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Spalletti: “De Rossi ha portato un cambio di mentalità e di gioco. Non era facile”

Luciano Spalletti ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, in cui ha parlato anche della Roma di De Rossi. Di seguito le sue dichiarazioni.

De Rossi ha detto: sono un figlio di Spalletti…

“È stato molto carino e lo ringrazio. L’impressione che mi trasmette in panchina è che oltre ad essere l’allenatore, ha mantenuto vivo il carisma del capitano che è stato, del leader che si spende per la squadra. Questo i suoi calciatori lo percepiscono e glielo stanno restituendo sul campo. In più ha portato alla Roma un cambio di mentalità e di gioco. Non era facile in così poco tempo”.

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Totti: ”De Rossi ha sostituito al meglio Mourinho. Brighton? Avversario ostico, turno equilibrato”

Francesco Totti ai microfoni di Sportmediaset è tornato a parlare della Roma. Di seguito le dichiarazioni dell’ex capitano giallorosso.

“Il Brighton sarà un avversario ostico, preparato, allenato da un italiano che conosce il nostro calcio. In Inghilterra sta facendo molto bene, quindi c’è un 50% di possibilità di passare come di esser eliminati”.

Su De Rossi: “Penso che Daniele sia entrato bene e sia riuscito subito a sostituire al meglio Josè Mourinho. Roma è una piazza particolare da allenare, tuttavia credo che lui stia facendo molto bene. In questo momento deve pensare alla Roma che al paddle ci penso io. Ho appena finito di giocare qui al World Legend Tour, una competizione molto importante che ci consente di rivedere tanti vecchi compagni, ma soprattutto di tenerci in allenamento così da farci ricordare come eravamo prima”.

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Pellegrini: “A De Rossi devo il mio 150%. Penso che resterà per molto tempo qui”

Lorenzo Pellegrini ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria sul Feyenoord:

Nella prima ora sembravi un mix tra De Bruyne e Modric.
“Mi sembra difficile (ride, ndr). Questa partita poteva sembrare un crocevia, in questo mese abbiamo fatto vedere ottime cose. È un punto da cui ripartire, sono contento ed è stata una vittoria meritata”.

Questa è stata la conferma di un percorso europeo che va avanti da anni.
“In questi anni abbiamo fatto un percorso che ci ha permesso di giocare tante partite in Europa, è un dono per questa gente, che anche oggi in questo stadio non è che ci ha fatto sentire a casa, ma di più. Lottiamo per loro e ci alleniamo per migliorarci sempre”.

Stai giocando a un altro livello rispetto a quello di inizio stagione.
“Da parte mia c’è sempre stato il massimo impegno, sono uno che si riguarda le partite e le statistiche. Ho cercato di capire sempre il motivo del mio rendimento negativo, ma ora sono contento perché le cose stanno andando bene e io riesco a esprimermi bene”.

La tua posizione in campo con De Rossi è dove ti senti più a tuo agio?
“Sì, la mezzala è il mio ruolo. Mi piace inserirmi, tirare e fare assist, ma anche partecipare all’impostazione del gioco e il mister mi lascia tanta libertà. Sentendomi più libero escono maggiormente fuori le mie qualità”.

Il gol?
“Riguardandolo ho notato che faccio un sacco di cose, non me le ricordavo (ride, ndr). Provandole e cercandole ti vengono un po’ automatiche. Ho guardando anche dietro di me per vedere se ci fosse un avversario, avrei fatto un altro tipo di giocata in caso”.

De Rossi merita un ringraziamento da parte tua?
“Gli devo il mio 150% in tutti gli allenamenti e in tutte le partite. Tutti conoscono il nostro rapporto e nasce da un rispetto che va oltre. Penso che resterà per molto tempo sulla panchina della Roma”.

Ci stai dando una notizia?
“No, è un mio pensiero per quello che sta facendo vedere. C’era bisogno di ripartire da qualcosa e lui è molto più di qualcosa sia come allenatore sia come uomo. Gli devo tutta la mia disponibilità, il nostro rapporto resta fuori dal campo. Quando si entra in campo lui diventa l’allenatore e io il giocatore, lui fa le scelte e io le rispetto. Darò sempre tutto per lui e per la Roma, come ho sempre fatto”.

