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Roma, attacco dalle polveri bagnate: solo 5 gol in 5 attaccanti

L’infortunio di Dybala è un problema doppio: il primo è legato allo stop dell’argentino, con il tasso tecnico che la Roma perde con la sua assenza; il secondo al bagaglio di reti che viene a mancare perché l’attacco giallorosso è chiaramente sterile.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, i numeri delle punte sono impietosi: Abraham ha giocato 11 partite per un totale di 728 minuti, segnando 2 reti; Belotti ha disputato 9 match per 323 minuti in campo con appena un gol segnato. Sarebbe poi ingiusto infierire su Shomurodov: un gol in 4 gare e 60 minuti. El Shaarawy, invece, in 5 partite e 127 minuti non ha mai segnato. Tolte dal conto le tre partite di Europa League, resterebbero solo i gol di Abraham perché gli altri hanno esultato solo in coppa.

Non è un caso che Mourinho stia continuando a cercare soluzioni alternative e fra queste c’è l’idea di puntare sul doppio centravanti. Non è la soluzione prediletta del tecnico, ma già giovedì contro il Betis – vista l’assenza per squalifica di Zaniolo – il test potrebbe essere rilanciato dall’inizio con Pellegrini alle spalle dei due attaccanti.

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Tutto sulle spalle di Tammy a Siviglia

A Siviglia per vincere o pareggiare. La sconfitta della Roma contro il Betis giovedì prossimo non è contemplata perché significherebbe correre il rischio di arrivare terzi nel girone e retrocedere in Conference League.

Come scrive il Messaggero, il ko di Dybala limita le rotazione in attacco, dove tornerà dal 1′ Abraham. Pellegrini tornerà nel ruolo di trequartista vicino a Zaniolo, in mediana Matic è pronto a far coppia con Cristante.

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Rassegna stampa

Abraham si è perso: ora serve la cura Mourinho

Cercasi Abraham disperatamente. Dov’è finito il centravanti travolgente e spettacolare che con i suoi gol lo scorso anno guidò la Roma alla conquista della Conference League? Si è smarrito nelle aspettative di una squadra più forte, nella pressione per la concorrenza aumentata con l’arrivo di un’altra prima punta come Belotti.

Contro l’Inter era andato in panchina, giovedì Mourinho gli ha ridato fiducia, ma fino a quando è rimasto in campo Tammy non è riuscito a fare un tiro in porta. Prestazione desolante, che ha fatto scattare l’allarme. Il tecnico deve aiutarlo a sbloccarsi, con tutti gli strumenti a sua disposizione. Oggi l’inglese è un giocatore triste e anche i tifosi possono fare la loro parte per fargli ritrovare il sorriso. L’inglese vive con inquietudine questo difficile momento, domani rischia di andare in panchina contro il Lecce.

Come scrive il Corriere dello Sport, la Roma in questo avvio di stagione ha già raccolto quattro sconfitte tra campionato ed Europa League. La squadra di Mourinho sta facendo fatica a trovare il proprio equilibrio, anche a causa di errori sia difensivi sia offensivi che hanno fin qui inciso tanto nei risultati fin qui ottenuti. Ecco perché Mourinho ha estremamente bisogno di ritrovare alcuni giocatori che fin qui non hanno ancora brillato, in primis proprio Tammy Abraham.

Il centravanti inglese sta facendo fatica non solo a trovare il gol ma anche a imporsi nella squadra giallorossa, rimanendo ancora un lontano parente del giocatore che la scorsa stagione ha realizzato 27 gol totali facendo scatenare l’invidia dei tifosi del Chelsea, allora furiosi per la sua cessione.

A giugno il club londinese potrebbe riscattarlo pagando 80 milioni e lui non esclude il ritorno in Premier. Dopo la sconfitta interna col Betis Tammy Abraham ha parlato anche del suo futuro in un’intervista: “La mia concentrazione ora è nel fare esattamente ciò che ho fatto qui la scorsa stagione. Sono felice qui, la squadra è forte, il mister anche, così come la città e i tifosi. Sono felice, ma non puoi mai sapere cosa ci riserva il futuro. Solo Dio lo sa“.

