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Llorente: “Prestazione negativa, ma pareggio importante”

Diego Llorente ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo Fiorentina-Roma 2-2:

Hai scelto di farlo brutto il primo gol con la maglia della Roma.
“Sono contento per il gol, ma non abbiamo fatto una buona prestazione. Dobbiamo migliorare sia di squadra sia individualmente”.

Quanto vi ha messo in difficoltà il giallo a Mancini?
“Tanti di noi hanno preso il giallo, ma alla fine la squadra ha ottenuto un buon punto”.

Svilar ha parato il rigore, vi dà tanta sicurezza.
“Ha fatto una grandissima prestazione, con un portiere così possiamo fare grandi cose”.

Con questo carattere si può arrivare in Champions?
“Sì. Dobbiamo considerare ogni partita come se fosse l’ultima e allo stesso tempo dobbiamo migliorare”.

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Mourinho: “Non posso sbagliare la prossima squadra. A Roma fatte due finali”

Josè Mourinho ha parlato ai microfoni di Sky Sport a margine del Gp in Arabia Saudita: Vorrei lavorare già domani, se fosse possibile. Ma al tempo stesso non voglio commettere l’errore di prendere la decisione sbagliata. Con la Roma abbiamo fatto grandi cose, conquistando due finali in una società che non ne ha disputate molte nella sua storia. Non è stato semplice. Ora attendo la chiamata giusta”

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Souloukou: “Friedkin custode della Roma, non vuole cedere il club”

Sotto la guida dei Friedkin, che hanno investito massicciamente, la Roma ha vinto la prima Europa Conference League nel 2022 ed è arrivata ​​seconda in Europa League nel 2023. Lina Souloukou – intervistata dal Financial Times – attribuisce ai Friedkin anche il merito di aver investito nella squadra femminile, che ha vinto il suo primo scudetto di Serie A nel 2023 e invita gli altri a seguire il loro esempio.

“La Roma punta alla sostenibilità finanziaria e al calcio d’élite a livello nazionale ed europeo. “La famiglia Friedkin . . . si vede come custode di un’istituzione amata dai tifosi e vuole renderla sostenibile e più forte”, afferma. “È molto più di un business.

La Roma, però, si trova ad affrontare difficoltà che esulano dal suo controllo. La Serie A, il massimo campionato di calcio italiano, è in ritardo rispetto a rivali come la Premier League inglese o la Liga spagnola in termini di ricavi e audience globale. Per la Roma, come per molti club italiani, il problema è aggravato dal fatto di non possedere uno stadio di proprietà. La complessa burocrazia italiana ha reso difficile per le squadre italiane costruire strutture moderne, sviluppare un prodotto televisivo attraente e aumentare i ricavi da gara. Tuttavia, i Friedkin hanno progetti per un nuovo stadio e la Roma “sta lavorando a stretto contatto con il comune” e altre parti interessate, afferma Souloukou.

Uno stadio moderno è fondamentale per la sostenibilità finanziaria, ma lei sottolinea l’effetto sull’aspetto che sta più a cuore al club: i tifosi, così come la città. “È davvero importante avere uno stadio che sia la loro casa”,
afferma. “Quanto significhi la Roma nella loro vita quotidiana è qualcosa che senti solo quando vivi in questa grande città”.

Sull’ipotesi Superlega, Souloukou conferma la posizione del club giallorossa, contraria alla competizione: “Siamo aperti alle riforme e all’inclusione, ma sempre all’interno delle strutture tradizionali del calcio europeo”.

Un’altra forza di cambiamento nel calcio mondiale è l’Arabia Saudita, che ha sborsato ingenti somme di denaro per attrarre calciatori famosi nel proprio campionato nazionale e sponsorizzare club europei. Souloukou afferma che la Roma è “davvero felice” della propria partnership con Riyadh Season, un’iniziativa di intrattenimento sostenuta dal governo il cui marchio è presente sulle maglie del club. Ma Souloukou respinge le voci di un avvicendamento nel club da parte dell’Arabia Saudita: “[La famiglia Friedkin] è qui per restare. Sono davvero fedeli all’impegno preso nei confronti dei tifosi e sono sempre stati molto rispettosi della storia del club”.

