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Plusvalenze, Stagliano: “Nessun rischio sportivo per la Roma a meno che…”

PLUSVALENZE ROMA STAGLIANO – Mario Stagliano, ex vicecapo dell’ufficio indagini della Figc ed esperto di diritto sportivo, ai microfoni de Il Messaggero ha chiarito, dal suo punto di vista, quali potrebbero essere i rischi sportivi per la Roma in merito al nuovo filone di indagine sulle plusvalenze: «Rischi per le due squadre? Se guardiamo ai precedenti, direi nulla. A meno che, nel corso delle perquisizioni, non si siano stati trovati dei documenti, tipo scambio di mail nei quali qualcuno dica: “Ho necessità di dare un valore X a questo calciatore perché devo risolvere dei problemi di bilancio”.

“L’unico precedente che esiste in materia – prosegue Stagliano – infatti, è quello relativo al 1° fascicolo legato agli scambi tra la Juventus e altri club di due anni fa conclusosi con un nulla di fatto. Venne stabilito infatti che in mancanza di un criterio oggettivo, è impossibile stabilire il reale valore di un calciatore. Quindi o saltano fuori mail, intercettazioni, whatsapp o sms, oppure non accadrà nulla».

Nei giorni scorsi Mario Stagliano, è intervenuto ai microfoni di Retesport per fare un punto della situazione sui processi sportivi e penali che coinvolgono la Juventus – RIASCOLTA QUI

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Vergine: ”Devo ringraziare Mourinho e Pinto, siamo la Primavera con maggior minutaggio in prima squadra”

Vincenzo Vergine, responsabile del settore giovanile della Roma, ha parlato ai microfoni di Sportitalia al termine della semifinale di Coppa Italia Primavera vinta 1-0 dai giallorossi contro l’Inter. Di seguito le sue parole.

Complimenti, avete staccato il pass per la finale. “Grazie per i complimenti che vanno ai ragazzi perché hanno giocato la partita nel modo giusto con un approccio da grande partita. La cosa di cui sono piu contento e orgoglioso è come stanno crescendo i nostri ragazzi. A livello giovanile spesso i risultati sono strumento e non fine, questi step servono per farci capire che stanno crescendo nella maniera giusta e corretta e siamo contenti di questo, poi quando tutto viene coronato con un successo sul campo siamo piu felici perché ci consente di fare un altro step in finale, in un grande evento dove avranno la possibilità di vivere un’altra esperienza in chiave grandi. Molti di loro hanno calcato l’Olimpico e devo fare un grande ringraziamento a Mourinho che insieme a Pinto sono costantemente in contatto con noi e seguono questi giovani. Nelle ultime stagioni siamo la Primavera con maggior minutaggio in chiave prima squadra. Dirlo è facile, farlo è complesso. Tanto merito ai ragazzi e allo staff ma se non ci fosse una connessione costante con la Prima Squadra, non ci sarebbe il vero grande obiettivo che è quello di vederli arrivare in Prima Squadra”.

Mi aveva detto che di questi ragazzi in molti diventeranno grandi giocatori. “Il compito di un direttore e di un responsabile del settore giovanile è di individuare le potenziali e costruire ciò che serve affinché tutte le potenzialità, dallo staff tecnico a quello di performance a quello sanitario ed educativo, possano lavorare per rendere al massimo. Quando li vediamo sbocciare e crescere e andare nel calcio dei grandi, ognuno con le sue potenzialità, siamo felici e orgogliosi”.

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Mourinho in conferenza stampa: “Futuro? Nessuno sa cosa penso. I contratti non sono tutto nel calcio”

Josè Mourinho ha commentato prima in tv l’esultanza dei Friedkin, ripresi al momento del gol di Dybala dalle telecamere di DAZN: “Loro sono i proprietari e io lavoro per loro, spero siano andati a casa felici”.

