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Sacchi: “Ora con De Rossi la Roma gioca a calcio. Con Mou troppo nervosismo e poco spettacolo”

Arrigo Sacchi ha parlato della sfida tra Roma e Brighton in un’intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport: “La Roma ora gioca a calcio, ha delle trame, per battere il Brighton servirà pressing alto e una difesa molto attenta”.

Poi sul confronto De Rossi-Mourinho, specifica: “Con Mourinho devo ammettere che la Roma non era mai stata spettacolare. Una squadra molto staccata in classifica, mentre adesso si è avvicinata e secondo me può proseguire la scalata e arrivare a un posto in zona Champions”.

“Con Mourinho la squadra si basava soprattutto sulla forza, adesso si cercano le trame di gioco. Prima c’era molto nervosismo, tutti a protestare con l’arbitro. Ora, invece, mi sembra che la Roma sia diventata una squadra più educata in campo. De Rossi ha tranquillizzato un ambiente che era sempre in fibrillazione, ha dato un chiaro indirizzo di gioco e ha recuperato elementi importanti”, ha concluso Sacchi.

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De Rossi: “Grande partita da parte di tutti. Gruppo coeso? Già lo era prima”

Daniele De Rossi ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 4-1 sul Monza:

La Roma del futuro…

Se questa è la Roma di stasera, devo pensare a quella che sarà giovedì. Se questi ragazzi possono giocare sempre così sono fortissimi. Concentriamoci per il futuro prossimo.

Come si fa a costruire un gruppo così in poco tempo?

Evidentemente è perché era un gruppo coeso già prima. È un gruppo che per due anni è andato avanti in Europa. Cerco di essere onesto, dire sempre la verità. E poi faccio l’allenatore. Sono contento di stare in mezzo a loro, di come mi fanno sentire. Con alcuni ero compagno e quindi magari hanno avuto un occhio di riguardo.

Su cosa ha lavorato con Pellegrini?

Ho lavorato fisicamente e tatticamente, ho cercato di dare la mia impronta ma bisogna stare bene fisicamente per farlo. Oggi abbiamo giocato meglio dell’altra partita e questa squadra sta capendo quello che voglio da loro.

Hai messo in condizione i giocatori come singoli…

Io cerco di mettere una squadra offensiva. Ci sono giocatori di qualità. Quando parli di impostazione di singoli abbiamo fatto un lavoro che non è ancora niente. La forza dei singoli è Celik che oggi fa una cosa che ti fa vincere.

Il primo tempo siete andati un po’ in difficoltà perché messi male…

Dobbiamo lavorare. Abbiamo rischiato di prendere diversi gol da Djuric, ci hanno preso alla sprovvista. Sulle letture difensive vedo del miglioramento ma non è abbastanza, le squadre forti se non siamo perfetti ti mettono in difficoltà

Dybala sta bene e questo rende felici i tifosi…

Lavora. Sono tutti fantastici, mi dispiace dirlo solo di lui. Sta mettendo in campo tutto il suo talento, non possiamo nasconderlo.

Entrambi gli attaccanti in doppia cifra…

Dobbiamo segnare tutti. Arrivare in area in tanti. Oggi è stata una grande partita da parte di tutti, entrati tutti alla grande. Non mi piace parlare solo degli attaccanti. Atteggiamento positivo da parte di tutti.

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Pellegrini: “Mi aspettavo che De Rossi potesse essere un grande allenatore ma mi sta sorprendendo”

Lorenzo Pellegrini ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 4-1 contro il Monza:

Una delle Roma più belle di questa stagione, immagino che vi siate divertiti tanto anche voi.
“Sì è così, era una partita secondo noi difficile e con tante insidie, rispettiamo il Monza. È una squadra a cui piace giocare ed aggredire, quindi sapevamo che era una partita difficile, noi abbiamo fatto il nostro gioco e quello che ci ha chiesto il mister. Direi che il nostro percorso prosegue bene”.