È stata una dura prova, ma che evoca anche la risposta della CEO della Roma su come ella gestisce la pressione. Impossibilitata ad influenzare direttamente la situazione in campo, sottolinea che non si tratta di un atto “in solitaria” ma di un lavoro di squadra.
“Questo è il calcio. Una o due volte alla settimana sei sotto i riflettori, ma allo stesso tempo l’unica risposta è essere un tutt’uno con la proprietà, il tuo allenatore, i giocatori e i tifosi”, ha concluso.

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De Zerbi non fa mea culpa: “Perso perchè la Roma è più forte e ha maggiore esperienza del Brighton”

Abbiamo subìto una sconfitta da una squadra più forte di noi, l’abitudine a giocare questo tipo di partite ha avuto un ruolo decisivo. Ora i giallorossi sono forti anche mentalmente, sanno interpretare queste gare. Noi siamo ancora una squadra piccola e proprio per questo è la giornata in cui voglio più bene ai miei: nessuno ha mostrato più del 25% del suo potenziale. Ma questa giornata insegna qualcosa a tutto il club, anche al presidente (Tony Bloom, ndr) a gestire meglio il team da gennaio a febbraio. Difficile con 15 calciatori giocare ogni tre giorni”. Così Roberto De Zerbi in uno stralcio delle sue dichiarazioni dopo la vittoria per 4-0 contro il Brighton.

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Lukaku: “Dobbiamo sognare in Europa, sta cambiando la mentalità. Poi sul futuro…”

Romelu Lukaku ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo Roma-Brighton 4-0:

Cosa ti è piaciuto di più nella preparazione tattica del match?
“Bella partita. Il Brighton gioca molto bene e cerca sempre di bucare la difesa, ma difensivamente abbiamo fatto un ottimo lavoro. In attacco abbiamo tanto, potevamo fare tanti gol e ci siamo riusciti. Contro le squadre inglesi non è mai finita, al ritorno dobbiamo giocare ancora meglio”.

Il tuo gol?
“Speravo che Dunk lasciasse rimbalzare il pallone così avrei utilizzato il mio corpo per spostarlo, ma alla fine ha sbagliato lo stop. Bisogna sempre credere nell’errore del difensore. Poi ho analizzato il portiere tramite alcuni video, quindi sapevo cosa fare”.

Nella proposta offensiva, cosa vi ha dato di più De Rossi?
“Più libertà ai centrocampisti. Io devo attaccare più la profondità, mentre prima giocavo di più di sponda. In Italia ho sempre giocato con un attaccante al mio fianco, è la prima volta che gioco da solo in attacco, ma ora mi sto trovando bene. Dobbiamo continuare così e credere che possiamo arrivare nelle posizioni più alte anche in campionato e andare più avanti possibile in Europa”.

Non vi accontentate di nulla in Europa League?
“Dobbiamo sognare e arrivare più avanti possibile. A Brighton dobbiamo fare la partita, una grande squadra cerca sempre di migliorare e di vincere ogni partita. Stiamo cambiando la nostra mentalità, noi giocatori stiamo dando il massimo”.

Che effetto ti ha fatto essere arrivato a Roma direttamente con l’aereo dei Friedkin?
“È stata un’esperienza diversa. Quando sono arrivato ho visto l’amore dei tifosi per questa magnifica squadra. Nainggolan mi spiegò come comportarmi nella Roma, poi c’è il lavoro. I compagni di squadra sono stati bravissimi con me sin dal primo giorno, Mourinho mi ha aiutato e ora lo sta facendo anche De Rossi. Cerco sempre di dare il massimo per la Roma, ero in una situazione difficile, tanta gente non lo sa. Ringrazio la Roma per avermi aiutato”.

