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Pellegrini: “Mi godo De Rossi come allenatore, con lui mi sento più libero in campo”

Le parole di Pellegrini a DAZN dopo Roma-Sassuolo 1-0

Ultimi minuti di voglia per non pareggiare la partita, come a Firenze non volevate perdere. Fanno rima?
“Penso che sia giusto per una squadra che vuole migliorarsi ed essere lì in alto, un conto è perdere, vincere o pareggiare. Oggi dovevamo vincere a tutti i costi, a Firenze per come si era messa era importante non perdere, sono tre punti stasera molto importanti”

Che cos’è quell’abbraccio con De Rossi?
“C’è tanta stima lo sapete, Daniele per me è sempre stato un punto di riferimento, ho avuto la fortuna di viverlo da compagno, adesso da allenatore, mi godo lui come tecnico e lui si gode me come giocatore”

Anche perchè stai spostando le stagioni? La tua differenza principale rispetto a due mesi fa?
“Essere sempre al centro del gioco, ho bisogno di sentirmi libero in mezzo al campo, capire dove sono gli spazi per puntare, per fare la giocata, è quello che mi è mancato nell’ultimo anno e mezzo, sono contento di averlo ritrovato per me, per la Roma, per i miei compagni e per questa società che ci fa sentire sempre la sua vicinanza dimostrando di tenere a noi”

Sorteggio Milan in Europa League?
Come l’anno scorso a questo punto della coppa le squadre sono tutte forti, come il Milan poteva capitarne un’altra, sarebbe stata sempre difficile. Proveremo a passare il turno, il Milan è una squadra forte ma noi dobbiamo avere la nostra consapevolezza, continuare a lavorare e migliorarci”

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Pellegrini squalificato per Lecce-Roma

Un gran gol per sbloccare il match col Sassuolo ma anche un’ammonizione pesante. Lorenzo Pellegrini era diffidato, è stato ammonito da Manganiello nel secondo tempo e salterà per squalifica la sfida di Lecce.

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Zalewski: “Tutti avranno paura ad incontrare questa Roma” – VIDEO

Nicola Zalewski, autore di una prova incolore contro il Brighton, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in mixed zone dopo la sfida contro gli inglesi: “Passato il turno nonostante l’arbitraggio. Bravi a gestire soprattutto il primo tempo. Sorteggio? Tutti avranno paura di affrontare questa Roma”.

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Zalewski: “Non penseremo all’andata. Mourinho? Gli devo tanto”

Nicola Zalewski ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima di Brighton-Roma:

“Siamo venuti qui cercando di non pensare alla gara di andata. A un certo punto dovremo vedere come si mette, ovviamente la partita di andata c’è stata, le grandi squadre si vedono proprio in questi momenti”.

A cosa bisogna fare più attenzione del Brighton?
“Lo abbiamo visto all’andata, sono una squadra molto forte, hanno un livello molto. Sono forti, le difficoltà ci sono state all’andata e ci saranno anche oggi. L’importante sarà giocare bene e portare a casa la qualificazione”.

In quale ruolo ti trovi meglio?
“Sicuramente questo è un ruolo che ho fatto per più tempo, nel settore giovanile. Mourinho mi ha dato tantissimo, mi ha messo in quella posizione in un momento di necessità, avevamo tanti infortuni, mi ha aiutato tanto e me lo ritroverò in futuro”.

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De Rossi: “Lukaku out per un problema all’anca. Non penseremo solo a difenderci. Qualificazione ancora aperta”

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Bove: “Onorato di essere accostato a De Rossi, ma voglio fare il mio percorso”

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Edoardo Bove alla vigilia di Brighton-Roma:

Come stai vivendo questo momento in cui dopo un un periodo in cui eri un titolare ora stai giocando un pochino meno?
“Lo sto affrontando come sempre fatto nel mio lavoro e nel mio percorso. Credo che ogni tipo di calciatore abbia il suo ed è fatto di momenti in cui si gioca di più e poi di meno. La bravura credo sia nella costanza di continuare a lavorare non solo per migliorare ma per mantenere un certo tipo di lavoro che hai iniziato. Per me in allenamento vedo notevoli progressi, sono assolutamente tranquillo, quando mi viene data l’occasione cerco di dare sempre il massimo, penso sia questa la cosa più importante che deve fare un giocatore”

Giochi centrale o mezzala domani?
“Non so ancora se gioco (ride ndr). Ne deve parlare il mister. Credo che ci sia una cosa che il mister ci sta trasmettendo sin dal suo arrivo, facciamo un determinato tipo di rotazioni, se un giocatore copre un ruolo determinato sul campo, con un centrocampista che si apre un difensore dà la palla e sale, ognuno deve saper gestire quel ruolo, cambiando posizione. A me non fa differenza giocare più centrale o più avanzato”