In panchina tutti quanti, anche quelli che non giocano, danno una mano. C’è una sinergia che forse è aiutata anche dai risultati. Però questa coesione non si vedeva da un po’.
“Su questo posso dire che noi lavoriamo tutti i giorni anche sotto questo aspetto perché è fondamentale. Quando magari non hai più energie e forze la mano al tuo compagno gliela dai con l’inerzia perché gli vuoi bene e perché ti sacrifichi per lui e per tutti. Questa è una cosa fondamentale e fa parte del percorso di crescita che la Roma sta facendo. Bisogna ancora lavorare tanto ma oggi siamo contenti perché abbiamo vinto una grande partita secondo me e quindi andiamo avanti così”.

Con De Rossi 5 gol e 3 assist, un bel Pellegrini. Che sensazioni hai?

Mi sono sempre aspettato che diventasse un grande allenatore. Mi sta sorprendendo per come cura ogni minimo dettaglio. C’è il campo che parla, perché lavoriamo bene. Siamo tutti molto felici ma dobbiamo ancora lavorare tantissimo. Pensiamo a cosa può diventare la Roma anche sulla mentalità.

Dà fiducia il gol in vista del Brighton?

Dopo una vittoria così ti dà la giusta forza. Negli ultimi anni abbiamo fatto tante cose belle in Europa. Sappiamo che al Brighton piace giocare sono una squadra forte. Quello che è sicuro è che lasceremo tutto sul campo.

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Moggi esalta De Rossi: “Scelta giusta dei Friedkin. L’addio di Mou una liberazione per la Roma”

Luciano Moggi, ex dg della Juventus, ha commentato così l’avvicendamento tra Mourinho e De Rossi sulla panchina della Roma: “La squadra è stata liberata dall’idea di Mourinho, che era più per se stesso che per la squadra. L’ho sentito andare contro giocatori e società, è un prendere o lasciare, fa parte anche dell’uomo esaltare e valorizzare il personaggio – le parole dell’ex dirigente della Juve a ‘Radio Radio’ -. De Rossi è un uomo semplice, si è adeguato all’ambiente e ha lasciato libertà ai giocatori, soprattutto rimettendoli nei loro ruoli. Vedo una squadra più libera, meno legato alle idee dell’allenatore, che però partecipa alle partite. Non fa dichiarazioni eclatanti, sta con la squadra e lo si sente quando parla. È diverso da Mourinho, che magari aveva più presa sul pubblico, guai a chi lo toccava. La società ha avuto il coraggio di capire che era meglio cambiare, altrimenti non si sarebbe più visto il gioco del calcio con lui”.

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De Rossi: “Out Karsdorp. Giocatori felici di allenarsi, Dybala sta bene. Sostegno totale dalla proprietà” (AUDIO)

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Daniele De Rossi alla vigilia del match tra Monza e Roma:

Come sta la squadra? Abraham e Karsdorp? Che gestione verrà fatta su Dybala?
“Stanno tutti bene a parte Rick Karsdorp che non verrà con noi perchè ha un fastidio al ginocchio, nulla di grave, ma va gestito. Anche Abraham ovviamente non ci sarà. La gestione è facile, quando hai tanti giocatori bravi puoi fare rotazioni, senza problemi, sono serenissimo. Dybala sta bene, non so quante volte abbia fatto 110 minuti e dopo tre giorni altri 90, sta bene, è felice, ha fatto tre gol, dobbiamo essere felici di questo, sono soddisfatto della sua condizione così come di quella degli altri”

Palladino vs De Rossi, giovani allenatori, una striscia positiva molto simile e un probabile ritorno al 3-4-2-1. Come se li aspetta?
“Due tre settimane fa ti avrei detto 3-4-2-1, recentemente hanno cambiato, un po’ di dubbi li abbiamo, come capita in questi casi, dobbiamo preparare diverse partite, attaccare a tre, difendere a 4 e viceversa, incontriamo una squadra forte, stimo tanto Palladino, ci siamo sentiti qualche giorno fa, abbiamo fatto il corso di Coverciano insieme, due percorsi similari ora, sta gestendo questa situazione di Monza in maniera brillante, il futuro è dalla sua. Domani proveremo a batterlo ovviamente”