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De Rossi: “Vittoria romanista, in un grande stadio. Ai ragazzi ho detto che siamo solo agli ottavi, non c’è molto da festeggiare”

Daniele De Rossi ha commentato così la vittoria contro il Feyenoord per 5-3 ai calci di rigore:

Da dove vogliamo partire?
“Era la mia prima notte europea all’Olimpico da allenatore ed è bello che sia finita così. Vittoria meritata, nel primo tempo li abbiamo messi davvero in difficoltà. È il modo più bello per vincere, molto romanista e al cardiopalma. Ci siamo scrollati un po’ di fatalismo e quei ‘Mai ‘na gioia’. Iniziamo a cambiare pagina anche sotto questo punto di vista, spesso vinciamo anche noi. Sono contento, bella squadra e grande stadio”.

Svilar ha dimostrato di avere veramente i nervi saldi.
“È precoce ma è forte, soprattutto di testa. È supportato dalla squadra, abbiamo grande fiducia in lui ed è supportato anche da Rui Patricio, che è un uomo meraviglioso. Non è solo fortuna, ma poi c’è il momento e i nervi sui rigori. È stato veramente bravo”.

Pellegrini?
“Giusto che si tolga queste soddisfazioni, è giusto che ci sia il suo nome in questa serata bella. Nello spogliatoio ho detto che è presto fare i festeggiamenti perché non sono neanche gli ottavi… Pellegrini ha vissuto momenti in cui veniva messo in discussione, mi dispiace perché è un esempio e un grande giocatore”.

La corsa sotto la Sud?
“È un ringraziamento allo stadio. Mi vergogno ad andare sotto la Sud ora, da giocatore era più automatico, non vorrei esagerare ma questa gente andava ringraziata. Al nostro arrivo hanno tirato su il pullman… C’è un affetto gigante da sempre, cerco di essere più freddo e moderato, ma non devono pensare che sia cambiato. Mi trattengo per non saltare sul cancello come facevo da calciatore, anche perché ora non ce la faccio”.

A che punto siamo con il lavoro?
“Sono stracontento per quello che vedo, considerando anche il poco tempo che abbiamo avuto. Abbiamo tante cose da fare e da perfezionare, ora dobbiamo lavorare sui concetti e sul non stravolgere troppo. Nel primo tempo meritavamo di stare ampiamente in vantaggio”.

La Roma non vinceva ai rigori all’Olimpico dal 2002 in Coppa Italia contro la Triestina: si ricorda chi calciò quel rigore?
“Non mi ricordavo fosse il primo. Quella nella mia testa era più importante di questa partita, erano una delle prime partite e decidere se alzare la mano e tirare fuori gli attributi o rimanere a guardare. È stata la prima conferma a me stesso, quella era la mia finale di Champions. Questa però forse è una serata migliore. Avevamo dei rigoristi pronti a battere l’ultimo rigore e non è scontato. Angelino voleva batterlo, ma lo hanno tirato altri. Quando tutta la squadra vuole batterlo è un grande segnale”.

Questa Roma perché non dura 90 minuti?
“Ogni partita ha la sua spiegazione, ma è vero che non teniamo 90 minuti ai ritmi del primo tempo. Il Feyenoord è costruita per fare la Champions, ha ottimi giocatori. Abbiamo speso tanto a livello fisico, ci può stare essere più stanchi. Dobbiamo lavorare e capire il motivo preciso con l’obiettivo di tenere il campo in maniera migliore. Al 120’ i calciatori hanno fatto un grande scatto, la voglia c’era ancora, ma il portiere ha fatto un miracolo”.

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Svilar: “Incredibile, non ho parole. Lavorato una vita per un momento così”

Mire Svilar ha commentato così ai microfoni di Sky Sport la vittoria ai calci di rigore contro il Feyenoord:

Fantastica è un aggettivo giusto per descrivere questa notte?
“Incredibile, non ho parole. Ho lavorato tutta la mia vita per questo momento. Questo stadio, mamma mia… È sempre più speciale, pazzesco”.

La tranquillità è la tua forza?
“Non sento pressione, in questi momenti la pressione ce li hanno i tiratori. Ne ho parati due, potevo pararne tre ma va bene, l’importante era vincere”.

Come studi i rigoristi?
“Ho studiato con il preparatore, poi al momento del rigore ho deciso io dove tuffarmi. Due rigori parati vanno bene per oggi”.

Cosa ti ha detto De Rossi prima dei rigori? Quanto è importante lui per la tua carriera?
“Molto, la fiducia si trasforma in prestazioni positive sul campo. Sono molto più tranquillo, ringrazio il mister per la fiducia. È un momento indimenticabile per me e per la mia famiglia. Da domani inizieremo a preparare la partita contro il Torino e speriamo di vincere”.