Molti vedono in te un De Rossi di 20 anni fa. Come calciatore averlo adesso come allenatore che sensazioni ti dà? Ci pensi di poter diventare il De Rossi del futuro?
“Mi fa un effetto bellissimo. Nel primo impatto c’è un ragazzo che ha sempre visto il mister giocare in tv. Adesso lo vedo come il mio allenatore, c’è un rapporto diverso. Sono onorato che mi possa dare un determinato tipo di consigli che credo non possa darmi nessun altro allenatore, per quello che ha vissuto il mister e per il livello in cui ha giocato. Mi aspettavo sinceramente questo accostamento, ci sono sempre nel calcio, sinceramente credo ogni giocatore abbia la sua carriera, naturalmente io spero di avere una carriera come il mister, però io vorrei avere il mio percorso. L’accostamento va benissimo, è un onore, però vorrei avere la mia carriera, essere ricordato come Edoardo Bove”.

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Brighton, Moder: ”Possiamo fare 4 gol alla Roma e giocheremo per questo”

Jakub Moder, calciatore del Brighton, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club in cui ha parlato anche della sfida di giovedì contro la Roma, valida per il ritorno degli ottavi di finale di Europa League. Di seguito le sue parole.

“Sarà ovviamente una serata molto difficile per noi, soprattutto dopo la sconfitta per 4-0 a Roma. Ma dobbiamo credere che anche noi possiamo fare quattro gol: la Roma ne ha segnati all’andata, quindi anche noi possiamo segnarli. Dobbiamo avere questa convinzione e giovedì proveremo a vincere 4-0. All’andata abbiamo creato alcune occasioni, Danny Welbeck ha avuto due chance, ma il portiere della Roma ha fatto grandi parate. Noi avremmo potuto difendere meglio ed evitare di subire alcuni gol. Dobbiamo migliorare un paio di cose, ma abbiamo già dimostrato che possiamo segnare tanti gol contro grandi squadre come Manchester United, Tottenham, Liverpool. Quindi possiamo farcela contro la Roma”.

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Pinto: “Difficile lavorare con Mourinho, ma ho imparato tanto”

“Quando ho lasciato la Roma ci ho pensato molto e sentivo che era il momento giusto, la fine di un ciclo. Ma quando ho preso la mia decisione, tutti quelli a me vicini hanno detto: ‘Conoscendoti, dubito che sarai in pace dopo due settimane’. Probabilmente avevano ragione… Il mio percorso nel calcio è molto diverso da quello della maggior parte delle persone. Ho studiato economia e pedagogia all’università e poi ho gestito questi cinque club, tutti con rose e culture diverse. Così ho imparato tanto”. Così Tiago Pinto, ex GM della Roma, in una lunga intervista ai microfoni di inews, portale inglese.

La Roma? “È stata una grande sfida, ma mi piace correre dei rischi”. Poi sul rapporto con Mourinho: “Non fraintendetemi, quando lavori con un uomo con un profilo così importante, è impegnativo. Ed è esigente perché ha ottenuto così tanto e ha standard elevati. Non dimentichiamo che sono portoghese e ho iniziato a lavorare con lui quando avevo 36 anni, per un giovane direttore sportivo è impossibile lavorare normalmente con Mourinho. Ho imparato molto da lui. È uno degli allenatori più importanti della storia del calcio. Il calcio è come ogni cosa, ha dei cicli. A volte sei d’accordo, a volte non sei d’accordo, ma nessuno può minimizzare il grande impatto che ha avuto alla Roma. Ciò che ti colpisce davvero ogni giorno è ciò che significa per le persone. Non importa se sei a Londra, Reykjavik, Dubai o dovunque, ciò che Jose significa per le persone è qualcosa di straordinario. E ci sono allenatori che hanno vinto tanto o anche più di lui, ma è difficile trovare qualcuno che tocchi il cuore della gente come lui. Ecco un piccolo esempio. Un giorno giocavamo a Sofia in Bulgaria nella Conference League, la partita era a novembre e il tempo era terribile. Nevicava, faceva molto, molto freddo. Vincevamo 3-0 ma alla fine abbiamo vinto 3-2, è stata una partita molto brutta. Abbiamo vinto ma eravamo di cattivo umore. Tutti vogliono farsi una doccia, prendere un autobus e andare all’aeroporto. Nevicava, era mezzanotte e quando è uscito dallo stadio e io lo guardavo aveva fatto 50 metri fino al punto dove c’erano 100 o 200 persone che gridavano per lui. È andato lì, ha fatto foto, ha fatto autografi. Ero sull’autobus a guardarlo e ho pensato: ‘Questo uomo ha vinto 25 titoli, è incazzato per la partite, tutti sono congelati e si sta prendendo 15 minuti per fare questa cosa. Sembra un piccolo dettaglio, ma alla fine lavoriamo per le persone. La cosa più speciale di Mourinho è il modo in cui lavora con le persone, la reazione che provoca in loro”.