Con Sanches hai utilizzato tutti i giocatori a parte Boer e Abraham ovviamente. Questo è il modo di gestire, di tenere dentro tutti? Hai lavorato tanto a livello psicologico, la Roma è più famiglia di ieri?
“Non so cosa sia accaduto prima, ho sentito qualcosa, qualcuno mi ha raccontato qualcosa, ma penso ad oggi, alla mia gestione. Non lavoro in maniera diversa rispetto a quando ero capitano della Roma o senatore. E’ un ruolo diverso ovviamente, quando sei capitano sei amico di tutti, quando sei allenatore devi fare delle scelte tra titolari e riserve. Hai detto famiglia? Se non lo siamo, stiamo andando in quella direzione, ovviamente partendo dai risultati. Se si sta bene, si viene e si sta un’ora in più all’allenamento, sono stato calciatore so che significa, i calciatori devono essere felici di venire al campo, felici di lavorare e fare un’attività che sia perfetta a livello fisico e tecnico. Noi siamo tutti contenti di stare qui al campo, è uno scambio, ieri siamo stati dalle 7.30 alle 17.30, è faticoso e loro devono sapere che stanno bene, che hanno un allenatore e uno staff a disposizione. Se non fosse così, il nostro atteggiamento cambierebbe per forza di cose”

Tripletta di Dybala giocando alla vecchia maniera nel 3-5-2, è stata una casualità? Lukaku è stato per la prima volta escluso per scelta tecnica, come sta?
“Sulla posizione in campo o riguardo uno schema, ha fatto un gol su rigore, un gol da trenta metri, e poi un inserimento su uno scambio, non c’è nulla di tattico che gli impedisca di fare queste cose anche nel 4-3-3 o in altri sistemi. Questi gol possono accadere anche se giocassimo 5-5-0, è una casualità il cambio modulo sulla sua tripletta. Romelu in discussione? Non so che intendi. Tutti siamo in discussione, lui, io, Dybala tutti. Devo fare delle scelte, a volte in base al rendimento, in base al minutaggio o al sovraccarico. Lukaku è entrato, ha corso come un matto, ha fatto a spallate, ha fatto assist. Un giocatore che gioca tutte le partite è sempre felice. Un giocatore che gioca, poi viene sostituito o magari entra entra dalla panchina e da’ il massimo come ha fatto lui, rende felice tutti. Non è sorprendente, è il lavoro suo. Sorprendente sarebbe chi sta col muso e non si impegna. Non ne vedo in questo spogliatoio. In passato qualcuno sì, e non mi piaceva perché si deve dare tutto, pur giocando meno”

Avete creato una bolla sportiva, ma attorno a lei ci sono lavori in corso. Persone mandate a casa, un ds che manca da un mese. Percepisce quest’aria di smobilitazione?
“No, non la percepisco, siamo bravi noi ed è brava la società a metterci a disposizione tutta la serenità di cui stiamo godendo. Siamo un’ala a se stante rispetto a quello che succede sopra. In Inghilterra succede così, la prima squadra è separata dagli uffici, non ti accorgi neanche se esplode una bomba. I risultati ovviamente aiutano. Io mi devo interfacciare con la mia società per quello che compete per il mio ruolo. Lina, Maurizio ma anche Ryan e il presidente Dan sono disponibili h24, fuso permettendo ovviamente. So che ci saranno dei cambiamenti, ma non è il mio compito, non è il mio campo, ho un altro ruolo. Mi concentro sul campo e sul calcio. L’atmosfera è positiva, non penso stiano succedendo cose diverse da altri club”