Ti piacerebbe rimanere a lungo a Roma?
“Non voglio polemiche con l’Inghilterra (ride, ndr). Devo essere intelligente e stare zitto”.

Cosa vi ha dato De Rossi dal punto di vista mentale?
“Parla sempre di avere nuovi obiettivi e di dare il massimo in allenamento. Ogni seduta è un test per noi e a me piace tanto, tutti i giocatori di grande livello devono essere stimolati. Il mister ci dice sempre di non mollare, abbiamo degli obiettivi di raggiungere, ovvero arrivare tra le prime quattro in campionato e andare il più lontano possibile in Europa League”.

Quando De Rossi ti ha visto la prima cosa che ti ha detto è stata ‘Ma sei stato sempre così grosso o mi sono rimpicciolito io’.
“Durante una partita dell’Europeo io e lui giocavamo contro c’è stato un diverbio tra noi due, sono contento di non aver fatto il furbo lì (ride, ndr). Sono molto contento di lavorare insieme a lui”.

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De Rossi: “Non ho fatto niente di speciale, la Roma è forte. Rinnovo? Non è il tempo di parlarne”

Daniele De Rossi ha commentato così la vittoria della Roma per 4-0 contro il Brighton ai microfoni di Sky Sport:

Come si fa a trasformare la squadra in così poco tempo?
“Ogni squadra ha delle fasi calanti, io non ho fatto niente di che. Si è solo incanalato tutto nel migliore dei modi e sono felicissimo. Loro sono giocatori forti, stanno vincendo e segnando, abbiamo giocatori che altre squadre si sognano. Non c’è niente di speciale in quello che faccio, alleno solo la condizione fisica, che è fondamentale in questo calcio. Li tratto da esseri umani e loro rispondono in campo con queste prestazioni”.

Oggi avete dato una lezione di calcio moderno.
“Sono contento, non minimizzo la mia felicità. Ho visto tante cose che mi sono piaciute, ma possiamo migliorare su tante altre. Nel secondo tempo dovevamo risalire un po’ meglio, ma sono felice della prestazione e dell’attenzione. Ieri ho rotto loro un po’ le scatole perché la preparazione della partita è stata più lunga rispetto al solito, perché De Zerbi è un allenatore diverso rispetto agli altri. Io lo amo, anche se c’è chi non lo ama. Per preparare partite contro di lui ci metti il doppio del tempo”.

La proprietà ti potrebbe chiamare stasera per proporti il rinnovo.
“Fai il bravo (ride, ndr). Questi discorsi non c’entrano, è l’ultimo dei miei pensieri. Sto facendo il lavoro che mi piace nel posto che mi piace e i giocatori mi danno grandi soddisfazioni che neanche sognavo di togliermi in così poco tempo. Tra 2 giorni giochiamo contro la Fiorentina, una squadra fortissima e un altro allenatore speciale. Giovedì andremo in casa del Brighton, se pensiamo di essere già passati ci ribaltano”.

Dove pensavi di poter far male al Brighton?
“Ieri avevo detto che avremmo potuto vincere la partita sulla fascia sinistra, perché c’era un divario fisico tra Spinazzola e Buonanotte molto importante, anche se avesse giocato Enciso da quella parte. La condizione di Spinazzola mi faceva pensare che quella sarebbe stata una parte di campo in cui avremmo potuto far male agli avversari. Inoltre abbiamo puntato sulla ricerca della profondità”.

La fase difensiva? Non avete permesso al Brighton di progredire centralmente. Come ha fatto a trasformare la squadra da passiva a coraggiosa?
“Io più rispetto l’avversario più cerco di non farlo giocare tranquillo. Contro le squadre di De Zerbi devi decidere se aspettare o rubargli la palla sulla linea di porta. Il risultato è troppo ampio, il nostro portiere è stato bravo, abbiamo concesso un po’ ma è normale contro squadre del genere. Siamo stati quasi perfetti, fantastici nell’aggressività e nello sforzo fisico. Dybala e Lukaku hanno lavorato come animali senza palla, senza questo atteggiamento rischi di prendere imbarcate”.