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De Rossi: ”Speriamo l’Olimpico faccia la differenza. La società mi fa sentire a casa” (VIDEO)

De Rossi, dopo la conferenza stampa di ieri, ha parlato anche ai microfoni del club alla vigilia della gara di questa sera fra Roma e Feyenoord. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Partita delicata, perché una delle due andrà fuori e dobbiamo prepararla con le giuste attenzioni, ma senza paura, come sempre”.

Si lavora sulla testa?
“I ragazzi sono esperti, hanno fatto grandi percorsi in Europa di recente e non c’è bisogno di attenzionarli o farli stare sul chi va là. Sanno che queste partite si decidono sugli episodi, ma noi prepariamo ogni partita per vincerla”

Cosa ha detto l’andata?
“Che siamo due squadre a cui piace giocare a calcio e ci saranno diverse fasi nella partita. Nei momenti in cui avremo la palla noi dovremo essere bravi a segnare”

Parole al miele da Bryan Cristante: sente questo clima?
“Ci stiamo trovando bene, anche i risultati positivi all’inizio hanno aiutato a creare fiducia ed entusiasmo nel lavoro. È evidente che si sta bene adesso, poi i risultati stanno venendo, il resto lo analizzeremo quando verranno meno i risultati, speriamo mai. Dal punto di vista umano, non perché è Roma, mi sto trovando come a casa mia. Non perché ci sono già stato, ma perché l’ambiente è confortevole, stiamo bene, la società mi mette a disposizione forse anche più di quello di cui ho bisogno, quindi si sta bene”

Anche oggi 67mila persone allo stadio, un record.
“Speriamo che l’Olimpico farà la differenza. Ho detto che all’andata il De Kuip non avrebbe difeso o segnato, così sarà per noi. Magari giocare con questa spinta potrebbe darci la forza per dare quell’1% in più che farà la differenza. Sono contentissimo di questo”

????️ De Rossi verso #RomaFeyenoord: “I ragazzi sanno quanto queste partite si possano decidere in base agli episodi”#ASRoma pic.twitter.com/H68sF560H6— AS Roma (@OfficialASRoma) February 22, 2024

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Cristante: ”L’unico modo per ringraziare il pubblico è vincere questa sera” (VIDEO)

Bryan Cristante, ai microfoni del club giallorosso, ha parlato della gara di questa sera in programma alle 21 fra Roma e Feyenoord. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Partita decisiva d’Europa e sempre bella da giocare, va vinta anche se sappiamo che loro sono una squadra forte ma con uno stadio così possiamo assolutamente farcela”.

De Rossi sta lavorando bene
“Senza ombra di dubbio, non era così scontato e facile. Venivamo da un momento difficile e lui ha trovato subito gli equilibri ed ha gestito bene la situazione con ogni singolo giocatore, si è rivelata una scelta giusta da parte della società”

Sarà un’atmosfera fantastica all’Olimpico
“Sì, l’unico modo che abbiamo per ringraziarli è quello di vincere e passare il turno. Ci hanno abituato bene durante questi anni con il loro sostegno e cercheremo di renderli fieri”

????️ Cristante: “Abbiamo una grande squadra e possiamo portarla a casa, soprattutto all’Olimpico così pieno e con l’atmosfera incredibile che ci sarà”#RomaFeyenoord ????️???? pic.twitter.com/TONpag1tdu— AS Roma (@OfficialASRoma) February 22, 2024

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Dybala: ”Futuro? Mi vedo nella Roma. Stimolante lavorare con De Rossi. Vorrei raggiungere la Champions”

Paulo Dybala ha rilasciato un’intervista al quotidiano arabo Al Arabi Al Jadeed. L’argentino ha parlato del suo futuro, dell’attuale tecnico De Rossi e di Mourinho. Di seguito le sue dichiarazioni.

Su De Rossi…

“Lui è stato un’icona della Roma da giocatore e ora è a pieno titolo impegnato nel suo nuovo ruolo. Sta trasmettendo le sue idee ed è davvero stimolante lavorare con lui. Voglio dare il massimo per questa squadra e per i tifosi che mi hanno accolto in un modo incredibile. Vorrei ottenere un risultato positivo e raggiungere la Champions League quest’anno”.

Futuro?

“Al momento, il mio futuro è la prossima partita, e poi vedremo cosa succede. Ma gioco nella Roma e mi vedo con la Roma”.

Su Mourinho.