Smalling come pensa di gestirlo? Ha preferito nel suo ritorno in campo inserirlo in un sistema a tre. La fase di rodaggio è completata?
Sta finendo questa fase, magari è una premura esagerata mia, magari mettendolo a 4 avrebbe fatto meglio. Quando non giochi da tanto tempo, il ginocchio sta bene, ma i muscoli non sono abituati magari agli scatti, lo stress della partita va riacquisito. Ho pensato di mettergli ai lati due cani da guardia che gli limitasse gli spazi da coprire, ma se ha giocato vuol dire che sta bene, si lavora di equipe e il mio staff lo ha messo in condizione di poter giocare dall’inizio. Ha fatto qualche minuto a Frosinone e ora una gara dall’inizio col Torino. E’ stato fermo tanto tempo, c’erano immagino anche emozioni contrastanti in lui. Sarà un giocatore molto importante per noi a prescindere dallo schieramento”.

Paredes giocherà domani? 
“Sta migliorando gli aspetti che gli chiedo di migliorare, non perdo tempo a parlare della gestione palla anche se pure su questo aspetto gli chiedo più velocità e verticalità rispetto a quello che era abituato a fare. E’ un giocatore intelligentissimo calcisticamente, lo è con la palla ma anche senza, ma a volte è troppo istintivo, un centrocampista forte deve recuperare palla anche senza essere troppo appariscente, vale anche per i difensori. E’ bello vedere quello grintoso, energico che entra sempre è bello da vedere, lo ero anche io, ma in questo sport bisogna saper anche temporeggiare, ragionare. Lo sta facendo alla grande, sta migliorando, sa giocare il pallone, ha delle furbate da argentino puro nell’uno contro uno. Mi piace come sta interpretando il ruolo, mi permetto di dargli qualche consiglio in più perchè gioca nel mio stesso ruolo di quando ero calciatore”

Tre terzini a destra, ma anche 5 centrali per due ruoli che si sentono tutti titolari. In queste rotazioni, visto che Mancini ha giocato più largo nell’ultima, è un’ipotesi da riproporre?
“Sì perchè no, potrebbe, Mancini è come Paredes, ha calcio in testa, sa quando spingere e quando temporeggiare, sa fare un po’ tutto, mi impressionò da centrocampista centrale con Fonseca. E’ un discorso più tattico che di scelta primaria, perchè abbiamo tre terzini destri forti, anche Angelino potrebbe giocare a destra, con attitudini diverse. Quando hai un terzino che non lo è di origine, l’ideale sarebbe avere davanti a lui uno che gioca sulla linea, che gli dia maggiore sbocco sull’esterno, invece abbiamo Baldanzi e Dybala che sono più trequartisti. Sono tutte soluzioni utili, Guardiola ha vinto la Champions con centrali schierati nel ruolo di terzini. Scegliamo in funzione delle strategie di gara, non perchè non abbiamo terzini destri forti”

Monza brutto avversario dopo Torino e Feyenoord? Come comportarsi domani?
“Squadra difficile da affrontare in qualsiasi circostante, ricordo anche la partita d’andata che in 10 mise in difficoltà la Roma. Sono meno aggressivi del Torino e dell’Atalanta, Palladino viene da quella cultura lì, ma aggrediscono meno. Sui cross è importante la marcatura in area ma anche la gestione, come su quello di Zapata dopo è lui che fa un gran gol, ma potevamo gestire meglio la partenza dell’azione. Vanno fatti a volte i complimenti agli avversari come loro hanno fatto con Dybala. Si poteva dare maggior sostegno in raddoppio ad Angelino su Bellanova. Dopo di che i cross si fanno e si subiscono nel calcio”

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Azmoun: ”De Rossi scelta giusta, mi piace il feeling che ha creato. Tifosi incredibili”

Azmoun ha parlato ai microfoni del club. Di seguito le dichiarazioni dell’attaccante iraniano.