Poi in conferenza stampa è tornato sul tema del suo futuro, alla luce anche del pezzo del Corriere dello Sport – a firma Ivan Zazzaroni – che in settimana ha annunciato la voglia di Mourinho di restare a Roma“Quando vai all’Università Gregoriana accanto a un cardinale puoi solo avere belle parole, non puoi dire cose brutte. Avrò sempre belle parole per questi tifosi. Anche oggi ne abbiamo parlato prima della partita, la gente merita lo sforzo, che noi aldilà dei professionisti siamo anche romanisti nel senso di capire quello che loro sentono. Si è costruito qualcosa di bello con tutti questi record di gente allo stadio, sempre sold out. Anche nei momenti in cui i risultati non erano fantastici. Oggi è arrivato dopo due ko di fila, la gente viene sempre ed è molto bello. Per quello che si scrive di me, l’unica cosa che posso dire è ripetere: del mio futuro, del mio stato di anima, parlo solo a casa. E a volte neanche a casa, mi chiudo in me stesso, non parlo con gli amici, con i compagni, con i giornalisti. Se qualche mese fa il nostro Ceo Berardi ha detto che era sicuro che sarei rimasto era una sua interpretazione. Se Zazzaroni ha detto quella cosa è interpretazione sua. Io di questo non parlo con nessuno. La mia situazione è chiara: ho ancora un anno di contratto. Il calcio è calcio, a volte i contratti non sono la cosa più importante. Ma è tutto bello, tranquillo, sempre con l’obiettivo che la prossima è la partita più importante. Con questo spirito che noi non siamo solo professionisti, ma dobbiamo avere qualcosa in più”.

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Llorente: “Voglio restare a Roma”

Diego Llorente, autore di un’ottima prova sottolineata anche da Mourinho al termine del match, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-0 contro la Sampdoria:

Era una partita importante, siete in zona Champions. Era quello l’obiettivo, giusto?
“Sì, la squadra ha giocato una partita seria. Nel primo tempo è mancato solo il gol e nel secondo tempo abbiamo dominato, soprattutto con la Sampdoria in 10”.

L’obiettivo però è la Champions?
“Sì, l’obiettivo è affrontare una partita alla volta. A questo punto della stagione le squadre si giocano tutto e la posta in palio è alta per tutti, abbiamo visto che tutte le partite sono difficili da vincere”.

Come ti trovi meglio: nella difesa a 3 o a 4?
“Non è importate quello, ma l’importante è aiutare la squadra e sono arrivato qui per questo. Quando il mister lo ritiene opportuno, cercherò sempre di dare il mio contributo”.

Stai cercando di metterlo in difficoltà. Vuoi rimanere a Roma?
“Sì, quando il mister mi ha chiamato la decisione di venire qui è stata semplice. Sto lavorando per offrire la migliore versione di me e magari restare”. 

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Mourinho: “Avevamo bisogno di vincere. Colpito da Llorente. Friedkin? Io lavoro per loro”

Le parole di Mourinho al termine del match vinto dalla Roma 3-0 contro la Sampdoria:

C’è stata anche difficoltà al di là del risultato. E’ soddisfatto?
“Sono soddisfatto, nel primo tempo 11 vs 11 sullo 0-0 era frustrante perchè abbiamo creato gioco, abbiamo avuto due opportunità chiarissime, era dura chiudere così. All’inizio della ripresa con l’espulsione loro sono andati un attimo in difficoltà, abbiamo fatto gol ma per 10-15 minuti non abbiamo avuto l’ambizione di aumentare intensità e qualità per raddoppiare. In quel momento lì anche se con un uomo in meno si sono avvicinati con pericolo e quando non stai in un momento ultra positivo, tutto è più difficile. Poi abbiamo cambiato con Solbakken più fresco e Dybala più dentro, abbiamo avuto più controllo e fatto due gol. Avevamo bisogno di vincere dopo due sconfitte”

Wijnaldum?
“Sì molto bene, non mi piace molto parlare dei singoli, ma quello che mi ha soddisfatto di più è Llorente che ha avuto una grande evoluzione, giocando a quattro dove non abbiamo la nostra routine e insieme a Smalling ha giocato molto bene, ci abbiamo lavorato per una settimana e mi ha colpito la sua prestazione. Wijnaldum anche ha fatto molto bene”

Giocare a 4 è una possibilità da riproporre?
“Vediamo, dipende da avversari e dai giocatori che abbiamo a disposizione, di solito come allenatore penso sempre di mettere in campo i migliori, anche per questo motivo quando si pensava di giocare a tre con Celik mi sono detto che lo poteva fare ma non ci ha mai giocato, abbiamo pensato fosse più giusto scegliere altra formula. Diego Llorente con la palla tra i piedi ha più qualità rispetto a tutti gli altri centrali, ha un’uscita più pulita, mi è piaciuto molto, concentrato difensivamente, penso che ha perso solo una volta Leris con Spinazzola che lo ha tenuto in gioco, ma in generale ha sempre fatto molto bene”