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Calciomercato

Abraham: “Sono concentrato sulla Roma, il futuro lo conosce solo Dio…”

“La mia concentrazione ora è nel fare esattamente ciò che ho fatto qui la scorsa stagione. Sono felice qui, la squadra è forte, il mister anche, così come la città e i tifosi. Sono felice, ma sai non puoi mai sapere cosa riguarda il futuro. Solo Dio lo conosce”. Così Tammy Abraham ai microfoni di Ojb Sport a proposito del suo possibile ritorno in Premier già dalla prossima stagione. Sull’inglese il Chelsea vanta infatti un diritto di riacquisto di 80 milioni di euro.

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Infermeria

Pellegrini salta il Betis e rischia il Lecce. Contro gli spagnoli ritorna Abraham

Gli esami a cui è stato sottoposto nella giornata di ieri Lorenzo Pellegrini non hanno evidenziato lesioni muscolari, ma un generico stato di sofferenza al flessore. Giovedì contro il Betis, nonostante sia una partita fondamentale, dovrebbe rimanere fuori per poi tornare con il Lecce nel caso in cui le condizioni fisiche del capitano siano buone. Contro gli spagnoli ci sarà Abraham, mentre ci potrebbe essere una staffetta tra Zalewski e Spinazzola. Difficile l’impiego di Kumbulla data la difficoltà del match e la forma smagliante di Smalling. Straordinari, invece, Matic e Cristante. Ovviamente anche Dybala scenderà in campo.

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NEWS

Massa sarà l’arbitro di Inter-Roma. Al VAR Mazzoleni

Sarà Davide Massa il fischietto di gara designato da Rocchi per il match tra Inter e Roma in programma sabato pomeriggio. Gli assistenti saranno Passeri e Costanzo, il IV Uomo Ghersini, al VAR Mazzoleni, Longo avar.

L’arbitro di Imperia ha diretto i giallorossi lo scorso anno in tre occasioni, tutte all’Olimpico: 0-0 contro il Napoli, il 3-4 contro la Juventus e la vittoria per 1-0 contro l’Atalanta. 9 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte nei 23 precedenti con Massa per i giallorossi.

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NEWS

Nazionali, 90 minuti e un assist per Cristante. Solo panchina per Abraham

L’Italia conquista le finali di Nations League. Battuta ieri sera in trasferta l’Ungheria di Rossi per 2-0 grazie alle reti di Raspadori e Di Marco. Sul secondo gol da registrare l’assist di Cristante, che ha giocato due partite consecutive nel 3-5-2 varato da Mancini nel ruolo di mezzala, sfoderando due ottime prestazioni. Solo panchina nuovamente – per Tammy Abraham nel 3-3 tra Germania e Inghilterra.

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NEWS

Celik, Shomurodov e Zalewski in campo con le Nazionali: il punto

Primi impegni per i calciatori giallorossi con le nazionali. Ieri sera Zeki Celik ha disputato gli interi 90 minuti nella sfida tra Turchia e Lussemburgo, sfornando anche un assist per il 3-3 finale.

79 invece i minuti disputati dall’inizio da Zalewski nella sconfitta della Polonia contro l’Olanda. Assist per il gol del 2-0 siglato da Shomurodov nel match vinto dall’Uzbekistan contro il Camerun.

Male Bove con la nazionale under 21: il giovane giallorosso ha causato il rigore del momentaneo 1-0 degli inglesi ed è stato sostituito al 45′.

Oggi impegno per Cristante con la nazionale azzurra contro l’Inghilterra di Abraham. Chance anche per Ibanez con la maglia del Brasile contro il Ghana e per Vina con l’Uruguay contro l’Iran.

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APPROFONDIMENTI

Roma, 12 i nazionali impegnati in giro per il Mondo: attesa su Dybala e Pellegrini. Gli ultimi a rientrare saranno i sudamericani

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Prima sosta delle nazionali di questa nuova stagione a due mesi esatti dall’inizio del Mondiale. Rispetto alle attese, il numero di giocatori della Roma che partiranno per i rispettivi ritiri non è straordinario.

Per quanto concerne i sudamericani, Vina è stato chiamato dall’Uruguay nonostante l’esiguo spazio riservatogli da Mou: il terzino è partito questa mattina da Fiumicino insieme a Vecino.