Nel gruppo è inserito come se fosse a Roma da sempre. E il sorriso sul suo volto non manca mai. Nemmeno quando si presenta per fare questa intervista, ancora provato “da un allenamento bello e lungo. Iniziamo quest’intervista?”. Eccoci.

Stanco?

“Un po’, mi vedete, sono ancora in pantaloncini, ho finito da poco l’allenamento. Ma sono contento di questo momento, stiamo andando bene”.

Sembri sempre più inserito nel gruppo, scherzi sempre con tutti, anche via social dimostrate questa coesione.

“Sì, mi sento bene, a mio agio. Ho un buon rapporto con tutti. In questo spogliatoio ci sono campioni del mondo, top player a livello internazionale, eppure nessuno si dà arie particolari. È facile andare d’accordo con questi compagni”.

Il capitano, Lorenzo Pellegrini, quanto ti ha aiutato all’inizio nel tuo inserimento?

“Molto. Lui è un bravo ragazzo, che dà una mano sempre a tutti. Lorenzo è un bravo capitano, oltre che essere un calciatore molto forte sul terreno di gioco”.

Con il Torino sei partito titolare per la prima volta allo stadio Olimpico. Che sensazioni hai provato?

“Eh… Mi sono chiesto che lavoro facessero tutte quelle persone che erano lì allo stadio di lunedì alle 18.30. Ma l’orario alla fine era un dettaglio. Se avessimo giocato alle 8 di mattina, ci sarebbero stati gli stessi tifosi…

Scherzi a parte, questa gente qui è incredibile. Hanno sempre riempito lo stadio, in ogni partita, contro qualsiasi avversario. Torino o Inter, non cambia mai nulla. Non ci lasciano mai soli. Possiamo solo ringraziarli e augurarci che non smettano mai, per noi loro sono fondamentali”.

Cosa ti aveva chiesto il tecnico, Daniele De Rossi, prima della gara con i granata? A fine partita ha elogiato la tua prestazione.

“Quando analizziamo la partita con il match analyst il mister dà alcune consegne dal punto di vista tattico. Sta a noi recepirle e metterle in pratica durante la partita. In questa occasione è andata bene, abbiamo vinto e conquistato i tre punti”.

A proposito di match analyst, il campionato italiano è uno dei più evoluti dal punto di vista tattico. Tu hai giocato in Russia, in Bundesliga e in Serie A. Quali differenze hai trovato tra le diverse leghe?

“Soprattutto Serie A e Bundesliga sono due campionati top, molto competitivi. Ci possono essere differenze sulla fisicità e la velocità, motivo per cui ci sono giocatori che possono rendere bene in un contesto e meno bene in un altro. Ma parliamo di livelli top!”.

In Germania, al Bayer Leverkusen, hai mai avuto modo di incrociare e confrontarti con Rudi Voeller? Un attaccante leggendario della Roma e l’idolo di De Rossi da bambino.

“Sì, l’ho visto qualche volta. È una bravissima persona e un ottimo dirigente di calcio. E ovviamente so che in passato è stato un calciatore molto importante, anche campione del mondo nel 1990 con la Germania”.

Hai dichiarato che da piccolo vedevi le partite della Roma in Iran. A parte Totti e De Rossi, quali erano i tuoi calciatori preferiti?

“Hai detto bene, a parte Totti e De Rossi. Che pure mia madre li conosce e sa che sono stati delle leggende autentiche per questo Club. A me piaceva molto Mirko Vucinic”.

Un attaccante abbastanza simile a te, veloce e tecnico.

“Mmm, lui era più forte…”.

Se ne può parlare. Qualche altro?

“Sono sempre stato attratto dagli attaccanti, dato che io gioco in attacco. Ovviamente, Dzeko e Batistuta – in due momenti storici diversi – li guardavo con enorme ammirazione”.

Ed essere allenato da De Rossi, appunto una leggenda di questa Società come hai detto, che sensazione ti dà?