“Lavorare con Mourinho è stato stimolante e ha rappresentato una crescita significativa per me. Parliamo di un allenatore che ha fatto tanto nella sua carriera senza dubbio mette in campo la sua esperienza e ti aiuta a crescere come calciatore. Onestamente, non so cosa gli riservi il futuro, ma sono sicuro che continuerà in un top club.

Su Allegri.

“Essere allenato da lui è stato fondamentale nella mia carriera in due momenti diversi. Quando sono arrivato alla Juventus dal Palermo ero molto giovane ed sono entrato in una squadra con giocatori straordinari come Buffon, Chiellini, e tanti altri campioni come Tevez, Higuain e poi Cristiano Ronaldo. Ero giovane ma maturai rapidamente e ho imparato molto da Allegri e dai miei compagni. Erano anni bellissimi, in cui abbiamo ottenuto molto. La seconda volta ero più maturo e abbiamo lavorato in modo diverso, ma sempre con quel valore aggiunto che Allegri porta con sé: voler sempre vincere e lavorare per la vittoria”.

Sulla vittoria del Mondiale.

“Non è mai facile descrivere le emozioni di quel 18 dicembre, di quella notte perché è stata l’emozione più grande della mia carriera. Quando ho alzato la Coppa, ho pensato a mio padre, alla mia famiglia, perché realizzavo anche il loro desiderio più grande: vincere con l’Argentina, il mio Paese. Non dimenticherò mai la Coppa del Mondo in Qatar e sono felice che un giorno potrò raccontarlo ai miei figli. Sarà bellissimo. Coach Scaloni potrebbe riuscire ovunque. Ha una competenza tattica immensa ed è stato anche un giocatore significativo qui in Europa. Ha la capacità di interagire con i suoi giocatori e trasmette le sue idee eccezionalmente bene, e ha uno staff eccellente. Lui potrebbe allenare ovunque, ma ovviamente spero che rimanga in Nazionale per molto tempo e insieme possiamo vincere più titoli”.

Sul campionato arabo.

“La crescita della Lega araba negli ultimi due anni è stata incredibile, sia in termini di giocatori e club, ma anche in termini di qualità del gioco. Ho guardato diverse partite in tv e sono rimasto impressionato sia dal livello di gioco che dalla passione i tifosi, con gli stadi sempre pieni. Il calcio è davvero amato dai più giovani generazioni. Inoltre, molti dei miei compagni di squadra argentini giocano lì, e loro spesso ne parlano bene. Giocare la Supercoppa in Arabia Saudita (nel 2019, ndr) è stata chiaramente una nuova esperienza per me. Non ero mai stato in Arabia Saudita ed è stata un’esperienza molto positiva. Ero già colpito dalla passione dei tifosi per il calcio e dalla loro dedizione allo sport. Ma in questo momento gioco nella Roma e mi immagino con la Roma. Sicuramente il campioanto arabo è uno dei più importanti, insieme a MLS e campionati europei”.

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Cristante: “Crediamo alla finale. De Rossi scelta giusta della Roma”

CONFERENZA STAMPA – Le parole in conferenza stampa di Bryan Cristante alla vigilia di Roma-Feyenoord:

Quanto conta l’effetto Olimpico?
“La fa sicuramente la differenza, l’ha fatto negli ultimi anni, è uno spettacolo giocare all’Olimpico con questa atmosfera straordinaria, l’unico modo che abbiamo per ripagare il loro affetto è vincere”

Ad inizio stagione parlò di adattamento al ruolo di play davanti alla difesa, con il ritorno di Paredes è tornato a giocare spesso da mezzala. Cosa pensa?
“Una nuova scoperta no perché l’ho fatto fino a qualche tempo fa, non c’è grande differenza tra play e mezzala, giocando tanto con l’esperienza sono riuscito a capire cosa richiede ciascun ruolo, sicuramente una gestione diversa del pallone, non ci sono problemi”

Ti immagini qui fino alla fine della carriera?
“Sono contento qui, sono tanti anni che sto a Roma, è un posto che dove mi trovo bene, abbiamo iniziato un percorso nuovo, sono concentrato sul fare bene adesso, chiudere bene la stagione, raggiungere i nostri obiettivi, non sento necessità di spostarmi, poi sappiamo tutti com’è il calcio ma non avverto questa esigenza”

