha fatti una trentina, forse. Mi affiderà forse a lui e ai miei ricordi da calciatore.

Perché non è che non abbia mai fatto un pre-campionato: non l’ho mai diretto io, ma so quelli che sono andati bene e quelli che sono andati meno bene, e so come ci si sente quando si lavora forte in determinate zone del mondo e come ci si sente quando bisogna lavorare forte, come dovremo fare noi, in altre zone. Stiamo andando nella direzione suggerita dai miei ricordi da calciatore e da quello che pensa lui come preparatore atletico con una grandissima esperienza”.

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Bove: ”Nei momenti negativi voglio emergere da solo. Dybala? Ha una genialità tutta sua”

Edoardo Bove si è raccontato insieme agli amici Flavio Cobolli (tennista) e Fabio Di Giannantonio (pilota) durante la rubrica di Sky “La Roma dello sport”. Di seguito le dichiarazioni del centrocampista giallorosso.

“Non ti dico che non fa bene farsi aiutare, anzi. Parlare con una persona specializzata, un mental coach o uno psicologo, aiuta molto di più che parlare con un familiare o un amico. I momenti in cui impari di più sono quelli negativi. Non dico sia una sfida con te stesso, ma nel mio momento negativo voglio riuscire ad emergere da solo: la forza la troverò dentro di me in qualche modo”.

Bove su Dybala.

“Ha una genialità tutta sua. Giocarci insieme ti aiuta molto perché sai che comunque quando ha la palla non ti dico che è messa in banca, ma ha un rapporto con la palla che io fino ad ora non avevo mai visto”.