“La cosa che sorprende di più di De Rossi è che vederlo da fuori, da calciatore, sembrava un vero combattente, che in campo non si risparmiava mai, con grinta.

Vederlo tutti i giorni, con i suoi modi gentili, con quel cuore gentile, è bellissimo ed è altrettanto bello averlo come allenatore. È stata la scelta giusta. E, se posso aggiungere, mi piace questo feelling in generale che si è creato”.

Ovvero?

“Questo senso di unione. La proprietà, Lina (Souloukou, ndr), i nostri dirigenti, sono sempre vicini alla squadra. È un qualcosa che ci aiuta fa sì che sia più facile raggiungere i risultati che stiamo ottenendo ora”.

Per esempio, abbiamo visto anche Ryan Friedkin scendere dal pullman all’Olimpico prima della gara con il Feyenoord.

“Sì, vero, e non solo quella volta, anche in altre come ad esempio con il Torino. È una cosa bella, ripeto. Vogliamo continuare su questa strada, con questo clima. C’è ancora tanto lavoro da fare, in campionato come in Europa League. Un passo alla volta, però. Monza-Roma, sabato. Quello abbiamo preparato in allenamento e a questo stiamo pensando ora”.

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Kristensen: ”Mi piacerebbe segnare ma per fortuna Dybala ha un sinistro migliore del mio. Vittoria meritata” (VIDEO)

Kristensen, dopo la vittoria contro il Torino (3-2), ha parlato ai microfoni della Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Partita importante e molto difficile contro un grande avversario. Abbiamo conquistato nuovamente i 3 punti in casa, sono felicissimo di questa vittoria. Penso sia stata una vittoria meritatissima”.

Il vostro percorso?
“Ogni partita è importante. Oggi affrontavamo una delle migliori squadre in Serie A, per cui sono 3 punti molto importanti ed è bello continuare a vincere e a fare punti. Questo è l’aspetto più importante. Dobbiamo pensare partita dopo partita, questo è l’approccio che vogliamo seguire”.

L’errore sotto porta?
“Mi piacerebbe segnare, ma sono fortunato perché Dybala ha un sinistro migliore del mio ed è bastato per vincere. Ma vorrei segnare davvero”.

????️ Rasmus Kristensen al termine di #RomaTorino ????#ASRoma pic.twitter.com/sv92sRbiip— AS Roma (@OfficialASRoma) February 27, 2024

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De Rossi: “Queste partite vanno uccise prima. Smalling è eccezionale”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-2 contro il Torino:

Si poteva soffrire un po’ di meno nel finale?
“Sì. I 20 minuti di gestione mi sono piaciuti, al gol avevo Kristensen vicino e gli dicevo ‘loro non mollano mai, non è finita’. Abbiamo sofferto fino alla fine, questo mi piace, ma queste partite vanno uccise prima. Potevamo gestirla un po’ meglio”.

È venuto fuori il talento del campione oggi.
“I campioni sono decisivi. C’è stato equilibrio nel primo tempo, il Torino se la gioca sempre alla pari con tutti. I granata sono forti, pressano a tutto campo e sapevamo che sarebbe stata dura oggi. Il gol dell’1-1 avrebbe ammazzato chiunque, invece siamo ripartiti molto bene nel secondo tempo”.

Come si evitano i gol subiti?
“Il primo gol mi è sembrata una grande rete dell’attaccante. Se il centravanti salta a tre metri di altezza e la piazza bisogno solo battere le mani, così come Dybala che sposta la palla e tira a giro da 30 metri. Tutti i gol possono essere evitati, ma sai che noia de tutte le partite finissero 0-0… Questi gol si prenderanno sempre. Il secondo gol? Con un pizzico di attenzione in più avremmo potuto evitarlo, ma ci stiamo lavorando”.