Viaggio oltreoceano anche per Ibanez, che è stato convocato per la prima volta dal Brasile e si gioca una grande chance di partecipare all’ormai prossima spedizione Mondiale.

Dybala come noto, al pari di Pellegrini, ha risposto alla chiamata della Nazionale Argentina, nonostante il problema muscolare accusato ieri. Concludono la lista Celik, che è volato in Turchia, Zalewski in Polonia, Abraham a Londra e Rui Patricio è stato chiamato dal Portogallo. Bove parteciperà al raduno dell’Under 21 e Volpato con l’Under 20.

Restano a Roma Camara e Belotti, che come detto da Mourinho hanno bisogno di lavorare molto sul piano fisico per raggiungere il top della condizione. Non partiranno a sorpresa neanche Spinazzola, Zaniolo e Mancini, mentre Kumbulla infortunato non potrà aggregarsi all’Albania. Sono dunque 12 complessivamente i calciatori che rientreranno tra l’inizio e la metà della prossima settimana. Gli ultimi in ordine di tempo a sbarcare nella capitale saranno i sudamericani, impegnati nella notte tra martedì e mercoledì prossimo, quando all’orizzonte ci sarà il big match di San Siro in programma sabato 1 ottobre.

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Interviste

Abraham: “Voglio migliorarmi, Roma scelta giusta. Dybala è un leader”

Tammy Abraham ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Daily Mail. Ecco le sue parole:

La tua prima stagione con la Roma non poteva andare meglio con 27 gol. Deve darti fiducia. Cambia anche la tua prospettiva dati gli standard che hai fissato?
“C’è qualcosa in me che dice che voglio fare ancora meglio. Come personaggio, è così che voglio crescere. Guardo Erling Haaland che è il giocatore di cui si parla di più al mondo in questo momento. Lo uso come motivazione segreta, per cercare di raggiungere quel livello, raggiungere quegli obiettivi. Il successo degli altri giocatori, questo è ciò che mi fa andare avanti”.

Sei passato dall’essere dentro e fuori al Chelsea a giocare ogni settimana, ad essere l’uomo principale. È un cambiamento di stato…
“Se un paio di anni fa mi avessi detto che avrei giocato in Italia, non ti avrei creduto. Lasciare il Chelsea è stato difficile, è lì che sono cresciuto dall’età di sette anni. Non sapevo molto del calcio italiano, ma mi ha aiutato a crescere come giocatore e come uomo. Sono uscito dalla mia zona di comfort e non ho rimpianti. Amo la vita qui e ha tirato fuori un altro lato del mio gioco. Al Chelsea, ero considerato puramente come una punta. Qui ho imparato diversi aspetti del gioco. Se i nostri avversari hanno più tempo la palla, so come posizionarmi sulla difensiva. Devi essere più cinico perché potrebbero essere poche”.

Diciamo che la Premier League è la migliore. Come si confronta con la Serie A?
“Entrambi hanno qualità che l’altro non ha. Il calcio italiano è molto tattico. Le squadre vogliono impedirti di segnare il più possibile. Penso che si concentrino principalmente sul non subire gol, il che ovviamente rende più difficile per un attaccante. Una cosa che dovevo imparare in fretta era come prendere i falli. Tenere la palla in alto quando la tua squadra potrebbe aver bisogno di una pausa. Piccole cose del genere”.

Ho incontrato il tuo manager José Mourinho in un paio di occasioni in eventi come Soccer Aid. L’ho trovato diverso dalla sua immagine, era piuttosto gioviale. Ovviamente tu però vedi il lato professionale…
“È uno dei migliori per la gestione dell’uomo. Sa parlare con i giocatori. Nel mio caso, non mi dice mai quanto sto facendo bene. All’intervallo, non ricevo mai un “Ben fatto”, anche se in fondo alla mia mente penso: “Sai che sto giocando bene”. Vuole che tu faccia sempre meglio. Prima della semifinale di Europa Conference contro il Leicester della scorsa stagione, mi ha trascinato in una stanza e ha detto: “Tam, non penso che tu sia stato abbastanza bravo”. Sono rimasto sorpreso perché avevo segnato nella partita precedente. Gli ho chiesto cosa volesse dire e mi ha detto che non vedeva il Tammy che aveva visto giocare contro la Lazio per esempio. È stato motivante e ho finito per segnare il gol della vittoria contro il Leicester”.