Newcastle? “Se un grande club come il Newcastle chiede di parlare con te, ovviamente sei interessato. Conosco molto bene la storia del club perché Sir Bobby Robson era una grande personalità in Portogallo e lo associavamo al Newcastle. Ho seguito il club per quella passione. Il lavoro svolto dalla nuova proprietà è stato davvero impressionante: con una strategia intelligente sono venuti da una lotta per la retrocessione in Champions League, quindi c’è un enorme potenziale al Newcastle. Non so se l’interesse sia vero o no, ma chi direbbe no a un progetto del genere?”.

Infine sul metodo di lavoro: “Non sono il tipo che entra in un club e dice: ‘Licenzia tutti e nomina le persone che voglio’. Non è il mio stile, preferisco entrare e imparare prima. Un club è migliore se c’è un ambiente sereno, tutti sono allineati. Ci sono tre o quattro cose che rappresentano gli elementi chiave di una strategia sportiva. Il primo è il settore giovanile, a cui dedico molto tempo ed energie. A volte non è normale che gli scout della prima squadra conoscano il vivaio. Nelle mie squadre lo scout della prima squadra deve assolutamente conoscere il settore giovanile. Nella mia mentalità non prenderei un giocatore di 19 o 17 anni proveniente dall’estero se avessi in rosa qualcuno con lo stesso potenziale. Se il mio scout non lo sa, non capisce cosa sta facendo. Credo molto nello sviluppo e i giocatori nostrani sono importantissimi per il DNA del club e per la sostenibilità economica. Allora credo nei guadagni marginali. Le squadre che vincono di più sono quelle che pensano di più ai dettagli: l’alimentazione, lo psicologo, i viaggi, la qualità dei campi dove ti alleni, il tuo sonno. Sono testardo su questo. Cerco di dire alla mia gente: non importa se sei un medico, un fisioterapista, un manager del kit, quando torni a casa devi pensare: ‘Cosa ho fatto oggi per aiutare la squadra a vincere nel fine settimana?’. Ovviamente questo richiede molta energia e talvolta le persone mi chiedono perché sono così interessato a queste cose? Viene dal mio periodo in un’organizzazione polisportiva. Lì non avevamo tanti soldi, abbiamo preso il gruppo che abbiamo e abbiamo lavorato con loro fino alla fine della stagione. Quindi è necessario farli esibire. Infine, voglio che le persone siano allineate. Non mi piace il conflitto. Forse è un difetto: mi lascio coinvolgere in cose che non sono il core business della mia attività ma voglio l’allineamento interno dell’allenatore, del consiglio direttivo, di tutti i reparti. Credo che più siamo uniti, tra tutti i reparti, più siamo vicini al successo”.

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Aouar: “Felice del gol, ora sono pronto per aiutare la Roma”

Houssem Aouar ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pari 2-2 contro la Fiorentina:

De Rossi ha detto che forse vi trovate meglio con la difesa a 4.
“Per noi è lo stesso, dobbiamo giocare bene con qualsiasi modulo, siamo professionisti e dobbiamo essere sempre pronti”.

Cos’è cambiato dal tuo arrivo ad ora?
“Dopo la Coppa d’Africa ero un po’ in difficoltà mentalmente. È stato difficile per il mio paese ma dopo mi sono allenato, il mister ha parlato molto con me e mi ha detto di fare molto meglio nell’intensità e in tante cose. Mi alleno ogni giorno per essere pronto se il mister ha bisogno di me. Sono pronto a tutte le possibilità e spero di aiutare questa squadra”.

Cos’è mancato e cosa manca per rivedere il vero Aouar, in Italia ancora non ti abbiamo visto. Hai dimostrato di essere di altissimo livello.
“Si l’anno scorso era una stagione molto difficile per me per tante cose, di cui non voglio parlare. Devo lavorare ogni giorno per essere pronto fisicamente, devono anche conoscere questo nuovo campionato che è molto diverso dalla Francia, più tattico. Ho bisogno di un po’ di tempo ma poco a poco cercherò di essere pronto per questa squadra, per questo club, è una grande opportunità per me essere qui, farò tutto per essere pronto, per i tifosi e per il mister”.