Come hai trovato De Rossi allenatore? Ti hanno fatto effetto le sue urla di domenica?
“L’ho trovato bene, il mister è tornato in un posto dove non ha bisogno di presentazioni certamente ma è arrivato in un momento delicato, con tante insidie, conosceva alcuni calciatori da ex compagno e altri da collaboratore della Nazionale, ma dal primo giorno a maggior ragione ha trovato subito i giusti equilibri per gestire il gruppo e la situazione generale. Siamo contenti del percorso che stiamo costruendo giorno dopo giorno, ci sono idee nuove e situazioni nuove. Si sta rivelando la soluzione giusta, presa dalla società in un momento difficile dove poteva sembrare azzardata poiché si trattava ovviamente di un grande ex giocatore che non aveva però ancora l’esperienza giusta, ma si sta rivelando la scelta giusta”

Quanta consapevolezza c’è nel gruppo di poter arrivare fino alla fine dopo due finali?
“Ovviamente giocando tante partite europee guadagni consapevolezza e apprendi tanti piccoli dettagli che in gare così ti aiutano tanto. Sappiamo interpretare i momenti, soprattutto quelli delicati, domani è una gara secca, dovremo mettere in campo tutta la nostra esperienza per passare il turno”

Ci credete alla finale?
“Certo certo è un obiettivo, abbiamo la squadra per arrivare fino in fondo, vogliamo tornare in finale e possibilmente vincerla, daremo tutto per farlo”

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De Rossi: “Stadio pieno grande responsabilità. Ndicka convocato. Huijsen potrebbe fare il centrocampista”

CONFERENZA STAMPA – Le parole in conferenza stampa di Daniele De Rossi alla vigilia di Roma-Feyenoord:

Cosa può cambiare la sfida di domani sera sul piano dell’approccio e della strategia rispetto alla gara dell’andata?
“Dal punto di vista della formazione loro recuperano 2-3 giocatori cambieranno i valori in campo per loro. Rispetto alla gara dell’andata l’atteggiamento sarà simile da entrambe le parti perchè è uscito un pareggio, non sarebbe una follia se domani vedessimo una gara simile, perchè non c’è una delle due che deve recuperare il risultato”

La tua Roma è andata in gol con 8 marcatori diversi, è lecito domani chiedere qualcosa di più a Lukaku e Dybala?
“Penso che quando andiamo ad analizzare quello che ci stanno dando i giocatori bisogna andare anche oltre i gol, è ovvio che per chi osserva sia più facile guardare i numeri, io valuto le prestazioni e noto che stanno entrando nelle mie dinamiche come gli altri, sono contento di loro e dovremo passare il turno con o senza i loro gol”

Quanto conta l’effetto Olimpico?
“Sono d’accordo con Bryan, è una cosa che non ci lascia indifferenti, dovevamo ricreare unione rispetto ai miei primi giorni qui, ci siamo riusciti se lo stadio sarà stracolmo, è una responsabilità in più per noi ma il nostro rispetto sarebbe stato lo stesso anche con qualche decina di tifosi in meno”

Primo bivio della sua carriera qui da allenatore, quanto sposta per lei questo risultato?
“In quanto bivio, partita decisiva, in quanto potrebbe vederci fuori o dentro l’Europa League sposta tanto, sentiamo quel brivido in più della partita da dentro o fuori, nella mia carriera ne ho giocate tante, ora da allenatore devo preparare tanti aspetti in più, ma la mentalità è sempre la stessa da tecnico, con l’attenzione medesima delle gare di campionato”

Come sta Ndicka? Può giocare? Con Smalling si può giocare solo a tre?
“Ndicka sta bene, ha fatto un solo allenamento con noi, ha avuto un paio di giorni di influenza, è stato a casa, ieri si è allenato con noi, non sarà al 100% ma è disponibile e sarà in panchina e ci potrà dare una mano. L’ingresso di Chris a tre era per fare una sostituzione che gli consentisse di giocare, il mio obiettivo era farlo entrare e fargli riassaggiare il campo. Per il resto lui possa giocare anche a quattro, ha fatto tutto nella sua carriera, se poi capiterà di giocare a tre sarà facile per lui farlo”

Il ragionamento su alcuni ballottaggi è legato al minutaggio o alle caratteristiche?
“No sceglierò come sempre in base a ciò che credo ci farà vincere la partita. Si fanno mille ragionamenti diversi, con tante partite ravvicinate, ma sceglierò esclusivamente quelli  che potenzialmente possono farmi vincere questa partita e così in avanti”