Sono sempre impressionato da come vestono bene i giocatori italiani. Pensi che alcuni dei tuoi compagni inglesi potrebbero avere difficoltà con questo?
“Lo standard è alto, penso che le persone si sveglino un’ora prima solo per fare questo sforzo. Io mi sveglio metto una tuta da ginnastica e parto. Forse venendo pensando al mio tempo al Chelsea, Ben Chilwell e Mason Mount potrebbero faticare un po’. La loro moda potrebbe non essere capita tanto”.

Fai parte di una generazione di giovani giocatori inglesi all’estero; Fikayo Tomori e Jude Bellingham sono anche in questa squadra dell’Inghilterra, Jadon Sancho è andato al Dortmund giovane, Callum Hudson-Odoi, Harry Winks, Dele Alli sono tutti all’estero ora…

“La gente potrebbe aver avuto paura del cambiamento. A tutti piace stare in un posto confortevole, ma a volte puoi avere dei rimpianti se non provi altro. Qualunque cosa accada con il resto della mia carriera, posso guardare indietro ed essere orgoglioso di giocare e vivere in Italia, facendo una vita diversa. Sancho è un ottimo esempio. Quando andò al Dortmund, pensai: ‘Perché?’ Ma ha fatto brillantemente e ha dato agli altri la fiducia per farlo. Jude Bellingham lo ha seguito a Dortmund, io e Tomori siamo in Italia. Stiamo giocando bene. Credo che Sancho abbia aperto gli occhi a molte persone”.

E le persone in questo paese possono vedere il campionato in cui stai giocando. Qualche anno fa, solo Barcellona o Real Madrid uno spettacolo a settimana…

“Prima di andare in prestito all’Aston Villa, avevo un paio di club interessati alla Francia ma all’epoca non ne ero sicuro, pensavo che sarei stato facilmente dimenticato là fuori anche se avessi giocato bene. Ora direi ai giocatori inglesi di pensare a sperimentarlo”.

L’ultimo raduno dell’Inghilterra a giugno non è stato eccezionale. Due pareggi e due sconfitte contro l’Ungheria. Gareth Southgate ha giustamente ricevuto molti consensi per il lavoro che ha svolto, questo è stato il primo stop. Questo rende queste due partite della Nations League contro Italia e Germania, le ultime nazionali prima della Coppa del Mondo, ancora più importanti?

“Sappiamo quanto sia stato frustrante l’ultimo raduno. Non ci siamo giocato bene, ma come professionista devi andare avanti, c’è sempre il prossimo. Ovviamente la Coppa del Mondo è alle porte, quindi tutti vogliono fare del loro meglio per sé stessi e per il Paese”.

Tutti sanno che Harry Kane è il primo a rispondere alla convocazione. Ho avuto una situazione simile con Lampard, Gerrard, Scholes, Beckham. Potrebbe sorprendere le persone, ma non ho sentito che la frustrazione ha avuto la meglio su di me. L’ho colta come un’opportunità per essere tra i migliori senza la pressione a cui erano sottoposti…

“Essere scelto nella nazionale è un grande onore. La competizione è così agguerrita, hai sempre quel piccolo pensiero: ‘Ci vado?’ Parlo con Tomori ed eravamo di nuovo come dei ragazzini quando abbiamo ricevuto la convocazione. Ci stavamo gridando al telefono, eccitati. Sappiamo quanto sia importante con il Mondiale così vicino. Quando lavoro con Harry, lo uso come punto di riferimento. Se siamo io e lui a fare le esercitazioni finali in allenamento, guardo al suo posizionamento, cerco di prenderne i tratti nel mio gioco. È un attaccante meraviglioso, ma come giocatore dovevo essere pronto anche io perché non si sa mai cosa succederà”.

Una partita contro l’Italia a Milano sarebbe speciale per te. Molti anni fa, quando Gary Lineker ha giocato per il Barcellona, ​​l’Inghilterra ha giocato una partita in Spagna e ne ha segnate quattro!

“Ovviamente se dovessi essere coinvolto, mi piacerebbe impressionare, tornare e dare un po’ di bastonate ai miei compagni di squadra della Roma”.