Stankovic l’ha ringraziata per quei cori che lei ha stoppato?
“Non mi deve ringraziare, l’ho fatto per un grande uomo e un grande amico, lo rifarei per altri. Sono stato insultato tante volte in modi diversi in tanti stadi, ho costruito intorno a me un muro di protezione, Deki ha fatto lo stesso, però ha figli e famiglia e non è bello. I nostri tifosi sono fantastici, però in quel momento lì ho pensato che potessero seguire un mio istinto e un mio amico non si tocca”

Maturi i tempi per un incontro con i Friedkin?
“E’ il loro club, devono stare qui quando sono felici di stare e possono stare ovviamente. Sono contento che siano venuti, io faccio il mio lavoro non devo commentare altro. Spero vadano a casa felici, ma io lavoro per loro”

Sempre a fine stagione o anche prima?
“Della prossima partita se ne parla la prossima settimana”

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Wijnaldum: “Felice del gol, voglio ripagare l’affetto dei tifosi. Futuro? Io sono felice qui”

Gini Wijnaldum ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-0 contro la Sampdoria:

Ci voleva una vittoria così per tornare a correre?
“Era molto importante vincere dopo gli ultimi due risultati negativi per restare in zona Champions. Contento del gol avrei voluto segnare anche il primo, peccato per il palo”

Tutti ti hanno fatto sentire parte integrante della Roma. Quanto è importante esser tornato decisivo?
“Molto importante, ho sentito l’amore dei tifosi dal primo giorno e soprattutto quando mi sono fatto male il loro sostegno è stato fantastico, avevo voglia di ripagare questa gente dando il massimo. Oggi molto bene, contento per il gol e per il rigore procurato”

Il tuo futuro dipende dalla Champions o resterai?
“Il mio futuro non dipende dalla Champions, l’ho già dimostrato la Roma scegliendola senza. L’allenatore mi ha dimostrato il suo grande interesse e sono venuto ben volentieri. E’ difficile dire cosa accadrà la prossima estate, ci sono tante parti coinvolte nella decisione, ma mi limito a dire che sto bene e sono molto felice di essere qui”

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Mourinho: “Abbiamo lavorato forte per tornare a vincere”

Torna a parlare Josè Mourinho dopo due turni di stop e di silenzio. Ecco le parole del tecnico pochi minuti prima di Roma-Samp ai microfoni di DAZN:

E’ preoccupato delle tante assenze in difesa?
“No, abbiamo lavorato una settimana con l’obiettivo di dimenticare. Tu me lo hai fatto ricordare, però l’obiettivo del lavoro settimanale era di dimenticare questi problemi ed esser preparati al massimo”

Ha pensato al cambio della linea difensiva?
“Ovviamente abbiamo delle dinamiche che non possono esser cambiate in una settimana, abbiamo lavorato forte, l’importante è vincere. E’ chiaro, ho risposto prima in maniera più filosofica, abbiamo realmente tante assenze, ma servirà grande concentrazione e dare tutto per vincere”

Abraham titolare?
“Ha lavorato bene come Belotti per dire la verità, il Gallo sempre con la sua mentalità speciale, ha giocato due giorni dopo un intervento chirurgico, Tammy non ha questa mentalità forte del Gallo ma è tecnicamente bravo, oggi giocherà con il supporto di Dybala, El Shaarawy e Pellegrini, pensiamo che Tammy possa interagire meglio”

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Pellegrini: “Dopo il derby c’è tanta rabbia, vogliamo tornare a vincere”

Lorenzo Pellegrini ha parlato ai microfoni di DAZN prima di Roma-Sampdoria:

Come arriva la Roma a questa sfida?
“Credo che debba arrivare arrabbiata, con la voglia di vincere questa partita perchè è fondamentale per il prosieguo del campionato”

Scorie del derby?
“E’ normale che perdere uno scontro diretto sia frustrante ed è per questo che oggi è fondamentale ritrovare i tre punti e la prestazione”

Ti pesa il fatto che non riesci a segnare?
“E’ normale sia così, cerco di dare sempre tutto per i compagni, la maglia e i tifosi, ma non sono contento dei miei numeri, abbiamo tante partite e tanti obiettivi da perseguire, spero di riuscire a migliorare il più presto possibile”