De Rossi in conferenza stampa

Cosa le dirà suo padre?
“Purtroppo non hai la fortuna di conoscere mio padre. Lavora nel mio stesso posto, che è grande ma non è immenso, e in questi 50 giorni lo avrò visto due volte. Quando passa vicino al campo scappa come se avesse rubato qualcosa. L’altro giorno l’ho beccato al bar e mi ha detto ‘non sapevo fossi qua, me ne vado’, gli ho detto di stare tranquillo. Non mi parla quasi mai di calcio, non lo faceva quando giocavo e non lo fa adesso e credo che non lo faccia perché un po’ abbia fiducia e un po’ per non mettermi confusione. Ogni tanto lo chiamo io, parliamo di gestione delle risorse umane ma tatticamente parliamo poco. Sono suo figlio, quindi tanti dei complimenti che mi fate nascono dal fatto che io abbia ereditato da lui la passione per questo lavoro, tante idee calcistiche e forse anche l’essere in grado di relazionarmi con la gente. So che lui è molto schivo, non gli piace parlare di questo ma è felice sicuramente. Viene allo stadio perché quando giocavo non veniva quasi più, ha ricominciato a venire e mi fa piacere che si stia godendo insieme a me, anche se in silenzio e in disparte, questi primi miei 50 giorni”.

Nella preparazione della partita sapevi ovviamente che ci sarebbero stati dei momenti in cui il Brighton avrebbe tenuto il pallone e Spinazzola sarebbe stato costretto a chiudere su Welbeck, ma probabilmente il tuo obiettivo era avere il possesso del pallone.
“Quando giochi contro squadre brave a gestire la palla devi cercare di fargliela giocare il meno possibile, mentre ad altre squadre puoi lasciargliela di più. Loro sono bravi, sanno giocare e nel secondo tempo ci hanno fatto giocare un po’ meno. Anche i nostri giocatori sono molto forti, giocare uomo a uomo sarebbe stato un braccio di ferro che alla fine avremmo potuto vincere. A coraggio si risponde con coraggio. Il Brighton mi piace, così come l’allenatore. Ma ero sicuro che se avessimo fatto una partita come quella di stasera avremmo vinto e così è successo. Hanno avuto occasioni, il punteggio è troppo largo, ma abbiamo meritato la vittoria e fatto una grande partita”.

Nella loro costruzione 3+2 ha messo un quadrilatero forzando la ricerca dei loro attaccanti con la palla, pensando che le caratteristiche dei suoi difensori le avrebbero consentito di disinnescare il pericolo? Aveva pensato così senza palla?
“Sì, poi il risultato fa la differenza anche nei giudizi della partita. Loro hanno tirato in porta, hanno tirato più di noi. Poi c’è un portiere che para, fa parte della squadra anche lui. Eravamo 5 contro 5, cercavamo di mandarli nella parte dove eravamo più solidi ma senza indirizzare troppo, perché squadre così le indirizzi da una parte e vanno in quella opposta. È uno dei punti cardine del gioco di De Zerbi: decide dove va la palla, dove giocarla e decide quando e come entrare dentro la tua pressione. Bisognava accettare il duello uomo a uomo, bisognava giocare ma anche portarli nella nostra metà campo e andare in verticale dove abbiamo giocatori che inventano”.