La posizione di Mancini? Oggi ha giocato più alto.
“Costruivo a 4 per portare fuori i loro quinti e mandarli in difficoltà con le scalate lunghe. Avevo chiesto a Mancini, Ndicka e Smalling di alzarsi, il Torino è una squadra che pressa a uomo e i centrocampisti mantengono sempre questa marcatura, mentre gli attaccanti se la dimenticano un po’. Vedendo le loro partite lo abbiamo notato e abbiamo fatto avanzare i nostri difensori per creare superiorità in questo modo”.

I 78 minuti di Smalling? L’ingresso in campo di Lukaku?
“Sono contento di Smalling, lo stavamo aspettando, un infortunio del genere va gestito. Smalling è un grandissimo professionista, è un ragazzo eccezionale. Pensavo durasse di meno e invece… Ma sono contento anche del ritorno in campo di Sanches. Lukaku è entrato alla grande, ma anche Azmoun mi è piaciuto moltissimo. Loro ci lasciavano moltissimo campo, quindi avevo bisogno di Lukaku per farli allungare. È entrato davvero bene”.

Cosa ti aspetti e cosa temi del Brighton?
“Il Brighton ha una squadra forte ed equilibrata. Ha giocatori che pensano molto, altro che hanno estro e gambe. De Zerbi è uno degli allenatori più forti d’Europa. Se guardo le rose però la Roma non ha nulla da temere, dobbiamo rispettare il Brighton, ma noi siamo altrettanto forte. Preparare queste partite mi leverà qualche notte di sonno in più, perché saranno partite complicate. Penso che anche De Zerbi non sia felice di incontrarci… Quando abbiamo il pallone tra i piedi sarà difficile anche per loro”.

Questa volta non ti passerà però gli appunti.
“No, no. Ci siamo scritti il primo giorno, ma ora non possiamo più farlo. Ormai mi ha passato tutto, cerco di scopiazzare sempre dai più bravi e lui lo è”.

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Dybala: “Da tanto volevo una tripletta. Futuro? Sto bene qui, mi godo ogni momento a Roma”

Paulo Dybala ha parlato così ai microfoni di DAZN

Una di quelle serate da incorniciare, quanto ti mancava una tripletta?
“Tanto, era da un po’ che volevo questo pallone, lo volevo col Cagliari ma il mister mi ha tolto prima della fine della partita, non l’ho cercato tantissimo oggi ma è arrivato e sono tanto felice”

L’esultanza con De Rossi?
“Era un momento difficile della partita, mi è venuto spontaneo, il Torino ci ha messo in difficoltà. Ho trovato spazio, calciato e ho fatto gol, quindi sono andato di corsa dalla panchina e il primo che ho trovato da abbracciare è stato il mister”

Sul terzo?
“Uguale, sono scivolato dopo il gol sono andato dai tifosi con naturalezza, approfitto per ringraziarli, di lunedì anche oggi alle sei del pomeriggio lo stadio è pieno di nuovo

Ti diverti con la squadra e stai bene. Si può fare lo stesso percorso dello scorso anno in Europa?
“Io voglio sempre vincere qualche trofeo, ovunque io sia. Il percorso è ancora lungo, troveremo squadre difficili in campionato e in Europa, sappiamo quali sono i nostri obiettivi e lavoriamo ogni giorno per andarli a prendere”

Futuro?
“Io quando sono arrivato qui ho detto che mi sembrava di aver vissuto qua in un’altra vita in questa città. Quello che succederà in futuro non lo so, mi sto godendo ogni momento con questa squadra e questi compagni meravigliosi”

Azmoun voleva il pallone?
“Difficilmente, i palloni vanno quasi sempre a casa di mia mamma”

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Svilar: “La corsa sotto la Sud rimarrà nella mia mente per sempre”, poi svela il suo segreto sui rigori – VIDEO

Mile Svilar ha parlato nella rubrica ‘Asroma podcast’, svelando come ha fatto a ricordare l’ordine dei rigori e le caratteristiche di tiro dei suoi avversari. Momento emozionante anche la descrizione della sua corsa sotto la Sud.