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Mourinho all’Università Pontificia: “Romanisti speciali! Roma grande club anche se non ha vinto molto…”

MOURINHO ROMA TIFOSI – Nel decimo anniversario dell’elezione di Papa Francesco, il Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Pontificia Università Gregoriana ha scelto come tema annuale per il proprio ciclo di conferenze pubbliche quello del futuro, tra paure e speranze. Ospite della prima giornata di incontro José Mourinho:

“Vado subito a una cosa obiettiva. Sono uscito dall’università andando subito a fare il professore, ma un anno dopo sono andato a una scuola di bambini con sindrome di down e non ero preparato. La mia formazione universitaria era educazione fisica, sport di alto rendimento”. Il portoghese ha poi continuato: “Sono andato alla scuola ufficiale perché avevo bisogno di lavorare e quando mi hanno mandato in quella scuola lì non avevo né esperienza né formazione. E sono arrivato con paura. Sentivo la responsabilità di essere un ragazzo di 23 anni, un po’ come adesso, e che non mi sento di avere le capacità giuste. Alla fine di quei due anni, quando sono andato via, bambini, colleghi e genitori erano molto tristi perché ero un professore eccezionale. Perché? Perché ho preso la mia salvezza, l’unica cosa che ho da dare è l’amore. Niente di più. E ho creato un rapporto con i bambini, che ancora oggi vedo quando vado in Portogallo”.

“Purtroppo il mio sport è un mondo diverso dallo sport che noi vorremmo per i nostri bambini. Lo sport di alto rendimento è crudele, non c’è spazio per i più deboli e l’obiettivo è chiaro: vincere. E i primi a portare i figli verso la crudeltà dello sport di alto rendimento sono i genitori con le loro ambizioni – ha proseguito – Nello sport di base si impara tanto, si impara di più che dentro della propria casa. ll bello del calcio di formazione è l’empatia, la solidarietà e prevede la ricerca nella gioia di vincere e sapere che quando si perde la sconfitta non è l’inizio di un periodo difficile, ma il finale di un momento difficile”.

Poi un passaggio sulla Roma: “Il modo più facile per definire un grande club è dire ‘vince tanto e quindi un top club’. Ma ci sono grandi società che non hanno mai vinto e sono grandi dal punto di visto sociale e affettivo. La Roma ha questa bellezza, che è ancora più bella quando la comunicazione locale cerca di dividere. Sono io a ringraziare i tifosi per quello che mi hanno dato in tutto questo tempo. Dal punto di vista sociale la gente ha bisogno di un riferimento, che non sono io ma è il club, in questo caso il nostro club. Questa empatia, questo senso di appartenenza, di famiglia, questo senso di ‘vinciamo e siamo felici, perdiamo e siamo tristi ma siamo insieme’ è un po’ come nelle famiglie”

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Gualtieri su Roma-Feyenoord: “Ci sono ragioni fondate per il divieto di trasferta”

GUALTIERI ROMA FEYENOORD – C’è preoccupazione per l’arrivo dei tifosi del Feyenoord. Saremo inoltre alla vigilia dell’ispezione del Bie per Expo. Per questo ho raccomandato la massima attenzione e il ministro Piantedosi mi ha garantito pieno impegno e mi risulta anche l’orientamento a vietare la trasferta”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri intervenendo all’emittente radiofonica.

“Poi c’è sempre chi arriva lo stesso – ha aggiunto il primo cittadino capitolino ai microfoni di Radio24- ma sono di meno e vanno isolati e controllati tutti. Questo è quello che auspichiamo: massimo impegno per evitare danni alla città. Sono fiducioso perché la prefettura mi ha garantito il suo impegno. Non esiste una soluzione ottimale, il divieto di trasferta è una misura estrema se è comprovato il rischio e il pericolo. Non dovrebbe essere norma ma in questa circostanza ci sono le ragioni per questo orientamento”.

Nella giornata di ieri è intervenuto ai microfoni di Retesport, l’ex Prefetto di Roma, Achille Serra che ha commentato così la vicenda: “Basta barbari a Roma. E’ giusto vietare la trasferta alle bande di tifosi violenti e organizzati con l’unico obiettivo di devastare la città, non a tutti i tifosi”. In mattinata è emersa anche la curiosità legata ai supporters olandesi che a dispetto di un possibile divieto hanno già acquistato posti in albergo e voli per la sfida del 20 aprile.