Paredes sembra un altro giocatore. La sua palla verticale era preparata?
“La palla che ha dato in occasione del gol non era preparata. Sapevamo che avremmo avuto tanta pressione addosso e che avremmo dovuto trovare un po’ di tempo per ragionare, ma davanti avremmo trovato dei duelli uomo contro uomo e i nostri sono forti. Io devo mettere le qualità dei miei giocatori davanti a tutto il resto ed è andato tutto benissimo. Paredes è un giocatore forte, ha giocato nel PSG e nella Juventus. In allenamento corre e va forte, io lo stimolo e ho un rapporto di confidenza tale che posso permettermi di prenderlo in giro davanti al resto dei compagni, evidenziando qualche lacuna difensiva e tattica. Scherzando stimolo gli aspetti che voglio che lui migliori. Sono contento di lui, non capisco il vostro stupore perché è un giocatore di rango mondiale. Parlare solo di lui però sarebbe sbagliato, tutti hanno fatto una partita eccezionale”.

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Svilar: “Sorpreso da De Rossi, gran persona. Non è ancora finita”

Mile Svilar ha parlato così ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria contro il Brighton:

Il vostro nuovo gioco?
“Facciamo quello che il mister ci chiede, ha idee molto buone. Abbiamo giocato molto bene”.

Hai fatto 2/3 parate fondamentali.
“È il mio lavoro, devo sempre farmi trovare pronto. Oggi è andata bene, ma non è finita. Sono contento”.

Che voto dai alla tua parata sul colpo di testa di Welbeck?
“Buona parata, ma non do il voto. Parare è il mio lavoro, il voto datelo voi”.

Come ha fatto De Rossi a trasformare la Roma in così poco tempo?
“Difficile spiegarlo. De Rossi ha idee molto buone, mi ha sorpreso. È una persona molto positiva, aiuta la squadra e ci fa credere in noi stessi”.

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Spinazzola sul futuro: “Vedremo, ora sono concentrato solo sul campo”

Come si batte il Brighton?
“Bella domanda. Andando più forte di loro e giocando meglio di loro, così si arriva alla vittoria”.

Sei stato scelto nelle partite più importanti rispetto ad Angelino, perché sei più forte o perché?
“Non sono le partite più importanti. Ogni partita è la più importante. Ci stiamo alternando bene ed è un bene perché non scende mai la qualità”.

Sei in scadenza, ti piacerebbe restare se ci fosse la possibilità?
“Adesso penso solo a questa sera, alle partite con la Roma e a finire nel modo migliore possibile. Poi vedremo”.

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Mancini: “Le 200 presenze con la Roma un orgoglio enorme”

Osannato dalla Curva Sud, sempre presente nonostante alcuni acciacchi fisici fortunatamente ora superati. Gianluca Mancini è il vice capitano della Roma ma anche un po’ l’anima caratteriale del gruppo. Dopo Mourinho anche De Rossi non ha mai rinunciato al difensore azzurro, che potrebbe essere finalmente protagonista anche in Nazionale la prossima estate ad Euro24.

Il centrale giallorosso ha parlato ai microfoni ufficiali del club: “Una gara difficile come tutte le partite in Europa. È una squadra della Premier, quindi saranno molto aggressivi, hanno un calcio molto veloce e mentalmente e tatticamente dobbiamo essere preparati a qualsiasi cosa. Ho visto qualche partita loro e giocano a calcio, hanno ruoli ma se li dividono molto bene, oggi (ieri, ndr) bisogna prepararla bene e domani (oggi, ndr) entrare in campo col 110%”.

Congratulazioni per le 200 presenze in Serie A. Essere un riferimento è una responsabilità in più
“Mi riempie d’orgoglio averne giocate tante con la Roma, dal primo momento che ho messo piede in questa città, a Trigoria e all’Olimpico nella mia testa l’obiettivo è dare il massimo per questo club”

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Dybala: “Innamorato di Roma, è un sogno divenuto realtà” – VIDEO

Tutto ciò che ha a che fare con l’impero romano ha sempre attirato la mia attenzione, non so perché. Forse ero romano in un’altra vita. Roma è magica, quando ero bambino in Argentino vedevo Roma solo attraverso i film e la mia impressione era che fosse una città enorme. Il primo giorno che sono arrivato in Italia, sono arrivato a Roma. Per me un sogno diventato realtà”.