Perché sul gol di Llorente avevi in mano la mascherina di Ndicka?
“Lui non vedeva bene con la maschera e quindi gli ho detto di darmela perché era meglio così. Poi ha fatto l’assist, quindi avevo ragione”.

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De Rossi: “Primo tempo moscio, anche a causa mia ma troppi palloni persi. Nella ripresa dominio, pari meritato”

Daniele De Rossi ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo il pareggio per 2-2 contro la Fiorentina:

Che sudata eh…
“Sì, bella seduta…”.

Quanto ha scombinato i piani il giallo di Mancini? Perché la Roma è andata così in difficoltà nel primo tempo?
“Non penso che sia colpa del giallo a Mancini, ma del nostro atteggiamento e di qualche scelta. Primo tempo moscio sotto tutti i punti di vista, mentre nel secondo tempo è andata meglio, ma abbiamo calciato troppo poco rispetto al possesso del pallone che abbiamo avuto”.

A cosa si riferisce quando dice “scelta sua”?
“Ognuno deve fare sempre la sua analisi quando le cose non vanno bene. Dopo le tre partite di coppa abbiamo sempre fatto tre brutti primi tempi e ogni volta ho messo la difesa a 3 per avere più sicurezza, ma non credo che abbiamo bisogno… Quando vedo la squadra stanca ritorno al sistema che li ha fatti sentire sicuri per tanto tempo, ma probabilmente i calciatori stanno in rigetto per quel modulo. Ci penserò bene la prossima volta”.

Dopo il giallo di Mancini avevi mandato a scaldare Karsdorp, volevi passare subito a 4? Quanto è importante non aver perso questa partita dal punto di vista della personalità?
“Ho mandato i terzini a scaldare perché volevo passare subito a 4, ma poi ho pensato che il cambio potesse essere rimandato a più tardi. Non avevamo tantissimi centimetri oggi, abbiamo sofferto i piazzati e quindi mettendo Huijsen ho risparmiato un cambio. Non perdere una partita del genere è fondamentale sia per la classifica sia per l’atmosfera che c’era nello spogliatoio, non mi piace festeggiare i pareggi, ma intanto abbiamo giocato contro una grande squadra in uno stadio dove tante squadre perdono. Siamo rimasti dentro la partita con l’atteggiamento giusto fino alla fine e in un campionato lungo ci sono anche queste serate qui, ma tra perdere e pareggiare ci passa dal giorno alla notte, non solo per la classifica ma anche per l’entusiasmo che si respirava sotto il settore ospiti, ne abbiamo bisogno”.

Con il 4-3-3 avete alzato il baricentro e cominciato a comandare il gioco nel secondo tempo.
“Nelle ultime partite avevamo dato una bella impressione questa squadra. Nel secondo tempo abbiamo tirato troppo poco, dobbiamo migliorare ma ci sono anche gli avversari. Dopo l’1-1 avevo la sensazione che l’avremmo anche potuta vincere, ma abbiamo preso gol nel nostro momento migliore. Il 2-1 ci ha un po’ ammazzato, poi ci sono le individualità e mi riferisco sia al rigore parato sia al gol del 2-2”.

Llorente aveva già mostrato le sue doti da attaccante in allenamento? Mancini ha capito il cambio?
“Llorente ha una qualità impressionante, quasi sprecata per un difensore. Anche Ndicka gli dà una palla d’oro, gol bellissimo. L’abbiamo provato e riprovato in allenamento… (ride, ndr). Mancini? Penso che sia chiaro il cambio. Lo stadio chiedeva il secondo giallo quasi più di un gol. Non è un cambio tecnico, era per prevenire l’espulsione. Si respirava forte allo stadio questa protesta e secondo me l’arbitro l’avrebbe buttato fuori di lì a poco”.

Con il 4-3-3 avete alzato il baricentro e cominciato a comandare il gioco nel secondo tempo.
“Nelle ultime partite avevamo dato una bella impressione questa squadra. Nel secondo tempo abbiamo tirato troppo poco, dobbiamo migliorare ma ci sono anche gli avversari. Dopo l’1-1 avevo la sensazione che l’avremmo anche potuta vincere, ma abbiamo preso gol nel nostro momento migliore. Il 2-1 ci ha un po’ ammazzato, poi ci sono le individualità e mi riferisco sia al rigore parato sia al gol del 2-2”.