L’Europa League è il giardino di casa per Lukaku, Dybala è il giocatore di maggior talento. Tocca a loro prendere per mano la Roma?
“No penso che al di là della partita di domani, qualsiasi squadra ha bisogno di tutti i giocatori, il mondo del calcio è pieno di esempi di calciatori fortissimi che provano a prendere per mano la squadra ma tutto il resto non funziona e non riescono quindi ad incidere, oppure viceversa. Loro giocheranno e saranno molto importanti per noi, da giocatori di nome come loro si aspetta sempre la doppietta e la giocata ad effetto ma a me interessa che la Roma passi il turno, mi basta che stiano dentro la partita come fatto in precedenza, che magari facciano anche un assist o una giocata decisiva se recuperano una palla importante. So che per gli attaccanti i gol sono importanti ma a me interessa relativamente, l’importante è vincere le partite”

Solo due gare con la porta inviolata la preoccupa questo dato rispetto alla gara di domani?
“Non è normale, anche se la porta inviolata racconta a volte solo una parte della storia, come a Frosinone dove meritavamo di prenderlo un gol, con l’Inter abbiamo preso 4 gol e abbiamo concesso meno. Il clean sheet è importante perchè ci darebbe almeno la certezza di non essere eliminati nei 90 minuti. Abbiamo subito occasioni da gol a difesa schierata, dovremo essere precisi in fase di possesso e attenti senza palla, il Feyenoord segna praticamente sempre, dovremo essere bravi negli equilibri e fare il nostro gioco con la palla tra i piedi”


De Rossi ha parlato anche a Sky Sport:

Hai detto che la Roma può vincere anche senza i gol di Lukaku e Dybala. Potrebbe bastare l’1-0 con gol magari di El Shaarawy che ha mancato l’ha mancato quest’anno in Europa…
“Sarebbe bello. Il concetto non è perché abbiano bisogno che qualcuno gli tolga di dosso un po’ di responsabilità, ma perché si può giocare bene senza fare gol o creando i presupposti per i compagni. A noi quello interessa, che domani riusciamo a fare un gol più di loro che ci porterebbe agli ottavi di finale”.

Ho visto sempre grande attenzioni nei dettagli, come i gol subiti a Rotterdam e contro l’Inter. State lavorando anche su questo?
“Sì, stavamo lavorando anche prima, ma ci siamo tornati sopra in maniera un po’ più frequente e anche in maniera didattica, sia in video che sul campo. Anche perché poi, da poco abbiamo un paio di giocatori: Smalling è già da qualche giorno con noi, Ndicka è arrivato da un paio di allenamenti. Alcune cose bisogna affrontarle, perché poi ogni allenatore, ogni modulo ha le sue letture difensive e noi vogliamo che loro sappiano bene quello che vogliamo noi”

Sembra una squadra molto attiva nei confronti delle indicazioni che arrivano di volta in volta in questo percorso di crescita…
“Sono fantastici. Non c’è stato bisogno di perdere troppo tempo o di scervellarsi per fargli capire quello che volevamo noi da loro. Siamo convinti che quello che gli chiediamo è roba nelle loro corde e anche le cose un po’ più particolari loro le sposano alla grande, ci lavorano, si impegnano e non potrei essere più grato”.

Dove può arrivare Huijsen?
“Non ci sono limiti, perché ha un livello di conoscenza, di lettura, di gioco, che difficilmente insegni a un giocatore in prima squadra. È qualcosa che lui ha dentro, per me potrebbe fare il centrocampista, giocare davanti alla difesa. È uno che ha letture, sia di traiettoria che di giocate, da giocatore 30enne a fine carriera che si gestisce e legge bene tutte le situazioni. Ha solo 18 anni e arriva la cosa difficile, inserire all’interno di un giocatore fenomenale con la palla al piede anche una solidità difensiva costante per 90 minuti, letture in sicurezza di alcune situazioni. Ha il tempo davanti e fin quando potremo noi cercheremo di aiutarlo perché è un ragazzo a posto, è un giocatore bello da vedere e da allenare”.

Hai trovato una chiave per cambiare un’aria generale che era pesantissima?
“Ci sono due segreti: uno la fortuna di aver trovato giocatori eccezionali dal punto di vista umano e professionale. Tutto quello che abbiamo proposto è stato sposato da loro perché sono ragazzi in gamba. L’altro segreto è costruirsi uno staff di brave persone, che vengono seguite per quello che ti portano e dimostrano umanamente. Il rapporto che si è creato è incredibile, non si vede tutti giorni, e questo ci ha aiutato. Anche i risultati ci hanno dato una mano perché ci sono partite che potevamo non vincere e magari con l’entusiasmo della vittoria tutto sembra migliore”.