Queste le parole di Paulo Dybala rilasciate in un’intervista ai microfoni della Serie A. L’argentino ha parlato del suo rapporto con la città di Roma.

La città di Roma?
“Tutto ciò che ha a che fare con l’Impero Romano ha sempre attirato l’attenzione, forse ero romano in un’altra vita (ride, ndr). Roma è magica. Da bambino vivevo in Argentina e vedevo Roma nei film, la mia impressione era che fosse una città enorme. Il primo giorno che arrivai in Italia andai a Roma, per me è stato un sogno diventato realtà”.

L’amore per il calcio?
“Gioca a calcio da sempre. Dire che il calcio sia tutto può sembrare esagerato, ma è proprio così. I ricordi più belli che ho sono spesso legati al calcio. Non avrei mai pensato che sarebbe diventato qualcosa di così importante e grande, perché uno può sognare e immaginare, ma quando i sogni diventano realtà è incredibile. Il calcio è in ogni momento della mia vita. A noi argentini prima ci danno il ciuccio e poi il pallone (ride, ndr)”.

Il Colosseo?
“Quando ero piccolo passavo molto tempo a guardare film, il mio preferito è ‘Il Gladiatore’. Il Colosseo è uno dei migliori stadi del mondo. Sarebbe bello fare una partita qui”.

Il tuo rapporto con il cinema?
“Eravamo negli studi cinematografici di Roma, ci dicevano che i migliori film sono stati fatti qui. Tutto ciò che fa parte del mondo del cinema lo lego al calcio. Penso che siano molto simili, ci sono gli attori principali, che siamo noi giocatori, e ognuno di noi ha un ruolo differente. Tutti lavorano insieme affinché quando arriva il momento, ognuno possa dare il meglio. Se dovessi paragonare un film a una partita penso che la finale del Mondiale sarebbe un film perfetto”.

Il Colosseo Quadrato?
“Qui è dove tutto ha avuto inizio… Il primo giorno è stato una sorpresa, è stato incredibile. Il club aveva organizzato un grandissimo evento ed è venuta tantissima gente, è stato davvero spettacolare. Ogni volta che passo qui penso sempre a quella serata, è stata indimenticabile”.

La bellezza della città di Roma?
“Incredibile quanta storia ci sia qui, è una cosa unica. Mi piace vedere la città, soprattutto di notte, è tutta illuminata e questo la rende più bella. Di notte la città è un’altra cosa”.

I primi ricordi legati al calcio?
“Ho iniziato a giocare a calcio a 4 anni, giocavo in una scuola calcio vicino casa e con gli amici. A 10 anni mi papà mi portò a Cordoba per un provino all’Instituto Cordoba. Ricordo quei sette anni con molto affetto, anche se ci sono stati momenti difficili per motivo familiari. Poi ho esordito tra i professionisti, era il mio sogno da bambino. E lì è iniziato tutto. Serve un po’ di fortuna, il duro lavoro non sempre basta, ma bisogna fare sacrifici e allenarsi duramente. Se è quello che ti piace non sembra un sacrificio”.

Riesci a camminare per Roma?
“Il problema è che vieni riconosciuto. Se qualcuno ti ferma, tutti gli altri fanno lo stesso. All’inizio si vergognano o hanno paura, ma se ti fermi con una persona devi farlo con tutti”.

Che importanza ha avuto l’Italia nella tua vita?
“Ha avuto un ruolo molto importante, vivo qui da più di 10 anni. Ho conosciuto persone incredibili, questo paese mi ha cresciuto e insegnato molte cose. A Roma mi hanno trattato benissimo sin dal primo giorno. Sarò sempre argentino, ma l’Italia è la mia seconda casa e spero che continui a esserlo per molto tempo”.

I tifosi?
“Gli italiani sono molto simili agli argentini, i tifosi anche. La passione per il club, l’amore per la maglia. Guardavo spesso le partite della Roma, ma se non sei dentro è difficile capire cosa significa e cosa prova la gente”.