Ho adorato il tuo terzino esterno Leonardo Spinazzola. È stato sensazionale per l’Italia a Euro 2020 fino a quando non ha avuto quel brutto infortunio al tendine d’Achille…

“Adesso è tornato e sta bene. È sempre difficile quando torni per la prima volta da un lungo infortunio. Se giocherà venerdì, sarà bello vedere lui e altri compagni della Roma, e giocare in uno stadio familiare”.

Le aspettative per l’Inghilterra erano inferiori all’ultima Coppa del Mondo in Russia e la squadra ha giocato bene, fino alle semifinali. Dopo aver raggiunto la finale di Euro 2020, però, sospetto che in Qatar saranno più alte. Come se la cavano i giocatori?

“Dobbiamo bloccare tutto il rumore e qualsiasi sciocchezza. Non sarà facile, ma il modo migliore per noi giocatori è quello di affrontare le partite con la mente libera. Non puoi giocare bene se ti senti sotto pressione o hai paura. Come giocatori ci divertiamo quando i tifosi sono dietro di noi come successo agli Europei. Ovviamente siamo rimasti delusi dall’ultima partita contro l’Ungheria, ma nel calcio succedono queste cose. È così che ci riprendiamo”.

Voglio solo tornare al Chelsea, se posso. So che non hai fatto molte partite nella squadra prima di partire nel 2021, ma molti attaccanti lottano in quel club; Shevchenko, Torres, Higuain, non ha funzionato nemmeno per Lukaku quando ha firmato per un sacco di soldi quando sei andato alla Roma..

“Ricordo che Lukaku ha detto che all’Inter trovava più la porta rispetto al Chelsea. Mi ha fatto ripensare confrontandolo con il mio stile di gioco ora. Il centrocampo e i difensori sono così vitali per il Chelsea, è un lavoro solitario in attacco e può essere difficile. Ma non credo sia vero dire che c’è una maledizione dei numeri 9, ci saranno ragioni diverse per ogni attaccante ed è un onore giocare per quel club”.

Personalmente, penso che quando hai avuto un’icona come Didier Drogba che ha vinto tutto e ha sempre segnato nelle finali di coppa, chiunque segua sia paragonato a lui. L’unico che ha resistito da allora è Diego Costa. È un’aspettativa incredibile per chiunque sia all’altezza e penso che ne faccia parte più della parte tattica…

“Ho avuto alcuni momenti al Chelsea in cui ho fatto male e mi è stato detto di ‘Vattene!’ E se segnavo, mi chiamavano re Drogba. È impossibile emularlo completamente, ma Pierre-Emerick Aubameyang ora indossa il numero 9, gli auguro tutto il meglio e spero che riesca a correre”.

Mi racconti un po’ della vita a Roma? C’è stato un tempo in cui sono quasi arrivato al Lione, ma alla fine non ho mai giocato all’estero…

“Ho parlato con Chris Smalling prima di firmare e mi ha detto: bel tempo, brava gente, buon cibo, buon campionato. Non ha sbagliato. Roma è bella. Sono stato in giro e ho ammirato la storia. Luoghi come il Colosseo costruito tanto tempo fa. I tifosi sono così appassionati, ovunque tu vada c’è Roma o Lazio, la rivalità è pazzesca. Puoi fermarti a una stazione di servizio e farti assalire, è diverso da Londra dove puoi perderti un po’ di più. Ci è voluto un po’ per abituarsi ma le persone sono adorabili quando le vedi. Tendi solo a passare un po’ più di tempo a casa! Ho preso lezioni di italiano, volevo imparare. Di recente ho fatto un’intervista che ha avuto una buona reazione anche se erano solo poche parole. Stranamente, Chris capisce l’italiano ma non lo parla”.

Sono sicuro che la gente apprezzerà che ci provi anche se commetti qualche errore. La mia ultima domanda è per mio figlio davvero, ama Paulo Dybala che hai firmato dalla Juventus. Che tipo è?

“Ha talento. Bravo come lui su FIFA. Porta anche qualità di leadership anche se sembra avere 12 anni! Ha quell’esperienza di vincere trofei che ci serviva. È positivo per me personalmente, stiamo costruendo quella partnership”.